patrocinio comune


cosmave centro servizi

 

«Cava Fornace va chiusa celermente»: sì unanime a Firenze

07 Dicembre 2017
K2_ITEM_AUTHOR  Il Tirreno Ms Carrara


Approvata dal consiglio regionale la mozione unitaria
che impegna la giunta a chiudere la discarica

di Camilla Palagi MONTIGNOSO La giunta regionale è impegnata verso la chiusura "più celere possibile" della discarica di cava Fornace di Montignoso. Ed è anche impegnata ad attivarsi per una "contestuale risolutiva realizzazione" di uno "specifico piano di messa in sicurezza e bonifica ambientale dell'area in cui risiede l'impianto per la gestione dei rifiuti. È quanto prevede la mozione unitaria - primo firmatario Stefano Baccelli, Pd, presidente della commissione Ambiente - approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Il testo è frutto di un lavoro congiunto in seno all'assemblea legislativa, ed è stato sottoscritto anche dai gruppi che avevano presentato precedenti mozioni, ritirate e sostituite dal nuovo testo unitario. La mozione è sottoscritta da Elisa Montemagni (Lega), Leonardo Marras (Pd), Giacomo Bugliani (Pd), Giacomo Giannarelli (M5S), Marco Stella (Forza Italia) e da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra). «Con questa mozione condividiamo una scelta politica che mette insieme le istanze dei cittadini, quelle dei comuni, le risultanze di analisi» e il fatto che davvero si tratta di un «luogo assolutamente non adatto a ospitare una discarica, a prescindere dalla sue modalità di gestione», ha spiegato Baccelli. I controlli Arpat. Il testo della mozione ricostruisce gli esiti dell'attività di controllo dell'Arpat nel 2016, che ha riscontrato il mancato rispetto delle percentuali prescritte nei rapporti tra rifiuti inerti e contenenti amianto; le istanze dei cittadini suffragate dagli organismi istituzionali: il Comune di Montignoso ha istituito una commissione controllo per monitorare la gestione; fino ai recenti atti indirizzo degli enti locali (Montignoso, Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi) «volti a richiedere la chiusura dell'impianto per problemi segnalati». In primo piano, nell'illustrazione in aula, anche il contesto ambientale, per la cava che comunque, al di là delle verifiche Arpat, è attigua a centri abitati e ad un habitat naturalistico di pregio. La mozione prende in considerazione anche l'attività della Regione Toscana, che sta comunque procedendo con i propri uffici ad una istruttoria non ancora conclusa. A passare in rassegna in particolare la situazione sul territorio - incluso il debito della società che gestisce la discarica verso il comune di Montignoso, pari a 278mila 426 euro - la consigliera Montemagni. Che ha ringraziato «chi dal territorio ha lavorato per arrivare a questo atto, chi da anni si impegna su questo tema e anche i colleghi, per aver capito l'importanza di arrivare ad un atto congiunto». Apprezzamento anche da Bugliani che, quale consigliere di zona, ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo: «È un risultato grande per il Consiglio, apprezzo la trasversalità e la condivisione di obiettivi per il rispetto della salute dei cittadini e la difesa dell'ambiente».La discarica venne autorizzata nel 1992. Nel 2006 la ragione sociale della ditta cambia in Programma ambiente apuane S.p.a. e poco dopo la provincia di Massa-Carrara riclassifica la discarica in "discarica per rifiuti speciali non pericolosi".Esulta il comitato. «Dopo dieci lunghi anni hanno dovuto ammettere che ciò che dicevamo era vero» commenta a caldo Cristina Ronchieri, tra le primissime ad aderire al comitato di cittadini che si è creato per la chiusura del sito. «Abbiamo "accordato" le varie forze politiche a comprendere finalmente il problema - scrive il comitato - e adesso non solo i 4 comuni ma anche la regione Toscana riconosce la validità delle nostre denunce, firmando la mozione di chiusura, bonifica e messa in sicurezza all'unanimità. Finalmente da ora in poi, parleremo non del perché va chiusa, ma come e sopratutto quando». I commenti dei partiti. Soddisfazione anche da parte di Paolo Lenzetti, consigliere del Movimento Cinque Stelle di Montignoso, per la chiusura di quello che definisce «il più grosso errore commesso sul nostro territorio». «La chiusura del sito è nel nostro programma elettorale dal 2011 - continua il consigliere pentastellato - questo momento ci ripaga di tante battaglie che il Movimento ha portato avanti con forza» seguito dal consigliere regionale dei pentastellati Giacomo Giannarelli: «Si chiuderà così uno dei capitoli bui del sistema rifiuti toscano, la discarica doveva essere chiusa da tempo e, per dirla tutto, non doveva proprio nascere lì. Eppure per anni chi governa e governava ha fatto finta di niente». Fa seguito la Lega Nord, in sede di consiglio regionale Elisa Montemagni ha commentato: «Anche il Pd si è unito a Lega Nord, M5S e Forza Italia nel ritenere prioritario chiudere una discarica che presenta numerose criticità. Purtroppo devo riconoscere che nella mozione unitaria finale non è stato inserito che Programma Ambiente, gestore della discarica, è in arretrato con i pagamenti degli indennizzi ambientali al comune di Montignoso per una cifra pari a 278.426,98 euro». «Una volontà trasversale e condivisa» l'ha definita il consigliere regionale del Pd, Giacomo Bugliani: «Il dato che abbiamo di fronte è oggettivo e inconfutabile e occorre senso di responsabilità. Arpat, infatti, ha dichiarato l'impianto non conforme, ne ha dato informazione all'autorità giudiziaria ed è assolutamente necessario e prioritario tutelare la salute dei cittadini e la salubrità dell'ambiente».Il sindaco: in sintonia con la nostra delibera. Una votazione «perfettamente in sintonia con la nostra delibera di giunta» conclude il sindaco di Montingoso Gianni Lorenzetti, «che ricordo è stata approvata dalla sola maggioranza. Adesso concorderemo i tempi per la chiusura, un lavoro ovviamente che non potrà essere fatto in un giorno, ma il nostro lavoro per non permettere che il sito venga abbandonato inizia adesso. Un ragionamento che lascerà fuori ogni demagogia».

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

We use cookies to improve our website. Cookies used for the essential operation of this site have already been set. For more information visit our Cookie policy. I accept cookies from this site. Agree