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Salta il tavolo fra sindacati e industriali

26 Aprile 2018 K2_ITEM_AUTHOR  La Nazione Ms Carrara

Le imprese
«Il nostro processo innovativo prevede rapporti trasparenti e nel rispetto del dialogo. Le urla e le manifestazioni del passato non sono più tollerabili. Il sindacato invece continua nella conflittualità».
Erich Lucchetti
«Sono disponbile a contenere il numero dei partecipanti della nostra delegazione. Il nostro approccio è antitetico alle loro accuse gratuite e strumentali di arroganza»


di CRISTINA LORENZI «GLI IMPRENDITORI del marmo non vogliono i lavoratori al tavolo delle trattative». E’ partito con il piede sbagliato il primo incontro per il contratto integrativo provinciale del marmo. L’incontro è saltato perché i rappresentanti dei sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil volevano partecipare in sei mentre gli imprenditori ne avrebbero ammessi al tavolo soltanto 4. Da qui un diverbio che di fatto ha interrotto il tavolo con tanto di annuncio, da parte dei lavoratori, di manifestazioni di protesta per i prossimi giorni. I sidnacati hanno così ritirato l’intera delegazione, tacciando di arrogante e prepotente la classe industriale. «A tre mesi dalla presentazione della piattaforma – si legge inuna nota di Cgil, Cisl e Uil di categoria – , veniamo convocati all’associazione industriali. Andiamo per esporre le nostre rivendicazioni con un gruppo di delegati (sei), come abbiamo fatto da sempre e ci siamo sentiti dire che la delegazione doveva essere formata dal segretario e solo un componente della segreteria. Non abbiamo potuto rappresentare le nostre rivendicazioni perché eravamo troppi, mentre la delegazione di Confindustria era composta da due funzionari oltre al presidente Erich Lucchetti, Giancarlo Tonini, Fabrizio Santucci e Ronchieri. Secondo noi questo atteggiamento è sbagliato nel metodo, ma anche nel merito. Rivendichiamo – scrivono i rappresentanti dei lavoratori – il diritto di decidere la nostra delegazione, così come gli imprenditori decidono la loro. Vogliamo denunciare alla città, alle istituzioni con chi abbiamo a che fare. Arroganti e prepotenti, forse pensando che senza le nostre delegazioni potremmo essere più deboli. Nei prossimi giorni decideremo il da farsi, iniziative concrete per respingere l’atteggiamento provocatorio e di sfida. Un appello lo vogliamo fare agli imprenditori non presenti: ma siete sicuri che questo atteggiamento faccia bene all’immagine che volete dare alla collettività? Vogliamo pensare che questa posizione assurda e irricevibile venga rivista». Non tarda la replica degli imprenditori che motivano il rifiuto alla delegazione corposa con la linea di innovazione che la categoria da tempo si è data. «Ormai da tempo – scrive il presidente Erich Lucchetti – , Confindustria e le imprese del marmo sono impegnate, con il bilancio sociale e le misure efficaci di sicurezza del lavoro e di difesa dell’ambiente, in una vera e propria opera di rinnovamento che presta massima attenzione ai rapporti con la comunità, con le istituzioni e le organizzazioni sindacali. In questa logica rientra anche il tentativo di moderare quelle unicità anche comportamentali che in passato non hanno prodotto risultati positivi, tentando di ridisegnare tutti i rapporti riconducendoli a una trasparenza, linearità e correttezza che sono le basi per l’interesse comune. In questa ottica, è stato chiesto alle controparti sindacali di indicare una delegazione di rappresentanti che avesse pieno mandato dai lavoratori, per confrontarsi con noi a un tavolo nel quale speriamo ancora possa prevalere il dialogo, nel rispetto delle reciproche posizioni». «MI RENDO da subito disponibile – è il passo indietro di Lucchetti – a contenere, se questo è il problema, il numero dei partecipanti alla nostra delegazione a conferma che il nostro approccio è antitetico rispetto alle accuse purtroppo gratuite e strumentali di arroganza e al tentativo di ripetere rituali di rinnovo contrattuale, con urla e manifestazioni non più tollerabili che credevamo essere confinati anche per il sindacato alla storia passata. Dobbiamo constatare invece che il sindacato continua a mantenere posizioni di conflittualità del tutto non propedeutiche ad un sereno confronto».

 

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Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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