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Il Tirreno (2924)

Assindustria: Tazzini ingrato e inadeguato


La replica all’architetto dimissionario: ha dato sfogo alle sue frustrazioni professionali e personali

 


È la terza attività sospesa a Massa in un mese
Berti: per evitare disastri servono piani di bacino

 


Il convegno sarà l’occasione per fare il punto della situazione sullo stato di tutela delle nostre montagne a un anno all’approvazione del piano paesaggistico
di Luca Basile
PIETRASANTA Scarsa sicurezza sul lavoro - come purtroppo ribadito dagli ultimi tragici incidenti - rischio ambientale, nuovi attacchi al piano paesaggistico, costi dell’escavazione del marmo e del carbonato di calcio, profitto nelle mani di pochi: questi principali, temi di discussione in agenda nella giornata di oggi in S.Agostino, a partire dalle 9.30. Per un convegno sul tema “Stati generali delle Alpi Apuane” promosso e organizzato dal coordinamento Apuano di cui fanno parte Cai, Fai, Italia Nostra, Legambiente, Rete dei comitati per la difesa del territorio, Società dei territorialisti, Salviamo le Apuane e Salviamo le Alpi Apuane. «La nostra si propone come una giornata di riflessione sulle potenzialità del territorio cercando nuove strade per farci uscire dalla monocultura del marmo. L’incontro è un’importante occasione - fanno sapere gli organizzatori - per fare il punto della situazione sullo stato di tutela delle Alpi Apuane, a un anno dall'approvazione del Piano paesaggistico regionale, riflettendo sul ruolo e sull'efficacia conservativa del Parco regionale delle Alpi Apuane. I lavori si articoleranno in due sessioni. La mattinata, dopo i saluti istituzionali e la presentazione del manifesto degli Stati generali delle Alpi Apuane da parte di Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana, sarà dedicata agli interventi tecnici di Giuseppe Sansoni, biologo, Legambiente, di Leonardo Lombardi, naturalista e di Anna Marson, urbanista». Gli argomenti trattati verranno discussi in una tavola rotonda dai rappresentanti della Regione e delle massime associazioni ambientaliste nazionali. Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo con prodotti biologici, locali ed equo solidali, e l'allestimento di una scenografia vivente sul marmo ad opera dei ragazzi dell'Associazione Aeliante, è in programma la relazione di Fabio Baroni, storico, sulle forme economiche sostenibili e alternative all'impattante e dominante attività estrattiva. Sul tema si confronteranno Sibilla della Gherardesca, presidente regionale Fai, Paolo Baldeschi, Coordinatore della rete comitati per la difesa del territorio, Alberto Magnaghi, presidente Società dei territorialisti, Don Andrea Bigalli, referente Libera Toscana, Lucia Venturi, coordinatrice Federparchi Toscana e Leonardo Piccini, Federazione speleologica Toscana. Il dibattito saràaperto a tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria imprenditoriali, agricoltori, turismo, commercio, artigianato, industria, associazioni ambientaliste, culturali, sindacali. I lavori si concluderanno con la sottoscrizione del Manifesto degli Stati generali delle Apuane. A seguire, la proiezione del medio metraggio “Transumanza” di Roberto Zazzara, vincitore del World Social Film Festival, con apericena a base di prodotti apuani locali. Il convegno si concluderà intorno alle 18,30 e prevede, fra l'altro, una serie di eventi collaterali che metteranno in risalto il ruolo, fondamentale, delle Apuane nel contesto apuo-versiliese.

Domani gestori e amministratori mostreranno «la complessità del servizio»
Ma il candidato della Lega ribatte: «La tempistica dell’evento ci preoccupa»

MONTIGNOSO Alla discarica di Montignoso, open day domani, domenica a partire dalle 9 alle per dare la possibilità al pubblico- spiegano in una nota i promotori - «di conoscere, verificare e toccare con mano la complessità e la qualità del servizio offerto dall'impianto gestito da Programma Ambiente Apuane controllata all'80 per cento da Programma Ambiente, società del gruppo Asm che gestisce il ciclo integrale dei rifiuti in tutta la provincia di Prato. Archiviate le vicissitudini che hanno interessato la discarica di rifiuti speciali, inizia una nuova era che parte anche dall'iniziativa in calendario domani. La prefettura - si aggiunge - ha revocato l'istanza interdittiva antimafia dopo un rinnovamento completo della compagine societaria che oggi è controllata da una società pubblica e dopo un complesso percorso di trasparenza. Tornata nella white list, la discarica di Montignoso lancia l'open day allo scopo di di mostrare ai cittadini il suo funzionamento. Occasione per prendere parte alle visite guidate da operatori di Programma Ambiente Apuane che spiegheranno cosa è una discarica, da dove arrivano e dove finiscono le diverse tipologie dei rifiuti, a cosa servono i pozzi di raccolta del percolato e come agiscono i sistemi di copertura dei rifiuti. La giornata si aprirà alle 10 con il saluto dell'amministratore unico di Programma Ambiente Apuane Massimiliano Arrigoni, del sindaco di Montignoso Narciso Buffoni, del sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni, del vicesindaco di Prato Simone Faggi e del presidente di Programma Ambiente Roberto Pagliocca. Alle 10.45 è previsto l'intervento del direttore tecnico di Programma Ambiente Apuane Gianpaolo Nadalini, a seguire il dibattito con le autorità». Andrea Cella, candidato a Sindaco con la Lista “Liberiamo Montignoso” commenta così l'iniziativa: «La tempistica di questo evento ci preoccupa: il PD e gli amministratori sembrano voler tener buoni i cittadini sulla situazione della discarica proprio qualche giorno prima delle elezioni comunali. Reputiamo che sia necessario controllare maggiormente l'attività della discarica, non con sfilate programmate a puntino con tanto di buffet come questa domenica».

 

La vetrina del Gp Industrie del Marmo


Stasera la presentazione della corsa Elite Under 23, al via tutti i big di categoria
di Fabrizio Palagi

http://iltirreno.gelocal.it/massa/sport/2016/05/12/news/la-vetrina-del-gp-industrie-del-marmo-1.13462474

Istituzioni, sindacati e imprenditori a confronto per parlare della sicurezza in cava. Prenderà vita lunedì l’incontro in Regione con al centro le cave Apuane dove un mese fa hanno perso la vita due operai, Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, schiacciati da una frana di oltre duemila tonnellate di detriti del marmo (in foto). Un incidente dopo il quale il governatore Enrico Rossi ha annunciato una task force di 50 persone da inserire nell’organico di Asl per i controlli nelle cave di marmo. Tutto sul modello di Prato. Il presidente ha previsto anche, in accordo con la Procura, la revoca della concessione in caso che non vengano rispettate la normativa sulla sicurezza. Ed è su questo punto che discuteranno le parti lunedì.

il 28 e 29 maggio prossimi
di Luca Barbieri
CARRARA Laboratori, atelier e studi aperti al pubblico in tutta la città per un week end dedicato all'arte con oltre 180 artisti coinvolti. Poco più di due settimane ormai dal via di questa terza edizione di Carrara Studi Aperti, dopo il successo delle precedenti, prevista per l'ultimo week end di maggio, nei giorni 28 e 29, con studi aperti e visitabili dal pubblico dalle ore 14 fino alle 21 e alcuni addirittura fino a mezzanotte. E quest'anno, rispetto alle precedenti edizioni, l'evento avrà anche il partenariato dal Comune di Carrara, in collaborazione con l'associazione culturale “La Formica”. «Dopo le prime due edizioni – la nota di Carrara Studi Aperti – organizzate spontaneamente da un piccolo gruppo di artisti, dal basso e su base volontaria, quella del 2016 vedrà anche il partenariato dal Comune di Carrara, particolarmente sostenuto dall'assessore alla Cultura, Giovanna Bernardini». «Per gli organizzatori “storici” – prosegue – si tratta di un riconoscimento al lavoro di questi anni (oltre che una testimonianza dell’oggettivo successo della manifestazione) e un apprezzamento per un metodo, quello del fare rete, della partecipazione diretta, della valorizzazione della spontaneità dell’ingegno, di cui Carrara ha sicuramente bisogno». Un tentativo, quello appunto degli organizzatori, di valorizzare tramite quest'evento il know how artistico del territorio, nelle sue forme di espressione, dalla pittura, alla fotografia e alla scultura, ovviamente. E proprio in quest'ultima il saper fare coltivato nel laboratorio, nello studio, si collega alla pregiata materia prima presente nel territorio. Un'occasione per visitare, quindi, per conoscere da molto vicino i luoghi dove dall'idea concepita prendono vita veri e propri capolavori tramite la maestria degli artisti. Anche per il 2016, inoltre, Carrara Studi Aperti, come nelle precedenti due edizioni, avrà il sostegno di locali e di esercizi pubblici cosiddetti “Artist Friendly” e che resteranno aperti, quindi, nel week end dell’evento e che contribuiranno a rendere il clima ancor più festoso. Info su www.carrarastudiaperti. it.

 

Unimpresa

CARRARA Il commendator Andrea Vinchesi, presidente nazionale Unimpresa Marmo Macchine, in considerazione dei rapporti che da due anni a questa parte intrattiene con la Repubblica del Vietnam, è stato ricevuto dal nuovo Ambasciatore vietnamita in Italia Cao Chinh Thien, il quale gli ha chiesto di portare, durante l'incontro, una sua biografia. La visita è risultata molto positiva e le relazioni con il Vietnam si prospettano sempre più interessanti; Vinchesi - si spiega in una nota - ha raccolto con interesse molti suggerimenti che lo stesso Ambasciatore gli ha fornito.


di Cinzia Chiappini
CARRARA «Mercoledì, nonostante lo sciopero di 8 ore del settore e il lutto cittadino i camion che servono le multinazionali del carbonato di calcio hanno viaggiato regolarmente»: la denuncia di Oliviero Bertolaso, scultore e carrarino di adozione. «Quando sono arrivato, 25 anni fa, non sarebbe mai accaduto. Il mondo del marmo si è imbruttito». L’amore per il marmo l’ha spinto a diventare scultore, a cambiare città e, una volta arrivato a Carrara, a scegliere un’abitazione a ridosso delle cave. I bacini marmiferi sono diventati la sua seconda casa: per studiare il materiale, scoprirne tutti i segreti, negli ultimi 25 anni ha frequentato assiduamente il mondo del lapideo e i suoi lavoratori. E così mercoledì, quando nel bel mezzo dello sciopero del settore e del lutto cittadino, si è visto transitare sotto gli occhi i camion delle scaglie che servono le multinazionali del carbonato di calcio, Oliviero Bertolaso è stato mosso da un sentimento di sdegno e indignazione. «Non entro nel merito delle questioni relativa alla sicurezza. C’è chi ne sa più di me. Però mercoledì, facendo viaggiare i loro camion, le multinazionali del carbonato di calcio hanno dimostrato che pur lavorando su questo territorio non ne hanno alcun rispetto» afferma lo scultore. Dopo la morte di Carlo Morelli, l’operaio di 61 anni che ha perso la vita lunedì in segheria schiacciato da alcune lastre di marmo, in concomitanza con le esequie (tenutesi mercoledì) è stato indetto uno sciopero del settore per l’intera giornata (e di quattro ore per le altre categorie) con tanto di lutto cittadino a Carrara e a Massa. Le cave si sono fermate…le multinazionali del carbonato di calcio no. «Quei camion che facevano su e giù dai bacini hanno confermato che quelle aziende non solo non fanno alcun investimento in questa città, ma non hanno nemmeno alcuna sensibilità verso la storia sindacale, di lotta, degli operai delle cave, che fanno un lavoro duro. Non si sono fermate neppure davanti a una morte. A fronte di profitti milionari hanno ignorato sciopero e lutto cittadino» denuncia Bertolaso, ricordando che queste aziende, «possono viaggiare anche il sabato mattina mentre tutte le altre attività nei bacini sono ferme. In base a quale principio? Me lo dovrebbero spiegare». E secondo lo scultore, è stato proprio l’arrivo delle multinazionali a cambiare, in peggio, il mondo del marmo: «Quando sono arrivato, 25 anni fa, era impensabile che qualcuno andasse a lavorare il giorno dopo una tragedia. Oggi i cavatori carrarini continuano a rispettare le morti nel settore, e si fermano. Le multinazionali invece non hanno nessun riguardo per quello che accade alle cave» conclude Bertolaso amareggiato dal progressivo imbruttimento di un mondo, quello del lapideo, legato alla continua ricerca del profitto e alla velocizzazione dei ritmi di estrazione che, alzando lo sguardo ai nostri monti, è davvero sotto gli occhi di tutti.

 

La delusione dei sindacati per la mancata adesione allo sciopero dei laboratori
Paolo Gozzani (Cgil): «Con la crisi è aumentata la paura di licenziamenti»

di Melania Carnevali
MASSA-CARRARA «Vedere le segherie lavorare nel giorno del lutto detona una regressione valoriale della civiltà, un decadimento culturale». Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil commenta con amarezza lo sciopero indetto dai sindacati mercoledì in occasione dei funerali di Carlo Morelli, l’operaio morto schiacciato sotto le lastre di marmo nella segheria Coseluc dove lavorava. Otto ore per il marmo, quattro per le altre categorie. Perché il sesto morto sul lavoro in nove mesi riguarda un po’ tutti. Eppure qualcosa stonava mercoledì. Stonava il rumore delle macchine da taglio nella zona industriale, stonavano i carroponti che si muovevano per spostare le lastre appena lucidate, e i camion che andavano e venivano per prendere i prodotti finiti e spedirli nei mercati esteri. Perché tutto è continuato come in una giornata normale in quella zona. Quasi tutte le segherie sono rimaste aperte, come se nessuno fosse morto due giorni prima sotto le lastre di marmo. «È mancato completamente il rispetto - accusa Francesco Fulignani della Feneal-Uil - Gli imprenditori hanno completamente mancato di rispetto - ripete - Anche la mattina stessa dell’incidente hanno continuato a lavorare come se nulla fosse». Come sembra lontano il 1998, anno in cui morirono sotto una frana sul monte Bettogli due cavatori poco più che ventenni, Francesco Bragazzi e Marco Pisanelli. Carrara si paralizzò, all’epoca, in occasione dei funerali. Saracinesche abbassate, autobus fermi, banche, Comune, Inail, Inps, Poste, Camera di commercio: tutti chiusi. Anche le scuole scioperarono e in alcuni istituti vennero appesi pure striscioni con messaggi di cordoglio. Nelle cave del marmo apuane, poi, non si mosse una pietra per tutto il giorno. Da allora di morti per colpa del marmo ce ne sono stati parecchi e ogni volta i sindacati indicono scioperi di protesta, i sindaci proclamano il lutto cittadino, e la città risponde. Ma il pathos, forse, si è perso. Lo si vedeva mercoledì, giorno del lutto e dei funerali di Morelli, in quei carroponti che si muovevano, avanti e indietro, nelle segherie della zona industriale a un passo da dove l’operaio è morto. Lo si vedeva nella rabbia dei sindacalisti davanti all’obitorio di Massa che quasi imprecavano contro chi era a lavoro. Non i cavatori, no: loro hanno scioperato tutti. E con loro c’era anche qualche operaio del piano. Ma pochi. «Il problema è che il piano (le segherie, ndr) non è molto sindacalizzato - spiega Gozzani - Il livello di partecipazione è quindi molto più basso rispetto a quello che si può trovare nelle cave». E poi c’è il fattore “crisi economica”, che di fatto costringe un lavoratore a far valere sempre meno i suoi diritti. «Le segherie rispetto alle cave - continua Gozzani - sono quelle che più risentono della crisi. Il rischio che una segheria chiuda, e che quindi un lavoratore venga licenziato, in questo periodo, è alto. E di conseguenza i lavoratori tendono a sottostare a tutto». Anche Confartigianato fa un mea culpa. «Sull’adesione allo sciopero tutto dipende dalle scelte individuali dei singoli operai - commenta il segretario generale, Gianfranco Oligeri - ma è vero che almeno nel momento dei funerali gli imprenditori potevano fermarsi e chiudere». E invece no. Le segherie (non tutte) aveva già dimenticato Carlo. Hanno continuato a segare blocchi di marmo, a lucidare lastre, a far partire commesse per prepararsi poi all’altra. «Per me è stata una delusione grandissima - chiosa Gozzani, della Cgil - Come sindacalista, ma soprattutto come uomo». @MelaniaCarneval

 

Camera approva ddl:«Le cave non sono consumo di suolo»

Con 256 voti favorevoli, 140 contrari e 4 astenuti la Camera ha approvato ieri il disegno di legge sul consumo del suolo. Un testo che coinvolge gli enti locali in diversi aspetti. A partire dal fatto che il Ministero per le politiche agricole aprirà un registro dove verranno iscritti i Comuni virtuosi, fino ad arrivare ai finanziamenti statali e regionali per interventi di rigenerazione urbana. Ma per i Comuni apuani interessa anche per l’aspetto cave, dal momento che queste, nella versione attuale del testo non vengono considerate consumo di suolo. «È un testo che non stoppa il consumo di suolo», accusa Massimo De Rosa, deputato Ms5 (foto), uno dei primi firmatari del testo iniziale. Il testo passa ora al Senato.

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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