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Il Tirreno (4373)


L'autore dell'Antro delle Apuane lancia l'idea di una App per scoprire gli angoli nascosti del centro
Lo scrittore propone di censire tutti i luoghi di interesse artistico per valorizzarli ed evitare il degrado

MASSA In vista della amministrative del 10 giugno ad animare il dibattito politico sono i temi caldi: la sanità, l'economia. Con un'attenzione alla possibilità di rilancio e ai settori che a quel rilancio possono contribuire. Tra questi il turismo come volano economico e opportunità di nuovi posti di lavoro. Certo nel turismo e nelle sue potenzialità crede Nicola Iacopetti, autore del libro "L'Antro delle Apuane", che aveva lanciato l'idea di "Massa Città del Gusto": «Credo che al di là degli schieramenti politici - spiega Iacopetti - anche noi cittadini dobbiamo proporre idee di come vorremmo valorizzare il turismo a Massa. Non è più il momento di lasciare tutto al caso come è accaduto negli ultimi 30 anni. La progettualità sta alla base di ogni programma politico che si rispetti, ma mentre a due mesi dalle elezioni ancora si discute di nomi, alleanze e giochi di potere, perfino tra chi sembra aver le idee chiare si gridano solo slogan vuoti di contenuti. C'è una Massa che tutti conoscono, quella sotto gli occhi dei cittadini e c'è una Massa nascosta, tutta da scoprire. Attraverso una App, ad esempio, con una mappa digitale della città, si potrebbe pensare - propone Nicola Iacopetti - ad una specie di "caccia al tesoro" con percorsi differenti, per periodi o in ordine cronologico, che sveli volta per volta punti di interesse storico sia al turista che agli abitanti che vogliono conoscere qualcosa in più della nostra storia. Ovviamente il tutto dovrebbe essere condito da una promozione su vasta scala».Dal Ponte delle Tavelle a Canevara del 1200 a Porta Quaranta con la cinta muraria quattrocentesca, dalla calcarea della Brugiana alle vecchie cartiere e miniere di ferro lungo via Bassa Tambura, passando per l'antico lavatoio a Santa Lucia fino all'acquedotto di Ortola: questa potrebbe essere uno dei tanti percorsi da valorizzare, perché «ovunque ci giriamo - continua Iacopetti - c'è un piccolo pezzo di storia locale da scoprire e che, il più delle volte, è lasciato a marcire». L'idea di Iacopetti è nata anche grazie al contributo di Mario Pieraccini, studente di archeologia medievale con la passione per il restauro e l'archeologia locale, ed entrambi sperano che la prossima amministrazione si impegni a promuovere Massa anche sotto il profilo storico-culturale. «Sviluppare l'idea è semplice - prosegue Pieraccini - bisogna partire da un censimento di questi punti di interesse. Il secondo step riguarda la pulizia e l'eventuale restauro, magari con l'ausilio del nostro Istituto d'Arte o di ditte locali pro bono publico, laddove ve ne sia necessità. Altra cosa importante è la segnaletica, che indichi l'epoca di realizzazione e qualche nozione storica. Nella App poi, tutto sarebbe più approfondito. Crediamo che non servano sforzi economici per metterla in pratica, ma solo buona volontà. Il rischio che si ripetano episodi come il crollo del ponte altomedievale di Mirteto per colpa dell'incuria ci ha condotti a questa riflessione: piuttosto che lasciar morire la nostra storia, sfruttiamola a nostro vantaggio, perché oltre ad insegnarci da dove veniamo, potrebbe indicarci la via per conoscere il nostro futuro. Un'idea che potrebbe trasformare Massa da semplice "campo base" per gli spostamenti nelle zone limitrofe, a territorio in cui soffermarsi magari un giorno in più per godere di alcuni tesori nascosti e dimostrare così che la zona apuana non è solo Farmoplant, ma ha anche una storia di cui andar fieri». Sara Lavorini

Sì al recupero del santuario del Piastraio


STAZZEMA Si è tenuto nei giorni scorsi il sopralluogo del sindaco di Stazzema Maurizio Verona e dell'assessore alla Cultura Serena Vincenti al santuario della Madonna del Piastraio per valutare le soluzioni progettuali per giungere al recupero e fruibilità del Santuario, unico santuario Mariano della Versilia. Durante il sopralluogo i tecnici della diocesi hanno preso visione del luogo e dello stato di conservazione del santuario: sarà necessario nelle prossime settimane procedere ad un accordo tra la proprietà e il Comune di Stazzema (destinatario del finanziamento del governo) per un progetto che garantisca da una parte l'accessibilità e dall'altra la sicurezza e la fruizione del santuario. Il santuario del Piastraio prende il nome dalla vicina cava da cui vennero estratte le pietre impiegate a Firenze per decorare Palazzo della Signoria, Santa Maria del Fiore e Palazzo Pitti. Il santuario del Piastraio fu edificato laddove un tempo sorgeva una marginetta con l'immagine della Madonna del Bell'amore. Ogni giorno i cavatori nel percorso di ritorno dal lavoro si fermavano a rendere omaggio all'immagine della Madonna. Un progetto di recupero gestito dall'unione dei Comuni, presieduta allora dal sindaco di Stazzema ha permesso il recupero di una parte del sentiero che conduce al luogo di venerazione della Madonnina del Bellamore. «È stato un sopralluogo molto positivo seppur un primo contatto tra noi e gli uffici tecnici della diocesi - commentano Verona e Vincenti -, perché si elaborerà un progetto definitivo che tenga conto delle diverse esigenze ovvero l'accessibilità al sito, la salvaguardia dell'edificio del santuario e della casa del pellegrino e la sua fruizione anche da parte dei giovani». Domani ci sarà l'incontro con la popolazione del paese di Stazzema che ha particolarmente a cuore la struttura per la sua vicinanza all'abitato».

Conferenza di Masi su Michelangelo e Dante


A villa argentina
Dopo la prima fase della rassegna che ha proposto cinque "Lecturae Dantis" all'Itis Galilei-Artiglio di Viareggio, gli eventi legati alla Divina Commedia e ai venerdì danteschi si sono poi spostati a Villa Argentina a Viareggio: la prossima conferenza sarà infatti venerdì 6 aprile con il professor Giorgio Masi che proporrà il tema "Fuss'io pur lui. Michelangelo e Dante". L'appuntamento successivo è per il 13 aprile con "Ariosto e Tasso lettori di Dante" proposto dal professor Luca Curti.

Interviste, musica e show: è Marbleland

Soledad Nicolazzi e Alessandra D'Aietti hanno fatto parlare cavatori, ambientalisti, scultori e artigiani


di Irene Rubino CARRARA "Marbleland", lo spettacolo di Soledad Nicolazzi e Alessandra D'Aietti, ha inaugurato il ciclo d'incontri promosso dall'associazione "Oltre" per raccogliere fondi a sostegno di Carrara Studi Aperti. Il monologo, un collage d'interviste, testimonianze e informazioni sul mondo del marmo accompagnato dalla musica, è andato in scena giovedì scorso nei locali dello studio Marmore di Fabrizio Lorenzani e Verena Mayer-Tasch, in via Elisa 2 a San Martino. Marbleland è "un progetto che parte dall'amore verso una terra aspra e contradditoria: le apuane". Per realizzarlo, Nicolazzi ha intervistato cavatori, imprenditori, scultori, artigiani, camionisti, ambientalisti: "un lavoro di circa un anno di raccolta di interviste e un laboratorio teatrale aperto ai cittadini".


La prima essenza è ispirata alla favola di Pinocchio
l'altra invece si rifà alla tragedia di Romeo e Giulietta

di Alessandra Poggi CARRAR Dal più famoso dramma di Shakespeare alla più celebre favola di Carlo Lorenzini, per tutti Collodi. Non parliamo di letteratura ma di profumi. È già perché il brand "I profumi del marmo" arricchisse la sua linea con due nuove fragranze. Una dedicata agli amanti di Verona, l'altra a Pinocchio. Rosa mistica e pepe rosa, tuberosa cedro e ibis per celebrare Giulietta e Romeo e l'amore eterno. Questi sono solo alcuni degli ingredienti alla base di "Rosso Verona" la nuova fragranza del brand "I profumi del marmo" , a cui si unisce il neonato "Bugia" opera dello scultore Francesco Siani.Entrambe le profumazioni saranno presentate nell'ambito di "Esxence" la fiera del profumo di lusso e d'arte in programma da giovedì 5 a domenica 8 aprile a Milano.Rosso Verona è un tributo alla città di Giulietta e Romeo, ed è stato realizzato in collaborazione con l'associazione "Donne del marmo" ; mentre Bugia è una fragranza dedicata al mitico Pinocchio che nasce dalla collaborazione con lo scultore Siani. E si chiama bugia proprio in onore del personaggio di Collodi noto per il suo naso che cresceva a suon di bugie. Marmo di Carrara stilizzato ed un grande naso in legno.

L'arte in lutto per l'addio allo scultore Telara

Originario di Marina, aveva lavorato anche nel Vermont
e insegnato per molti anni all'Istituto Palma a Massa

CARRARA Gravissimo lutto nel mondo dell'arte e della cultura. È infatti deceduto lo scultore Luigi Telara. Nato a Marina di Carrara nel 1932, frequentò e si diplomò nel '49 presso l'Istituto Pietro Tacca, un tempo annesso all'Accademia di Belle Arti, sotto la guida del maestro Del Fiandra. Si iscrisse, quindi, al Magistero d'Arte in Firenze per l'insegnamento di Degl'Innocenti. Dopo il conseguimento del titolo, acquisì la cattedra di scultura a Sulmona, in Abruzzo, dove s'applicò alla tecnica del bassorilievo su legno. Nel '55 varcò l'Oceano per gli Stati Uniti, chiamato nel Vermont da un contratto della prestigiosa "Vermont Marble Company" che gli affidò la realizzazione di importanti sculture, quali il Dio della Guerra e la Dea della Pace, oltre i 3 metri d'altezza, poste ai due lati dell'ingresso del Campidoglio di Washington. E ancora, un grande bassorilievo per la Corte di Appello di Albany, due crocifissi rispettivamente per la Chiesa di Charlotte nel North Carolina e di Chester Penn in Pennsylvania. Infine per la Chiesa Metodista di Rutland, Telara realizza il cosiddetto tetramorfo: simbolo dei quattro evangelisti, su pannelli di terracotta. Le sue opere d'arte parlano di lui anche nella nostra terra, dove realizzò, ancora studente, la fontanina, purtroppo scomparsa con l'annesso giardino in occasione dei lavori poi interrotti del Mediterraneo, vicino alla caserma della Guardia di Finanza di Marina; e ancora, il cane, copia di una scultura greca sotto i lecci vicino al Buscaiol. Infine, la bella Madonnina che ci guarda dall'alto della Chiesa della Sacra Famiglia. Come osserva lo storico e appassionato di vicende marinelle, Paolo Cucurnia, perdiamo, con lui, uno degli ultimi Artisti della "Scultura a mano".Era stato sposato con la professoressa Antonia Ornella Massarotto, insegnante di matematica e fisica che si era anche laureata in medicina diventando fisiatra, deceduta nel 2012; lascia i figli Cristiano, anch'egli fisiatra e Gianluigi, neurochirurgo e odontoiatra, oltre alla sorella Rosalia, pittrice. I funerali saranno domani mercoledì alle 15 nella Chiesa della Sacra Famiglia a Marina di Carrara.Come diciamo anche a parte, Anna Vittoria Laghi e Giovanna Bernardini stanno preparando un catalogo ragionato sulla sua opera, in previsione di una grande mostra antologica. Nelle note biografiche, si ricorda fra l'altro che partecipò alla Biennale Internazionale di Scultura del 1962, alla quale venne invitato anche per aver esportato l'immagine di Carrara e del suo marmo nel mondo. Poi partecipa consecutivamente dal 1966 al 1968 alla prestigiosa Mostra della Medaglia di Arezzo ed è presente a numerose collettive, come la personale alla Casa di Dante a Firenze nel 1965.Tornato in Italia, aveva iniziato l'insegnamento nell'Istituto d'Arte Palma di Massa dove rimarrà per trent'anni. Di lui Pino Zanchi scrisse: «Uno scultore che onora la sua Carrara e si impone nella ristretta cerchiadegli autori d' oggi per serietà, preparazione, acutezza d'ingegno, vivida poesia». E Mario Portalupi, ricorda nella biografia Anna Laghi, inserisce Telara fra i grandi scultori presenti a Milano nel 1968, da Francesco Messina, ad Agenore Fabbri fino a De Chirico e Maccari. Realizza nel 1973 il Monumento al Partigiano a Genova, nel 1974 il Monumento alla Resistenza ad Arcola. Poi, nel 1982, è la volta della Madonna del Mare nella Chiesa di Marina di Carrara e nel 1988 di due Via Crucis rispettivamente a Livorno e a Marina di Carrara.Lo ricorda commosso anche Mirco Felici: «Aveva un bel sodalizio con mio padre Dino, eravamo amici di famiglia; una persona straordinaria, di grande competenza non solo nella scultura, ci teneva a tramandare le sue conoscenze. Carrara perde davvero tanto».

Pronto un catalogo con un'intervista
È in stampa a Pisa, per l'Ets un catalogo ragionato con una lunga intervista sul percorso dell'artista Luigi Telara. Nell'intervista - spiega Giovanna Bernardini - «gli chiedo tra l'altro come ha fatto ad ccorgersi di queste sue potenzialità di artista: ed emerge che iniziò di fatto a lavorare fin dai tempi del Tacca, dove studiava ma già realizzava sculture importanti. Per interessamento di Sergio Vatteroni, fu chiamato alla Vermont Marble Company, e ha realizzato (come diciamo a parte, ndr), tanta scultura monumentale. Di lui colpivano la ricerca formale, il disegno, la tecnica: è stato anche un disegnatore notevole, poi era eccezionale la sua versatilità: ha fatto il ceramista, scolpiva il legno, il marmo, il cemento, amava sperimentare, con una perizia incredibile. Il catalogo, pensato per una mostra, è finanziato dalla Red Graniti». L'obiettivo, come accadde per Arturo Dazzi, è di approdare a una mostra. Giovanna Bernardini ha visto per l'ultima volta Telara in ospedale tre giorni fa. «Tanti ricordi, ha lasciato, e delle belle curiosità: ad esempio, che il carrarino nel Vermont era la lingua del marmo; anche gli artisti stranieri dovevano adattarsi a parlare in carrarino».

Massari "Spero che Casani ci ripensi"

 


CARRARA «Le dimissioni del presidente Casani? Spero tanto che ci ripensi. Non mi sento nessun dito puntato contro: nessun dissapore, con Giancarlo abbiamo lavorato molto bene, e abbiamo costruito un bel rapporto fondato sulla franchezza. Per questo mi auguro decida di tornare sui suoi passi».Il direttore dell'Accademia di Belle Arti, Luciano Massari prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche divampate dopo l'annuncio delle dimissioni "irrevocabili" da parte del presidente Giancarlo Casani.Il direttore Massari comincia col riportare lo "strappo" del presidente all'interno della vicenda legata alla proposta, avanzata proprio da Casani, di affidare la comunicazione dell'evento Cattelan-Bottura a un'agenzia di respiro internazionale.Massari cerca di riportare tutto nei ranghi: «Il presidente ha accelerato ed è passato col rosso - prova a scherzare il direttore - ma questo non ha creato alcuna frattura, anzi. Io pensavo che le cose fossero tornate a posto e sono rimasto davvero stupito nel leggere la notizia delle dimissioni». Dimissioni di cui, si lascia scappare Massari, il presidente gli aveva parlato.«Sì, ero a conoscenza delle sue intenzioni - continua - e gli avevo consigliato di valutare bene la situazione, soprattutto dopo il passaggio all'interno del consiglio d'amministrazione dell'istituto di Belle Arti. Erano state individuate altre strade percorribili, altri modi d'approccio con l'agenzia individuata dal presidente».Insomma per Luciano Massari la proposta «pensata in grande» come lui stesso sottolinea, del presidente Casani non era stata bocciata.

Casani «Non torno sui miei passi»


di Alessandra Vivoli CARRARA «Lo sa? Non si possono raddrizzare le gambe ai cani. E lo sai che io sono una persona scomoda? Non ci sto coi frati a zappare l'orto e difendo le mie idee "usque ad mortem". Fino alla morte». Comincia così la chiacchierata con il presidente, dimissionario, dell'Accademia di Belle Arti Giancarlo Casani. Dopo l'annuncio choc, sulle pagine de Il Tirreno, il commercialista e fino a pochi giorni fa numero uno dell'Istituto di Belle Arti e artefice - riconosciuto - del suo nuovo corso, Casani è il personaggio del giorno. Sui social le attestazioni di stima nei suoi confronti sono state davvero bipartisan: sono arrivate dalla politica, dalla cultura, da destra e da sinistra. Ma non è stata solo o facebook ad ospitare il dibattito e la crociata "pro Casani".«Sono uscito ieri mattina e sono rimasto stupito, stupito e commosso, dalle grandi manifestazioni di stima che ho avuto. Non me l'aspettavo, è stato molto bello avere così tante attestazioni di stima».

"Che rammarico, ha svolto il ruolo con grande impegno"
CARRARA Il sindaco Francesco De Pasquale accetta di buon grado, intervistato telefonicamente da Il Tirreno, di rilasciare un commento sulla vicenda Casani.Le dimissioni del presidente dell'Accademia di Belle Arti non sono davvero passate sotto traccia. La città intera ha acceso un dibattito, sui social e non solo, con tanto di prese di posizioni che invitano il dottor Casani a ripensarci.Il sindaco De Pasquale spiega: «Ho provato grande rammarico per la decisione di Giancarlo Casani - sottolinea il primo cittadino - per quel poco che ho potuto conoscerlo penso che sia un presidente di prestigio e che si sia impegnato davvero moltissimo per rendere ancora più importante l'Accademia di Belle Arti».Non entra nel merito della questione il sindaco ma esprime solo il suo rammarico per un presidente che stava «facendo molto bene» e un Istituto di belle Arti che, oggi, si ritrova senza il suo numero uno.Per quel che riguarda, intanto, il futuro dell'Accademia, i prossimi giorni (archiviate le festività pasquali) saranno davvero decisivi. Sia per un eventuale ripensamento del presidente Giancarlo Casani, che per la rassegnazione, ufficiale delle sue dimissioni.In quest'ultimo caso si aprirebbe l'iter della terna di nomi individuati dal consiglio accademico e il successivo passaggio al Ministero. Prima di avere il nuovo presidente.(a.v.)

 

Nuovi dubbi espressi da Italia Nostra, Cai, Grig e Legambiente:


MASSA-CARRARA Bruno Giampaoli (Italia Nostra), Sauro Quadrelli (Cai), Alberto Grossi (Grig), Paolo Panni (Legambiente) tornano sul caso di Fossa Combratta e Rocchetta Caldia, e in una nota ringraziano i gestori della rassicurazione circa il transito di camion del Comune di Carrara che, come hanno spiegato, non attraverserà la piccola frazione di Fornello del Cartaro, contrariamente alle preoccupazioni espresse dagli ambientalisti.Ma i firmatari del nuovo documento insistono: innanzitutto, spiegano, «una presa di posizione netta sul passaggio dei camion dal Fornello del Cartaro deve venire dall'Amministrazione Comunale e non da una ditta concessionaria, sappiamo che i camion non passeranno perché questa è la volontà dei cittadini». E si chiedono: «Visto che la ditta esclude il transito da Massa per il materiale estratto a Fossa Combratta (nel comune di Carrara) da chi e a quale scopo è stato distrutto un versante creando anche problemi alla sicurezza dei luoghi?»Ad oggi, scrivono, «c'è una certezza e cioè che una Ditta (quella di Rocchetta Caldia o di Fossa Combratta, o un'altra ancora) ha creato una viabilità nuova, allargando in parte un'antica via vicinale rinaturalizzata, in un versante boscato, senza avere alcuna autorizzazione». Questo è quanto sostengono Giampaoli, Quadrelli, Grossi e Panni che invocano un intervento della Procura per verificare «l'abuso e il danno ambientale paesaggistico conseguente». E «Resta il problema di Fossa Combratta, una cava in area parco che era stata aperta perché minimo avrebbe dovuto essere l'impatto ambientale. Ma se soltanto dopo il procedimento autorizzativo, come capita spesso per le cave in area Parco, si scoprono forti criticità, può il Parco confermare l'autorizzazione consentendo l'ennesima distruzione ambientale? Il Parco, se vuole svolgere le funzioni per le quali è nato, ha il dovere morale di annullare la sua autorizzazione: minimi i benefici economici e massima la deturpazione del paesaggio». E rivolgendosi a Francesco De Pasquale: «Il sindaco di Carrara è consapevole di mettere a rischio le sorgenti di Combratta e Vecchia utilizzate a scopo potabile, dichiarate nel piano estrattivo approvato "a notevole vicinanza della cava", "a distanza piuttosto breve da Combratta". Quale garanzia e serietà offre un monitoraggio effettuato "in periodo siccitoso"? E' sicuro il Sindaco di voler autorizzare una devastazione ambientale a un chilometro da Bergiola Foscalina? Quale la ricaduta economica, quali i benefici per la piccola comunità?».

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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