patrocinio comune


cosmave centro servizi

 

Il Tirreno (5248)

Matrimonio tra marmo e travertino

Inaugurato il deposito della Nicola Mazzucchelli: socio, la romana Caucci Marbles

di Luca Barbieri
CARRARA Travertino romano e marmo carrarese si incontrano in un nuovo deposito, in via Ilice, ad Avenza. Nuovo socio per la carrarese Nicola Mazzuccheli Marbles: è l'azienda del travertino romano, la Caucci Marble, infatti, ad entrare in società con la ditta del lapideo carrarese Nicola Mazzucchelli Marbles. È stato inaugurato con un buffet infatti, il nuovo deposito di via Ilice ad Avenza che ha sancito la partnership della ditta romana con la Nicola Mazzucchelli Marbles, azienda del settore marmifero di Carrara. La Caucci, in attività dal 1939, ha sedi operative, oltreché a Tivoli (Roma), in Spagna, Stati Uniti, Medio Oriente, Verona e, adesso, quindi, anche a Carrara, dove in questi giorni era già presente con uno stand alla Marmotec conclusasi proprio ieri. Un sodalizio tra le due società che affonda le radici nelle precedenti collaborazioni: la Caucci come cliente e la società apuana come fornitore. Poi la svolta, e la volontà del colosso del travertino romano di seguire più da vicino la fetta di mercato all'ombra delle Apuane ed ecco quindi la decisione di insediarsi direttamente in zona e da qui l'entrata in società. Da «ottimo cliente», come definito da Nicola Mazzucchelli, all'entrata come socio e quindi, da adesso in poi, «parte della lavorazione che la Caucci Marble precedentemente svolgeva altrove, può essere dirottata proprio qui, a Carrara, con una lavorazione direttamente in loco», spiega Mazzucchelli. «Questa mossa – sottolinea sempre Mazzucchelli – ovviamente, consente di affrontare il mercato con una maggiore energia e con investimenti importanti. Vogliamo puntare, quindi, sul made in Italy e sul made in Carrara, ovviamente». E nel frattempo questa maggior energia si tradurrà, nel breve, in qualche nuovo posto di lavoro. «Intanto – prosegue infatti l'imprenditore carrarese – nel breve termine, sono previste alcune nuove assunzioni che riguarderanno la parte più “commerciale”, diciamo, della ditta e che si andranno ad aggiungere perciò al nostro precedente organico che era formato da 4 persone». «La previsione è quella che, in un periodo stimato attorno ai tre, quattro anni, questi numeri riguardanti i posti di lavoro possano crescere con una ricaduta positiva sul territorio». «L'obiettivo – conclude – è quello infatti di investire su Carrara, anche perché ci ho sempre puntato molto e ho sempre avuto un occhio di riguardo per la città. Il motivo è abbastanza semplice: perché è la mia città».

 

la chiusura dopo quattro giorni

CARRARA «Ringrazio gli espositori, le istituzioni e le associazioni che ci hanno supportato. La strada che abbiamo davanti è in salita, ma dopo questi giorni mi sento sicuro di poterla affrontare con serenità, forte del lavoro svolto e dell'unione e della sinergia ricreata sul territorio»: così il direttore di Imm/CarraraFiere Luca Figari sintetizza i quattro giorni della CarraraMarmotec numero 33, un’edizione con nuovi contenuti e nuovi strumenti di business. L'85% dei buyer - si sottolinea in una nota - «dichiara la propria soddisfazione rispetto all'agenda degli oltre 3.000 incontri programmati con gli espositori. Contatti e vendite soddisfacenti in fiera per buona parte degli espositori, in particolare del settore tecnologie. Quasi 10.000 le presenze nei quattro giorni di fiera, di cui il 23% di visite dall’estero da 55 Paesi. Insomma, si respira un'aria di positività alla fine dell’ultima giornata di CarraraMarmotec 2016. Un'edizione che gli organizzatori definiscono “l'edizione zero”, nonostante la manifestazione abbia alle spalle ben 32 edizioni. Il nuovo format è piaciuto ed ha permesso agli espositori di concludere contratti e di avviare nuovi contatti commerciali, aggiungono. «Abbiamo portato 220 operatori internazionali a Carrara, attraverso un programma di incoming organizzato in parte con il supporto di Ice e Regione Toscana. Abbiamo preparato per loro un programma fittissimo di incontri B2B con i nostri espositori ed un intenso programma formativo che consentisse loro di comprendere la qualità e la peculiarità del marmo italiano e l'avanzata capacità e versatilità delle tecnologie italiane - osserva il Presidente di Imm/CarraraFiere Fabio Felici - Si tratta del più grande B2B mai organizzato a Carrara con queste modalità e sviluppato grazie all'assistenza altamente professionale dell'agenzia Uplink». Oltre 3000 appuntamenti programmati hanno impegnato espositori e operatori esteri.

Bus per le cave, check point provvisorio


Il sistema di accoglienza completo non decolla, il pass viene fornito a chi si ferma, ma l’impressione è che ci sia una quota di “furbetti”

di Cinzia Chiappini
CARRARA «Il sistema di accoglienza della città è troppo frastagliato. Manca una cabina di regia»: parola di Vittorio Benedetti, presidente Presidente Provinciale Endas che a poco più di un mese dalla scadenza del contratto con cui il municipio ha affidato alla sua associazione il check-point dello Stadio (e non solo), parla a cuore aperto del turismo a Carrara. «Stiamo mettendo a punto un nuovo bando di gara» premette il titolare della delega al Turismo, Riccardo Coppola. «Prima c’era l’Apt, abolita dalla Regione Toscana, poi la palla è passata alla Provincia, abolita dal Governo… dopodiché la gestione della promozione e dell’accoglienza dei turisti è passata ai Comuni, che evidentemente si sono trovati spiazzati». E Vittorio Benedetti, presidente provinciale di Endas non ha dubbi. Il sistema di accoglienza dei turisti almeno a Carrara può e deve essere migliorato, magari guardandosi «intorno e imparando dalle realtà dove il turismo funziona» e individuando ruoli ben precisi. Oggi lo sappiamo le cose non vanno così: lo conferma Benedetti, parlando di «un sistema troppo frastagliato». Il caso del Check Point dello Stadio è esemplare: «Come Endas gestiamo il Check Point dal 2010, ma sempre con affidamenti a termine che non hanno mai superato l’anno. Affidamenti a singhiozzo per il Check Point dello Stadio e ad aggravare la situazione, due strutture che pur essendo inserite nello stesso bando, sono a oggi inutilizzabili: l’info Point di San Martino e quello della Cava Romana, a Colonnata, due centri strategici per l’accoglienza dei visitatori di cui si attende da almeno un anno l’apertura. La fine lavori era stata annunciata nella primavera 2015 dall’allora assessore al Turismo, Fabio Traversi ma i battenti dei due stabili sono rimasti chiusi. Perché? «Questo è un punto che non abbiamo ancora molto compreso. Abbiamo chiesto informazioni e siamo in attesa di risposte scritte. Nel frattempo ringrazio Federico Bonni (M5S), presidente della commissione Controllo e Garanzia che ha seriamente preso a cuore il problema» replica il presidente di Endas. Le due strutture in questione, lo ricordiamo, sono state “attenzionate” dalla Guardia di Fiananza che nel corso di due blitz in municipio ha sequestrato i documenti relativi alle opere edili, realizzate nell’ambito dei progetti Piuss. A febbraio 2016 era stata la volta dei controllori inviati dall’amministrazione regionale, finanziatrice del Piuss. Da allora sono trascorsi altri mesi ma le due strutture sono sempre chiuse. «I lavori sono terminati, mancano ancora i collaudi. Io speravo che fosse tutto pronto all’inizio di quest’anno ma così non è stato» ha spiegato l’assessore al Turismo Riccardo Coppola precisando che in vista della scadenza, a fine giugno, della gestione Endas e a seguito del cambio di normativa sugli appalti, l’amministrazione sta lavorando alla stesura di una nuova gara, attraverso un bando aperto che dovrebbe affidare le strutture per l’accoglienza dei turisti (Stadio, San Martino, Cava Romana e Punto Blu) per un periodo di almeno 5 anni. Terminata la gara si dovrebbe dunque aprire una nuova era nel sistema di accoglienza dei turisti a Carrara: il check point dei bus sarà trasferito dallo Stadio a San Martino, dove i visitatori potranno decidere se proseguire sui pullman o avventurarsi in un “safari” alle cave con le 4x4. «Stiamo pensando anche a un percorso che colleghi il bacino di Fantiscritti a quello di Colonnata, da aprire ai turisti nel fine settimana quando cioè le cave non lavorano» ha annunciato l’assessore. Nel frattempo, i pullman che visitano le cave continuano a passare dal check point, allo Stadio, dove vengono forniti di un pass. Chiediamo a Benedetti: come sta andando il flusso dei bus turistici? «L'incoming dei bus turistici nel Comune di Carrara segue da anni, un costante trend stagionale: maggiori presenze nei mesi di aprile, maggio giugno, un leggero calo nei mesi caldi di luglio e agosto e una buona ripresa a settembre fino ai primi di novembre». Il sistema prevede il pagamento dei ticket e fornisce degli introiti nelle casse comunali: Endas Toscana Turismo è titolare di un contratto stipulato a seguito di procedura negoziata per mezzo della quale percepisce una somma relativamente al servizio fornito (informazioni, accoglienza e raccolta dati ecc.). I ticket vengono interamente introitati dal Comune con bonifico intestato a Comune o attraverso il Pos sempre intestato al Comune o in contanti; contanti che vengono interamente versati nelle casse Comunali». La tariffa massima per i bus è di 45 euro; riduzione del 40% è prevista per comitive scolastiche, comitive in visita ai musei cittadini o che pernottano presso alberghi e B&B di Carrara, comitive con prenotazione servizio di guida turistica e pullman con meno di 35 passeggeri. Pagano tutti? Quelli che passano dallo stadio e si fermano, sì. Ma, aggiungiamo noi, non tutti si fermano. E non tutti i bus per le cave passano dallo stadio. I controlli sono stringenti? L’impressione è che sui mille bus turistici circa dotati di pass, vi sia una quota di bus “furbetti” che “bypassano”. Insomma, evasione anche dei bus turistici per le cave? Sembra proprio di sì...

 


CARRARA «Sono quattro anni che denuncio che le entrate del Comune, relativamente al marmo, sono troppo basse, perché calcolate sul valore medio della produzione di ogni cava stabilito dai tecnici del Comune, cioè su qualcosa che non corrisponde ai reali valori del mercato del marmo»: così ha iniziato il suo intervento in consiglio comunale Giuseppe Scattina, ex consigliere di maggioranza poi passato al gruppo misto. «Dopo anni - aggiunge - vediamo che, oggi, finalmente, i "valori medi" sono stati ritoccati al rialzo. Questi ritocchi dovrebbero garantire entrate notevolmente superiori nella casse comunali (6-7 milioni di euro in più all'anno) a dimostrazione evidente che, fino ad oggi, il Comune ha introitato molto meno di quanto avrebbe potuto e dovuto. In altre parole, la politica fiscale del Comune, sulle cave, ha danneggiato la collettività. Se questa giunta, da quando esiste, avesse ricalcolato, come sarebbe stato doveroso, il valore delle produzioni delle cave, sulla base dei valori effettivi di mercato del marmo, il Comune avrebbe introitato svariati milioni di euro in più». E aggiunge: «Perché è inutile ripeterlo, la cave sono della collettività e se qualcuno paga meno del dovuto, lo toglie ai cittadini e a chi ha bisogno. Non voglio entrare, in questo momento, in merito al nero, alle dichiarazioni alle pese dove ogni produttore si autocertifica ed è controllore di se stesso, all'evasione fiscale che arriva al 70% (parola del Procuratore della Repubblica Giubilaro), alle terre che non vengono rimosse, ma servono a fare scendere il valore medio della produzione di marmo, ai danni gravissimi e irreversibili all'ecosistema, alla strada dei marmi che gli industriali fanno pagare interamente alla collettività, soprattutto quelli che approfittando dei cosiddetti "Beni Estimati" non pagano neanche i diritti di concessione. Ho controllato, cava per cava, le schede tecniche comunali, dove vengono stabiliti i valori medi di produzione. Ho riscontrato l'esistenza di cave, dove la produzione di blocchi pregiati di prima scelta arriva appena all'uno per cento. Ci dobbiamo credere? Perchè se fosse vero questo dato, il dovere del Comune sarebbe di farle chiudere. Insomma il valore medio del marmo, cava per cava, è un modo per mettere i cavatori di marmo nella condizione di non pagare quanto sarebbe dovuto effettivamente, sulla base, si badi bene, delle regole dell'economia liberista dominante e della libera concorrenza. Con il marchingegno del valore medio, il mercato risulta truccato a esclusivo svantaggio della collettività. Tanto più che non esistono veri controlli. Quando i camion arrivano alle pese sulla bolla di accompagnamento compare quanto il produttore ha deciso di far figurare: un blocco di prima scelta, può figurare tranquillamente come di seconda o perfino informe, e arrivato al piano può essere venduto al nero, a tre quattro volte il valore dichiarato Così per le scaglie che possono facilmente essere spacciate per terre, perché tanto i controlli non ci sono. Ripeto quello che ho detto da anni: il marmo deve pagare per il valore di mercato che ha, e questo è possibile solo se si istituirà un servizio di controllo totale sulle produzioni».

La Cassazione: il ricorso è stato tardivo

Ecco il motivo per cui è stato confermato il non luogo a procedere per sindaco, amministratori, rappresentanti delle imprese

di Massimo Braglia
CARRARA Ecco perché si è conclusa con un definitivo non luogo a procedere l’inchiesta sui presunti accordi fra amministrazione comunale e imprese sulla cosiddetta tassa marmi: perché il ricorso contro il proscioglimento del gup è stato presentato in ritardo dalla Procura di Massa-Carrara. Sei giorni di ritardo, per la precisione: tanti sono bastati perché nel marzo scorso la Corte di Cassazione neppure entrasse nel merito della complessa vicenda ma anzi, lo stesso Procuratore generale di fronte al ritardo ha chiesto l’inammissibilità del ricorso. E’ stata pubblicata la sentenza dello scorso 2 marzo della Suprema Corte: sul momento, era emerso solo che la Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso e quindi confermato la sentenza del 25 giugno 2015, quella con la quale il gup Antonia Aracri aveva stabilito il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” per tutti i quindici indagati, sindaco, amministratori, rappresentanti delle imprese (non Assindustria, non coinvolta nell’inchiesta). E si era rimasti in attesa delle motivazioni, per capire cosa avesse convinto anche la Cassazione a respingere l’impianto accusatorio della Procura. Era stata un’inchiesta di grande visibilità mediatica. E costosa per le casse comunali: di recente è stato pagato un maxi onorario da 90mila euro agli avvocati degli amministratori comunali. Scrive nella sentenza la suprema Corte (relatore Angelo Costanzo, presidente Vincenzo Rotundo) che dopo aver letto gli atti e il ricorso contro la sentenza emessa il 25 giugno 2015 dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Massa, nel procedimento n.232/2015, è stato sentito il Sostituto procuratore generale Francesco Mauro Iacoviello, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso perché tardivo. Sono stati poi sentiti anche gli avvocati difensori: Luca Pietrini, Riccardo Diamanti, Enrico Marzaduri, Annarosa Francini, Marina Menconi e tutti - si spiega - si sono associati alla richiesta del Pubblico Ministero. La vicenda processuale - specifica la Suprema Corte - nasce dalla sottoscrizione, da parte del Comune di Carrara e di rappresentanti degli imprenditori del settore del marmo, di un accordo sulla entità del contributo unificato (canone di concessione e contributo regionale, ex legge Regione Toscana 3 novembre 1978 n. 78) che ogni destinatario di provvedimento abilitativo alla coltivazione degli agri marmiferi deve corrispondere, e dalla sua approvazione da parte della Giunta municipale, con delibera n. 409 del 2009, che ha individuato il valore unitario medio del materiale da utilizzare in misura largamente inferiore al prezzo medio di mercato dei materiali come invece richiesto dalla legge. Con sentenza n.168/2015 del 21/07/2015, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Massa ha dichiarato non luogo a procedere nei confronti di tutti gli imputati - ribadisce l’estensore della sentenza - perché il fatto non sussiste. Il Giudice - ricorda la Cassazione, era pervenuta alla conclusione «escludendo che l'accordo abbia ingiustamente avvantaggiato i titolari della concessioni o autorizzazioni con ingiusto danno per il Comune valutando che l'accordo si è inserito in un contesto nel quale è valso a "ovviare il contenzioso per la restituzione della tassa marmi e per conseguire un livello di risorse stabile nel tempo che consentisse la programmazione di interventi per infrastrutture e per la tutela dell'ambiente". Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Massa aveva chiesto l'annullamento della sentenza deducendo, innanzitutto vizio di motivazione, per avere la stessa sentenza dato atto che soltanto un numero limitato di titolari del diritto di escavazione ha rinunziato in realtà al rimborso mentre tutti hanno continuato a beneficiare di un contributo unificato rimasto inferiore a quello previsto da legge e regolamento». A suo avviso, inoltre, sarebbe stata utile una verifica dibattimentale. L’elemento del ritardo si è rivelato decisivo. Scrive la Corte: «Il termine di impugnazione della sentenza di non luogo a procedere, pronunciata all'esito dell'udienza preliminare, è quello di quindici giorni per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio. Nel caso in esame, il Giudice dell'udienza preliminare ha emesso la sentenza il 25 giugno 2015, ha depositato la decisione il 21/7/2015 e il Procuratore della Repubblica ha depositato il suo ricorso il 15/9/2015, mentre avrebbe dovuto - computata la sospensione feriale del termine - depositarlo entro il 9 settembre 2015. Ne deriva che il ricorso è tardivo e, pertanto, inammissibile».

 

 

la scheda Valori di mercato lontani da quelli reali
Il Procuratore capo, al termine delle indagini preliminari, aveva chiesto che fossero processati il sindaco e gli altri indagati eccellenti, fra assessori, ex assessori e rappresentanti delle associazioni di categoria, perché sulla base di presunti accordi il Comune avrebbe applicato le tariffe (negli anni presi in esame) prendendo come base impositiva un valore di mercato da 46 euro a 250 euro a tonnellata quando il reale valore del marmo oscillava tra 350 euro a oltre 3.000 euro a tonnellata. Meno di un decimo. L'accordo sottoscritto con le categorie, secondo la procura avrebbe procurato un ingiusto vantaggio agli imprenditori e il correlativo ingiusto danno al Comune di Carrara. Erano finiti nel mirino della procura il sindaco Angelo Zubbani, il vice sindaco Andrea Vannucci (poi dimissionario), gli attuali assessori Giuseppina Andreazzoli, Dante Benedini, Massimiliano Bernardi, Giovanna Bernardini, tre ex assessori Andrea Zanetti, Giovanni Nannini e Roberto Dell'Amico, due dirigenti comunali, Marco Tonelli con delega al marmo e Stefano Pennacchi del settore finanze e i rappresentanti delle associazioni degli imprenditori Chiara Grassi (Legacoop), Massimo Maggiani (Api, piccole imprese), Gianfranco Oligeri (Confartigianato) e Antonio Chiappini (Cna).


La Cassazione conferma l’esclusione del tributo per numerose imprese
L’associazione: gli artigiani pagavano due volte, dialogheremo con i Comuni

MASSA Le imprese che producono rifiuti speciali non devono pagare la Tari. Una sentenza della Cassazione, che conferma l’esclusione dei rifiuti speciali dal pagamento del tributo, avvalla la linea sostenuta da Cna secondo cui la tassa sui rifiuti che le imprese versano ai comuni è stata incassata in maniera illegittima. «I comuni, compresi quelli apuo-lunigianesi - spiega, infatti Cna - hanno applicato il tributo destinato a coprire le spese sostenute dalle amministrazioni per il servizio pubblico di raccolta, anche sui rifiuti speciali che le imprese smaltiscono tramite i circuiti di raccolta privata in maniera ecologicamente corretta e coerente con i principi comunitari per cui le imprese hanno già pagato. La nostra linea - commenta Paolo Bedini, presidente provinciale Cna - è stata conferma dalla Cassazione. Officine meccaniche, imprese della nautica e tutte le attività che producono rifiuti classificati come speciali hanno pagato e continuano a pagare la Tari quando in realtà hanno già versato una quota per lo smaltimento. Di fatto pagano due volte per lo stesso rifiuto. Le imprese sono considerate bancomat da parte degli enti locali mentre la pressione fiscale sfiora il 60%». Nei prossimi giorni l’associazione degli artigiani presenterà il dossier sulle tasse locali: le imprese nel nostro paese pagano il 20% in più rispetto al resto dei paesi dell’Europa. Anche a causa dell’applicazione della Tari: «La legge di stabilità 2014, che ha istituito la Tari - prosegue Cna - continua ad essere contradditoria. Da un lato, esclude correttamente dal tributo i rifiuti che il produttore dimostri di avere avviato al recupero, dall’altro prevede che i Comuni possano ridurre la tariffa in proporzione alla quantità di rifiuti che i produttori hanno avviato al recupero. Ri-affermando, così, l’esistenza del doppio tributo». Secondo l’Osservatorio di Cna una impresa-tipo individuale con cinque dipendenti, 430.000 euro di fatturato e 50.000 di utili paga per la Tari quasi 2.000 euro annui. «Ci appelleremo ai Comuni - annuncia Paolo Ciotti, direttore Cna Massa Carrara - e dialogheremo con loro per arrivare ad una applicazione giusta della Tari. Chi paga lo smaltimento dei rifiuti speciali non deve versarla. I nostri comuni devono tener conto della direttiva quadro europea che pone il riutilizzo, riciclo e recupero come prioritario nella gerarchia dello smaltimento».

 

Speciale Marmotec 2016

Un tour fra gli spazi espositivi presenti alla Marmotec
Nello Shandong nasce una vetrina permanente del lapideo

I cinesi portano graniti e “Van Gogh”

il business Uno spazio ad hoc per i meeting
Un’area ampia, con tutta una serie di tavoli e di sedie dedicata interamente agli incontro con gli operatori, o meglio i delegati esteri che, almeno sulla carta, rappresentano il valore aggiunta della fiera . E proprio da questi contatti dipenderà il successo della Marmotec.

Un premio alla Startup più innovativa
Si è tenuto ieri mattina davanti ad un folto pubblico internazionale lo Startup elevator pitch, vale a dire la presentazione cronometrata di soli cinque minuti dei progetti in concorso da parte delle Startup partecipanti, attraverso il quale è stato assegnato il premio "Sustainable Stone - Best Innovation 2016". Si tratta di un premio del valore di 1.500 euro istituito grazie al supporto della Regione Toscana, per la startup più innovativa e ecosostenibile . La Commissione giudicante, formata da Perla Gianni Falvo, Presidente di ADI Toscana , David Castellucci Presidente MIA+BSI e presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, ha premiato Carlo Morelli di Apuana Corporate per la sua idea di "Il Modello Fabbrica Diffusa".


la presentazione delle “ragioni del marmo”
Dialogo e società benefit il settore guarda avanti
CARRARA La presentazione del volume “Le ragioni del marmo” di Andrea Balestri di Assindustria, è stata l’occasione per una riflessione sulle prospettive del pianeta lapideo a tutto tondo: sul piano della sicurezza, certo, ma anche su quali possibili ulteriori impulsi alla lavorazione in loco e alla valorizzazione di un’eccellenza, al momento soprattutto potenziale, quale la storica scuola del marmo. Ed è stata anche la prima uscita ufficiale in terra apuana della nuova governance di Confindustria Livorno e Massa-Carrara, dal momento che erano presenti sia il nuovo presidente Alberto Ricci sia il nuovo direttore Umberto Paoletti. Ospite anche il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, per un dibattito interessante moderato dal direttore del Tirreno, Omar Monestier. Il libro - scaricabile dal sito di Assindustria di Massa-Carrara - si presta a lasciare spazio a riflessioni ulteriori: l’idea base, come ha spiegato l’autore Andrea Balestri, era quella di raccontare il marmo, e in genere la pietra naturale, quale materia prima green per eccellenza, protagonista nella storia e fino a oggi in opere di grande rilevanza. Un libro con varie sezioni, una anche giuridica, che è un po’ un sussidiario per chi poi volesse approfondire il tema. Sull’attualità, con gli interlocutori incalzati dal direttore Omar Monestier, il presidente Alberto Ricci ha auspicato che alle fasi di contrapposizione che spesso hanno contraddistinto il clima apuano in passato, si possa arrivare ad un dialogo frutto anche di una nuova comunicazione, magari introducendo un bilancio di sostenibilità sociale in vista di una auspicabile maggiore redistribuzione della ricchezza. E ha individuato nella formazione - ecco l’importanza della scuola del marmo - la chiave giusta per crescere nella sicurezza. Il sottosegretario Cosimo Ferri ha posto l’accento sulle potenzialità legate all’introduzione delle cosiddette società benefit, che perseguono oltre al profitto lo sviluppo sostenibile. E sulla sicurezza, oltre a sottolineare l’importanza del piano di rafforzamento del personale annunciato dal presidente della Regione, Cosimo Ferri ha aggiunto che a suo avviso sarebbe importante arrivare a un testo unico che riassuma tutte le norme, per un equilibrio virtuoso fra produzione e sicurezza. (m.b.)

In fiera il successo del gioiello della Benetti: una tagliatrice con un nuovo approccio al monte che privilegia la sicurezza
Ecco la macchina che protegge i cavatori

Gli studenti dello Zaccagna a Marmotec
CARRARA. La classe 5 A , Relazioni Internazionali per il Marketing , dell'I.I.S. "D.Zaccagna" sta partecipando a Marmotec con un P rogetto didattico promosso dalla Prof.ssa Michela Bongiorni , docente di francese, denominato "In Fiera ". Nell'ambito di tale progetto gli studenti hanno svolto una visita aziendale presso Matec -machinery technology - e 6 ore di briefing per conoscerne le attività , i prodotti, il team, il target, la zona d'azione commerciale e aspetti di marketing/ pubblicità specifici e finalizzati alla partecipazione in fiera, ultimo step del progetto. Grande soddisfazione per i ragazzi che stanno partecipando all'evento per le opportunità che gli si stanno aprendo, sia dal punto di vista culturale che professionale.


Sviluppo Sicurezza e Ambiente: la ricetta per essere competitivi
L'elettronica incontra il marmo e si apre un mondo
Un oscart per la tecnologia e design innovativo
Tutti i numeri delle 33 edizione
La proposta di Sodini: un unico evento fieristico toscano per il lapideo orafo e moda
La formazione alla base dello sviluppo
Marmilame compie mezzo secolo, Benetti fa 90 anni
Errebi e Matec: il nuovo alla conquista del mondo
Carrara e Lucca, così distanti e pure così vicine.
Grandi attese, che sia l'anno della svolta
L'innovazione al servizo della sostenibilità
I contendenti della start up arena
2015, anno d'oro della Pietra Naturale

CARRARA Massima disponibilità al dialogo e alla collaborazione sulla sicurezza ma non senza aver messo prima i puntini sulle “i”, sia sui dati relativi all’incremento dell’escavazione sia sulla “sostenibilità” delle leggi che tutti siamo chiamati a rispettare. E’ stato un intervento forte quello che Erich Lucchetti - ormai ex presidente di Assindustria Massa-Carrara, da poche ore vice presidente vicario di Confindustria Livorno e Massa-Carrara – ha tenuto in occasione del convegno “Senza legalità non c’è sviluppo” organizzato da Fillea Cgil in una sala conferenza del centro direzionale di Carrara Fiere gremita di lavoratori e imprenditori. Rispondendo ai dati snocciolati dal segretario nazionale di Fillea, il leader degli industriali apuani ha affermato la necessità di «ridimensionare i dati che vengono divulgati sulla scia dell’emotività, che non sono corretti e che spingono molti a parlare di escavazione selvaggia». Secondo Lucchetti le cifre ufficiali sono diverse e smentiscono i sostenitori della “rapina del monte”: «I dati del comune ci dicono che tra il 1996 e il 2015 sono state estratte 18 milioni di tonnellate di marmo, mentre tra il 1950 e il 1995 addirittura 30 milioni». Stando alle cifre snocciolate del leader di Assindustria, la media annuale dell’escavato sarebbe passata dalle 600 mila tonnellate all’anno che venivano estratte prima della metà degli anni ’90 alle attuali 900 mila tonnellate. L’incremento dunque sarebbe ben più contenuto di quello indicato da alcuni sindacati, da parte dei lavoratori e dagli ambientalisti. E dopo aver replicato a chi sostiene che l’aumento degli incidenti sarebbe imputabile anche all’escavazione selvaggia, Lucchetti ha indicato la ricetta degli imprenditori: «Noi siamo per la formazione e la prevenzione che servono più della repressione» ha proseguito Lucchetti annunciando che la sua associazione ha già lanciato una campagna di sensibilizzazione sui temi della sicurezza, per verificare – tra le altre cose – come vengono recepite e applicate le norme. «Sì dunque al rispetto della legalità ma le leggi devono essere un motore di propulsione per lo sviluppo e va detto che non sempre lo sono» ha poi polemizzato il presidente degli industriali, citando esplicitamente la norma della legge regionale 35 che consente ai municipi di fissare l’aliquota dei canoni sul valore del materiale estratto fino al 15%. «Carrara ha scelto il massimo, altri comuni no, dunque non c’è uniformità sul territorio regionale. E poi la percentuale non è tarata sulla capacità contributiva delle diverse aziende ed è più alta di quanto pagano le aziende del petrolio in Basilicata, che versano solo il 12%» ha aggiunto Lucchetti. E sempre sulla legge regionale approvata un anno fa il presidente ha aggiunto: «Si punta a lavorare in loco almeno il 50% del materiale estratto ma a Massa-Carrara siamo già al 46%: noi siamo impegnati a migliorare ancora ma non siamo all’anno zero» ha concluso il numero uno di Assindustria in mezzo agli applausi della platea.(c.ch.)

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

We use cookies to improve our website. Cookies used for the essential operation of this site have already been set. For more information visit our Cookie policy. I accept cookies from this site. Agree