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Il Tirreno (3644)


Si terranno domani le elezioni per il rinnovo di Asbuc
Unici candidati i consiglieri uscenti. E i residenti protestano

I beni civici Quando è nato l'ente e di cosa si occupa
Asbuc è l'Amministrazione separata dei beni di uso civico, cioè un ente che ha il compito di amministrare, tutelare e valorizzare i beni di uso civico e le proprietà collettive. In questo caso gli aventi diritto dei beni di uso civico della montagna seravezzina sono tutti i residenti delle frazioni collinari di Seravezza. Attualmente sono circa 120 ettari di terreni boschivi. L'Asbuc a Seravezza è stato costituito per la prima volta 5 anni fa, dopo che furono reintegrati i primi beni di uso civico.
di Tiziano Baldi Galleni SERAVEZZA Il patteggiamento con Henraux, portato avanti da Asbuc (Amministrazione separata dei beni di uso civico) e Comune, spacca l'elettorato. Si andrà al voto domani per eleggere il nuovo consiglio di Asbuc, ma con un blocco di residenti della montagna seravezzina decisi a non presentarsi al seggio. È rimasta infatti un'unica lista di candidati, quella dei consiglieri uscenti che hanno portato avanti il contestato accordo con Henreaux. Ogni elettore avrebbe il diritto di votare qualsiasi altro residente delle frazioni montane. Ma alcuni residenti hanno optato per l'astensione. Unico seggio, sarà quello nella ex scuola di Giustagnana, aperto dalle 7 di mattina alle 20. Circa 1240 le persone chiamate al voto: i residenti di Riomagno, Azzano, Fabiano, Giustagnana, Minazzana, Basati, Cerreta Sant'Antonio, e Montorno. Alla scorsa tornata, nel 2012, furono 240 circa i votanti. Dunque strada aperta per la lista guidata da Gabriele Stagi, il presidente dell'Asbuc uscente. I consiglieri candidati con lui sono Pietro Conti, Walter Giannini, Alberto Leonardi e Danilo Marrai. «Ci teniamo a dire - spiegano - che abbiamo fatto nove incontri, in tutti i paesi compreso l'abitato di Montorno, per spiegare la nostra posizione e i nostri punti di vista». Come già anticipato infatti loro porteranno a termine la trattativa con Henraux Spa. Prevede la cessione di 192 ettari di terreni di valore paesaggistico e boschivo, oggi detenuti da Henraux, a favore di Asbuc, e l'acquisto (80 mila euro) da parte di Henraux dell'ex scuola elementare di Fabbiano, che poi cederà sempre ad Asbuc (diventerà sede istituzionale per le attività dell'ente). In cambio Asbuc non potrà più fare rivalsa sui siti di cava che nel processo sosteneva essere di uso civico. È questo il succo dell'accordo, il motivo per cui un comitato di Azzano, che ha racconto 170 firme, si è scontrato di recente con i consiglieri dell'Asbuc e con l'amministrazione Tarabella. Il Comitato di Azzano ha deciso, al termine di una riunione, giovedì sera, che gli «è stato negato il diritto di partecipazione democratica» perciò di non partecipare alle elezioni. «Il Comitato di Azzano, nell'astenersi dal voto, esprime profonda amarezza - si legge in una nota - per essere stato costretto a questa scelta ed altrettanto profonda preoccupazione per l'evidente intento dell'amministrazione comunale e di Asbuc di transare e chiudere con danno una partita in cui i vincitori sarebbero i potenti e gli sconfitti le popolazioni della montagna». Precedentemente si erano anche detti pronti a scendere per vie legali e chiedere i danni per un accordo che considerano iniquo e ingiusto.


ROBERTO BARNI
"Le cose vogliono esistere", la mostra di Roberto Barni che sarà inaugurata stamani alle 12, in piazza Duomo, è organizzata, oltre che dal Comune, anche dalla Fondazione Versiliana e da Start, con il sostegno della Galleria Poggiali di Pietrasanta. Mostra che negli spazi interni del Sant'Agostino sarà visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 16 alle 19, con apertura anche al mattino, dalle 10 alle 13, il sabato e domenica, fino al 25 febbraio. Aperture straordinarie l'8 e il 15 dicembre e il 1° gennaio. di Luca BasilewPIETRASANTASono silenziosi e immobili gli "uomini" in bronzo realizzati da Roberto Barni. Quel piccolo esercito «seriale e inespressivo che si muove attraverso un'inquietudine di fondo» - come si legge nel catalogo di presentazione - da questa mattina - con inaugurazione alle ore 12 - sarà protagonista della mostra di Natale nel centro storico di Pietrasanta. Una rassegna al alto impatto visivo, che non lascerà indifferente per la sua originalità d'assieme, il visitatore. Sculture. Diciassette le grandi sculture in bronzo dell'artista pistoiese sospese fra piazza Duomo, la Chiesa e il Chiostro di Sant'Agostino arricchite, negli ambienti interni, da altre opere, "sceneggiate" su tela e su carta. Per un'esposizione, che renderà ancora più caratterizzante il periodo delle festività all'interno delle mura cittadine, che proseguirà fino al 25 febbraio.Barni. Una mostra personale, quella di Barni, dal titolo evocativo, "Le cose vogliono esistere", proposte tutte insieme, all'interno dello stesso contesto, per la prima volta «perché tra l'esserci e il non esserci sono proprie le entità, in questo caso le sculture, che decidono di essere presenti» spiega Barni che aggiunge: «Pietrasanta è una grande realtà, per gli artisti che scelgono di presentare qui le loro opere, per le fonderie e gli artigiani del marmo, un luogo straordinario e con la mia mostra spero di esserne all'altezza. La frequento sin da bambino, Marina di Pietrasanta - confida l'artista- è il mio mare, ma questa cittadina ha qualcosa di unico, il sublime della sua architettura è piacevole e affabile. Con il mio lavoro spero di inserirmi in questa bellezza, di creare un dialogo, del resto tutta la mia arte si fonda su un dialogo con la storia, con il proprio trascorso, con la natura e ciò che ci circonda. In un'epoca in cui l'arte vuole sparare grosso, io scelgo di fare quattro chiacchiere». Nel domani, forse prossimo, di Barni, c'è già un nuovo progetto. «Ho lavorato con le fonderie, ma purtroppo non sono ancora riuscito a cimentarmi con il marmo. La tentazione è grande, mi piacerebbe moltissimo e chissà che non ci provi. Avrei molte idee».La piazza e il S.Agostino. In piazza Duomo, cuore pulsante della rassegna, sono state posizionate sei sculture monumentali: opere che hanno accompagnato tutta la poetica artistica recente di Barni, riscuotendo importanti consensi, nei mesi scorsi, nella Basilica di Santa Maria dei Frari durante la Biennale di Venezia. Di altrettanto grande impatto, visivo e suggestivo, anche quanto proposto nel complesso di S. Agostino «dove appaiono uomini in un cestino, "Capogiri d'Oro" del 2017, e nel Chiostro la celeberrima "Atto muto" . E visto che le sculture - si legge in una nota - parimenti alle cose, vogliono esistere, trovano spazio, come apparizioni, "Adagio" , che si manifesta nel giardino di Sant'Agostino, "Remar Contro" o "N. S. C" nella Chiesa di Sant'Agostino».Catalogo. A corredo delle opere, come detto, il catalogo della mostra con testi di Alberto Boatto ed Enrico Mattei. «La mia curiosità - scrive Mattei - riguardo alla ricerca scultorea di Roberto Barni è sempre stata indirizzata sulle situazioni imbarazzanti dei suoi uomini, il comune denominatore di queste sculture è il loro stile, che non è quello di farsi riconoscere, bensì per conoscere, come ci spiega l'artista. Sulla loro pelle si legge l'impronta della mano di Roberto che diventa la sua resistenza al vuoto». Nelle opere di Barni «l'uomo ha cessato di possedere il privilegio di un'individualità - è il pensiero di Boatto - di una fisionomia riconducibile a una persona singola, per presentarsi col profilo assottigliato di un emblema anonimo costantemente affaccendato e in cammino, senza appartenere alla quantità, alla folla accalcata delle grandi metropoli, alla massa manipolabile degli utenti». Per una mostra che, ancora una volta, così come tradizione, pone Pietrasanta al centro della realtà artistica contemporanea.

La Galleria Poggiali doppio spazio al servizio dell'arte
La mostra di Roberto Barni (foto) che contrassegnerà dal punto di vista artistico le feste di Natale e l'inverno versiliese è frutto del progetto curato da Enrico Mattei che può contare sul sostegno, oltre che del Comune di Pietrasanta, della Fondazione Versiliana e della Start, della Galleria Poggiali.La Galleria Poggialiha aperto la propria sede nella Piccola Atene della Versilia dal 2009, adesso si propone al pubblico amante dell'arte in due spazi: la project room in via Garibaldi 8 e l'Ex Fonderia d'Arte Luigi Tommasi in via Guglielmo Marconi 48-50.Nella sede di via Garibaldi, che è la principale strada del centro storico di Pietrasanta, proprio a fianco del Duomo, gli artisti sono chiamati di volta in volta a realizzare un progetto apposito consistente in una sola opera o in un solo progetto riconducibile al concetto del "piece unique", mentre lo spazio di via Marconi, l'Ex Fonderia d'Arte Luigi Tommasi, la più vecchia della città, è stato lasciato inalterato proprio per mantenere la grande tradizione scultorea, e con essa la suggestione, che l'ha animato per tutto il novecento dove si sono cimentati i più conosciuti artisti a livello mondiale.Questo secondo spazio permette la realizzazione di progetti più ampi: qui si sono alternati Fabio Viale, John Isaacs, Luca Pignatelli, Gilberto Zorio ed Enzo Cucchi tanto per citare solo alcuni dei nomi più importanti.Roberto Barni ha esposto a Pietrasanta con la Galleria Poggiali in differenti circostanze a partire dal 2011, sempre con progetti appositamente realizzati.

 


Carrara protagonista su Canale 5

CARRARA "Sacrificio d'amore" la nuova fiction RTI prodotta da Endemol Shine Italy, girata in parte a Carrara, andrà in onda venerdì prossimo, 8 dicembre, in prima serata su Canale 5 . La presentazione del progetto, destinato a diventare uno degli appuntamenti di punta del palinsesto Mediaset, è fissata per mercoledì prossimo alle ore 12 a Palazzo Santa Chiara a Roma, con i protagonisti della fiction, Francesco Arca, Francesca Valtorta, Giorgio Lupano e tutto il cast. Le dirompenti passioni dei protagonisti si consumano sullo sfondo delle cave di marmo di Carrara, ambientata nel 1913 è una storia italiana in costume che dall'ultimo anno della Belle Epoque porterà gli spettatori fino alla Prima Guerra Mondiale. Mediaset intende rilanciare il grande melò, calato nel racconto storico: grazie alla collaborazione con il Comune di Carrara mesi fa è stata messa in campo una imponente macchina progettuale e produttiva. Nello spettacolare paesaggio, unico al mondo, delle cave di marmo di Carrara, "Sacrificio d'amore" aprirà lo scenario su un periodo storico straordinario.Francesco Arca interpreta Brando, un giovane cavatore pronto a battersi per i diritti dei lavoratori e per la donna che ama, Francesca Valtorta è nel ruolo di Silvia, infermiera volontaria, dolce e altruista, sposata con Corrado, interpretato da Giorgio Lupano ingegnere minerario e proprietario della cava di Colonnata. La fiction è stata girata nel centro storico cittadino, alle cave e all'interno dei laboratori artistici: altre ambientazioni interne sono state ricostruite dallo scenografo Maurizio Kovacs presso gli Studi di Telecittà, il polo produttivo di San Giusto Canavese alla porte di Torino. La serie è stata impreziosita da molte scene girate in esterna, tra le imponenti cave della storica famiglia Corsi che da più di duecento anni lavora il marmo nel Comune di Carrara e negli spettacolari Laboratori Artistici Nicoli, insigniti del titolo di Sito Unesco, oltre ad un sanatorio di lusso sulle alpi svizzere e nei paesaggi alpini della Valle d'Aosta. Direttore della fotografia è Claudio Bellero mentre la regia è curata da un pool di registi: Giovanni Barbaro, Alessandro Capone, Marco Maccaferri Fabrizio Portalupi, Michele Rovini unitamente al Direttore Artistico della serie Daniele Carnacina. La colonna sonora è realizzata da Massimiliano Pani e Franco Serafini. Gli splendidi costumi sono di Rosanna Monti e realizzati dallo storico laboratorio romano Annamode.


di MASSIMO BRAGLIA Ci sono alcuni "non detti" nell'analisi del dottor Andrea Balestri di Confindustria (ex direttore di Assindustria Massa-Carrara), che forse è bene rammentare. Innanzitutto, la cifra degli introiti inizia sì a essere importante, ma questo accade solo da pochi anni. In precedenza gran parte degli oneri legati al comparto, e in particolare la costruzione della Strada dei marmi, sono finiti a carico della fiscalità generale e in definitiva sulle spalle dei cittadini; non a caso Carrara è sul podio dei Comuni più indebitati d'Italia. Andrea Balestri non era ancora a Carrara, ma fino al 1995 - data della prima storica sentenza della Corte Costituzionale, che definì onerose e temporanee le concessioni - tutti i concessionari delle cave di Carrara, tutti insieme, pagavano poco più di 16 milioni di lire l'anno (sì, 8.500 euro circa annui). I 5 miliardi annui di tassa marmi venivano versati dalle aziende che "esportavano" i blocchi passando dalle pese, e infatti il maggior contribuente era la Imeg perché portava l'escavato a San Rocchino; gli altri contribuenti erano centinaia di aziende; di queste, quasi nessuna apuana, le più grandi sono andate all'incasso per farsi restituire i soldi dopo la dichiarazione di illegittimità della tassa marmi. Come abbiamo più volte detto, la strada maestra dopo la sentenza del '95 era quella di andare ad abbandonare la tassa marmi e puntare tutto sull'onerosità delle concessioni, ma la cosa fu fatta in modo lento e farraginoso nonostante il regolamento della Fazzi Contigli del '94 fosse stato avallato dalla Consulta. Salvo poi nel 2002, il 10 aprile, inserire in una revisione del regolamento degli agri marmiferi che anzichè sulla base del valore di mercato il marmo doveva essere tassato in base al valore medio (e la concessione fu portata a 29 anni da 20). Negli ultimi anni obiettivamente le cose sono cambiate: lo scandalo supremo, quello della forfettizzazione dei detriti, fu cancellato da Lucio Segnanini nel '98, ma prima per un po' di anni le multinazionali del detrito hanno potuto portare via quello che volevano pagando come se dal monte scendesse un milione di tonnellate (sottocosto) e non tre come erano effettivamente. Questa è storia ed è bene ricordarla. Gli industriali hanno speso tantissimo in ricorsi, legittimamente. Da qualche tempo però il loro atteggiamento nei confronti della città è cambiato, e su questo bisognerebbe insistere a nostro avviso. E non sul "guardate come siamo bravi, applauditeci". La Fondazione Marmo è un'ottima iniziativa, magari tardiva, ma in questi casi davvero meglio tardi che mai. Il vero "non detto" però è un altro. E cioé Balestri dovrebbe spiegare meglio perché gli industriali stanno strenuamente difendendo i beni estimati e perché, obiettivamente con meno furore (per ora, solo qualche ricorso al Tar, già perso), contestano l'impianto generale della nuova legge regionale di settore laddove impone la lavorazione in loco del 50 per cento. I beni estimati sono l'ultimo baluardo prima di doversi arrendersi alle aste pubbliche per le cave, di fatto questa generazione di imprenditori è l'unica dopo secoli a non essere certa che i loro nipoti potranno contare su un asset così remunerativo; mentre l'imposizione della filiera del 50 per cento li costringerebbe, oltre a qualche assunzione, a mostrare un po' più concretamente l'effettivo volume del loro business, che invece ora il forte export riesce a mascherare. E al carrarino non piace notoriamente far sapere i propri interessi. Sui beni estimati, poco da dire: dovrà essere una legge dello Stato a fare ordine, e con questi chiari di luna, i tempi si annunciano biblici. Sulla filiera, invece, che quasi certamente dal 2019 diventerà legge, crediamo che gli imprenditori dovrebbero fare un passo in più: già il consorzio di riutilizzo degli scarti è una realtà significativa, ma Carrara e in genere il territorio potranno rifiorire solo quando rinasceranno laboratori, segherie, depositi, opifici diffusi. E questo ci piacerebbe che non accadesse per imposizione di legge ma per convinzione: la città si aiuta certamente con il sostegno della Fondazione Marmo, ma anche e soprattutto ridistribuendo lavoro e benessere.

 

ECONOMIA E FINANZE
CARRARA «Il Comune dica come usa i nostri contributi del lapideo»: a chiederlo è Andrea Balestri, di Confindustria Livorno Massa-Carrara, già direttore di Assindustria Massa-Carrara. La richiesta è giustificata dal fatto che gli imprenditori del marmo vorrebbero far capire meglio che oggi i versamenti sono ingenti (27,7 milioni di euro, un terzo circa delle entrate complessive). E a corredo allega un'ampia documentazione contabile. Osserva Balestri: «Nonostante le reiterate sollecitazioni, il Comune di Carrara fino ad oggi non ha fatto alcuno sforzo per fornire alla comunità locale informazioni sull'uso delle risorse (contributi escavazione e canoni concessori) fatte affluire nel conto economico dell'Amministrazione dal settore marmo, che sono pari ad un terzo delle entrate, 27,7 milioni di euro su un totale di poco più di 79 milioni. Alla base di questa singolare "rimozione politica" ci sono ragioni oggettive. Infatti, salvo poche eccezioni (multe), per il principio di unitarietà delle entrate, non è possibile ricondurre singole voci di spesa a una particolare fonte di introiti (tributi, canoni, trasferimenti). Pur riconoscendo queste difficoltà gli imprenditori sono convinti che maggiori informazioni potrebbero influire positivamente sul modo in cui sono percepite le cave; da qui i continui inviti a mettere a punto un "bilancio sociale di settore" che si avvicini quanto più possibile ad una ragionevole rendicontazione dell'apporto del marmo alla vita locale».Il valore delle entrate. Balestri ricostruisce che «Il valore delle entrate pro capite del Comune di Carrara nel 2015 ammontava a 1.267 euro, contro 1.064 euro di Massa (1.131 euro media Toscana; 1.023 euro media Italia); in pratica siamo di fronte a un + 23,8% per abitante rispetto al dato medio nazionale. A spingere in alto i valori medi di Carrara sono le entrate extra tributarie che, per l'80%, provengono dal marmo. L'importanza delle imposizioni sul settore lapideo si coglie chiaramente anche nel confronto con altre voci: per l'Imu, sempre nel 2015, cittadini e imprese hanno versato 11 milioni e per l'addizionale comunale Irpef 5,3 milioni (per il 20% queste sono sempre risorse ascrivibili al marmo)». E ancora: «I trasferimenti da altri enti (Stato, Regione) sono fermi a 4,3 milioni e decisamente staccate sono anche le partite relative ad un servizio come quello dei rifiuti (Tari) con 13,9 milioni accertati».I costi sostenuti per il settore. Nella sua nota, Balestri dice che «sono frequenti le litanie delle spese che il Comune sostiene per la gestione del settore anche se, nelle pieghe del bilancio non si riesce ad enuclearle in modo univoco. Questo vale in particolare per gli interessi sui mutui che, per una parte consistente, sono stati accesi per finanziare la realizzazione della "strada dei marmi". Nel 2015, il loro importo complessivo (mutui per la strada marmi e per gli investimenti di tutti gli altri settori) è stato di 6,6 milioni, cifra che corregge ma non ridimensiona il contributo delle imprese estrattive. Sempre restando tra le voci di spesa riconducibili al sistema marmo, dai 27,7 milioni di entrate dovremmo defalcare le spese sostenute dal Comune per una serie di attività e di servizi che comprendono uffici tecnici dedicati, le pulizie e la manutenzione delle strade di accesso alle cave, le speciali pensioni per i cavatori e la gestione delle pese, ma dai dati dei bilanci questo non è possibile; si conosce, invece, l'importo dei trasferimenti all'Asl per il soccorso cave, alla Regione per il servizio minerario e al Parco Alpi Apuane (in tutto 2,2 milioni)».Non tutto è incassato. «Ovviamente - aggiunge - dobbiamo tenere presente che nel caso della tassazione del marmo, come per le altre imposte, non tutti i contributi accertati sono effettivamente incassati; si tratta, sempre per quanto attiene al settore cave, di circa 5 milioni di euro che riguardano prevalentemente pagamenti che saranno (come in alta percentuale lo sono sempre stati) regolati in esercizi successivi. In ogni caso i mancati incassi effettivi del marmo sono stimati in circa 2 milioni. Un'altra incertezza tra le voci di entrate riguarda i fondi appositamente accantonati (ma comunque versati dalle imprese) in attesa del giudizio sulla tassa marmi pendente davanti al Consiglio di Stato: 5 milioni di euro. E' un'operazione comprensibile anche se un precedente (la sentenza della Corte di giustizia europea del 2004) induce a ritenere improbabile da parte delle imprese, anche in caso di sentenza a loro favorevole, la richiesta di restituzione; in quel caso, come è noto, le imprese rinunciarono a richiedere circa 50 milioni di euro di tassa marmi non dovuta. Allargando l'analisi oltre le entrate e le uscite correnti, destano invece perplessità i flussi in conto capitale, capitolo che tra società partecipate e contratti finanziari a rischio ha drenato e continua a drenare tante risorse (5,6 milioni di euro). Tenuto conto di tutti questi correttivi resta comunque ragionevole pensare che circa la metà delle entrate generate dal settore marmo siano risorse nette a disposizione per le "missioni" e i "programmi" delle diverse funzioni in cui è articolata l'attività del Comune».«Solido pilastro». In conclusione Balestri sostiene che «facendo due conti, risulta chiaramente che il gettito netto del settore marmo è sufficiente, ad esempio, per coprire, messe insieme, le spese per il sociale (7,4 milioni), l'istruzione (5,1 milioni), la cultura (2,2 milioni) e lo sport (1,1 milioni). Tutto questo ci ricorda che i contributi costituiscono un solido pilastro dei conti comunali e, di riflesso, di tutta la vita della città». (m.b.).

È scomparso lo scultore Sorensen

LUTTO
PIETRASANTA Era stato uno degli ultimi artigiani del marmo del centro storico, Jens Flemming Sorensen, scultore danese scomparso, giovedì notte, all'età di 84 anni. Artista di fama internazionale, abitava da oltre 40 anni a Pietrasanta dove fino a 5 anni fa lavorava e realizzava opere nel suo laboratorio di Porta a Lucca, collaborando con le più importanti fonderie cittadine. La salma, per un ultimo saluto, resterà fino alla giornata di domani presso l'obitorio dell'ospedale Versilia.

oggi il vernissage

MASSA Da oggi, sabato - vernissage alle ore 17 - fino al 7 gennaio 2018 le sale del Palazzo Ducale di Massa, ospitano la mostra collettiva dal titolo "Transformazione", settima mostra del ciclo "Art Now" sulla comunicazione dell'arte contemporanea promossa dal Comune di Massa con la direzione artistica di Mauro Daniele Lucchesi dell'Associazione Quattro Coronati. Sono 13 gli artisti, provenienti dall'Italia e da altri paesi europei che si confrontano e indagano, secondo le proprie sensibilità e stili artistici, il tema dei cambiamenti profondi, non solo congiunturali e strutturali, che investono i valori fondamentali della società. Il percorso espositivo presenta 15 opere che spaziano dalla pittura alla scultura, alle installazioni, alla videoarte e alla fotografia. Fra i presenti l'artista austriaco Paul Renner (Bludenz, 1957), è sicuramente uno dei nomi di punta nel contesto europeo dell'arte contemporanea. Orari mostra: da martedì a sabato dalle 16.30 alle 19.30.

Oggi alle 17 l'inaugurazione della mostra
Sono due insegnanti: storia dell'arte e discipline pittoriche

CARRARA Oggi si inaugura alle ore 17 l'esposizione dal titolo Giovanne Diverse, allo studio Marmore+ in via Elisa 2 a Carrara.La mostra rimarrà aperta dal 2 al 16 dicembre dal lunedì al sabato con orario 16-19Giovanna Ambrogi è docente di Storia dell'Arte presso il liceo Artistico di Carrara e quello di Massa.Inizia la sua attività espositiva nel 1996 partecipando ad innumerevoli collettive e personali in Italia e all'estero.Artista eclettica e sperimentatrice usa i materiali più disparati per dar vita alle sue immagini pittoriche e alle sue forme scultoree nonché installazioni destinate ad imporsi in vasti spazi esterni ed interni (vedi Rocca di Pietrasanta, parco della Rinchiostra a Massa, ex Ospedale di Pietrasanta, parco di Vecchiano Pisa).Espone permanentemente nella galleria IntrecciArte di Pietrasanta. «Nella misura, nel peso, nel ritmo, ritrovo le coordinate del mio "fare arte", un modo per mettere in ordine un improbabile disordine, per proporre con cadenza ritmica le mie forme, i colori che le contengono, gli spazi che racchiudono il tutto», spiega.Giovanna Bartoli è docente di Discipline Pittoriche, laureata in storia ad indirizzo Egittologico all'Università di Pisa. Inizia la sua attività nel 1989 vincendo il concorso internazionale di Scultura bandito dalla Fantasy fountain di New York. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive e personali in Italia e all'estero, le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Artista di formazione figurativa che si riallaccia alla tradizione rinascimentale italiana, guardando con interesse i fiamminghi, si è formata studiando l'arte dei grandi maestri perfezionando il disegno nella bottega di Marcello Tommasi a Pietrasanta. «La mia ricerca si basa sul significato esoterico delle composizioni, sull'equilibrio delle forme che seguono uno schema compositivo antico, mescolando la poesia dell'antico e la realtà della modernità, giocando sul significato multiplo e simbolico delle rappresentazioni che vanno indagate senza fermarsi alla superficie».

 

Versilia a due marce nautica ok, marmo no

lo stato delle IMPRESE
VIAREGGIO È una Versilia a due marce, quella che emerge dal rapporto di Confindustria sullo stato delle imprese locali. La nautica riparte grazie agli ordini internazionali e a una crescita di dimensioni delle barche offerte sul mercato. A livello nazionale, fanno sapere da Confindustria, si prevede di chiudere il 2017 con un aumento del fatturato a due cifre. Non così bene il lapideo, che vede la produzione in calo dello 0,6% rispetto al 2017. Con previsioni di ulteriore diminuzione nei prossimi mesi. Nautica. «A Viareggio - si legge in una nota di Confindustria - la nautica ha registrato nel 3° trimestre una leggera variazione negativa (-0,4% rispetto al 3° trimestre 2016); la flessione potrebbe essere dovuta alla messa in produzione di barche tendenzialmente più grandi e con maggiori esigenze temporali di progettazione e realizzazione. Per i costruttori viareggini sono aumentati gli ordini internazionali (+7,9%) e si sono registrati segnali di ritorno degli ordini interni, soprattutto per le misure di barca più piccole. Le previsioni per la produzione del 4° trimestre sono sostanzialmente positive». Marmo. «Il lapideo in provincia di Lucca - prosegue la nota di Confindustria - ha diminuito la produzione del -0,6% rispetto al 2016, in linea con il risultato nazionale (-0,5%), con previsioni di leggera diminuzione».

Ecco come sarà il Consiglio Direttivo del Parco

 SERAVEZZA Il presidente è stato fatto, è Alberto Putamorsi. Il nuovo consiglio direttivo del Parco delle Alpi Apuane, invece, ancora manca all'appello. Infatti, il numero uno della Regione, Enrico Rossi, nel decreto ha nominato Putamorsi anche commissario per le funzioni del Consiglio dell'Ente Parco.È solo una proforma - secondo quanto spiegano voci autorevoli - dato anche il lungo periodo di stallo, e non c'è nessun tatticismo da parte del governatore della Regionei. Però, cerchiamo di capire quali sono le figure che andranno a comporre il governo dell'area naturale delle Alpi Apuane.A nominarli, ancora per Decreto, sarà il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani.

 

Visita al Museo del Marmo


domani

CARRARA Domani, sabato l'Associazione Amici dell'Accademia di Belle Arti di Carrara accompagna soci, ospiti, visitatori a scoprire Il Museo del Marmo di Carrara. Appuntamento alle 15.30 davanti al Museo, sul viale XX Settembre a Carrara, per visitare l'edificio e le sale che raccontano la storia dell'escavazione fin dall'epoca romana. L'Architetto Corrado Lattanzi guiderà a conoscere il Museo del Marmo dove Archeologia industriale, Marmoteca e Design raccontano la vicenda della cultura del marmo di Carrara. Costo del biglietto di ingresso al Museo, Euro 5,00. La visita guidata è gratuita ma occorre prenotare scrivendo a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Verranno accettate massimo 35 persone 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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