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Il Tirreno (5494)

Fiori d'arancio nel cuore delle cave


le nozze

Fiori di arancio tra le cave. Si sono sposati domenica Stefania Pigoni e Walter Danesi.Quest'ultimo, nipote dell'omonimo Walter fondatore e ideatore della Cava Museo di Fantiscritti, conduce e organizza le numerose visite proprio nel museo ideato dal nonno (scomparso l'anno scorso). Visite con protagonista la storia delle cave e di Carrara. Stefania, invece, è una food blogger ("Dolcissima Stefy").

il bilancio di alberto pincione

CARRARA È stato il suo ultimo anno di Con-vivere nel ruolo di presidente della Fondazione Crc. E, come lui stesso commenta, «è stato un addio con il botto». Alberto Pincione si prepara a dare l'addio alla presidenza: a fine ottobre, infatti, scade il suo mandato. Ma intanto si gode una edizione del festival, l'ultima, fra le più riuscite. «È stata sicuramente la più partecipata e questo mi rende davvero orgoglioso». «Con-vivere - ricorda - tredici anni fa è stata una scommessa. L'anno precedente Sarzana aveva lanciato il festival della mente. Io parlai con l'allora sindaco Giulio Conti dell'idea di fare un festival simile anche a Carrara. Ricordo che molti non furono d'accordo, che mi dissero che bisognava puntare sul marmo e la scultura. Giulio invece non aveva dubbi, con il suo modo diretto mi disse: "È ora di finirla, Carrara non solo il marmo ma è anche la capitale del libero pensiero".

A spasso tra i luoghidi Michelangelo

Seravezza Nell'ambito delle celebrazioni per i cinquecento anni di Michelangelo in Versilia l'assessorato alla promozione e valorizzazione del territorio di Seravezza promuove per domenica 16 settembre una passeggiata sulle tracce del grande artista a Fabbiano e Azzano. Il ritrovo è fissato per le 9,15 a Palazzo Mediceo con partenza a piedi prevista per le 9,30. Chi preferisce servirsi dell'auto può raggiungere direttamente la Pieve di San Martino a La Cappella e riunirsi al gruppo alle 11,30 a Fabbiano

Un concerto omaggio allo scultore Knut Steen

Omaggio dell'orchestra giovanile Waldorf Steinerskole di Oslo a Pietrasanta e alla Versilia oggi alle 18,30, presso il gazebo di piazza Leonetto Amadei al pontile di Tonfano. L'appuntamento sarà l'occasione per rendere omaggio allo scultore norvegese di Oslo Knut Steen (nella foto), scomparso nel 2011. Un artista molto legato a Pietrasanta. 


Il presidente del Parco delle Apuane, sul sito dell'Arpat, analizza le complessità
della convivenza tra cave di marmo e tutela degli habitat naturali del territorio
MASSA-CARRARA Il punto sul Parco Regionale delle Apuane, che ha ottenuto l'acquisizione dello status di "Unesco Global Geopark" (in Toscana c'è anche il Parco nazionale tecnologico e archeologico delle Colline Metallifere Grossetane) è stato fatto dall'Arpat, l'Agenzia per l'ambiente, con il presidente Alberto Putamorsi.I Parchi, ha ricordato l'Arpat al presidente, possono trovarsi ad affrontare delle emergenze nel salvaguardare la biodiversità e gli habitat necessari alla sopravvivenza delle specie. Quali sono le maggiori criticità che deve affrontare? «Le Alpi Apuane - risponde Putamorsi - si distinguono per una elevata biodiversità e geodiversità. In base a un censimento realizzato dal Parco Regionale delle Alpi Apuane nel 2001, sono stati selezionati oltre 250 siti e manifestazioni geologiche di particolare valenza scientifica, storico-ambientale, estetica e socioeconomica. L'Ente Parco ha da anni intrapreso numerose azioni ed interventi mirati alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio dell'ambiente naturale, anche in collaborazione con altri Enti e soggetti privati. Fra questi anche l'ApuanGeoLab a Equi Terme (Fivizzano) e la (Geo)Park Farm a Bosa di Careggine, che appartengono al sistema museale vero e proprio dell'ente. Questo enorme patrimonio convive con le attività estrattive che in alcuni casi si trovano molto vicino a zone di particolare pregio ambientale e questa è la maggiore criticità che il Parco delle Apuane si trova ad affrontare».«Le attività estrattive storicamente e culturalmente radicate nelle Apuane - osserva Putamorsi - pur investendo il 3,3% della superficie complessiva dell'area protetta (comprensiva dell'area contigua), presentano una conclamata rilevanza mondiale e svolgono un ruolo decisivo nell'economia di un ampio contesto territoriale. Più che altrove, nel caso delle Apuane, i problemi del Parco si presentano intrecciati con quelli del contesto e si profila un rapporto complesso e tormentato, come testimoniano l'estrema difficoltà di delimitazione dell'area Parco e l'individuazione del tutto inusuale di "aree contigue" all'interno del perimetro in corrispondenza delle aree estrattive e dei centri abitati. In tutto si parla di 19.906 ettari area Parco e 31.496 di area contigua. L'area complessiva (parco + contigua + cave) è di 52.954. Quindi una porzione davvero esigua è quella dedicata alle attività estrattive, ma con realtà potenzialmente ad alto impatto ambientale».«Un esempio eclatante - sottolinea Putamorsi - è il Pizzo d'Uccello e il bacino idrografico del solco d'Equi, uno dei luoghi di maggior valore e pregio ambientale delle Alpi Apuane e del Parco Regionale, della riserva integrale del Pizzo d'Uccello e di altri territori ad essa adiacenti classificati come riserva generale orientata a prevalente carattere naturalistico. Bene, qui, a pochi chilometri di distanza, ci sono attività estrattive che il Parco, con una delibera storica di cui sono responsabile, appena pochi giorni fa ha esteso vincoli notevoli sull'area complessiva del Solco d'Equi, fino all'estremo della 'non concessione' di ulteriori autorizzazioni alle attività estrattive in esercizio o esercitabili nei bacini del Cantonaccio e del Solco d'Equi. Di fatto sottraendo circa 40 ettari di territorio all'escavazione». --

I robot e le macchine pronti a sostituire l'uomo


I rischi di una perdita secca di posti di lavoro a causa del continuo progredire tecnologico il tema sul palco di Convivere

CARRARA Uomo e macchine è stato il tema affrontato dal professor Remo Bodei nella giornata conclusiva di Convivere. Il problema, ha fatto notare tra l'altro, è che «Per effetto delle tecnologie informatiche, della robotica e dei dispositivi dotati di intelligenza artificiale si sta, infatti, passando rapidamente dalla macchina 'ausiliatrice' alla macchina 'sostitutrice'. Il suo trionfale affermarsi, non rischia però - almeno per una fase di transizione di durata indefinibile e con diversa incidenza a seconda delle varie aree geografiche - di spingerci verso una perdita secca di posti di lavoro? La rincorsa umana alle innovazioni tecnologiche rappresenta una sfida difficile da vincere e il rischio per gli individui di rimanere indietro è reale». Non solo, ha fatto notare il professor Bodei: «La sostituzione di posti di lavoro umano sarà indubbiamente accelerata anche dalla nuova generazione di robot dotati di maggiore destrezza fisica, di riconoscimento visivo tridimensionale e della crescente capacità di collegarsi al cloud, ciò che consente loro un costante aggiornamento, sia nei contenuti che nell'architettura. È verosimile che, attraverso la riduzione dell'orario di lavoro e l'eliminazione delle mansioni fisicamente più gravose, siano le macchine, i robot e l'intelligenza artificiale a svolgere la maggior parte dei lavori e dei servizi». Lo scenario potrebbe essere «uno smisurato aumento delle diseguaglianze che vede, da un lato, la "secessione dei patrizi", dei super-ricchi e potenti, e, dall'altro, la "secessione della plebe", degli scarti umani privati del lavoro e della dignità». --


#Artidelmarmo, la cerimonia di premiazione del contest
Ecco gli altri premiati
L'iniziativa Bruno Marchetti (primo assoluto) ha vinto il contest fotografico dedicato al mondo del marmo (declinato nelle sue varie peculiarità) #Artidelmarmo. Premiati anche Lucia Zanetti (per la sezione arte), Enrico Ricci (per la sezione marmo), Eleonora Hoffmann (menzione per la sezione lavoro) e Marco Zeppa (per la sezione Carrara).Sono questi i partecipanti che sono stati premiati nella serata di venerdì scorso, nel secondo giorno del festival Con-Vivere (che si conclude oggi, domenica, con il grande concerto di Uto Ughi al Garibaldi, di cui scriviamo anche in altra pagina), per il contest fotografico #Artidelmarmo, organizzato da Con-Vivere 2018 con White Carrara Downtown e Fondazione Marmo con il supporto del gruppo Igers Massa Carrara. Sul palco del Sagrato della Chiesa del Suffragio a Carrara a premiare il vincitore assoluto e le altre sezioni ecco Luciano Massari (per la giuria), Alberto Pincione (presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara), Fabio Felici (Imm-CarraraFiere) e Andrea Balestri (Fondazione Marmo). Un centinaio, invece, le immagini all'interno del contest selezionate dalla giuria - guidata dal direttore dell'Accademia di Belle Arti di Carrara Luciano Massari - ed esposte proprio in via Plebiscito, nella strada che conduce al palco che in questi giorni ha ospitato la cerimonia inaugurale, il dibattito con Gad Lerner e quello con Giovanni Floris, tra gli altri appuntamenti del festival dedicato al lavoro in questa tredicesima edizione.La partecipazione al concorso, ricordiamo, era gratuita; si poteva partecipare postando sulle pagine social (Instagram e Facebook) degli organizzatori una (o più) foto riguardante il tema dal 2 giugno al 15 agosto. Protagonista del tema il marmo: dal suo utilizzo e dalla sua lavorazione alle opere e alle sculture, ma non solo. Ad accompagnare l'iniziativa, inoltre, un hashtag di marmo realizzato dal giovane designer carrarese Niccolò Garbati. Un'opera pensata per la sua mostra di Palazzo Binelli del mese scorso ("#Materia #Comunicativa 2.0.18") sulle nuove tecnologie legate al mondo della comunicazione e al mondo del lapideo. Un'opera, dunque, in linea con il concetto del contest interno a Con-Vivere. Sempre Garbati, inoltre, all'interno del Festival, ha donato a molti dei protagonisti qui a Carrara per la quattro giorni sul lavoro il suo pad di marmo per ricaricare lo smartphone senza fili. --LUCA BARBIERIù


CARRARA Philippe Daverio ha parlato anche di Michelangelo, con cui si rinnovò la figura dell'artista considerato fino al Medioevo un semplice artigiano, passando per Leonardo Da Vinci, al quale per via dei suoi capricci venne preferito Michelangelo per mandarlo a Roma e dipingere la Cappella Sistina, fino a Raffaello, altro ragazzo di famiglia altolocata che insieme agli altri due Maestri segnarono la fine dell'aristotelismo e la nascita del neoplatonismo. Daverio racconta anche del probabile primo bidone rifilato da Carrara a Firenze, con un blocco di marmo ricoperto in gran parte di venature grigie e che Firenze si rifiutava di pagare: Michelangelo ci vide subito il David e fece la scultura scolpendo il re d'Israele in un gesto molto ampio proprio per poter buttare via la parte grigia. Racconta della nascita del marketing del marmo bianco, per i ritrovamenti agli inizi del 500 delle antiche statue romane spoglie dei colori originari. E dopo un turbinio di raffinate disquisizioni, ha lasciato il palco salutando la platea con: «Evviva il lavoro nelle cave di marmo».Ma non a tutti è andato giù l'intervento di Philippe Daverio circa il concetto di ecologia che giustificherebbe il poter rinunciare alle montagne. Ma ciò che per il critico rappresenta integralismo ambientale per i cittadini che hanno dato sfogo alla loro collera sui social, rappresenta un bisogno di equilibrio imprescindibile: «Grossa caduta di stile», «allucinante», «pessima figura», «che ti aspetti da un antiquario che parla di arte in televisione?» sono i commenti che si possono leggere su qualche bacheca fb, con alcuni che confessano di aver abbandonato la conferenza. --F.V.

Seguitissima la conferenza del critico d'arte: «Quando Anna Marson
voleva bloccare l'escavazione, le suggerii di leggersi la Genesi»
CARRARA «Vorrei portarvi a vedere il doppio affresco del Buono e del Cattivo Governo di Lorenzetti a Siena, dove il buon governo è dipinto in equilibrio con la campagna, dove la terra è lavorata e non c'è più il bosco: anche i vigneti del Chianti sono terra coltivata dove non c'è più il bosco e le cave, si dice lessicalmente, che si coltivano esattamente come si dice che si coltiva il vigneto, perché dobbiamo renderci conto che ecologia non significa tornare alla foresta vergine»: un'introduzione quindi tra arte ed ecologia nella lectio magistralis tenuta dal noto critico Philippe Daverio ospite di Con_vivere, che ha chiamato a Carrara visitatori e appassionati accorsi numerosi, i quali hanno preso letteralmente d'assalto posti a sedere, aiuole e marciapiedi. In prima fila la Carrara del mondo dell'impresa, tra cui Erich Lucchetti presidente della delegazione provinciale di Confindustria. A presentare il prestigioso ospite Andrea Balestri, coordinatore di Fondazione Marmo, partner insieme a Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara dell'edizione 2018 di Con_vivere, il quale nel chiamare sul palco il critico ha ricordato: «Tra il 2012 e il 2014 mentre la Regione Toscana varava il Piano paesaggistico e tutti volevano un piano restrittivo e incatenare così le attività estrattive, ci fu solo una voce accademica controcorrente: Philippe Daverio che ha avuto il coraggio di dire cose che al mondo accademico non andava di sentire».Con questa presentazione e in uno dei suoi particolarissimi completi di colore (gillet incluso) verde-bandiera italiana come ha sottolineato lui stesso, il critico d'arte è salito sul palco tra gli applausi scroscianti. Tra la Versilia e Carrara ci sono svariate articolazioni di lingue, di accenti e di comportamenti, ha fatto notare, ma c'è una cosa che accomuna tutti: il taglio del marmo, definendola una formidabile tradizione.Si riallaccia così alla presentazione di Balestri, Daverio, ricordando come alcuni anni fa si scontrò in un dibattito pubblico con l'assessore regionale Anna Marson: «Voleva bloccare i lavori alle cave, allora io avevo suggerito alla Marson la lettura della Genesi quando dice che l'Onnipotente crea il mondo per darlo agli uomini perché lo cambino: io amo l'anima ecologica ma bisogna avere la giusta percezione di cosa sia l'ecologia. Ricordo che Mengele, l'inventore delle camere a gas amava gli uccellini e aveva un cane lupo che adorava, quindi l'ecologia è un tema molto complicato e io ce l'ho un po' contro gli integralismi».La Marson ammonì che Carrara rischiava di restare senza montagne di lì a poco tempo, creando un'area fredda, ha ricordato Daverio, il quale rispose ironicamente: «Con una corrente d'aria la nebbia padana verrebbe risucchiata via e i padani starebbero meglio» per aggiungere poi più seriamente che lui ha a cuore in particolare la specie umana a cui dobbiamo rispetto per il lavoro e per la storia: «E' molto più importante questo che non salvare una collinetta e se al posto di certi boschi ci sono Ville del Rinascimento: non è male. Se perdiamo gli equilibri del lavoro perdiamo la nostra storia». Daverio ha poi tenuto inchiodato il pubblico per circa due ore, ripercorrendo la storia dell'arte. -- FRANCESCA VATTERONI

In corso la mostradi Umberto Mastroianni

Carrara Gallery In corso la mostradi Umberto Mastroianni È ancora in corso alla Carrara Gallery la bella mostra omaggio a Umberto Mastroianni, una personale straordinaria dedicata ad uno dei più grandi e amati artisti del 900. Zio dell'attore Marcello, morto vent'anni fa a 88 anni (era nato a Fontana Liri nel 1910), Mastroianni è noto certamente per le sue grandi sculture, ma è stato anche un'artista a tutto tondo, eclettico, capace di passare dalla pittura alla scultura, dalle incisioni alla scenografia. La Carrara gallery ospita oggi fino al 30 settembre quaranta opere che ripercorrono, in modo esaustivo, il lungo e proficuo percorso dell'artista. L'omaggio a Mastroianni resterà aperto fino al 30 settembre, con orario 10-12 e 16-22. Una mostra da non perdere.

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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