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Da Carrara a Budapest l'omaggio al cervello umano

11 Maggio 2019 K2_ITEM_AUTHOR  La Redazione

Pronta la grande scultura in marmo opera di Marton Varo e destinata a un nuovo centro di scienze mediche che sta sorgendo nella capitale ungherese


Un grande cervello in marmo bianco di Carrara, statuario della cava Barattini: è l'ultima opera dello scultore Marton Varo, che ormai da alcuni anni quando lavora a Carrara è agli studi del Ponte di Ferro. Andrà a Budapest, in Ungheria, dove è in fase di realizzazione un grande centro internazionale di scienze mediche, con particolare riguardo proprio al cervello.Marton Varo, classe 43, è nato in Transilvania, all'epoca ungherese (ora Romania), ha studiato scultura all'Istituto d'arte Ion Andreescu di Cluj, in Romania dal 1960 al 1966. Nel 1970 - questa la biografia che appare sul suo sito - si è trasferito a Debrecen, in Ungheria, dove ha completato diverse sculture per luoghi pubblici e ha ricevuto il premio Munkacsy nel 1984. Grazie a una borsa di studio Fulbright nel 1988, Varo divenne affiliato con l'Università della California di Irvine, dove studiò il rapporto tra architettura e scultura. Nel 1990 è diventato Artist in Residence per un progetto di arte pubblica nella città di Brea, in California. 

«Che differenza rispetto alla città che trovai nell'86»
«Sono sempre felice qui, a Carrara, è uno dei posti migliori per lavorare. I primi tempi, qui a Carrara, ero in contatto con uno scultore ungherese, poi frequentai gli studi Nicoli. Franco Barattini lo conosco da più di vent'anni, mi trovo benissimo con il suo marmo; fra i colleghi, ho rapporti in particolare con Boutros Rohmein». La città? Marton Varo sospira: «Ripeto, qui sto bene, c'è tutto per uno scultore, ma si vede che la città non è la stessa di quando arrivai io nell'86, ora dà l'idea di essere più abbandonata, anche più sporca. È un peccato»

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