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Il Tirreno (4616)

Affascinati dai tesori di Carrara

I bambini del Garibaldi guidati dal professor Davide Lambruschi
CARRARA In occasione del "compleanno" della nostra città, nella giornata di giovedì 10 maggio, gli alunni della scuola dell'infanzia Garibaldi sono usciti per una visita guidata dal professor Davide Lambruschi.I piccoli si sono mostrati molto interessati; in particolare hanno visitato il Duomo di Carrara, ripercorrendo le tappe più significative della storia sotto forma di un gioioso gioco.Un grazie particolare da parte della scuola dell'infanzia Garibaldi al Professor Davide Lambruschi, profondo conoscitore della storia della nostra città. Ha saputo adattarsi al meglio al "pubblico" che aveva di fronte, ed è riuscito a interessarli con la descrizione dei capolavori del Duomo e degli altri monumenti di Carrara.

 

Corso di marketing

Domani alla coworkeria
MASSA Domani, venerdì, dalle 18,30 in Coworkeria in via Bastione a Massa presentazione di : "Pobody is Nerfect: marketing e principi della comunicazione per piccole e medie imprese.Raccontati diversamente". Il nuovo corso di Marketing in partenza da giugno in Coworkeria in collaborazione con Cuido. 20 ore in cui fornire le conoscenze di base del marketing e della comunicazione d'impresa. Il docente Nicola Lattanzi ha esperienza pluriennale nel campo del marketing e della pubblicità con aziende del calibro di Mondadori e De Agostini. L'evento è gratuito e aperto a tutti. Per informazioni è possibile inviare una mail a info @coworkeria.com oppure chiamare il n. 05851980113 dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì.

 

Affaire ente camerale, tutti assolti

Il gup: il fatto non sussiste, prosciolti i 14 indagati nel caso della segreteria generale

CARRARA Tutti prosciolti dalle accuse, perché il fatto non sussiste. Insomma, un'assoluzione piena, in sede di udienza preliminare, per i componenti delle giunte della Camera di Commercio che secondo la Procura avrebbero di concerto agito per favorire la nomina a segretario generale di Francesca Cordiviola. E lo avrebbero fatto con una serie di atti, prendendo tempo, nominando nel frattempo segretari generali di altre Camere di Commercio, per fare in modo che la Cordiviola arrivasse ad avere i titoli per poter concorrere a quel ruolo. Una vicenda che risale ad alcuni anni fa (dal 2013 a inizio 2015), ma arrivata al dunque, gli avvocati difensori sono riusciti a dimostrare la piena liceità del comportamento dei loro assistiti. In sostanza, tutti gli atti adottati erano assolutamente trasparenti ; proprio in quelle more, stava prendendo campo la riforma delle Camere di Commercio e le prospettate fusioni. Morale: tra l'altro, la Cordiviola non è diventata segretaria generale. La decisione del gup Ermanno De Mattia chiuse così la partita giudiziaria della Camera di commercio: in precedenza, altre assoluzioni e proscioglimenti c'erano state anche per il fotovoltaico.Ma vediamo il dettaglio: imputati erano Norberto Ricci (avvocato Virginio Angelini); Alessandro Beverini (avvocato Virginio Angelini); Francesca Cordiviola (avvocato Annarosa Francini); Alessandro Enrico Alberto Caro (avvocato Annarosa Francini), Andrea Ghirlanda (avvocato Adriano Martini), Maurizio Narra (avvocato Carlo Giovanni Lattanzi), Gianfranco Oligeri (avvocato Adriano Martini), Arnaldo Tonarelli (avvocati Roberta Caldani e Francesco Persiani), Anselmo Ricci (avvocato Adriano Martini), Dino Sodini (avvocato Adriano Martini), Paolo Arpagaus (avvocato Paolo Bertoncini), Vincenzo Tongiani (avvocato Adriano Martini), Giancarlo Tonini (avvocato Adriano Martini), Alessandra Vignali (avvocato Enzo Frediani).Per tutti il procuratore capo Aldo Giubilaro, titolare dell'inchiesta, aveva chiesto il rinvio a giudizio. Per tutti il reato contestato era di abuso d'ufficio, perché come detto avrebbero attuato una serie di iniziative (convenzioni, nomine di commissioni di valutazione) per arrivare al presunto risultato di favorire la dirigente Cordiviola; in più l'ex presidente Ricci, l'ex segretario generale Beverini e la dirigente Cordiviola, dovevano rispondere anche di associazione a deliquere. Ma il gup De Mattia, sentiti gli avvocati difensori, ha dato loro pienamente ragione: atti leciti, il fatto non sussiste. Prosciolti per tutte le ipotesi di reato. (m.b.)

Incontro con Massimo Castaldo sui fondi europei

I 5 stelle all'excelsior

MASSA I pentastellati lo hanno ribadito più volte: è indispensabile intercettare fondi europei. E a quello scopo - hanno annunciato - creeranno uno staff ad hoc. È proprio sul tema dei fondi europei che si concentrerà l'evento che il Movimento ha in programma per sabato alle 21 all'hotel Excelsior.«Nel nostro programma elettorale - spiega Luana Mencarelli candidata a sindaco dei 5 Stelle - abbiamo chiarito che potenzieremo l'accesso al finanziamento pubblico (CIPE, Fondi UE, Fondi Regionali) istituendo un ufficio per la progettazione recepimento dei Fondi Ue con personale dedicato e appositamente formato. Questa competenza vorremmo metterla a disposizione anche di imprese, associazioni e cittadinanza che, con la debita informazione e formazione, potrebbero fruire delle occasioni garantite dall'Unione Europea a sostegno e rilancio delle proprie attività. Proprio di questo parleremo il 19 maggio e, grazie alla presenza del Vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo, e i nostri candidati Paola Ianni e Renato Baudinelli offriremo un quadro preliminare su cosa sono i fondi europei - sottolinea Mencarelli - Spiegheremo quali siano i fondi a disposizione delle amministrazioni pubbliche e quelli dedicati invece a imprese, associazioni, cittadine e cittadini». I 5 Stelle infirmano, inoltre che il vicepresidente del Parlamento Europeo sabato, ma alle 18, terrà anche un evento estraneo alla campagna elettorale, sempre all'Hotel Excelsior. L'evento, dal titolo "Politiche giovanili Ue. Rapporti Italia - Europa", è a numero chiuso (50 posti) e dedicato ai giovani del territorio. Per prenotazioni sms o whatsapp al numero di segreteria 338 7741100.

In mille: «Basta morti sul lavoro»

TRAGEDIA IN CAVA
di Libero Red Dolce CARRARA Le distingui a orecchio quasi quelle dieci, undici paia di mani che applaudono il sindaco Francesco De Pasquale . Cala l'imbarazzo dopo che ha parlato. In piazza sono quasi un migliaio, ma il suo intervento non scalda i cuori. I cavatori, i sindacati e qualche cittadino sono scesi in piazza dopo un altro morto sul lavoro. Ma è un corteo di anime che da troppi anni fanno i conti con la rassegnazione.Cielo grigio che minaccia pioggia, il corteo parte da piazza d'Armi verso le 9.30. In coda alla manifestazione, un cavatore imponente passeggia con due uomini al fianco. Tre uomini e tre bandiere, ma la stessa rassegnazione: «Ormai sono diventate delle sfilate. Andiamo in su, torniamo in giù e domani è finito tutto», fa il più massiccio. Gli altri nemmeno rispondono. Occhi fissi sulle bandiere di fronte e un piede avanti all'altro. Ha ragione lui.In testa le tre sigle sindacali che dopo la morte di Luciano Pampana in cava hanno chiamato allo sciopero generale provinciale di 8 ore. Dietro sindacati autonomi, sigle politiche, uno spezzone di anarchici sempre a chiudere. La presenza c'è: saranno 700, 800 persone. Si arriva in piazza Matteotti con più malumore che rabbia. Difficile che qualcuno parli, non c'è tanta voglia. «Ma cosa racconto a voialtri giornalisti, che poi non mi mettete quello che dico. Lasciamo perdere, che poi parlo e non resta niente». Con questa premessa uno dei cavatori impiegato nelle cooperative schiva le domande. Prova a girare la domanda ai suoi compagni, poi cede a qualche considerazione. «C'è un giro di soldi su a monte che non se ne ha idea. E però la gente ha cominciato a dire che sono i cavatori a farci soldi, ad arricchirsi. Come si fa a parlare che poi ti buttano fuori?».Chiedono anonimato ai cronisti, più che altro lo impongono. Una chiacchierata la fanno, il nome non lo dicono. Dà idea del clima non proprio sereno che si vive in cava. Si accosta un altro: «I soldi che ci sono andrebbero investiti in altro modo, questa città potrebbe arricchirsi e avere servizi. Eppure c'è un giro di mazzette...». Inutile chiedere dove, verso chi. «Non fare il mio nome, poi al monte ci devo tornare io».C'è chi fa delle proposte più sindacali, come Andrea Carassali ed è disposto a dire il nome. «Visto che la legge Fornero non sembra verrà tolta, facciamo fare meno agli operai in cava. Turni di 5 ore, rendiamo il lavoro meno faticoso». Lui lavora al piano, «ma i rischi che si corrono sono troppi, soprattutto per chi sta lassù».Il corteo arriva di fronte al comune, il piazzale del parcheggio è pieno per le auto. Qualcuno si lamenta che non siano state spostate dall'amministrazione.Si ferma l'auto con il megafono per fare parlare i rappresentanti sindacali. Il primo a parlare però è il silenzio: un minuto di raccoglimento per il compagno morto in cava.Applauso lungo, poi vengono lette due poesie. Al microfono si alternano i rappresentanti dei sindacati. Paolo Gozzani segretario della Cgil parla dell'«importanza di una lotta da portare avanti uniti come oggi, i piani di coltivazione vanno migliorati. Il lavoro deve essere vita, non si muore per caso, ma per negligenza».Ma c'è un'assenza che pesa tanto. Manca l'amministrazione, mancano i consiglieri di maggioranza. E pure l'opposizione. Uno schiaffo sul piano simbolico. «Dov'è il sindaco?», chiede un cavatore avvolto nella bandiera Cisl. Gozzani e Andrea Figaia, e Franco Borghini, segretari Cisl e UIl, si guardano: «Andiamo a chiamarlo». Il sindaco in realtà sta arrivando e ritorna assieme ai segretari. Con lui solo l'assessore Maurizio Bruschi. E mentre parla, come una pentola borbotta il malumore tra i manifestanti. «Ma non era meglio Zubbani, almeno veniva a dire delle cose», sibila una signora. Brutto vento.De Pasquale si spiega, inizia con un elogio. «Siete veramente in tanti, è un ottimo segnale». Usa il voi però, non una grande mossa retorica. «Sul piano della sicurezza c'è molto da fare, il comune ha intenzione di impegnarsi a fondo. Anche la Regione però deve muoversi, perché io credo che se tutti andiamo a fare i controlli allora qualcosa può cambiare. Se va l'Asl, la Regione, l'Arpat, il Comune, l'ispettorato del lavoro qualcosa cambia. Bisogna fare sentire la presenza».Poi fa una proposta e qui perde il favore della platea. «Il comune è disponibile a fare da collettore di denunce anonime, possiamo raccoglierle e fare visite a sorpresa». Finirà poco dopo, ma passato il microfono saranno davvero in pochi a battere le mani.Gozzani capisce il momento e incalza. Riprende il microfono: «Non è il momento di chiedere ai lavoratori, con i livelli di ricattabilità che ci sono, di denunciare». De Pasquale preferisce chiacchierare senza altoparlanti, argomenta calmo che in comune si sta lavorando. La ex consigliera Claudia Bienaimè lo sprona: «Ora aspettiamo i fatti, sindaco». La giunta, dopo questo lutto, è chiamata alla prima vera prova. Discontinuità e regolamento. Il primo campanello d'allarme, per chi ha fatto il 63% al ballottaggio, è suonato.

 


CARRARA Sindacati e i due sindaci di Massa e Carrara, Alessandro Volpi e Francesco De Pasquale, incontrano il prefetto Enrico Ricci subito dopo il corteo. E dal segretario di categoria della Fillea Cgil, Roberto Venturini, parte la proposta: «Ci presenteremo come parte civile nel processo penale che ci sarà, con quelli che saranno individuati come i responsabili dalla procura». È la prima volta che accade.«Il prefetto è stato disponibile - spiega Venturini - ha detto che girerà le nostre richieste al ministero, disponibile a fare un tavolo fra imprese e sindacato. E a denunciare se c'è da fare delle denunce, ora valuteremo. Noi siamo tornati sull'idea che le cave che non rispettano le norme devono essere fermate, il reato di un omicidio sul lavoro è una cosa importante che va introdotta. E poi, anche dagli input nazionali che ci arrivano, abbiamo deciso di presentarci come parte civile nel processo penale che ci sarà». Per Giacomo Bondielli, della Filca Cisl, «ogni volta che si muore si deve procedere ad una verifica di tutti gli step operativi dell'azienda, dalla regolarità amministrativa a quella relativa alla sicurezza. Dove si muore si scannerizza e poi si interviene. Patente a punti: chi sbaglia paga, più si sbaglia più si va incontro a limitazioni operative, fino al ritiro della concessione. Il comune di Carrara deve verificare la correttezza di tutte le cave in attività, inserire nella normativa di sua competenza il tema della sicurezza e quella della filiera locale, compresa la definizione di forme di contingentamento».Gli fa eco il segretario della Cisl Andrea Figaia L'età media avanza sempre più, i nuovi operatori di cava devono essere formati in via continuativa, l'impegno per ridurre l'età pensionabile va concretizzato subito: i 63 anni attuali sono troppi».E apre un dubbio: «Rimane aperta la questione relativa al rappresentante per la sicurezza nei luoghi di lavoro: se, come si dice in città, quello della ditta in questione aveva dato le dimissioni da questo delicato incarico, allora mi domando: dopo 14 morti in cava in meno di tre anni, possibile che a Carrara, in Toscana, si possa lavorare in cava senza questa figura?»Libero Red Dolce

«Anche noi cavatori dobbiamo essere attenti»

Ruscigni: «La colpa non è sempre dei titolari, il lavoratore deve stare in guardia»
Il veterano: «Premi alle aziende virtuose? In 4 o 5 fanno i soldi versando sangue»
CARRARA Al corteo promosso dai sindacati per Luciano Pampana, morto in cava Fiordichiara, i cavatori ci sono, ma sono taciturni. Molti di loro hanno paura ad esporsi: non parlano, o se parlano preferiscono esprimersi in forma anonima. Temono ripercussioni sul proprio lavoro. Si respira insomma un clima di tensione. Parliamo con Francesco Ruscigni, che da otto anni lavora nella cava dei fratelli Antonioli: «Lo sciopero di oggi è stato fatto per chiedere più sicurezza in cava. Vorrei spendere una parola anche in favore dei datori di lavoro. Sembra che, a prescindere dalla modalità in cui gli incidenti accadono, la colpa sia sempre del titolare. In un caso come il nostro, in cui il titolare ci fornisce tutti i materiali del caso, ogni singolo cavatore deve prestare attenzione»Una sicurezza che parte dal basso, insomma: «È inutile fare degli scioperi contro le ditte, contro i datori di lavoro, quando si comportano bene. Voglio spendere una parola in favore di Cesare Antonioli, che in questo frangente è aggredito da più fronte per quanto successo ad Abramo Ricci, scivolato dal cingolo di uno scavatore. Nella stessa cava ci furono altri due morti nel 2016» Giuste le sanzioni per chi non rispetta le norme; nei casi in cui queste lacune non ci sono, dev'essere il cavatore a responsabilizzarsi. «Spesso il lavoratore, soprattutto se esperto, ha troppa fiducia nei propri mezzi. Dice, ad esempio: devo salire su una scala di tre metri, l'imbrago non lo metto, tanto non succede nulla. Invece quella può essere fatale».Anche Nunzio Ricci lavora in cava, nel bacino di Massa. «Lavoro in cava da 37 anni - dice - la pensione anticipata sarebbe importante. Per lavorare in cava servono ottimi riflessi, anche se hai l'esperienza dalla tua parte»Ciascuna cava ha le sue peculiarità, che vanno conosciute: «Da noi il marmo è morbido, in Lavagnina è secco e si stacca più rapidamente. In ognuna si lavora in modo diverso». Ricci cerca sempre di tenere l'attenzione ai massimi livelli:«"Il nodo incidenti non è facile da sciogliere. L'input deve partire da noi cavatori, soprattutto da noi. Le leggi ci sono, bisogna cercare di rispettarle. Una premialità alle aziende virtuose potrebbe senz'altro essere utile, ma tutto parte dal lavoratore, che va responsabilizzata. La formazione la facciamo, i controlli ci sono.Rispetto a una volta le condizioni sono migliorate: la sicurezza è molto più centrale, si fa più formazione».Stefano Rossi, di Carrara, è cavatore e delegato Cgil. «Ci sono realtà in cui l'operaio è ricattato e la sicurezza viene meno - spiega - se esaminiamo una realtà come la mia, dove c'è un dialogo tra lavoratore datore di lavoro e si trovano le quadre, va tutto nella norma. Ma esistono cave dove oltre, ad essere sotto ricatto, sei costretto a lavorare in condizioni disumane. Gli infortuni sono sempre pronti a colpire, anche nei momenti in cui si pensa di essere al sicuro» La soluzione passa per un maggior rigore: «Più controlli a tappeto, azienda per azienda: dove la sicurezza viene meno, all'azienda va dato tempo dai 30 ai 60 giorni per mettersi in regola. Altrimenti si revoca la concessione» La premialità alle aziende virtuose? «Premi? Ci sono 4 o 5 ditte che guadagnano fior di soldi versando il sangue delle persone». Irene Rubino*

 

CARRARA Sauro Mattei ha 58 anni ed è un poeta; un poeta cavatore, per la precisione. Lavora in cava Henraux, ha trascorso 40 anni nei bacini marmiferi della Versilia. È stato per 30 anni membro della Commissione Nazionale Marmo. È delegato sindacale di Fillea Cgil. Ha al suo attivo 11 libri di poesie, una l'ha letta in occasione del corteo che ieri è partito da piazza d'Armi. È tratta dalla sua opera prima, "La poesia e il cavatore": «La tradizione di un mestiere La figura del cavatore, capire I valori umani la vita vissuta Nel corso degli anni dalla nostra gente Un duro lavoro a volte spietato Nella sua asprezza che miete Sacrificio e morte, gente che ha dato al marmo e alla sua storia gran parte di sé la propria vita Una vita difficile tra le avversità Delle intemperie, quante angosce Per molte famiglie, pianti, paure quando il marmo si tinge di rosso».Z"Scrivo dal '96 - ha raccontato Mattei - racconto le arti dimenticate, i vecchi mestieri, come il filista e il riquadratore. Ma anche gli aspetti crudi del lavoro in cava». La chiosa riporta alla mente la tragedia di Fiordichiara. ZIn cava si continua a morire perché non si sta lavorando bene. Il lavoro in cava è rischioso ma importante per l'economia del nostro territorio. Bisognerebbe riportare l'attenzione alla vita, alla dignità umana, alla sicurezza. La vita della persona dev'essere al centro di tutto».Intervenire sulle concessioni può essere una soluzione? «Le concessioni vanno date a chi lavora correttamente, facendo formazione e sicurezza, valorizzando il nostro territorio, il nostro marmo. Nel 2020 incidenti così non dovrebbero più accadere. Io ho 58 anni, è da 40 anni e due mesi che lavoro in cava». 58 anni, come lo scomparso Luciano Pampana: «Alla mia età non hai più l'istinto, la forza, l'attenzione della gioventù; ti salva l'esperienza legata alla tua storia. Proporrei il prepensionamento per i lavoratori veterani, che potrebbero poi fare informazioni ai giovani. È impensabile che la gente vada in pensione a 43 e 5 mesi con la Fornero: quando si fanno queste leggi bisogna conoscere il lavoro. Bene che si sia passati a 41 anni con l'ultimo governo, ma non basta».Qualcosa, negli ultimi anni, s'è mosso: «La task force istituita dalla Regione con controlli al tappeto è un passo della direzione giusta».

MONTAGNA SERAVEZZINA

SERAVEZZA Sarà un luglio decisivo per gli usi civici della Montagna di Seravezza. Il primo giorno del mese si terranno le elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione dell'Asbuc (Amministrazione separata dei beni di uso civico). E verso la fine dello stesso mese è attesa la sentenza di primo grado a chiusura del contenzioso con Henraux. Scadenze e informazioni emerse lunedì nell'assemblea a cui erano presenti solo 35 frazionisti su un totale di oltre mille interessati. Si è fatto il punto della situazione alla luce del ruolo supplente svolto nelle ultime settimane dal Comune e dopo le dimissioni in blocco del precedente direttivo. Il sindaco Riccardo Tarabella ha annunciato una nuova assemblea per la discussione e approvazione dei bilanci consuntivo 2017 e preventivo 2018 di Asbuc. Ha anche invitato i frazionisti a riflettere sulle diverse conseguenze che possono scaturire dall'attuale situazione di stallo e a farsi artefici del loro destino nella gestione e nella valorizzazione dei beni di uso civico della montagna, non disperdendo lavoro ed esperienze maturati in questi anni. «È stato poi rilevato - ha scritto in una nota stampa il Comune - come, a fronte di un legittimo diritto alla trasparenza e all'informazione (che peraltro non è mai mancata rispetto alle richieste fatte) sia sempre venuto meno da parte di alcuni frazionisti o comitati la reale volontà di partecipare e confrontarsi in assemblea, momento deputato proprio alla condivisione delle informazioni e alla definizione degli indirizzi».Presente anche il vicesindaco Valentina Salvatori che ha invece riferito sugli esiti dell'udienza del 9 maggio a Roma, occasione in cui il Commissario, preso atto del mancato accordo, ha deciso di trattenere in decisione la causa concedendo alle parti 60 giorni di tempo per le memorie conclusive e 20 per le repliche.

A Roma la lapide di Sant'Anna

Il progetto è di collocarla nell'area dell'eccidio delle Fosse Ardeatine
STAZZEMA Come un libro aperto in un parco che potrebbe essere dedicato proprio a Sant'Anna di Stazzema nell'area delle Fosse Ardeatine a Roma. È così, e in quel luogo, che forse sarà ricollocata la lapide del Parco Nazionale della Pace che fu distrutta dal vento del 5 marzo 2015. Non è ancora ufficiale, ma è l'idea a cui l'amministrazione di Stazzema sta lavorando grazie anche alla collaborazione del Procuratore De Paolis. Intanto i frammenti della lapide - circa 20 - con incisi i nomi delle vittime del 12 agosto 1944 sono stati ripresi in mano in questi giorni dall'Associazione Martiri di Sant'Anna insieme al professore Claudio Marchetti e ai suoi studenti del Liceo Artistico Don Lazzeri di Pietrasanta. Si è iniziato ad incollare i pezzi su due lastre di marmo.«Adesso attendiamo il 28 maggio gli alunni tedeschi di Moers - spiega il professor Marchetti - con loro e insieme ad alcuni alunni delle classi terze del nostro Liceo completeremo l'opera di restaurazione». Ci sono ad esempio delle parole da ricomporre andate perse o rovinate dalla caduta. All'inizio della fase di recupero, lo scorso fine settimana, ha partecipato anche il superstite Enrico Pieri con altre persone dell'Associazione Martiri, aiutati da una ditta incaricata.«Da subito si decise che andava ristrutturata - spiegano - sia per un valore affettivo che morale». Il sindaco Maurizio Verona intanto ha già preso contatti con il commissariato generale per le onoranze ai caduti (Onorcaduti), oltre che con la direzione del Mausoleo delle Fosse Ardeatine attraverso il procuratore militare Marco De Paolis. Si pensa di collocare la lapide proprio a Roma. Lì esiste ad esempio già una piazza dedicata a Marzabotto. «Per ora non è ancora ufficiale questa procedura - spiega Verona - ma ci stiamo lavorando e abbiamo preso i primi contatti». L'Onorcaduti di recente è stata in visita anche a Sant'Anna nel Parco della Pace e si è congratulata per l'Idea. Per ricomporre la vecchia lapide, che era incisa davanti e dietro, si è dovuto dividerla nel mezzo. A lavoro finito quindi la struttura sarà divisa in due. Intanto sono già passati due anni - ad aprile 2016 - quando una nuova lapide è stata riposta a Col di Cava davanti al Monumento Ossario.Tiziano Baldi Galleni

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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