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Il Tirreno (3644)


la FICTION
di Alessandra Vivoli CARRARA «I miei operai hanno fatto tutti le comparse. E la cava della mia famiglia è stata trasformata in un set. C'erano i costumi d'epoca, il trucco e anche qualche blocco di marmo finito, ricreato ad arte. E di finto c'era pure il sangue perché - ma non vorrei rivelare nulla della trama, è stato messo in scena anche un incidente. Tutti siamo curiosi di vedere come sarà l'effetto in televisione».Parla Alessandro Corsi l'industriale del marmo nella cui cava, nel bacino di Colonnata, hanno girato parte della fiction "Sacrificio d'amore", in onda da domani sera (per 21 puntate) su Canale 5. La risposta tutta italiana a "Il Segreto" ha avuto fra i suoi set di riferimento proprio Carrara e alcune delle scene più suggestive saranno proprio quelle girate nei bacini marmiferi apuani.

CARRARA Sono tre i personaggi principali attorno a cui si dipanerà il romanzo di "Sacrificio d'amore". Brando Prizzi (Francesco Arca) siciliano d'origine lavora come lizzatore nelle cave di marmo di Carrara. È un "guerriero" affascinante e idealista, l'anarchico con il contro in testa. È uno dei leader indiscussi dei movimenti per i diritti dei cavatori. In Sicilia, a tredici anni rischia la vita in una solfatara, nell'incidente perde la vita suo fratello Rocco. Brando cerca in ogni modo di salvarlo, ma senza riuscirci, una tragedia che lo segnerà profondamente e che sarà alla base della sua indomita sete di giustizia e di salvaguardia dei lavoratori. Subito dopo la disgrazia, il padre Vito decide di portare la famiglia a Carrara e iniziare una nuova vita. Insieme lavorano nelle cave di proprietà della Famiglia Corradi. La sua vita verrà stravolta dall'incontro con Silvia, una donna dell'alta società. Un amore travolgente, inebriante e pericoloso, un colpo di fulmine che nasce inizialmente dall'attrazione fisica poi cementato dagli stessi ideali. Brando e Silvia appartengono a mondi diversi, lui cavatore e lei moglie dello stimato Ingegner Corradi ma l'amore che li lega prevale sulla ragione e solo la morte potrebbe impedire. Silvia Corradi (Francesca Valtorta)è una donna bella, brillante, emancipata. Moglie dell'ingegner Corrado Corradi, proprietario delle cave di marmo di Colonnata dove lavora Brando. Silvia si è sposata per amore e con il matrimonio è entrata a far parte di una delle famiglie più in vista della città. Silvia è una donna e una moglie perfetta che verrà cancellata dal ciclone Brando. Un colpo di fulmine, un'attrazione indomabile per il cavatore, un amore prorompente che continuerà a scorrere come un fiume sotterraneo, fino al giorno in cui la diga delle verità nascoste si romperà travolgendo tutti. Corrado Corradi (Giorgio Lupano) ingegnere minerario è il proprietario delle cave di marmo di Colonnata. Corrado e Brando rappresentano due mondi contro, uno conservatore e l'altro rivoluzionario, Brando a capo dei cavatori e Corrado a capo dei'padroni'.

Sulla carta gli ingredienti per un grande successo di pubblico ci sono propri tutti. Gli attori famosi, oltre ai protagonisti, Francesco Arca, Giorgio Lupano e Francesca Valtorta, volti noti al grande pubblico come quello di Laura Torrisi, Alex Belli e Andrea Montolvi, anche la musica ha un ruolo fondamentale in una fiction su cui Mediaste sembra davvero puntare molto.La sigla è cantata da una delle voci più emozionanti del panorama musicale, Mina (che ha regalato il suo contributo), un brano inedito, a cura di Massimiliano Pani e Lele Cerri.La voce di Mina, e un suo brano inedito, per "Sacrificio d'amore": il romanzo popolare che segna il grande debutto di Canale 5 nella fiction storica, girata in Italia.La risposta alle grandi aspettative annunciate anche nella conferenza stampa che si è tenuta a palazzo Santa Chiara a Roma, adesso dovrà dare soltanto il pubblico. Quindi l'attenzione degli addetti ai lavori è già puntata sui dati Auditel che usciranno il giorno dopo la messa in onda della prima puntata della fiction. Sarà interessante sapere, quindi, quanti milioni di spettatori avranno visto la nostra città, i suoi studi artistici e le cave.

 


Approvata dal consiglio regionale la mozione unitaria
che impegna la giunta a chiudere la discarica

di Camilla Palagi MONTIGNOSO La giunta regionale è impegnata verso la chiusura "più celere possibile" della discarica di cava Fornace di Montignoso. Ed è anche impegnata ad attivarsi per una "contestuale risolutiva realizzazione" di uno "specifico piano di messa in sicurezza e bonifica ambientale dell'area in cui risiede l'impianto per la gestione dei rifiuti. È quanto prevede la mozione unitaria - primo firmatario Stefano Baccelli, Pd, presidente della commissione Ambiente - approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Il testo è frutto di un lavoro congiunto in seno all'assemblea legislativa, ed è stato sottoscritto anche dai gruppi che avevano presentato precedenti mozioni, ritirate e sostituite dal nuovo testo unitario. La mozione è sottoscritta da Elisa Montemagni (Lega), Leonardo Marras (Pd), Giacomo Bugliani (Pd), Giacomo Giannarelli (M5S), Marco Stella (Forza Italia) e da Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra). «Con questa mozione condividiamo una scelta politica che mette insieme le istanze dei cittadini, quelle dei comuni, le risultanze di analisi» e il fatto che davvero si tratta di un «luogo assolutamente non adatto a ospitare una discarica, a prescindere dalla sue modalità di gestione», ha spiegato Baccelli. I controlli Arpat. Il testo della mozione ricostruisce gli esiti dell'attività di controllo dell'Arpat nel 2016, che ha riscontrato il mancato rispetto delle percentuali prescritte nei rapporti tra rifiuti inerti e contenenti amianto; le istanze dei cittadini suffragate dagli organismi istituzionali: il Comune di Montignoso ha istituito una commissione controllo per monitorare la gestione; fino ai recenti atti indirizzo degli enti locali (Montignoso, Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi) «volti a richiedere la chiusura dell'impianto per problemi segnalati». In primo piano, nell'illustrazione in aula, anche il contesto ambientale, per la cava che comunque, al di là delle verifiche Arpat, è attigua a centri abitati e ad un habitat naturalistico di pregio. La mozione prende in considerazione anche l'attività della Regione Toscana, che sta comunque procedendo con i propri uffici ad una istruttoria non ancora conclusa. A passare in rassegna in particolare la situazione sul territorio - incluso il debito della società che gestisce la discarica verso il comune di Montignoso, pari a 278mila 426 euro - la consigliera Montemagni. Che ha ringraziato «chi dal territorio ha lavorato per arrivare a questo atto, chi da anni si impegna su questo tema e anche i colleghi, per aver capito l'importanza di arrivare ad un atto congiunto». Apprezzamento anche da Bugliani che, quale consigliere di zona, ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo: «È un risultato grande per il Consiglio, apprezzo la trasversalità e la condivisione di obiettivi per il rispetto della salute dei cittadini e la difesa dell'ambiente».La discarica venne autorizzata nel 1992. Nel 2006 la ragione sociale della ditta cambia in Programma ambiente apuane S.p.a. e poco dopo la provincia di Massa-Carrara riclassifica la discarica in "discarica per rifiuti speciali non pericolosi".Esulta il comitato. «Dopo dieci lunghi anni hanno dovuto ammettere che ciò che dicevamo era vero» commenta a caldo Cristina Ronchieri, tra le primissime ad aderire al comitato di cittadini che si è creato per la chiusura del sito. «Abbiamo "accordato" le varie forze politiche a comprendere finalmente il problema - scrive il comitato - e adesso non solo i 4 comuni ma anche la regione Toscana riconosce la validità delle nostre denunce, firmando la mozione di chiusura, bonifica e messa in sicurezza all'unanimità. Finalmente da ora in poi, parleremo non del perché va chiusa, ma come e sopratutto quando». I commenti dei partiti. Soddisfazione anche da parte di Paolo Lenzetti, consigliere del Movimento Cinque Stelle di Montignoso, per la chiusura di quello che definisce «il più grosso errore commesso sul nostro territorio». «La chiusura del sito è nel nostro programma elettorale dal 2011 - continua il consigliere pentastellato - questo momento ci ripaga di tante battaglie che il Movimento ha portato avanti con forza» seguito dal consigliere regionale dei pentastellati Giacomo Giannarelli: «Si chiuderà così uno dei capitoli bui del sistema rifiuti toscano, la discarica doveva essere chiusa da tempo e, per dirla tutto, non doveva proprio nascere lì. Eppure per anni chi governa e governava ha fatto finta di niente». Fa seguito la Lega Nord, in sede di consiglio regionale Elisa Montemagni ha commentato: «Anche il Pd si è unito a Lega Nord, M5S e Forza Italia nel ritenere prioritario chiudere una discarica che presenta numerose criticità. Purtroppo devo riconoscere che nella mozione unitaria finale non è stato inserito che Programma Ambiente, gestore della discarica, è in arretrato con i pagamenti degli indennizzi ambientali al comune di Montignoso per una cifra pari a 278.426,98 euro». «Una volontà trasversale e condivisa» l'ha definita il consigliere regionale del Pd, Giacomo Bugliani: «Il dato che abbiamo di fronte è oggettivo e inconfutabile e occorre senso di responsabilità. Arpat, infatti, ha dichiarato l'impianto non conforme, ne ha dato informazione all'autorità giudiziaria ed è assolutamente necessario e prioritario tutelare la salute dei cittadini e la salubrità dell'ambiente».Il sindaco: in sintonia con la nostra delibera. Una votazione «perfettamente in sintonia con la nostra delibera di giunta» conclude il sindaco di Montingoso Gianni Lorenzetti, «che ricordo è stata approvata dalla sola maggioranza. Adesso concorderemo i tempi per la chiusura, un lavoro ovviamente che non potrà essere fatto in un giorno, ma il nostro lavoro per non permettere che il sito venga abbandonato inizia adesso. Un ragionamento che lascerà fuori ogni demagogia».

Avvisi CAP e ex San Giacomo


Ultimi giorni utili per partecipare agli avvisi pubblici pubblicati dal Comune e riguardanti il CAP e l'ex ospedale S. Giacomo

 


in vicolo dell'arancio
CARRARA L'aveva annunciato nei giorni scorsi («proprio come quando l'ho inaugurato anni fa, chiuderò con una sbicchierata», ci aveva anticipato) e così è stato: Romeo Buffoni, l'artista carrarese di vicolo dell'Arancio, ha "salutato" il fondo con un brindisi con gli amici di sempre: artisti e colleghi, tra cui Frank Breidenbruch, quei cittadini che da anni transitano in zona, come il prof. Mario Bertolini, e anche don Raffaello Piagentini, parroco di Carrara. La vicenda è ormai nota. Durante il mese scorso, Romeo Buffoni - pittore carrarese con studio in vicolo dell'Arancio tra i promotori degli Artisti del Borgo e del Simposio, nonché autore di molte opere tra cui il murale sul mondo del lapideo proprio in vicolo dell'Arancio - riceve una comunicazione da palazzo civico: deve lasciare e il fondo comunale (di circa 12 metri quadrati), situato a fianco al suo studio, che utilizza per esporre opere

Azzano: Asbuc sfiduciata dalle elezioni

AZZANO Il comitato di Azzano parla di una «irrisoria percentuale dei votanti (220 contro i 248 di cinque anni fa) pari al 17, 34%», quella che ha decretato la conferma di tutti i consiglieri dell'Asbuc in carica. «Suona di pesante sconfitta della linea - proseguono - a favore della transazione che il Pd di Seravezza, in strettissima collaborazione con l'amministrazione comunale e con Asbuc ha tenuto da tempo». Era ovvio che, dopo le elezioni, gli attriti non si sarebbero placati. Anzi, ora è certo che la transazione con Henraux andrà in porto, così come dichiarato dagli stessi consiglieri che hanno da sempre portato avanti la causa. Il comitato torna a criticare quella che definisce una «ridicola svendita che Asbuc propone ad Henraux». Attaccano anche l'ente degli usi civici, sostenendo che si è comportato «forte con i deboli e debole con i forti». Il comitato aveva anche raccolto una petizione di 170 firme. «Non è transare che vogliamo. Vogliamo invece mantenere e tramandare diritti millenari alle generazioni future che ne avranno bisogno quanto, e forse di più, ne ebbero le comunità che li pensarono, attuarono, difesero ed utilizzarono», scrivono in una nota. «Le cifre parlano da sole: Asbuc sfiduciata dal voto del 3 dicembre, Asbuc inadempiente nel produrre la documentazione richiesta dalla popolazione, che ha diritto - dopo cinque anni di latitanza - di capire e sapere. Asbuc amministrata da un partito, sbilanciata non solo nella transazione ma anche nella territorialità degli eletti».

«Il nuovo argine sul Carrione è sicuro»


L'assessore regionale Fratoni rassicura: nessuna infiltrazione, solo un problema di asfaltatura
CARRARA Alcuni residenti, e in prima fila Sabrina Bertoloni una delle donne simbolo della devastante alluvione di tre anni fa, hanno lanciato l'allarme per presunte infiltrazioni d'acqua sull'argine del Carrione, proprio nello stesso punto dove avvenne la rottura del muro e l'esondazione

elezioni in montagna


SERAVEZZARisultato scontato, l'affluenza un po' meno. Confermati infatti tutti i consiglieri uscenti dell'Asbuc con il più votato il presidente Gabriele Stagi. Il numero dei votanti, invece, rimane in linea con i numeri di cinque anni fa. E questo nonostante la dichiarata astensione di un gruppo di cittadini di Azzano contro la trattativa di Asbuc con Henraux e il Comune. Le elezioni si sono tenute domenica. Rieletti i cinque consiglieri uscenti: Pietro Conti (132 preferenze), Walter Giannini (135), Alberto Leonardi (136), Danilo Marrai (54) e Gabriele Stagi (149). Erano gli unici candidati, nell'unica lista che si è presentata. I residenti della montagna seravezzina hanno espresso anche altre preferenze. Secondo il regolamento relativo agli usi civici, si può esprimere infatti nel voto qualsiasi altro cittadino elettore. Così, altri voti sono andati a Roberta Raffi (47 preferenze), Lorenzo Balderi (15), Giovanni Borghini (2), Daniele Dessì (1) e Agostino Polani (1). I dati relativi all'affluenza. Nel seggio elettorale unico di Giustagnana hanno votato 220 elettori (123 maschi e 97 femmine) con una percentuale pari al 17, 34% degli aventi diritto (1269). Nella precedente tornata elettorale del 21 ottobre 2012 - unica altra votazione mai fatta, che servì a costituire per la prima volta l'Asbuc - avevano votato 248 elettori (133 maschi e 15 femmine), pari al 18, 60% degli aventi diritto (1333). Un'affluenza molto bassa ma che conferma i dati precedenti. Il nuovo comitato resterà in carica cinque anni, e ieri sera si è già riunito. Alcune prospettive future erano state anticipate, come la transazione con Henraux e lo sviluppo della cooperativa La Mulattiera. (t.b.g.)

Sos alla Provincia: Stagi al collasso

I genitori degli studenti incontrano il sub commissario e scrivono a Menesini
PIETRASANTA Quattordici aule chiuse, 400 studenti e un solo servizio igienico - fino a pochi giorni fa -, laboratori inutilizzabili, percorsi interni inaccessibili. «A quei consiglieri provinciali e comunali - oggi ex - che dicono di avere fatto tanto per il liceo artistico Stagi, inoltrerò, in foto, lo stato in cui sono costretti a studiare i nostri figli. Ci vorrebbe più rispetto e meno proclami, in questi casi». Parole, quelle di Morena Pardini, referente dei genitori degli alunni delle Stagi, pronunciate alla fine dell'incontro che la stessa Pardini, accompagnata da Deborah Salvatori, ha avuto ieri mattina in municipio con il sub-commissario Grazia La Fauci. «Un incontro che ci ha soddisfatto: abbiamo notato da parte del Comune quell'interessamento che, negli anni passati, in altre situazioni, non avevamo riscontrato. Il sub-commissario ha già inviato in Provincia - referente su gran parte della struttura delle Stagi - le priorità elencate dal preside dell'Istituto. Questo significa agire in modo tempestivo. Lo stesso faremo noi genitori: quello che chiediamo è un incontro, in tempi brevi, con la Provincia».Da qui l'invio di una lettera al presidente della Provincia Menesini. «In questa lettera abbiamo ribadito che le Stagi sono al collasso. Ultimamente, come detto, 400 studenti usufruiscono di un solo servizio igienico, per svolgere le lezioni i ragazzi e i docenti devono spesso spostarsi in altro plesso perché le aule presenti alle Stagi sono insufficienti. E si spostano in una sede distante - il Don Lazzeri di piazza Matteotti - a piedi e, quando capita, sotto la pioggia. E se durante queste uscite forzate dovesse capitare un incidente ai nostri figli? Chiediamo che venga convocato entro il 17 dicembre un incontro in Provincia per definire le priorità su cui intervenire e dare agli studenti una scuola dove possono fare lezione in modo funzionale e sicuro». (l.b.)


Stanziamento di 480mila euro da parte della Regione
Previste 4mila ore di lezione e più di 200 "studenti"

di Cinzia Chiappini CARRARA Grazie a un progetto da 480mila euro finanziato da Regione Toscana e organizzato da Confindustria Livorno Massa-Carrara in collaborazione con Etruscaform, Imm, Cna, istituto Gentileschi e le scuole Edili di Massa-Carrara e Livorno rinasce "Cava scuola". Per ora si tratta di una serie di corsi di formazione mirati al settore lapideo ma in futuro potrebbe diventare qualcosa di più e riportare in auge la celebre scuola per aspiranti cavatori gestita fino agli anni 2000 dalla Provincia. Sei corsi di formazione, rivolti a 62 disoccupati e 145 occupati, 23 attività rivolte alle imprese per potenziare la preparazione dei loro addetti e infine due percorsi per incentivare la nascita di start-up, uno per gli under 30 e uno per gli over. È questo il pacchetto di corsi finanziati dalla Regione Toscana nell'ambito di un progetto di formazione strategica, che conta quasi 4mila ore di lezione a un totale di oltre 200 partecipanti con il coinvolgimento di 20 aziende sul territorio di Massa Carrara e Livorno. Il progetto è stato presentato ieri nella sede carrarese di Confindustria, alla presenza dei delegati dei soggetti organizzatori, che non hanno nascosto la voglia di "riaprire" la Cava-Scuola, ovviamente ripensata e riadattata alle esigenze moderne. L'avvio di questo progetto di formazione potrebbe essere dunque un primo passo nella giusta direzione. Il pacchetto prevede sei corsi rivolti ai disoccupati, con sei posti ciascuno. C'è quello per palista escavatorista da 900 ore, con iscrizioni aperte fino all'11 dicembre che ha come soli requisiti l'assolvimento dell'obbligo scolastico e la patente di guida.Anche il corso da tecchiaiolo è di 900 ore, ha come solo requisito l'assolvimento dell'obbligo scolastico e "scade" l'11 dicembre. I termini per gli altri quattro corsi sono tutti fissati all'8 gennaio. Anche in questo caso sono previsti 8 partecipanti a corso ma l'accesso è riservato ai diplomati. C'è il corso per tecnico della sicurezza da 600 ore, quello per manutentore di macchine e impianti da 330 ore, il corso di fotogrammeria per modellizzazione 3d attraverso l'utilizzo di droni da 190 ore e infine quello per prototipista che in 150 ore formerà artigiani in grado di trasformare in oggetti d'arte gli scarti della lavorazione del marmo. Questo corso si terrà all'Istituto Palma. Un secondo filone del progetto è poi rivolto alle aziende e sarà articolato in 23 attività che spazieranno dalla certificazione della qualità dei materiali alle tecniche di vendita, dalla sicurezza ai soccorsi, dalla manutenzione delle macchine alla gestione inerti, per un'iniziativa che ha già incassato l'adesione di una ventina di aziende. Ma "Cava Scuola" prevede anche due percorsi per la formazione di start-up, uno riservato a chi ha meno di 29 anni e uno per chi ha superato i 30. Questi bandi non sono ancora operativi ed entreranno in vigore a partire dal mese di gennaio. Tutti i corsi sono a titolo gratuito ma a numero chiuso e non prevedono limiti di età nè di nazionalità anche se agli stranieri è richiesta un'attestazione sulla loro conoscenza della lingua italiana. «Questo progetto, vuole creare qualcosa sul territorio per la formazione permanente nel lapideo. È l'obiettivo di lunga durata condiviso da Imm, Assindustria, Etruscaform e istituto Gentileschi. Tutti sogniamo la riapertura della Cava Scuola e questo potrebbe essere un primo passo nella giusta direzione» hanno spiegato Gabriel Del Sarto di Etruscaform, Lorenzo Melani di Confindustria Livorno Massa-Carrara, Giacomo Zucchelli, coordinatore del Progetto Cava Scuola e Laura Malvolta di Imm, insieme al professor Paolo Della Pina dell'istituto Gentileschi.Insomma l'idea che animava la "vecchia" cava scuola gestita dalla Provincia e dismessa all'inizio del 2000 potrebbe essere rilanciata in chiave moderna e trasformata di fatto inun punto di riferimento per la formazione e l'aggiornamento degli addetti del settore. Per informazioni e iscrizioni potete chiamare Confindustia Livorno Massa-Carrara al numero 0585 846326 o scrivere una e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

«Solo 4 cave hanno concessioni moderne»


Sono 4 su 79 le attività estrattive che possono vantare di essere in possesso di una concessione "moderna" . È quanto è emerso in commissione Marmo ieri mattina, dal report curato dagli uffici del settore. «Tutte le altre non sono "fuorilegge" come qualche volta si sente dire, ma lavorano sulla base di concessioni livellarie, ovvero rilasciate in passato» hanno spiegato i funzionari. L'argomento è stato affrontato nell'ambito della discussione sul nuovo Regolamento degli Agri Marmiferi. Paradossalmente proprio le cave "dotate" di concessione moderna potrebbero rappresentare un problema nell'ottica di una nuova gara. Sì perché se questa si terrà, come possibile, alla fine del periodo transitorio, nel 2023, allora arriverà prima della scadenza delle 4 concessioni in questione. Di qui l'esigenza per l'amministrazione di trovare una soluzione al problema. Ma quali sono le cave titolari di una concessione "moderna" e quando questa andrà a scadenza? La cava numero 2 detta Boccanaglia A ha una concessione rilasciata nel 2010 che scadrà nel 2039. La cava 56 detta Battaglino C ha una concessione rilasciata nel 2002 che scadrà nel 2022 (all'epoca del rilascio la durata delle concessioni era a 20 anni). La cava 61 detta Valpulita ha una concessione rilasciata nel 2008 che scadrà nel 2037, e infine la cava 109 detta Finestra B ha una concessione rilasciata nel 2008 che scadrà nel 2037.

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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