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Il Tirreno (4373)

Giannini e le Apuane

Le Alpi Apuane: oltre il marmo è il titolo dell'interessante conferenza che si tiene oggi alle 16,30 al Palazzo Mediceo di Seravezza. Una conversazione sugli aspetti paesaggistici e culturali delle Apuane che vede la partecipazione di Boris Giannaccini, decano dei giornalisti versiliesi, il professor Fabio Flego, curatore della collana Pagine d'arte e Letteratura dell'editore Pezzini di Viareggio, e il fotografo naturalista Stefano Pucci. L'ingresso è libero e gratuito. In occasione della conferenza Stefano Pucci, autore di molti scatti raccolti nel libro di Giannaccini, proietterà immagini di fiori e piante tipici delle Alpi Apuane.

Dono della Fondazione Marmo

al liceo palma

MASSA I docenti del Liceo Palma, insieme agli allievi del 5° anno del corso di Arti Figurative e al Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, hanno aperto i pacchi con i nuovi strumenti da laboratorio donati dalla Fondazione Marmo, rappresentata per l'occasione da Anselmo Ricci della Cooperativa Gioia.Lorenzetti, nel ringraziare la Fondazione e gli imprenditori del settore lapideo, ha ricordato che, insediato da pochi giorni in Provincia, aveva ricevuto una delegazione di studenti che gli presentarono le difficoltà dell'istituto e in particolare del Laboratorio dove imparano materialmente ad operare sul marmo. Da qui la decisione di rivolgere un appello agli operatori del settore, appello che la Fondazione, come ha sottolineato Ricci, non ha lasciato cadere. Le attività di laboratorio, che si sono già messe in evidenza per la qualità dei progetti nel settore del design e dell'oreficeria, possono così avvalersi di nuovi strumenti e fare un salto di qualità che si aggiunge alla cospicua dotazione di mezzi (100.000 EUR) ottenuti recentemente su bandi nazionali finanziati con risorse europee. Il Liceo Palma conta circa 200 allievi; l'offerta formativa, dopo il biennio iniziale, prevede due indirizzi: arti figurative e design. Le nuove attrezzature e quelle di elevato contenuto tecnologico che presto arriveranno, renderanno ancora più qualificante l'esperienza formativa dell'istituto.Ricci, complimentandosi con gli allievi e con i docenti per quanto stanno facendo e per la elevata considerazione riservata alla materia prima marmo, ha auspicato una più stretta collaborazione con le imprese che già dal prossimo anno scolastico potrebbe concretizzarsi nella progettazione e realizzazione di una linea di oggetti di design disegnati appositamente per la Fondazione marmo, con l'idea di usarli per le aste dei blocchi con le quali raccoglie fondi.

IL PUNTO

Nella città abbonata ai crolli, cambia la giunta ma non i risultati. E così, dopo la palazzina sul Carrione, l'argine della devastante alluvione, il Politeama, Palazzo Rosso, Palazzo Pisani - e senz'altro ci dimentichiamo qualcosa, tra cedimenti strutturali, stabili inagibili, transenne a go go - ecco ora quel pasticciaccio brutto della via per Colonnata implosa nella cava in galleria sottostante.Una vicenda che solo per miracolo non ha visto feriti o peggio vittime, perché se quella voragine si fosse aperta al passaggio di un pullman di turisti o di una scolaresca, chissà cosa sarebbe successo. L'approssimazione e il dilettantismo con cui è stata gestita l'operazione sono disarmanti. In questi ormai dieci mesi di governo, i 5 Stelle stanno dimostrando in maniera plastica come per loro sia difficilissimo passare dalla fase degli annunci roboanti della campagna elettorale all'amministrazione concreta della cosa pubblica. Su alcuni aspetti chiave, come la gestione della tassazione del lapideo e del pianeta marmo, hanno semplicemente applicato pedissequamente la nota legge di Westheimer, ovvero, "per stimare i tempi di un qualsiasi lavoro, prendere il tempo che si dovrebbe mettere, moltiplicare per 2, e cambiare l'unità di misura con quella immediatamente superiore". Avevano detto che in due-tre mesi si cambiavano regolamento, beni estimati, tassa blocco per blocco? Indietro tutta, se va bene se ne parla fra quattro-cinque anni. Un po' come aveva fatto la giunta Zubbani con gli Animosi, i cui lavori si erano dilatati per sei anni e mezzo salvo poi vederli richiudere dopo tre mesi e mezzo.La strada che frana però è se possibile ancora più grave. Perché la giunta grillina ha dato il via libera alla riapertura? I fatti dimostrano che non si poteva e non si doveva riaprire, perché i lavori non erano fatti a regola d'arte. E se in casa mia posso, ma non dovrei, chiudere un occhio perché semmai ci rimetto solo io, in una strada comunale ipertrafficata, prima di dare l'ok, occorre essere sicuri al mille per mille. Finora, in passato, l'amministrazione Zubbani aveva sempre fatto una strenua difesa d'ufficio della macchina comunale, anche dopo l'eclatante crollo della palazzina sul Carrione (dove la strage fu evitata solo perché un inquilino si accorse di rumori strani e fece in tempo a far evacuare lo stabile). Adesso, ci aspettiamo dalla giunta De Pasquale un atteggiamento diverso: intanto, una vera inchiesta interna, con la puntuale ricostruzione delle responsabilità: chi ha dato l'autorizzazione a svolgere i lavori, chi ha seguito i collaudi, chi ha dato l'ok alla riapertura. E questi signori, per favore, che una volta tanto vengano sanzionati: spostandoli ad altre mansioni, ad esempio. Perché una città importante e complessa come Carrara non può essere affidata a dilettanti. Dieci mesi sono più che sufficienti per capire chi può fare cosa. Non possiamo permetterci altri quattro anni di calende greche e di empasse, certo. Ma non si capisce perché si tergiversa su cose tutto sommato lineari come le tariffe del marmo (se si fosse applicato un aumento minimo pari all'inflazione in attesa delle nuove procedure, chi avrebbe potuto trovare da ridire?), e invece su una strada comunale si concede la riapertura senza adeguate garanzie. Non ci siamo.

 

«Un milione per riparare i mezzi pesanti»

L'allarme di Fita-Cna: avevamo già segnalato lo stato precario di salute della viabilità a monte

CARRARA Quasi 1 milione di euro all'anno di costi per "riparare" i mezzi pesanti: la denuncia degli autotrasportatori. La nuova voragine alla Piana, che porta alla frazione di Colonnata, rimette al centro del dibattito l'urgenza di programmare un piano di interventi straordinari di manutenzione della viabilità a monte (non che le strade al piano siano in condizioni migliori) e provvedere, quanto prima, ad una nuova e più attenta analisi dello stato di salute delle strade percorse ogni giorno dai mezzi pesanti, auto, scooter e moto. A chiederlo, dopo l'incontro della scorsa settimane fa con la Commissione Lavori Pubblici del Comune di Carrara, è Cna Fita. La principale sigla di autotrasporto torna a puntare l'indice sulla necessità di migliorare la sicurezza della viabilità per evitare nuove voragini, nuovi pericoli per persone e mezzi e nuovi stop al lavoro. Fita Cna aveva segnalato all'amministrazione il "grave stato di incuria e pericolosità della viabilità a monte chiedendo seri e puntuali interventi di manutenzione straordinaria su la rete viaria andando anche ad individuare un piano di messa in sicurezza complessivo del territorio. «Per fortuna anche questa volta è andata bene e nessuno si è fatto male. Lo stato precario di salute della viabilità a monte, più volte denunciato - spiega Massimo Ricci, Portavoce Cna Fita - impone di passare all'azione. In un mese esatto due cedimenti strutturali nel solito punto: è il segnale che il sistema viabilità a monte è a rischio e necessità di interventi di manutenzione e di verifiche puntuali per garantire la sicurezza della circolazione stradale». Per far fronte ai costi Cna Fita propone di "attingere dalla tassa marmi": «il trasporto è uno degli elementi cruciali della filiera - spiega ancora - e ci sembra normale e logico prendere da lì le risorse necessarie. Ogni anno le riparazioni a causa dei danni provocati dal dissesto stradale costa complessivamente circa 1 milione di euro agli autotrasportatori. Risorse che vengono tolte dalle loro tasche. Da quel gettito dovrebbero essere attinte maggiori risorse da impiegarsi per sistemare la viabilità con un programma periodico e non solo d'urgenza. La sicurezza è una priorità». Secondo Cna l'attenzione deve essere dirottata anche sulla canalizzazione e sulla raccolta delle acque piovane che contribuiscono al deterioramento del manto stradale. Così come è importante - spiega ancora Ricci - intensificare i controlli delle acque che provengono dai bacini e dalle strade di arroccamento. Cna Fita evidenzia come le conseguenze dei mancati interventi di messa in sicurezza del territorio si ripercuotano negativamente anche sulle imprese del settore. I due eventi franosi di marzo ed aprile costeranno complessivamente la perdita di 5 giornate di lavoro (2 a marzo e 3 ad aprile) .


STRADA a pezzi
di Irene Rubino CARRARA A distanza di un giorno dalla frana, la voragine che si è spalancata alla Piana è ancora ben visibile. Il punto è vicino a quello del crollo del 19 marzo. «È successo nel periodo sbagliato - commenta il sindaco Francesco De Pasquale - al traffico pesante si aggiunge il flusso turistico». A detta del primo cittadino, l'episodio non è da collegare ai recenti lavori di ripristino: «L'altra sera mi sono recato sul posto: la riparazione precedente ha tenuto, ma è emerso un fatto nuovo. Abbiamo riattivato le procedure disposte nell'ultima occasione». L'amministrazione comunale allora aveva ordinato alla società intestataria della cava La Piana n.175, la ditta In.gr.a srl, di effettuare gli interventi necessari al ripristino della viabilità. Il progetto è stato firmato dell'ingegner Massimo Gardenato e le indagini sul sottosuolo sono state effettuate dalla geologa del settore marmo del Comune Chiara Taponneco. Una riapertura affrettata? No, secondo il sindaco: «La relazione fornitaci dal responsabile dei lavori attestava che il ripristino era stato eseguito secondo progetto.


primo maggio, saranno a carrara alle 8

CARRARA Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, è confermato che anche Carrara sarà tappa del 1° Maggio dei sindacati nazionali di Cgil, Cisl e Uil.Il tema principale è "Sicurezza: il cuore del lavoro", e sarà Prato ad ospitare il tradizionale corteo dei lavoratori e il comizio dei tre leader sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo

 

«Sulle cave ho il diritto di indignarmi»

La professoressa Franca Leverotti avanza tutta una serie di dubbi sulla gestione a Massa
MASSA Escavazione in primo piano nel convegno a Palazzo Ducale "Cave e ambiente: un problema che ci riguarda", organizzato dalla sezione di Massa e Montignoso di Italia Nostra (l'Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione); dopo l'introduzione di Bruno Giampaoli (presidente della sezione Massa e Montignoso) e l'excursus economico-legislativo del vicepresidente Imo Furfori, ampio spazio è stato dato all'analisi storica e problematica di ogni singola cava del comprensorio massese da parte della Consigliera Nazionale di Italia Nostra Franca Leverotti, nota medievalista prestata da anni alla causa ambientalista. Fedele alla sua impostazione di ricercatrice universitaria, la professoressa Leverotti ha presentato le criticità della nostra zona attraverso una serie di immagini molto eloquenti e un susseguirsi di cifre sorprendenti relative ai metri cubi effettivamente estratti, alle concessioni dei bacini e a quelli che a suo avviso sono i mancati introiti per l'Amministrazione (il riferimento è ai canoni di affitto annuali dei concessionari), ponendo l'attenzione anche sugli aspetti più "scomodi": secondo la Leverotti, vi sarebbe una mancata vigilanza; unanon corrispondenza tra i mappali dichiarati e quelli realmente coltivati, l'apertura di cave abusive in galleria, lo sversamento dei detriti in zone appartenenti al Parco, la "svendita" del patrimonio ambientale; ha ricordato di aver portato sul tavolo della Corte dei Conti per danno erariale la questione di alcune cave.«Il Comune di Massa - dice Imo Furfori - non ha ancora adeguato la normativa sulle cave risalente al 1846 e ciò significa che le concessioni sono perpetue e possono essere lasciate in eredità o vendute senza che il Comune incassi nulla dal trasferimento, a parte l'affitto di un anno, pari alla superficie della cava moltiplicato x 0,024 euro/mq. Molte delle cave hanno superfici ottocentesche, quando veniva concessa una estensione vastissima per fare le ricerche sulle vene del marmo. Oltre all'affitto, entra nelle casse dell'Amministrazione una tassa per quantitativo di blocchi estratti indipendentemente dalla qualità: un marmo da 200 euro/ton e un marmo da 6.000 euro/ton pagano la stessa cifra». Ma i problemi messi sul tavolo sono anche le rendite parassitarie delle persone che godono di concessione comunale e la fanno lavorare in subappalto e la caducazione delle cave inattive, in un intreccio di questioni patrimoniali, politiche ed ecologiche per un tema delicato come quello dello sfruttamento dei bacini marmiferi che nel tempo disegna nuove geometrie dei paesaggi, rivede i confini tra aree protette e aree destinate alla coltivazione, riaffronta il poco guadagno per la collettività a fronte della grande mole dell'attività estrattiva. Alla luce di quanto trattato, dopo aver vantato il "diritto di indignarsi", la Prof.ssa Leverotti si augura «che il nuovo Consiglio Comunale mi inviti a parlare di questa cosa perché non è un processo a nessuno, è un aiuto per la città». Tra le richieste: discutere in Consiglio Comunale il progetto del monte Beneo; potenziare l'ufficio cave con personale adeguato e in particolare geologi; fare sopralluoghi frequenti e regolari alle cave.Daniela Marzano

«Bonifica e poi chiusura di Cava Fornace»


l'appello dei grig

MONTIGNOSO Anche l'associazione dei Grig chiede di fare chiarezza sulla situazione della discariva Cava Fornace. « Decisamente allarmante quanto accertato in sede di verifica del rispetto dell'autorizzazione integrata ambientale per l'anno 2017 dal Dipartimento di Lucca dell'Arpat - Area Vasta Costa dove tra le altre cose si segnala che anche nell'anno 2016 non risulta rispettata la prescrizione relativa all'ingresso dei rifiuti contenenti amianto (eternit), in quanto ne risultano ricevuti in una percentuale pari al 33,18%, superiore al 30% previsto in autorizzazione

 

CONVENZIONE TRA l'ISTITUTO E IL CENTRO ARTI VISIVE

PIETRASANTA La parola d'ordine è sinergia. Dopo mesi di dialogo e pianificazione, è stato finalmente siglato l'asse tra il Centro Arti Visive e lo storico Istituto "Stagio Stagi". La convenzione, firmata sotto l'egida del Comune di Pietrasanta, segna l'inizio di una collaborazione storica sul fronte della formazione didattica, dei progetti di alternanza scuola lavoro e dei grandi eventi espositivi. Un passaggio cruciale che rafforza la Fondazione Cav nella sua vocazione formativa e rilancia l'Istituto d'Arte, patrimonio della città e della Versilia con una storia di oltre 170 anni.A lanciare l'idea del patto di ferro è stata la presidente del Centro arti visive Liliana Ciaccio che ha presentato ufficialmente la convenzione insieme al dirigente scolastico pro tempore del "Don Lazzeri - Stagi" Andrea Menchetti e alla funzionaria degli uffici culturali del Comune Valentina Fogher

 

pietrasanta

Domani alle 17.30 l'associazione Galatea Versilia organizza una passeggiata a Pietrasanta in compagnia di una guida turistica abilitata. Sarà una visita che permetterà di scoprire i tesori artistici della Piccola Atene. Infatti la guida turistica, abilitata e laureata in storia dell'arte, accompagnerà il gruppo in una passeggiata nella storia e nell'arte alla scoperta dei luoghi più significativi della città. Prenotazione obbligatoria (chiamare Tessa) al 339 8806229, costo otto euro, durata un paio d'ore. Punto di ritrovo in piazza del Duomo.

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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