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Il Tirreno (5248)

Leoni rotti in piazza Aranci, vasca vuota in piazza Liberazione
E in piazza Bad Kissingen è servito un intervento straordinario
A castagnetola La vasca è una pattumiera per centinaia di bottiglie

Seatec cresce: i visitatori salgono del 42%

Bene anche Compotec (più 25%), i principali cantieri della nautica italiana sono tornati al CarraraFiere

CARRARA Seatec e Compotec, le due fiere in contemporanea dedicate alla componentistica e alla subfornitura per la nautica, organizzate da CarraraFiere, hanno chiuso i battenti delle edizioni 2016, (rispettivamente la 14ª e l'8ª). E il primo bilancio “a caldo” è positivo. Intanto perchè la rassegna ha confermato che il clima del settore è migliorato, che la crisi della nautica è superata (o in via diu superamento) e che tra operatori e imprese torna l’ottimismo. Poi, perchè i visitatori sono aumentati. Da quest'anno è cambiato il sistema di conteggio degli ingressi, basato non più sul numero totale di visitatori bensì sul numero di aziende che hanno atteso alla visita delle mostre. Le aziende accreditate sono state 1.800, con un aumento totale dei visitatori del 42% rispetto alla scorsa edizione. E fra queste 1.800 aziende c’erano i cantieri italiani più importanti che sono ritornati a visitare le kermesse di CarraraFiere dopo anni di assenza. Ottima anche performance di Compotec che ha registrato un aumento di espositori pari al 25%. Nel ricchissimo palinsesto della doppia rassegna, fatto di metting, incontri, dimostrazioni, c’è stato spazio per le nuove tecnologie legate alla tutale dell’ambiente, come "La filiera della nautica sostenibile per la blu economy", il workshop organizzato da Seatec su "Propulsione diesel-elettrica applicata allo yachting" e la conferenza organizzata dall'Ordine degli Architetti di Massa-Carrara, in collaborazione con Mapei "Sistemi innovativi per l'abbattimento della vulnerabilità sismica degli edifici esistenti". Altrettanto successo di pubblico ha riscosso la quarta edizione dello studio promosso da Cnae realizzato da Lorenzo Pollicardo su "Dinamiche e prospettive di mercato della filiera nautica del diporto", in cui è stata riconfermata la posizione di leadership dell'industria italiana del superyacht, seppur con l'evidenziazione di un certo numero di scafi in "hold", ovvero in attesa di finitura o in attesa di un compratore, essendo stati costruiti in speculazione. 80 gli operatori esteri rappresentanti della cantieristica, del refit, della distribuzione e delle industrie dei compositi, provenienti da 32 paesi europei ed extra-europei, con una copertura territoriale e di mercati pressoché completa. «Abbiamo lavorato con determinazione e rinnovato ottimismo - dice Fabio Felici, presidente di CarraraFiere - per proporre un appuntamento in grado di rispondere alle attese degli operatori del settore e capace di contribuire, con la sua offerta, al rilancio dell'industria nautica italiana. Seatec e Compotec oltre a rappresentare al meglio l'offerta tecnica dell'industria nautica e dell'industria dei compositi, vogliono proporre aree d'interesse sempre nuove, capaci di rappresentare proposte e opportunità emergenti ».

Bienaimé sostiene la “linea dura” e manda su tutte le furie il consigliere Boggi che lascia la sala

CARRARA I dati del settore marmo e le cifre snocciolate dal professor Seminara parlano chiaro: alle cave si stanno accumulando tonnellate e tonnellate di terre con gravi rischi per la sicurezza idrogeologica. Anche per questo le commissioni Marmo e Ambiente si impegneranno in un’analisi delle sanzioni contro chi viola le norme, valutando un possibile giro di vite. Tutti d’accordo? Niente affatto: è lite tra la Bienaimè e Boggi. Nel 2005 dalle cave di marmo di Carrara sono scese 700 mila tonnellate di terre. Nel 2014 solo 150 mila. E questo a fronte di una estrazione pressoché costante di blocchi e scaglie. I dati dell’ufficio Marmo, e l’allarme lanciato dal professor Giovanni Seminara sull’impatto dei materiali di scarto dell’attività estrattiva sulla sicurezza idrogeologica, hanno fatto scattare un vero e proprio “allerta terre”. Lo ha dimostrato l’ultima seduta del consiglio comunale con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che invita il sindaco di Carrara ad attivare «da subito gli uffici per presentare lo stato dell’arte dei depositi di terre e marmettola» e per procedere «ad assumere tutti i provvedimenti conseguenti fino alla eventuale sospensione dell’autorizzazione». E questo perché lo smaltimento delle terre è un obbligo sancito dal piano di coltivazione e imposto dal regolamento degli Agri Marmiferi e dalla Legge Regionale, pena l’applicazione di sanzioni e la revoca dell’autorizzazione all’escavazione. Il problema però è che le sanzioni spesso sono troppo esigue se rapportate al giro di affari di una cava: è quanto è emerso nel corso della seduta congiunta delle commissioni Marmo e Ambiente che, ieri mattina, si sono impegnate ad approfondire il capitolo sanzioni e valutarne un eventuale inasprimento. E se sulla necessità di far rispettare le norme tutti i consiglieri si sono detti d’accordo, non sono mancate comunque le polemiche. Leonardo Buselli (Psi) si è fatto portavoce della linea “morbida”: «Non tutte le terre devono essere asportate alcune possono essere usate per le attività di cava, come ad esempio la realizzazione dei piazzali» ha dichiarato l’esponente socialista ricordando che la flessione delle quantità di terre asportate è dovuto anche alla crisi dei mercati di riferimento, come quello edile. «Servono innovazioni per pensare a nuovi utilizzi di questi materiali» ha aggiunto Buselli. Una posizione tutto sommato condivisa da Lucio Boggi (Pd) che ha lasciato la commissione dopo uno scambio al vetriolo con Claudia Bienaimè (CarraraBeneComune) sostenitrice della “linea dura”: «Ci sono cave e sono molte che non hanno asportato nemmeno un grammo di terra. L’ufficio Marmo ha i dati ma per volontà di qualcuno li tiene ben nascosti» ha attaccato la consigliera di opposizione, mandando su tutte le furie Boggi. A riportare la calma ci ha pensato il presidente della commissione Marmo Cristiano Bottici (Pd) che d’accordo con il suo omologo della commissione Ambiente, Davide Poletti (Pd) si è impegnato ad avviare fin dalla prossima settimana una “revisione” delle sanzioni previste dalle norme, senza escludere un possibile giro di vite. (cch)

CARRARA I Panama Papers? «Mai sentiti nominare, fino a ieri». Lo studio legale Mossack e Fonseca? «Non sapevo neanche che esistesse». Cade dalle nuvole Lorenzo Vanelli. Il suo nome è tra gli 800 nomi di cittadini italiani titolari di un conto offshore a Panama, Caraibi che compaiono nei i documenti Panama Papers e che l’Espresso ha cominciaot a publbicare. Ma lui giura di non sapere perchè il suo nome è finito lì, in quell’elenco pieno di vip, personaggi dell’industria, dello sport e dello spettacolo che avrebbero portato i loro soldi nel paradiso fiscale caraibico. «Guardi è da stamani (da ieri per chi legge), cioè da quando è uscito l’Espresso, l’elenco ha cominciato a girare e mi hanno informato che ci sarei anch’io che mi faccio e mi rifaccio la stessa domanda: come è possibile?», dice Vanelli. Eppure, il suo nome, unico carrarese, è lì, agli ultimi posti del lungo elenco in ordine alfabetico ( (viene subito prima di Carlo Verdone) della lista pubblicata dal settimanale degli italiani che hanno conti presso lo studio Mossack e Fonseca di Panama. “Vanelli Lorenzo, Massa Carrara, imprenditore”, si legge nell’elenco. «Ripeto, non so assolutamente per quale ragione il mio nome sia lì. Non sono mai stato a Panama, non conosco lo studioMossack e Fonseca (una delle più grandi "fabbriche" al mondo di società offshore da cui provengono i documenti che “inguiano” i grandi di tutto il mondo) che non avevo mai sentito neanche nominare. Figuriamoci se ho mai avuto rapporti con questo studio...», dice ancorai. Quarantanove anni, carrarese promotore finanziario prima, imprenditore del settore alimentare, ramo gelati e sorbetti, adesso, Vanelli è salito suo malgrado agli onori della cronaca per la vicenda del nero alle cave. Coinvolto ma non indagato. «Sono uscito pulito da questa storia che mi ha danneggiato tantissimo dal punto di vista professionale. Mi hanno rivoltato lo studio, non hanno trovato nulla di illecito, ma la mia immagine è stata sporcata», si lamenta. Il suo nome compare, e più volte, anche in questo affaire legato all’evasione fiscale e alle sovra-fatturazioni nell’export dei marmi tra Carrara e India. Nelle intercettazioni della Guardia di Finanza viene ascoltato più volte mentre dialoga con alcuni degli indagati. Nel 2013, quando partì l’inchiesta, la Guardia di Finanza passò al setaccio il suo studio di promoter finanziario sequestrando pc e pen driver, documenti e cartelle con su scritto “Gemignani”, “Barattini”, “Borghini”... cioè i nomi di alcuni dei più importanti imprenditori del marmo di Carrara. Facile, dunque, pensare che ci sia un collegamento fra quanto emerso dall’inchiesta black marble e il trasferimento di capitali nei paradisi fiscali. «Sì, ma in realtà non c’è alcun collegamento. Non ci può essere semplicemente perchè io a Panama non ho mai portato nulla, nulla so di questi elenchi e continuo a interrogarmi su come il mio nome possa essere finito lì», dice ancora Vanelli. E allora? «Allora, adesso penso di tutto. Ad un’omonimia, o anche a un furto di identità. Cioè alla possibilità che qualcuno si sia impossessato dei miei dati personali per aprire un conto presso quello studio. Lo so, è un’ipotesi estrema, ma non riesco a darmi altra spiegazione». Intanto, Lorenzo Vanelli, il “mestiere” di promoter finanziario lo ha messo da parte. Per aprire, anzi per rilevare una gelateria famosa in città: la gelateria Tognozzi di via Roma. “Cremeria Toscana - Tognozzi” si chiama adesso lo storico locale fondato nel 1947 da Gusmano Tognozzi. UN Anno fa, Vanelli con il socio Luca Fortunati ha inaugurato questo locale che propone gelati artigianali di qualità. Il mondo pieno di insidie della finanza pensava di esserselo lasciato alle spalle. Salvo vederselo di nuovo sbattuto in faccia con quell’elenco arrivato da Panama. Claudio Figaia

la lista
Negli elenchi pubblicati dall’Espresso, in cui compaiono i primi 100 degli 800 nomi di itailiani che, stando ai Panama Papers, hanbno un conto offshore a Panama, ci sono, oltre a Lorenzo Vanelli, altri sei cittadini toscani. Si tratta di: Mauro Bigi e Maurizio Jacchia di Firenze, imprenditori del settore elettrico molto attivi sul mercato estero; Candido Calugi imprenditore di Firenze; Franco Marabotti di Firenze, dirigente d'azienda; Marcello Menichetti di Firenze, amministratore di un'azienda metalmeccanica (questi ultimi tre nomi legati tra loro perché coinvolti a vairio titolo nella gestione di un'azienda immobiliare); Roberto Natangelo, di Lucca, imprenditore del settore arredamenti. Negli elenchi che tutti i siti del mondo stanno pubblicando, ci sono nomi di grandi imprenditori, uomini politici, star dello spettacolo e dello sport, compreso Leo Messi. Fra gli italiani: Carlo Verdone, Barbara D’Urso, Luca Cordero di Montezemolo, lo stilista Valentino Garavani.

Operaio si ferì a una mano durante il turno di notte, per il giudice nessuna responsabilità dell’azienda

CARRARA. L’incidente sul lavoro avvenne nel settembre 2011, di notte, attorno alle 2,15, allo stabilimento Omya di via Antica Massa ad Avenza, la multinazionale che opere nel settore della produzione di carbonato di calcio dalle scaglie di marmo. Un operaio addetto al nastro trasportatore - nella fase dell'insaccamento della polvere di marmo - resto con la mano destra nell’impianto. Un infortunio doloroso con lo schiacciamento di tre dita. Da quell’infortunio è scaturito un processo, per lesioni colpose, che si è concluso ieri mattina in tribunale a Massa. Con l’assoluzione piena di Luca Pappalardo, all’epoca dei fatti direttore dello stabilimento Omya. Assolto perchè il fatto non costituisce reato è la sentenza pronunciata dal giudice Giovanni Sgambati al termine del procedimento in cui è stato rievocato e ricostruito quanto accaduto quella notte. Il lavoratore, Franco Galli, oggi 52 anni, venne soccorso dai colleghi del turno di notte, subito intervenuti in suo aiuto e fu portato al pronto soccorso con un'ambulanza del 118. Sottoposto a controlli radiografici e accertamenti, risultò avere riportato lesioni guaribili in 30-40 giorni. Sul posto, già nella notte, gli addetti del servizio di prevenzione dell'Asl effettuarono accertamenti da cui è scaturito il procedimento penale. Il giudice Sgambati, al termine del dibattimento ha sentenziato che non vi sono state responsabilità da parte del responsabile dello stabilimento (a cui spettava il compito di garantire la sicurezza dei dipendenti) nella dinamica dell’incidente.

 

di Cinzia Chiappini
CARRARA Il sindaco accompagna al Pronto Soccorso un imprenditore colto da malore durante una riunione e su Facebook scoppia la bagarre con tanto di raffica di querele. E’ sabato mattina e presso la sede della ex circoscrizione di Marina di Carrara il sindaco Angelo Zubbani e l’assessore allo Sport Dante Benedini stanno incontrando alcuni imprenditori per parlare del futuro della Carrarese Calcio. Tra loro c’è anche Roberto Graziani, dell’omonima ditta di marmi. Durante il colloquio l’imprenditore ha un malore improvviso e perde i sensi. Zubbani e Benedini gli prestano i primi soccorsi e poi l’assessore esce in cerca di aiuto: poco fuori della circoscrizione incontra, casualmente, Enrico Isoppi, consigliere comunale e responsabile della Day Surgery di Carrara. Il medico presta le prime cure a Graziani che dopo poco si riprende: l’imprenditore racconta di aver già avuto in passato problemi di salute piuttosto seri e così, dopo il malore, il dottor Isoppi gli consiglia di recarsi al Pronto Soccorso. Il sindaco fa una serie di telefonate al Noa per avvisare dell’arrivo del paziente, che accompagna lui stesso con la sua auto privata. Intorno alle 12 Zubbani e Graziani sono in Viale Mattei. Il loro arrivo viene notato da molte delle persone, circa una ventina, che si trovavano nella sala d’aspetto del Pronto Soccorso. E qui le versioni della storia si “diramano”: sì perché secondo Ilaria Pellistri Bufalini, una carrarese che si trovava al Noa a seguito di un incidente in bicicletta, il sindaco e l’imprenditore avrebbero avuto una «corsia preferenziale». «Hanno aspettato in una saletta separata tipo privè e dopo un po’ la gente ha iniziato a lamentarsi perché da quel momento non è stato fatto passare più nessuno. Quella mattina c’era già molta confusione e l’arrivo del sindaco ha creato ancor più malcontento» racconta la donna. «Non so che codice avesse l’uomo accompagnato da Zubbani ma presumo che sia passato avanti a molte persone. Il sindaco dal canto suo ha avuto accesso a un’area riservata normalmente ai soli medici e pazienti, e ha interloquito a lungo con diversi dottori» aggiunge la carrarese. Per documentare l'accaduto la donna scatta alcune foto e le posta su Facebook, scatenando la bagarre: «Non ho fatto nulla di male. Volevo solo far capire che se in Italia ci sono le caste, qui a Massa-Carrara abbiamo le “castine” e dobbiamo combattere certi comportamenti» ha commentato la signora Pellistri Bufalini. Molto diversa la ricostruzione fatta da Zubbani e Graziani. Il sindaco respinge l’accusa di "abuso di potere" e spiega che le condizioni dell’imprenditore, attestate subito dopo il malore dal dottor Isoppi, hanno spinto i medici del Pronto Soccorso a effettuare una lunga serie di accertamenti terminati in tarda serata. «Se sono entrato nelle stanze riservate a medici e pazienti è stato solo per spiegare al personale quanto era accaduto visto che Graziani era molto scosso» ha aggiunto il primo cittadino. A gettare benzina sul fuoco però non è stata tanto la segnalazione della signora Pellistri Bufalini, quanto la pubblicazione delle foto scattate in Ospedale - un’area tutelata da severe norme sulla privacy: «Sono state postate immagini di un paziente colto da malore, chi lo ha fatto si deve vergognare» ha dichiarato il primo cittadino, accusando l’autrice del post di «aver passato il limite della decenza». Anche per questo da piazza Due Giugno è partita una querela contro la signora Pellistri. Stesso provvedimento da parte di Roberto Graziani che, dopo essersi ripreso dal malore spiega di aver attivato i suoi avvocati a seguito del clamore sollevato dal post. «Mi dispiace non tanto per me ma per come è stato trattato il sindaco. Mi ha accompagnato all’Ospedale comportandosi come qualsiasi persona umana e corretta avrebbe fatto» spiega l’imprenditore, precisando di non aver “saltato” alcuna fila e di essere rimasto al Noa, per accertamenti, fino alle 20.30. Sulla vicenda interviene anche Matteo Paci, consigliere comunale del M5S di Massa che attacca: «Rimango esterrefatto nel venire a conoscenza che il sindaco di Carrara accompagna al pronto soccorso un privato cittadino e intercede per lo stesso con il personale medico». Paci apprezza la segnalazione della signora Pellistri Bufalini, che a suo parere dimostra come «nell'era del web le persone normali possono verificare l'operato dei politici e smascherare eventuali favoritismi».

 

Un monumento per il partigiano Nerino

È stato inaugurato ieri a villa Schiff in occasione della celebrazione della liberazione di Montignoso

di Manuela D'Angelo
MONTIGNOSO L’8 aprile del 1945 le truppe nippo- americane scesero dal Folgorito e, accompagnate dai partigiani, giunsero a Montignoso che assaporò la libertà. Il giovane Nerino Garbuio, 19 anni, partigiano, invece, quella libertà non la vide mai, perché morì, torturato e poi impiccato ad un albero di Villa Shiff, il 24 luglio del 1944. Due simboli, due celebrazioni ieri mattina a Montignoso: la Liberazione della città e il coraggio del giovane Nerino. «Le istituzioni hanno l’obbligo di continuare a celebrare giornate come questa - ha detto il sindaco Narciso Buffoni davanti a decine di studenti- forse vi sembreremo degli alieni, con queste fasce al collo e questi vessilli, ma le istituzioni hanno ancora bisogno di simboli, come Nerino Garbuio e come la Liberazione. Negli anni continueremo sempre a ricordare ciò che è stato e poi a morire sperando che gli altri si ricordino delle nostre buone azioni». Nel parco di Villa Schiff, altro simbolo di Resistenza, da ieri, grazie all’iniziativa dell’Anpi di Montignoso,sorge il monumento al partigiano Nerino, morto per la libertà: lo ha disegnato Micaela Podestà, alunna dell’istituto Gentileschi di Carrara, vincitrice del concorso indetto da Anpi e comune per ideare un’opera che rappresentasse la storia del giovane partigiano: «Non conoscevo la storia di Nerino Garbuio- dice la studentessa- ed è stato per me bellissimo arricchirmi di tanto coraggio, tanta devozione, tanta passione per la propria terra. Ho immaginato l’albero a cui fu impiccato, ma l'ho voluto pieno di foglie, non spoglio, e con una piccola farfalla posata su un ramo, perché lì fu piantato il seme della speranza». Il giovane partigiano fu catturato sulle alture da un battaglione tedesco a metà luglio e portato a Montignoso; nessuno ne fu testimone sul Folgorito, nessuno sentì spari o urla, ma i cittadini di Montignoso, la maggior parte oggi deceduti, ricordano i pianti di dolore che uscivano dalla villa, dove il giovane fu torturato prima di finire impiccato ad un albero. Il giardino, a quel tempo, non aveva grosse piante e i tedeschi furono costretti a rinforzare il ramo con altri pezzi di legno per evitare che si spezzasse. Quell’albero rimase a ricordo del coraggio di Nerino fino all'anno scorso, quando fu spazzato via dall’ultima tempesta di vento. Da qui la necessità di creare un monumento per Garbuio. Il sindaco Buffoni e il prefetto della provincia Giovanna Menghini hanno scoperto l’opera, l'albero di marmo pieno di foglie, su cui si intravede la sagoma di un ragazzo, che sembra abbracciarlo. Accanto al monumento anche una teca in cui si conserva il pezzo di legno utilizzato per rinforzare i rami dell'impiccagione e intorno villa Schiff fa rivivere lo spirito del partigiano Nerino.

 

SEATEC La fiera parla apuano

Al suo esordio Entermatrix 3D di Carrara che si occupa di stampa 3d In mostra tra i senior Bertazzoni Ascensori
di Luca Barbieri
CARRARA Dall’innovazione tecnologica all’arredamento e molto altro: un pezzo del territorio apuano protagonista a Seatec e a Compotec, i due eventi unici nel panorama del sud Europa, a CarraraFiere, a Marina. Sono state nove, infatti, le imprese, tra il comune di Carrara e quello di Massa, che quest’anno hanno partecipato (per una delle due o per entrambe) alle iniziative come espositori, con i loro stand nei padiglioni, per l’edizione numero 14 di Seatec, per il settore nautico, e per l’ottava edizione di Compotec, per i materiali compositi e le loro applicazioni. Hanno parlato anche un po’ apuano, quindi, le due manifestazioni, organizzate in contemporanea da CarraraFiere, che si sono concluse ieri dopo l’inaugurazione di mercoledì scorso, e che hanno registrato un notevole successo. Stampa 3D, robotica, navigatori satellitari, ascensori, arredamento, impiantistica e molto altro, tra le proposte delle nove aziende che hanno deciso di partecipare, chi per la prima volta, chi invece per l’ennesima. Vari i motivi, un po’ per pubblicità, un po’ per confrontarsi col mercato, un’occasione ghiotta da sfruttare per un evento centrale e riconosciuto internazionalmente, a maggior ragione in questa edizione che ha visto la partecipazione di 80 delegati esteri provenienti da 32 paesi europei ed extra-europei. Ma ecco chi sono le attività protagoniste. Al suo esordio, per esempio, Entermatrix 3D di Carrara (via Brigate Partigiane), aperto da inizio anno e che si occupa di stampa 3D (Prototipazione rapida), vendita di stampanti 3D, assistenza, corsi di stampa 3D, sviluppo progetti innovativi e realizzazione di siti web. Quattro ragazzi carraresi, con competenza e passione per la tecnologia, che hanno deciso di fare questo passo e per farsi conoscere hanno deciso di partecipare alla kermesse portando due modelli (media e piccola) di stampanti 3D. Dall’idea su Pc alla stampa tridimensionale: un progetto nuovo per gli utilizzi più vari, dunque, dall’industria al design, passando per l'architettura, la ricerca, la medicina e molto altro con vari prodotti e con più stampanti a seconda delle esigenze. Chi invece non era di certo all’esordio, vista l’esperienza di oltre 30 anni, Bertazzoni Ascensori, di via Frassina al confine tra il comune di Carrara con quello di Massa, con l’esposizione di ascensori e montacarichi, in questo caso per il contesto nautico, ovviamente. Ultratrentennale esperienza anche per la massese MassaFlex, di via Artigiani, con materassi innovativi studiati appositamente per il settore nautico. Si è ormai si è consolidata la presenza alla fiera della multinazionale italiana AvMap, di Carrara, presente a livello mondiale nel mercato dal 1994 per la navigazione satellitare e in fiera, quindi, con quello che riguarda la cartografia elettronica marina. E proprio qui ha lanciato in anteprima un nuovo prodotto dedicato alla pesca professionale (Seiwa Explorer 30). Al terzo anno di fiera è giunta, invece, un’altra nota azienda carrarese, Finservices impianti e servizi, fra le prime società impiantistiche nazionali, con impianti di condizionamento e ventilazione navali. Ma l’impronta apuana non finisce qui. Per portare il trattamento dell’acqua nel settore navale e raffreddare ambienti mediante nebulizzazione presente in fiera Acqu@puana, di Carrara; così come di Carrara, frazione Avenza precisamente, l'azienda Modeck, yachts furnitures e tappezzeria di esterni e interni. Design e innovazione dei materiali per l'architettura per i pannelli compositi di Bencore, invece, nata nel 1999, con uffici e produzione divisi tra Carrara e Massa. Ed infine, per il comparto della robotica, T&D Robotics, con sede commerciale in viale Zaccagna a Carrara, con gli impianti robotici sia per il lapideo, sia per il settore industriale, in generale. Un'occasione, quella del doppio appuntamento a CarraraFiere, per farsi conoscere (soprattutto per i più giovani), per fare business e per confrontarsi con un panorama variegato e competitivo. E le aziende apuane hanno partecipato portando un pezzo importante del nostro territorio, tra innovazione e know how, in una mostra, peraltro nostrana, di successo.

FORTE DEI MARMI Scadrà sabato prossimo il nuovo avviso pubblico per presentare domanda al Comune per l’assegnazione del premio alla professionalità imprenditoriale. Il riconoscimento è destinato a chi abbia svolto la propria attività nel territorio comunale per almeno 35 anni. Il bando è stato ripetuto in queste settimane per consentire una maggiore partecipazione. Alle aziende sarà consegnata una pergamena nel corso di una cerimonia. Domanda reperibile presso l’ufficio commercio o scaricabile dal sito del Comune.

Non è la prima volta che la chiesa di Seravezza viene violata Potrebbe trattarsi dell’opera di un ladro di professione ma non è escluso che si tratti di puro vandalismo

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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