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Il Tirreno (5003)


Oggi l'E-Mroc (Eco Marble Rally of Carrara) da Carrarafiere
domani nella competizione anche le vetture storiche

CARRARA Pronto a partire l'E-Mroc - Eco Marble Rally of Carrara: il via sarà alle 14 circa dall'ingresso 3 di Carrara Fiere (Piazzale vittime del Moby Prince, ingresso lato mare); hanno confermato la loro presenza alla partenza la senatrice Laura Bottici, per il Comune di Carrara il vicesindaco Matteo Martinelli oppure l'assessore allo Sport Alessandro Trivelli, Paolo Grassi sindaco di Fivizzano, Attilio Papini presidente Associazione Cronometristi Ufficiali Massa-Carrara.La gara è valida quale seconda prova del Campionato Italiano Energy Saving. Il Campionato Italiano Energy Saving ha lo scopo di promuovere mediante lo sport la mobilità sostenibile e far conoscere i veicoli 100% elettrici, in un'ottica di sostenibilità ambientale che - si sottolinea in una nota - Imm/CarraraFiere desidera perseguire su tutte le proprie iniziative.L'evento, organizzato da Imm - CarraraFiere e Mroc con la collaborazione della Scuderia Maremma Corse 2.0 e patrocinato dal Comune di Carrara, si compone di due tappe: nella giornata di domani parteciperanno anche le vetture storiche (Trofeo Borghini Storiche) Le premiazioni si terranno domani alle 19 al Centro Direzionale di Imm/CarraraFiere. Come spiegano i promotori, è stata avviata una forte sinergia con le Amministrazioni locali, con i Comuni i cui territori verranno attraversati dalla competizione, che si svolgerà sulle strade aperte alla normale circolazione e nel rispetto quindi del Codice della Strada. Il passaggio dei concorrenti, che in entrambe le tappe partiranno da Carrarafiere, durante la prima tappa di oggi prevede il transito da Fosdinovo, Fivizzano, Tavernelle, Mocrone, Villafranca in Lunigiana, Terrarossa, Aulla, Santo Stefano di Magra, Sarzana, Luni mare. Domani, invece, transiteranno da Marina di Massa, Forte dei Marmi, Querceta, Seravezza, Levigliani, Arni, Antona, Pariana, Bergiola, Colonnata, Miseglia e Carrara, dove è previsto il passaggio, con un controllo a timbro, nella centrale Piazza Alberica (16,30). Domani mattina verso le 10.30 le auto inizieranno ad arrivare sul Piazzale di Fantiscritti dove effettueranno una breve sosta. --

 


Luca Savio era stato riassunto dalla Fc Autogru
di Marina dopo un vuoto contrattuale di sei mesi

Tempi stretti per arrivare al nulla osta che permetterà di seppellire l'operaio morto nel deposito di marmo. Il pm titolare dell'indagine, Roberta Moramarco oggi nominerà il consulente incaricato di eseguire l'esame autoptico.
Alessandra Vivoli / CARRARA Morire per 250 euro. Per un contratto di lavoro di sei giorni come "conduttore di gru e di apparecchi di sollevamento" in un piazzale pieno di blocchi, a due passi dal mare.Luca Savio aveva 41 anni e un passato fatto di esperienze di lavoro diverse, dalla pizzeria - come cameriere - alla nautica, dove ha lavorato a più riprese come resinatore. E ancora gruista, la professione che Luca Savio amava di più ma in cui veniva impiegato, con tanto di contratto ufficiale, solo a singhiozzo e spesso in aziende diverse.L'ultimo rapporto lavorativo per Luca Savio è fatto di due contratti di lavoro, regolarmente depositati. Uno di 9 mesi (dal 22 marzo al 31 dicembre del 2017). Un "buco" di sei mesi e un altro contratto, dal 9 al 14 luglio: per soli sei giorni per la stessa azienda la Fc Autogru di Maurizio Ferrari (amministratore unico la 22enne Ginetta Ferrari).Nel frattempo Luca, nel maggio dello scorso anno, era diventato padre di una bambina, ma la sua condizione di lavoratore precario non era cambiata.A inizio del mese, questo mese, era arrivato il contratto di una settimana (domenica esclusa) per caricare container nel piazzale della Fc Autogru di viale Zaccagna.Luca Savio, era stato assunto, o meglio riassunto, per soli sei giorni dall'azienda con sede legale a Castelnuovo Magra. Una ditta che non commerciava marmo (infatti non risulta iscritta all'associazione industriali e neppure a Cna) ma si occupava di caricare per conto terzi blocchi di marmo e informi
Il presidente vicario di Confindustria di Massa Carrara e Livorno, Erich Lucchetti esprime il cordoglio dell'associazione industriali. «Il nuovo, tragico incidente ha scosso le nostre coscienze e richiamato tutti ad un esame generale- scrive - dobbiamo alzare, come si sta già facendo, la soglia di attenzione sulla sicurezza». «Ma, soprattutto dobbiamo fare in modo che entri in modo ossessivo nei codici dei comportamenti quotidiani in tutti i luoghi di lavoro, senza eccezioni». «Con rabbia e dolore, anche l'Associazione Industriali si stringe commossa ai familiari di Luca».La Pubblica Assistenza di Carrara nel fare le condoglianze ricorda che da anni Marco, papà di Luca, opera come milite volontario «nella nostra Associazione distinguendosi per professionalità e impegno nel delicato ruolo di autista - soccorritore 118».

Le reazioni e gli interventi nella giornata del dolore
La solidarietà e il dito puntato contro l'indifferenza

«Se siamo diventati insensibili di fronte alla tragedia della morte»
i commenti«È come se fossimo diventati indifferenti di fronte alla morte. Come se avessimo sempre meno cuore, sempre meno anima».È un commento commosso quello di Margherita Dogliani, imprenditrice e figura intellettuale di spicco nel panorama apuano.La Dogliani ha vissuto molto da vicino la tragedia di Luca Savio: la sua azienda, il Biscottificio è a poche centinaia di metri da dove si è verificato l'incidente mortale. E conosceva bene la famiglia dell'operaio deceduto.«È triste, molto triste - commenta Margherita Dogliani - conosco la famiglia e ho un'impresa e so quindi cosa significa avere a che fare con gli incidenti sul luogo del lavor

La madre e il fratello di Luca lavorano entrambi alla Botteghina della carne bandiere a mezz'asta a Palazzo comunale

Rinviato il concerto jazz cordoglio anche a Marina

CARRARA Ieri in centro sembrava una giornata come le altre. I negozi erano aperti e i bar abbastanza frequentati (per la media del centro città, beninteso). Eppure per la giornata di ieri l'amministrazione aveva proclamato il lutto cittadino e le bandiere a mezz'asta. Mercoledì ha perso la vita in un incidente alla Fc Autogru l'operaio 41enne Luca Savio. Secondo una prima ricostruzione l'uomo sarebbe rimasto colpito dal blocco che stava movimentando. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Una tragedia che ha devastato una famiglia (l'uomo aveva una moglie e una bambina di appena un anno). E da scuotere una comunità. La serata jazz in programma al Carmi della Padula è stata rimandata a data da destinarsi. La Camera di Commercio ha deciso di annullare la presentazione del rapporto sull'economia provinciale e il premio alla fedeltà al lavoro prevista per oggi, rinviandola a giovedì 19 luglio, sempre alle 17 e 30. Invece nel centro storico, nonostante il lutto e le bandiere a mezz'asta, non si avvertiva l'atmosfera di cordoglio. Praticamente nessun'attività commerciale ha aderito al lutto. Tra gli esercenti c'è chi si dichiara dispiaciuto, ma fa notare che bar e negozi già fanno fatica a tirare avanti in un'area depressa come il centro: meglio intensificare i controlli in cava e in deposito piuttosto che chiedere un sacrificio ai commercianti. Aggiungendo: non c'è mai stata un'occasione in cui il lutto sia stato veramente vissuto, in città. Chissà cos'avranno pensato, nel loro intimo, tutte le persone riunite ad aspettare l'autobus, a prendere un caffè al bar, a far spesa all'Esselunga, a fare shopping; chissà se avranno dedicato un minuto della loro giornata a pensare al giovane che ha perso la vita per un contratto di sei giorni. La tragedia e il cordoglio per la morte dell'operaio 41enne Luca Savio ha avuto una forte eco anche a Marina di Carrara. La madre di Luca e il fratello Simone lavorano da tempo in un esercizio commerciale, "La botteghina della carne" molto conosciuto del centro: il suo lutto è stato subito condiviso dai clienti, da chi Mirka Parodi la conosceva da tempo e apprezzava per l'attaccamento alla famiglia e al figlio. Quel figlio, Luca, che l'aveva resa nonna regalandole la gioia più bella, quella della nipotina nata nel maggio dello scorso anno.Una gioia di cui Mirka parlava spesso con i clienti del negozio. La notizia della morte di Luca, di quel figlio e papà così generoso e sensibile, ha suscitato profondo cordoglio nel cuore di Marina. Un dolore che accomuna una città intera, dal centro, listato a lutto, fino al mare.I.R.


Il cordoglio composto dei parenti in obitorio la richiesta di chiarezza della politica. Nardi (Pd): un vertice in prefettura

«Per mio fratello quello era il suo lavoro, quello che amava»

CARRARA «Quello per mio fratello era il suo lavoro. Il lavoro che amava. Non so che contratto avesse, non voglio parlare di questo».Ha poche cose da dire Simone Savio, il fratello di Luca, l'operaio di 41 anni morto nel deposito di movimentazione blocchi in viale Zaccagna.Simone è arrivato, insieme a altri parenti e amici, nel primo pomeriggio di ieri nell'obitorio di Carrara.«No, non ce lo fanno ancora vedere, nemmeno oggi»: questo il messaggio ai parenti in attesa, fuori dal portone di legno massiccio dell'obitorio.Poi poche dichiarazioni ai cronisti, la voglia di non entrare nel merito della vicenda contrattuale del fratello, la richiesta di rispetto per la sua morte. Simone poi raggiunge i parenti, in un dolore e in un silenzio composto quello che si respira nel cortile dell'obitorio. Fuori da quei cancelli è anche la politica a chiedere politica chiede chiarezza su quanto è successo a Luca Savio.Nardi. chiarezza sull'assunzione così breve. «Nessuna commessa tanto urgente può giustificare una assunzione tanto breve. Lavoro precario o lavoro nero? Questa è la grande domanda difronte alla tragedia di Marina di Carrara». La deputata del Pd Martina Nardi inizia così il suo intervento, riflettendo sulle motivazioni della morte di un altro operaio del settore lapideo.«Che motivo c'era perché una azienda assumesse per così poco tempo un lavoratore? Un grosso e veloce lavoro ? Un carico eccezionale? Queste domande non sono eludibili . Spesso si fa ricorso al precariato per aumentare i lavoratori per un breve periodo in cui ci sono consegne eccezionali, ma gli operai che mercoledì stavano lavorando alla manovra "assassina" erano solo due e non tre come previsto dalle norme». La Nardi si chiede quindi «quale commessa era così urgente da sostanziare una assunzione così breve? Credo che oltre alla magistratura, che sono certa svilupperà questi temi, la politica territoriale dovrebbe chiedere un vertice in prefettura con Inail e Inps per chiedere una Commissione d'inchiesta, non limitando il controllo alla azienda interessata ma allargando il campo d'azione a tutte le società che negli ultimi tempi hanno fatto ricorso a forme di lavoro così particolari, escludendo chiaramente quelli stagionali». --

"Di marmo e di sale" la parola alle artiste

stasera a villa cuturi

MASSA "Di marmo e di sale", ciclo di incontri con l'Arte a Villa Cuturi a cura di Giovanna Bernardini e Anna Vittoria Laghi. Stasera ne parlano le artiste Francesca Bernardini, Lella Cervia, Cinzia Rossi Ghion, Verena Mayer -Tasch, Maki Nakamura, Stefanie Oberneder. Conferenza sostenuta dal Soroptimist.

 

Audizione in commissione ambiente a Firenze: un coro
per esortare al rispetto degli impegni per la chiusura del sito
MONTIGNOSO Stop immediato al conferimento dei rifiuti, risposte chiare su tempi e modalità di chiusura, rispetto degli atti di indirizzo già votati. È quanto emerge dalla audizione della commissione ambiente del consiglio regionale toscano che ha visto il Comitato antidiscarica, la Commissione di controllo del Comune di Montignoso, il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, e l'assessore all'ecologia Enrico Ghiselli, intervenire in sostegno dell'attuazione della mozione già approvata lo scorso dicembre dal consiglio regionale per la chiusura della ex Cava Fornace.Audizione durante la quale la commissione ambiente si è impegnata ufficialmente per mercoledì 25 alla stesura di un nuovo documento, sempre una mozione, con l'integrazione di alcuni emendamenti. Le note aggiuntive sostanzialmente richiedono ufficialmente alla Regione di non procedere all'avvallamento della fase 2 prevista per il riempimento della discarica e quindi lo stop dei lavori per realizzare l'arginatura della cava, la sospensione dei conferimenti e la chiusura definitiva del sito al raggiungimento della quota di 43 metri. In sede di consiglio regionale, fissato per il 26 e il 27 luglio, verrà dunque discussa la nuova mozione integrata con gli ultimi emendamenti. E in base all'esito della votazione del consiglio, verrà deciso il futuro di Cava Fornace. Spiega Stefano Baccelli, presidente della commissionei: «Sentite le voci del territorio, procederemo a incontrare l'assessore. Allora tireremo le somme e valuteremo contenuti e indirizzi di un nuovo atto politico».Il vicepresidente della commissione Giacomo Giannarelli (M5s) stigmatizza il mancato seguito ad atti votati dal Consiglio regionale e chiede poi che la registrazione della seduta e gli atti portati da amministratori e cittadini vengano inviati alla Procura di Genova e di Massa.Intanto fuori dalla discarica permangono gli attivisti antidiscarica, da una settimana presenti con striscioni e materiale informativo per protestare e richiedere «la chiusura del mostro» e attivi anche con manifestazioni artistiche per sensibilizzare i cittadini di Montignoso e dei comuni vicini. --CAMILLA PALAGI

 


Invariato il costo singolo (5 euro) ma ora c'è il CARMI per tre sedi si pagano 10 euro , prima erano 5 per due.
«Si tratta di iniziative importanti che servono a valorizzare il nostro circuito museale, a beneficio dei visitatori e di tutta la città», osserva l'assessore Federica Forti ricordando che, come scritto nella nostra edizione di ieri, nei giorni scorsi sono state deliberate una serie di convenzioni che danno diritto a una riduzione sull'ingresso ai tre musei cittadini per i possessori del biglietto della mostra in corso a Palazzo Cucchiari, per quanti esibiranno il ticket del trenino turistico (che ogni sabato raggiunge da Marina il centro città) e ancora per i soci Unicoop Tirreno e per i possessori dell'abbonamento nominativo al servizio di trasporto autobus Ctt Nord. «Stiamo lavorando in termini di decoro e comunicazione, oltre che di risistemazione interna al Museo del Marmo», aggiunge l'assessore anticipando che contestualmente è in corso la progettazione dei nuovi loghi di Cap e Museo del Marmo.

 


Anche l'amministrazione in Regione ha chiesto la chiusura dell'ex cava: mette a repentaglio la salute dei nostri cittadini

FORTE DEI MARMI È una realtà, dicono, «assolutamente incompatibile con l'economia turistica dell'area apuoversiliese». È così che i balneari di Forte dei Marmi, attraverso il loro presidente Martino Barberi, definiscono la discarica Fornace in una lettera inviata all'assessore all'ambiente Enrico Ghiselli, primo che lui partecipasse alla commissione ambiente regionale mercoledì. Una commissione in cui è arrivato un secco no al proseguimento dell'attività di cava Fornace dall'amministrazione comunale di Forte dei Marmi, come dalla commissione consiliare del Comune di Montignoso e ai comitati che si oppongono alla discarica.

 

"Marmo all'Opera" nel deposito dei Vanelli


lirica

CARRARA Dopo il successo del concerto presso gli Studi Barattini, eccoci al terzo appuntamento di "Marmo all'Opera" il festival lirico organizzato dalla associazione Amici della Lirica. Domenica alle 21 è in programma un concerto lirico che sarà ospitato dalla Errebi Marmi della famiglia Vanelli, nel deposito di Via Brigate Partigiane, in località Sant'Antonio.In scena Dimitra Theodossiou una delle artiste più amate dal pubblico carrarese: il grande soprano greco ha già regalato a Carrara serate ormai divenute storiche per la nostra città ad iniziare dal concerto in memoria di Maria Callas nel 2007, e poi con le recite di Attila e Nabucco nel nostro amato Teatro degli Animosi fino ad un concerto in occasione di Convivere 2014. Si esibirà a Carrara per la prima volta invece il celebre basso Carlo Colombara, che lo scorso dicembre ha ricevuto in Cina il premio Oscar della Lirica 2017. Al loro fianco Rubenso Pellizzari teenore lirico-spinto e ill mezzosoprano Annunziata Vestri. Accompagnerà al pianoforte il maestro Simone Savina. L'ngresso, con posti numerati sarà a pagamento, posto unico 10 euro. --

 


Sofocle tra i marmi della Lazzareschi protagonisti gli studenti (ed ex) del liceo classico Pellegrino Rossi
Emblema della rappresentazione una scultura di Francesco Siani
Carrara La compagnia teatrale massese Classex&Co, costituita da alunni ed ex alunni del liceo classico Pellegrino Rossi di Massa, sarà protagonista della Antigone di Sofocle, che sarà messa in scena con la regia del professor Gennaro Di Leo nei giorni 28 e 29 luglio nello scenario delle pareti di marmo della Cava Lazzareschi di Carrara, già location dei concerti di Giovanni Allevi e Goran Bregovic.La sceneggiatura del dramma, adattata allo stesso Di Leo, docente di lettere, regista teatrale e scrittore, è musicata dal compositore e sound designer massese Giuseppe Joh Capozzolo, già autore delle colonne sonore di importanti produzioni cinematografiche internazionali. I costumi sono confezionati a mano e su misura da Claudia Paula Luccini e Micol Baldini, coadiuvate da Sonia Soffredini, Caterina Bertilorenzi ed Emma Bigarani. La tragedia greca e le cave unite, nel nome del marmo. Emblema della rappresentazione teatrale, infatti, è la scultura monumentale realizzata dall'artista carrarese Francesco Siani (con marmo offerto dai titolari della Cava Vennai di Carrara) che - con l'occasione -, evento nell'evento, esporrà anche altre opere scultoree del proprio repertorio. Insomma marmo, Antigone e scultura.Introdurrà la presentazione del dramma il professor Enrico Medda, docente di letteratura greca all'Università degli Studi di Pisa in occasione delle conferenze stampa che si terranno presso la dimora di Alvise Lazzareschi a Colonnata e presso il Logos Hotel di Forte dei Marmi.La rappresentazione della tragedia greca in cava vuole essere uno degli eventi dell'estate carrarese. E la vicenda della tragedia sofoclea di Antigone, ritorna come allusiva, rivissuta a difendere la libertà dell'uomo, l'autonomia di giudizio, l'inalienabilità dei diritti. Insomma, un appuntamento davvero da non perdere che, ancora una volta, rende il panorama suggestivo delle cave un teatro all'aperto unico al mondo. --


Sciopero spontaneo alle cave alla notizia della tragedia nel deposito F.C Autogru
Luca Savio, 41 anni, era al terzo giorno di lavoro: il suo contratto scadeva sabato

Alessandra Vivoli / CARRARA Ieri mattina hanno smesso di lavorare al monte. Uno sciopero spontaneo, alle cave e nelle altre segherie. «Perché se muore un padre di famiglia accanto a un blocco ci vuole rispetto». Lo ripetono gli uomini del marmo. Quelli che, per tutta la mattinata di ieri, da quando si è capito che per Luca Savio, 41 anni, non c'era più niente da fare, sono arrivati alla spicciolata davanti ai cancelli della F.C. Autogru di viale Zaccagna (amministratore unico Ginetta Ferrari, 22 anni).Una mattinata pesante, una vita spezzata, la seconda nel mondo del marmo dall'inizio dell'anno.La dinamica dell'incidente mortale è ancora da riscotruire con precisione. Se ne stanno occupando le forze dell'ordine e il servizio di prevenzione e sicurezza dell'Asl. «Stiamo verificando la dinamica» spiega l'ingegner Maura Pellegri della Asl.Da quello che trapela , dalle voci che circolavano subito dopo l'incidente fuori dal deposito dove è avvenuta la tragedia, Luca Savio stava assistendo nelle manovre di movimentazione nel piazzale. Stava mettendo una zeppa a un informe quando è stato urtato dallo stesso blocco. «A seguire quella manovra, dicono fuori dai cancelli della F.C. bisognerebbe essere in due»: frasi dette a mezza voce perché, come sottolineano i rappresentanti sindacali nel mondo del marmo non ci sono solo «da tirare giù bancate, ma anche muri di omertà». Luca Savio in quel deposito di movimentazione lavorava da pochi giorni. Con un contratto di assunzione a tempo determinato che era partito solo dall'inizio della settimana, lunedì scorso. Avrebbe finito (sempre da contratto) questo sabato, il 14 luglio.Tre giorni di lavoro e una tragedia che gli ha spezzato la vita. «Una morte inaccettabile»: questi i commenti a caldo dei colleghi, degli amici, dei rappresentanti del sindacato. Un lavoro, quello legato al settore del marmo, che in questo ultimo caso, per questa ultima morte, non solo deve farsi domande sul problema della sicurezza. Ma anche sulla precarietà.L'ultimo contratto di lavoro, per Luca Savio, era scaduto alla fine dello scorso anno. Poi mesi e mesi senza che il suo nome compaia nei registri delle assunzioni. Un uomo di 41 anni alle prese con le difficoltà del settore, con una moglie e con una figlia che lo scorso maggio ha compiuto un anno. Anche quei sei giorni di contratto devono essergli sembrati un'occasione da prendere al volto. Un mestiere che sapeva fare Luca. Un mondo in cui è cresciuto: il padre Marco è infatti un autotrasportatore, uno conosciutissimo alle cave. Si sono stretti attorno a lui e alla moglie di Luca i colleghi. Ci sono stati tanti abbracci in una mattinata pesante, una mattina di canicola con un vento caldo battente, di burrasca. La moglie di Luca Savio non ha voluto saperne di fermarsi fuori dai cancelli. È entrata nel deposito e si è sentita male. Il dolore l'ha piegata. Lei si è seduta su una sedia, nel piazzale assolato: non ha voluto neppure essere visitata dal medico del 118. È rimasta lì fino a che Luca non è stato portato via. Poi i cancelli del deposito si sono chiusi e nel pomeriggio è comparso il nastro bianco e rosso: l'area è stata posta sotto sequestro. --ALTRO SERVIZIO A PAG. 9


La politica invita alla riflessione sulle condizioni di lavoro e su quelle contrattuali
Per Rossi «siamo di fronte agli effetti della precarietà»

Bandiere a mezz'asta in Comune Proclamato il lutto cittadino

CARRARALutto cittadino e bandiere e mezz'asta oggi per la morte di Luca Savio, morte che arriva a due mesi esatti dalla tragedia di Fantiscritti costata la vita a Luciano Pampana.«Un prezzo troppo alto - il sindaco Francesco De Pasquale lo ribadisce - quello che il mondo del marmo sta pagando in termini di vite umane, insostenibile per qualsiasi città che si voglia definire civile. È una vicenda straziante, il primo pensiero va ai famigliari - è il commento del vicesindaco Matteo Martinelli - Non possiamo però trascurare che la vicenda professionale di questo operaio è una drammatica rappresentazione delle tante difficoltà che caratterizzano oggi il mondo dell'occupazione. La vittima era infatti un lavoratore precario». Per Michele Palma, presidente del consiglio comunale, la città «prima che un operaio, perde un uomo, un papà, un marito. Domani (leggi: oggi) sarà necessaria una riflessione sul fatto che questa persona aveva una condizione occupazionale altamente precaria. Intanto piangiamo la perdita di un giovane uomo, un lutto nel quale tutta la comunità si immedesima, stringendosi attorno alla sua famiglia».E su precariato e condizioni contrattuali si concentra anche la riflessione del presidente della Regione Enrico Rossi: «Siamo di fronte agli effetti inaccettabili di una precarietà e di un mercato del lavoro che consentono l'eccessiva frammentazione di mansioni e carichi insostenibili di lavoro. C'è una proliferazione di terzocontisti e vengono fatti svolgere compiti diversi da quelli che un lavoratore è chiamato a eseguire in base al contratto sottoscritto. La condizione di questo giovane operaio parla chiaro: era entrato a lavorare il 9 luglio con un contratto di sei giorni. Non solo. Dalle informazioni di cui siamo in possesso, emerge come quell'operaio era stato assunto con un contratto che non prevedeva mansioni in un contesto così pericoloso. Qui c'è un enorme problema non solo di cultura della sicurezza, ma di rispetto delle regole». Prevenzione e sicurezza sono le parole chiave per il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani: «Abbiamo messo in campo tante azioni su questo tema come Regione, ma non dobbiamo fermarci, la sicurezza sui luoghi di lavoro deve rappresentare una priorità assoluta».Sicurezza e controlli sono il cuore del problema anche per Elisa Montemagni, capogruppo della Lega in consiglio comunale e Andrea Cella, segretario provinciale della Lega: «Dobbiamo riflettere su quanto sia importante predisporre la massima sicurezza e promuovere controlli costanti e minuziosi, specialmente in settori palesemente a rischio come quello legato al marmo. Già troppe persone, infatti, hanno pagato, da inizio anno, in Toscana, con la perdita della vita, il proprio quotidiano e faticoso impegno lavorativo».


«Sei un batuffolo di luce lanciato dalle stelle più lontane»: così Luca Savio parlava della sua bambina Un papà orgoglioso e la dedica social alla figlia nata solo un anno fa

CARRARA «Anche se il timore avrà sempre più argomenti... tu scegli sempre la speranza».È questa la frase che Luca Savio, l'operaio vittima dell'incidente nel deposito di viale Zaccagna aveva deciso di scrivere sulla pagina facebook.Un messaggio che per molti degli amici, quelli che nella giornata di ieri hanno riempito i social di condoglianze, descrive meglio di tante altre parole il carattere di Luca. Un uomo che non ha mai perso la speranza, nemmeno nei momenti difficili. E, soprattutto, un uomo che aveva trovato la speranza più grande all'inizio del maggio di un anno fa quando era nata la sua adorata figlia.Una gioia che Luca aveva voluto condividere sui social con una dedica davvero speciale: «Un bambino appena nato. Un batuffolo di luce lanciato dalle stelle più lontane. E dentro ci sono già le leggi della vita, le formule segrete della meraviglia e le prime chiavi per aprire le forme del mondo. Benvenuta».Un papà pieno di gioia che chiamava la sua bimba »un batuffolo pieno di luce lanciato dalle stelle più lonyane». E una vita tutta da inventare per una bambina tanto desiderata. Luca gli amici lo ricordano così. Come una persona semplice, amante dei valori veri. Un uomo disponibile, un amico pronto a rimboccarsi le maniche per gli altri. Apprezzato per la grande sensibilità, quella con cui aveva affrontato anche i momenti duri della vita.Luca Savio non si era perso d'animo. E aveva vissuto a testa alta, con fierezza, anche il suo ruolo da precario nel mondo del marmo. Per lui anche quelle sei giornate di lavoro erano importanti e le viveva al massimo, come sempre. Alla fine della giornata, infatti, c'era sempre il ritorno a casa (nella zona di Battilana) il ritorno dagli affetti, quelli importanti.Luca viveva così. E così lo hanno ricordato in tanti prima nel piazzale accecante e assolato dove ha trovato la morte. Poi nel cortile dell'obitorio di Carrara dove un mesto pellegrinaggio è andato avanti per tutto il pomeriggio: un dolore composto, un omaggio a Luca e alla sua grande speranza. Una giornata di lutto a cui farò seguito, oggi, quella indetta dal sindaco Francesco De Pasquale per onorare la memoria di un'altra vittima del marmo, la seconda dall'inizio dell'anno. --A.V.

 

CAMILLA PALAGI / MASSASono passati ottant'anni dall'inaugurazione della Colonia Torino. Tanti ne sono trascorsi da quel giorno dell'ottobre 1938 in cui l'edificio spalancò le sue porte per la prima volta. L'ingresso lato mare per l'occasione era addobbato a festa, e quel mattoncino che forse un po' stona con l'intonaco giallo della struttura principale, allora andava di moda: gli architetti Ettore Sottsass senior, fondatore del Movimento italiano per l'architettura razionale, e Alfio Guaitoli vincevano bandi su bandi in tutto il paese per realizzare edifici come quello, dal tocco rigido, ordinato e decisamente sobrio, in contrapposizione con la vastità del suo volume.Quel giorno oltre all'inaugurazione, si svolse anche l'intitolazione della colonia al decimo anniversario della marcia su Roma. Il complesso era voluto dai Fasci di Torino e doveva conservarne la memoria: "Gioventù italiana, Colonia Torino". Mancano alcune lettere ma ancora oggi, a distanza di 80 anni, si può intuire il significato di quell'insegna malridotta. La colonia che un tempo accoglieva centinaia di figli di operai, oggi da ospitalità a una colonia di gatti, una decina stanziano nel retro della struttura. Tutto cade a pezzi. E cadono anche i pini nel giardino del complesso, come notano i residenti del comitato Bondano, Partaccia e Ricortola. E il presidente del comitato, Ivo Zaccagna, chiede che si intervenga anche per risolvere questo problema, che nel 2008 ha provocato il ferimento di due persone che stavano percorrendo via delle Pinete a bordo della propria auto. «Serve la messa in sicurezza di questa zona, che rientra nel progetto di riqualificazione - dice Zaccagna - Dopo l'alluvione del 2012 da queste parti i prezzi catastali sono crollati, la sistemazione delle colonie permetterebbe a residenti e a chi vuole investire in questa zona di tirare un respiro». Riqualificare le colonie, chiedono i residenti della frazione. Soprattutto dopo la chiusura dell'ostello che occupava una parte - ancora utilizzabile - della colonia: «Non era più conveniente restare aperti e non sappiamo dare una data di riapertura» spiega Teresa Pardini, amministratrice delegata di Turimar, la società partecipata che ha a capo la colonia Torino e la colonia Olivetti. L'ostello Turimar lo scorso anno chiude quella manciata di camere da letto che servivano «per dare un segnale al territorio di continuità», in altri termini per mostrare che, seppur non interamente, dentro il complesso c'erano segnali di vita. Con la chiusura dell'ostello anche l'ultimo battito cardiaco ha smesso di scandire il tempo: «La passata amministrazione ha ricevuto le nostra osservazioni - spiega Teresa Pardini - sono state accettate le nostre condizioni, ora nel regolamento urbanistico c'è scritto che possiamo contare su un 25% di area da destinare ad uso residenziale. Però vorremmo capire il proseguo. Non so come intende andare avanti questa amministrazione e al momento non abbiamo alcuna certezza». --
l'urbanistica

Il regolamento consente di fare appartamenti MASSAUno dei nodi del regolamento urbanistico sono state le colonie. Il Regolamento - di cui sono state approvate le osservazioni - consente che gli immobili delle ex Colonie siano riqualificati e recuperati per realizzare oltre 400 posti letto alberghieri a cui aggiungere servizi ludici e sportivi a servizio delle attività ricettive, commerciali e direzionali e anche residenze di qualità ma per non più del 25%. --
l'architettura Il razionalismo e la lunga facciata fronte mare
MASSAI lavori per la colonia Torino cominciano nel 1936 e si concludono nel 1938. La colonia, razionalista, si compone di 6 volumi distribuiti ai bordi di un lotto rettangolare. I sei volumi, tutti a forma di parallelepipedo, sono collegati tra di loro da un sistema di portici e spazi esterni molti dei quali pavimentati in marmo di Carrara. La facciata principale si sviluppa per 200 metri fronte mare. --

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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