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Il Tirreno (3109)

«Puntiamo sul fascino dei nostri bianchi»

Lucchetti (Confindustria): la leadership nel settore è ancora nelle nostre mani e si difende investendo
CARRARA A pochi giorni dalla fiera di Verona, appuntamento molto atteso dal settore del marmo e della tecnologia di tutto il mondo, parla il presidente vicario della Confindustria apuana, Erich Lucchetti.

 

l'elenco
CARRARA Centoundici aziende apuane alla conquista di Verona

 

Una panca fatta a Carrara è simbolo di Marmomacc


L'opera ha vinto il premio Icon Award a Verona ed è stata realizzata dalla ditta
Paolo Costa & figli, la stessa che si occupa del restauro del Duomo di Milano

di Alessandra Vivoli
CARRARA Parla carrarese la fiera di Verona. O meglio omaggia il valore aggiunto del saper fare dei grandi artigiani apuani. Sul logo della Marmomacc, che aprirà i battenti il prossimo mercoledì a Veronafiere, è stata immortalata la "Play panca" una panchina innovativa realizzata dalla ditta Paolo Costa & C. su progetto di Denis Santachiara. Proprio dalle professionalità che da anni curano il prestigioso (e delicatissimo) restauro delle guglie del Duomo di Milano, ha preso forma un progetto, quello della panchina a forma di corno che funziona come amplificatore, premiato lo scorso anno durante la prima edizione dell'Icon Award.

Restaurato il Monumento ai Caduti

Inaugurazione in occasione della cerimonia per la Liberazione


PIETRASANTA Un mistero durato 70 anni, un'opera restituita alla comunità nel suo splendore grazie all'impegno dell'amministrazione comunale. Il Monumento ai Caduti, realizzato da Abele Jacopi e inaugurato il 14 giugno del 1925, è stato finalmente riportato all'integrità con la ricostruzione del braccio mancante. Il restauro dell'opera è stato presentato ufficialmente in occasione del 73° anniversario della Liberazione della città, nell'ambito della consueta cerimonia di commemorazione aperta alla cittadinanza e alle scuole del territorio che si è svolta in piazza Statuto. A tenere l'orazione di rito è stato il vicesindaco Daniele Mazzoni, che ha ripercorso i passaggi cruciali che hanno consentito il recupero dei frammenti dell'arto, sulla base dei quali è stato possibile l'intervento di ricostruzione, avvallato dalla Soprintendenza ai beni culturali. Un restauro reso possibile dalla decisione dell'amministrazione comunale di operare degli scavi, seguendo la testimonianza e i ricordi del pensionato Redento Giannecchini.I resti rinvenuti sono stati utili agli esperti per ricreare, servendosi anche di materiale archivistico, documenti e fotografie, l'arto rimasto per anni un intricato e affascinante mistero. Il modello dell'arto è stato riprodotto dal restauratore Massimo Moretti e realizzato in marmo dallo scultore Massimo Galleni. L'intervento è stato interamente finanziato dalla Fondazione Cassa Risparmio Lucca.

 

Anche la Regione sponsor di Pietrasanta capitale

ernatore Rossi: «Un obiettivo di grande rilievo per tutta la Toscana»
Il dossier relativo alla candidatura sarà esaminato entro metà novembre

PIETRASANTA Dopo Gina Lollobrigida è il turno di Enrico Rossi. Sponsors di eccezione per la candidatura di Pietrasanta a capitale della cultura Italiana nel 2020. La Lollo, cittadina onoraria e artista che proprio a Pietrasanta nel 2008 espose per la prima volta le sue sculture, nelle scorse settimane aveva accettato l'invito dell'ex sindaco Massimo Mallegni a diventare testimonial della Piccola Atene. Candidatura che vede adesso anche il completo appoggio da parte del Governatore della Regione. Regione che farà parte del Comitato promotore chiamato a spingere e promuovere Pietrasanta nella volata - si legge in una nota - all'ambizioso traguardo. Con una lettera, inviata a palazzo comunale, Rossi si è detto «onorato di apportare il contributo della Regione Toscana a questa importante iniziativa, sperando che sia possibile raggiungere un obiettivo di grande rilievo per tutta la Toscana. Il Comune di Pietrasanta - scrive - ha tutte le caratteristiche per rappresentare al meglio la cultura italiana tanto per i suoi musei che per le sue biblioteche, per i monumenti storici e per le attività culturali in molti campi. La cultura può essere, come dimostrano molti casi di città italiane fra cui Pietrasanta, un elemento decisivo per rinnovare e rappresentare l'identità delle comunità locali, così come uno dei motori di sviluppo sociale, umano e anche economico».Fin qui Rossi mentre il lungo cammino verso la designazione è appena cominciato. Sono infatti 46 le città che si sono proposte per il concorso del Mibact. «Il dossier di candidatura è stato presentato, come da regolamento, entro il 15 ottobre con il progetto elaborato dal Comune con la supervisione dell'ufficio degli istituti culturali e il project manager Andrea Granelli. Il dossier sarà ora esaminato da una giuria di sette esperti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica per selezionare entro il 15 di novembre le dieci città finaliste che saranno successivamente invitate a un incontro di presentazione pubblica e approfondimento. La città capitale italiana della cultura 2020 verrà scelta sulla base dei risultati di questi colloqui entro il 31 gennaio 2018» spiegano dal Comune.«Ringraziamo la Regione - spiega il vicesindaco Daniele Mazzoni - per aver accettato il nostro invito ad entrare a far parte del comitato promotore. Anche la Provincia patrocinerà la nostra candidatura». (l.b.)

MASSA Novemila visitatori, più di 100 opere esposte, 40 servizi giornalistici di quotidiani, periodici e delle più importanti testate nazionali e internazionali del settore, su televisioni e social media. Questo in sintesi il primo bilancio della seconda edizione della Biennale d'Arte Contemporanea di Massa e Montignoso che si è svolta tra il 5 agosto e il 15 settembre scorso sotto la direzione artistica di Giammarco Puntelli, con la collaborazione di Annalisa Sacchetti, storica dell'arte che ha curato anche la parte amministrativa. Grande successo, per le personali dei maestri Pietro Del Corto, allo spazio espositivo Apt del Cinquale, Edmondo Nardini, a Villa Cuturi a Marina di Massa, di Luciano Preti, Italo Duranti e Domenico Conforte. a Palazzo Ducale. Ha riscosso notevole interesse da parte di migliaia di visitatori anche la collettiva al Castello Malaspina. Questi gli artisti che hanno esposto nelle sale del castello: Franca Reivella, Armand Xhomo, Chico Molo, Alessandro Trani, Mafalda Pegollo, Giovanni Masuno, Libuse Babakova, Emanuela De Franceschi, Gino Dalle Luche, Stefano Abelli, Enrico Cesaro, Oksana Kuplovska, Lorenzo Marchetti, Gemma Spada, Valentina Cipolla, Lara Borghetti, Monica Della Bona, Mattia Cauzzi, Pierluigi Concheri, Marianna Tesconi, Franco Cappelli, Rosy Maccaronio, Natalina Bonini. Al Malaspina sono state inoltre esposte le creazioni in marmo di Venedretta Luxury. La manifestazione, a cura dell'Accademia della Torre, ha visto come project manager e conduttrice degli eventi la giornalista Laura Sacchetti. Durante la manifestazione si sono svolte presentazioni di libri, la premiazione del Torre di Castruccio e una sfilata di moda della scuola di Cristina Bertuccelli, con abiti ispirati alle opere in mostra nelle varie location. La Biennale d'arte contemporanea di Massa e Montignoso ha avuto il patrocinio del Comune di Massa, del Comune di Montignoso, della Provincia di Massa-Carrara, dell'Istituto Valorizzazione Castelli, del Sistema Museale Terre dei Malaspina e della Statue Stele. Ha come main sponsor: Venadrette Luxury, Emmerent, Conad del Tirreno, Banca del Credito Cooperativo di Versilia, Lunigiana e Garfagnana, Consorizio Riviera Apuana, Ageparc e Mondopì. Sponsor: Fratelli Mazzi Mobili, Bottega di Adò, Arya Parrucchiere, Linea Snella, Bianchini abbigliamento, Bookstore Mondadori, Pancino 2, I 3 Compari, il Fornaretto, La Lisca, Panificio Lazzarotti, Pizzeria Il Giardino, Bar Ginocchi, azienda vitivinicola di Alberto Della Tommasina, azienda vitivinicola La Bura di Cesare Mosti. L'accoglienza alle mostra è stata curata dagli studenti del liceo linguistico Pascoli, del Polo tecnico professionale Toscana Nord Turismo e dei volontari della Vab. Portavoce della Biennale: il giornalista e scrittore Alberto Sacchetti.

Il gov


CARRARA Primo incontro, ieri mattina, tra l'amministrazione carrarese e il consorzio Carrara Marble Way. Sul tavolo la gestione di sassi e detriti problema su cui dal Comune è già stata espressa una «linea dura» fatta di controlli a tappeto direttamente in cava.Il sindaco De Pasquale insieme agli assessori Alessandro Trivelli, Andrea Raggi e Sarah Scaletti e al presidente della commissione marmo, Stefano Dell'Amico, ha ricevuto i rappresentanti locali di Confindustria e del consorzio "Carrara Marble Way", che rappresenta 39 aziende impegnate nella "valorizzazione" dei materiali di risulta dell'escavazione.«Ho apprezzato che anche gli imprenditori abbiano compreso il problema delle terre e dei detriti» ha commentato il primo cittadino confermando l'impegno della sua amministrazione nel monitoraggio e controllo delle criticità nei bacini marmiferi. «Su questo fronte - ha scritto il sindaco De Pasquale sulla sua pagina Facebook - va avanti l'attività di monitoraggio e controllo degli uffici marmo e ambiente per individuare le situazioni più critiche sulle quali interverremo».Porto: stop all'ampliamento oltre la foce del Carrione. Dalle cave al mare. L'amministrazione grillina ha affrontato anche le problematiche legate allo scalo marinello.Dall'incontro tra Comune, Regione e Autorità portuale è arrivato lo stop ad ampliamenti del porto oltre la foce del Carrione. L'unità di intenti su questo punto è stata espressa al termine dell'incontro che si è svolto ieri presso la sede dell'Autorità Portuale a Marina di Carrara, al quale hanno partecipato oltre al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, con gli assessori Andrea Raggi e Sarah Scaletti, l'assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, il consigliere regionale Giacomo Giannarelli, la presidente e il segretario generale dell'Autorità, Carla Roncallo e Francesco Di Sarcina.«Nel corso della riunione è stata stabilita la volontà di redigere un protocollo d'intesa per fissare le linee guida e avviare così la progettazione esecutiva per il cosiddetto waterfront - si legge nella nota di Palazzo civico - L'obiettivo è quello di concordare le modalità di progettazione esecutiva e gli interventi sul piano regolatore portuale. Dopo le mutate condizioni, è importante registrare il raggiungimento di un importante punto di convergenza tra le parti presenti all'incontro che hanno convenuto sull'esigenza di porre fine alla possibilità di ampliamenti portuali oltre la foce del Carrione». Positivo il giudizio del sindaco Francesco De Pasquale al termine della riunione. «Sono soddisfatto - ha dichiarato il primo cittadino - per l'esito di questa prima riunione finalizzata ad avviare un confronto tra le parti, utile a trovare una soluzione per una situazione bloccata ormai da troppi anni. A breve sarà redatto un protocollo d'intesa tra Regione, Comune e Autorità di Sistema Portuale sugli indirizzi per la progettazione definitiva del waterfront».« È importante che le parti - ha concluso il sindaco - abbiano condiviso il giudizio sulla contrarietà alle opere di ampliamento a mare di strutture portuali oltre la foce del Carrione, in quanto potrebbero determinare un rischio per il territorio».(c.ch.)

fillea cgil

CARRARA La preoccupazione del sindacato sulle sorti della Progetto Carrara.«In merito agli incontri avuti con l'Amministrazione sulla questione liquidazione della Progetto Carrara vogliamo subito dire che l'inizio non è stato assolutamente nelle aspettative - si legge nella nota della Fillea Cgil - Fatta eccezione delle affermazioni sulla intenzione di mantenere i livelli occupazionali, successivamente smentita in quanto ad oggi ci sono 4 esuberi dichiarati nel settore edile e cioè quello addetto alla costruzione e manutenzione della strada dei marmi. Questo vale anche per il piano della sosta che nelle dichiarazioni non ci sono esuberi poi però ci viene detto che bisogna ridurre gli orari perché il personale è troppo».«Si tenga conto che ad eccezione dei quadri parliamo di lavoratori che full time guadagnano 1400 euro se li ritocchiamo o se riduciamo gli orari quanto andranno a guadagnare? Non volgiamo dare giudizi affrettati ma da come ci è stata presentata la questione c'è molta continuità con il passato e questo ci rende perplessi - prosegue la nota - Facciamo notare che abbiamo sottoscritto con l'amministrazione precedente un accordo dove si parlava di cessione di ramo d'azienda proprio perché questa tutelava i lavoratori sia dal punto di vista economico che dei diritti, oggi questo non viene ripreso. L'assessore ha promesso di convocarci nuovamente la prossima settimana pertanto era nostro dovere puntualizzare le cose su cui non possiamo essere d'accordo».

 

Il ravaneto abusivo dev'essere rimosso


Tre aziende dovranno portar via 2mila metri cubi di detriti


di Cinzia Chiappini CARRARA Forse qualcuno aveva sperato che in quella posizione, nel mezzo di due enormi ravaneti storici, nessuno notasse un po' di detriti in più. E invece la nuova discarica di materiale lapideo, un totale di circa 2mila metri cubi di roccia e terra, sorta tra Fosso di Calocara e Fosso della Piana, i due grandi canali su cui sono sorti i ravaneti Miseglia Est e Miseglia Ovest, non è passata inosservata. I primi a insospettirsi per quanto stava accadendo sul monte Bettogli, subito sopra il paese di Miseglia, sono stati gli agenti del Corpo Forestale, che il 21 novembre 2016 hanno scritto una comunicazione dedicata a quella lingua di materiale lapideo comparsa tra i due ravaneti. Subito dopo è stato il personale del settore Marmo del Comune che, effettuato un sopralluogo, lo scorso 30 marzo ha compilato un verbale. Le due segnalazioni sono arrivate sulla scrivania dell'allora sindaco Angelo Zubbani che il 4 marzo ha preso carta e penna e ha firmato l'ordinanza 153/2017 per ordinare alle società responsabili dell'abuso, Gemignani e Vanelli Marmi Srl, Società Apuana Marmi srl e Fb Cave srl, «la rimozione, l'avvio a recupero o lo smaltimento nel termine di 60 giorni dei rifiuti indicati». Questo perché, scriveva il primo cittadino, «lo scarico avvenuto in corrispondenza della nuova strada a quota 490 metri che raggiunge il piazzale di quota 341 metri non era previsto nella progettazione approvata e ricopre la parte inferiore di un canale naturale». In sostanza nell'ambito di una serie di interventi di sistemazione morfologica dei due ravaneti sul monte Bettogli, regolarmente autorizzati dall'ufficio Marmo, le tre ditte hanno provato a liberarsi di un po' di materiale in eccesso, con quello che la stessa amministrazione ha definito, nell'ordinanza sindacale, «uno scarico non autorizzato configurabile come abbandono di rifiuti, in quanto emerge la volontà del detentore di disfarsi di tale materiale». Gemignani e Vanelli Marmi Srl, Società Apuana Marmi srl e Fb Cave srl, hanno provato a opporsi all'ordinanza con un ricorso al Tribunale amministrativo della Toscana, sostenendo che la discarica sarebbe stata «conforme all'autorizzazione rilasciata in quanto temporaneo riversamento di materiale lapideo lungo il canale naturale situato tra i due ravaneti» e chiedendo per questo la sospensione del provvedimento partito da piazza Due Giugno. Un'istanza rigettata però dal presidente della seconda sezione del Tar, Sergio Romano che lo scorso 8 settembre ha rispedito al mittente la domanda di sospensione, dando ragione al municipio, rappresentato dalle avvocatesse Sonia Fantoni e Marina Vannucci e ha condannato le tre ditte a eseguire l'ordinanza del sindaco Zubbani e ad accollarsi le spese processuali. Adesso dunque Gemignani e Vanelli Marmi Srl, Società Apuana Marmi srl e Fb Cave srl dovranno rimuovere il ravaneto abusivo, recuperando e smaltendo, questa volta in modo legale, i circa 2 mila metri cubi di materiale che lo compongono. Un punto importante, quello segnato dalla vecchia amministrazione, non solo a favore della legalità ma anche in termini di tutela ambientale e - soprattutto - per la sicurezza idrogeologica del nostro già fragile territorio.

 

Far west nel marmo: «Troppo silenzio»

rc e massa città in comune


MASSA Far west alle cave, intervengono Rifondazione Comunista e Massa Città in Comune. «Le dichiarazioni del Procuratore Aldo Giubilaro sono passate quasi inascoltate nella città. Ci aspettavamo commenti, dichiarazioni magari discordanti, ci aspettavamo smentite - scrivono in una nota - in un territorio che si contraddistingue per la disoccupazione, per la stagnazione economica, per le discariche di rifiuti, per le malattie tumorali, per inchieste legate alla malavita organizzata, parole come quelle proferite dal procuratore del Tribunale in audizione nella commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti, avrebbero dovuto aprire un dibattito serio nella città tra le forze politiche, le istituzioni, tra i cittadini». «Invece nulla - continuano i due partiti - in questo silenzio solleviamo il problema e chiediamo a tutti cosa pensano delle parole del procuratore in merito alla presenza sul nostro territorio di una "combinazione tra imprenditoria e poteri pubblici e privati, un'area abbastanza opaca, in cui purtroppo si realizzano fatti di rilevanza penale" chiediamo una reazione rispetto a dichiarazioni come "i titolari delle aziende che operano le estrazioni dalle cave per una serie di motivi vecchi, ormai abbastanza incancreniti sul territorio, sostanzialmente le gestiscono come se fossero delle cose del tutto private e personali. Questa è un po' la sensazione, ma più che una sensazione, è quasi una forma di realtà". E per finire chiediamo di commentare le parole del Procuratore a proposito di esponenti della giustizia amministrativa che sarebbero portati "a svalutare questo tipo di situazioni, in modo da avere sempre un approccio accomodante, accondiscendente verso l'imprenditore del marmo"».Per Rifondazione e Massa Città in Comune queste dichiarazioni meriterebbero una riflessione ma, sottolineano, «il silenzio di tanti ha consentito fino a oggi a qualcuno di agire per i propri interessi. Quel silenzio ha portato la nostra città alla situazione di impoverimento e di degrado ambientale nella quale viviamo oggi. È il momento di tornare a parlare, e ad alta voce, per rompere un qualcosa che assomiglia molto all'omertà».

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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