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Il Tirreno (3288)

Un'asta dei blocchi per raccogliere fondi

fondazione marmo, evento sabato 21


CARRARALo scorso febbraio un gruppo di amici, prevalentemente imprenditori del settore marmo, ha costituito una fondazione per raccogliere risorse da investire in interventi di particolare rilevanza nel territorio apuano. «Lo scopo di questa iniziativa - si legge nella nota della Fondazione - è ricomporre le fratture tra il mondo del marmo e la comunità locale. Così, dopo una lunga gestazione, è nata la Fondazione marmo che ottenuto lo status di Onlus ed il riconoscimento della personalità giuridica».Il progetto iniziale prevede, per i primi anni, la suddivisione degli interventi tra i vari settori: assistenza sociale e attività socio-sanitarie(40%), cultura, istruzione, formazione, patrimonio artistico (35%), studi, ricerche15% e altre iniziative (10%). Sabato 21 ottobre alle 10 e 30, nella sede di Marmi Carrara, è stata organizzata appositamente una asta di blocchi di marmo. Oltre a dare impulso alla raccolta fondi, sarà l'occasione per presentare ufficialmente la Fondazione Marmo onlus alla città.

 


CARRARA Difficile non notarla, passando per piazza Gramsci a Carrara, difficile, per un carrarese, non conoscerla; più facile, invece, trovare qualcuno che non sappia chi sia l'autore. E allora ecco l'idea: un targa per raccontare, e ricordare, l'artista americano Kenneth Davis (1918-1992) e la sua opera, appunto, diventata ormai un simbolo cittadino dal 1979. Verrà installata oggi dalle 12 la targa dove si trova la "Palla galleggiante" in piazza Gramsci a Carrara in memoria dell'autore, Kenneth Davis, in occasione del venticinquesimo anno dalla data della sua morte, nell'ottobre 1992. Una targa bilingue, in italiano e in inglese, con le caratteristiche della palla galleggiante e, ovviamente, con il nome dell'autore. Kenneth Davis, con l'aiuto di Mario Fruendi, realizzò la palla marmorea di piazza Gramsci a fine anni Settanta. Era il 1979, ma fu preceduta da altre versioni dal 1973 in poi. Per l'opera fu scelto il marmo della cava del Polvaccio (offerto dall'allora concessionario Furio Nicoli). «Fu su consiglio - racconta Dominique Stroobant - di Franco Bacchieri, che realizzò per Ken vari torni orizzontali per rettificare le sue opere, che l'assessore al marmo Alfredo Gervasi decise di finanziare l'esecuzione di una versione per piazza Gramsci già piazza d'Armi». Come spiega sempre lo stesso scultore, «poche opere del XX secolo furono cosi sfacciatamente scopiazzate da quando furono rese pubbliche, nel nostro caso dopo il 1979». Un concetto ripreso nella monografia edita da "I Quaderni della Scuola di Torano" (due volumi usciti finora, uno dedicato a Joseph Beuys e l'altro, appunto, a Kenneth Davis). «In tanti - ci dice Stroobant - passano e vedono la palla galleggiante a Carrara, ma non sanno chi è l'autore di quest'opera. E allora questo è un atto dovuto e necessario».Luca Barbieri

 

Nuovo incontro sulla Progetto Carrara. A quanto emerge, in vista del passaggio definitivo ad Amia, per i "vigilini" si va verso la conferma dei livelli reddituali attuali. Diverso il caso per il personale di cantiere della strada dei Marmi: quattro figure professionali, per i quali c'è il problema di bonus e "Ad personam". Rinunciando a questi (e impegnandosi a non fare contenziosi con l'azienda), potrebbe sbloccarsi anche per loro la situazione.

"Alkemica" di Domenici sculture in mostra a Lucca

ARTE
S'intitola "Alkemica" la mostra di opere contemporanee dell'artista viareggino Nicola Domenici, che da domenica 15 al 22 ottobre sarà allestita nel Palazzo della Fondazione Banca del Monte di Lucca in piazza San Martino a Lucca. Domenica alle 17.30 è fissato il vernissage, verrà presentato il catalogo dedicato al monumento del musicista lucchese Francesco Xaverio Geminiani (1687-1762), realizzato da Nicola Domenici, che verrà inaugurato mercoledì prossimo alle 12 in piazza Guidiccioni a Lucca. La mostra è curata da Marzia Martelli.Nicola Domenici, viareggino, classe 1969, studi universitari classici (facoltà di Lettere, indirizzo storia antica a Pisa) e una passione per la storia e l'umanistica. L'innata facilità al disegno, che Nicola coltiverà negli anni, lo porterà successivamente a fare scelte di indirizzo artistico, fino al raggiungimento del diploma all'Istituto tecnico del marmo Pietro Tacca. Completa il suo percorso di studi all'Accademia di Belle Arti di Carrara, con specializzazione in crti visive (indirizzo Scultura), dove s'è laureato con lode.L'opera scultorea di Nicola Domenici è sempre evocativa. Nell'opera su Francesco Geminiani che Nicola è andato componendo vi è accomodata e segnata, non soltanto l'inquietudine del violinista lucchese che rifulse in Inghilterra ed in Irlanda, virtuoso, osannato, celebrato, tra l'età dei lumi e il romanticismo invasivo. Ma vi è anche una preziosa raffigurazione di un tempo che spalancò a Lucca l'arte musicale facendo convenire e Boccherini e Paganini e più tardi Giacomo Puccini. Il violino che Francesco Geminiani attanaglia come una spada è ciò che fece del suono, a Lucca, quell'atmosfera rarefatta, impalpabile, frizzante.

«Da Legambiente bugie e mezze verità»


L'ex dirigente comunale Marco Tonelli: sui dati della produzione nei bacini polemica demagogica


CARRARA«Dire le bugie o le mezze verità, oltre che scorretto, è del tutto inutile e non aiuta certo a risolvere i problemi, producendo solamente risultati privi di fondamento e polemiche pretestuose». Comincia così la nota con cui l'ex dirigente del Comune Marco Tonelli si rivolge a Legambiente.«Se le bugie o le mezze verità vengono dette sulla base di un banale errore, ci si può limitare ad un semplice rimprovero e ad una tirata di orecchie, Ma se sono dette intenzionalmente meritano una severa presa di posizione da parte di tutti gli interlocutori coinvolti - continua Tonelli - Nel caso del documento di Legambiente Carrara dal titolo "Far West: cave fuorilegge.

Il bilancio pesante degli incidenti

Mesi di fuoco gli ultimi per le cave. Nessun incidente mortale, per fortuna, ma una catena di eventi che ancora una volta mostra la criticità e i rischi del lavoro sul marmo, o nella filiera, che non sembra mai avere fine. A Massa, nel bacino di Forno, a settembre un uomo è caduto, con una dinamica ancora non accertata. Ricoverato a Cisanello per un trauma cranico, la procura sta ancora indagando sul caso. A ottobre un cavatore ferito a Carrara invece in una cava di proprietà della Furrer, per un escavatore che si ribalta e l'operaio alla guida è rimasto ferito a una gamba. E, infine, pochi giorni fa l'infortunio a un altro lavoratore, nella segheria Andreani a Torano, con il titolare che è rimasto a contrasto in un macchinario, subendo la frattura di una gamba.

 

 

di Luca Borghini CARRARA Era in corso una manutenzione ad un macchinario quando una fiammata ha investito il meccanico, Andrea Benassi un operaio di 48 anni, ustionandolo alle braccia e al volto. L'incidente è accaduto ieri mattina poco prima delle 11 alla cava 148 Campanili nel bacino di Colonnata. Il titolare della cava è l'imprenditore Alessandro Corsi.Dalla prima ricostruzione, ma l'esatta dinamica è al vaglio del servizio Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asl, l'operaio stava intervenendo sulla macchina spenta con una fiamma ossidrica quando inavvertitamente è stato toccato del grasso del motore che ha provocato la fiammata e un piccolo principio di incendio. I compagni di lavoro hanno subito spento le fiamme e soccorso l'uomo allertando poi il 118. La centrale operativa ha inviato il soccorso cave e i vigili del fuoco. Fortunatamente l'operaio non è mai stato in gravi condizioni al punto che non è stato necessario far intervenire Pegaso e l'uomo è stato portato in ambulanza al Noa. In cava poi è arrivata l'Asl che avviato gli accertamenti sul perché dell'incidente e se tutte le operazioni siano state svolte seguendo le procedure di sicurezza. Accertamenti svolti anche dai carabinieri. Un incidente tuttavia non direttamente collegato all'estrazione del marmo e che poteva avvenire anche in officina. La macchina infatti, al momento, non stava operando alcun taglio e la manutenzione è avvenuta lontana dalle zone di lavoro. Resta però il dato dei tanti incidenti in cava, l'ultimo di qualche giorno fa, in un momento in cui l'attenzione delle istituzioni è massima affinché vengano rispettate le procedure di sicurezza. E il commento di Roberto Venturini della Cgil è amaro: «Aldilà che questo è un incidente anomalo perché non è successo durante operazioni di cava, dobbiamo ribadire quello che diciamo sempre sulla sicurezza. Purtroppo non abbiamo il potere di fare controlli diretti. Noi possiamo solo fare verifiche a posteriori e lo facciamo con l'Asl che è molto collaborativa. Il lavoro di sensibilizzazione e di controllo lo facciamo tutti i giorni nei confronti dei lavoratori e delle aziende. Ma sulla sicurezza ci sono normative che non penalizzano i datori di lavoro. Mi spiego. In questo settore ci sono tanti soldi, se si continuano a tenere delle semplici ammende in caso di violazione delle norme sulla sicurezza credo che il problema non verrà mai del tutto risolto. Bisogna educare sulla sicurezza prima di tutto i datori di lavoro e poi i lavoratori. Giusto ieri si è fatto male un datore di lavoro, questa è la dimostrazione che la sicurezza è un tema che riguarda tutti». Ma Venturini lancia anche un allarme: «Ci sono aziende che stanno molto migliorando. Addirittura qualcuno sta cercando di eliminare il filo limitandolo il più possibile. Ma ci sono anche situazioni gravi e non solo alle cave ma anche al piano. Abbiamo il timore che ci siano aziende che non sempre denunciano gli incidenti. Lo ha detto il segretario Gozzani e io lo ribadisco».ì

il PROGETTO
di Luca Barbieri CARRARA Dagli scarti di marmo a un lavorato che piace e conquista il mercato statunitense per un prodotto made in Italy. Qualità del prodotto, riciclo e fare rete: è questa la filosofia del progetto Gap Cycle che è soltanto l'ultimo in ordine cronologico che arriva da Apuana Corporate - la Fabbrica diffusa, con protagonista una rete di professionisti del distretto apuo-versiliese. La storia di questo marchio, di questa «rete di imprese che collaborano, senza contratti, senza bisogno di formalizzarsi, l'una con l'altra» all'interno del territorio, è legata a un carrarese doc, Claudio Morelli, artigiano e imprenditore. E' lui il coordinatore, nonché ideatore di Apuana Corporate, per una fabbrica diffusa, di nome e di fatto. «Dal 1973 - ci racconta Morelli - la Mauro Morelli Marmi si è occupata della produzione di basi per coppe e trofei, soprattutto in mercati internazionali. Con la crisi ho dovuto abbandonare il progetto legato alla MMM e mi sono reinventato un mestiere, cominciando a fare corsi e seminari. Avevo 4 dipendenti, oltre a me; oggi ci sono soltanto io per la Mauro Morelli Marmi. Così nel settembre 2014 nasce l'idea Apuana Corporate, diciamo che il 2015 e il 2016 sono stati due anni di investimento sulla struttura».

 

PARCO DELLE APUANE

FIVIZZANO Il Parco regionale delle alpi Apuane, guidato da Alberto Putamorsi, ha approvato l'avvio del procedimento del Piano integrato per il Parco. Un atto storico perché, fino a oggi, per la complessità del territorio, la particolarità delle attività che storicamente vi si svolgono e il numero elevato di comuni interessati (ben 15), non era stato possibile approvare un piano che governasse le aree naturale e quelle contigue di cava, in modo integrato.L'iter che porta fino a oggi risale addirittura al '96, quando fu affidato l'incarico di redigere il piano per il Parco. L'incarico prevedeva un piano unico, che regolasse tutti gli aspetti ambientali e paesaggistici caratteristici delle Apuane.La difficoltà di disciplinare le attività estrattive ha determinato che la Regione stabilisse, nel 2006, che il piano potesse essere approvato per "stralci". La pianificazione delle aree estrattive viene accantonata e prosegue quella delle aree naturali, che è stato approvata nel novembre 2016 ed è entrata in vigore nel giugno 2017.Il consiglio direttivo del Parco, nell'estate del 2013, ha avviato il nuovo processo di formazione del piano delle aree estrattive, che però è stato sospeso dalla Regione che ha richiesto di procedere alla redazione del definitivo "piano integrato per il Parco". Si arriva così all'avvio del procedimento del 25 settembre scorso, per il piano integrato, che ora, completato, introduce una novità importante, perché non si occuperà solo della pianificazione delle aree parco e delle aree estrattive, ma anche della programmazione delle attività socio economiche e culturali che si svolgono al loro . Il Piano dovrà prevedere incentivi per le attività economiche che realizzano la tutela dei valori naturali, paesaggistici e ambientali delle Apuane, incentivi per le attività economiche attuate con procedure di certificazione di qualità e con tecnologie a ridotto impatto ambientale.Il piano integrato per il Parco per la prima volta fissa gli obiettivi e definisce le azioni in merito alle attività estrattive, con un cambio di rotta rispetto al passato e con lo scopo di "Realizzare un equilibrato rapporto tra attività estrattive ed ecosistema". Il Piano obbliga a individuare soluzioni localizzative delle aree estrattive finalizzate a tutelare i valori naturali, paesaggistici ed ambientali e a valorizzare la risorsa lapidea, che comportino una significativa riduzione della superficie complessiva destinata alle attività estrattive, privilegiare l'estrazione in sotterraneo, tutelare i materiali lapidei ornamentali apuani, in quanto materiali esauribili e unici per qualità intrinseche e per connotazione storica e culturale, recuperare le aree che presentano condizioni di degrado, tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori, sostenere e valorizzare le filiere produttive locali.Sono previste inoltre norme e condizioni d'uso del tutto specifiche e peculiari, dipendenti dalla qualità ambientale, naturalistica e paesaggistica del territorio e dalla qualità della risorsa lapidea presente.«Il piano integrato del Parco, di cui abbiamo disposto l'avvio del procedimento, è un atto storico - afferma il commissario dell'ente Alberto Putamorsi - che arriva alla fine di un percorso lungo, dovuto anche al fatto che nel panorama dei parchi regionali e nazionali, il Parco delle alpi Apuane è un caso quasi unico, in cui convivono e si intrecciano aree e attività di natura completamente diversa. Sarà un piano integrato su tutti i livelli - conclude Putamorsi - che ci permetterà di disegnare il Parco del terzo millenio».

Rinnovato il contratto per 1.500 operai del marmo


In base all'accordo provinciale riceveranno in busta paga circa 50 euro in più
Fillea Cgil: è il risultato di una trattativa difficile per il momento che vive il settore


di Tiziano Baldi Galleni SERAVEZZA Coinvolti in prima persona c'erano 1.500 operai del marmo - rappresentanti sindacali (Rsu Fillea Cgil) - delle maggiori aziende versiliesi: la Savema, la Campolonghi Italia, l'Henraux, Bertozzi Felice di Rovai, la Bacci Marmi e la Gabrielli Giuseppe e Nutarelli Giuseppe. Hanno portato a casa la firma del nuovo contratto del marmo provinciale che prevede - non da subito ma a regime in due fasi di incremento - un aumento netto in busta paga medio di 47 euro.L'aumento mensile, che va dalle 45 alle 52 euro è così composto: 0,75 centesimi al giorno in più sono relativi all'indennità di mensa (15 euro circa al mese). Trenta euro in più riguardano l'indennità di disagio, ovvero per tutte le mansioni che si svolgono nei laboratori di marmo

come nella provincia apuana
Confermato il premio di produzione
Non c'è solo l'aumento di circa cinquanta euro in busta paga per i lavoratori del settore lapideo. C'è un altro risultato incassato dai sindacati al termine della trattativa con la controparte composta dalle aziende versiliesi: è stato confermato il premio produzione che va dai 1300 ai 1600 euro di media l'anno negli ultimi esercizi. Con un versamento una tantum di 103 euro, un mese sì e uno no, e poi a conguaglio a fine anno, il premio finisce così nel reddito dei circa 1500 operai del marmo del settore industria della Lucchesia (come peraltro a Massa-Carrara).
REGOLE E OBIETTIVI di tutte le aree

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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