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Il Tirreno (3288)

Festa per il Pavarotti dello scultore Pierotti


PIETRASANTA Sarà inaugurata il prossimo 27 ottobre alle 18, in coincidenza con l'avvio della stagione d'opera al teatro comunale Luciano Pavarotti, la scultura del tenore donata a Modena da Pietrasanta per le celebrazioni nel decennale della morte del Maestro. A darne notizia, in consiglio comunale, il sindaco modenese Gian Carlo Muzzarelli: in questi giorni il Comune ha ricevuto dalla Soprintendenza l'autorizzazione temporanea alla collocazione della statua «Per il definitivo posizionamento - si legge in una nota della Soprintendenza - sarà necessario concludere l'iter di riferimento». Alla presentazione della scultura sono stati invitati il commissario prefettizio Giuseppe Priolo, lo scultore Stefano Pierotti e le fonderie aderenti all'Associazione Artigianart-Pietrasanta che hanno realizzato l'opera, oltre alla famiglia del grande tenore, alle autorità e ad artisti amici e compagni di strada di Big Luciano. La scultura raffigura Pavarotti in piedi a grandezza naturale, a braccia aperte con il foulard nella mano sinistra (2 metri circa l'altezza e 180 cm l'apertura delle braccia), ed è fusa in bronzo da tre fonderie artistiche che aderiscono all'Associazione Artigianart-Pietrasanta: la fonderia Da Prato, la Mariani e la Versiliese, che hanno realizzato gratuitamente l il tutto. Pierotti ha già realizzato, in passato, il monumento "A Ayrton Senna" all'autodromo di Imola, il grande Crocifisso della giornata mondiale della gioventù di Tor Vergata a Roma 2000, la scultura in ricordo di Papa Giovanni Paolo II, antistante l'ingresso del Policlinico "Gemelli" di Roma. «Sono lieto che uno dei primi appuntamenti ufficiali del mio mandato - afferma il commissario Priolo - sia l'inaugurazione dell'opera dedicata al Maestro Pavarotti che Pietrasanta ha voluto donare alla città di Modena, quale tributo da parte di un territorio da sempre votato all'arte della scultura ad un grande della musica che ha portato alto il nome dell'Italia nel mondo. Ringrazio e mi complimento con l'amministrazione comunale che mi ha preceduto per aver intrapreso questa iniziativa, lo scultore Stefano Pierotti per la splendida raffigurazione del Maestro e le fonderie Da Prato, Mariani e Versiliese dell'Associazione Artigianart che hanno volentieri aderito ed hanno eseguito la fusione gratuitamente».

 

LA NOVITÀ

CARRARA Una linea di gioielli ispirati al territorio ed una di oggettistica. Il tutto rigorosamente in marmo. Ma non un marmo qualunque, bensì quello "speciale" estratto da un filone molto particolare trovato recentemente dalla ditta Gualtiero Corsi all'interno della parte alta del bacino Venedretta della cooperativa Gioia. Si tratta del "paonazzo Venedretta", così è stato ribattezzato, un tipo di materiale duttile alla lavorazione, talmente particolare da non scheggiarsi, neppure su superfici di due millimetri. Nascono così le linee di vassoi del brand "Venedretta Luxury" dedicate alle nostre montagne, e quelle di gioielli "Zefiro" ispirate al connubio mare e monti. Oggetti di lusso realizzati quasi interamente a mano, pezzi unici ed originali con una spiccata attenzione al design. Molte le novità che caratterizzano la società della cooperativa Gioia e del suo amministratore delegato Quinto Ciuffi; nata lo scorso anno proprio dopo aver trovato il filone di paonazzo. A cominciare dal trasferimento dalla sede attuale di San Martino al centro città. Ed è al primo piano del palazzo degli uffici della galleria di via Roma, che si sta lavorando per aprire il nuovo show room entro la fine dell'anno. Un appartamento dedicato al lusso e al design con una massiccia presenza di marmo Venedretta: tutta la pavimentazione (bianco con cornice in bardiglio), accessori e sanitari dei bagni, tavolo della sala riunioni e della reception. persino un lampadario, che grazie alla trasparenza innata di questo paonazzo è in grado di creare suggestivi riflessi. L'idea è quella di creare una realtà del lusso e del designer. La linea di gioielli in oro giallo e marmo come detto si ispira al mare e ai monti. Disegnata dallo studio "Confini grafici" la linea linea Zefiro consiste in piccole vele di marmo incastonate nell'oro. A realizzarla lo scultore Alessandro Bassi. Per la donna c'è una parure con collana, orecchini e anello; per l'uomo gemelli ed anello. A breve dovrebbe seguire una linea più economica.I vassoi sono otto, pesano all'incirca un chilo e mezzo ed hanno spessori di due o tre millimetri. Il nome è ispirato alle nostre montagne: Sagro, Sella, Alto di Sella, Cavallo, Grondilice, Altissimo, Garnerone, Contrario. Li realizzano due scultori di Pietrasanta, i fratelli Luca e Fabio Vatteroni. Dopo una prima sbozzatura con la macchina a controllo numerico, queste opere uniche vengono scolpite a mano con un lavoro certosino. Per quanto riguarda il murales del David di Eduardo Kobra realizzato sulla cima di Gioia (commissionante il comune di Massa), la società informa che è vietato organizzare visite private per problemi di sicurezza. Chiunque fosse interessato a vedere l'opera deve contattare l'Apt di Massa e prenotare la visita guidata. La prossima è per questo sabato ed una è in programma per fine mese. Le altre verranno calendarizzate in date ancora da stabilire non appena ultimata la programmazione.Alessandra Poggi

 

MASSA CARRARA - La cancellazione dal calendario di CarraraFiere di Marmotec, spiega Claudio Lotto di Confimpresa, ha un particolare effetto negativo sulla sempre invocata necessità di "allungare la stagione turistica". Negli anni scorsi, infatti, erano diversi gli albergatori della costa apuoversiliese che decidevano di aprire le loro strutture a fine marzo in occasione del salone Seatec - rassegna che "produce" un afflusso rilevante di visitatori - di sfruttare poi le festività o i ponti di primavera (Pasqua, 25 Aprile, Primo Maggio) e quindi di ricevere i visitatori di Marmotec, che si teneva in maggio. Arrivando così a regime all'inizio della stagione estiva.Insomma si poteva creare una tempistica virtuosa per gli operatori del settore. «Questa calendarizzazione - spiega Lotto - consentiva a diverse strutture di iniziare l'attività in sensibile anticipo. Ora il "buco" creato dalla scomparsa di Marmotec, manifestazione che riempiva gli hotel della zona per due-tre giorni almeno, rende ben più difficile questa operazione. E gli hotel sono spinti ad aprire più tardi».

«Chiusura ascrivibile ai Cinque Stelle»


Insieme per Carrara attacca la giunta su marmo e trasparenza

CARRARA«Il sindaco Francesco De Pasquale non sembra abbia ancora compreso a fondo il ruolo che i cittadini di Carrara gli hanno consegnato il 25 giugno. I primi 100 giorni della amministrazione 5 Stelle si sono caratterizzati per avere immediatamente oscurato la "casa di vetro comunale" approvando ad esempio in giunta delibere senza oggetto e dai contenuti misteriosi, dicendo immediatamente addio alla litania della trasparenza amministrativa sbandierata in campagna elettorale». Ad attaccare così la amministrazione grillina è il gruppo Insieme per Carrara che fa riferimento ad Andrea Vannucci e alla sua area. De Pasquale, prosegue, «tra cancellazioni e chiusure (leggasi Street food e le rassegne autunnali, scuola di Bergiola, Piscina Comunale ecc) ha dato un bell'esempio di come non si amministra una città. Invitiamo pertanto il Sindaco a non perdere ulteriore tempo nel visionare il lavoro delle opposizioni lanciandosi in giudizi poco riguardosi, superficiali e senza criterio, volti a nascondere l'imbarazzo di non saper mai cosa rispondere ad ogni domanda, riuscendo a mala pena ad articolare qualche monosillabo. Sarebbe più serio se provasse a spiegare quali scelte intenda fare sul Regolamento degli agri marmiferi e sui Beni estimati, per anni rubricati come risolvibili in qualche giorno, ed adesso spariti dai radar; oppure rimediare alla decisione, ormai chiaramente ascrivibile alla sua amministrazione, come si evince dalle dichiarazioni di questi giorni, di chiudere Marmotec, creando un danno enorme per la programmazione del nostro territorio. #Depastaisereno».

 

 

Lotto (Confimprese) parla di svendita a Verona
e di assenza di Regione e parlamentari locali

MASSA-CARRARA La capitale del marmo senza una fiera dedicata al suo oro bianco, la materia che la rende famosa nel mondo? «È un po' come se a Pisa tagliassero la Torre pendente», commenta sarcastico e un bel po' preoccupato Claudio Lotto, rappresentente degli albergatori di Confimprese Massa-Carrara e Versilia. Dal suo punto di vista, che è quello di chi lavora nel settore turistico-ricettivo, la cancellazione di Marmotec avrà pesanti riflessi sul comparto "dell'accoglienza". A Marina di Massa e in Versilia quanto e più che a Carrara (dove gli alberghi sono pochissimi e prevalgono i B&b). E ci saranno, aggiunge, ricadute negative anche sull'immagine.Insomma, se nè i politici (quasi tutti) nè gli imprenditori sembrano stracciarsi le vesti per la cancellazione della fiera del Marmo di Carrara - gli imprenditori del settore, in fondo, lo volevano, e l'amministrazione De Pasquale non pare allarmata e neanche tanto interessata - sono gli operatori turistici a dirsi contrari e timorosi dei contraccolpi che ciò potrebbe provocare nel settore del terziario.Accusa Lotto: «A oltre due settimane dalla conferenza stampa di Verona, dove la dirigenza di Imm ha annunciato la cancellazione dal calendario fieristico di Marmotec, nessuno ha cercato di argomentare dagli specifici punti di vista , quali sono state le problematiche che hanno portato a quella situazione». Nessuno tranne una riunione convocata dalla Camera di Commercio dal presidente Dino Sodini che si è tenuta alcuni giorni fa. Riunione in cui, riferisce Lotto, nno c'erano nè rappresentanti della Regione Toscana nè parlamentari locali e in cui Fabio Felici, prsidente di Imm ha parlato di una situazione "drammatica" di Marmotec che ha indotto il management a sancire lo stop.«I partiti e le amministrazioni che hanno governato Carrara negli ultimi quarant'anni sono stati molto probabilmente i protagonisti diretti e indiretti nell'avallare politiche e scelte. Amministratori, direttori generali e presidenti forse non tutti all'altezza dei ruoli ricoperti hanno portata a una vera e propria svendita a Verona. Ora, Carrara è conosciuta nel mondo solo per il marmo. Verona, invece, certamente non è famosa ovunque il marmo. Se chiedete a qualcuno, vi risponderà probabilmente che la sua celebrità è legata a Romeo e Giulietta, o all'Arena. Davvero non alle cave. Come invece vale per la nostra zona Eppure, Il brand marmo, invece, decisivo per tutto il nostro comprensorio che va dalle Apuane a tutta la Versilia, a Verona, un brand che contiene le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra cultura, è stato svenduto».Ma Lotto rimarca anche l'assenza «voluta o casuale?» alla riunione alla Camera di Commecio, di chi a suo avviso avrebbe dovuto fornire indicazioni e risposte e vie percorribili per la risoluzione del problema Marmote. E, cioè, la Regione Toscana, azionista di riferimento della società insieme al Comune di Carrara; e della politica nazionale. In altre parole mancavano sia i consiglieri regionali di maggioranza ed opposizione, sia i parlamentari di maggioranza ed opposizione. «Un fatto di per sè indicativo di quanto possa valere in termini politici l'interesse nel tentare di ridare vita a Marmotec in funzione di un rilancio complessivo del complesso fieristico e del territorio inteso con rapporti di sinergia con le imprese di settore operanti», argomenta il rappresentante degli albergatori di Confimpresa.Lotot arriva poi al punto per lui centrale: il danno al sistema turistico-ricettivo, ai servizi, alla ristorazione che la scomparsa di questo appuntamento potrà avere sul territorio. «Certamente tutto questo avrà come diretta conseguenza un effetto negativo in termini di presenze e di fatturato ed effetti indiretti derivanti dalla promozione anche rispetto al ridimensionamento che negli ultimi anni alcune importanti fiere hanno avuto, leggi Seatec e Festival 4x4. Rispetto a queste situazioni auspichiamo un serio e concreto intervento della politica e della amministrazioni comunali e regionali».Una strada non facile da percorrere, riconosce Lotto. Il quale comunque alcune indicazioni vuole offrirle: «La Regione Toscana dovrebbe avviare un processo complessivo di analisi rispetto ai poli fieristici esistenti, Arezzo, Firenze e Carrara, magari creando un nuovo soggetto agglomerante dei tre capace attraverso anche azioni di ricapitalizzazione e di complessive ristrutturazioni aziendali guidato da un managment adeguato, di ricercare soluzioni anche alle sfide che il sistema fieristico mette in atto in altre zona d'Italia con capacità economiche e attrattive maggiori, In questo quadro Marmotec potrebbe ritrovare un proprio spazio ed una sua nuova collocazione capace di rispondere alle esigenze del territorio manifestate».Ripensare al polo fieristico di Marina di Carrara, «un'area di pregio fronte mare di circa 10 ettari - chiude Lotto - significa anche fare investimenti che consentano di ospitare non solo e soltanto manifestazioni di quel tipo ma altri eventi con conseguente ricaduta economica sul territorio».Claudio Figaia

 


CARRARA Il Circolo culturale Lizzatura storica, in una nota, sottolinea il ruolo chiave che dovrebbe avere l'Accademia ma lancia anche un grido d'allarme sull'uso dei robot: «Attenzione, se si continuerà a insistere con i robot, spariranno nel tempo gli artisti scultori e artigiani che sono una specificità del nostro territorio, sparirà il saper fare».Il Circolo prende spunto dai recenti due film su Michelangelo, quello di Konchalovsky e quello di Sky. « Si rimane stupiti quando un cliente ordina al cavatore Cucarello, di botto, 60 carrette di marmi dalla cava del Polvaccio e questo è Michelangelo il grande artista mondiale (questo lo scrive Vasari il cronista di quel tempo); innanzitutto, bisognerebbe subito procedere e accettare il consiglio di chi suggerisce di chiamare l'Accademia "Michelangelo". Proprio l'Accademia può essere la pedina vincente come attrazione turistica, visto che il maestro ha vissuto molti anni a Carrara». E ancora: «Nessuno nel mondo possiede una stele romana scoperta a Fantiscritti e questo è dentro la nostra Accademia, bisogna valorizzarla, creare un percorso perché sia visitabile a tutti. Quest'opera romana è di straordinario valore: è stata fatta vedere in televisione a "Fuoriroma", perché non è stato aperto quel portone nel tempo di Convivere? Questa scultura romana deve essere reclamizzata in tutto il mondo e nelle nostre strade. Il Palazzo del Principe potrebbe essere una cabina di regìa, ha tanti tesori: bene le iniziative come le "porte aperte", ma la visione dovrebbe essere continua, sistematica».Ed eccoci ai robot: «Uno dei primi robot, forse il primo è stato acquistato dall'Accademia: certo, il mondo si evolve ma Carrara deve dare l'esempio della manualità, a partire dalla scuola del marmo. Questo strumento in sostanza realizza il lavoro per il 90 per cento, forse di più, e solo il 10 per cento viene rifinito a mano, ma quel punto non serviranno più le professionalità della scuola del marmo. Insomma, è il momento di trovare un equilibrio fra il progresso che avanza ma anche la difesa della nostra storia, delle nostre capacità manuali. Altrimenti i nostri giovani troveranno sempre meno sbocchi. Il marmo, Michelangelo, la stele di Fantiscritti, la nostra Carrara, abbiamo molto da dire ma dobbiamo esserne convinta».

Prorogata la missione in Vietnam


Successo per l'iniziativa del commendator Vinchesi: dopo Yen Bai la delegazione anche a Hanoi

MASSA-CARRARA Prosegue con successo la missione di gemellaggio fra il Vietnam e la nostra provincia promossa dal commendator Andrea Vinchesi: la missione, in corso nella provincia vietnamita di Yen Bai, interessata come noto ad allacciare un rapporto privilegiato con Massa-Carrara, avrà un'appendice nella capitale Hanoi. Questo a conferma del grande interesse dello Stato vietnamita nei nostri confronti. La missione doveva concludersi nella giornata di ieri, e invece è stata prorogata proprio per mettere a punto anche nella capitale ulteriori possibili sviluppi. Fra le personalità incontrate dal commendator Vinchesi, Nguyen Tien Dung, responsabile del dipartimento affari esteri del dipartimento di Yen Bai, capofila di questo rapporto diplomatico-economico, e il responsabile della Provincia di Yen Bay, Do Duc Bay. In primo piano la realizzazione di quella che sarà "Casa Carrara Tuscany Italia".

Caso via Massa Avenza, esultano i consiglieri
Benedetti e Casotti: è un'opera davvero utile

di Camilla Palagi MASSA Continua a far discutere il progetto per la realizzazione di un'area sosta e parcheggio per mezzi pesanti in via Massa Avenza. «Non sarà ad uso esclusivo dei tir Grendi» assicura il vice sindaco di Massa, Uilian Berti, e sarà destinata ai soli mezzi pesanti, come confermato dalla bozza del protocollo d'intesa che dovrà essere sottoscritto dal Comune di Massa, dall'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale e dal gruppo Grendi Trasporti Marittimi. «È un'opera di riqualificazione importante per la zona industriale, sarà finanziata interamente da un privato e andrà a risolvere il problema dei tir parcheggiati ai lati di via Dorsale e di via Massa Avenza. Ho letto le preoccupazioni dei cittadini che si interrogavano sul dopo costruzione parcheggio. A riprova del fatto che sarà pubblico, posso anticipare che una volta approvato il progetto provvederemo ad individuare associazioni di volontariato che si occuperanno del mantenimento, in sicurezza e decoro, dello spazio»

 

«Si rischia l'esclusione dai mercati»

Maurizio Martinelli: il distretto apuo-versiliese senza fiera sarebbe un'eccezione

CARRARA «Il management della società che gestisce la fiera internazionale "Marmotec" ha annunciato in sostanza che non verrà più organizzata tale manifestazione fieristica, nonostante l'edizione 2018 fosse presente in tutti i calendari fieristici del settore»: comincia così l'intervento del dottor Maurizio Martinelli, esperto del settore. «Non intendo entrare nel merito delle motivazioni aziendali che hanno condotto alla decisione di cancellare la fiera dei marmi e delle macchine in uno dei principali comprensori mondiali, ritengo tuttavia che gli azionisti della società, in primis il Comune di Carrara, debbano considerare alcuni fatti- continua la nota - Innanzitutto lo scopo di una società che organizza una fiera consiste nell'ampliare il numero dei propri clienti, nel caso i partecipanti, non certo nel "promuovere il marmo" (pur sempre lodevole ed utile iniziativa a favore del distretto). L'organizzazione di una fiera nel settore della pietra ornamentale permette di ottenere interessanti ricavi, fatto confermato dal crescente numero di fiere nel settore» . E la nota di Martinelli prosegue: «L'organizzazione di una fiera porta benefici economici a tutto il territorio, ovvero ad hotels, b&b, ristoranti, bar, taxi, negozi e così via, oltre naturalmente a contribuire a mettere in risalto la zona dal punto di vista turistico - scrive - Gli espositori ed i visitatori di una fiera nel settore della pietra ornamentale comprendono numerosi settori merceologici, costruttori di macchine per l'estrazione, la trasformazione, la movimentazione, produttori di abrasivi, lame, dischi, resina, filo diamantato, produttori di blocchi, lastre e vari tipo di prodotto finito, buyers, traders, progettisti, architetti, designers, fornitori di servizi, riviste».

Parla l'ex sindaco Angelo Zubbani: sul futuro scelta miope e senza prospettiva
«Le aziende del settore sono importanti e vanno ascoltate, ma non subite»

di Alessandra Vivoli CARRARA «La fiera Marmotec così come è stata ripensata è morta. Non esiste più. Le inziative in programma sono quelle che avrebbero dovuto essere fatte nell'anno "di buco" della fiera del marmo. Non al suo posto».Entra subito nel vivo Angelo Zubbani l'ultimo sindaco ad avere tagliato il nastro di quella che passerà alla storia come l'ultima edizione di Carrara Marmotec, almeno come l'abbiamo vista fino allo scorso anno.Zubbani come giudica le novità annunciate per la fiera del marmo?«Parlerei di una scelta miope e senza prospettiva. L'equivoco di fondo è che qualcuno pensa che le vicende legare al marmo e a tutto ciò che gravita attorno a esso, debbano essere decise dai soli addetti ai lavori, pubblici o privati che siano. Niente di più sbagliato perché il marmo è il patrimonio identitario della città. Si è quindi deciso di smobilitare un asset come Marmotec con il solo coinvolgimento delle imprese, senza un confronto con le varie componenti politiche, sociali, economiche, culturali e sindacali che avevano titolo di far sentire la propria voce. E questo proprio perché Marmotec rappresentava un volano economico e sociale di tutto il territorio».Lei stesso, comunque, da sindaco aveva parlato di rivedere il format di Marmotec.«Certamente sì e non a caso nell'edizione del 2016 alcune novità erano state introdotte e giudicate allora positivamente dalle imprese e dai vertici di Imm. Tuttavia, anche se quest'ultima formula era da migliorare, il dovere era comunque di correggerla in forma partecipata, e invece si è preferito smobilitare frettolosamente ciò che esisteva da quasi quarant'anni, senza sapere esattamente dove andare».In commissione, a palazzo civico, il presidente e il direttore di Imm hanno fatto riferimento all'assemblea di giugno a cui lei ha partecipato.«L'assemblea di giugno si è tenuta, è bene ricordarlo, fra il primo e il secondo turno elettorale e aveva il delicato compito di approvare il bilancio consuntivo 2016, pur in perdita, dopo che la giunta regionale lo aveva inizialmente bocciato, per cui non era quello il momento per fare scelte strategiche che, oltretutto, sarebbero state poco rispettose nei confronti della nuova amministrazione. Comunque per sgombrare il campo da equivoci escludo che in quella sede, come nelle precedenti, sia stata affrontata o discussa una proposta come quella annunciata a Verona».Allora scusi Zubbani, chi ha dato l'avvallo politico alla riforma della fiera?«Di certo non la mia amministrazione visto che a Verona erano presenti assessori e consiglieri della attuale maggioranza. Inoltre, dalle dichiarazioni del sindaco De Pasquale traspare un evidente avvallo a questa decisione, con motivazioni che lasciano trasparire solo protervia e superficialità, parlando addirittura di una riconversione dei padiglioni fieristici in impianti sportivi».Qual è il suo giudizio sulla annunciata nuova sinergia con Verona?«Cominciamo col dire che io stesso, in accordo con i vertici di Imm attuali e precedenti, ho cercato di favorire le relazioni con Verona, sia con il sindaco di quella città che con i vertici di Marmomac. E questo con l'intento di creare sinergie che, con pari dignità, sfidassero i mercati globali». «Di certo - aggiunge - il mio obiettivo non è mai stato quello di arrivare e portare le ceneri di Marmotec a Verona con tanto di brindisi finale».Ora si parla di fiera diffusa.«Da ciò che è emerso fino a ora non si intravede un progetto alternativo ma solo vaghe e generiche idee che somigliano molto a quelle che si sono tenute o si dovevano tenere negli anni di vuoto di Marmotec. Non credo che la frammentazione di eventi e di attività accessorie possa portare le stesse ricadute della fiera, senza contare che con questa decisioni non si risanano i conti della società». «A meno che- sottolinea - non si voglia fare macelleria sociale con il personale, peraltro professionalmente qualificato».Qual è stato secondo lei in questa partita il ruolo delle imprese?«Non c'è dubbio che le imprese vadano ascoltate, ma non subite. Le aziende del territorio, unite a quelle del distretto lapideo, rappresentano un potenziale unico nel panorama italiano e, non a caso, sono blandite a Verona come altrove perché la loro presenza qualifica e porta immagine alle manifestazioni. Purtroppo quando si è giocato in casa non sempre ha prevalso l'unità di intenti e spesso Marmotec è stata per alcuni il bersaglio su cui sfogare il malcontento dovuto ai molteplici conflitti con l'amministrazione e i provvedimenti legislativi regionali. Non dimentichiamo che sono state le stesse imprese a portarci alla biennalizzazione e da quando leggo oggi il loro parere ha portato alla fine di Marmotec».Quali sono i suoi rapporti oggi con il presidente e i vertici di CarraraFiere?«Finché sono stato sindaco i rapporti sono stati collaborativi e riconosco che negli ultimi anni sono stati ottenuti risultati positivi sul contenimento dei costi e sullo sviluppo di alcune fiere storiche e più recenti. Tuttavia da giugno in poi non ho più intrattenuto rapporti, ma l'esperienza mi insegna che per chi è alla ricerca della fiducia da parte di chi ha vinto non è conveniente mantenere rapporti con chi c'era fino a ieri».

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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