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Il Tirreno (4616)

 

Dopo le segnalazioni dei cittadini di Seravezza, Arpat farà rilievi in quattro punti
L'assessore Vené: è un monitoraggio sulla qualità della vita degli abitanti


di Tiziano Baldi Galleni SERAVEZZA Secondo una rilevazione fatta dai residenti seravezzini del comitato Monte Costa, ogni giorno passano nel capoluogo in via Marconi circa di 250 camion. Fra questi ci sono sia mezzi pesanti che scendono dalle cavema anche tir che trasportano merci. Prossimamente il loro impatto sul rumore sarà oggetto di uno studio. L'Arpat installerà uno strumento - a rotazione su quattro strade del comune - per rilevare il rumore che produce il traffico. L'Agenzia cercherà di capire se vengono superati i limiti dell'impatto acustico. Intanto, a quanto pare, non sarà un monitoraggio fine a se stesso. Non è infatti da escludere che siano messe in atto delle misure. Ad esempio un'ordinanza che limiti il traffico pesante in determinati orari. Qualcosa del genere è ciò a cui mira il comitato Monte Costa, che per primo a fine 2017 aveva presentato un esposto all'Arpat per chiedere una verifica. È dal Comune che però deve partire questa iniziativa. E difatti, dopo la richiesta del comitato, la giunta ha dato il benestare a questa operazione. Da lunedì - tempo permettendo - i tecnici partiranno con le rilevazioni. Saranno effettuate su via Buonarroti e via Monte Altissimo, all'altezza di Riomagno, su via Federigi a Querceta, via Marconi, e via Lombardi nei pressi della Conad. «Abbiamo colto l'occasione per fare questo studio - spiega l'assessore Dino Vené, delegato alla polizia municipale - anche su altre zone di Seravezza. Tutto è partito dalla segnalazione fatta da alcuni abitanti di Seravezza di via Marconi e dal comitato Monte Costa. Lo strumento rimarrà installato nei luoghi stabiliti per circa 48 ore, se il tempo favorevole. È una delle tante attività conoscitive che facciamo sul nostro territorio, e servirà ad avere una campionatura in merito, per la quale abbiamo dato il via libera ad Arpat. È un monitoraggio che guarda alla qualità della vita dei cittadini del nostro territorio, a cui teniamo molto». Come detto, non è da escludere che l'amministrazione Tarabella prenda provvedimenti, sulla base dei risultati. Azioni urgenti o riguardanti una pianificazione a lungo termine. Vené tuttavia è stato cauto, aggiungendo che è bene attendere gli esiti. «Vogliamo arrivare ad regolamentazione del transito e a verificare il numero massimo mezzi che passano», spiega Silvia Leoni del comitato Monte Costa. Tutta questa azione è comunque collegata alle attività di cava: il loro primo obiettivo rimane quello di ostacolare l'apertura di nuovi siti estrattivi e limitare quelli attivi. Questo gruppo di cittadini era infatti nato dopo la notizia dell'avvio delle procedure per riaprire tre nuove cave sul monte Costa, il promontorio dietro Palazzo Mediceo. «Perché il degrado di via Marconi ad esempio - conclude Silvia Leoni - deriva anche da un transito pesante non controllato».


Nuovo importante riconoscimento per il film girato alle Cave Michelangelo
in occasione delle installazioni artistiche di Alberto Timossi


CARRARA Il film Murmur Marmoris, di Tobia Pescia, prodotto da Fondazione Sistema Toscana, ha vinto il 'Best Cinematography Award' al Fine arts film festival di Los Angeles.La potenza espressiva delle cave di marmo di Carrara e delle installazioni artistiche di Alberto Timossi, sono al centro del film Murmur Marmoris, un'opera girata a Carrara che sta ottenendo importanti riconoscimenti internazionali. Firmato da Tobia Pescia, è prodotto da Fondazione Sistema Toscana, con il sostegno del progetto Sensi contemporanei Toscana per il cinema.Il festival americano, patrocinato dal Vica (Venice Institute of Contemporary Arts), si è infatti svolto all'Historic Beyond Baroque Literary Arts Center Theatre di Venice, in California, l'11 e il 12 maggio. L'importante riconoscimento al film arriva dopo la vittoria, nell'aprile 2017, del premio alla miglior regia, il 'Best Medium Lenght Director Award', all'"Arte Non Stop Festival - International film Festival di Buenos Aires".Il film è nato nel 2016, spiega una nota, come parte integrante del progetto di land art "Illusione", ideato dallo scultore Alberto Timossi insieme a Takeawaygallery e racconta la genesi della scultura ideata dall'artista per le Cave Michelangelo, del bacino del Ravaccione a Carrara. A illustrare l'opera, nel film, sono il noto critico d'arte Achille Bonito Oliva, insieme allo stesso scultore. Non un film didascalico ma un'opera, quella di Tobia Pescia, dal forte impatto visivo ed emotivo, che porta lo spettatore ad immergersi in un luogo dove la montagna incontra il cielo, l'uomo il marmo, i sentimenti e la passione si scontrano con le asperità e le fatiche, l'immensità trova casa in un piccolo angolo di mondo, insieme all'arte di Alberto Timossi. Il film si avvale della collaborazione di Simone Cariello per le riprese, di Tommaso Cimò per le musiche originali e di Daniele Drovandi per il montaggio e postproduzione.

 

L'uomo subì l'amputazione di una gamba, è volontario di Alfa Victor


CARRARA «Ringrazio di cuore le persone che regalandomi questa motoretta mi hanno dato un grande aiuto». Sono le parole di Vittorio Maggialli, disabile carrarese che ha ricevuto in regalo una motoretta che gli permette di muoversi con maggiore facilità.Maggialli infatti ha subito l'amputazione di una gamba che è stata sostituita da una protesi, ma con questo nuovo mezzo a disposizione ha la possibilità di fare molte più cose. E chiaramente ha voluto condividere la gioia per queste nuove chance con i suoi benefattori.Una iniziativa che ha coinvolto alcuni imprenditori del settore lapideo, in particolare la Graziani Marmi di Roberto Graziani e le Cave Michelangelo di Giovanni Barattini, nonché il presidente del Cama (il consorzio che riunisce tanti autotrasportatori), Claudio Vallerini, tutti assieme per un bell'atto di solidarietà verso Maggialli, peraltro lui stesso attivo nel settore del volontariato facendo parte dell'Alfa Victor. «Davvero un bel gesto - ha concluso Maggialli - che mi permette anche di riprendere a fare le cose che amo, come quella di coltivare la mia passione per il volontariato che pratico con l'Alfa Victor».(a.t.)

 

È Antonio Passa il presidente dell'Accademia


la scelta del ministero


CARRARA Antonio Passa, 78 anni, artista, ex direttore dell'Accademia di Belle Arti di Roma (vive nella Capitale, ma è originario di Cava de Tirreni) è il nuovo presidente dell'Accademia di Belle Arti. Il ministero lo ha preferito agli altri due candidati proposti dal consiglio accademico, Antonio Pinelli e Paolo Bosisio. Antonio Passa sarà presentato al consiglio di amministrazione giovedì. Passa dopo gli studi all'Istituto di Belle Arti di Napoli, ha frequentato i corsi di Storia dell'Arte tenuti da Argan per l'Università di Roma e poi si è laureato al Dams di Bologna.

 

L'opposizione: «Chiesto di convocare il consiglio comunale, Lorenzetti ci ignora»
Cella: «Se non ci ascolta vuole dire che non ha interesse per il suo territorio»


di Benedetta Bianchi MASSA Per la minoranza di Montignoso, il sindaco Gianni Lorenzetti e presidente del consiglio comunale è talmente impegnato a fare campagna elettorale con incontri con la cittadinanza da non rispettare neppure i regolamenti comunali. Il 20 aprile scorso Paolo Lenzetti Movimento 5 stelle, Andrea Cella Lega, Settimo Del Freo, Angela Bertocchi e Massimiliano Bandini per Montignoso democratica hanno protocollato la richiesta di convocazione di un consiglio comunale aperto per discutere la chiusura della discarica di Cava Fornace, ma ad oggi nessuna risposta. In base all'articolo 31 del Regolamento del comune l'argomento deve essere discusso entro 20 giorni dalla richiesta ed essendo passato il tempo stabilito dal Regolamento probabilmente sarà il Prefetto Enrico Ricci, a cui è stata inviata copia della documentazione pochi giorni fa, ad accettare o rifiutare la richiesta dell'opposizione. «Non è certo la prima volta, ormai è diventato un modus operandi di questa amministrazione calpestare i valori della democrazia e del consiglio comunale» attacca il grillino Lenzetti appoggiato da Cella, presidente della commissione straordinaria di controllo della cava, per cui «se il sindaco non ci considera vuol dire che non ha interesse per i cittadini e per il suo territorio».La minoranza avrebbe voluto, e vorrebbe, una seduta di consiglio comunale aperta ai rappresentanti dei comuni di Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza, alle associazioni ambientaliste e al comitato dei cittadini contro la discarica oltre ad eventuali rappresentanti della Regione Toscana. Sebbene gli enti abbiano scelto la strada della chiusura del sito - da qui a qualche anno - Programma ambiente apuane spa continua a lavorare e smaltire rifiuti senza rispettare i parametri di legge secondo l'opposizione montignosina; «non è mai stata fatta la valutazione di impatto ambientale per capire quanto la discarica influisca sull'ecosistema, sulla popolazione e sull'ambiente - sostiene Lenzetti - e manca anche il parere sanitario».A sostegno di queste tesi, il consigliere Cella cita la relazione di sintesi di Arpat per il controllo Aia 2017 dell'impianto: «i rifiuti contenenti amianto risultano pari al 33,18% superiori al 30% autorizzato, manca la documentazione per ricostruire la corretta gestione di "imballaggi in materiali misti", è confermata una probabile contaminazione della falda per i parametri di triclorometano, tetracloroetilene e idrocarburi». Arpat inoltre chiede un'unica autorizzazione regionale essendo la discarica in due comuni, Montignoso e Pietrasanta, che fanno capo a due provincie e altrettanta documentazione. Tutte problematiche da approfondire anche per «informare la cittadinanza che altrimenti si allarma tramite i social network» evidenzia Cella. «È evidente che il sindaco non dimostra responsabilità e prende sottotono una delle critità più grandi del territorio apuo-versiliese: la discarica di Cava Fornace va chiusa immediatamente» conclude Lenzetti.

 

Ecco tutte le cariche della BVLG

PIETRASANTA Oltre 2.500 soci votanti per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo Versilia Lunigiana Garfagnana «per un'assemblea con alta affluenza - si legge in una nota inviata dalla Bcc - con la conferma dei vicepresidenti Menchelli (vicario), Lazzotti e Triti».Il primo consiglio di amministrazione della Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana si è riunito mercoledì scorso per nominare le cariche sociali, dopo i risultati delle votazioni di sabato 12 maggio. Il CdA insediato ha nominato le seguenti cariche: Enzo Stamati presidente BVLG; Giuseppe Menchelli vicepresidente Vicario BVLG; Corrado Lazzotti vicepresidente; Pierluigi Triti vicepresidente. Ricordiamo per completezza l'elenco dei nominativi eletti con le votazioni di sabato 12 maggio scorso.Consiglio di amministrazione: Enzo Stamati, Marco Landi, Corrado Lazzotti, Stefania Prosperi, Simone Tonlorenzi, Laura Silvestri, Titano Marsili, Giuseppe Menchelli, Antonio Ruggieri, Pierluigi Triti, Pietro Salatti. Collegio sindacale: Leonardo Alberti (Presidente), Stefano Scardigli e Roberto Marrani (sindaci effettivi), Davide Marchi e Silvia Giannelli (sindaci supplenti). Collegio dei Probiviri: Roberto Barsanti e Elena Beconi (Probiviri effettivi), Mauro Cortopassi e Umberto Mancini (Probiviri supplenti). «Ricordiamo l'ottima partecipazione - conclude la nota della Bcc - con oltre 1.700 soci per un totale, contando le deleghe rilasciate, di 2.556 votanti, che hanno dimostrato ancora una volta lo stretto legame tra la banca e la compagine sociale».

 

IL CONVEGNO

LUNIL'associazione culturale "Amici di Luni" organizza per domani alle ore 16,30 presso la sala consiliare del Comune di Luni a Casano una conferenza sul tema "Marmo e urbanistica a Luni nei primi due secoli dell'impero. Dati acquisiti e problemi aperti". Relatore sarà il prof. Enrico Dolci.Le ricerche sistematiche sulle cave e i marmi lunensi, iniziate sulle Apuane nel 1977 per iniziativa del Comune di Carrara e continuate nel tempo fino ad oggi, hanno permesso di testimoniare su base archeologica e topografica quanto riportato dalle variegate e frammentarie notizie tramandate dalla tradizione storica precedente, a partire dalle fonti latine (Strabone e Plinio il Vecchio in primis) per arrivare ai contributi di Luisa Banti negli anni '30 del Novecento. La creazione del Museo Civico del Marmo (1982) ha incentivato le ricerche e favorito l'acquisizione alla pubblica proprietà, la conservazione e lo studio dei sempre più numerosi materiali archeologici provenienti dalle cave antiche di Carrara che sono venuti alla luce negli ultimi 35 anni, spesso ritrovati in situ, in conseguenza dell'enorme sviluppo dell'escavazione moderna. Ciò ha permesso di approfondire le conoscenze sulle dimensioni territoriali, sull'articolazione tecnica dell'industria marmifera lunense e le sue interconnessioni con la storia e lo sviluppo sociale e urbanistico di Luni romana. Sempre negli anni '70 del Novecento, a Luni gli scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria in collaborazione con un'équipe universitaria milanese (a lungo diretti da Antonio Frova) mettevano in luce il cuore monumentale della città riservato alla vita pubblica (Capitolium e Grande Tempio, Foro e costruzioni annesse, Teatro) e due ricche domus.Successivamente, ulteriori ricerche a partire dagli anni '80 hanno portato nuove e importanti acquisizioni (domus settentrionale, Tempio Giulio-Claudio e domus repubblicana) ed altre definizioni archeologicamente determinate in merito ad alcuni siti dell'impianto urbano e materiali connessi. Tuttavia, considerando che ad oggi Luni risulta scavata per meno di un quarto della sua estensione urbana, molti quesiti restano aperti relativamente all'impianto urbanistico ed edilizio, soprattutto per quanto riguarda l'arco cronologico compreso tra la fine del I sec. a.C. e la seconda metà del II sec. d.C. Si tratta proprio dell'epoca nella quale le più recenti scoperte riguardanti le cave ed ai marmi lunensi testimoniano un grande sviluppo dell'industria marmifera locale sia a livello di produzione che di lavorazione e di esportazione. La conferenza proporrà una serie di considerazioni in merito allo sviluppo urbano di Luni ed alla contemporanea affermazione su vasta scala dell'economia marmifera lunense.

Lucchetti: ma non parlate di strage


Per il presidente degli Industriali dai sindacati «disgustose strumentalizzazioni»


CARRARA Sulla tragedia a Fiordichiara arriva il commento del presidente della delegazione di Carrara di Confindustria Livorno Massa Carrara, Erich Lucchetti: «La tragedia che si è verificata nella cava di marmo numero 76 Fiordichiara B - scrive - con la morte di Luciano Pampana è un momento di cordoglio e dolore, che non può e non deve essere trasformato in una strumentalizzazione odiosa e tantomeno in una colpevolizzazione di tutta la filiera industriale del marmo. Parole come "strage" rappresentano la punta dell'iceberg di una cultura sindacale tanto anacronistica quanto settaria e scorretta».Lucchetti sottolinea l'impegno delle imprese del lapideo per garantire la sicurezza: «Le aziende del settore si stanno impegnando in maniera sempre più sostanziale nella messa a punto e nella applicazione di misure efficaci sul fronte della sicurezza e della tutela dell'ambiente; facendo di queste misure un vero e proprio codice di condotta del lavoro in cava e negli stabilimenti, applicando nella pratica gli impegni previsti anche nel bilancio sociale e intensificando la collaborazione attiva con le Asl per l'applicazione di procedure condivise».Per il presidente di Confindustria, i cavatori sono più che dipendenti: «I nostri uomini, le persone che spesso lavorano spalla a spalla con i titolari delle cave, sono nella maggior parte non solo conoscenti, ma amici, e sono al tempo stesso il simbolo della professionalità delle nostre aziende. Su di loro e con loro abbiamo investito e continuiamo a investire attraverso una attività di formazione che è testimoniata ogni giorno anche dalla partecipazione delle aziende ai programmi messi a punto dalla Regione e da altre istituzioni. Il tutto nella consapevolezza ormai generalizzata all'interno delle aziende del territorio che esistono sempre margini per migliorare e specialmente che esiste una precisa volontà per farlo in un campo cosi importante come è quello della sicurezza».«Il nostro cordoglio per la tragedia è accompagnato oggi dal disgusto e dallo sconcerto per strumentalizzazioni che respingiamo al mittente», conclude Lucchetti.

 

Lacrime e rabbia per l'addio a Luciano


Il giorno del lutto
CARRARA Un compunto cordoglio per Luciano Pampana. A rendere l'estremo saluto al cavatore morto nell'incidente in cava Fiordichiara c'è un centinaio di persone. Si raccolgono sulle gradinate della chiesa della Sacra Famiglia, avvolte nel silenzio. C'è l'amministrazione al gran completo: il sindaco Francesco De Pasquale, il vicesindaco Matteo Martinelli, gli assessori Alessandro Trivelli, Federica Forti e Sarah Scaletti, i consiglieri Daniele Del Nero e Michele Palma. In rappresentanza dell'opposizione, Andrea Vannucci di "Carrara Insieme".I membri del Partito Democratico apprendono in ritardo del rito, esprimono la loro vicinanza: «Incidenti simili non devono più avvenire - afferma Roberta Crudeli - siamo al fianco dei famigliari della vittima, cui esprimiamo il nostro grande dolore». C'è il proprietario della cava, la Cmv, Alessandro Macchione, con sua moglie. I cavatori sono una quarantina: vengono dalle cave Corsi (di cui è presente anche il titolare del titolare, Alessandro Corsi), Lazzareschi, Santucci e un paio di altre cave. Hanno le scarpe impolverate di marmo: al termine della cerimonia sono pronti a tornare al lavoro. Alessandro Zaccagna, collega di Luciano, appare estremamente scosso. Ci sono i rappresentanti delle cooperative: Giulio Pegollo della cooperativa Canalgrande, Carlo Piccioli della cooperativa Lorano, Anselmo Ricci della cooperativa Gioia. Gli esponenti della Lega dei cavatori, delusi dal mancato sciopero. I sindacati sono rappresentati da Paolo Gozzani, segretario della Camera del Lavoro di Massa-Carrara, e Roberto Venturini di Fillea Cgil. «È un giorno tristissimo», osserva Gozzani. C'è chi ha conosciuto Luciano in qualità di amico collega, ed è qui a salutarlo per l'ultima volta.«Luciano era una persona che sapeva farsi amare - racconta l'ex consigliere comunale Angelo Altieri - era originario di Viterbo, ma qui aveva trovato una sorta di famiglia adottiva nei Macchione. Aiutava anche in casa. Lo ricordo sempre affabile, appena ti vedeva ti salutava. Da poco aveva preso un appartamento per conto suo, a Massa, alle Casette». È un ricordo commovente, quello di Angelo. Parla con gli occhi velati di lacrime. «È stato un grande dolore anche per i Macchione, loro solo persone perbene. La legge Fornero avrebbe dovuto includere il lavoro in cava ai lavori usuranti. A 55 anni non puoi stare in cava: non hai più i riflessi, la prontezza della gioventù. Quello del cavatore è un mestiere duro, rischioso: richiede una pronta reattività».La bara viene condotta in Chiesa, il corteo la segue. Don Enzo Gigli legge un passo del Vangelo secondo Giovanni: la resurrezione di Lazzaro. «Le parole che Gesù rivolge a Marta, oggi sono rivolte a tutti noi» Alla tragedia riserva un commento puntuale: «Vorremmo che il candore delle montagne non fosse più bagnato del sangue degli operai. Dobbiamo attivarci tutti, ad ogni livello, per garantire la sicurezza. Nel bacino di Fantiscritti da cinquant'anni si trova la statua della Madonna del Cavatore, a cui i nostri lavoratori rivolgono lo sguardo».La cerimonia è sobria, sommessa. Al dolore, per alcuni, si aggiunge la delusione. «Oggi ci saranno i funerali del cavatore, amico, collega Luciano Pampana - così ha scritto la Lega dei Cavatori in un volantino - noi cavatori ci chiediamo, come mai questa volta il mondo del lapideo non si è fermato per dare l'ultimo saluto al nostro Luciano?».Lo sciopero era stato indetto dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil per il 15, insieme al corteo partito da piazza d'Armi per arrivare fino alle porte del Comune. "I signori con le bandiere hanno ben pensato però di accogliere il suggerimento di alcune aziende, e inviare dei rappresentanti in modo da non fermare l'attività estrattiva. Durante il corteo è uscita la richiesta, da parte delle sigle sindacali e del primo cittadino, di essere tutti uniti. Se questo è il modo di intendere essere uniti, quelli con gli scarponi ai piedi cammineranno da soli». Una presa di posizione molto netta e dura: «Così si è creato un precedente - commenta uno dei membri - ci chiediamo se esistano dei cavatori di serie A e di serie B. In un momento come questo avremmo dovuto mostrarci uniti, le divisioni si indeboliscono. Sono i cavatori a dover compiangere un loro collega, oggi tutto avrebbe dovuto fermarsi. Questa scelta, invece, sembra tutelare degli interessi particolari. Un tempo il cavatore era una figura rispettata. Per una morte in cava si fermava tutta la città: un tempo, quando la salma percorreva le vie del paese, tutti levavano il cappello». I sindacati hanno preferito non dare risposta. Irene Rubino

 

CARRARA Giovedì prossimo (il 24 maggio) alle ore 16 presso la Sala Marmi dell'Accademia di Belle Arti di Carrara si terrà un incontro dedicato all'attività artistica di Pietro Cascella, uno dei più importanti scultori italiani del dopoguerra, scomparso nel 2008, e residente per molti anni al Castello della Verrucola di Fivizzano insieme alla moglie Cordelia Von den Steinen, anch'essa scultrice, e al figlio Jacopo, pittore.L'incontro, aperto agli studenti e agli ospiti dell'Associazione, verrà aperto dal prof. Marco Ciampolini che tratteggerà la figura del maestro e proporrà una serie di immagini delle opere realizzate fino alla seconda metà degli anni Novanta; seguirà un affascinante intervento sul lavoro realizzato da Cascella per Auschwitz, "Il monumento ad Auschwitz", ideato nel 1958 e realizzato nel 1967, unica grande scultura monumentale presente nel campo di sterminio trasformato in colossale luogo della memoria dove il tempo di decine di migliaia di vittime del nazismo si è fermato sarà affiancato da letture di una attrice e dalla proiezione delle inedite immagini originali delle fasi di posa e completamento.Interverranno anche la presidente Lina Sicari, l'artista Cordelia Von del Steinen, il direttore dell'Accademia Luciano Massari. A causa del ridotto numero di posti disponibili occorre che chiunque interessato prenoti al più presto rispondendo a questa email. Verrà data priorità agli iscritti all'associazione.Sabato 26, invece, alle ore 20.45 è stata organizzata una visita guidata in notturna all'Accademia di Belle Arti. Oltre alla particolarità dell'orario, che permette di visitare l'Accademia in esclusiva e nella magica atmosfera notturna accompagnati dall'Architetto Corrado Lattanzi e dal Prof. Daniele Canali, la visita avrà un finale inaspettato. In accordo con l'Istituto e su proposta della professoressa Monica Michelotti, abbiamo invitato l'associazione culturale Società' di danza - Viareggio e Versilia, Scuola di Danza Ottocentesca a tenere una performance di danza ottocentesca nella cornice dell'aulamMagna.I visitatori, divisi in due gruppi di max 40 persone, visiteranno l'Accademia seguendo diversi percorsi che si concluderanno nell'Aula Magna dove 16 danzatori ricostruiranno l'atmosfera della corte ducale ai tempi di Maria Beatrice. La visita inizia alle ore 20.45, prosegue fino all'ingresso nell'Aula Magna, ore 22.15 e si conclude con la performance dei danzatori fino alle 22.45. La visita è a numero chiuso. Per le prenotazioni verrà realizzata anche una pagina facebook, ma a causa del ridotto numero di posti disponibili chi fosse interessato può prenotare rispondendo a questa email con priorità' agli iscritti all'associazione.

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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