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Il Tirreno (5632)

di Cinzia Chiappini
CARRARA Il sindaco accompagna al Pronto Soccorso un imprenditore colto da malore durante una riunione e su Facebook scoppia la bagarre con tanto di raffica di querele. E’ sabato mattina e presso la sede della ex circoscrizione di Marina di Carrara il sindaco Angelo Zubbani e l’assessore allo Sport Dante Benedini stanno incontrando alcuni imprenditori per parlare del futuro della Carrarese Calcio. Tra loro c’è anche Roberto Graziani, dell’omonima ditta di marmi. Durante il colloquio l’imprenditore ha un malore improvviso e perde i sensi. Zubbani e Benedini gli prestano i primi soccorsi e poi l’assessore esce in cerca di aiuto: poco fuori della circoscrizione incontra, casualmente, Enrico Isoppi, consigliere comunale e responsabile della Day Surgery di Carrara. Il medico presta le prime cure a Graziani che dopo poco si riprende: l’imprenditore racconta di aver già avuto in passato problemi di salute piuttosto seri e così, dopo il malore, il dottor Isoppi gli consiglia di recarsi al Pronto Soccorso. Il sindaco fa una serie di telefonate al Noa per avvisare dell’arrivo del paziente, che accompagna lui stesso con la sua auto privata. Intorno alle 12 Zubbani e Graziani sono in Viale Mattei. Il loro arrivo viene notato da molte delle persone, circa una ventina, che si trovavano nella sala d’aspetto del Pronto Soccorso. E qui le versioni della storia si “diramano”: sì perché secondo Ilaria Pellistri Bufalini, una carrarese che si trovava al Noa a seguito di un incidente in bicicletta, il sindaco e l’imprenditore avrebbero avuto una «corsia preferenziale». «Hanno aspettato in una saletta separata tipo privè e dopo un po’ la gente ha iniziato a lamentarsi perché da quel momento non è stato fatto passare più nessuno. Quella mattina c’era già molta confusione e l’arrivo del sindaco ha creato ancor più malcontento» racconta la donna. «Non so che codice avesse l’uomo accompagnato da Zubbani ma presumo che sia passato avanti a molte persone. Il sindaco dal canto suo ha avuto accesso a un’area riservata normalmente ai soli medici e pazienti, e ha interloquito a lungo con diversi dottori» aggiunge la carrarese. Per documentare l'accaduto la donna scatta alcune foto e le posta su Facebook, scatenando la bagarre: «Non ho fatto nulla di male. Volevo solo far capire che se in Italia ci sono le caste, qui a Massa-Carrara abbiamo le “castine” e dobbiamo combattere certi comportamenti» ha commentato la signora Pellistri Bufalini. Molto diversa la ricostruzione fatta da Zubbani e Graziani. Il sindaco respinge l’accusa di "abuso di potere" e spiega che le condizioni dell’imprenditore, attestate subito dopo il malore dal dottor Isoppi, hanno spinto i medici del Pronto Soccorso a effettuare una lunga serie di accertamenti terminati in tarda serata. «Se sono entrato nelle stanze riservate a medici e pazienti è stato solo per spiegare al personale quanto era accaduto visto che Graziani era molto scosso» ha aggiunto il primo cittadino. A gettare benzina sul fuoco però non è stata tanto la segnalazione della signora Pellistri Bufalini, quanto la pubblicazione delle foto scattate in Ospedale - un’area tutelata da severe norme sulla privacy: «Sono state postate immagini di un paziente colto da malore, chi lo ha fatto si deve vergognare» ha dichiarato il primo cittadino, accusando l’autrice del post di «aver passato il limite della decenza». Anche per questo da piazza Due Giugno è partita una querela contro la signora Pellistri. Stesso provvedimento da parte di Roberto Graziani che, dopo essersi ripreso dal malore spiega di aver attivato i suoi avvocati a seguito del clamore sollevato dal post. «Mi dispiace non tanto per me ma per come è stato trattato il sindaco. Mi ha accompagnato all’Ospedale comportandosi come qualsiasi persona umana e corretta avrebbe fatto» spiega l’imprenditore, precisando di non aver “saltato” alcuna fila e di essere rimasto al Noa, per accertamenti, fino alle 20.30. Sulla vicenda interviene anche Matteo Paci, consigliere comunale del M5S di Massa che attacca: «Rimango esterrefatto nel venire a conoscenza che il sindaco di Carrara accompagna al pronto soccorso un privato cittadino e intercede per lo stesso con il personale medico». Paci apprezza la segnalazione della signora Pellistri Bufalini, che a suo parere dimostra come «nell'era del web le persone normali possono verificare l'operato dei politici e smascherare eventuali favoritismi».

 

Operaio si ferì a una mano durante il turno di notte, per il giudice nessuna responsabilità dell’azienda

CARRARA. L’incidente sul lavoro avvenne nel settembre 2011, di notte, attorno alle 2,15, allo stabilimento Omya di via Antica Massa ad Avenza, la multinazionale che opere nel settore della produzione di carbonato di calcio dalle scaglie di marmo. Un operaio addetto al nastro trasportatore - nella fase dell'insaccamento della polvere di marmo - resto con la mano destra nell’impianto. Un infortunio doloroso con lo schiacciamento di tre dita. Da quell’infortunio è scaturito un processo, per lesioni colpose, che si è concluso ieri mattina in tribunale a Massa. Con l’assoluzione piena di Luca Pappalardo, all’epoca dei fatti direttore dello stabilimento Omya. Assolto perchè il fatto non costituisce reato è la sentenza pronunciata dal giudice Giovanni Sgambati al termine del procedimento in cui è stato rievocato e ricostruito quanto accaduto quella notte. Il lavoratore, Franco Galli, oggi 52 anni, venne soccorso dai colleghi del turno di notte, subito intervenuti in suo aiuto e fu portato al pronto soccorso con un'ambulanza del 118. Sottoposto a controlli radiografici e accertamenti, risultò avere riportato lesioni guaribili in 30-40 giorni. Sul posto, già nella notte, gli addetti del servizio di prevenzione dell'Asl effettuarono accertamenti da cui è scaturito il procedimento penale. Il giudice Sgambati, al termine del dibattimento ha sentenziato che non vi sono state responsabilità da parte del responsabile dello stabilimento (a cui spettava il compito di garantire la sicurezza dei dipendenti) nella dinamica dell’incidente.

 

CARRARA I Panama Papers? «Mai sentiti nominare, fino a ieri». Lo studio legale Mossack e Fonseca? «Non sapevo neanche che esistesse». Cade dalle nuvole Lorenzo Vanelli. Il suo nome è tra gli 800 nomi di cittadini italiani titolari di un conto offshore a Panama, Caraibi che compaiono nei i documenti Panama Papers e che l’Espresso ha cominciaot a publbicare. Ma lui giura di non sapere perchè il suo nome è finito lì, in quell’elenco pieno di vip, personaggi dell’industria, dello sport e dello spettacolo che avrebbero portato i loro soldi nel paradiso fiscale caraibico. «Guardi è da stamani (da ieri per chi legge), cioè da quando è uscito l’Espresso, l’elenco ha cominciato a girare e mi hanno informato che ci sarei anch’io che mi faccio e mi rifaccio la stessa domanda: come è possibile?», dice Vanelli. Eppure, il suo nome, unico carrarese, è lì, agli ultimi posti del lungo elenco in ordine alfabetico ( (viene subito prima di Carlo Verdone) della lista pubblicata dal settimanale degli italiani che hanno conti presso lo studio Mossack e Fonseca di Panama. “Vanelli Lorenzo, Massa Carrara, imprenditore”, si legge nell’elenco. «Ripeto, non so assolutamente per quale ragione il mio nome sia lì. Non sono mai stato a Panama, non conosco lo studioMossack e Fonseca (una delle più grandi "fabbriche" al mondo di società offshore da cui provengono i documenti che “inguiano” i grandi di tutto il mondo) che non avevo mai sentito neanche nominare. Figuriamoci se ho mai avuto rapporti con questo studio...», dice ancorai. Quarantanove anni, carrarese promotore finanziario prima, imprenditore del settore alimentare, ramo gelati e sorbetti, adesso, Vanelli è salito suo malgrado agli onori della cronaca per la vicenda del nero alle cave. Coinvolto ma non indagato. «Sono uscito pulito da questa storia che mi ha danneggiato tantissimo dal punto di vista professionale. Mi hanno rivoltato lo studio, non hanno trovato nulla di illecito, ma la mia immagine è stata sporcata», si lamenta. Il suo nome compare, e più volte, anche in questo affaire legato all’evasione fiscale e alle sovra-fatturazioni nell’export dei marmi tra Carrara e India. Nelle intercettazioni della Guardia di Finanza viene ascoltato più volte mentre dialoga con alcuni degli indagati. Nel 2013, quando partì l’inchiesta, la Guardia di Finanza passò al setaccio il suo studio di promoter finanziario sequestrando pc e pen driver, documenti e cartelle con su scritto “Gemignani”, “Barattini”, “Borghini”... cioè i nomi di alcuni dei più importanti imprenditori del marmo di Carrara. Facile, dunque, pensare che ci sia un collegamento fra quanto emerso dall’inchiesta black marble e il trasferimento di capitali nei paradisi fiscali. «Sì, ma in realtà non c’è alcun collegamento. Non ci può essere semplicemente perchè io a Panama non ho mai portato nulla, nulla so di questi elenchi e continuo a interrogarmi su come il mio nome possa essere finito lì», dice ancora Vanelli. E allora? «Allora, adesso penso di tutto. Ad un’omonimia, o anche a un furto di identità. Cioè alla possibilità che qualcuno si sia impossessato dei miei dati personali per aprire un conto presso quello studio. Lo so, è un’ipotesi estrema, ma non riesco a darmi altra spiegazione». Intanto, Lorenzo Vanelli, il “mestiere” di promoter finanziario lo ha messo da parte. Per aprire, anzi per rilevare una gelateria famosa in città: la gelateria Tognozzi di via Roma. “Cremeria Toscana - Tognozzi” si chiama adesso lo storico locale fondato nel 1947 da Gusmano Tognozzi. UN Anno fa, Vanelli con il socio Luca Fortunati ha inaugurato questo locale che propone gelati artigianali di qualità. Il mondo pieno di insidie della finanza pensava di esserselo lasciato alle spalle. Salvo vederselo di nuovo sbattuto in faccia con quell’elenco arrivato da Panama. Claudio Figaia

la lista
Negli elenchi pubblicati dall’Espresso, in cui compaiono i primi 100 degli 800 nomi di itailiani che, stando ai Panama Papers, hanbno un conto offshore a Panama, ci sono, oltre a Lorenzo Vanelli, altri sei cittadini toscani. Si tratta di: Mauro Bigi e Maurizio Jacchia di Firenze, imprenditori del settore elettrico molto attivi sul mercato estero; Candido Calugi imprenditore di Firenze; Franco Marabotti di Firenze, dirigente d'azienda; Marcello Menichetti di Firenze, amministratore di un'azienda metalmeccanica (questi ultimi tre nomi legati tra loro perché coinvolti a vairio titolo nella gestione di un'azienda immobiliare); Roberto Natangelo, di Lucca, imprenditore del settore arredamenti. Negli elenchi che tutti i siti del mondo stanno pubblicando, ci sono nomi di grandi imprenditori, uomini politici, star dello spettacolo e dello sport, compreso Leo Messi. Fra gli italiani: Carlo Verdone, Barbara D’Urso, Luca Cordero di Montezemolo, lo stilista Valentino Garavani.

Bienaimé sostiene la “linea dura” e manda su tutte le furie il consigliere Boggi che lascia la sala

CARRARA I dati del settore marmo e le cifre snocciolate dal professor Seminara parlano chiaro: alle cave si stanno accumulando tonnellate e tonnellate di terre con gravi rischi per la sicurezza idrogeologica. Anche per questo le commissioni Marmo e Ambiente si impegneranno in un’analisi delle sanzioni contro chi viola le norme, valutando un possibile giro di vite. Tutti d’accordo? Niente affatto: è lite tra la Bienaimè e Boggi. Nel 2005 dalle cave di marmo di Carrara sono scese 700 mila tonnellate di terre. Nel 2014 solo 150 mila. E questo a fronte di una estrazione pressoché costante di blocchi e scaglie. I dati dell’ufficio Marmo, e l’allarme lanciato dal professor Giovanni Seminara sull’impatto dei materiali di scarto dell’attività estrattiva sulla sicurezza idrogeologica, hanno fatto scattare un vero e proprio “allerta terre”. Lo ha dimostrato l’ultima seduta del consiglio comunale con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che invita il sindaco di Carrara ad attivare «da subito gli uffici per presentare lo stato dell’arte dei depositi di terre e marmettola» e per procedere «ad assumere tutti i provvedimenti conseguenti fino alla eventuale sospensione dell’autorizzazione». E questo perché lo smaltimento delle terre è un obbligo sancito dal piano di coltivazione e imposto dal regolamento degli Agri Marmiferi e dalla Legge Regionale, pena l’applicazione di sanzioni e la revoca dell’autorizzazione all’escavazione. Il problema però è che le sanzioni spesso sono troppo esigue se rapportate al giro di affari di una cava: è quanto è emerso nel corso della seduta congiunta delle commissioni Marmo e Ambiente che, ieri mattina, si sono impegnate ad approfondire il capitolo sanzioni e valutarne un eventuale inasprimento. E se sulla necessità di far rispettare le norme tutti i consiglieri si sono detti d’accordo, non sono mancate comunque le polemiche. Leonardo Buselli (Psi) si è fatto portavoce della linea “morbida”: «Non tutte le terre devono essere asportate alcune possono essere usate per le attività di cava, come ad esempio la realizzazione dei piazzali» ha dichiarato l’esponente socialista ricordando che la flessione delle quantità di terre asportate è dovuto anche alla crisi dei mercati di riferimento, come quello edile. «Servono innovazioni per pensare a nuovi utilizzi di questi materiali» ha aggiunto Buselli. Una posizione tutto sommato condivisa da Lucio Boggi (Pd) che ha lasciato la commissione dopo uno scambio al vetriolo con Claudia Bienaimè (CarraraBeneComune) sostenitrice della “linea dura”: «Ci sono cave e sono molte che non hanno asportato nemmeno un grammo di terra. L’ufficio Marmo ha i dati ma per volontà di qualcuno li tiene ben nascosti» ha attaccato la consigliera di opposizione, mandando su tutte le furie Boggi. A riportare la calma ci ha pensato il presidente della commissione Marmo Cristiano Bottici (Pd) che d’accordo con il suo omologo della commissione Ambiente, Davide Poletti (Pd) si è impegnato ad avviare fin dalla prossima settimana una “revisione” delle sanzioni previste dalle norme, senza escludere un possibile giro di vite. (cch)

Scuola-lavoro per 5.700 studenti


I progetti di alternanza dell’ente camerale si svolgeranno nei prossimi due anni

CARRARA Saranno almeno 5700 gli studenti apuani che di qui a un paio d’anni saranno coinvolti nei progetti di alternanza scuola/lavoro. L’annuncio è arrivato dalla sala convegni della Camera di Commercio di Massa-Carrara dove questa mattina, davanti a centinaia di giovani, si è tenuto il convegno intitolato “Alternanza scuola lavoro a Massa-Carrara” alla presenza del vicesindaco Fiorella Fambrini, del presidente dell’ente camerale Dino Sodini e del responsabile del registro per le imprese che esercitano l’alternanza Mirco Bongiorni. Le cifre snocciolate nel corso dell’appuntamento parlano chiaro: fino a oggi gli studenti che durante la scuola secondaria avevano l’occasione di effettuare stage di lavoro in azienda erano ogni anno circa un migliaio. Già dal 2016 il loro numero salirà a 1700 e, il prossimo anno raggiungeranno quota 3000: a regime, il progetto accoglierà addirittura 5700 ragazzi. Sì perché i percorsi già avviati sono stati per così dire potenziati, anche a seguito dell’apposita riforma: «Quella dell’alternanza è una pratica molto importante. Noi come Camera di Commercio la promuoviamo da anni con un investimento importante da 40 mila euro. La formazione in azienda è fondamentale e rappresenta un ponte tra l’impresa e il mondo della scuola. Con questo convegno vogliamo fare in modo che sempre più imprese possano offrire ai ragazzi la possibilità di fare esperienza» ha dichiarato il presidente Sodini. In effetti il numero di aziende che aderisce al progetto è a dir poco esiguo: il responsabile del “Registro per le imprese che esercitano l’alternanza”, Mirco Bongiorni, ha spiegato che a oggi in tutta la regione c’è una sola impresa formalmente iscritta. Insomma la strada da percorrere è davvero lunga anche perché, i ragazzi amano molto durante il loro corso di studi superiori provare a “sperimentare” il lavoro vero. Lo confermano i dati raccolti da Massimo Marcesini dell’Istituto Studi e Ricerche nella sua indagine “Rapporto tra studenti e mondo del lavoro”: «I giovani apprezzano molto l’alternanza/cuola, lavoro, chiedono di farne di più, con più possibilità di andare a provare in prima persona l’impiego in azienda» rivela lo studioso. Secondo i dati raccolti da Isr in un sondaggio tra i diplomati del 2015, molti disposti a iniziare con lavori che non corrispondono perfettamente alle loro caratteristiche e addirittura il 65% è pronto a spostarsi per motivi occupazionali…in qualsiasi parte del mondo. (c.ch.)

 

Palazzo Cucchiari, due nuove mostre

CARRARA Prosegue con successo la mostra "Michelangelo fotografato da Aurelio Amendola", a cura di Massimo Bertozzi, ospitata a palazzo Cucchiari, sede della Fondazione Giorgio Conti e visibile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 15 alle 19. La rassegna ha registrato nel week-end di Pasqua ben 250 presenze, anche grazie all'apertura straordinaria effettuata per Pasquetta. I suggestivi ambienti del piano seminterrato del palazzo, aperti al pubblico per la prima volta dopo il restauro, ospitano 30 fotografie dedicate all'opera di Michelangelo da Aurelio Amendola, uno dei maestri della fotografia contemporanea. Questi scatti consentono al visitatore di assaporare fino in fondo le principali sculture del grande maestro del Rinascimento, con particolari della Sacrestia Nuova di San Lorenzo, tra cui i mirabili ritratti di Giuliano e Lorenzo de' Medici, le tre Pietà, quella di San Pietro, la Pietà Bandini e la Pietà Rondanini, insieme ai preziosi ritratti del David e del Mosè e ancora dei Prigioni del Louvre e della Galleria dell'Accademia di Firenze, l'Adolescente dell'Ermitage e l'Arciere del Metropolitan di New York. L'evento ha aperto la stagione espositiva della Fondazione Conti, avviata lo scorso anno con la mostra "Canova e i maestri del marmo. La scuola carrarese all'Ermitage", prodotta e realizzata in collaborazione con la grande istituzione museale di San Pietroburgo. Alla mostra fotografica sulle opere di Michelangelo seguiranno altre due esposizioni che animeranno le splendide sale di palazzo Cucchiari sino all'autunno: la prima verrà inaugurata questo mese, saranno esposte le fotografie artistiche di Rheinold Khol e sarà fruibile insieme a quella dedicata agli scatti di Amendola, attualmente allestita nel piano interrato dell'edificio. Le due mostre si concluderanno il 12 giugno e saranno entrambe ad ingresso gratuito. La Fondazione Conti proseguirà anche la sua collaborazione con l'Ermitage di San Pietroburgo, dal momento che questa estate palazzo Cucchiari avrà nuovamente il privilegio di ospitare altre bellissime opere provenienti dal celebre museo russo. David Chiappuella

Tecnologia e design: ecco Seatec

Chiude oggi a Carrarafiere l’evento che insieme a Compotec ha già registrato il 35% di aumento di presenze di visitatori
di Luca Barbieri
MARINA DI CARRARA Formazione professionale e business a Marina di Carrara: volge al termine il doppio appuntamento a CarraraFiere, con Seatec e Compotec. E sarà una giornata conclusiva, quella di oggi, ricca di eventi collaterali tra convegni, seminari e workshop che accompagneranno l'esposizione di ben 432 marchi distribuiti sui 20mila metri quadrati del complesso fieristico e dedicata al settore nautico e all'industria dei materiali compositi. Iniziati mercoledì scorso in contemporanea, Seatec e Compotec, sono due eventi unici nel panorama del Sud Europa ed entrambi sono ideati e organizzati da CarraraFiere. Per Seatec, la mostra della tecnologia, della componentistica, del design e della subfornitura applicate al settore nautico, siamo arrivati all'edizione numero 14, mentre per Compotec, dedicata ai materiali compositi e alla loro applicazione, siamo all'ottava. Una tre giorni densa di eventi, dicevamo, che si concluderà oggi e che ha registrato un cospicuo numero di visitatori fin dalla giornata inaugurale di mercoledì scorso: un aumento di presenze del 35% rispetto alla giornata corrispondente dell'edizione precedente. Si parte alle ore 10, dunque, stamani, con “Sistemi innovativi e certificati di rinforzo per l’abbattimento della vulnerabilità sismica degli edifici esistenti”. Un convegno, all'interno di Compotec, organizzato dall'Ordine degli Architetti della provincia di Massa Carrara, in collaborazione con Mapei, per affrontare il tema della messa in sicurezza dalla vulnerabilità sismica del vasto patrimonio edilizio dell’area. All'interno di Seatec, invece, “Aroundboat: è Made in Italy il primo CRM digitale per la nautica”, dalle 12 in collaborazione con Poseidon Software e Assonat. Aroundboat è il primo servizio digitale di Customer Relationship Management (CRM) Made in Italy dedicato al settore della nautica. Ma non finiscono qui gli eventi collaterali nella giornata conclusiva. “Dinamiche e prospettive di mercato della filiera nautica del diporto” dalle ore 10:30 alle ore 12:30; “Combustibili alternativi: risparmio energetico e riduzione di inquinanti. Le prospettive dei cascami termici e del GNL (gas naturale liquefatto)", in collaborazione con Ascomac, CNR Ancona, Mirumir e il corso di Ingegneria dell'Università di Genova; "Il fissaggio meccanico nel mondo dei compositi" (organizzato da Specialinsert). Questi e molti altri ancora che si aggiungono a quelli dei due giorni appena trascorsi. Molte, quindi, le occasioni per i professionisti giunti a CarraraFiere in questi tre giorni per un'offerta ricca sia dal punto di vista economico (business) con molti espositori, sia da quello della formazione e dell'aggiornamento professionale.

 

MASSA CARRARA Mattone ancora troppo debole. Fatturato ancora giù (-3,4%) per le imprese edili della provincia di Massa Carrara e per un settore che rappresenta, a livello di stock, il secondo per incidenza e importanza con 3.873 unità e tra i più rilevanti per numero occupati con quasi 8mila lavoratori. Le più a soffrire sono, ancora una volta, le imprese artigiane (-4,7%) che pagano, in termini di fatturato, il prezzo più alto insieme alle imprese di costruzioni con un calo del giro d’affari del -16,3%, che diventa del -17% nelle piccolissime attività. Più contenuta la perdita nei piccoli lavori di edilizia (-3%) e di impiantistica (-0,6%). A preoccupare è l’incertezza e il pessimismo che regna tra gli imprenditori: soltanto il 5%, quindi una percentuali bassissima, farà assunzioni nell’anno in corso, a fronte di un 12% che invece prevede addirittura nuovi tagli al personale. A dirlo è l’ultimo dossier sull’economia apuana elaborato dall’istituto di studi e ricerche della Camera di commercio di Massa Carrara relativo al primo semestre dello scorso anno. Ad incidere sulla profonda e prolungata fase di recessione una serie di fattori esterni, come la crisi economica e la conseguente difficoltà di accedere ai mutui, e la mancanza di strumenti urbanistici adeguati ai tempi e alle necessità che mancano sul territorio da troppo tempo. È il caso dei due principali comuni della provincia, Massa che da 35 anni non adottava un nuovo piano urbanistico, e Carrara. Cause e concause che hanno portato, solo nel 2015, alla chiusura di ben 291 aziende di cui 65 nel settore di costruzione degli edifici e 225 nel settore dei lavori di costruzione specializzati. Regolamenti urbanistici, riqualificazione degli immobili esistenti, anche in borghi storici e paesi di montagna, piano del colore ed edilizia abitativa per i giovani sono gli elementi di shock per rimettere in moto un settore considerato di vitale importanza. Ne è sicuro Dino Sodini, presidente Camera di commercio analizzando il trend: «Il trend negativo del comparto edilizia è legato ad una serie di fattori a partire dall’approvazione del regolamento urbanistico del Comune di Massa destinato a mettere ordine dal punto di vista dell’armonia della gestione del territorio dando anche possibilità di far ripartire tutta una serie di interventi anche sul ripristino dell’esistente che è tema e patrimonio molto sentito in particolar modo dalle piccole realtà imprenditoriale che lavorano nel segmento delle ristrutturazioni. Mi auguro che anche Carrara acceleri in questo senso. I regolamenti urbanistici sono indispensabili per dare il via ad ampliamenti, frazionamenti, ristrutturazioni del patrimonio esistente. Sono una spinta è decisiva». La riqualificazione dei borghi ma anche i piani del coloro sono strumenti in più occasioni portati al centro del dibattito ma mai, fino a qui almeno, attivati. «Penso anche ad una edilizia agevolata per le giovani coppie per dare una risposta concreta ad una fascia tra le più deboli che hanno spesso difficoltà ad accedere ad un mutuo». Il numero dell’ente camerale guarda anche alla costa: «I complessi delle ex colonie non possono restare così. Ma non è l’unico esempio. C’è un patrimonio da recuperare che può riaccendere tutta la filiera». Stefano Gatti, presidente Cna Edilizia fa sapere invece che «uno degli elementi di debolezza è il sistema bancario. L’accesso al credito rappresenta un limite enorme: sono venuti meno i finanziamenti per costruire, ristrutturare o acquistare una casa. Anche di fronte alla volontà di investire chi oggi si trova di fronte all’incertezza di ottenere un finanziamento a patto di garanzie molto superiori. La politica del recupero dell’esistente e dei centri storici deve essere collegata alla possibilità di ampliamenti, frazionamenti e miglioramenti degli spazi abitabili e dell'efficienza energetica». Enrico Mallegni, che invece è il referente edili Cna Massa, fa sapere che «Cna ha presentato le sue osservazioni al piano per cercare di migliorarlo ancora e di portare un contributo esperienziale. Preoccupazione per la tempistica. La fase di stallo aggrava la situazione del nostro comparto. Il regolamento urbanistico è lo strumento più urgente per il territorio».

Torna a fine maggio la rassegna “Carrara Studi Aperti”: è la terza edizione Laboratori e atelier potranno essere visitati dal pubblico, una festa per la città
Alla scoperta dell’arte là dove nascono le opere

«Marmettola in acquedotto: danno erariale»

cave e ambiente

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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