patrocinio comune


cosmave centro servizi

 

Distretto Apuo-Versiliese (3616)

«Ora basta, le montagne non ricrescono»


Gli slogan al corteo del Cai: «Giù le mani dalle Apuane», «I cavatori non risorgono». Nel mirino, l’industria provinciale del lapideo
1.500 persone (o forse di più) sono scese in piazza per difendere le Alpi Apuane da un’attività estrattiva ormai sempre più aggressiva, che divora con ferocia e a ritmi insostenibili il ventre delle montagne. Eppure un successo del genere forse non se le aspettavano neppure gli organizzatori della protesta, la commissione Tutela ambiente montano del Cai di Massa. Ma è stata un’onda cresciuta minuto dopo minuto. Erano sì e no in 200 davanti al tribunale, in Piazza De Gasperi, ieri pomeriggio attorno alle 15.30. A mezz’ora dall’inizio della manifestazione c’era anche chi cominciava a temere un clamoroso flop. E invece l’onda verde ambientalista da quel momento in poi ha iniziato a crescere e gonfiarsi. Tantissime persone hanno iniziato a invadere la piazza, prima a piccoli gruppetti poi come veri fiumi in piena che arrivavano da ogni strada. Fiumi colorati e vivaci, con striscioni e manifesti, con musica e slogan cantati a squarciagola hanno creato un evento unico.

In 1.500 contro l’apertura di nuove cave

Centinaia di persone hanno risposto all’appello del Tam Cai sfilando ieri in centro a Massa. «Stop all’escavazione selvaggia»
MASSA Un appello che ha fatto il giro d’Italia quello lanciato dalla commissione Tam Cai di Massa e ha richiamato oltre 1.500 persone che ieri hanno sfilato in corteo da Piazza De Gasperi, di fronte al tribunale, fino al centro storico. Tutti uniti da un unico obiettivo: fermare l’escavazione selvaggia, evitare l’apertura di nuove cave, o la riattivazione di quelle ormai dismesse, far sì che ambiente e lavoro non siano più in contrapposizione ma unite per un futuro sostenibile. La manifestazione si è sviluppata su un percorso di oltre un chilometro e mezzo, con varie tappe.

«Giù le mani dalle Apuane».

o hanno gridato a gran voce, più e più volte, al ritmo scandito dalla musica e dal battito delle mani, oltre 1.500 persone provenienti da tutta la Toscana e dalla vicina Liguria, i tanti bambini dell’alpinismo giovanile del Cai in prima fila, che ieri hanno sfilato insieme nel centro storico di Massa per dire basta all’escavazione selvaggia che sta portando via, pezzo dopo pezzo, milioni di metri cubi di marmo e terre dalle Alpi Apuane. Ha raccolto un successo persino inaspettato la manifestazione di protesta organizzata dalla commissione Tutela ambiente montano (Tam) del Cai di Massa per contestare la politica del lapideo applicata dalle amministrazioni comunali che gravitano attorno al distretto delle Alpi Apuane: apertura di nuove cave e riattivazione di quelle dismesse anche da decenni.

Il presidente Lucchetti alza la voce dopo la manifestazione di protesta contro la riapertura di alcune cave non sfruttate da tempo
MASSA CARRARA L’escavazione di marmo nelle cave sulle Apuane si è ridotta del 30% rispetto al passato, riguarda solo il 2% della superficie di quelle montagne e ogni autorizzazione è sottoposta a un lungo e complesso iter burocratico. Così, dopo la manifestazione «Basta cave» organizzata dal Club Alpino italiano a Massa con quasi 2000 persone, prende la parola il presidente degli Industriali di Massa Carrara, Erich Lucchetti. La protesta si è alzata perché potrebbero essere riaperte alcune cave silenti, da tempo non sfruttate, sulle Alpi Apuane. «Ma non è vero che si scava più marmo che in passato – sottolinea Lucchetti – Chi paragona le imprese e i lavoratori a rapinatori, che di nascosto salirebbero sui monti a depredare il marmo, dice una bugia gravemente diffamatoria per chi lavora e fa impresa.

«Imporre la tassa blocco per blocco, telecamere all’uscita delle cave e controllo annuale dell’escavato»
MASSA Regolamento degli agri marmiferi, sul tavolo dell’amministrazione arriva una proposta da parte degli ambientalisti: «Imponga la tassazione blocco per blocco; imponga telecamere all’uscita di tutte le cave, funzionanti tutti i giorni (da noi si lavora anche la domenica), notte e giorno; si doti di pese elettroniche non manipolabili e, soprattutto, imponga nel regolamento il controllo annuale dell’escavato, con mappe redatte dai geologi, da verificare ovviamente in cava da parte di personale qualificato. Non solo, come nel regolamento del 1970, estenda il controllo al libro paga degli operai». Un documento propositivo trasmesso da Franca Leverotti anche a nome di Fabrizio Bertoneri, Nicola Cavazzuti, Alberto Grossi, Florida Nicolai ed Elia Pegollo, per provare a dare una svolta netta al documento che dovrà essere votato in consiglio.

«Italia Nostra non ha mai abbracciato un partito o uno schieramento politico, a differenza dell’attuale presidente del consiglio comunale, Stefano Benedetti, che ne ha cambiati molti. Ha sempre scelto i temi su cui misurarsi avendo come bussola la difesa del paesaggio, del patrimonio artistico, architettonico e naturale della comunità». Anche il presidente di Italia Nostra, Bruno Giampaoli, rimanda al mittente l’attacco firmato da Benedetti.

Protesta in musica al Bivacco Aronte

Un centinaio di escursionisti al Passo della Focolaccia per il concerto del gruppo Staindubatta contro la riapertura delle cave
MASSA Musica per salvare le Alpi Apuane. Musica dal vivo, suonata su una delle creste più alte, al Passo della Focolaccia, vicini al cielo. Note e voce che riecheggiano dentro il ‘ventre’ del Bivacco Aronte, ormai simbolo nazionale della battaglia ambientalista contro le cave, e si diffondono intorno. Raggiungono un centinaio di escursionisti che hanno sfidato la fatica e il freddo, dai versanti garfagnini e apuani, per ascoltare il concerto e dare sostegno alla battaglia. Raggiungono persino la cava vicina, lo squarcio bianco nella nuda roccia che spunta a poche decine di metri dal bivacco alpino costruito dal Cai all’inizio del secolo scorso. Il più antico e il più alto delle Alpi Apuane.

"D'Angiolo, esempio per i giovani"

Lettera ricordo di Mazzucchelli. Ad una settimana dalla scomparsa Azzano celebra il suo illustre compaesano: "Ha finanziato tante attività sociali".

Un territorio a doppia velocità

Le recenti analisi congiunturali confermano il momento positivo delle imbarcazioni e l'andamento in chiaroscuro del lapideo. Tiene l'export di pietre grezze, rallentano lavorati e macchine

Pd: tempi biblici per il Museo Mitoraj

OPPOSIZIONE

PIETRASANTA. «Tempi biblici per la realizzazione del museo Mitoraj». Pd all'attacco dell'amministrazione Giovannetti all'indomani del via libera ai primi lavori per il nuovo polo espositivo all'ex mercato comunale. «Tempi che non rispettano il cronoprogramma iniziale con l'inaugurazione che doveva essere nel 2020. La demolizione di edifici complementari, addirittura fisicamente staccati dalla struttura principale dell'ex mercato coperto, non può essere considerato come parte del museo Mitoraj.

Pagina 10 di 362

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

We use cookies to improve our website. Cookies used for the essential operation of this site have already been set. For more information visit our Cookie policy. I accept cookies from this site. Agree