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Distretto Apuo-Versiliese (3616)

"Più marmellata, meno marmettola"

Il futuro, quei bimbi che gridano "basta cave". E lo gridano sulle scalinate che portano al Duomo, silenzioso e illuminato, dietro a loro nove persone con magliette bianche, perché sono nove le lettere di "bastacave", vergate in rosso. Rosso sangue come chi nelle gallerie e nei bacini estrattivi c'è morto o si è ferito, come le Apuane insanguinate, quelle del flash mob degli attivisti di Extinction Rebellion, coperti da lenzuoli bianchi e poi sdraiati sul selciato di piazza Mercurio (ne parliamo nell'altra pagina). Il futuro di quei bimbi, delle montagne minacciate e colpite, di un territorio, di una provincia. Non c'è nulla di religioso nei concetti, o forse sì, dipende come il tema lo si affronta, e chi ne parla. Le 2.000 anime che ieri hanno sfilato in città non si vedevano da un pezzo, o forse mai si erano viste. Massa bloccata nel traffico. Una folla immensa, che nemmeno gli organizzatori si aspettava in un sabato di inizio gennaio, per la verità per niente freddo.Un lunghissimo corteo partito quando c'era il sole in piazza De Gasperi, di fronte al tribunale, e finito in piazza Berlinguer, all'ex mercato coperto, era ormai calato l'imbrunire. Più di due ore di canti, musica, slogan, battimani, un camioncino a guidare l'incedere.

Nei giorni scorsi, nella Chiesa della Madonna del Carmine, la delegazione toscana del Sacro Militare Ordine Costantiniano ha partecipato alla preghiera del Rosario, in piena condivisione ed unione - si spiega in una nota - con il gruppo di preghiera di San Pio da Pietrelcina. Al termine della cerimonia, è stato inaugurato un busto di San Pio da Pietrelcina, donato dal Cavaliere Costantiniano Franco Barattini. L'opera è stata realizzata in marmo bianco, proveniente dalla cava Michelangelo e scolpita dall'artista Luciano Massari nei labororatori della ditta Barattini


gli ex sindaci


massa. «Volevo partecipare anche io e andare in piazza, pensavo che la manifestazione fosse a difesa del bivacco Aronte (a 1.700 metri di altezza sul monte Tambura, nella foto sopra, ndr), a suo tempo io le cave Aronte e Focolaccia le ho chiuse, e come tutti sanno sono un appassionato di montagna, sono un ex presidente del Club Alpino, e sull'Aronte ci ho passato un pezzo della mia gioventù». E invece Roberto Pucci, sindaco di Massa per tre mandati (dal 1993 al 2003 e dal 2008 al 2013), tra la folla di sabato pomeriggio in centro città non c'era. «Perché non sono d'accordo sulla chiusura totale delle cave, come qualche slogan pretendeva, basti pensare che perderemmo 10.000 posti di lavoro nella nostra provincia, circa 4.000 diretti e il resto dell'indotto, lavoratori che salgono a 13.000 se guardiamo l'intero distretto lapideo, da Ortonovo a Seravezza». Ancora Pucci: «Le cose vanno fatte con criterio, senza stravolgere il tessuto produttivo. Quando ero in carica, il mio l'ho fatto. A Massa si estraggono 150.000 tonnellate di marmo, e le regole che c'erano imposte dalla Regione erano sufficienti per dare un limite all'estrazione.

Il sindaco Francesco Persiani, che si trova fuori città per un periodo di vacanza, preferisce non rilasciare dichiarazioni dopo l'adunata di popolo che sabato ha protestato contro l'escavazione indiscriminata delle Apuane. Si limita a una battuta: «Bene tutta questa partecipazione - dice - con la nostra elezione in Comune, a Massa è come se fosse caduto il muro di Berlino dopo ottant'anni, adesso perlomeno tutti possono dire la loro». Chi parla è il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, che l'argomento lo conosce eccome. «In 22 anni da consigliere ho presentato tre interpellanze per fare il regolamento sugli agri marmiferi e anche una bozza del regolamento stesso, puntualmente messa nel cassetto da chi ha governato fino a oggi

«Oggi si scava meno e meglio di prima»

Lucchetti (Confindustria): «La produzione di blocchi è scesa
di 24mila tonnellate in 10 anni, quella di detriti di 600mila»
massa. «Oggi si scava meno e meglio che in passato». E ancora: «Chi paragona le imprese e i lavoratori a dei rapinatori che di nascosto a tutto e a tutti salirebbero sui monti a depredare il marmo dice una bugia gravemente diffamatoria per chi lavora e fa impresa». Non è per niente morbido nelle dichiarazioni Erich Lucchetti, presidente di Confindustria Massa-Carrara, che interviene all'indomani della grande manifestazione promossa dal Tam Cai - con circa 2000 partecipanti - che si è svolta a Massa in difesa del bivacco Aronte e contro l'annunciata apertura di sette cave dismesse sulle Alpi Apuane.Il numero uno degli industriali in provincia, a difesa del settore lapideo, porta dati e numeri. Per esempio: «Le cave rappresentano meno del 2% del totale della superficie delle Alpi Apuane, si escava su soli 20 (chilometri quadrati) in una area che ha un'estensione di 2.000 km². Inoltre è un dato storico inconfutabile che si escava il 25-30 per cento in meno rispetto a 25-30 anni fa.

Non solo aziende dell'edilizia nella lista dei fallimenti aperti nel 2019 nella provincia apuana. A dichiarare il default sono anche imprese di altri settori, compreso il comparto del marmo che attraversa una fase di crescita a quanto pare limitato alle aziende più strutturate (leggi chi possiede cave che producono materiali di alta qualità) e vocate all'export. Danno un segnale in questo senso i fallimenti di "Beta Marmi e Graniti Srl" di Carrara che opera dal 1996, nel settore marmi e pietre naturali e della Lorenzetti Marmi di Massa.

Sanzione da 11mila euro per mancate dichiarazioni su polveri e scarti
L'artista: «Non è un problema ambientale, ma ci trattano come criminali»
Non aveva il registro di carico e scarico dei rifiuti, mancava la dichiarazione dell'emissione polvere, e c'erano tre sacchi di rifiuti sul piazzale privato. Sono i tre motivi per cui lo scultore francese Nicolas Bertoux e sua moglie Cynthia Sah sono stati multati per 11 mila euro dalla Capitaneria di porto. Anche loro, seppure non siano un'azienda di marmo, sono finiti nella serie di controlli fatti a fine 2019. Controlli che hanno portato a sanzioni per una trentina di aziende, e che sono state fortemente criticate dalla Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) e dai comuni di Seravezza e Pietrasanta.

Giro di vite della Regione
con il protocollo sicurezza
I controlli riguardano gli scarichi idrici, i pozzi, la gestione dei rifiuti e le emissioni in atmosfera, e sono scaturiti sulla base del protocollo d'intesa sulla sicurezza del lavoro nelle cave e nelle aziende del settore marmo del distretto apuo-versiliese, firmato dalla Regione Toscana con le Procure della Repubblica di Massa e di Lucca, in data 14 giugno 2016

 


Il sindaco di Fivizzano traccia un resoconto dei primi sette mesi della giunta
«Il compito è all'inizio ed è molto lungo, abbiamo tanti progetti in cantiere»

 

FIVIZZANO. Primo bilancio dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluigi Giannetti dopo sette mesi di attività. Solo qualche giorno fa il consiglio comunale ha approvato i seguenti importanti documenti: il bilancio di previsione per l'anno 2020, il Dup (documento unico di programmazione) e il Pabe (piani attuativi bacini estrattivi).Come si legge nella nota diramata dal Comune «l'amministrazione Fivizzanese si è da subito distinta per la grande voglia di fare, è giunto il momento di effettuare un primo parziale bilancio, che evidenzia il grande impegno profuso. Dopo i primi 7 mesi di governo dell'ente comunale, sono veramente molti i progetti avviati e le opere iniziate e completate».E qui si elenca. «Acquedotto: accordo con Gaia per la realizzazione del raddoppio acquedotto di Sassalbo, nuovo tratto Collegnago - Fivizzano e realizzazione pozzo per la zona bassa del Comune, investimento totale di circa 1 milione e 500 mila euro (prima volta dalla costituzione di Gaia che si effettuano investimenti di tale importanza sul territorio comunale)».

Italia Nostra Massa-Montignoso replica al presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti e al consigliere forzista Ronchieri, ribadendo che l'associazione «ha scelto, esclusivamente, i temi su cui misurarsi e confrontarsi avendo come bussola la difesa del paesaggio, del patrimonio artistico, architettonico, naturale della nostra comunità. La lotta in difesa di beni che appartengono alla Comunità e non a pochi o alla politica, sia essa di destra o di sinistra, che ha portato avanti la sezione si è sviluppata sotto diverse amministrazioni e, spesso, l'associazione si è unita, per rendere più forte l'azione di contrasto a scelte ritenute dannose, ad altre organizzazioni ambientaliste. Italia nostra non è mai rimasta in silenzio, non ha avuto partiti, amministratori o consiglieri "amici"».

«L'unica soluzione è cambiare le leggi»

Eros Tetti, di Salviamo le Apuane e Toscana del Buon Vivere, replica al presidente di Assindustria Erich Lucchetti e osserva: «Lucchetti rappresenta correttamente il fatto che il lavoro di cava è molto migliorato, controllato, regolarizzato e monitorato rispetto al passato. Lucchetti dice la verità. Ed è proprio qui la natura del problema per cui invitiamo a riflettere soprattutto coloro che dicono "Non sono contrario alle cave; esse vanno solo più regolarizzate e controllate" (modello di pensiero molto diffuso anche nelle principali associazioni ambientaliste, in molti partiti e altri soggetti importanti). Eppure le Apuane sono come le vediamo. Le cave sono in piena regola, ma il risultato oggi è inevitabile». 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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