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Il Tirreno (4616)

Morire di lavoro e di silenzio


di ALFONSO M. IACONO Venerdì scorso a Carrara è toccato a Luciano Pampana cavatore di 58 anni. Nei primi cento giorni del 2018 i caduti sul lavoro ammontano a 176. Se la tendenza è questa ci si avvia per quest'anno a cifre da record. Le chiamano morti bianche. A quanto pare il bianco indica il fatto che queste morti non hanno direttamente un responsabile. Insomma nessuno ha sparato o infilato un coltello in pancia. Sono le morti sul lavoro. Uomini e donne che bruciano o cadono o vengono schiacciati da massi, pietre, camion. Poi ci sono le morti verdi. Sono quelle che accadono nell'agricoltura e, in particolare, quando un trattore si rovescia e schiaccia il conducente. Morti quasi anonime. Numeri nelle statistiche. Morti che fanno notizia un giorno e poi scompaiono. Eppure sono tante e non sono certo il frutto del caso o del destino. C'è un sito, l'Osservatorio indipendente morti sul lavoro, aperto e portato avanti da Carlo Soricelli, che funziona da dieci anni, da quando, molti lo ricorderanno (o forse no), sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morirono bruciati vivi, che registra e segnala le morti bianche, andando oltre le statistiche ufficiali

 

In pagamento il vitalizio del marmo

Ecco gli orari e i luoghi in cui sarà consegnato il secondo bimestre

CARRARA Da oggi, lunedì 14 maggio, è in pagamento la rata relativa al secondo bimestre 2018 del vitalizio comunale del marmo


CARRARA Ancora disagi per la frazione di Colonnata, che è rimasta blindata mezza domenica per consentire lo svolgimento della corsa ciclistica del Gp Industrie del marmo ciclismo. Come noto, infatti, la via d'accesso al paese è stata interrotta dalla doppia frana in località Piana. E l'altra via di passaggio, quella da Fantiscritti, è stata resa off limits a tutti per consentire - dalle 13,30 in poi, per un arco di alcune ore - ai numerosi ciclisti di gareggiare in sicurezza. Impedendo però a tutti di entrare o uscire dal paese, che è rimasto isolato per tutta la durata della gara in zona monti. Insomma, Colonnata penalizzata ancora una volta, anche se si è trattato di una bella manifestazione. I tempi per il ripristino della strada e di conseguenza della circolazione sono ancora incerti, l'amministrazione ha parlato di una decina di giorni, ma ha anche aggiunto che il termine "non è tassativo". Sul piatto anche la pericolosità della via d'accesso per Fantiscritti, con tratti senza guard rail ma soprattutto utilizzata dai numerosi camion del marmo. Con due gallerie da percorrere a senso unico, anche quelle battute dai camion. Un'unica strada per tutti: camion, auto private e autobus. Una situazione che per residenti, commercianti ed operatori turistici ormai è insostenibile. Oltre ai disagi dovuti alla circolazione, chi fa turismo a Colonnata ci sta rimettendo. Come nel caso di Gabriele Giuntoni del tour operator "Il Tau: «Ormai sono avvilito - dice - mi sono rassegnato. Già ci siamo persi il 25 aprile, il primo maggio e il lungo ponte. Adesso anche la gara ciclistica. Proprio non riesco a capire perché ci sono cose che non si possono fare, ed altre che al contrario si fanno a tutti i costi. Questa situazione ci sta danneggiando. Mi hanno già cancellato due agenzie perché non riesco a garantire il giro che ho messo in programma. Già l'inverno è stato lungo - conclude - così abbiamo perso un'altra giornata di lavoro. Ma ormai ci siamo abituati". E la gara ha creato disagi non solo al monte. Sono diversi i cittadini che nella domenica di ieri hanno trovato una multa. Una raffica di multe dovuta alla difficoltà di trovare parcheggi nelle zone interessate dalla gara. (a.p.)

oggi l'inaugurazione a palazzo binelli

CARRARA È una mostra speciale quella che si apre oggi alle 17 a Palazzo Binelli a Carrara, promossa da Maki Nakamura dell'Associazione La Chimera e ideata da Kaneko Mitsushi e Yamakita Tomoko. È in programma infatti la rassegna "Expression", nella quale sono esposte le opere dei 20 artisti dell'Art Brut in Giappone. Gli artisti - si spiega in una nota - «hanno quasi tutti una disabilità e lavorano nello spazio per l'arte "Face of wonder" che si trova a Tokyo e alla prefettura di Kanagawa. La disabilità viene considerata come una caratteristica, e gli artisti stessi cercano e creano le attrezzature o i materiali che si adattino al meglio alla loro capacità e desideri per esprimere tutte le forme di espressioni personali». «Per coloro che non riescono a esprimersi con le parole, poterlo fare con i colori e i segni, è un metodo per aprire una connessione con la società, ed è una parola diretta /grezza che trasmette i loro pensieri direttamente a noi».«L'obiettivo di questa mostra è di poter percepire la loro gioia e sentimento attraverso la loro creazione artistica». E ancora: «L'Arte ha una forza magica che supera le differenze etniche, la lingua, e con o senza la disabilità, unisce l'uomo e il loro cuore».Face of Wonder è anche il nome del laboratorio/studio/Atelier di Kaneko Mitsushi. Questo studio/Atelier è stato fondata nel 1995 a Tokyo, e opera anche in altre citta come: Yokohama, Kawasaki, Fujisawa

Marmi pregiati e griffe Benvenuti nei megayacht

Rivestimenti di lusso, scelte mozzafiato e tanta tecnologia nelle barche
I messicani hanno il gusto dell'eccesso mentre gli italiani rimangono sobri


di Cesare Bonifazi VIAREGGIO Quando sei a bordo del tuo yacht facendo il giro del Mediterraneo, ascoltando le onde del mare e Frank Sinatra, non bastano soltanto due piscine, jacuzzi completamente personalizzata compresa. Vuoi di più. La barca deve essere interamente di ebano lucidato e onice brillante e gli spazi della crew completamente separati. L'equipaggio sembra quasi sparire: i passaggi tra la zona dell'armatore e dei suoi ospiti e quella di servizio sono segreti. Perché su Andiamo, il 48 metri di Baglietto ancorato alla Darsena Europa per il Versilia Yachting Rendez Vous, la privacy prima di tutto». Persino nella camera dell'armatore c'è il bagno per lui e il bagno per lei; comunicanti solo attraverso la doccia a vapore. E l'onice dei sanitari si accende dall'interno dando un'illuminazione da ogni direzione. Ma la sfida maggiore per lo studio Francesco Paszkowski Design che ne ha curato sia gli esterni che gli interni è stata l'imponente scala a chiocciola rivestita in cuoio che collega i tre ponti. La famiglia messicana di armatori l'ha voluta personalizzare fino all'ultimo dettaglioLa sua sorella, la Pachamama, ormeggiata proprio accanto, ha una piscina idromassaggio con temperatura costante a 34 gradi centigradi, con qualsiasi condizione meteorologica. «Su richiesta specifica dell'armatore - ammette l'ingegner Michele Gavino, ceo di Baglietto - effettivamente è stata una volontà piuttosto insolita». E nella punta che sovrasta la nave, uno spazio per il fitness. Come si fa a non fare una corsetta sul tapis roulant senza avere sotto di sé nient'altro che il mare? Non è da meno il Framura, il 50 metri (49,9 per essere esatti) firmato dai cantieri viareggini Codecasa. Un gioiellino definito dallo stesso cantiere, un modello superato: il prossimo "Sport" avrà la plancia di comando totalmente manovrabile al tocco e personalizzabile al momento. Come se fosse lo schermo del film con Tom Cruise Minority Report. Il megayacht, con esterni nelle tonalità del blu e dell'argento, è in grado di viaggiare a oltre 50 chilometri orari. Ma non è questa la parte più interessante. L'armatore, un imprenditore italiano, lo ha voluto sobrio e senza fronzoli: niente piscina, un po'di legno e qualche marmo. Solo qualche vezzo: una grande libreria, un'area fitness a ridosso del mare, uno studio con internet satellitare e quadri, tra cui un Cascella. Solamente per il proprietario c'è un ponte intero: 200 metri quadrati calpestabili che vengono utilizzati come una vera e propria casa al mare. L'armatore infatti durante l'inverno la lascia in porto a Santa Margherita e ci va a vivere tutti i fine settimana. Un vero e proprio rifugio, tanto che per la moglie dell'armatore esiste una zona dedicata, ma a un piano di distanza. Un mezzo potrebbe essere definito quasi ecologico: ha all'interno macchinari che riescono a fare il trattamento di qualsiasi impurità e che rilasciano solo acqua pulita. Vere chicche del salone sono anche le barche di Benetti. Il Lejos, per esempio, è il quarto yacht costruito nella categoria Fast, un grande successo dell'azienda. La particolarità di questo mezzo è la motorizzazione: il sistema di propulsione Azipull è stato creato in collaborazione con Rolls -Royce. Due eliche sono montate in modo da potersi muovere indipendentemente con un angolo di trenta gradi. Questo permette alla barca di muoversi in ogni direzione. Tramite un particolare dispositivo lo yacht riesce anche a stare fermo senza gettare l'ancora: basta impostare la posizione. L'unico problema potrebbe essere il sole che, facendo il suo giro, può cadere direttamente sulla sala da pranzo del ponte. Ma il sistema è in grado di muoversi sul posto a seconda della direzione dei raggi solari. Una sorta di girasole al contrario. La crew, che tra poco partirà per Miami con l'armatore, anche questo messicano, conta tra i suoi componenti un cuoco allievo di Antonino Cannavacciuolo. Nei suoi viaggi, che siano sul Mediterraneo o in America, il proprietario riesce a recuperare piccole opere di artisti locali di cui ama riempire le sale della barca. La cabina armatoriale inoltre ha il doppio bagno costruito con un blocco unico di marmo pregiato. Lo yacht di 38 metri di lunghezza, ha quattro ponti, con linee esterne eleganti e sportive progettate da Stefano Righini e interni creati dallo studio di design Rwd. Il Uriamir, altra barca visitabile di Benetti, è la seconda unità nella categoria Delfino, con una lunghezza di quasi 28 metri. Le linee esterne, che presentano ampie superfici vetrate, sono disegnate da Giorgio Cassetta, con uno scafo in vetroresina elegante e veloce e una sovrastruttura in fibra di carbonio. La tappezzeria e le rifiniture in tessuto color petrolio sono firmate Giorgio Armani. La particolarità di questa nave è che al posto dei pomelli delle porte ci sono delle riproduzioni in acciaio di morsi di cavallo. Creato per uno specifico mercato di nicchia, lo yacht rappresenta un'evoluzione dell'originale Delfino 93 che ha destato tanto interesse da parte dei proprietari di tutto il mondo, con ben 14 unità consegnate nel periodo dal 2010 al 2016. Se per il lusso c'è sempre un prezzo, per la bellezza no.

Azzano boicotta l'assemblea del sindaco


AZZANO Azzano non parteciperà l'assemblea pubblica dei cittadini della montagna convocata dal sindaco Riccardo Tarabella. In questo momento, dopo le dimissioni in blocco del consiglio, è lui il commissario dell'Asbuc. E nei giorni scorsi aveva annunciato la convocazione di un incontro con i frazionisti per fare il punto e analizzare il risultato dell'udienza di mercoledì scorso a Roma. È però arrivato il no da parte del comitato di Azzano. Motivo? «Una preoccupante situazione di carenza e di penuria di informazioni e di circostanziate notizie sulla gestione di Asbuc». Nello specifico i cittadini di Azzano citano l'impedimento ad «avere conoscenza di questioni fondamentali, quali appunto l'ubicazione dei territori e la loro estensione; conoscere l'iter di approvazione dello statuto, ancora in fase di esame alla Regione; conoscere i progetti e il loro stato di attuazione, dimensione finanziaria compresa; conoscere l'esatto ammontare delle spese legali sostenute da Asbuc e come si intendano liquidare. Spese che, nell'ipotesi di una ricaduta sui singoli frazionisti, sarebbero occasione ed oggetto di rivalsa». Il comitato ha, per altro, informato con una lettera il sindaco commissario dei motivi che hanno determinato questa scelta, sottolineando e ricordando che la documentazione e le informazioni erano state, nei mesi precedenti, richieste e sollecitate sia ad Asbuc che al Comune e alla Regione. Il 10 aprile il Comune è subentrato, come prevede la legge, nella gestione ordinaria delle attività dell'ente. Il sindaco sta appunto svolgendo le funzioni di commissario dell'ente e lo farà fino alla nomina del nuovo consiglio direttivo e di un presidente, che avverrà dopo le elezioni previste nei primi giorni del mese di luglio. Le dimissioni del precedente gruppo di Asbuc era avvenuta a seguito della decisione della maggior parte dei cittadini di non scendere a patti con la società Henraux Spa nel processo sulla rivendicazione degli usi civici. (t. b. g.)

CARRARA Don Raffaello Piagentini, parroco del Duomo di Sant'Andrea, commentando l'immane tragedia che ha strappato un cavatore alla vita colpisce, ancora una volta, dritto all'anima. Esordice citando una terzina in carrarino: "A ier'n una volta i monti, i en arivati i baron, i s'en riempiti di bagaron, A noi carrarin a l'e armas le disgrazie, il lozz e il polveron". Insomma, c'erano una volta i monti; sono arrivati i signorotti che si son riempiti la saccoccia. A noi carrarini sono rimasti le sciagure, il sozzume e il polverone.«Come si vede, quello che rimane, in primo luogo, sono le disgrazie», commenta don Raffaello. E aggiunge: «Fino a pochi anni addietro i camion passavano in mezzo alla città, sollevando polveri di morte che intasavano le strade. Adesso per fortuna c'è la strada dei marmi, che pure è stata pagata coi nostri soldi».Don Raffaello è durissimo: «Ancora una volta il monte è stato inzuppato, oltre che di sudore, del sangue di un padre di famiglia; il che dimostra che le nostre montagne sembrano "vendicarsi" dello strazio e dello scempio che viene perpetrato nei loro confronti. Tutto questo non ci esime dal dolore che la morte di un padre di famiglia porta con sé: si tratta pur sempre di un uomo che nell'adempimento del proprio dovere, quello di guadagnarsi il pane col sudore della fronte, torna a casa non in piedi, vestito della sua dignità di lavoratore, ma avvolto in un sudario. Strappato alla vita da uno degli ennesimi incidenti che il lavoro crudo dell'escavazione implica e comporta. Una sofferenza che non può non ferire la nostra coscienza. Nell'attesa che la magistratura chiarisca le dovute responsabilità, il nostro pensiero di cittadini corre all'immane scempio che l'uomo compie sulle nostre montagne. Le Apuane sono, a detta di poeti, artisti, geografi e scienziati, le montagne più belle al mondo, ed anche le più ricche. Basti ricordare l'ultimo poeta classico pagano della latinità, Rutilio Namaziano, che da Bocca di Magra, osservando le nostre montagne biancheggianti di marmo, definì la nostra terra "dives marmoribus": ricca di marmi. Ora, noi sappiamo benissimo che in questi ultimi 20 anni da questo microcosmo di bellezza inaudita è stato estratto più marmo che in duemila anni di escavazione. Il motivo è evidente: le odierne, smisurate possibilità della tecnica. Una hybris che rende l'estrazione facilissima, ancorché non scevra di dolore e di morte, come si evince da quanto successo in questi giorni». E a questo si unisce un'altra, indicibile sofferenza: «Come già accennato, la scomparsa di una bellezza cosmica che non riaffiorerà più. Ed è evidente che, mentre un albero, un bosco, una foresta, pur distrutta, può sempre rinascere dalle sue radici, può sempre ricomparire nel tempo, ciò non accadrà mai alle nostre montagne. Dunque la scomparsa non è solo riduttivamente ascrivibile ad un lutto localizzato, ristretto, qual è la nostra provincia sulla quale questi monti siedono, ma è una morte cosmica. Come un colpo inferto su un volto di Prassitele lo deturperebbe per sempre, così le nostre montagne vengono irrimediabilmente sfregiate. All'ennesima scomparsa di un padre, di uno sposo, di un figlio si aggiunge un'altra, indicibile sofferenza: e cioè la mancata ricaduta sul popolo di questa immensa ricchezza, che viene incanalata, come diceva la terzina iniziale, nel portafoglio di pochi. Conseguentemente, un patrimonio che dovrebbe essere di tutti viene usufruito da pochissimi; e tutto ciò ci riporta a una condizione di feudalesimo puro, per cui quel cavatore e un infinito esercito di suoi colleghi che hanno tinto di sangue le nostre montagne sono ancora, nel terzo millennio, i servi della gleba. Servi che col loro sangue e il loro sudore arricchiscono una ricca schiera di feudatari».Irene Rubino

l'iniziativa in programma martedì

Come abbiamo scritto nella nostra edizione di ieri, a seguito della tragedia nella cava Fiordichiara B (ma già due giorni prima, mercoledì, si era registrato un altro grave infortunio sul lavoro), il settore del marmo si ferma. Otto ore di sciopero sono state proclamate per martedì , e in contemporanea è stata indetta una manifestazione che toccherà il cuore della città.Il concentramento è fissato alle 9 e 30 in piazza D'Armi a Carrara. «Non si può assistere ancora a tragedie come questa, non è la fatalità ma ancora il mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza- si legge nella nota sindacale che annuncia lo sciopero provinciale e la mobilitazione dell'intero settore - Le cave che non rispettano e non fanno rispettare le norme sulla sicurezza devono essere fermate».E la nota firmata da maggio Cgil, Cisl e Uil di Massa Carrara prosegue.«Serve il rispetto della legalità, anche in relazione alla correttezza delle procedure amministrative, il nostro compito - concludono - è quello di combattere lo sfruttamento e la negazione dei diritti dei lavoratori».Appuntamento quindi alla manifestazione di martedì, con sciopero di otto ore.


Andrea Figaia (Cisl): "Ringiovanire la forza lavoro»
CARRARA «La ripresa della escavazione a pieno regime, dopo il periodo delle pioggie e del ghiaccio, sconta la presenza di una forza lavoro che sta invecchiando sempre più (a parte la legge Fornero e la attuale uscita per i 'gravosi -precoci' a 63 anni, questo settore deve essere rinnovato continuamente con forze lavoro più giovani da far crescere ) e la presenza di macchinari sempre più veloci, tecnologici ed autonomi dall'operatore umano.

Il pd regionale «Capire fino in fondo cosa non funziona»
«Ci impegniamo, per quanto riguarda il nostro partito, oltre all'azione su più livelli dei nostri amministratori ed eletti, ad un approfondimento sul tema della sicurezza e degli infortuni sul lavoro nella prossima assemblea regionale». Così in una nota la reggenza del Pd della Toscana.Per il Pd, che esprime cordoglio ai familiari della vittima, quanto accaduto a Carrara «è terribile, ancora una volta. Ci troviamo di fronte a perdite di vite umane che sono inaccettabili e che ci impongono di capire, fino in fondo, cosa non funzioni nella catena del sistema della sicurezza sul lavoro».

 

Abitava a Casette da alcuni anni


La vittima
Luciano Pampana, 68 anni, residente a Grosseto ma da alcuni anni domiciliato a Casette di Massa, era solito frequentare anche il Ristorante Dal Baffo di via Dorsale, della famiglia Macchione contitolare della cava. E Pampana era molto vicino ai Macchione.

Dubbi e interrogativi sulle procedure da parte dell'Assemblea Permanente
«Carrara è stanca di vedere il marmo tinto di rosso. Lo sono i cittadini e lo è la montagna. E la cava 76 ne ha dato l'ennesimo segnale». Assemblea permanente, in un documento pubblicato su internet, avanza tutta una serie di interrogativi su quanto avvenuto a livello di autorizzazioni e di passaggi di proprietà della cava Fiordichiara B e rappresenta dubbi sulle decisioni prese negli anni dall'amministrazione comunale in merito ad alcuni momenti chiave. Il primo passo risale all'11 febbraio 2009 quando «il Comune di Carrara avvia la procedura - come da Regolamento - per far decadere le concessioni e quindi sospendere le attività. Bravi, starete pensando. Il 4 Marzo 2009 però lo stesso Comune revoca il procedimento avviato». A fronte di un versamento da parte del concessionario, «gli viene concesso di continuare le attività». L'analisi prosegue con riferimenti a vari altri avvenimenti; nel gennaio 2017 il Comune sospende ogni tipo di procedura. «Il risultato - commenta amaramente l'Assemblea permanente - è il lasciar lavorare la cava 76 Fiordichiara B fino all'osso, fino alle tragedie». «La Giunta Zubbani avvalla il piano di rateizzo del debito il 14 aprile 2017».

CARRARA Emanuele Zaccagna, Presidente della Lega dei cavatori a lungo in prima fila nella battaglia per ottenere maggiori garanzie in tema di sicurezza rilancia: «Chi di dovere non può fare finta di niente e lasciare inascoltate le richieste avanzate da tempo in tema di sicurezza da parte di noi della Lega-ha spiegato Zaccagna , incalzando-perché non si parla più di orario di lavoro? Di ritmo di lavoro? Le macchine devono andare in aiuto dell'uomo o l'uomo è un'appendice della macchina?

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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