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Nomina alla commissione cave, Sbrilli all'attacco

15 Marzo 2016 K2_ITEM_AUTHOR  Il Tirreno Piombino on line

PIOMBINO. Non si placa la polemica tra Luca Sbrilli, passato dalla presidenza della Parchi Spa alla commissione regionale cave, e la lista civica Comune dei cittadini di Campiglia.


«Mi fa piacere - dice Sbrilli - che Cdc abbia appurato che la mia nomina sia frutto di un percorso trasparente e basato sulle competenze professionali. Adesso potrò espletare la mia attività di volontariato istituzionale con maggiore serenità. Tranquillizzo anche io Cdc, non farò alcuna denuncia, con il gettone di 30 euro che maturerò operando nella commissione non potrò permettermi un avvocato».

Sulla tempistica del passaggio Parchi-commissione, Sbrilli dice che «l’idea di tenerli legati per appartenenza politica» è solo «un pretesto meschino di strumentalizzazione politica attraverso la mia persona». E aggiunge che la lista civica «non conosce come funziona una società per azioni, sia essa privata o pubblica, e si ostina a non capire la differenza tra amministratori e soci (proprietà). Il codice civile parla chiaro, la funzione di un amministratore è quella di “determinare la volontà sociale per tutto ciò che attiene la gestione dell’impresa e non gli è consentito di modificare la struttura industriale e finanziaria dell’azienda”. Per tale motivo l’azione del mio mandato alla presidenza della Parchi non è stata quella, come si vuol fare credere denigrando, di obbedienza, ma il solo rispetto dei ruoli e della normativa ed è qui che voglio collocare il mio mandato di 9 anni alla Parchi. Niente può e poteva il Cda sindacare su scelte aziendali che ricadevano nella sola sfera dei soci proprietari, è assurdo il solo pensiero che il sottoscritto avrebbe dovuto dimettersi per la questione dei parcheggi. Alla Parchi non è mai mancata la risorsa finanziaria e ha potuto ugualmente espletare la propria attività prevista da statuto, con o senza parcheggi. Diversa la concezione che Cdc ha della gestione di una società, ancor più di una partecipata, dove si pretende che il presidente debba svolgere la funzione di deus ex machina che stravolge i ruoli e gli equilibri interni alla società e concentrare a sé tutti i poteri».
«Sembra inoltre che CdC non conosca neppure come funziona una società in house, così come è oggi la Parchi» dice Sbrilli, secondo il quale CdC è ancorato a una concezione della Parchi di 10 anni fa: «Quella Parchi non esiste più, perché dal 2007 è cambiata la sua natura (da mista a in house) e nel frattempo è cambiato il mondo per una crisi economica senza precedenti dal dopoguerra che ha di fatto defalcato qualche decina di milioni dalle casse comunali di tutta la Val di Cornia. E in questa cornice è assurdo sostenere che le capacità manageriali debbano esprimersi attraverso una visione espansiva, ma viceversa devono esprimersi nella capacità di adeguare una società concepita ante crisi alla situazione contingente, mantenendo salda la missione statutaria, pena la chiusura. Ciò significa continuare a gestire il patrimonio pubblico e razionalizzare le voci di spesa (abbiamo ridotto di un quinto il fabbisogno) e mantenere l’esistente (anzi lo abbiamo aumentato) e la qualità dei servizi. Il tutto senza perdere di vista il lavoro e la professionalità di decine di persone. Il mio mandato si è svolto nel gestire un passaggio critico, così come lo è stato per la gran parte delle aziende del Paese negli ultimi anni. Sarebbe stato certo più comodo lasciare il proprio incarico ma il senso di responsabilità mi ha indotto a continuare».
Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Campiglia: «Certa di interpretare anche il sentire degli altri sindaci - afferma Rossana Soffritti - voglio esprimere la mia solidarietà a Sbrilli e vicinanza per l’attacco inqualificabile uscito sulla stampa di questi giorni. Le motivazioni della nomina e il suo riscontro economico sono state già ben specificate dalla sua stessa lettera alla stampa, ma vorrei ribadire la serietà dell’impegno della sua figura di presidente della Parchi, sempre corretta e aderente agli indirizzi dati dai sindaci. L’incarico nella società Parchi non è stato interrotto anzitempo per liberare Sbrilli o sminuirne la figura, ma semplicemente essendo al termine del mandato e avendo il solo obbligo di rimanere fino all’approvazione del bilancio, poiché questo era pronto, i sindaci hanno ritenuto utile per la società insediare il nuovo Cda all’inizio della gestione del nuovo bilancio. Non posso poi tacere che l’acredine e la scorrettezza delle affermazioni possono sembrare più un risentimento che affonda in radici lontane più che il desiderio di esprimere un parere sulla specifica vicenda».

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