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Il Tirreno (3638)

«Mappa delle miniere sbagliata»

Leverotti punta il dito sul regolamento urbanistico. Berti: «Non ha alcun valore»

MASSA «È da stigmatizzare che le cave vengano indicate con il nome dei concessionari e non con il loro nome, o più propriamente con il numero con cui le identifica il Comune. È la prova lampante che vengono considerate proprietà dei concessionari: ancora un danno alla collettività fatto da amministrazioni che non salvaguardano il bene comune, ma l’interesse economico di alcuni privati che violano sistematicamente le leggi». Franca Leverotti, consigliera nazionale di Italia Nostra, parla di «macroscopici errori» nel regolamento urbanistico adottato dal Comune nei mesi scorsi e che dovrà adesso essere approvato. Nel dettaglio, gli errori sarebbero nella mappa sui siti di cava. Le aree di cava indicate nella mappa fanno riferimento infatti alle concessioni del primo Ottocento «quando venivano assegnate ai concessionari - fa sapere l’ambientalista - perché effettuassero saggi di cava. Riteniamo incongruo che nelle operazioni relative al piano strutturale (da parte della giunta Pucci, strumento poi assorbito dal regolamento urbanistico, ndr) non sia stata individuata e come tale classificata l’area estrattiva vera e propri»- Il risultato è che oggi gran parte di questi territori, individuati e classificati come agri marmiferi, sono in realtà boschi, area agricola, incolto produttivo, pascoli cespugliati. Inoltre la mappa segnala alcune aree estrattive non attive e tuttora non caducate, nonostante siano ferme da decenni. «Stante la vigenza nel Comune di Massa della legge del 1846, vi è la concreta possibilità, verificatasi nei mesi scorsi, che il concessionario venda la concessione e il ricavato vada a suo unico». Il vicesindaco e assessore all’Ambiente, Uilian Berti, tuttavia tranquillizza: «Quella mappa non ha alcun valore conformativo - fa sapere - Saranno i piani attuativi, come previsto dal testo unico sulle cave e dal piano paesaggistico regionale a dire quanto e come si potrà scavare. Ribadendo che nel comune non si potranno aprire nuove cave. Il ru non ha alcuna funzione per le cave».

Danno erariale, indagini sul Comune

La Corte dei conti si è mossa dopo gli esposti presentati da Italia Nostra su tassa marmi bassa e rendite parassitarie

di Melania Carnevali wMASSA Tariffa del marmo troppo bassa, canone annuale irrisorio, concessioni affidate in modo anomalo. C’è questo e molto altro nell’indagine aperta dalla Corte dei conti sul Comune di Massa. L’oggetto: le cave. L’accusa potrebbe essere quella di danno erariale. Tutto parte dagli esposti presentati nei mesi scorsi dalla consigliera nazionale di Italia Nostra, Franca Leverotti, la quale in questi anni ha riempito procure di ogni tipo di documenti e denunce sulla gestione delle miniere apuane e che adesso si dice soddisfatta. «Ben venga la Corte dei conti - commenta al Tirreno - Le amministrazioni hanno consentito che la collettività venisse espropriata delle proprie ricchezze, senza ricadute economiche sul territorio, ma con una devastazione ambientale che non ha precedenti e per di più si mostrano indifferenti all’inquinamento delle acque e consentono che i costi di depurazione ricadano sui cittadini». L’ambientalista accusa in particolare la precedente amministrazione (giunta Pucci) e i dirigenti comunali di una serie di infrazioni che avrebbero causato un grave danno erariale. Tassa marmi bassa. A partire dalla “tassa marmi” fissata a un valore che non tiene conto della qualità del marmo estratto. Nel settembre 2013 infatti il Comune decise di portare la tariffa a 8,30 euro a tonnellata (alzata poi a 9,90 euro dalla giunta Volpi) senza nessuna differenziazione quindi del tipo e della qualità del marmo estratto. E questo nonostante l’allora normativa regionale (a cui il Comune si sarebbe dovuto adeguare dal 1995) prevedesse che la tassa marmi non potesse essere inferiore al 10% del valore di mercato. «Poiché il valore di un blocco oscilla da un minimo di 100 euro ad un massimo da 1.000 a 4.000 euro - fa sapere la Leverotti - è evidente il danno erariale che ne consegue a seguito della mancanza del regolamento». Canone di concessione irrisorio. Lo stesso vale per il canone d’affitto: pregiato o meno pregiato, non importa: il concessionario paga “d’affitto” sulle Apuane 2,4 centesimi a metro quadro. Qualsiasi quindi sia il posto in cui è collocata la cava (vicino o lontane a grotte, sotto o sopra vette spettacolari, a ridosso o a distanza di zone protette), qualsiasi sia il marmo estratto e nonostante una sentenza della Corte costituzionale dica proprio il contrario: ossia che «i canoni annui per i beni appartenenti al patrimonio indisponibile dei Comuni sono determinati dai Comuni in rapporto alla caratteristiche dei beni ad un valore comunque non inferiore a quello di mercato». In questo campo qualcosa si sta muovendo, dal momento che l’amministrazione comunale ha dato mandato all’ufficio competente di “rivedere” le tariffe, ma ormai il vecchio latte è versato. Cave low cost. Tra le accuse della Leverotti sotto la lente della Corte dei conti sono finite anche alcune vendite a un valore inferiore di quello reale. In particolare le cave: Valsora, Valsora Palazzolo, Filone Fondone, vendute con una base d’asta di 50 mila euro. In particolare, sull’ultima, è intervenuto anche l’ex segretario generale del Come, Diego Foderini, in qualità di responsabile anticorruzione dell’ente, dopo una segnalazione di Nicola Cavazzuti (Prc), presidente di commissione Ambiente. Il caso risale al 2013, quando la giunta delibera la riapertura della cava, già caducata per inattività. Il Comune fissa una base d’asta di 50mila euro, a cui segue una sola offerta di 50.300 euro, di una ditta, la Giorgina Marmi, con capitale sociale di 1 euro. Una procedura non chiara secondo l’ex segretario generale il quale, in una nota indirizzata al sindaco, Alessandro Volpi, al vicesindaco, Uilian Berti, e allo stesso Cavazzuti, sottolinea come la “stranezza” stia nel fatto che gli atti non indichino come è stato determinato l’importo di 50mila euro. «Risulta assente, in particolare - si legge - qualunque riferimento ad una perizia così come l’esatta indicazione delle circostanze idonee a giustificare l’importo stabilito». Peggio ancora: il valore della base d’asta, secondo il segretario, viene fissato con «disposizione del tutto generica e soprattutto indimostrata». La normativa, fa notare Foderini, vuole che la concessione dei beni pubblici «avvenga a fronte di un corrispettivo comunque adeguato. La possibile assenza di un interesse di mercato - dice - non può infatti legittimare la deprivazione di un bene pubblico verso un corrispettivo incongruo». Il segretario parla poi di «situazioni soggettive» che garantiscano sulla «solidità del concessionario e alla legittimità dell’affidamento»; quella forse (spetta alla Corte dei conti stabilirlo) che una società con 1 euro di capitale poteva non dare. Tornando agli esposti: tra le vendite, ce n’è un’altra che puzza di danno erariale, secondo la Leverotti: quella di cava Rocchetta Calacata. «I privati - commenta l’ambientalista - si sono intascati 1 milioni di euro e 130 mila euro. Se la voleva riaprire il Comune poteva caducarla per mancato pagamento del canone e vendere direttamente la concessione». Cave non caducate. I casi sulle Apuane abbandono. Ci sono cave in cui l’attività è cessata per due anni e che, secondo la normativa, dovevano essere caducate. Ma nulla, il Comune non lo ha (quasi) mai fatto e il concessionario ha potuto rivendere la concessione. A discapito della collettività. Miniere in subappalto. Anche qui i casi abbondano, nonostante il Comune lo ritenga causa di annullamento della concessione. E invece nulla: il concessionario affitta la cava accumulando rendite parassitarie. E chi ci perde, anche qui, è la collettività.

Il libro di Lazzareschi

CARRARA In libreria da oggi edito da Rizzoli “La casa del colonnello” il romanzo scritto da Alvise Lazzareschi, imprenditore del marmo, colonnatese doc. Sono imponenti come cattedrali, le cave apuane. In mezzo a loro sta un uomo e osserva lo scorcio di mare che, ai piedi delle montagne, si confonde con il cielo. Ha appena compiuto 55 anni e sente che è arrivato il momento di guardarsi indietro. Così, la sera, tira fuori da un cassetto una vecchia scatola colma di fotografie, e il diario scritto tanto tempo prima da suo padre. Innamorato della sua terra e della sua gente, Lazzareschi ha scritto un romanzo corale, intimo, che conduce proprio lì, in quel piccolo mondo antico dove la montagna mostra la sua materia.

 

Villa Argentina “Luoghi altrove” mostra di Ivan Theimer
Da oggi a domenica a Villa Argentina, ViareggioLa mostra d'arte “Luoghi altrove” di Ivan Theimer inaugurata lo scorso dicembre a Villa Argentina è aperta al pubblico fino a domenica prossima. La rassegna espositiva di Theimer - artista contemporaneo di origine ceca, tra i più apprezzati e quotati in Europa - ha finora riscosso un grande successo e anche i recenti apprezzamenti di un esperto d'arte come Vittorio Sgarbi. La mostra, a ingresso gratuito, rimarrà aperta con il seguente orario: da oggi a sabato ore 10-13 e 15-18,30 e domenica dalle ore 15-18,30. Ingresso gratuito.
Armonia della figura con Facheris e Riotto
Da domani Giardini della Versilia, via Aurelia Sud 107, PietrasantaDomani alle 17.30, ai Giardini della Versilia, prende il via la mostra “Armonia della figura. Incontro d'arte”. Sculture e disegni dell’autori Massimo Facheris e Eugenio Riotto. La mostra sarà aperta fino al 30 aprile con il seguente orario: 9/13-15,30-19. Ingresso libero. Nell’iniziativa è incluso il primo incontro mensile de “I Venerdì dell'Arte e della Cultura” a cura di Lodovico Gierut con la collaborazione di Clara Mallegni. Inizio ore 18. Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.giardinidellaversilia.com 0584/793744.
La storia triste della scultrice Claudel
Questa sera, alle ore 19.30, torna a Lettera22, in via Mazzini a Viareggio, l’appuntamento con Ilaria Petri e “Le donne nella storia dell'arte”. Stavolta parleremo di genio, passione, solitudine, miseria e follia nella vita della scultrice francese Camille Claudel, allieva e amante del grande Auguste Rodin. Camille, nata a Fère-en-Tardenois l’8 dicembre del 1864, voleva diventare scultrice già dall’età di dodici anni, e fu proprio la costanza con cui si applicava alla modellatura che convinsero suo padre a darle il permesso di studiare a Parigi, privatamente e presso l'Académie Colarossi, sotto la guida dello scultore Boucher. A 18 anni espose per la prima volta al Salon; subito dopo ci fu l’incontro con Rodin, che aveva ventitré anni più di lei. Da subitò li legò una grande passione, e anche una reciproca influenza (lui ritrasse lei e lei ritrasse lui) e grande collaborazione il rapporto fra i due artisti fu tormentato. Dopo gli anni dell’intensa passione e dopo una sua breve relazione tra Camille e il compositore Claude Debussy (che irritò Rodin ma non lo spinse ad abbandonare Rose) nel 1892 tra i due avvenne la rottura definitiva, avendo la donna tristemente compreso che mai sarebbe diventata la moglie di Rodin; Camille cominciò a soffrire di manie di persecuzione e arrivò anche a distruggere le sue opere. Nel 1913 fu fatta rinchiudere in un manicomio vicino Parigi dalla madre e dal fratello Paul

Si apre il 14 Maggio la grande mostra del Maestro polacco scomparso poco più di un anno fa: un sogno che si realizza

Sponsor apuani per i big dell’architettura

Marmi Carrara e Franchi Umberto Marmi sono promoter del ciclo di conferenze che si terrà a Pisa

CARRARA Tutto pronto per la quattordicesima edizione di Seatec (6-8 aprile), salone della tecnologia, della componentistica, del design e della subfornitura applicate alla nautica da diporto, unico evento dedicato al settore in Italia e nel sud Europa. Proprio in occasione di questa fiera è stato siglato un importante accordo fra CarraraFiere, ideatore e organizzatore dell'evento, e Nautica Italiana, l'associazione che riunisce le eccellenze "Made in Italy" dell'intero comparto - Industria, Servizi e Territori - che riconosce in Seatec un appuntamento tecnico di grande interesse. Obiettivo dell'accordo è supportare la partecipazione e la visita a Seatec dei brand associati a Nautica Italiana, oltre che ideare progetti e iniziative congiunte per lo sviluppo del comparto. L'accordo prevede una serie di agevolazioni riservate ai soci di Nautica Italiana, in particolare a quelli espressione dei comparti della componentistica, accessoristica e servizi, che parteciperanno a Seatec. Seatec e Nautica Italiana si confronteranno inoltre costantemente su azioni e strumenti necessari a generare nuove opportunità per le imprese, per incentivare e sostenere l'apertura verso nuovi mercati e per promuovere, attraverso iniziative innovative. In occasione della fiera che aprirà i battenti la prossima settimana ci sarà un ricco palinsesto di convegni, workshop e seminari rappresenta un unicum nel panorama dei saloni professionali, generalmente concentrati solo sul prodotto e sull'esposizione e commercio dello stesso.I convegni sono aperti ai visitatori a titolo gratuito, previa registrazione.

Innovazione, business e filiera sostenibile, ecco la nuova pelle di Marmotec
I numeri: gli stand opzionati sono in linea con quelli delle ultime edizioni

A palazzo binelli L’arte di Pezzica

CARRARA Prosegue fino al 23 aprile a Palazzo Binelli la mostra antologica dell’artista pittore, incisore, grafico e scultore Giuseppe Pezzica (nella foto con Henry Moore alle cave - Foto Studio Bessi - Carrara). Le 53 opere in mostra, dagli anni 1940 alla metà dei ’90, anche se numericamente limitate in rapporto alla copiosa produzione, rappresentano un panorama stilisticamente e tecnicamente esaustivo della sua produzione. Nella scelta delle opere è stata data particolare attenzione all’evoluzione stilistica dell’artista: dall’espressionismo drammatico del primo periodo in cui Pezzica narra episodi legati al dramma bellico, passa, nei decenni successivi, ad un figurativo più sereno.

 

Villa argentina Ancora aperta la mostra di Theimer
La mostra d'arte “Luoghi altrove” di Ivan Theimer inaugurata lo scorso dicembre a Villa Argentina è aperta al pubblico fino a domenica prossima. La rassegna espositiva di Theimer - artista contemporaneo di origine ceca, tra i più apprezzati e quotati in Europa - ha finora riscosso un grande successo e anche i recenti apprezzamenti di un esperto d'arte come Vittorio Sgarbi. La mostra, a ingresso gratuito, rimarrà aperta con il seguente orario: dal martedì al sabato ore 10-13 e 15-18,30 e la domenica e i festivi dalle ore 15-18,30.
PIETRASANTA Incontro con l’arte di Facheris e Riotto
Venerdì alle 17.30, ai Giardini della Versilia, prende il via la mostra “Armonia della figura. Incontro d'arte”. Sculture e disegni dell’autori Massimo Facheris e Eugenio Riotto. La mostra sarà aperta fino al 30 aprile con il seguente orario: 9/13-15,30-19. Ingresso libero. Nell’iniziativa è incluso il primo incontro mensile de “I Venerdì dell'Arte e della Cultura” a cura di Lodovico Gierut con la collaborazione di Clara Mallegni. Inizio ore 18. Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.giardinidellaversilia.com 0584/793744.

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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