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Il Tirreno (3801)

Fanghi, diffida alla Cooperativa Gioia

La Regione sollecita l'azienda di escavazione a rispettare le prescrizioni Arpat anche sulle acque


CARRARA La Regione Toscana, direzione ambiente ed energia settore autorizzazioni ambientali, con un proprio decreto ha inviato una diffida alla Cooperativa di Cavatori Gioia relativa alla Cava Gioia Piastrone n. 173.Nel decreto, si ricorda che nel 2015 la Provincia ha autorizzato con prescrizioni la Cooperativa Cavatori di Gioia Scrl alle emissioni in atmosfera; si spiegava tra l'altro: "l'organizzazione del cantiere dovrà prevedere accurata gestione e pulizia degli spazi, compreso il mantenimento delle naturali linee di deflusso delle acque con particolare riferimento all'eliminazione dei fanghi che possono accumularvisi a seguito di eventi meteorici".Si fa riferimento inoltre alla sintesi del Dipartimento Arpat di Massa-Carrara del 30 novembre scorso, con la quale è stata comunicata alla Regione l'esito della visita ispettiva per verificare la gestione della cava, effettuata il 18 luglio scorso. Scrive l'Arpat, tra l'altro: «Nel corso del sopralluogo è stato osservato che sui piani di lavoro era depositato un consistente strato di fanghi provenienti dalle operazioni di taglio e riquadratura». E ancora: «Le acque provenienti dalle lavorazioni sono in minima parte raccolte alla base del taglio ed inviate al trattamento; nella gran parte dei casi sono raccolte per caduta e percolamento nei piazzali fino a giungere, per le lavorazioni nella parte bassa, in una vasca di raccolta che è situata nella zona di confine con la cava Piastrone 1 e Piastrone 3, situate nel comune di Massa».Sulla base delle prescrizioni Arpat, la Regione «diffida la Cooperativa Cavatori di Gioia con sede legale in Via San Martino, 1 Carrara, al rispetto puntuale e regolare di quanto prescritto con l'Atto Dirigenziale n. 1170 del 7 aprile del 2015 della Provincia di Massa - Carrara, di autorizzazione alle emissioni in atmosfera derivanti dall'attività estrattiva della Cava Gioia Piastrone n. 173 nel Comune di Carrara; di provvedere alla accurata gestione e pulizia degli spazi, ad attuare quanto specificato in rapporto alle criticità gestionali evidenziate, nel rapporto del Dipartimento Arpat di Massa-Carrara».E in dettaglio, si spiegano le operazioni che dovranno essere fatte. Contro la diffida è possibile presentare ricorso al Tar.

«Bottoni, vassoi e bijoux il marmo visto da me»

Il successo di Fiammetta Vanelli: collane, piatti a cuore e per il sushi
e la "capsule collection" di mobili disegnata da Massimiliano Giornetti

di Alessandra Vivoli CARRARA Una dinastia del marmo alle spalle. La passione per l'arte e l'approccio con una nuova tecnica, la robotica, applicata al lapideo. C'è tutto questo dietro al successo della designer del marmo Fiammetta Vanelli. Ci spiega come è nata la sua passione e la sua esperienza nel mondo del marmo? «Io sono cresciuta letteralmente nel mondo del marmo, ho imparato a conoscerne la bellezza sin da piccola, quando mio padre mi portava a visitare le cave. La meraviglia provata la prima volta che sono entrata nella cava Zona 67 è qualcosa che mi è rimasto dentro; quel luogo ha un fascino a cui non ci si abitua mai, ancora provo quel senso di solennità suggestiva quando accompagno clienti, artisti e designer internazionali per una visita.

le vetrine Da Selfridges a Luisa Via Roma
Il made in Carrara conquista le vetrine più prestigiose, in Italia, in Europa e nle mondo. Al momento le creazioni di FiammettaV Home Collection si trovano in alcuni dei più esclusivi corners del mondo, tra questi 10 Corso Como Corea, in Italia presso Rossana Orlandi, Flair, Estro Forte, in UK presso Harrods, Conran shop, Selfridges, Fortnum & Mason, Heal's, a New York da Bergdorf Goodman, sul portale 1stdibs.com e a breve si potranno trovare anche sul sito di Luisa Via Roma.

Una storia familiare lunga due secoli
CARRARA La storia della famiglia Vanelli è una storia lunga due secoli.Tutto comincia nel 1818, quando la duchessa Maria Beatrice d'Este, concede alla mia famiglia il diritto di escavazione del marmo bianco di Carrara in località Monte Betogli. Già a partire dall'Ottocento la cava Vanelli forniva il marmo per la costruzione di opere pubbliche nelle più importanti capitali europee, in piena espansione, a causa del processo di rivoluzione industriale che cambiava le città rurali in realtà metropolitane.Nel 1890 si concludevano i lavori di costruzione della ferrovia marmifera: tagliati con antiche tecniche artigianali, i blocchi di marmo prendevano la strada del mare, su mirabili velieri, attraversando oceani e fiumi, per entrare nel cuore delle città. «Nel secolo successivo, è il 1960, mio nonno Aldo Vanelli acquisisce la cava di proprietà di famiglia, la cava zona Mossa detta anche zona 67- spiega Fiammetta Vanelli - Poi dal 2015 c'è stato l'avvento della robotica: abbiamo investito in macchinari all'avanguardia e applicato tecniche di ultimissima generazione che ci permettono infinite soluzioni di taglio, con esiti sorprendenti, come la realizzazione di opere d'arte di artisti internazionali».


Un focus dedicato a uno dei temi che, nel capitolo delle linee programmatiche dedicato al settore lapideo, ha fatto più discutere.Stiamo parlando dei beni estimati, riguardo ai quali il sindaco Francesco De Pasquale precisa che «la posizione, più volte pubblicamente ribadita, dell'Amministrazione comunale è per la proprietà indisponibile di tutti i bacini marmiferi così come recita lo Statuto comunale approvato nel lontano 1992».In sostanza proprietà "indisponibile" da parte del Comune di tutti i bacini marmiferi, per questo non si parla dei beni estimati nelle linee programmatiche perché sono considerati come già superati, proprio come aveva precisato lo stesso De Pasquale prima della presentazione in consiglio comunale del sunto delle cinquanta pagine in cui viene ridisegnato non solo il futuro di Carrara ma anche quello dell'intero settore lapideo. In particolare la gestione del monte e delle concessioni di cava che, come ribadito dal sindaco saranno di quindici anni e con gare a evidenza pubblica.


il personaggio

CARRARA Da Michelangelo a Pirandello. Dal cinema al teatro. È questo il percorso che in pochi mesi ha portato Enrico Lo Verso per due volte in città. L'attore palermitano, dopo essere stato a Carrara lo scorso settembre per girare il film "Michelangelo - Infinito", prodotto da Sky con Magnitudo Film e diretto da Emanuele Imbucci, in cui interpreta il grande artista, è di nuovo in città con lo spettacolo "Uno, nessuno centomila", tratto dall'ultimo romanzo di Luigi Pirandello e diretto da Alessandra Pizzi. Lo Verso ha incontrato la stampa in una conferenza tenutasi in municipio, alla quale sono intervenuti anche il sindaco Francesco De Pasquale, l'assessore alla cultura Federica Forti, la direttrice della Fondazione Toscana Spettacolo Patrizia Coletta, la regista teatrale Alessandra Pizzi e Cosetta Lagani, responsabile Sky e direttore artistico del fil su Michelangelo, patrocinato dal Comune. Ad aprire l'incontro è stato De Pasquale, sottolineando l'interesse e la partecipazione con cui la città ha accolto la nuova stagione di prosa. Il primo cittadino ha però voluto anche ricordare i problemi del teatro Animosi, ancora chiuso per "lavori che vanno avanti da anni".


L'assessore regionale risponde al consigliere giannarelli (m5S)


MONTIGNOSO «Per la discarica di cava Fornace di Montignoso è necessario definire un percorso che coniughi celerità e sostenibilità»: lo ha sottolineato l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni, rispondendo ieri in Consiglio regionale a un'interrogazione di Giacomo Giannarelli, presidente del gruppo del Movimento 5 stelle. L'assessore, spiega una nota, ha ricordato gli incontri già avuti con i sindaci dei comuni coinvolti, anche per dar seguito a quanto disposto in una mozione unitaria approvata dal Consiglio regionale lo scorso dicembre, che impegnava la Giunta verso la chiusura più celere possibile della discarica di cava Fornace, a cavallo tra i comuni di Montignoso e di Pietrasanta (in provincia di Lucca). L'assessore Fratoni ha quindi fornito una serie di specifiche tecniche riguardo alle polizze assicurative fideiussorie presentate a garanzia degli obblighi derivanti a carico dei soggetti autorizzati alla gestione della discarica, argomento al centro dell'interrogazione presentata.L'esponente della giunta regionale, ha ricordato che è stato comunicato che il gestore ha sostituito le garanzie fideiussorie e che sono in corso le procedure di valutazione per comprendere anche se vi siano reati in corso. L'assessore ha espresso la disponibilità ad accogliere l'ultimo punto sollevato nell'interrogazione: predisporre una pagina web sul sito regionale per tutte le discariche esistenti.Giannarelli si è dichiarato «parzialmente soddisfatto» della risposta.Nuovo incontro quello di ieri, dopo l'appuntamento dello scorso 6 dicembre, presso gli uffici della Regione Toscana riguardo gli approfondimenti sull'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) della discarica . Oltre al sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, e l'assessore regionale all'ambiente, Fratoni hanno partecipato le delegazioni dei Comuni di Forte dei Marmi, Seravezza, l'ufficio tecnico del Comune di Pietrasanta attualmente commissariato, il Comune di Prato in rappresentanza della compagine sociale di Alia proprietaria dell'impianto, Arpat e il settore rifiuti e bonifiche della Regione Toscana.Durante l'incontro sono stati anticipati i contenuti di una relazione di imminente pubblicazione a cura dell'ufficio regionale diretto da Andrea Rafanelli, nella quale sono stati approfonditi tutti gli aspetti di criticità al momento esistenti riguardo all'Aia.Ne è emerso un quadro confortante, che verrà illustrato nel suo complesso in un incontro che il sindaco di Montignoso si è impegnato a convocare per i primi giorni di febbraio, insieme a una rappresentanza dei comitati.Oltre al quadro attuale è stato affrontato anche il tema relativo alla chiusura dell'impianto e al percorso necessario per conseguirla in termini di sostenibilità ambientale ed economica. Tema su cui l'assessore e i sindaci torneranno a riunirsi successivamente all'incontro dei primi di febbraio.

 

La rivoluzione grillina comincia dalle cave

 

Le linee programmatiche del sindaco De Pasquale: concessioni a 15 anni e marchio del marmo. Scompaiono i beni estimati
di Alessandra Vivoli

CARRARA. Cultura, marmo, sanità, politiche sociali e urbanistica. C’è questo, ma anche molto altro al centro delle linee programmatiche dell’amministrazione di Francesco De Pasquale. Una sorta di agenda dei sogni di una cinquantina di pagine dove il sindaco, e la sua giunta, hanno messo nero su bianco priorità e progetti per Carrara da qui al 2022.

http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2018/01/16/news/la-rivoluzione-grillina-comincia-dalle-cave-1.16358364


Il nodo da sciogliere del piano integrato
Una delle questioni che dovrà trattare il nuovo consiglio direttivo del Parco delle Apuane sara la stesura del Piano integrato del Parco. Il procedimento è iniziato il 25 settembre 2017, ma per ora il presidente Putamorsi ha solo fatto presente alla Regione le linee guida con cui verrà elaborato il documento. Oltre a normare aspetti di carattere ambientale e turistico, il Piano andrà a legiferare per la prima volta sulle attività di cava nell'area protetta con importanti novità. SERAVEZZA«Scegliere i consiglieri del direttivo non è più facile rispetto alla nomina del presidente del Parco delle Apuane. C'è da tenere conto delle rappresentanze territoriali e valutare le persone». Lo ha spiegato il consigliere regionale Stefano Baccelli. Ed è stato anche fin troppo chiaro. È dunque probabilmente questo il motivo per cui a distanza di due mesi dalla scelta di Alberto Putamorsi come presidente (e ad un anno dallo scioglimento dello scorso direttivo), ancora non sono stati scelti i consiglieri del Parco. Prosegue così una fase di semi stallo dell'ente dell'area protetta, dopo che era rimasto commissariato per circa dieci mesi.In realtà, come ha chiarito lo stesso Baccelli, adesso non è più competenza della sua commissione, la Quarta, quella che si occupa di ambiente, parchi e riserve, la nomina dei consiglieri. Baccelli, come altri amministratori regionali, potrebbe dire la sua, avere anche un peso politico, ma formalmente tutto dipende dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. «Essendo passato così tanto tempo, la legge prevede - spiega Baccelli - che la competenza passi nelle mani direttamente del presidente del consiglio regionale. Solo lui può dare risposte in merito».Uno dei passaggi chiave - anche se non è scritto da nessuna parte - è la consultazione con il resto dei consiglieri. Trovare gli equilibri giusti, insomma. Dunque, il ritardo è ancora di natura politica, così come fu per la scelta fra Putamorsi e Domenico Davini. Da non sottovalutare è poi l'imminente passaggio elettorale, il 4 marzo. Insomma, ancora una volta, a passare in secondo piano sono le sorti dell'ente Parco. Per adesso a guidarlo è Alberto Putamorsi, nominato a novembre 2017: può firmare gli atti non particolarmente straordinari. Ma di fatto manca un organismo politico. Dovrà essere composto da sette consiglieri, oltre al presidente. Sono cinque in meno rispetto al mandato precedente, durante il quale ci furono delle modifiche con la legge regionale 30 del 2015. A nominarli, per decreto, sarà Giani. Tre consiglieri verranno scelti fra quelli designati dalla Comunità di Parco a gennaio 2017: Alessio Ulivi, Massimo Michelucci e Bernardo Violi; Antonella Poli, Valentina Salvatori e Mirna Pellinacci. Un consigliere sarà espressione delle associazioni ambientaliste presenti sul territorio delle Apuane, anche questo pescato da una rosa. Un altro sarà nominato fra quelli designati dalle associazioni delle categorie economiche. Gli ultimi due invece sono esperti nominati direttamente dal consiglio regionale. C'è anche un'altra ipotesi - meno plausibile - relativa al ritardo della scelta dei consiglieri e riguarda la valenza dei curriculum dei candidati al consiglio: gli uffici tecnici potrebbero averne richiesto di nuovo l'invio. Ma sono già passati due mesi.Tiziano Baldi Galleni

Sfuma il sogno di capitale della cultura


Pietrasanta è stata esclusa dall'elenco delle dieci città che si contenderanno il titolo nazionale per il 2020

di Luca Basile PIETRASANTA Bocciata. Senza appello. La città di Pietrasanta non entra nella "decina privilegiata" delle candidate a capitale della cultura italiana del 2020 e sullo sfondo restano amarezza e delusione per l'occasione persa. A mettere il timbro su un'esclusione, che brucia e che ha già innescato non poche ironie sui social, è stata la commissione indicata dal Ministero dei beni culturali. Commissione che dopo avere preso atto del dossier presentato dalle 31 città che si erano candidate partecipando al bando, ha deciso di conseguenza. Una bocciatura che fa ovviamente male perché Pietrasanta, su input dell'ex amministrazione Mallegni, puntava ad entrare, quanto meno, visto che vincere era obiettivamente impresa complicata, nella lista delle dieci prescelte: non sarà così

 


Tessieri di Lucca e le ville più belle, una storia cominciata nel 1902
Pezzi in stile Art Noveau fatti a mano con gli stampi di un secolo fa

di FEDERICA SCINTU Arredano la villa di Robert De Niro ma anche quella del Roberto di casa nostra, il comico Benigni. Entrambi hanno scelto di avere un pavimento targato Tessieri, la premiata fabbrica di mattonelle rigorosamente made in Lucca che da oltre cento anni realizza ed esporta in tutto il mondo piastrelle in grado di impreziosire non solo dimore di lusso ma anche prestigiosi edifici pubblici. Se siete stati all'Hotel Royal di Viareggio o alla villa La Versiliana di Marina di Pietrasanta sappiate che avete avuto la fortuna di camminarci sopra. Lo stesso se vi è capitato di cenare nel ristorante Da Giacomo a Milano o di visitare la Cittadella Galileiana nell'area degli ex-macelli di Pisa. Lo stile è quello dell'Art Nouveau che ben si adatta sia agli ambienti contemporanei che a quelli storici e ancora oggi tutte le mattonelle sono create a mano con stampi originali che risalgono al 1902. Entrando in azienda sembra che il tempo si sia fermato a cent'anni fa quando la produzione delle mattonelle Tessieri, da via delle Conce prima e via del Tirassegno poi, nel 1919 si trasferì definitivamente in via San Marco, a due passi da borgo Giannotti resistendo di fatto indenne o quasi al passaggio di due guerre. Nella libreria dell'ufficio, dove le piastrelle, di marchio Tessieri ovviamente, a parte il colore un po' invecchiato non hanno un graffio, campeggia una schiera di agende impolverate: all'interno tutti i numeri di telefono degli illustri clienti, da Agnelli a Romiti passando per Bernardo Bertolucci che negli anni hanno scelto il marchio lucchese. Nessun computer, nemmeno una stampante fino a poco tempo fa era stata installata nello studio ma tutta la parte commerciale era gestita, anch'essa, come un tempo, sulla base delle conoscenze e della cura dei contatti personali. Da qualche mese, a portare avanti la tradizione di famiglia è Piergiorgio Tessieri, pronipote del fondatore Alfredo Tessieri subentrato ad aprile al cugino Francesco che l'ha gestita per oltre 60 anni. Nel frattempo nell'ufficio è arrivata la stampante e l'azienda ha di recente inaugurato anche il sito internet e la pagina Facebook. «La mia missione - dichiara - è garantire la continuità di una storia cominciata nel 1902 che è stata tramandata di generazione in generazione ma anche quella di preservare la bellezza di queste mattonelle, l'artigianalità di un manufatto che fa parte del nostro territorio. Un pavimento Tessieri - aggiunge il titolare - è sinonimo di lucchesità e di prestigio perché tutte le mattonelle, in graniglia o in pasta di cemento, sono fatte a mano da sapienti artigiani che sono gli stessi da trent'anni». Ma il tesoro dell'azienda è rappresentato da i trecento stampi originali grazie ai quali è possibile ottenere centinaia di disegni e combinazioni diverse. Questi stampi inoltre, consentono non solo la produzione di nuovi pavimenti ma anche il restauro di quelli più antichi. «In generale creiamo mattonelle che hanno una vita molto lunga - spiega Tessieri - ma nel caso ci sia bisogno di sostituirne qualcuna possiamo farlo riuscendo anche ad ottenere la stessa cromatura invecchiata grazie a un lavoro certosino con i colori». A oggi, nel reparto produzione, le piastrelle vengono create utilizzando ancora antiche e ingombranti presse di cemento: i dipendenti artigiani sono quattro e solo loro conoscono i segreti che ci sono dietro alla produzione di ogni singola mattonella firmata Tessieri. In azienda poi è presente anche l'architetto Demetrio Cutrupi, che cura non solo la parte di progettazione ma anche quella commerciale. «È una piccola ditta artigianale - commenta il titolare - io a 57 anni, rilevandola, ho realizzato un sogno nel cassetto e ho deciso di lanciarmi in questa avventura insieme a mia moglie Giuliana. L'obiettivo è anche quello di reinventarsi e mi impegnerò per far conoscere il nostro lavoro sempre di più, sia a livello nazionale che all'estero». Tra le idee che Tessieri ha in mente per il futuro c'è anche quella di dedicare una parte dell'azienda all'allestimento di un museo per far conoscere alle nuove generazioni l'arte e il lavoro che c'è dietro alla produzione di una piastrella. Con l'auspicio che la tradizione Tessieri continui a godere di lunga vita.

Dalla filiera del marmo 12 nuovi posti di lavoro


Al via Marble Leap: corsi di formazione per creare figure professionali ad hoc
Dai lucidatori dei blocchi ai tecnici di marketing: nascono i mestieranti di domani

di Luca Barbieri CARRARA Una dozzina di posti di lavoro nel settore lapideo da profili che rispondono «alle esigenze delle imprese del territorio» e che arriveranno da corsi di formazione che partiranno nelle prossime settimane e che si concluderanno ad aprile 2019. È questo l'impegno di organizzatori e imprese aderenti del progetto targato dalla Regione Toscana per il settore marmo che, come recita la nota, «prevede interventi formativi e di accompagnamento rivolti a disoccupati, occupati e futuri neo imprenditori nel settore della trasformazione e commercializzazione del marmo».A fine mese parte Marble Leap. Partirà con il primo bando a fine mese Marble Leap - nato dalla collaborazione tra Irecoop Toscana Soc. Coop (capofila), Internazionale Marmi e Macchine Carrara Spa, Centro Sperimentale del Mobile e dell'Arredamento Srl. , Asev Spa (Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa), agenzie formative del territorio e Apuana Corporate. Si tratta di un progetto finanziato dalla Regione Toscana per un importo di quasi mezoz milione di euro (440.633mila per la precisione). Corsi di formazione gratuiti - da febbraio 2018 ad aprile 2019 - che saranno suddivisi in quattro azioni spiegate nei dettagli dagli organizzatori ieri da Carrara Fiere. La prima azione di Marble Leap prevede dunque la formazione di 4 figure professionali: addetto alla lucidatura e levigatura di materiali lapidei e riguarderà 10 allievi per un totale di 1010 ore (di cui 375 ore di stage); altri 10 allievi per la figura di addetto alla lavorazione del marmo (900 ore totali di cui 300 ore di stage). Per queste due figure il bando per partecipare partirà a metà febbraio. Da fine mese partirà invece il bando per accedere ai corsi di formazione per altre due figure professionali: tecnico della progettazione di prodotti industriali (10 allievi per un corso di 710 ore, di cui 220 ore di stage); tecnico del marketing con, anche in questo caso, 10 allievi per 710 ore complessive (di cui 250 ore di stage). Per i primi due profili (addetti) è richiesta la scuola dell'obbligo, il diploma per gli altri due (tecnici). Per entrambi è necessario essere maggiorenni, residenti in Italia e disoccupati (inoccupati o inattivi, iscritti al centro dell'impiego). I bandi rimarranno aperti per un mese. Quaranta allievi per 12 posti. Assieme a questa prima azione, composta dai 40 allievi finali da cui verranno selezionati i 12 posti di lavoro, ecco anche altre tre azioni che si diramano lungo Marble Leap. Due di queste dedicate al lavoro autonomo e alla creazione d'impresa con un percorso integrato di orientamento (6 ore), formazione (2 corsi di 80 ore) e consulenza (6 ore); una rivolta ai giovani (fino a 29 anni), l'altra agli over 30. L'ultima, infine, prevede 6 corsi (260 ore complessivamente) di aggiornamento professionale per occupati (imprenditori e lavoratori di imprese). «Questi corsi - ha spiegato Claudio Morelli (Apuana Corporate) - seguono una logica territoriale e per capire le esigenze abbiamo incontrato le imprese. Vogliamo poi fare dei convegni itineranti nel corso dei 30 giorni in cui i bandi saranno aperti per informare chi vorrà partecipare. Il settore marmo è in crescita, gli artigiani però continuano a soffrire, dobbiamo puntare su formazione e innovazione tecnologica». «Il progetto innovativo - ha detto Laura Malavolta (Imm) - parte dalle esigenze di un territorio. L'impegno è per la collocazione di 12 persone; gli altri però si presenteranno alle aziende con una formazione aggiornata». «Le agenzie formative hanno tradotto, con questi corsi, le esigenze delle imprese», ha chiosato al termine della presentazione Marco Pippolini della capofila Irecoop. Per ulteriori informazioni e per tempistiche e dettagli dei vari bandi bisogna consultare i siti di riferimento degli organizzatori e la pagina Facebook del progetto Marble Leap.

Stage e docenti ecco tutte le aziende coinvolte

l'elenco


CARRARA Sono molte le imprese del territorio coinvolte nel progetto Marble Leap e che partecipano, hanno spiegato durante la conferenza di presentazione, a vario titolo: dallo stage alle strutture, passando per studenti e docenti (il 65 per cento dei docenti totali). Una lista, hanno fatto sapere sempre gli organizzatori, che potrà essere ulteriormente aggiornata. Chi, come impresa, fosse interessata a far parte del progetto può contattare i soggetti tramite i vari siti di riferimento. Ecco dunque di seguito le imprese aderenti. Mauro Morelli Marmi di Claudio Morelli; Coop Marble +; Dansk; Up Group; sulla lavorazione e commercio del marmo ci sono Logica; Coop Clam; Coop Lagomarsini; Modelidea; Ad Marmi; Rocchi Marmi; Gencostone; Atelier Carrara; Bmg; Fornai; come artigiani scultori ecco Sgf; Poletti; Lorenzani; Monfroni; Spagnoli; Mosti; Rebora e Bonvini; poi Be Different (design); Bellè (lavorazione del ferro). Fuori dalla provincia, invece, ma sempre in Toscana: Kentstrapper (stampanti 3d); Savio Firmino (mobili in legno); Tre Effe (packaging in cartone ondulato); Ldma (architettura e progettazione); Elfi (elettronica); Energy 3d Scan (scanner).

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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