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Distretto Apuo-Versiliese (3135)


IL SINDACO aveva rifiutato la sua candidatura a dirigente del settore Urbanistica e Suap del Comune e l’architetto Pier Luigi Bessi lo aveva trascinato davanti al Tar che però ha dato ragione a De Pasquale. Bessi non poteva assumere l’incarico dirigenziale, scrivono nella sentenza i giudici amministrativi fiorentini, perché sarebbe stato collocato a riposo (vale a dire in pensione) il primo marzo 2020 per cui non avrebbe potuto ricoprire il ruolo di dirigente nella durata minima di tre anni come previsto dal regolamento comunale. Bessi che da circa un mese si trova interdetto dall’esercizio di un pubblico ufficio, nell’ambito dell’inchiesta della procura su presunte irregolarità nei bandi di gara per i punti informazione del Tarnone e di San Martino, aveva impugnato oltre che la decisione di diniego del sindaco.

MENTRE il «Piano cave» adottato dalla giunta toscana si prepara ad approdare in Consiglio regionale, esplode la polemica sui «beni estimati» negli agri marmiferi. Una questione vecchissima, che in questi giorni è tornata d’attualità, visto che le Commissioni parlamentari stanno discutendo la proposta di legge toscana in materia. Per i non addetti ai lavori, la questione dei «beni estimati» riguarda una serie di terreni che, nel 1751, la duchessa Maria Teresa Cybo-Malaspina assegnò con un editto ad alcuni cavatori e che, da allora, sono stati considerati privati, consentendo di estrarre marmo senza dover pagare i diritti di concessione né affrontare le procedure previste per gli agri comunali. GLI INTERESSI in ballo sono enormi e già in passato la Regione aveva provato a regolamentare diversamente il settore. La Corte costituzionale però, nel 2016, aveva sanzionato la legge regionale, sottolineando come la Regione non potesse stabilire se i «beni estimati» fossero pubblici o privati. La decisione spetta, infatti, allo Stato. Caso chiuso allora? Nient’affatto. Perché nel giugno scorso il Consiglio regionale ha approvato e inviato una proposta di legge al Parlamento. Presentata dal consigliere Giacomo Giannarelli del Movimento 5 Stelle, chiede appunto al Parlamento di pronunciarsi in merito, riproponendo l’idea che la natura dei «beni estimati» sia pubblica e che questi appartengano al patrimonio indisponibile comunale.

"Donna Scultura" visita alla mostra

Al Museo dei Bozzetti, domani alle 11 visita con incontro con le due scultrici Fonzo e Robalo. Poi visita al loro studio.

Venerdì 15 marzo, con orario 9,30 - 13,30 presso Lucense (Via della Chiesa XXXII, trav.I n.231 Sorbano del Giudice - Lucca)

All'interno della 4° rivoluzione industriale tra le tecnologie abilitanti troviamo i big data, la loro analisi e il cloud, poiché i processi automatizzati hanno portato alla generazione di quantitativi enormi di dati. Questi dati, se messi a disposizione di un software di tipo analitico, possono diventare informazioni di valore, contribuendo a migliorare i processi e accrescere la produttività. Non è importante la quantità di dati in nostro possesso, quanto il modo e l'ecosistema in cui vengono utilizzati, al fine di aiutare le aziende a prendere migliori decisioni e mosse strategiche che possono portare a riduzione di tempi e costi.
Il seminario ha lo scopo di illustrare le nuove tecnologie legate ai Big Data a portata di mano delle piccole imprese e con grandi potenzialità. Saranno anche illustrate alcune iniziative specificatamente rivolte al mondo dell'impresa come la piattaforma "Digital Social Platform (DSP) di OpenMaker, uno strumento pensato per analizzare e visualizzare l?ecosistema di relazioni della community OpenMaker, nonché il network più ampio in cui questa si inserisce.
La partecipazione all'evento è gratuita.
Relatori: Prof. Guido Caldarelli, docente di Fisica Scuola IMT Alti Studi Lucca - Dott. Angelo Facchini, IMT Alti Studi Lucca
(scarica il programma)


Il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (FI) e il capogruppo di Forza Italia all'assemblea regionale, Maurizio Marchetti, riguardo al nuovo piano regionale cave, approvato lunedì scorso (18 febbraio), dalla Giunta presieduta da Enrico Rossi, contestandone le criticità, che già gli imprenditori avevano messo in luce e di cui non è stato tenuto conto, chiedono che sia riscritto così da poterne superare gli elementi negativi che rischiano di penalizzare un settore di ormai grande importanza in Toscana.

https://www.luccaindiretta.it/regione/item/138238-piano-cave-toscana-stella-e-marchetti-fi-va-rifatto.html

La Cna si unisce alla preoccupazione del presidente della Camera di Commercio Giorgio Bartoli in merito alle difficoltà che le imprese del territorio continuano ad avere, come emerge dall'analisi del dati relativi all'anno appena chiuso.«Anche il 2018 si chiude con un segno negativo - dice Andrea Giannecchini, presidente provinciale dell'associazione degli artigiani e delle piccole e medie imprese - e nel settore artigiano la situazione rispecchia quella complessiva. A fronte di una coerenza di dati rispetto agli anni precedenti si registra però una diffusa sensazione positiva, confermata da diversi operatori, che va in controtendenza rispetto ai dati statistici».E prosegue: «Rimangono maggiormente in sofferenza i settori più legati alla economia del territorio. Primo fra tutti quello delle costruzioni (che vede il -2,5% rispetto all'anno precedente)»

«Il Piano Cave così non va, è da rifare»

i consiglieri regionali stella e marchetti di fi
«Il Piano Cave della Regione Toscana è da rifare, così come è stato concepito non va bene, contiene criticità che gli imprenditori avevano già messo in rilievo ma di cui non si è tenuto conto in fase operativa. Serve una concertazione tra aziende, sindacati e istituzioni, per arrivare a riscrivere il piano e superare gli elementi negativi, che altrimenti penalizzeranno un settore che porta ricchezza e lavoro in un'area importante della Toscana»

«Non c'è trasparenza sul monte Bettogli»

il gruppo di intervento giuridico
Il Gruppo di intervento giuridico Grig onlus presidio delle Apuane riporta d'attualità, con una nota, il caso della vetta del monte Bettogli. E scrive: «Prendiamo atto della assoluta mancanza di trasparenza del Comune di Carrara in merito al progetto coordinato di monte Bettogli ormai reso famoso per il paventato taglio della cima o zucchetto, che segnaliamo al Difensore Civico Regionale e invitiamo il Sindaco di Carrara a mettere a disposizione della cittadinanza il materiale informativo adeguato, consultabile on line per le osservazioni da parte dei portatori di interesse».

Gozzani: se gli imprenditori continuano ad arroccarsi nel loro fortino ideologico, ci sarà un'ulteriore divisione con la comunità.

Franca Leverotti, storica ed esperta di ambiente, sottolinea in una nota che «come dice Paolo Gozzani, gli utili delle aziende del marmo sono "stratosferici", anche se ancora molto lontani da quelli dall'azienda Prada che produce le borsette citate dal dottor Andreani, con la differenza che la materia prima in questo caso è un pezzo di monte irriproducibile, acquistata non a prezzo di mercato (se ci potesse essere un controvalore che ci ripaga dallo scempio, dalla distruzione e dall'inquinamento che ne deriva), ma svenduta dalle Amministrazioni a cifre ridicole e ridotta a quel prelievo del 10% del prezzo di mercato (foriero di danno erariale) imposto dalla Regione». A suo avviso, «La politica di questa destra sembra rincorrere quella folle miniera a cielo aperto che è il modello Carrara, e, volendo incentivare le entrate del marmo, non ha pensato a fondare il prelievo del 10% sulla base di un valore commerciale del marmo che cerchi di avvicinarsi alle reali transazioni, ma si è piattamente adagiata su quanto fornito del Centro di Geotecnologie di Siena».«Che fare allora per aumentare il bilancio? Niente di meglio che riaprire nuove cave, sembra una cinquantina (vogliamo sperare comprese le 17 attive): la devastazione, l'inquinamentosaranno maggiori, ma il bilancio crescerà. Sull'avventura marmo, in vista dei lauti profitti, si stanno gettando anche novelli imprenditori che abbandonano l'edilizia e il commercio, grati all'amministrazione che chiede alla Regione di triplicare il quantitativo massimo estraibile nei prossimi 20 anni portandoli a 4,5 milioni di metri cubi! Sono montagne? Che importa?».

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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