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Marmo, indietro tutta sulle tariffe: scatta l'aumento del 5%

02 Maggio 2018 K2_ITEM_AUTHOR  Il Tirreno Ms Carrara


La giunta annulla la precedente delibera in autotutela
L'opposizione scatenata: «E tutti i soldi già persi?»

 

CARRARA Si riaccende lo scontro sulle tariffe del marmo. L'amministrazione ha annullato in autotutela le delibera numero 132 del 23 marzo con la quale aveva stabilito di mantenere la tassazione del marmo inalterata per il prossimo biennio. La Giunta comunale ha rideterminato le tariffe per il biennio 2018/2019 basandosi sulla relazione istruttoria presentata dal dirigente del settore marmo il 27 aprile. Con la nuova delibera del 28 aprile ha aumentato del 5% il valore medio di mercato delle diverse qualità e tipologie di blocchi di marmo: è su quei valori medi che si calcolano le tariffe sul materiale estratto (i beni estimati pagano meno perché non hanno il canone di concessione).La rideterminazione biennale dei canoni è prevista dall'articolo 10 del regolamento degli agri marmiferi. L'opposizione aveva contestato la regolarità della delibera del 23 marzo, paventando il rischio di un danno erariale. Il 18 aprile aveva presentato in consiglio comunale una mozione per il suo ritiro, bocciata all'unanimità dalla maggioranza a 5 stelle. Che però ha infine optato per il ritiro in extremis.Interrogato sulle ragioni di questa decisione, il sindaco Francesco De Pasquale ha affermato: «Secondo la relazione del dirigente, la delibera non era stata istruita ai sensi del regolamento che disciplina le tariffe del marmo. Per questo l'abbiamo ritirata», Secondo il sindaco, la mozione del Pd era inaccettabile in ogni caso: «Conteneva affermazioni che riteniamo scorrette. Abbiamo concluso la votazione dicendo che avremmo esaminato il caso». Ai tempi della prima delibera, l'amministrazione sembrava convinta che il valore dei materiali fosse rimasto invariato. Per quale ragione? «No comment», è stata la replica del sindaco.«Il dirigente ha mutato parere a seguito di attività istruttoria - ha spiegato l'assessore Alessandro Trivelli - e nella sua relazione ha proposto la rideterminazione dei prezzi del marmo. Pertanto abbiamo dovuto tenerne conto». La delibera data l'istruttoria al 27 aprile. «Il procedimento è stato concluso il 27, ma è iniziato 10 giorni prima», ha precisato Trivelli. È stato quindi avviato prima, e non dopo, la pubblicazione della delibera della discordia.Questo perché, ha spiegato l'assessore, «c'è stato un errore nella procedura della delibera precedente. Altrimenti non sarebbe stato necessario modificarla». Nel frattempo prosegue il lavoro sull'Osservatorio dei prezzi e sul nuovo regolamento: a breve l'amministrazione delibererà lo stanziamento delle somme necessarie a realizzarli.Dura la reazione dell'opposizione: «Avevo suggerito io stesso il ritiro in autotutela - ha dichiarato il consigliere di minoranza Andrea Vannucci - che comunque non sana l'atto. Questo ritardo è significativo. È stata approvata una delibera sbagliata, segnalata come tale, ma difesa fino all'ultimo: poi è arrivata la retromarcia, quando l'illegalità dell'atto è apparsa palese anche alla maggioranza. Qui non è solo una questione d'incapacità, ma di furbizia. Il ritardo sul regolamento degli agri marmiferi e la subcommissione secretata sul marmo lo dimostrano».Il segretario del Pd di Carrara, Gianluca Brizzi, si spinge anche oltre: «La nostra mozione ha smascherato quello che era evidentemente un accordo. Con l'annullamento della delibera, la maggioranza ha di fatto ammesso il danno erariale: il mancato aumento della precedente delibera rispetto al 5% attuale certifica che le casse del Comune avrebbero perso un paio di milioni in due anni. D'altra parte, appare implausibile che tutti i materiali abbiano subito la stessa variazione indistintamente. Abbiamo avuto un incontro con i vertici di Imm: a detta loro, nell'ultimo biennio i prezzi di alcuni materiali, come ad esempio il bianco, sono aumentati molto più del 5% (pare oltre il 30%). In passato la rideterminazione delle tariffe soggiaceva a un procedimento di circa 6 mesi di durata, che stavolta invece è stato straordinariamente breve. Vogliamo chiarire se ci siano i margini per recuperare quanto perso nei primi 4 mesi dell'anno. Nei prossimi giorni valuteremo le azioni da intraprendere dal punto di vista sia politico che amministrativo».«Avevamo chiesto di verificare la legittimità della delibera - ha aggiunto il consigliere democratico Cristiano Bottici - ma l'amministrazione sosteneva che fosse difficile. Invece adesso ha avviato e concluso il procedimento in pochi giorni. Se le modifiche appena approvate non dovessero essere retroattive, chi restituirà i soldi persi alla collettività?». Si mostra critico anche il Psi, che parla di "disastro amministrativo": «L'amministrazione ha annullato la delibera assunta al di fuori di ogni legittima procedura nell'ultimo giorno utile per farlo, il 30 di aprile. La maggioranza si è resa complice di un atto palesemente illegittimo che ieri è stato annullato, forse temendo l'azione degli organi di controllo».Irene Rubino

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