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Il Tirreno (2318)


ESCAVAZIONE E POLITICA

Tassa marmi, il comune di Carrara continua a dover rimborsare la aziende vincitrici del ricorso. Secondo il dato fornito dal dirigente del settore Marmo Antonino Criscuolo, per chiudere la partita, restano ancora da risolvere i contenziosi con tre ditte che però non vanterebbero crediti importanti. Quello che ha fatto balzare sulla sedia i consiglieri della commissione Marmo però è il "conto" presentato da Se.Ma.P. per la cui liquidazione gli uffici hanno appena preparato una bozza di delibera di consiglio comunale. Nell'atto si ricostruisce una vicenda che ha davvero dell'incredibile. Sì perché il rimborso per la ditta è schizzato dagli iniziali 300mila euro agli attuali 600mila euro. Tutta colpa degli interessi maturati nel corso dei tre gradi di giudizio a cui si sono appellati municipio e azienda. Il primo atto risale al 1999 la sentenza definitiva della Cassazione al 2016. Tra il secondo e il terzo grado sono trascorsi addirittura 9 anni durante i quali la cifra che il municipio dovrà risarcire a Se.Ma.P è praticamente raddoppiata.(c.ch.)

il giorno di pasquetta
CARRARA L'Accademia di Belle Arti di Carrara apre le porte di Palazzo del Principe per Pasquetta. L'istituzione culturale di Carrara ha deciso di organizzare, a pochi mesi dall'apertura straordinaria invernale, nuove visite guidate all'interno dei propri spazi lunedì 17 aprile, giorno di "Pasquetta". Saranno svolti due percorsi guidati. Il primo dedicato alla collezione archeologica dell'Accademia che ospita oltre alla celebre edicola romana di Fantiscritti altri importanti opere quali l'Annunciazione di Lapo di Giroldo (XIV secolo), una statuina in marmo pario ritrovata negli scavi di Luni, un frammento di Minerva vestita e il busto di Carlo Cybo Malaspina. Il secondo dedicato alla storia dell'Accademia. Verrà ripercorso il rapporto con la città, la storia del Palazzo del Principe e i mutamenti urbanistici di Carrara. Per concludere la visita nella Sala delle Colonne che ospita la biblioteca nella quale è conservato un ingente patrimonio librario.Il ritrovo per le visite guidate è alle ore 18 all'ingresso dell'Accademia (via Roma 1). E' necessaria la prenotazione al numero 346-2115839; a seconda delle prenotazioni, potrebbe esserci il bis alle 19.

FIRENZE
La congiuntura economica della micro e piccola impresa in Toscana ancora negativa, con un preconsuntivo 2016 (gennaio-settembre) che segna un -0,5% dei ricavi sul 2015. Secondo il rapporto congiunturale Trend su artigianato e piccola impresa, presentato oggi da Cna Toscana, «le stime complessive per la chiusura del 2016 non dovrebbero discostarsi troppo dal preconsuntivo», mentre «il ciclo economico previsto per il 2017 sembrerebbe comunque in lieve miglioramento», con stime fra il -0,4% e il +0,6%.Per i primi nove mesi dell'anno passato, il sistema manifatturiero ha registrato un aumento di fatturato pari all'1%, mentre nuove flessioni si registrano nelle costruzioni (-0,8%, con l'edilizia in negativo), e nei servizi (-0,9%), dove cala anche il comparto dei servizi alle imprese (2,2%). «Per intercettare la seppur debole ripresa - sostiene il presidente di Cna Toscana, Valter Tamburini - occorrerebbero investimenti in tecnologia, interrotti nel 2008 a causa della crisi; in generale tali investimenti sono letteralmente crollati e in alcuni settori sono praticamente scomparsi. Per questo avremmo apprezzato misure idonee a promuovere e sostenere gli investimenti, attraverso forme di ingegneria finanziaria». Cna Toscana chiede alla Regione e agli enti pubblici di «sbloccare tutte le opere pubbliche cantierabili o comunque finanziate», per colmare almeno in parte il gap infrastrutturale del territorio. «La realizzazione di opere pubbliche - afferma il direttore dell'associazione, Saverio Paolieri - oltre a supplire almeno in parte al gravissimo gap infrastrutturale del nostro territorio, favorirebbe lo sviluppo di opportunità per le aziende regionali e la competitività territoriale. Su questo argomento, per, assistiamo ad un inaccettabile rimpallo di competenze e ad incredibili lungaggini che, di fatto, ostacolano la realizzazione di opere strategiche per la nostra regione».

"S-passo al Museo" laboratori per piccoli

pietrasanta


Letture e visite guidate animate, laboratori e un'imperdibile caccia al tesoro dentro al museo. A Pietrasanta anche le festività pasquali sono a misura di bambino. Nella Piccola Atene torna anche quest'anno il campus culturale "S-Passo al Museo", un'occasione per i bambini di esplorare la biblioteca civica Carducci e il Museo dei Bozzetti sotto la guida di operatori museali, esperti di tecniche artistiche e attività di animazione. Giornate "culturali" formato baby, in programma oggi e martedì 18 dalle 9 alle 13 per i piccoli da 6 a 11 anni.


Ha 90 anni compiuti da poco ed è la più anziana in provincia
«Lavoravo nei comuni montani, andavo anche a notte fonda»

di Libero Red Dolce
MASSA«Mille, duemila, chi lo sa. Non stavo a contare, è la normalità. Quando un bimbo stava per nascere venivano a bussare alla mia porta e io andavo. Tutto qua». Si è messa al servizio del grande miracolo della vita Lida Bonelli, 90 anni, l'ostetrica più anziana delle provincia, e non ha mai ritenuto di dover tenere una contabilità dei neonati passati dalle sue braccia. Lei si fa piccina, minimizza, "era il mio lavoro", ma basti pensare che senza Lida il marmo di Carrara sarebbe rimasto attaccato alla montagna. Già, perché lei fu assegnata alla condotta dei comuni montani. E quegli ometti piccoli li ha visti farsi omaccioni maestosi mentre prendevano la via del marmo. Senza mai andare in cava si può ha scavato più marmo di chiunque altro.Pensare che Lida, prima della guerra faceva, tutt'altro lavoro. Erano tempi difficili e lei era maestra per bimbetti e adulti. Originaria della campagna di Grosseto, la guerra le portò un marito e una nuova casa.Bruno Lorenzetti, compagno di una vita, veniva infatti da Montignoso ed era finito a combattere a Cassino. Quando il fronte fu rotto venne catturato dai tedeschi e messo su un treno per la deportazione. Fortuna volle che il treno dov'era prigioniero deragliasse a Scansano. Fuggì per la campagna e si rifugiò in una tenuta di proprietà del re Vittorio Emanuele II. Fu così che conobbe Lida, che allora insegnava anche nelle fattorie i rudimenti dell'italiano a chi voleva imparare. S'innamorarono e dopo qualche anno, superate le ultime traversie del conflitto, tornarono a casa da Bruno.Montignoso e una vita da inventarsi. L'Italia è devastata dalla guerra, la società tutta da costruire. «Per qualche anno ancora insegnai - racconta Linda - ma poi decisi che volevo fare altro. Così, insieme ad altre donne di Massa e di Carrara mi iscrissi all'università di Pisa in Ostetricia». La nuova Italia doveva ancora nascere, serviva chi sapesse come fare.Avanti e indietro, avanti e indietro con il treno per le lezioni e gli esami a Pisa. Tre anni gioiosi e faticosi, che la portarono a stringere un legame indissolubile con le sue compagne di università. «Sono state le mie amiche di una vita - dice Linda, gli occhi si velano di malinconia -, bei tempi. Ora mi hanno lasciata sola, sono morte tutte».Prese la laurea nel 1955, con il massimo dei voti. «Non erano molte le donne a studiare a quei tempi», dice lei. Ma non c'è tempo per vantarsi. «Cominciai subito a lavorare, tra la libera professione e il Comune. Non si perdeva tempo». Solo dopo anni arrivò l'Usl, prima la gestione era molto più artigianale. «Sono stata fortunata, mai un'incidente, mai un problema o parto difficile. Al comune mi occupavo delle vaccinazioni, mentre come libera professionista andavo a casa della gente».Niente ambulanze, si andava come si poteva. A piedi, in bici. «Mi venivano a prendere persino in motocicletta. Quando presi la macchina mi ricordo che dissi molto chiaramente: io di notte vado ovunque, raggiungo chiunque, ma se mi ferma qualcuno io tiro dritto. Avevo paura che mi volessero fare del male», ride ripensando alle sue corse notturne. Si ferma un attimo, come a pensare ai suoi fari che tagliano il buio della notte mentre andava in casa di gente magari sconosciuta per ripetere, come mille altre volte, quei gesti: i consigli, la mano stretta della madre, il respiro, l'urlo e i sorrisi che si allargano intorno. La povera gente pagava come poteva: ortaggi, formaggio e altre produzioni. Tutto cambiò con l'ospedale, al civico, quando il modello divenne meno "casereccio".Sono passati in tanti tra le mani esperte di Lida. Anche il cugino del figlio, il presidente della provincia Gianni Lorenzetti. E l'ultimo miracolo Lida se lo concesse 23 anni fa. «Con uno dei miei tesori», dice trasognata. Il suo ultimo parto fu il nipote, nato in casa. Poi l'addio alla professione. Si dice che invecchiando affiorino ricordi lontanissimi, persino il momento in cui si è nati. Lida, però, non ne ha bisogno: quel sogno lo ha vissuto mille volte.

Macchine a filo, mozione di Bugliani

Approvata all'unanimità la proposta sulla sicurezza degli strumenti da taglio
CARRARA
Prescrizioni chiare sull'utilizzo dei macchinari "a filo" nel lavoro in cava, specifici incentivi volti alla rottamazione di quelli più vecchi e a una loro sostituzione con strumenti più adeguati e sicuri. È ciò che chiede Giacomo Bugliani, consigliere regionale Pd e presidente commissione Affari istituzionali, con la mozione "In merito alla sicurezza delle macchine 'a filo' operanti nell'ambito del comparto estrattivo", approvata all'unanimità nella seduta di ieri del Consiglio regionale toscano.«La mozione si concentra sulle tagliatrici a filo diamantato, attrezzature utilizzate per il taglio delle rocce e per l'estrazione, talora risultate poco sicure e diventate quindi causa di incidenti, come ha rivelato uno studio del Politecnico di Torino che ha segnalato "la mancanza di una ricerca in grado di migliorare le condizioni operative e l'efficacia del processo" - spiega Bugliani - Nel solo distretto apuano risultano al momento operativi circa 600 macchinari di questo tipo, molti in funzione da anni e quindi verosimilmente obsoleti. Quella degli infortuni sul lavoro nel comparto lapideo è una questione fortemente sentita e doverosamente al centro della discussione e deve assolutamente continuare a rappresentare una priorità per tutte le istituzioni. Troppe infatti le vittime in questi anni nelle nostre cave, fondamentale risulta allora mettere in campo ogni tipo di soluzione per evitare le situazioni pericolose. Va ricordato inoltre che poco tempo fa proprio questo tipo di strumentazione è stato causa di un incidente mortale. La Regione è già attiva da tempo per migliorare le condizioni di sicurezza nelle cave, con un piano elaborato e complesso che prevede diverse azioni, in primis il rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo. Il tema dei macchinari utilizzati quindi deve essere affrontato con sollecitudine da parte del Governo, anche attraverso la commissione speciale per la sicurezza del lavoro nelle cave e dalla Regione, che sicuramente non può perdere di vista questo aspetto così delicato e cruciale. Ci tengo a ricordare che il governatore ha già evidenziato la necessità di concentrare gli sforzi su questa tipologia di macchinario e nell'incontro del febbraio 2017 al Ministero dello Sviluppo economico è emersa da parte della Regione l'urgenza di affrontare questo tema». «L'obiettivo della mozione è quindi rimettere in primo piano la questione della strumentazione, che ha un notevole impatto sulla sicurezza del comparto lapideo: l'impegno che chiedo alla Giunta è da un lato di attivarsi per la predisposizione di norme chiare sulle modalità d'uso delle macchine 'a filo', dall'altro di valutare l'inserimento di incentivi per la rottamazione di alcune di queste e una eventuale sostituzione con altre più nuove» conclude Bugliani.

Il municipio può varare il nuovo Regolamento degli Agri Ma il tempo a disposizione, causa voto, è di soli 15 giorni

CARRARA
La giunta toscana ha approvato al revisione della legge sulle cave, l'atto che l'amministrazione comunale attendeva per procedere con la riforma del regolamento degli agri marmiferi. La notizia arriva direttamente da Firenze dove il governatore Enrico Rossi e i suoi assessori hanno varato la propostadi modifica della legge sulle cave, la n. 35 del 2015. Il provvedimento, che ora dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale, è stato approvato per adeguare la normativa regionale alla sentenza della Corte Costituzionale n. 228 del 20 settembre 2016, che aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma 2 dell'articolo 32 della legge toscana per la parte in cui qualifica la natura giuridica dei beni estimati, in quanto di competenza riservata allo Stato. L'adeguamento della legge 35 alla sentenza della Consulta comporta anche una serie di modifiche di altre disposizioni che fanno riferimento alla norma dichiarata illegittima. Vengono in particolare rivisti i termini per alcuni adempimenti e vengono inoltre inserite alcune modifiche di tipo manutentivo. Sono quindi modificate e integrate alcune disposizioni relative al distretto apuo-versiliese nonché alle autorizzazioni e alle verifiche relative alle lavorazioni. Quello che conta però per l'amministrazione carrarese è che la giunta abbia approvato la "correzione" della legge sulle cave, adeguandola alla sentenza della Corte Costituzionale: «Noi siamo pronti, stiamo solo aspettando che la giunta regionale esamini la "revisione"della 35» aveva dichiarato a fine marzo Cristiano Bottici, presidente della commissione Marmo del Comune di Carrara auspicando che la giunta regionale si attivasse in tempo utile per permettere all'amministrazione di approvare il regolamento prima della chiusura "per elezioni" dell'attività istituzionale. La Regione ha rispettato le scadenze indicate da Stefano Baccelli (Pd) presidente della commissione regionale Territorio e Ambiente e Gianni Anselmi (Pd), presidente della commissione regionale Cave. Con il voto fissato per l'11 giugno adesso commissione Marmo e consiglio comunale avranno 15 giorni per completare l'iter del Regolamento degli Agri, rivedendo la parte sui Beni estimati e "a cascata" tutti gli articoli modificati dalla giunta regionale rispetto al testo del 2015. (c. ch)

 

La Cooperativa Cavatori Lorano dovrà pagare 154mila euro al curatore della Apuana Scaglie per una frana in cava di 20 anni fa. Lo ha stabilito la Cassazione con un'ordinanza, che ha ritenuto inammissibile il ricorso della stessa Coop Lorano nei confronti del curatore del fallimento di Apuana Scaglie s.r.l. in liquidazione Simone Mazzei. Nel mirino, la sentenza della Corte di Appello di Genova del febbraio 2015. La Cassazione ricostruisce che Fossagrande Marmi srl (poi divenuta Apuana Scaglie srl, posta in liquidazione e successivamente dichiarata fallita) aveva agito in giudizio nei confronti della Cooperativa Cavatori di Lorano per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla distruzione di alcuni macchinari di sua proprietà, causata da una frana verificatasi il 7 novembre 1997 in una cava di marmo gestita dalla coop Lorano; quest'ultima aveva chiamato in giudizio, per esserne garantita in caso di soccombenza, la propria compagnia assicuratrice, Generali Assicurazioni. In primo grado, il tribunale di Massa aveva rigettato la domanda della Fossagrande Marmi-Apuana Scaglie; in appello, invece, la richiesta era stata accolta e fissato un risarcimento di 154.937,07 euro. Nel motivare la sentenza, la Cassazione ricorda fra l'altro che i beni danneggiati erano «beni strumentali della Società e si trovavano nella cava essendo destinati all'esercizio dell'attività estrattiva od attività connesse. Fatto - questo - pacifico o non contestato». E quindi, per la Coop Lorano, oltre i 154mila euro, ci saranno anche le spese legali: 14mila euro.

«Per le cave prendiamo esempio da Trento»

Claudia Bienaimè: il controllo della coltivazione sia affidato direttamente all'amministrazione

CARRARA
Marmo, la candidata a sindaco Claudia Bienaimé ha ribadito uno dei punti fermi del suo programma: «È cosa nota a tutti -- sostiene Bienaimé -- che alcuni titolari di concessione godano di rendite parassitarie senza muovere un dito, mentre altri lavorano. Questi ultimi sono costretti, a causa dell'attuale regolamento sugli agri marmiferi, a cedere una consistente porzione dell'escavato al cosiddetto'socio parassita', ovvero il titolare della concessione. Solo sette di queste sono state rilasciate secondo le leggi dello Stato italiano. Tutte le altre sono frutto di una normativa risalente all'epoca estense». All'incontro, al quale ha partecipato anche il consigliere Giuseppe Scattina, si è riaffermata la necessità di perseguire una politica orientata al riassetto complessivo della questione cave attraverso il ritorno alla legalità. «Le cave devono tornare a chi le lavora, le concessioni devono essere onerose e temporanee. La tassazione deve essere rapportata all'effettivo valore medio di mercato dell'escavato». Secondo Bienaimé gli imprenditori non sono tutti sullo stesso piano. C'è chi è vessato dal socio parassita, chi dall'amministrazione, che stabilisce la durata delle autorizzazioni su base discrezionale, chi non rispetta la proporzione blocchi-detriti, superando abbondantemente la percentuale di inerti prevista per legge (il 75 per cento, contro il 25 per cento di blocchi), chi abbandona le terre a monte senza smaltirle, come invece previsto dalla normativa ambientale, chi non rispetta i fondamentali principi di sicurezza, mettendo a repentaglio la vita dei lavoratori. «Per questo -- conclude Bienaimé -- non c'è più tempo da perdere. L'enorme complessità della materia non può essere un ostacolo a una progettazione globale che una volta per tutte metta ordine in quello che è diventato un vero e proprio Far West». «Un esempio di legislazione illuminata -- spiega la candidata -- è la Legge sulle Cave della Provincia Autonoma di Trento modificata nel febbraio 2017. Questa prevede che il controllo del territorio sia direttamente affidato all'amministrazione comunale. È quest'ultima che determina i confini della cava, e in base a tali confini rilascia le concessioni attraverso gare pubbliche. Le attività di coltivazione e lavorazione dei materiali vengono tutelate anche attraverso misure volte a garantire i diritti dei lavoratori, con meccanismi che forniscano anche materiale alle attività in loco: laboratori, artigiani, studi di scultura. Chi contravviene alla legge va incontro al ritiro della concessione».

Rubato un bassorilievo raffigurante San Rocco

a fosdinovo

FOSDINOVO
Ladri d'arte in azione sulla statale di Fosdinovo.Un bassorilievo in marmo, raffigurante la figura di San Rocco, risalente verosimilmente al XIX secolo, alto circa 50 centimetri, è stato rubato l'altra notte da una cappella lungo la strada statale per Fosdinovo.A denunciare ai carabinieri il furto è stato il parroco della chiesa di San Remigio di Fosdinovo, proprietaria della cappella. L'opera, si spiega, non risulta catalogata.

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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