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Distretto Apuo-Versiliese (3616)

Non solo la manifestazione dei duemila in difesa delle Apuane. La battaglia degli ambientalisti è anche sul piano giudiziario. Come ha detto nel suo intervento di sabato scorso Franca Leverotti (foto), portando i saluti anche della presidente nazionale di Italia Nostra, Ebe Giacometti, nel 2020 la lotta contro quelle che ritengono violazioni del Codice dell'Ambiente e del Codice del Paesaggio, «consentite dal Pit»; un Pit (Piano di indirizzo territoriale) che, sostiene la Leverotti, portando a sostegno un numero di aprile 2015 del periodico Versilia Produce, è stato modificato anche per l'intervento dei consulenti del Coordinamento delle imprese in Regione, «che ha portato alla riapertura di cave chiuse da 30 anni e consentito lo scavo sopra i 1.200 metri, aree protette dal Codice». E, aggiunge, «continuerà la lotta contro i Pabe che, invece di disciplinare l'attività estrattiva, promuovono l'apertura di cave rinaturalizzate anche nelle aree protette. E' un 2020 che si apre anche all'insegna della speranza: l'invito del presidente Mattarella alla priorità delle scelte ambientali nell'interesse delle future generazioni e come opportunità per lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro, deve essere il nostro obiettivo, insieme al rispetto della legge. Confidiamo nella prossima decisione del Tar e a seguire del Consiglio di Stato per riportare le normative regionali (Pit e Piano Regionale Cave) e a cascata le decisioni comunali, nell'alveo della legalità e del rispetto delle leggi nazionali».

«Subito da rivedere i valori del marmo»


Un gruppo di ambientalisti: tassazione blocco per blocco
e controlli sulle paghe degli operai per combattere il nero
Gli ambientalisti Fabrizio Bertoneri, Nicola Cavazzuti, Alberto Grossi, Florida Nicolai, Franca Leverotti, Elia Pegollo, in merito alle polemiche sul lapideo, riapre il fronte dei nuovi valori della tassa marmi, approvati dall'Amministrazione utilizzando un'indagine del Centro di Geotecnologie di Siena. «Un'elaborazione - si fa notare - priva di valore scientifico e, dunque, inaccettabile. Porla, poi, come chiusura del Regolamento in approvazione, e dunque come un dato cristallizzato, è un insulto».Tra le criticità sottolineate: «Per ogni cava è stata definita la produzione in blocchi, semisquadrati e informi, ma si omette il quantitativo di detriti prodotti. In questo modo, si occultano le cave di detrito, proibite dalla normativa regionale che impone un ridicolo rapporto minimo blocchi/scaglie pari al 25/75, nonostante le rese in galleria dichiarate dalle stesse ditte siano da anni superiori anche al 50%. Falsare la resa in blocchi è un'inequivocabile strategia a danno dell'erario».E ancora: «Nelle osservazioni al Piano Regionale Cave, l'Assessore Baratta dichiara una media in blocchi del 18%, mostrando in tal modo di conoscere l'esistenza di cave che, violando la legge, producono solo detrito. Ma le cave con percentuali bassissime di blocchi non andrebbero chiuse, a partire da cava Vittoria che, di blocchi, ne produce zero?».


L’ambientalista replica al presidente del consiglio «Combatto da anni, lui adesso è un “signor sì“»
Dov’era l’ambientalista Franca Leverotti in questi anni? Al presidente del consiglio comunale, Stefano Benedetti, è lei stessa a rispondere con un lungo post su Facebook. In prima fila, contro il Comune e le amministrazioni che si sono succedute, per difendere le Alpi Apuane. Facendo battaglie anche a fianco dello stesso Benedetti, allora consigliere di opposizione.

Il teatrino della politica

Il Partito democratico: «Noi le abbiamo fatte chiudere» Fratelli d’Italia: «Con voi escavazione selvaggia»
La segreteria comunale del Pd di Massa punta sul fronte politico e contro la giunta a trazione leghista del capoluogo: «Questa amministrazione vuole aprire 7 nuove cave che non solo non hanno alcuna reale ricaduta economica e occupazionale, ma al contrario si profilano come un danno inutile a questo territorio. Quelle 7 cave sono state chiuse dal Partito democratico e il Partito democratico sarà in prima fila contro chi tenta una riapertura contro la città. Il regolamento degli Agri marmiferi che sta per andare in discussione in consiglio comunale viola ogni legge e non spende una sola parola per la ricaduta occupazionale che l’escavazione del marmo deve portarsi dietro. Così come non c’è traccia della questione sicurezza». La replica immediata è del coordinamento comunale di Fratelli d’Italia: «La sinistra che oggi si fa paladina dell’ambiente è la stessa sinistra che in questi anni ha permesso che il nostro territorio venisse devastato da una escavazione del marmo non regolamentata.


Il presidente degli Industriali, Erich Lucchetti, mostra i dati «che dimostrano il calo dell’escavazione» e rilancia: «Siamo in regola»
Pubblichiamo un intervento di Erich Lucchetti, presidente degli Industriali di Massa Carrara, all’indomani della mnanifestazione “no-cave“. di Erich Lucchetti Chi paragona le imprese e i lavoratori a dei rapinatori che di nascosto a tutto e a tutti salirebbero sui monti a depredare il marmo dice una bugia gravemente diffamatoria per chi lavora e fa impresa. Perché ogni lavoro in cava deve essere debitamente autorizzato da decine di autorità indipendenti. La stessa procedura per il rilascio dell’autorizzazione alla lavorazione è assai complessa e richiede oltre 1 anno per l’approvazione finale a cui partecipano vari enti come Comune, Regione, Provincia, Arpat e Asl. Inoltre il Piano di Coltivazione è costantemente monitorato e controllato da parte di tutti gli enti in questione. Non esiste un settore controllato come il lapideo e non passa giorno che una cava non abbia una ispezione. Tra l’altro a oggi quasi il 90% delle aziende ha certificazioni ambientali, il 40% ha anche la certificazione ISO14001, il 34,8% l’OHSAS 18001 e il 21,7% l’attestazione Emas. Senza dimenticare che le cave rappresentano meno del 2% del totale della superficie delle Alpi Apuane, si escava su soli 20 km² (chilometri quadrati) in una area, quella delle Alpi Apuane, che ha un’estensione di 2.000 km².

La grande manifestazione di sabato pomeriggio per salvare le Alpi Apuane, fermare l’escavazione selvaggia e scongiurare l’apertura di nuove cave o la riattivazione di quelle dismesse continua a far discutere. In strada migliaia di persone che hanno sfilato pacificamente e animato il centro storico di Massa con slogan, striscioni, musica e flash mob. Tante le associazioni ambientaliste presenti fra cui Italia Nostra (sezione di Massa e Montignoso) che ribadisce il proprio «appoggio alla battaglia per la difesa delle Apuane iniziata anche dalla nostra associazione molti anni fa.

Il presidente dell’Ente, Alberto Putamorsi: «I “Pabe“ si stanno rivelando uno strumento per aumentarle. E purtroppo noi siamo impotenti»
MASSA CARRARA Cave: abbiamo intervistato il presidente del Parco delle Alpi Apuane, Alberto Putamorsi, per capire la posizione dell’Ente. Alcune cave che il Comune di Massa vuole aprire o riattivare rientrano in area di competenza del Parco… «Intanto una considerazione generale sui Pabe, piani attuativi del Piano Paesaggistico Regionale, che, nati per tutelare il paesaggio, si stanno rivelando invece uno strumento per aumentare il numero di cave. Sono i numeri che dimostrano come questo sia avvenuto in tutti i Comuni che hanno già approvato i Pabe, aumentando o riattivando aree estrattive. In alcuni casi il numero è addirittura raddoppiato. Il Comune di Massa è uno degli ultimi Comuni ad adottare i Pabe e, anche in questo caso, si assiste alla volontà di aumentare il numero di cave».


Pesanti accuse dell’ex assessore Bernardi che non crede al grande rilancio prospettato da De Pasquale per il 2020
«Il sindaco Francesco De Pasquale sembra affetto dalla sindrome di Alice nel paese delle meraviglie. Altrimenti non potrebbe dire che il 2020 sarà un anno bellissimo«. Ne è certo il consigliere di Alternativa per Carrara Massimiliano Bernardi che, come suo solito, non usa mezze misure per criticare l’operato dell’amministrazione. Nel suo mirino questa volta finisce quanto dichiarato dal primo cittadino nella lunga intervista di inizio anno a La Nazione. «La realtà - tuona Bernardi - è quella di un sindaco politicamente invisibile che sarà ricordato solo per il tormentone sui beni estimati e la denuncia alla Corte dei conti per il mancato incasso di milioni di euro. Parole impregnate di vuota retorica elettorale perché sul marmo, la tracciabilità, le tariffe e le terre non smaltite Francesco De Pasquale e Matteo Martinelli si sono arrampicati ormai da troppo tempo su posizioni di per sé irragionevoli e certamente non originali«.

 «Sospendere o revocare il provvedimento di autorizzazione all’escavazione in variante di cava Breccia Capraia, in palese violazione dell’articolo 20 comma 4 della Legge Regionale 35 del 2015». Lo sostiene Franca Leverotti, a nome anche di La Pietra Vivente, Cai, Grig presidio Apuane, Italia Nostra, in una comunicazione inviata al Comune e anche ai carabinieri. Oggetto del contendere l’autorizzazione all’escavazione concessa da palazzo civico alla ditta Gmc Spa per il sito estrattivo in località Madielle per una variante, una fattispecie che, secondo Leverotti, non sarebbe prevista dalla legge regionale. «La cava era stata autorizzata con provvedimento dirigenziale di aprile 2018, alla sola proroga temporale di due anni dell’autorizzazione all’escavazione per i lavori di coltivazione della cava – prosegue l’ambientalista - di cui alla determinazione dirigenziale del 31 agosto 2011, come previsto nel progetto di coltivazione della cava denominata M52 ‘Capraia’, non ancora conclusi, con scadenza il 19 aprile 2020. Puntualizzo che non c’è stata nessuna verifica su quanto avevano scavato».

Il presidente del consiglio comunale attacca Italia Nostra, Leverotti, Cavazzuti e Quadrelli per le critiche alla giunta Persiani
MASSA «Dove erano quei personaggi usciti pubblicamente contro la coltivazione delle cave e contro il Regolamento degli agri marmiferi che per tanti anni hanno taciuto le stesse problematiche perché amministravano il Comune di Massa? Dove erano all’epoca i vari Quadrelli, Leverotti, Cavazzuti e Italia Nostra?» A ravvivare il fuoco della polemica ci pensano il presidente del consiglio comunale, Stefano Benedetti, con il consigliere di Forza Italia Giovanbattista Ronchieri, che respingono al mittente le critiche sollevate contro l’amministrazione-Persiani sul fronte del lapideo.

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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