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Il Tirreno (4609)


FORTE DEI MARMI OGGI LE ESEQUIE IN SANT’ERMETE
E’ MORTO ieri a Forte dei Marmi il noto imprenditore Giovanni Figaia. Il big del marmo aveva 78 anni e per tutta la vita ha lavorato nell’azienda di famiglia di Carrara che gestiva insieme al fratello Roberto.
DISCENDENTI di Cirillo Figaia, imponente imprenditore che nel marmo creò un impero, i figli Roberto e Giovanni hanno seguito con le loro cave le alterne vicende del mercato e della crisi riuscendo sempre a sopravvivere alle varie turbolenze del settore. Un’azienda, la Figaia Group, che vanta 400 anni di storia e che si è mantenuta all’avanguardia in tutti i settori: produzione, cave, commercio e lavorazione di lastre e blocchi. Nella sua storia vanta contatti con grandi aziende costruttrici ed enti pubblici di tutto il mondo.
GIOVANNI Figaia da decenni si era trasferito a Forte dei Marmi: prima sul lungomare a Vittoria Apuana, poi nell’abitazione di via Trento. A Carrara lascia tre figli: Elisabetta, che insieme a lui conduceva l’azienda di famiglia, Caterina, celebre danzatrice classica che a Marina dirige la scuola «Amusia», il figlio Giulio e l’unica nipote Bianca. Da un secondo matrimonio ha avuto altri tre figli che vivono a Forte dei Marmi. Lascia inoltre i fratelli Roberto e Maria Vittoria che abitano a Viareggio. Persona elegante e stimata, Figaia (nella foto) era molto conosciuto anche sul territorio versiliese per la sua indole generosa e riservata. I funerali si terranno oggi alle 15,30 nella chiesa dei Sant’Ermete.

Presenti Paesi di tutto il mondo

A Carrara la kermesse del marmo

 La buona notizia proprio il primo giorno di Marmotec

Una fornitura di un milione di metri quadri di “bianco”
Ripartono i lavori
per la moschea


la tecnologia
Un nuovo impianto per le acque di cava
CARRARA. La tecnologia apuana in fiera mostra i muscolti. Durante la prima giornata di Marmotec, Matec ha presentato l'impianto mobile Marboline progettato per l'uso in cava. L'impianto collocato presso lo stand dell'azienda con sede in Massa e filiali in USA, Brasile e India rappresenta la realizzazione di un'idea rivoluzionaria per il settore del trattamento acque e disidratazione fanghi. Il Marboline appartiene alla linea Cube, la linea 100% mobile di Matec, un sistema compatto su skid pensato per soddisfare le esigenze del settore e la necessità di avere un impianto che possa essere spostato nei diversi punti di raccolta acque di una cava. Il Marboline chiarifica l'acqua attraverso il decantatore verticale e la filtropressa restituisce panetti secchi facili da smaltire, riducendo i volumi dell'80%. Tutti le componenti dell'impianto sono made in Italy e la configurazione è personalizzabile al 100%. «I vantaggi dell'impianto sono innumerevoli sia per le aziende che per l'ambiente - spiega Matteo Goich, amministratore delegato di Matec Srl - un sistema che recupera acqua e riduce il materiale da smaltire, che non necessita di invasive e costose opere murarie. Il nostro motto è infatti ambiente e industria devono coesistere, e le nostre macchine sono progettate proprio con questo obiettivo, massimizzare i risultati con il minimo impatto sull'ambiente». «Adesso, con la linea Cube - prosegue Matteo Goich - riusciamo a offrire un impianto anche con impatto zero in termini di cementificazione, abbiamo così unito le esigenze della clientela con la nostra filosofia eco-friendly». La fiera Marmotec è quindi proprio l'occasione di vedere e toccare con mano il sistema Marboline, già installato nel bacino di Cava Gioia, in uno stand pensato ad hoc, e sarà anche l'occasione di conoscere meglio i prodotti di una realtà della provincia come Matec, che in poco più di 10 anni si è ritagliata uno spazio importante nel mercato mondiale del trattamento acque e fanghi con oltre 1500 installazioni dagli Stati Uniti all'Australia.

La fiera si apre ricordando le vittime del marmo
L'assessore Ciuoffo: ciò che cavate qui deve essere lavorato qui Giacomelli: il governo c'è e sosterrà la progettualità apuana

Il sottosegretario Ferri: occasione di crescita per l'economia locale

M5S Emergenza sicurezza Audizione in senato anche per i cavatori

Maxi furto in un’azienda del marmo

il colpo in segheria Raid alla Bernardi, con le macchinette per tagliare il marmo hanno aperto la cassaforte

 

mozione approvata all’unanimità

MASSA-CARRARA «La Giunta regionale deve attivarsi presso il ministero dello Sviluppo economico per il riconoscimento dell'area industriale di Massa Carrara quale "area di crisi complessa, con impatto significativo sulla politica industriale nazionale". Un passo necessario per ottenere finanziamenti statali. Oltre a proseguire in specifiche iniziative di sostegno, la Giunta regionale deve attivarsi anche per stipulare al più presto un accordo di programma tra Governo, Regione, Enti locali e Autorità portuale di Marina di Carrara per la reindustrializzazione e la riqualificazione ambientale, le politiche attive per il lavoro, il reimpiego e la lotta alla disoccupazione». È quanto prevede una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Ad illustrarla in aula è stato Giacomo Bugliani, Pd, primo firmatario insieme a Leonardo Marras, Fiammetta Capirossi, Antonio Mazzeo. Bugliani ha ricordato il protocollo d'intesa, siglato nel palazzo Ducale di Massa nell'aprile/maggio 2015, sugli interventi per la riqualificazione e riconversione dell'area industriale di Massa-Carrara, atto preparatorio all'accordo di programma per il riconoscimento della provincia quale "area di crisi complessa". Tale riconoscimento era già stato concesso nell'aprile 2011 e nel 2014 la Regione ne ha chiesto formalmente la conferma. In questa prospettiva sono stati attivati tavoli tecnici specifici per i contenuti dell'accordo di programma, ma il riconoscimento formale non c'è ancora e l'accordo non può essere concluso. Il consigliere ha infine segnalato che il tasso di disoccupazione dell'area, secondo i dati Istat del 2014, va oltre il 16%, superiore sia a quello medio della Toscana (10%) che dell'Italia (12%). «Siete voi al Governo, alla Regione, in provincia: di che cosa parlate? - ha rilevato Giacomo Giannarelli dei 5 Stelle- Altro che area industriale di crisi complessa. Sono quindici anni che si sta aspettando il progetto di bonifica. E ci avete anche bocciato una mozione analoga pochi giorni fa». «Votiamo a favore, ma quello che ha detto Giannarelli è vero. Speriamo nel risultato», ha dichiarato Elisa Montemagni. «È fondamentale che nel corso di questa legislatura si porti avanti un intervento di questo tipo - ha replicato Giacomo Bugliani - Vogliamo accendere i riflettori su una tematica importante, che non può cedere il passo ad una polemica politica unilaterale. Le esigenze del territorio sono note».

L'operazione a Torano

 

La diretta interessata sgombra il campo da possibili polemiche: «Se lascio è per motivi professionali»

di Cinzia Chiappini
CARRARA Anche la direttrice dell’Accademia di Belle Arti Lucilla Meloni pensa alle dimissioni. Lo ammette lei stessa, precisando che però il suo eventuale addio non avrebbe nulla a che fare con la situazione all’interno di Palazzo del Principe nè con il commiato, un mese fa, della ex presidente Anna Laghi. «Motivi professionali» rivela la direttrice. I rumors si rincorrono ormai da qualche giorno nei corridoi di Palazzo del Principe e la diretta interessata ammette: «In effetti ci sto pensando ma non sono ancora nelle condizioni di prendere una decisione». L’eventuale addio all’incarico di direttore dell’istituto è legato ad alcuni nuovi progetti che Lucilla Meloni potrebbe essere chiamata a portare avanti per la sua professione di storica dell’arte. «Ancora non c’è nulla di certo e dunque non mi posso sbilanciare ma è chiaro che se le cose andassero in una certa direzione non potrei conciliare questa nuova fase della mia carriera di storica dell’arte con il lavoro di direttore dell’Accademia» precisa la docente. E per evitare che l’Istituto sia investito da nuove e dannose polemiche è la stessa direttrice a mettere i puntini sulle “i”: «Questa situazione non ha assolutamente nulla a che fare con le dimissioni della presidente Anna Laghi che sono scaturite da tutt’altre ragioni» dichiara. Quali? E’ la stessa direttrice a sbilanciarsi: «Anna Laghi si è dimessa perché ha capito di non avere la fiducia degli insegnanti, non essendo stata inserita nella terna dei candidati per la presidenza successiva». Sulle ragioni che hanno spinto la ex presidente a interrompere prima del tempo il suo mandato manca ovviamente la versione della diretta interessata, Anna Laghi, che dopo l’addio a Palazzo del Principe non ha più rilasciato dichiarazioni. Secondo i rumors circolati nelle ore immediatamente successive alle dimissioni, rassegnate il 19 aprile, il "casus belli" sarebbe stato un forte disaccordo tra l’allora presidente e la direttrice Meloni sulla gestione di un contenzioso con Erp, per la morosità legata all'utilizzo degli spazi del San Giacomo. «Sono esausta, le situazioni sono complicate e io non ce la facevo più. Le dimissioni sono state una liberazione» si era limitata a dichiarare Anna Laghi. L'Accademia di Belle Arti potrebbe dunque perdere a distanza di poche settimane le sue due "prime donne", la presidente e la direttrice. A nemmeno un mese l’addio della presidente, ecco spuntare le voci sulle dimissioni della direttrice - confermate dalla stessa Meloni - che pur essendo motivate da ragioni completamente diverse certo segnerebbero un nuovo scossone ai vertici dell’Accademia di Belle Arti ancora in attesa che il ministero dell’Istruzioni indichi il successore della Laghi, scegliendo tra l'avvocato Michele Caro, il commercialista Giancarlo Casani e la docente di storia dell'Arte all'Università di Pisa, Donata Levi.

 

Albericiana visita Miseglia

L'Accademia Albericiana Carrara, con Italia Nostra, continua il viaggio alla scoperta dei paesi del marmo. Il 22 Maggio sarà la volta di Miseglia.
Appuntamento alle 1530 davanti all'Ospedale di Carrara (monoblocco)

Richiesta unanime da parte dei sindacati del lapideo e degli industriali
L’audizione in commissione d’inchiesta al Senato, la Cisl: droni sui bacini

Nel 2015 gli infortuni sono stati 73

Peggiora la sicurezza del lavoro nel comparto del marmo Apuo-versiliese. La denuncia arriva dalla Regione, dati alla mano, nel giorno in cui approva il piano straordinario per la sicurezza per le 170 cave. «A partire dal dicembre 2014 e per tutto il 2015 - denuncia la Regione - ci sono stati infortuni con dinamiche gravi e il contesto è ulteriormente peggiorato con due infortuni mortali. In tutto nel 2015 gli infortuni in cava sono stati 73. Il 2016 è iniziato nel modo peggiore poiché in uno stesso incidente sono morte due persone e una terza è rimasta ferita in modo grave». Anche nel settore lapideo - 600 imprese - nel 2015 e 2016 gli infortuni mortali (1 nel 2015 su un totale di 98 infortuni, e 1 nel 2016) hanno avuto «un drammatico incremento».

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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