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Il Tirreno (4373)

Comune a caccia di un direttore per i musei


PIETRASANTA Il Comune di Pietrasanta cerca un direttore per i suoi musei. È stato pubblicato infatti l'avviso di selezione pubblica «per l'incarico professionale di direttore dei musei civici con competenza scientifica - si legge in una nota del Comune - per il museo dei bozzetti e per il parco internazionale della scultura contemporanea, con funzioni di coordinamento degli altri musei, ovvero il museo Barsanti, il museo archeologico Antonucci, e la casa di Carducci. L'incarico avrà la durata di tre anni «con decorrenza dalla data indicata in convenzione». Sul sito www.comune.pietrasanta.lu.it, nella sezione bandi di concorso, è possibile scaricare tutte le informazioni relative all'oggetto dell'incarico, i requisiti di partecipazione, l'inquadramento del rapporto di lavoro, il compenso che ammonta ad euro 30.500 annui, al lordo della ritenuta Irpef e comprensivi di eventuale Iva e contributi previdenziali. Le domande di partecipazione, redatte sul modello scaricabile dal sito dell'ente o da chiedere direttamente all'ufficio Urp, e la documentazione da allegare, devono essere indirizzate, in busta chiusa, al Comune di Pietrasanta (servizio cultura, piazza Matteotti 29, 55045 Pietrasanta) e dovranno pervenire all'ufficio protocollo entro le 12 del 23 aprile 2018

Il vicesindaco e i tecnici qualche giorno fa hanno fatto il punto a Firenze sulle possibili modifiche
Uilian Berti: non consentiremo nuove aperture e faremo progetti per recuperare i bacini dismessi

di Manuela D'Angelo MASSA La legge regionale numero 35, quella sulle cave, potrà essere rivista e la proposta di modifica è tornata sul tavolo della commissione regionale sviluppo rurale e cave, presieduta dal consigliere Gianni Anselmi. La commissione aveva iniziato le consultazioni di tutti i soggetti interessati alla rivoluzionaria legge 35 già a fine 2017 e prima di Pasqua sono stati ricevuti in Regione anche il vicesindaco Uilian Berti con alcuni tecnici comunali. Il primo nodo da sciogliere secondo l'assessore all'ambiente Uilian Berti è l'inapplicabilità di un futuro regolamento comunale degli agri marmiferi, visto quanto scritto nella legge 35. «Avevamo il nostro regolamento già pronto - spiega Berti- e lo portai in commissione Ambiente l'anno scorso. Poi abbiamo capito che il lavoro fatto sarebbe risultato inapplicabile all'attuale legge 35 della Regione Toscana, soprattutto in tre punti fondamentali. Per questo il regolamento si è stoppato. Ora la Regione ci ha convocati per ascoltare le nostre proposte concrete, utili a rendere efficace la legge 35». Secondo gli uffici comunali la legge 35 dovrà rivedere il punto riguardante la tassazione e il sistema tariffario: la Regione chiede che si paghi un canone concessorio del 5%, stabilito in base alla qualità del bene estratto e un contributo per l'escavazione del 10% ogni anno, in base al quantitativo di materiale estratto. «Questo 10 più 5 sulla produzione annua complessiva - spiega Berti - è un conto sballato, perché possiamo fare soltanto una stima di quanto verrà estratto dalla cava e anche il materiale che ne verrà estratto non è sempre così certo. Il dato che ne viene fuori, insomma, non è coerente e non sarà mai omogeneo. La nostra proposta è quella di applicare il 10% più il 5% ad ogni singolo blocco estratto, valutando alla pesa quantità e qualità». Un altro punto su cui la legge 35 crea confusione, secondo il Comune di Massa, è il processo per la messa a gara delle cave: «Oggi la Regione - dice Berti - ci chiede di attuare due procedimenti distinti per il rilascio della concessione e per il rilascio dell'autorizzazione all'escavazione. Le due cose però non possono andare separate: per autorizzare la concessione devo essere sicuro che la cava si possa lavorare, quindi occorre unificare le due procedure per evitare impugnazioni future di atti». Infine la Regione dovrà rivedere il concetto di "distretto" e "filiera corta": «Nella legge sono descritti in maniera superficiale e generale- spiega il vicesindaco- e questo suscita numerose domande a cui il regolamento degli agri marmiferi non potrà rispondere. Fino a che stadio devo considerare la filiera corta? Mi fermo alla lavorazione del blocco, dei semi lavorati, arrivo fino alle scaglie o devo considerare all'interno della filiera corta anche l'utilizzo della marmettola? ». Intanto però il Comune ha intrapreso l'iter per l'approvazione (se ne parlerà tra qualche anno) dei piani di bacini: in pratica una specie di piano regolatore specifico delle zone estrattive. A bilancio ci sono già i primi 50.000 euro che serviranno per completare lo studio dell'Università di Siena, che consegnerà agli uffici un dettagliato quadro conoscitivo, con una mappatura delle cave massesi, la tipologia del loro marmo, il valore di mercato, le tempistiche di escavazione, i rischi idrogeologici e di inquinamento da qui a 10 anni e le ripercussioni per la montagna e i suoi abitanti. «Quello che è certo- specifica Berti- è che non consentiremo l'apertura di nuove cave, come abbiamo scritto dentro il Ru; quelle dismesse verranno, dove possibile, valorizzate con anfiteatri all'aperto e ottimizzeremo quindi soltanto le cave già attive. La determina per l'incarico all'Università è già stata firmata, nei prossimi mesi partirà il percorso partecipativo, con le associazioni e la cittadinanza».

Lavora nella cava chiusa condannato imprenditore

La Cassazione conferma i quattro anni di arresto per Graziano Landi della Seral
«Asportava e vagliava» marmo senza autorizzazione in un ravaneto di Stazzema
di Melania Carnevali STAZZEMA «Asportava e vagliava» detriti del marmo all'interno di una cava, nonostante non avesse l'autorizzazione e nonostante il curatore fallimentare dalla Landi Giocondo (ditta proprietaria della cava prima del fallimento del 2011) gli avesse comunicato più volte di fermarsi. Per questo Graziano Landi, imprenditore di Stazzema, in qualità della di legale rappresentante della Seral (società che portava avanti i lavori) è stato condannato dalla Cassazione a quattro anni di arresti e a 22mila euro di ammenda.La corte suprema non ha fatto altro che rigettare il ricorso presentato dall'imprenditore e a confermare quindi la condanna emessa dalla Corte di appello di Firenze il 12 dicembre 2016 (che a sua volta aveva confermato la sentenza del tribunale di Lucca). I fatti risalgono al marzo 2012.

 

Oltre duemila visitatori alle mostre

Sant'agostino fa il pieno


PIETRASANTA Folla in centro e a Marina per i giorni di festa. Voglia di mare ma anche di entroterra: il richiamo è stato forte e nonostante le previsioni così e così, Pietrasanta ha fatto il pieno. Un afflusso comunque regolare, come evidenzia il Comando di Polizia Municipale: «Tutto si è svolto con fluidità e senza particolari problemi». «Sulla costa spiaggia ripulita dal lavarone - riferisce una nota dal Comune - oltre il 30 % degli stabilimenti balneari era già aperto e pronto ad accogliere turisti e residenti. Un goloso assaggio d'estate. Tanta gente anche in centro e le mostre fanno registrare presenze da piena estate: a Pasqua hanno visitato le mostre di Sant'Agostino 1.115 persone, mentre a Pasquetta sono stati contati 1.056 visitatori». «Un'ottima prova generale - prosegue la nota - in vista dell'apertura di un intenso periodo di eventi: da L'Arte del Ricamo e del Merletto (20, 21 e 22 aprile) a Marina in Fiore e Country & Garden Show (28 aprile - 1°maggio), al passaggio delle "Mille Miglia" (venerdì 18 maggio), al Premio Internazionale Barsanti e Matteucci (sabato 19 maggio) sino all'apertura, sabato 16 giugno, della grande mostra dell'estate affidata, quest'anno, allo spagnolo Manolo Valdés, un vero big dell'arte contemporanea».

 

Accademia, valzer di nomi per il dopo Casani

Spuntano anche le candidature dell'ex senatrice Sara Paglini e dell'architetto Corrado Lattanzi

CARRARA La natura - e la politica - rifuggono il vuoto. Lo stesso vale, con le dovute proporzioni, per i ruoli pubblici e la sedia di presidente dell'Accademia non fa eccezione. Così a pochi giorni dalle clamorose dimissioni di Giancarlo Casani in polemica con l'attuale consiglio accademico dell'istituto, i nomi di possibili candidati si moltiplicano.Quel che è sicuro è che i "nominati" per adesso rispondono tutti la stessa cosa. «Sarebbe un onore, ma è troppo presto. E sarebbe bello che il presidente dimissionario decidesse di fare una retromarcia». Un attestato di stima nei confronti di quest'ultimo e una comprensibile professione di prudenza.Una delle papabili per il futuro è considerata l'ex senatrice 5 Stelle Sara Paglini. Che però, contattata da Il Tirreno, si defila immediatamente. Non per indifferenza al ruolo, quanto piuttosto per la tempistica. «È una cosa che apprendo da voi - spiega la senatrice non rieletta apuana - e mi fa piacere sapere che il mio nome sia stato fatto. Ma non c'è alcun fondamento. Di sicuro al momento non potrei nemmeno smentire una cosa che fin qui non conoscevo neppure».Il nome della Paglini circola insieme alla suggestione che le dimissioni di Casani possano essere legate a movimenti politici. Chiacchiere inevitabili ma slegate dalla realtà dei fatti e delle relazioni. Per chi è pratico delle stanze di Palazzo del Principe rimane chiaro come si tratti di un dissidio interno, magari covato sotto traccia negli ultimi mesi e poi esploso per la differenza di vedute tra consiglio e presidente sull'organizzazione degli eventi legati alla nomina a professori onorari di Maurizio Cattelan e Massimo Bottura.L'altro nome circolato è quello di Corrado Lattanzi: architetto, competente in materia e vicepresidente dell'associazione Amici dell'Accademia. Chi meglio di lui? «Direi lo stesso Casani, noi Amici dell'Accademia speriamo si possa fare un passo indietro sulla decisione, sedendosi attorno a un tavolo e ripensandoci. È stato fatto un ottimo lavoro e sarebbe un peccato sprecarlo. Sul mio nome non mi esprimo, cosa posso dire su una cosa che non è reale? Mi fa piacere, ma è meglio concentrarsi sul bene dell'Accademia», risponde Lattanzi.L'Accademia in questi anni è in effetti riuscita a ottenere una certa credibilità esterna, muovendo importanti passi nell'apertura verso la città. L'obiettivo è quello di mantenere questa rotta, all'insegna del motto : «l'Accademia è di tutti». Il rischio è che l'aggrovigliarsi di discussioni e beghe interne risultino poco comprensibili "fuori". E che l'Accademia torni a essere percepita come una camera chiusa. (l.r.d.)

Il Don Lazzeri-Stagi a "Futuriamoci"


DOMANI A LUCCA

PIETRASANTA È in agenda nella giornata di domani, a partire dalle 9,30 a Palazzo Ducale a Lucca, il secondo incontro dei tre conclusivi del progetto #Futuriamoci# prepararsi al cambiamento, percorso formativo promosso dalla Provincia e rivolto agli studenti delle scuole superiori. Progetto che vede l'adesione del Don Lazzeri-Stagi e dell'Isi di Lucca.«Questi incontri rappresentano un'ulteriore occasione di riflessione - si legge in una nota - sul percorso di crescita, non solo didattica, dei ragazzi, sulla consapevolezza delle proprie scelte e delle proprie aspirazioni anche in base alle passioni, attitudini e inclinazioni dei singoli sia nello studio che nel lavoro. Agli studenti nel progettare il proprio percorso di studio e di lavoro, intendiamo offrire strumenti per un'analisi sulle proprie motivazioni, attitudini e aspirazioni per conoscere e affrontare la complessità del mondo attuale e operare così scelte libere da condizionamenti familiari, culturali e di genere».

Danneggiata la pedana delle sculture di Campbell

È la seconda volta in poche settimane

PIETRASANTA Ancora un danno, è il secondo in poche settimane, per la pedana che fa da supporto alle sculture di Paddy Campbell nell'ambito della mostra "Il dolce rumore della vita" in corso sino al 10 giugno, in piazza Duomo e nel Chiostro.

Confartigianato incontra Lazzareschi


Venerdì alle 1800 alla sede provinciale di Confartigianato protagonista Alvise Lazzareschi, cavatore e scrittore.

Dopo l'addio di Casani spuntano i primi nomi

il caso ACCADEMIA
CARRARA Morto un papa se ne fa un altro. Di questo principio di realismo vaticano c'è contezza anche a Carrara: dimesso un presidente dell'Accademia ne verrà eletto un altro. E al di là di molte dichiarazioni di circostanza pubbliche, non pare che dentro palazzo del Principe si vestirà il nero troppo a lungo. Inesorabile, la storia fa il suo giro.Niente passo indietro di Giancarlo Casani dopo le dimissioni annunciate sulle pagine de Il Tirreno. E dunque avanti con il nuovo. Non in tempi brevi, parrebbe. «Non c'è grande fretta, non c'è proprio», conferma il direttore dell'istituto Luciano Massari. «C'è un direttore amministrativo e la macchina comunque va avanti. Con calma ragioneremo sul futuro e sceglieremo i nomi da proporre al Miur. Mi spiace per Casani, ma dopo le parole che ha affidato ai giornali, la durezza sbalorditiva di quel che ha detto, non mi pare che sia sua intenzione cambiare idea».La procedura prevede che il consiglio accademico proponga una terna di nomi al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca che poi può scegliere da quel ristretto numero. «Nomi mi chiede? È presto, non c'è nessuna fretta. Di sicuro non saranno nomi legati alla politica, come fu per la precedente terna», si nasconde Massari.Qualche indiscrezione però circola. Possibile che ritornino in auge i due esclusi dello scorso giro, quando fu eletto Casani: l'avvocato Michele Caro e la docente di storia dell'Arte all'Università di Pisa, Donata Levi. «Sono profili di spessore», concorda senza confermare Massari. E circola anche il nome dell'outsider Gualtiero Vanelli, altro profilo che secondo alcuni garantirebbe il mix di competenza e esperienza internazionale utile.La spesa di 55mila euro per un'agenzia di stampa che curasse l'evento della doppia cerimonia che incoronerà Maurizio Cattelan e Massimo Bottura professori onorari dell'Accademia ha fatto storcere il naso a più d'uno dentro l'Istituto di Belle Arti. Tanti a mezza bocca si lamentano di una spesa giudicata smisurata se misurata a certe esigenze ordinarie della scuola che ancora non sono state soddisfatte. E c'è chi cita il malfunzionamento della rete di connessione internet o la Fonderia che da quasi un anno non funziona. Quei soldi sarebbero stati spesi con più raziocinio in questo modo, secondo tanti. «Quando Casani ha presentato la sua idea al consiglio accademico - sostiene Massari - si è discusso a lungo e si è evidenziato come ci sono dei vincoli di bilancio da rispettare. Se anche una parte di quei soldi fosse mancata per qualche motivo, l'Accademia avrebbe dovuto copririli. Non si può gestire così una cosa pubblica, non come un privato. Ci sono regole diverse». Il consiglio ha bocciato la proposta con nove voti contrari e un solo astenuto.Casani ha sempre sostenuto che i finanziamenti con i privati li ha trovati lui stesso e che non avrebbero pesato sul bilancio. «Si è proposto infatti di fare sì che i finanziatori privati pagassero direttamente l'Agenzia, in modo da non avere rischi. Sembrava ci fosse un accordo, poi Casani si è dimesso», dice Massari. E quei 55mila euro? Via col presidente? «Sono contatti che ha tenuto lui, si vedrà», chiude Massari. (l.r.d.)

L'assessora Forti «Un vero peccato ha lavorato bene»
L'assessora alla cultura Federica Forti è dispiaciuta, l'abbandono di Casani per lei è una sconfitta.« Va riconosciuto l'impegno notevole e illuminato che ha saputo dare in questi anni. La sua voglia di portare l'Accademia ai cittadini, di innovare». E seppure in punta di piedi - «non compete a me farlo, non sono nel cda» - entra nel emerito della polemica che ha poi portato alle dimissioni di Giancarlo Casani da presidente. «Al di là della particolare agenzia che era stata contattata per gestire l'evento di Cattelan e Bottura, l'idea di avere un partner che gestisse a livello internazionale, con la giusta chiave, i contatti e l'immagine che si voleva proporre era positiva. È quello che serve in questi casi e dispiace sia andata diversamente». Il Comune in ogni caso non avrà voce nella futura proposta di una terna di nomi per la presidenza che spetterà al consiglio accademico e poi, per la scelta finale, al Miur. «Noi abbiamo fatto avere il nostro sostegno a Casani se come sostegno s'intendono le telefonate e gli attestati di stima e vicinanza in questo momento. Bisognerà lavorare per il bene della città e dell'Accademia». (l.r.d.)

«Io guardo al futuro mentre gli altri restano immobili» il presidente
CARRARAForte della stima raccolta in città, e su una pagina Facebook aperta a suo esplicito sostegno, Giancarlo Casani dice la sua sulla vicenda delle dimissioni da presidente dell'Accademia. E si augura che siano le ultime parole di una vicenda che lo ha molto provato e che vorrebbe chiudere. Seppure con l'amaro di un finale di resa.«Prima di tutto tengo a ringraziare le numerosissime persone che in tanti modi hanno voluto manifestarmi spontaneamente la loro solidarietà e simpatia. Non voglio fare polemiche dannose per l'Accademia, che è al vertice dei miei pensieri. Una cosa va precisata. Io sono a favore dell'apertura dell'Accademia verso la città tutta, verso le istituzioni che la rappresentano, verso le forze sociali, economiche e culturali. L'Accademia è un patrimonio di tutti, palazzo di vetro senza porte ma con regole chiare», dice Casani.Ribadisce il suo ruolo di internazionalista, ambasciatore per l'estero dell'Istituto. «L'Accademia, nella mia visione, è un istituto orientato all'esterno, verso i centri tecnologici d'eccellenza, come l'Istituto Italiano di Tecnologia, l'Istituto Sant'Anna di Pisa, il Politecnico di Milano, la Galleria degli Uffizi, con cui ho aperto contatti e relazioni. Non si può non aprire le porte dell'Accademia alla tecnologia, alla ricerca e all'innovazione e ai grandi dell'arte e della cultura, tenendo sempre al centro la formazione dei giovani. L'Accademia ha 250 anni di storia alle spalle e 2500 anni di cultura della lavorazione del marmo, ma dobbiamo cogliere i segni del futuro. Non può non avere un Master di scultura digitale, quando nascono nel territorio aziende che hanno bisogno di queste competenze e professionalità. Non solo l'Accademia non ha saputo anticipare questo fenomeno, ma non ha nemmeno voluto seguirlo e sostenerlo. Si vuole un'Accademia chiusa nel suo mondo, autoreferente, avulsa dal progresso e dal futuro. Se Carrara con questa politica dell'immobilismo, va a fondo, poco importa».Casani si percepisce come un incompreso nel suo ambiente, seppur apprezzato dai cittadini. "Nemo propheta in patria", avrebbero sintetizzato i latini. «Il messaggio che ho lasciato è stato capito da tutti in città e in ogni ambiente culturale, economico e politico. Solo in Accademia non è stato capito compreso, anzi dai pochi che decidono per tutti, ed è stato respinto e rigettato. Non me ne vado per capriccio, ma perché non posso svolgere la mia funzione e non voglio essere responsabile o complice dell'immobilismo dell'Accademia. Voglio fare un'ultima precisazione: Bottura e Cattelan sono due giganti e l'Accademia deve proporsi al mondo insieme a loro, all'interno di un comune intento: l'arte e la formazione. Questi due grandi maestri hanno di per sé una grande visibilità, ma come presidente avrei voluto che fosse la nostra Scuola a comunicare e gestire il conferimento delle onorificenze, con il loro accordo e assieme a loro, facendone un proprio patrimonio e diventandone testimonial. Questo non è stato possibile anche se sarebbe stato a costo zero per l'Accademia. A me interessava promuovere l'istituzione, la sua cultura, il suo patrimonio assieme al territorio e non le singole persone fisiche. Se decade il Territorio, decade anche la sua Accademia che non può vivere in un comprensorio desertificato e viceversa».

 

I personaggi crocifissi della galleria Fac

di Luca Barbieri CARRARA "Acciaio" e "Cromato" sono le traduzioni dal tedesco all'italiano dei loro cognomi; "Fronte", invece, «perché siamo dei combattenti», spiegano. L'insieme delle tre parole porta all'acronimo FAC (Fronte Acciaio Cromato) e loro sono Stefanie Krome (che è anche coordinatrice per la Toscana di Sculpture Network) e Dominik Stahlberg che da circa dodici anni si sono trasferiti dalla Germania a Carrara per il «fascino del marmo». Da tre anni qui hanno fondato il Fronte Acciaio Cromato, galleria d'arte e laboratorio di via Finelli 22, in pieno centro storico (che si può visitare contattandoli); con loro anche Yuanjun Gao (collaboratrice) che ha studiato grafica all'Accademia di Belle Arti di Carrara. «Quando siamo arrivati - si raccontano - per noi era una cosa inimmaginabile: tutto in marmo. In Germania lo chiamano "oro bianco" e Carrara è famosa in tutto il mondo per questo, tutti la conoscono. Gli abitanti qui sono duri e diretti proprio come il marmo». C'è il marmo certo, ma sottolineano, non solo: «siamo rimasti anche per il paesaggio: ci sono mare e montagne» e loro hanno deciso di stabilirsi a Castelpoggio («paese di artisti», fanno notare). Qui in via Finelli al FAC c'è l'esposizione delle opere, ma c'è anche il loro laboratorio dove lavorano, «senza grandi macchine», una «resina ecologica», le stampe e le serigrafie con il torchio; poi ovviamente il marmo. Ma il marmo, come d'altronde la resina, viene colorato: «vogliamo che questo, che è un materiale antico, dialoghi con il contemporaneo», puntualizzano. Si gioca già a partire dal nome: c'è il sarcasmo, ma c'è anche la provocazione - ammettono - nelle loro opere; ma non solo, perché dopo l'impatto iniziale lo scopo è un altro. «L'arte è come questo martello (appeso al centro della galleria, ndc) deve scuotere per far pensare su certe tematiche». Stampe, opere colorate (il rosa su tutti), il martello nel centro e appese alle pareti gli ultimi lavori, la serie "The Cruxials". «I "cruxials" hanno un'anatomia umanoide - spiegano a riguardo - che mette in ridicolo design conosciuti. L'attenzione si concentra sull'assenza di sensori visivi, gli occhi. Occhi specchio dell'anima, per poter interagire con l'ambiente. I "cruxials" guardano da grotte profonde nel giorno come ermafroditi da un mondo intermedio. Un normale protagonista di questo genere, messo in situazioni che non risparmiano sull'essere tristi e disperati, crivellati di satira, mascherati in sarcasmo, ubriachi su Facebook. Diversi personaggi crocifissi per casi particolari». «Siamo molto fortunati - riflettono - a lavorare qui, nel centro storico, e adesso sta crescendo un po' anche la vita culturale. Pensiamo all'attività del "Garibaldi", a iniziative come quella di Frank Breidenbruch oppure a Carrara Studi Aperti, tra le altre; ma qui ci sono grandi potenzialità da sfruttare diversamente. Per esempio manca un teatro».

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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