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Il Tirreno (5012)

Simposio internazionale di scultura

Nell'anno in cui si ricordano i 500 anni dalla venuta di Michelangelo in Versilia il Comune di Stazzema omaggia il Genio con un simposio internazionale di scultura nella frazione di Levigliani. Al lavoro fino al 23 luglio sei artisti internazionali, Philippe Deleinsegne, Matteo Zeni, Silvia, Scaringella, Cristina Viviani, Sarah Atzeni.

Una balena e un sub fra i marmi

 

La street art arriva nel piazzale di una grande azienda di Carrara. Grazie ai pennelli di Robo


Alessandra Vivoli In segheria c'è una balena. Un sub col mantello da super eroe e una maxi gru con gli stivali e le piume. C'è anche una matita gigantesca, e un tempera matite con i tentacoli, proprio come una piovra.La street art sale sulle gru carroponte, uno dei simboli della filiera del marmo, utilizzate per movimentare e caricare i blocchi. L'arte di strada sale a dodici metri di altezza, sui carroponte della Franchi Umberto Marmi di Carrara, un' azienda in cui si lavora ogni giorno in mezzo ai blocchi e alle lastre. È la prima volta che succede: in Europa di murales sulle gru ne esistono parecchi, ma sempre in aziende dismesse. Mai in una azienda attiva. E invece nel piazzale sulla via Aurelia sono spuntati due murales giganteschi (il disegno complessivo si sviluppa in oltre 80 metri) che rappresentano da una parte la grandezza della natura con i blocchi di marmo che nascono nel mare e per mare arrivano in tutto il mondo. Dall'altra la grandezza del lavoro dell'uomo: una gigantesca matita che squadra i blocchi. Un lavoro realizzato dall'artista e muralista Robo - 42 anni, originario di Milano, da 14 anni trapiantato a Carrara - che colpisce, per la sua delicatezza, per il modo in cui si fonde con l'ambiente riuscendo a dare anima alle gru utilizzate per spostare tonnellate e tonnellate di marmo. L'idea è nata proprio da qui, con questo obiettivo. «Alberto Franchi,titolare dell'azienda che conduce insieme alla sorella Bernarda - racconta Robo - voleva dare un tocco di vita al piazzale». Il primo murales è stato realizzato in una settimana di lavoro. Un disegno di 82 metri: ci sono la balena, il sub e le gambe del carroponte fasciate da stivali da super eroe. Nei mesi scorsi è nato il secondo progetto, che ha già riempito un lato della gru: il logo "Franchi Umberto marmi" diventa il marchio di una matita gigantesca che ha disegnato tanti quadrati perfetti, i blocchi squadrati. L'alchimia è riuscita: la balena, il sub supereroe e il temperino con i tentacoli nel piazzale della Franchi Umberto Marmi sembrano davvero esserci da sempre. --


L'appello degli ambientalisti e il coinvolgimento delle scuole
Italia nostra Il Museo del Marmo raccoglie oggi un'ottantina, all'incirca, di reperti archeologici romani; altrettanti, all'incirca, sono però ancora sparsi tra le cave carraresi. A farlo notare - chiedendo che questi reperti vengano prontamente portati al museo di viale XX Settembre - è la filiale apuana dell'associazione Italia Nostra che ieri (lunedì) ha portato la questione della "Tutela archeologica per i materiali marmorei d'epoca romana attualmente depositati presso diverse cave a Carrara" (come recita l'oggetto della lettera spedita dall'associazione a Palazzo Civico) direttamente in commissione consiliare politiche per il marmo. Snocciolano numeri e citano l'ordinanza del sindaco Marchetti (datata 3 febbraio 1989) Mario Venutelli ed Enrico Dolci, rispettivamente presidente della sezione locale di Italia Nostra il primo, ex docente dell'Accademia di Belle Arti, socio dell'associazione, ideatore del Museo del Marmo ed esperto del tema, il secondo

l'idea


CARRARA È un sottofondo. Ma si sente molto bene. Non è invasivo, non sovrasta i rumori del lavoro. Ma sembra accompagnarli.Musica soft, rock, hit italiane e grandi classici: una play list che cambia di settimana in settimana, a volte di giorno in giorno e che, grazie a un impianto di filodiffusione, viene ascoltata quotidianamente dai lavoratori della Franchi Umberto Marmi, nel quartiere generale che affaccia sull'Aurelia. La musica in segheria, scelta direttamente da Alberto Franchi con ampio spazio a suggerimenti e richieste. Una contaminazione che, insieme a quella della street art di Robo si rivela davvero vincente. La musica e l'arte, quella di strada, nel cuore di un'azienda dove si lavora ogni giorno. E dopo i due murales già realizzati in altrettante gru carroponte, adesso l'artista milanese, trapiantato ormai da 14 anni a Carrara, si appresta a iniziarne un altro.«Nei prossimi giorni comincerò il terzo progetto, la facciata della gru carroponte che affaccia sulla strada - annuncia Robo - Non svelo nulla, sarà una sorpresa ma che comunque riprenderà gli elementi che sono già nei precedenti murales».Anche questa volta Robo sarà "imbragato", con tanto di caso, sul cestello elevatore che lo porterà a dodici metri di altezza.Insomma una segheria che da luogo di lavoro diventa anche incubatore d'arte e recipiente di musica.Un mix che non contrasta con il lavoro che si svolge all'interno dell'azienda e, per quel che riguarda la parte musicale, una sorta di accompagnamento. In un tono soft, mai sopra le righe. Ma che si fa notare. --/ altro servizio nell'inserto estate

L'anziana si è sentita male ed è stata portata in ospedale per accertamenti
I familiari dell'operaio morto si affidano ai legali: basta strumentalizzazioni

Alessandra Vivoli / CARRARA È stata una giornata difficile, l'ennesima, per i familiari dell'operaio di 41 anni morto mercoledì scorso mentre stava eseguendo la movimentazione di un blocco nel deposito FC Autogru di viale Zaccagna.Una giornata terribile: quella dell'autopsia, di altro dolore sul dolore. La nonna paterna di Luca Savio non ha retto e, proprio nella giornata di ieri ha avuto un malore. Il cuore di una nonna ha avuto un momento di difficoltà dopo aver assiste alla tragica morte dell'adorato nipote e a tutto quello che questi giorni stanno riservando a lei e ai suoi cari, ancora in attesa (fino al tardo pomeriggio di ieri) di poter vedere per l'ultima volta Luca.Dolore su dolore. E il ricovero in ospedale reso necessario dalle condizioni della signora . La nota dei legali della famiglia: basta strumentalizzazioniUna lunga nota con cui i familiari del giovane padre di famiglia Luca Savio, morto per un tragico incidente sul lavoro l' 11 luglio, comunicano di aver già formalizzato agli atti del fascicolo d'indagine aperto dalla Procura della Repubblica la nomina degli avvocati Antonio Macchiarini e Paolo Pasquali. «La nomina dei legali - si legge nella nota - tiene a precisare la famiglia, è stata, in questo primo momento, effettuata con lo spirito di agevolare l'operato degli inquirenti i quali per qualsiasi necessità potranno rapportarsi direttamente con i legali. Ai legali la famiglia ha chiesto, per quanto possibile, di tenere i rapporti non solo con l'Autorità Giudiziaria inquirente ma anche con gli organi di stampa e ciò onde evitare che la famiglia subisca una pressione mediatica che, al momento, non è in grado di sopportare in quanto già fortemente provata dalla tragedia verificatasi».«Il presente comunicato - continua la nota - ha anche lo scopo di porre fine al fastidioso coro di strumentalizzazioni che ad ogni livello, politico, sindacale e di categoria si è levato. La famiglia ha piena fiducia nell'operato della Magistratura ed ha come unico scopo che venga fatta piena luce su quanto tristemente accaduto nell'interesse soprattutto della piccola di solo un anno di età che ha perso per sempre il suo papà».«I familiari tutti - si chiude la nota firmata dai legali che hanno avuto incarico di rappresentare la famiglia Savio - sperano, infine, che cessino con effetto immediato le continue telefonate e messaggi di individui che si offrono a vario titolo, accampando presunte elevate professionalità, ma senza neppure essere iscritti ad albi professionali, per intervenire a tutela della famiglia». Insomma dalla famiglia dell'operaio morto per il colpo di un blocco di marmo, un appello alla sensibilità e un chiaro segnale a chi, dalla politica al sindacato, vuole strumentalizzare la tragedia di un figlio, di un nipote e di una padre.La richiesta, altresì, di fare luce su una vicenda di cui si sta occupando, fin dal primo giorno la magistratura.E, infine, la denuncia nei confronti di chi, in questi delicatissimi momenti, non ha scrupoli a farsi avanti offrendo una "presunta assistenza professionale". --

le indagini

La Procura acquisisce ulteriori testimonianze dai colleghi di lavoro
CARRARA È stato il professor Luigi Papi dell'Università di Pisa ad effettuare l'autopsia sul cropo di Luca Savio, l'operaio di 41 anni morto durante le manovre di movimentazione di un blocco. Colpito, secondo una prima ricostruzione, dallo "schiaffo" dell'informe che stava calzando con alcune zeppe proprio mentre sulla gru - sempre stando a quanto accertato fino ad oggi dai tecnici del servizio prevenzione e sicurezza dell'Asl , si trovava il titolare della FC Autogru.Il fascicolo con la ricostruzione della dinamica dell'incidente, dopo tutta una serie di accertamenti, è finito sul tavolo del sostituto procuratore Roberta Moramarco che si sta occupando delle indagini, acquisendo anche le testimonianze di chi si trovava, all'ora dell'incidente mortale (poco dopo le 8 e 30 di mercoledì scorso) nel piazzale o nei pressi del piazzale dove si è verificato l'infortunio mortale.Intanto da quello che risulta, a livello ufficiale, al momento resta solo uno il nome degli iscritti nel registro degli indagati. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare il nulla osta per i funerali dell'operaio che potrebbero essere celebrati nella giornata di oggi o in quella di domani. --

andrea figaia (cisl)
«Dalla Cgil solo dictat, decidono sempre loro»
CARRARA Raccolta fondi a favore della famiglia della vittima del marmo, Luca Savio. Andrea Figaia (Cisl) replica alla iniziativa lanciata dalla Cgil e aggiunge: «con i rappresentanti locali di questo sindacato non c'è possibilità di dialogo».«Già nel passato - scrive - ho operato concretamente con una iniziativa analoga, inventandola di fatto, ed erogando alla famiglia del lavoratore deceduto una somma, peraltro mai dichiarata; fermi come siamo al rispetto del principio secondo cui certe cose vanno praticate e non devono essere sbandierate. Ma il fatto che ci appare ancor più grave è la volontà di rompere le relazioni sindacali: con questa Cgil nostrana non ci sono alternative e nel marmo poi il dictat è assoluto-si chiude la nota - bisogna sempre fare quello che decidono loro». --


sabato a carrara
CARRARA A spasso nella storia. Nuova conferenza itinerante promossa dall'Accademia Albericiana sabato 21, ore 21, piazza Accademia, con Marzia Dati. Tema: "La colonia anglo-americana a Carrara". --


Tra i curatori Giuseppe Joh Capozzolo e Joanna Brzescinska-Riccio
MASSA Ha gusto e sapore massese l'importante manifestazione artistica internazionale Toskaniarte, inaugurata a Zamosc in Polonia l'8 giugno con finale previsto per il 31 luglio prossimo e recentemente prorogato fino al 31 agosto. L'idea e l'organizzazione della manifestazione è concepita al fine di diffondere la conoscenza di artisti toscani al pubblico polacco attraverso esposizioni e performances svolte nella cornice del prestigioso Hotel "Arte" e della splendida Piazza Grande della città rinascimentale di Zamosc. Tra gli espositori e curatori anche i massesi Giuseppe Joh Capozzolo (www.arte33.net) e Joanna Brzescinska-Riccio (www.joannabrzescinskariccio.com) che, oltre ad aver selezionato e presentato in Polonia esponenti dell'arte contemporanea toscana di vario genere e stile, hanno proposto proprie opere , seguite da una performance d'improvvisazione grafica-sonora dal titolo "continuum...", esibita allo storico e celebre Jazz Club Kosz di Zamosc la sera del 9 giugno. Toskaniarte è stata salutata con grande partecipazione di pubblico, di critica e di informazione mediatica già il 5 giugno 2018 con l'intervento del conosciuto artista apuano Francesco Siani, che ha inscenato una pantomima volta a celebrare artisticamente il senso della connessione tra esseri umani. Ecco di seguito i nomi degli artisti che hanno aderito al progetto Toskaniarte: Ugo Guidi, scultore (Massa), Joanna Brzescinska-Riccio, disegnatrice grafica (Aulla), Giuseppe Joh Capozzolo, compositore e videoartista (Massa), Carlo Claudio Rivieri, pittore (Massa), Francesco Siani, performer e scultore (Carrara), Sarah Atzeni, scultrice (Massa), Alessandra Puntoni, restauratrice e pittrice (Massa), Lorenzo Cinquini, pittore (Camaiore), Franco Margari, pittore (Firenze), Giorgio Distefano, pittore (Firenze), Andrea Bianchini, pittore (Firenze). --SARA LAVORINI

Sette artisti, sette opere e una grande mostra

il simposio

MASSA Sette artisti, sette opere e una nuova mostra "all'aperto" che è possibile ammirare passeggiando in Piazza Maccari a Cinquale: ecco il risultato di "Segni Scolpiti" il Simposio di Scultura che si è realizzato con grande successo all'interno del parco della Repubblica a Montignoso. --

 


MARINA DI CARRARA A lavorare con sagacia e lungimiranza, assicurando un radioso futuro al Club, fu il dottor Pietro Serri. Ancor prima dell'idea di fondare un Club, aveva già chiaro in mente il da farsi. Intanto si dimise da Presidente del consiglio provvisorio, lasciando la guida al prof Sergio Vatteroni per il biennio '53/'55. Per sé tenne la semplice carica di consigliere.Sapeva, il dottor Serri, che Mario Frugoli, erede e titolare di prima grandezza di industrie meccaniche e del marmo, disponeva di risorse economiche, intellettuali ed affettive verso lo sport (era stato un calciatore della Carrarese) tali da poter prendere in mano la situazione. Era anche a conoscenza che la domenica pomeriggio si recava, sovente, a spasso con la famiglia a Viareggio. Un giorno, agli albori del '54, Si posizionò a un tavolo di bar in passeggiata ed attese la sua "preda". Dopo un po' capitò il signor Mario con moglie, figlia e genero. Di non secondaria importanza la figura di quest'ultimo: Gualtiero Corsi erede, giovane allora, di una delle famiglie del "marmo" più in vista di Carrara. In seguito la sua passione per la vela e le sue creative capacità furono determinanti per la crescita del Club Nautico. A quel tavolo viareggino, in quell'incontro "volutamente fortuito", il dottor Serri tesse la sua "tela". «Lei ha un figlio diciassettenne, sarebbe bene che crescesse in un ambiente sano e sportivo, ci sono le strutture, la zona e la cerchia di persone giuste». E il signor Frugoli in breve s'innamorò del progetto. Frugoli entrò nel consiglio come Vicepresidente, ma prese subito come si dice, il "boccino" in mano. --P.C.
L'epopea del Club Nautico di Marina di Carrara dagli Anni 50
nella ricostruzione dello storico Paolo Cucurnia/prima puntata

Prima fu il tennis poi dai rottami e dagli scogli partì l'idea dei "pionieri"
GLI INIZI Il Club Nautico di Marina nacque nel '53, fino ad assumere le forme dell'odierna struttura all'inizio degli anni '60. Parrà strano, ma la scintilla che accese e infiammò gli animi per la nascita del Club, a tutt'oggi vivo e fiorente, partì dai campi da tennis. Eravamo nei primi anni Cinquanta; Marina era ancora segnata dai bombardamenti e i campi minati non erano stati ancora completamente bonificati. I due pontili fatti saltare dai tedeschi: "Pate" all'altezza circa di via Firenze e "Walton" erano ridotti ad un cumulo di macerie. Il terzo pontile, in pratica dov'è adesso la passeggiata a mare, era stato demolito prima della guerra perché poco usato. Venne costruito, nel sito ove attualmente c'è l'impianto tennistico del Club Nautico, alla fine degli anni '40, un campo in cemento (ora in tartan), erede e testimone del campo da tennis reso inagibile dagli eventi bellici come l'attiguo "Circolo Canottieri" fondato nel '25. Quest'ultimi erano ubicati, più o meno, nell'area dell'attuale parcheggio confinante con la Capitaneria di Porto, alla radice della passeggiata sul molo di ponente. E così alla vecchia dirigenza, che si ritrovava al nuovo campo da tennis, idealmente collegato alle scomparse strutture, nacque l'idea di costruire un Club Nautico sulle vicinissime rovine del distrutto ponte Walton.Il "Genio Civile" dette la necessaria autorizzazione all'utilizzo dell'area, ridotta ormai ad un ammasso di scogli e rottami affioranti dall'acqua. Il "Ponte Vecchio" pareva il moncone di un braccio proteso sul mare, lungo poche decine di metri. Un vago ricordo dell'approdo da cui partivano le vele che armavano "scuneri" e "navicelli" carichi di marmi, condotti con valente perizia dagli equipaggi marinelli, lungo le rotte del Mediterraneo.L'idea del gruppo di "dirigenti pionieri" scatenò l'entusiasmo di decine di volenterosi, che misero a disposizione braccia e fervore per spostare la massa disordinata degli scogli, al fine di formare una specie di spiazzo su cui gettare il cemento e livellare, infine, un piazzale dove far sorgere i muri di una costruzione terrazzata.In breve vide la luce un fabbricato a pianta rettangolare, con tetto a terrazza sulla quale si saliva attraverso una scalinata esterna in legno, sollevabile con apposito paranco in caso di mare grosso. Il Club, in pratica, si ergeva a picco sul mare. Al piano terra si entrava dal Viale Colombo, dopo aver percorso uno spiazzo lungo una trentina di metri, attraverso un'ampia porta centrale, che dava su un breve corridoio, ai lati del quale si aprivano due stanzette: quella di sinistra adibita a bar, quella di destra ad uso segreteria.Dal breve andito si accedeva, verso mare, su un ampio hangar entro il quale vennero sistemati, su apposite mensole, alle pareti laterali: il vecchio armo "Quattro con" che, con Pietro Gregori, Cesare Rossi, Sergio Garbati, Dino Viti, aveva vinto nel '32 il Campionato regionale Toscano; più due armi: "Due con" e una iole, nuovi del cantiere maremmano "Della Gherardesca".Gli elementi di spicco della vecchia guardia Canottieri andarono a formare il "Direttivo" del nuovo Club. Si istituì un "Consiglio Provvisorio Dalla Fondazione" con presidente il Dottor Pietro Serri, Vice Ing. Oreste Lena, Economo Ferdinando Gessaga, elemento nuovo cooptato.Della vecchia dirigenza facevano parte il Prof. Sergio Vatteroni, che assumerà ben presto il ruolo di Presidente per il biennio '53-'55; figuravano inoltre, sempre per questo biennio, i nomi del Comm. Pietro Gregori (canoista), Paolo Pagani (Direttore Tecnico sez. Nautica), Roberto Giampaoli, Battista Balderi, Carlo Telara per anni poi, il presidente degli Industriali carraresi, l'industriale Pietro Rollino (diverrà il suocero dell'annunciatrice Nicoletta Orsomando nel '57) ed il Principe del Foro Avv. Pier Marco Fontana. --PAOLO CUCURNIA

Stazzema Tutta l'arte di Mario BibolottiProsegue fino al 20 agosto la mostra "Mario Bibolotti 1918-1990. Archipitture" che si inaugura oggi alle 18 alla Casa del Berlingaio di Stazzema. La mostra dell'artista versiliese, curata da Cinzia Bibolotti e Antonella Serafini, è visitabile da giovedì alla domenica dalle 17 alle 22 o chiamando il 339 6568145.
Lido di Camaiore Apre la mostra dello scultore BiancoDal 19 al 25 luglio lo scultore Andrea Bianco terrà una mostra personale dal titolo "Gossip" nella Galleria Europa a Lido di Camaiore con orari 20,30 - 24. L'inaugurazione si terrà giovedì 19 alle 21,30. Presenterà il professor Vittorio Guidi, direttore del museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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