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Giubilaro: situazione preoccupante «Costretti a sequestrare le segherie» Il procuratore parla del blocco di quattro impianti di lavorazione

30 Maggio 2018 K2_ITEM_AUTHOR  La Nazione Ms Carrara


Oltre alle denunce penali sono fioccate le sanzioni amministrative per circa 35mila euro


Aldo Giubilaro
Una situazione preoccupante quando c’è in ballo la salute dei cittadini bisogna essere rigorosi e severi. Siamo stati costretti a compiere un’azione repressiva intensa e a disporre anche il sequestro di quattro impianti.
– MASSA CARRARA – C’ERANO aziende che addirittura non aveva neppure le vasce di depurazione con i filtri per raccogliere i fanghi della lavorazione del marmo, altre che per accelerare i tempi scaricavano subito nei torrenti d’acqua: insomma una sorta di «far west» dove ognuno faceva il bello e cativo tempo con la salute dei cittadini a repentaglio, Il blitz della guardia costiera, coordinato dal procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro, ha portato a galla uno spaventoso giro di illegalità sullo smaltimento dei rifiuti. «Una situazione preoccupante - ha spiegato in una conferenza stampa il procuratore Giubilaro - quando c’è in ballo la salute dei cittadini bisogna essere rigorosi e severi. Siamo stati costretti a compiere un’azione repressiva intensa e a disporre anche il sequestro di quattro impianti e sappiamo che si tratta di una forma invasiva perché si blocca l’attività lavoratova. Ma non potevamo tollerare la reiterazione del reato, che metteva a repentaglio l’ambiente, la falda acquifera e di conseguenza la salute dei cittadini. La guardia costiera ha operato con grande professionalità e in quasi tutte le aziende sono state riscontrate illeciti». Il capo ufficio della direzione marittima della Toscana Giorgio Castronuovo presente in procura in rappresentanza del contrammiraglio Giuseppe Tarzia, direttore maritimo della Toscana, ha spiegato che l’operazione effettuata nella nostra provincia, sfociata con nove denunce penali, rientra nell’ambito del protocollo cave stipulato con la Regione e che già aveva avuto sviluppi al monte. «Siamo passati a valle della filera del marmo - ha sottolineato il capitano di fregata Maurizio Scibilia comandante della capitaneria di Marina di Carrara - dopo una serie di controlli sui corsi d’acqua. Le principali interferenze con l’ambiente e mi riferisco ad aria, acqua e suolo, riscontrate durante i processi di lavorazione sono riconducibili alle alterazioni delle acque dei torrenti con la contaminazione di olii e solventi». Principalmente le segherie sanzionate sono ubicate lungo corsi d’acqua che diventavano il serbatoio per scaricare i fanchi della lavorazione del marmo senza essere prima trattati. Il personale della guardia costiera ha rilevato inoltre la mancanza delle autorizzazioni allo scarico industriale, irregolarità dei registri di carico e scarico e dei formulari per la gestione dei rifiuti liquidi e solidi. Le verifiche sono state estese ad altre attività lavorative quali gli autolavaggi, i distributori di carburante, le lavanderie e i rimessaggi. Sono state controllate una quindicina di attività e otto persone sono state deferite all’autorità giudiziaria. guido baccicalupi

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