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Il Tirreno (2318)

Comune e Cna hanno sottoscritto un accordo per ricalcolare le tariffe alle imprese
Saranno esenti le officine (per le superfici dedicate alla lavorazione) e i magazzini

SERAVEZZA I laboratori saranno totalmente esenti dalla tariffa sui rifiuti le superfici dove si fa produzione e lavorazione. Compresi quelli del marmo. Così come i magazzini delle materie prime, dei semilavorati e delle merci funzionali all'attività svolta (nelle imprese lapidee sono quindi esclusi i piazzali di stoccaggio di lastre e blocchi). In questi reparti, le aziende -- ma non solo quelle del lapideo -- hanno già un bel da fare con lo smaltimento dei rifiuti speciali, trattati autonomamente dagli imprenditori. Perciò Seravezza, per il secondo anno consecutivo, applicherà una rimodulazione del calcolo della Tari sulla superficie delle aziende del territorio. Sarà un bello sgravio sulla pressione fiscale, ma che costerà alle casse del Comune circa 100 mila euro l'anno. L'amministrazione Neri non aveva fatto altro che recepire alcune indicazioni ministeriali. Ed era stato il primo Comune in Versilia a introdurre queste novità sull'applicazione della Tari. Ora il sindaco Riccardo Tarabella ha sottoscritto tutto ciò in un accordo insieme al presidente della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna) di Lucca, Andrea Giannecchini. «Abbiamo dato la nostra piena disponibilità a discutere e recepire le esigenze delle piccole e medie imprese artigiane di cui Cna si fa portavoce», detto il sindaco Tarabella. «Del resto, il nostro Comune questa disponibilità la dimostra già da tempo, essendo stato tra i primi a recepire le linee guida ministeriali per la determinazione delle superfici produttive assoggettabili a Tari. Un'attenzione che parte con la precedente amministrazione e che noi stiamo portando avanti in continuità e novità convinti dell'importanza e della potenzialità che l'imprenditoria -- in particolare quella lapidea -- esprime sul nostro territorio». Andrea Giannecchini ha spiegato che Seravezza è «un esempio che auspichiamo possa essere seguito da tutte le altre amministrazioni comunali della Provincia, perché le piccole e medie imprese artigiane hanno bisogno del massimo sostegno ed ogni tipo di sgravio tributario può essere utile». Le aree considerate integralmente, ai fini della Tari, sono le superfici destinate a magazzini di prodotti finiti, uffici, bagni, locali mense e spogliatoi. Quelle di carico e scarico sono tassate al 20%. Tiziano Baldi Galleni

Paga di più chi produce più rifiuti
Per poter usufruire di tale tassazione, «commisurata all'effettivo utilizzo dei servizi e alla produzione reale dei rifiuti urbani e assimilati», ha spiegato l'amministrazione di Seravezza -- le aziende devono comunicare ogni anno (per l'anno precedente), entro il mese di marzo, l'avvenuto trattamento separato dei rifiuti speciali prodotti. Cna ha inoltre chiesto che la scadenza prevista ancora per il 2017, al 31 marzo, venga posticipata al 30 aprile. Il sindaco, Riccardo Tarabella (in foto), si è reso disponibile a proporlo all'amministrazione.

Pasqua e Pasquetta all'insegna dell'arte


aperti tutti i musei cittadini

PIETRASANTA
Pasqua all'insegna dell'arte a Pietrasanta. Aperti tutti i musei cittadini per le festività pasquali. La Piccola Atene della Versilia è pronta a mettere in mostra tutti i suoi tesori in occasione del ponte festivo: dai peperoncini giganti di Giuseppe Carta ospitati tra Piazza Duomo e il complesso di Sant'Agostino alla Casa natale di Giosuè Carducci a Valdicastello, recentemente restaurata, passando dal Museo dei Bozzetti e Palazzo Panichi con il suo inestimabile patrimonio di "maquette" dei più grandi scultori contemporanei fino al Museo Barsanti e Matteucci dove i visitatori potranno scoprire il primo motore a scoppio della storia e tantissimi curiosi cimeli e testimonianze.

Le cinquanta magagne di un territorio martire


Presentato con successo l'ultimo libro di Matteo Bogazzi: in primo piano
i molti problemi, esplosi dopo l'alluvione e l'esperienza dell'assemblea permanente

di David Chiappuella
CARRARAAl prossimo sindaco di Carrara, qualunque sarà la sua appartenenza politica, diamo un consiglio: legga "Cinquanta sfumature di oro bianco", il nuovo libro di Matteo Bogazzi. Diciamo questo perché il volume, presentato nella sala della Resistenza del Comune dall'autore e dai ragazzi dell'Assemblea permanente di fronte ad un folto pubblico, ripercorre con chiarezza i troppi problemi rimasti aperti in città e la ragioni che negli ultimi anni hanno portato Carrara, a suo avviso, a vivere una profonda, insanabile spaccatura tra governanti e cittadini. Il libro di Bogazzi, infatti, strutturato come un romanzo di ambientazione carrarese, non denuncia solamente l'assurdo sfruttamento del marmo e dei beni demaniali, evocato fin dal titolo, ma anche l'inquinamento chimico persistente nella zona industriale e l'elevato numero di malattie oncologiche riscontrato nella nostra provincia, gli scandali pubblici di Asl e Cermec, il fenomeno delle infiltrazioni mafiose sul territorio, la vicenda del Marble Hotel, la levitazione dei costi della Strada dei marmi, che ha portato Carrara ad essere il secondo Comune più indebitato d'Italia dopo Torino ed il folle aumento delle bollette dell'acqua praticato da Gaia. Sono temi trattati soprattutto nella prima parte dell'opera, ambientata all'interno di una fumosa osteria del centro storico, durante una cena in cui 4 amici di idee politiche diverse discutono degli scandali degli ultimi 30 anni di Carrara. L'autore, ricorrendo all'espediente del dialogo, dimostra un'abilità notevole nel sostenere le sue tesi, fornendo interessanti dati e spunti di riflessione e denunciando il malgoverno del territorio. Ma oltre allo sdegno nei confronti della situazione attuale, ognuno dei 4 personaggi cerca anche di proporre soluzioni virtuose per contrastare lo sfacelo economico, ambientale e culturale in atto. La seconda parte del libro è invece incentrata sull'esperienza dell'occupazione del Comune di Carrara, verificatasi a seguito dell'alluvione del 5 novembre 2014.Fatti di cui l'autore, in quanto portavoce dell'Assemblea permanente, è stato testimone oculare e protagonista diretto. Questo il motivo per cui il volume è stato presentato proprio nella sala Resistenza del municipio, «luogo altamente simbolico, -scrive Bogazzi- dove abbiamo dormito e passato le nostre interminabili giornate per quasi tre mesi, sommersi da entusiasmo, critiche e giornalisti da ogni dove, proiettati in una dimensione nuova ed inedita per tutti noi».Nell'ultima parte dell'opera, dunque, sono rievocati il crollo dell'argine del Carrione ad Avenza, l'inondazione di Marina di Carrara, lo straordinario senso di solidarietà dimostrato dalla collettività in quel drammatico momento e l'infelice frase "Il sindaco e la giunta non si ritengono responsabili per quanto accaduto", pronunciata dal primo cittadino Angelo Zubbani l'8 novembre 2014, a cui seguirono l'occupazione del municipio da parte dell'Assemblea permanente e la richiesta delle dimissioni dell'intera giunta, definita da Bogazzi «inetta ed incapace». «Le responsabilità delle istituzioni -sostiene l'autore- sono schiaccianti e così in migliaia assediano l'edificio comunale, luogo simbolo del potere, tenendone fuori per tre mesi gli illegittimi abitanti, i politicanti locali, e creando lì dentro una nuova e virtuosa forma di comunità, realtà inedita e storica per il nostro paese». Bogazzi ricorda anche i motivi per cui l'esperienza dell'occupazione terminò rapidamente e le «molteplici vittorie» ottenute dall'Assemblea, quali «le dimissioni di alcuni componenti della maggioranza politica ed il passaggio di altri all'opposizione, la riapertura di spazi comuni, l'ottenimento del trasporto pubblico gratuito per gli alluvionati, l'impegno del partito al governo di introdurre una forma di bilancio trasparente e partecipato, la promessa dell'emanazione di un nuovo e più equo Regolamento degli agri marmiferi, con il superamento dell'annosa questione dei beni estimati».Di sicuro, la protesta portò chi vi prese parte a maturare una fortissima coscienza civile e sociale, ma soprattutto a vivere un'esperienza incredibile ed irripetibile.

bottici (pd)

CARRARA
Cristiano Bottici, presidente della commissione marmo (e candidato con Andrea Zanetti) replica a distanza a Davide Poletti, collega del Pd ma vicino a Andrea Vannuci. E lancia un messaggio agli altri consiglieri di maggioranza sul regolamento degli agri marmiferi: «non stravolgiamo il percorso su un tema così importante solo per un gruzzolo di voti, non facciamo entrare in questa questione la campagna elettorale»


PIETRASANTA Un'asta benefica particolarmente attesa quella in programma questo pomeriggio, a partire dalle ore 16, presso la galleria Daliano Ribani di via Stagi, nel centro storico. Asta, a favore della Uildm Versilia "Andrea Pierotti ", che vede in proposta oltre centottanta opere di pittura e scultura di artisti italiani e stranieri. Fra questi, nomi veramente noti come Renato Guttuso, Virio Bresciani, Franco Miozzo, Giuliano Vangi, Lorenzo Viani, Antonio Possenti, Romano Cosci, Rinaldo Bigi, Ernesto Treccani, Girolamo Ciulla, Mino Maccari, Giorgio De Chirico, Xavier Bueno, Arturo Puliti

PIETRASANTA

Saranno affidati nel mese di settembre i lavori per la realizzazione del museo Mitoraj all'interno dell'attuale sede del mercato comunale. Tempistica e modalità del progetto sono state al centro. della discussione fra il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini ed il sindaco Massimo Mallegni: l'incontro di due giorni fa a Roma è di fatto servito per fare il punto della situazione e per definire i prossimi passaggi di un percorso che vedrà a breve il Comune ufficializzare il bando per l'assegnazione del progetto. Museo che, stando al cronoprogramma, inaugurerà nei primi mesi del prossimo anno.

In mostra l'arte di Nicola Domenici

pietrasanta

Il fascino e le tinte accese dell'arte pop colorano la Sala delle Grasce. Il complesso del Chiostro di Sant'Agostino a Pietrasanta ospita Vitriol, la mostra di Nicola Domenici che, attraverso una gallery di dodici pittosculture, ripercorre il proprio percorso di crescita interiore e invita anche il visitatore a guardare dentro di sè. Corpi maschili e femminili in resina, alluminio e ceramica, con particolari definiti dal tocco del pennello, che colora e accende le figure: la personale troverà spazio nella Sala delle Grasce da oggi al 1° maggio. Il vernissage è in programma oggi alle 10. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile da martedì a domenica, orario 16. 30-19. 30 o su appuntamento contattando il 328 8856600.

Pd diviso sul Regolamento degli Agri

Secondo l'opposizione, la delibera della giunta regionale sulla legge sulle cave "scippa" al Comune la potestà di legiferare

di Cinzia Chiappini
CARRARAIl futuro delle regole sul settore marmo si fa sempre più nebbioso, nonostante proprio in questi giorni la giunta regionale abbia licenziato la delibera sollecitata dalla maggioranza carrarese per procedere con la riforma del Regolamento degli Agri Marmiferi. Sì perchè tra clima da campagna elettorale e scissioni, nonostante i tempi tecnici per varare la nuova norma comunale ci siano, non è detto che in Piazza Due Giugno si trovi la maggioranza per farlo. Anche perchè il testo licenziato dai vertici della Regione, contiene qualche "sorpresa" che di fatto sembra ampliare le competenze dell'amministrazione toscana a discapito di quelle del comune. Ma andiamo con ordine. Cinque giorni fa la giunta di Enrico Rossi ha approvato la delibera che adegua la legge regionale 35 alla sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 20 settembre, quella che aveva "bocciato" l'articolo della norma sui Beni Estimati. «Ci eravamo impegnati ad aspettare questo atto prima di procedere con la riforma del Regolamento degli Agri, adesso che è arrivato possiamo farlo» ha commentato Cristiano Bottici (Pd) presidente della commissione Marmo, soddisfatto per i risultati del suo "pressing" sul livello regionale. Tutti contenti? Niente affatto. Perchè, se com'era prevedibile, gli esponenti dell'opposizione hanno già annunciato di non avere alcuna intenzione di approvare un nuovo regolamento in quindici giorni, qualche obiezione, molto pesante, è arrivata anche dall'interno del Pd. E' il caso di Davide Poletti, esponente democratico dato in partenza da via Groppini per approdare alla corte di Andrea Vannucci in Movimento Democratico e Progressista: «Manca ancora la ratifica del consiglio regionale che potrebbe cambiare anche in modo importante l'articolato. E poi come si fa a organizzare un processo partecipativo in così poco tempo? Senza trascurare che siamo a fine consiliatura: meglio che se ne occupi la prossima amministrazione» ha dichiarato il consigliere comunale che, alla domanda sulla sua collocazione politica ha risposto: «a oggi sono ancora nel Pd». I problemi però non sono solo di natura politico/elettorale. Il testo licenziato dalla giunta toscana "tradisce" il tentativo di ampliare l'influenza regionale sulla gestione del settore, a discapito del comune. L'articolo 31bis sancisce «la previsione di un Nulceo Tecnico di valutazione con il compito di esprimere un parere ai comuni ai fini delle valutazioni sui piani economico-finanziari». In sostanza durante le gare per l'assegnazione delle concessioni, la Regione potrà dire la sua sulla solidità economica delle proposte degli aspiranti concessionari. «E' un esproprio, il Pd si è fatto scippare la potestà legislativa sulle cave» ha attaccato Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune, definendo "inacettabile" il testo della giunta regionale. Lo scoglio bene estimato. L'altro passaggio chiave riguarda l'articolo 35bis quello che affronta lo scoglio "Beni estimati". O forse sarebbe meglio dire che lo aggira. Il testo riguarda le «disposizioni per la coltivazione di siti estrattivi in cui sono contigui o vincini beni appartenenti al patrimonio indisponibile del comune (gli agri marmiferi, ndr) e altri beni». La norma non entra nello specifico di questi "altri beni" che comprendono sia i Beni estimati sia quelle che sono proprietà private. Questo rappresenta già di per sè un precedente importante visto che questa definizione "larga" rischia di indebolire ancora di più le rivendicazioni del municipio sulle cave citate nel famoso editto di Maria Teresa D'Este. «Così l'indirizzo politico che si era data l'amministrazione, quello di assoggettare i Beni estimai al patrimonio comunale, decade completamente. Stanno legittimando la privatizzazione delle cave» ha obiettato Massimo Menconi, ex presidente della commissione Marmo in quota a Rifondazione Comunista. I passaggi chiave. Altri due passaggi chiave sono i commi 2 e 3 dell'articolo 35, quelli che spiegano come gestire cave contigue ma appartenenti a fattispecie "giuridiche" diverse. Se l'agro non supera il 30% del perimetro di cava, «il comune può disporre l'affidamento diretto al privato per la coltivazione del sito», affidando dunque il 100% del sito a chi ha l'autorizzazione a scavare nella porzione classificata come "altro bene", che non va a gara. Se l'agro supera il 30% invece «il comune dispone la costituzione di consorzi obbligatori di imprese», tra il vincitore della gara per la concessione dell'agro e il titolare dell'autorizzazione per "l'altro bene". In caso quest'ultimo non intenda esercitare il diritto alla coltivazione o cederlo a terzi, l'articolo 35 quater prevede «il passaggio del sito al patrimonio indisponibile del comune» in una sorta di esproprio. Tra le altre novità anche il rinvio della scadenza per la presentazione del Regolamento degli Agri, che è stato spostato di un anno, al 31 ottobre 2017. Anche se non verrà votato in questa consiliatura, dunque, tenendo conto della fase di insediamento e della pausa estiva, i nuovi inquilini di piazza Due Giugno avranno comunque poco tempo per confrontarsi. Su questi e altri temi saranno chiamati a confrontarsi prima di tutto le forze politiche del consiglio comunale, convocate in commissione Marmo subito dopo Pasqua ma anche associazioni di categoria e ambientalisti: come ha precisato il presidente Bottici, adesso, si apre una fase di dibattito dalla quale si capirà se davvero il nuovo Regolamento degli Agri ha i numeri per vedere la luce prima del voto.

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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