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«Allarme inquinamento al depuratore del Lavello» Gli anti Gaia: «Da Cava Fornace acque inquinate che finiscono nella fognatura» La discarica: «Tutto autorizzato e nei limiti, per adesso abbiamo sospeso»

27 Aprile 2017
K2_ITEM_AUTHOR  Il Tirreno Massa Carrara


di Libero Red Dolce
MONTIGNOSO Dalla discarica di Cava Fornace direttamente al depuratore del Lavello. È il percorso che fa, o meglio faceva, il percolato della discarica gestita da Programma Ambiente che Gaia ha autorizzato a scaricare nella fognatura nera. Percolati che contengono dei materiali pericolosi per l'ambiente e la salute secondo "Acqua alla Gola", ma la situazione è più complessa di così. «Quel percolato, cioè il liquido che si forma dai rifiuti -- sostengono gli anti Gaia -- contiene cloruri e metalli pesanti e materiale della lavorazione dello smaltimento di Cava Fornace e anche amianto, marmettola e ora anche i fanghi della Farmoplant». Di certo non si tratta di acque pure, tanto che finiscono nelle acque nere. Ma per avere l'autorizzazione a sversare Programma Ambiente è dovuta passare dalla Regione. E ovviamente dai controlli di Arpat e Autorità idrica toscana. «Gaia ha fatto verifiche analitiche sul nostro percolato -- spiega Gianpaolo Nadalini, direttore tecnico della discarica di Montignoso -- che è meno inquinante rispetto ad altri scarichi. E abbiamo l'autorizzazione dalla Regione a scaricare. Il nostro percolato è uno scarico come molti altri scarichi industriali. Se risponde ai requisiti può essere scaricato, se in futuro cambiassero le caratteristiche chimico fisiche allora sarà diverso». Di fatto però quel percolato non arriva al depuratore del Lavello dallo scorso agosto. L'autorizzazione è del 2016 ma a un certo punto la discarica ha smesso di conferire, comunicandolo a Gaia, senza però spiegare il perché. «A quel punto vista la loro decisione abbiamo chiuso la condotta che recapita i reflui nella nostra fognatura -- spiega Daniele Franceschini di Gaia -- chiusa con una valvola che solo noi controlliamo». Dunque le acque che arrivavano da Cava Fornace dovevano rispettare dei parametri. Quali? Si tratta di un elenco di sostanze, 51, elencate in una tabella che si trova allegata al Testo unico ambientale. Se le sostanze individuate non superano i parametri allora si può scaricare il percolato. Su un parametro però, i solfati, Programma Ambiente chiese una deroga. «La società avviò una pratica per una integrazione dell'autorizzazione -- spiega ancora Franceschini -- richiedendo una deroga per il parametro solfati. Il parametro non inficia i processi depurativi, è un parametro passante. La deroga non avrebbe significato per noi un problema e l'abbiamo autorizzata». Abbiamo chiesto a Gaia quanti controlli sono previsti e hanno risposto che «il produttore, cioè la discarica, deve inviare un certificato analitico annualmente, noi facciamo qualche controllo a campione. Non moltissimi, in verità». Per adesso lo scarico è stato bloccato dalla valvola su richiesta di Programma Ambiente, che però ha intenzione di ricominciare a scaricare. Nessuno però farebbe delle analisi nel momento della ripresa dello scarico. «Non sono previste, l'autorizzazione è già stata data. Quando ricominceranno a scaricare si vedrà». Acqua alla Gola attacca Gaia anche sulle promesse fatte qualche mese fa sui distacchi. L'azienda infatti aveva dichiarato che avrebbe fermato i distacchi per le fasce deboli. Al massimo un limitatore del flusso. «Si è rivolto a noi un utente che abita nel villaggio popolare a Castagnara che, nonostante sia a Isee 0, ha i rubinetti a secco da settembre. Ecco qua la gestione perfetta del rapporto con le utenze di Gaia», conludono polemicamente dal Comitato.

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