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Il Tirreno (3288)

Sophia, una scultura contro il femminicidio

L'opera realizzata in memoria di Cristina Biagi sarà inaugurata domenica alle 17 in piazza Aranci


MASSAUn luogo permanente di riflessione dedicato a tutte le madri, e in memoria di Cristina Biagi e di tutte le vittime di femminicidio. Sono passati quattro anni dalla scomparsa di Cristina Biagi, la donna uccisa dal marito nel 2013 sul lungomare di Marina di Massa. Di quel giorno di quattro anni fa, Alessio Biagi, fratello della vittima, non ha più voluto parlare, né in televisione né sui giornali. Ha deciso invece di mettere tutto il suo impegno nella promozione di un'associazione culturale che, fra le altre cose, lo ha portato nelle scuole a tenere laboratori di scrittura creativa. «Credo che attraverso l'arte possano crescere persone sensibili, che rifiutano la violenza in tutte le sue forme. L'associazione "Viva" promuove questi ideali attraverso la cultura. In questo caso un'installazione artistica». Sarà dedicata a tutte le madri, alla memoria di Cristina e di tutte le vittime di femminicidio l'opera "Sophia", realizzata dall'artista laziale Roberto Giansaldi, che verrà inaugurata domenica alle 17 in piazza Aranci. «Nasce con l'idea di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, e intende sottolineare, ora e sempre, il rifiuto totale della città e dei cittadini di ogni forma di offesa o violenza, fisica e psicologica». La scultura in bronzo bianco verrà posta a lato di una delle panchine della piazza. La base è stata concepita appositamente con una forma a "v", «per sottolineare quell'impegno irrinunciabile al rispetto della vita, principio basilare dell'associazione». Oltre al logo del Comune di Massa e dell'associazione, è incisa la dedica a tutte le madri e alla memoria di Cristina e delle vittime di femminicidio, mentre su una lastra ai piedi della panchina è stato scolpito un brano tratto dal Talmund, il testo sacro dell'ebraismo. «State molto attenti a non far piangere una donna - cita il testo - poi Dio conta le sue lacrime. La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché debba essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale. Un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata». All'inaugurazione dell'opera, finanziata dalla famiglia Biagi, prenderà parte il sindaco Alessandro Volpi e l'assessore Elena Mosti. «Ho nel cuore questo desiderio - racconta Alessio Biagi - che questa panchina assuma, nella nostra quotidianità, lo stesso significato che ha una bandiera, che diventi un piccolo tempio. Un luogo dedicato alla dolcezza per ogni uomo ed ogni donna, ogni ragazzo ed ogni ragazza, ogni bambino ed ogni bambina di questa città». Camilla Palagi

Escursione sulle ormedi Michelangelo

In programma sabato 7 l'escursione per adulti e famiglie "Fatica e incanto...sulle orme di Michelangelo", organizzata dall'associazione Emozionambiente. Gita che si svolge nella parte terminale della valle del Serra, dove sorge il paese di Rio Magno lungo un sentiero che corre all'interno di un castagneto e conduce sino all'antico abitato di Fabbiano per quattro ore di cammino. Prezzo: 12 euro a persona, 6 euro bambini da 6 a 12 anni. Pranzo: al sacco, ritrovo: ore 8. 45 Palazzo Mediceo Seravezza. Rientro: ore 16. Info: 329 3618235.

FIVIZZANO La Lega Nord cittadina chiede «perché la strada comunale dei Frignoli è stata sistemata da Aleph Escavazioni». Il Carroccio spiega: «È di questi giorni la notizia che il Parco delle Apuane ha revocato l'atto per poter scavare a monte nella Cava Vittoria, dove vi lavora la Aleph Escavazioni. Già nel 2015 c'era stato uno stop, poi a settembre di quest'anno un nuovo intervento delle guardie del parco e della polizia giudiziaria ha fatto emergere violazioni nell'estrazione e nello scarico di materiale lapideo. In merito alle cave avevamo già presentato un esposto ma ora ci chiediamo se il sindaco Grassi e l'ufficio tecnico abbiano riscontrato e denunciato queste nuove irregolarità in quanto le cave del Sagro sono di loro competenza». Aggiunge la Lega: «Sempre in relazione a questa ditta, dalla consultazione dell'albo pretorio abbiamo appreso che il rifacimento della strada comunale che porta all'Orto Botanico dei Frignoli è stato affidato alla Aleph Escavazioni per un importo di 20.788 euro». Quindi la considerazione: «Quello che ci ha sorpreso è stata la modalità di assegnazione. Il Comune commina una sanzione amministrativa alla Aleph Escavazioni per un tardivo pagamento della rata della tassa marmi. La ditta si rende disponibile, per far fronte al pagamento della sanzione, a eseguire dei lavori per conto del Comune. E il comune le affida il lavoro trattandosi di importo sotto i 40.000 euro». Dunque la domanda: «Questa modalità di compensazione vale anche per le ditte edili del territorio o cittadini nel caso incorrano in sanzioni amministrative?».


Lo storico presenta il suo libro sui martiri del lavoro
E l'assessore Trivelli "liscia" gli industriali e attacca Rossi

CARRARA A fare gli onori di casa sono stati proprio i ragazzi della Cooperativa Scultori Carrara: Diego Zampolini, Andrea Franceschi, Riccardo Barsottini e Raffaele Bruzzi; proprio questi ragazzi che nel loro lavoro e nel marmo ci hanno creduto fino in fondo creando, dopo il loro licenziamento dai laboratorei Nicoli un anno fa e grazie all'aiuto delle cooperative a monte e alla Cgil, una cooperativa di scultori, diventando così baluardo di quel mestiere che a Carrara sta rischiando di scomparire: il mestiere dell'artigiano nel laboratorio di scultura.Ospite speciale dell'incontro è stato Beniamino Gemignani, che attraverso i suoi libri e i racconti sulle storie, le favole e i miti del nostro territorio, è forse diventato in qualche modo un custode delle sue radici. Radici che, come racconta Gemignani stesso nel suo libro "Il Lavoro e i suoi Martiri" che la Cgil-Fillea ha voluto venisse presentato nel laboratorio della Cooperativa Scultori Carrara, sono intrise di sangue. «In tanti mi avevano sconsigliato di scrivere questo libro -ha spiega Gemignani- sul marmo è stato scritto di tutto ma nessuno fino ad ora aveva scritto un libro sugli incidenti alle cave da 2000 anni fa fino ad oggi». Gemignani apre uno spaccato psicologico della nostra città, di come le morti in cava siano sempre cadute in una sorta di accettazione, in un limbo di inconsapevole volontà collettiva per rimuovere dalla memoria i morti alle cave, andando ad alimentare un sentimento di corresponsabilità sia collettiva che individuale, «Perché per ogni incidente accaduto significava evidentemente che tutto ciò che si poteva fare per evitare l'incidente non era stato fatto, perché il morto alle cave implica una responsabilità sociale velata da una sorta di accettazione».Da cornice all'intervento di Gemignani, sono state le parole dell'assessore al marmo Alessandro Trivelli che sollecitato dal vicepresidente Anpi Ferdinando Sanguinetti sul tema della mancata ricaduta economica del marmo sul territorio, ha risposto con toni concilianti: «Gli imprenditori in occasione della presentazione del bilancio sostenibile hanno dato prova di una presa di coscienza del distacco nel rapporto con la città: spero che gli imprenditori vogliano riavvicinarsi perché probabilmente è vero che in passato non abbiano fatto proprio tutto quello che potevano fare», ha detto l'assessore. Trivelli inoltre, sempre rispondendo a Sanguinetti che lo aveva incalzato circa il rinvio della promulgazione del Regolamento sugli agri marmiferi, ha fatto sapere che aprirà presto un confronto con tutte le parti sociali coinvolte nel mondo del lapideo ed è uesto il motivo del rinvio: «Non vogliamo fare corse- ha spiegato - perché vogliamo fare bene: il rinvio sarà breve, solo di qualche mese e durante questo periodo faremo degli incontri con tutte le forze sociali per capire le problematiche di ogni categoria: imprenditori, sindacati e associazioni ambientaliste, Asl e Arpat».Sul tema della sicurezza Trivelli ha ribadito, anche in questa sede, il suo punto di vista sull'età pensionabile dei cavatori, riconoscendola eccessivamente elevata e parlando chiaramente di lavoro usurante: «Probabilmente anche i ritmi di lavoro incidono sulla sicurezza- ha poi aggiunto- dato che ad un aumento della produzione non si è riscontrato un aumento di assunzioni di operai». Non è mancata poi una stoccata al presidente della regione Enrico Rossi, tra l'altro autore della prefazione del libro di Gemignani: «In merito alla scia di morti in cava avvenuti nel 2015/2016, l'impegno portato avanti dalla Regione e da Rossi non mi sembra abbia dato grandi risultati concreti: glielo chiederò alla prima occasionei».Roberto Venturini di Fillea, ha invece assunto toni meno pacati: «Solo la repressione è efficace verso chi non rispetta la normativa sulla sicurezza e a chi commette questi errori deve essere tolta la concessine, magari aprendo delle cooperative come questa».Francesca Vatteroni

 

La versione della Imm: Marmotec non è morta


Il management della fiera parla di un nuovo "concept" capace di creare business
e di perdite di bilancio ridotte. E ricorda: scelte strategiche condivise con la politica
CARRARA La più importante rassegna di CarraraFiere la fiera del marmo e delle macchine Marmotec è stata cancellata. E nessuno, o pochissimi, alzano la voce per segnalare le ricadute che tale soppressione può produrre. Vero, Marmotec era in crisi da tempo, il suo destino era probabilmente segnato. Ma dei contraccolpi che il venir meno di questo appuntamento avrà sulle medie-piccole imprese che nella fiera trovavano un'occasione di "mettersi in mostra" a livello internazionale, a nessuno pare importare un granchè. Così come della perdita di immagine e dell'indotto sulle strutture turistiche della zona (qualche migliaio di operatori per tre-quattro giorni a Marina non erano poi una sciocchezza).Per la Imm - la Internazionalee Marmi e Macchine che controlla al 100% CarraraFiere e che "organizzava" Marmotec - la cancellazione è stata un a scelta necessaria e condivisa con gli azionisti, che sarebbero poi Regione e Comune. Anzi, Marmotec non è stata soppressa, solo cambiata, Lo spiega in un lungo intervento intitolato "la versione di Imm" attribuibile al presidente del Cda Fabio Felici e al direttore generale Luca Figar, diffuso con l'intento di "riportare trasparenza alle scelte strategiche di Imm".Internazionale Marmi e Macchine, si spiega, «ha come mission fondamentale la promozione del marmo e, proprio per questo, sta ridefinendo questo ruolo grazie a un approccio moderno basato sulle reali esigenze di promozione espresse dalle aziende del settore. Al cambio di management avvenuto due anni e mezzo fa, ha fatto seguito una nuova strategia e una nuova visione aziendale, basata su valori differenti, valori che non si devono per forza catalogare in migliori o peggiori».Pur essendo una società partecipata - il "pubblico" ossia Comune di Carrara, 40% Regione Toscana, 36,4% e altri enti locali hanno una nettissima maggioranza di quote azionarie - è a tutti gli effetti una società per azioni come tale viene gestita dall'attuale management, senza ricevere finanziamenti pubblici. E obiettivo dei soci, contenuto in un piano triennale, è il pareggio finanziario a partire dal 2018. Detto questo, chiarito cioè che la società "deve" fare quadrare i bilanci, Imm fa un'altra importante precisazione: «Come si conviene a qualsiasi società, partecipata o meno, tutte le strategie e le politiche aziendali vengono presentate alla stampa solo dopo averne condiviso i fondamenti con il consiglio di amministrazione, i soci di riferimento e le istituzioni». Tradotto: tutti sapevano e la politica ha avallato la chiusura di Marmotec.Imm rivendica poi i risultatiraggiunti da questo management: «I progetti "La Luce del Marmo" (Fuorisalone di Milano aprile 2017) e "White Carrara Downtown" (giugno 2017), apprezzati da pubblico, stampa, operatori e aziende. In ambito fieristico, in un periodo caratterizzato da una profonda crisi del settore, sono state inserite a calendario alcune nuove fiere, si sono consolidate quelle già esistenti e si è valorizzato il contenuto di ognia manifestazione migliorandone così le performance sia in termini di espositori sia di visitatori. Accrescere il numero di visitatori e espositori significa infatti aumentare la ricaduta economica sul territorio, quantificabile, secondo dati Aefi, in circa 12/15 milioni di euro. Allo stesso tempo il laboratorio Stone Lab, nell'ultimo anno, ha raddoppiato il fatturato così come il centro congressi che ha registrato ottime performance nel 2017 intensificando l'occupazione delle sale. Il tutto senza dimenticare la formazione tecnica svolta anche all'estero Per il miglioramento della competitività del settore lapideo che Imm è in grado di offrire ed è richiesta da molti governi stranieri. Ricordiamo inoltre il recente e storico protocollo di intesa siglato con VeronaFiere che ha l'obiettivo di sviluppare azioni congiunte in Italia e sui mercati internazionali per valorizzare la pietra naturale e le tecnologie di lavorazione Made in Italy». Azioni che hanno contribuito a dimezzare le perdite iscritte nel bilancio 2016 rispetto all'esercizio 2015. Il tutto, dice ancora la società, in un contesto «di dialogo con le istituzioni continuo e costruttivo, così come con le associazioni di categoria, con Confindustria e con il tessuto imprenditoriale».Di più: nella versione di Imm, la chiusura della fiera Marmotec è solo una "supposizione"della stampa e la sua morte "non è mai stata dichiarata". No, semplicemente, la fiera sta cambiando pelle per essere al passo con i tempi: «Il mondo cambia e per essere competitivi è necessario sapersi adattare al cambiamento. Non è questa la sede per fare la cronistoria del come e del perché Marmotec ha perso appeal. Preso atto del problema, da due anni Imm sta lavorando insieme a istituzioni e imprenditori, per l'identificazione e la costruzione di un nuovo concept che evolve da fiera tradizionale a luogo di relazioni ed esperienze, di contaminazioni e di innovazioni tecnologiche. Un evento capace di creare business anche per le realtà più piccole, di valorizzare le eccellenze imprenditoriali, artistiche e tecnologiche operanti nel distretto apuo-versiliese e di generare un ritorno economico per la comunità e il territorio». Nella versione di Imm, insomma, è tutto ok, o quasi.Claudio Figaia

 


CARRARA «Una perdita pesante per tutti e una scelta senza responsabilità». Così Lorenzo Marchini, storico capo dell'ufficio stampa di Imm e poi portavoce dell'ex sindaco Angelo Zubbani, commenta la fine di Marmotec. Un'articolata e amara riflessione, quella di Marchini, comunque un "esperto" di questa vicenda. Una riflessione che si apre con una dura stoccata: «Andare ad annunciare l'eutanasia di CarraraMarmotec a Verona - dice - ha il significato di una resa senza condizioni e la conclusione di un processo che metteva il territorio al centro dell'attenzione nazionale e internazionale di un comparto (quello della pietra) che ha ancora in Carrara, con le cave e le sue aziende, un riferimento solido. È un impoverimento della città e del territorio. Il palcoscenico dell'annuncio è stato scelto perché lontano dal contesto territoriale che avrebbe invece diritto di conoscere "prima" come e perché si chiude una manifestazione storica e non di leggerne "dopo" sulla stampa. Sbagliata, perché quando si fanno scelte così pesanti, per il presente e per il futuro, occorre avere il coraggio di assumersene tutte le responsabilità a partire dagli amministratori 5 Stelle presenti all'annuncio per legittimarlo, ma penosamente defilati in ultima fila». Se la manifestazione "era morta", ragiona ancora Marchini, «sarebbe bene interrogarsi sui perché (che sono tanti) e sulle cause che sono ancora peggiori. Una riflessione che dovrebbe coinvolgere tutti: politica, imprenditori, istituzioni, associazioni e singoli cittadini. Sì, anche i cittadini visto che si parla tanto di partecipazione e condivisione. Chi oggi plaude al "modello diffuso" forse dimentica, o proprio non sa, che una manifestazione espositiva porta fatturato diretto a chi organizza e indotto sul territorio, perciò pensare di trasformare CarraraMarmotec in un evento ancora non definito suona irriverente verso chi ascolta oltre che superficiale per chi lo annuncia».È chiaro, infatti, dice ancora lex capo ufficio stampa, che «restringere l'accesso alle opportunità che offre una fiera a pochi grandi player, che accolgono comunque gli ospiti nelle loro sedi, escludendo di fatto le piccole aziende, avrà conseguenze pesanti nel breve e nel lungo periodo. La partita delle fiere si gioca, oltre che sugli espositori, anche sulle "ricadute": terziario, allestimenti, servizi, ospitalità e, in un territorio disastrato, sarebbe bene tenerne conto. Forse un confronto aperto e serio con tutte le componenti della comunità locale avrebbe avuto un senso. Forse è stato fatto, ma in qualche stanza con pochi posti a sedere. Forse ne sapremo di più dopo la solita riunione semicarbonara già indetta per l'11 ottobre con la solita compagnia cantante. Andava fatta prima».Ma il j'accuse di Marchini non finisce qui: «Forse sarebbe stato corretto dire, già due anni fa, che una manifestazione con le caratteristiche di CarraraMarmotec non aveva futuro, ma aprendo una riflessione seria. Abbiamo letto invece di risultati fantasmagorici che rassicuravano e facevano sperare: che cosa è successo negli ultimi tre mesi?» A suo avviso, inoltre ci saranno conseguenze anche per i bilanci di Imm/CarraraFiere perché mancherà un introito cospicuo generato dagli espositori «che non sono tutti apuani». Poi, un altro affondo sul management, sul futuro e sulla politica: «In attesa di avere numeri veri su ricavi e utili delle ultime edizioni di CarraraMarmotec e di sapere da quale posta di bilancio arriveranno i fantastiliardi da investire su un evento "sostitutivo" è legittimo chiedersi: saranno serate con mangiafuoco e saltimbanchi o si scalerà su una rassegna di complessini folk in piazza Alberica? Chi avrà pazienza forse lo leggerà in un depliant con roboanti frasi in inglese tutte da tradurre in azioni concrete e da valutare seriamente nei numeri. Da superdirigenti lautamente ricompensati per rilanciare una società in affanno ci si aspettava di più e di meglio che non la liquidazione di CarraraMarmotec. Ora è lecito aspettarsi una seria e coerente assunzione di responsabilità, perché la saggezza antica dice che chi ha fatto i funerali non celebra i battesimi. A saper leggere in controluce certe dichiarazioni e programmi elettorali era, e resta, evidente che la sorte era già segnata e i "soci" attuali pagano il banco elettorale giocando una palla avvelenata. Mi auguro che CarraraMarmotec sia un caso tanto negativo quanto isolato ma la china imboccata delle "dolorose dismissioni" è pericolosa».

«Più blocchi? No, meno terre»

 

Legambiente: «Alle cave vige ancora il Far West, e lo sceriffo è complice»


CARRARA«Far West: cave fuorilegge. Con lo sceriffo complice»: non usa giri di parole Legambiente, in un lungo comunicato arricchito da dati, grafici e tabelle. Il punto di partenza è proprio questo: "I primi dati: Far West accertato e accettato (pochi blocchi, troppi detriti)". Scrive Legambiente Carrara: «Dopo decenni di Far West incontrollato, nel 2005 sono iniziate, alla pesa comunale, le registrazioni dei quantitativi di marmo portati a valle da ciascuna cava, distinti in blocchi, scaglie bianche, scaglie scure, scogliere, terre. Suscitò scalpore l'intensa distruzione delle nostre montagne, sbriciolate per ottenere un magro quantitativo di blocchi: sorse il sospetto che la produzione principale delle cave fosse quella del carbonato anziché quella dei blocchi. I primi dati (2005) sulle cave fuorilegge: 17% blocchi, 83% detriti, 3/1/2007». «Allo scopo di smorzare le polemiche, il comune istituì una commissione tecnica, allargata alle associazioni ambientaliste e imprenditoriali, che fece numerosi sopralluoghi alle cave. Nonostante le promesse formali, a Legambiente fu negata la consegna dei dati dei quantitativi estratti da ciascuna cava accompagnati dal nome delle cave (contrassegnate invece da numeri di fantasia)». Si ricorda che nel 2007 «la Regione Toscana, per valorizzare massimamente i materiali ornamentali e limitare le modalità di escavazione distruttiva, emanò il piano delle attività estrattive (Praer) che prescriveva ai comuni di introdurre nella propria pianificazione una resa in blocchi non inferiore al 25% del totale dei materiali estratti. Per assicurarne il rispetto, prevedeva verifiche annuali. Tale requisito, pur restando un obbligo, non è stato introdotto nel regolamento degli agri marmiferi di Carrara. Neppure la proposta di regolamento della scorsa giunta lo prevede».Secondo Legambiente, valutando i dati 12 anni: 2005-2016), «Già ad una prima e immediata valutazione salta agli occhi che le scaglie (bianche + scure) hanno subìto variazioni minime: erano il 67,7% del materiale portato a valle nel 2005, sono il 68,8% nell'intero periodo 2005-2016 e sono il 68,7% nel 2016. La resa in blocchi mostra invece un sensibile miglioramento: dal 17,1% del 2005 al 27,2% del 2016 (passando per il 22,1 dell'intero periodo). Purtroppo, dobbiamo spegnere gli entusiasmi. Il miglioramento è solo apparente e, di fatto, nasconde un peggioramento sostanziale: la crescita del 10,1% dei blocchi (dal 17,1% del 2005 al 27,2% del 2016) è, infatti, in buona parte attribuibile alla riduzione (del 10,4%) delle terre portate a valle (dal 13,5% del 2005 al 3,1% del 2016). In poche parole, l'apparente miglioramento dei blocchi è frutto di un reato che, grazie alla tolleranza garantita dal comune, è divenuto ormai dilagante: l'abbandono delle terre al monte». E si conclude: «Ci auguriamo che l'amministrazione comunale voglia inaugurare la stagione della trasparenza, non solo consegnandoci i dati sui quantitativi estratti, corredati anche dal nome di ciascuna cava, ma anche predisponendo la pubblicazione annuale di tali dati sul sito del comune».

 

Inaugurata la scultura di Monfroni


MARINA DI MASSA È stata inaugurata a Marina di Massa, nei pressi del Pontile di piazza Betti, la scultura in marmo dal titolo "Dialogo", dono al Comune di Massa dello scultore carrarese Michele Monfroni, figlio d'arte. Una scultura, come spiega l'autore, che «deve essere un punto di incontro dove discutere e rapportarsi, dialogare, parlare, unire», come sembrano suggerire le due figure della scultura, posizionata vicino al mare ma che guarda anche ai monti. Osserva l'assessore Elena Mosti su Facebook: «Io credo che vicino a quella di Mosti ci stia benissimo e che abbelisca ancora di più Marina di Massa. Il titolo dell'opera è Dialogo. Lo scultore ha semplicemente detto che in famiglia, come nella scuola, nella società e nella politica, è importante continuare a parlare e comunicare, indipendentemente dalle idee di ognuna ed ognuno. È una buona giornata». Come detto, Michele Monfroni è figlio d'arte e lavori negli studi d'arte fondati dal padre, Luciano Monfroni, dopo diversi anni di apprendistato nello storico laboratorio di scultura "Berretta" di Carrara. Michele, ovviamente, è cresciuto a pane, marmo e arte; dal 93 è nell'atelier del padre.Presente all'inaugurazione anche il sindaco Alessandro Volpi.

 


PUBBLICA ASSISTENZA


SERAVEZZA La Pubblica assistenza di Azzano, insieme a diversi paesani, non si arrende. «L'Asbuc della montagna di Seravezza non deve firmare la transazione con Henraux» scrivono in una lettera inviata, dopo un ulteriore incontro, al Comune, al presidente dell'Asbuc Gabriele Stagi, alla Regione e alle pubbliche assistenze della montagna. Il motivo è che l'amministrazione separata per i beni di uso civico - secondo Veronica Tonacci, presidente della Pubblica assistenza di Azzano - «è invitata a discutere e condividere i termini della questione con tutte le popolazioni comunitativamente proprietarie di diritti inalienabili».Si ribadisce che è mancata la partecipazione e il dibattito con i cittadini per giungere a un accordo con Henraux. «Non è difficile dimostrare una carenza di informazione da parte di Asbuc - scrive Tonacci - a partire dall'aggiornamento del sito internet fermo al 2013. Ritenendo tuttavia sterile un contendere sulle carenze, intendendo guardare al futuro per tutelare e salvaguardare il patrimonio che ci perviene da un lontano passato, Azzano ritiene che Asbuc, il presidente della Regione e il sindaco dovrebbero apprezzare il nostro coinvolgimento».Perciò il paese di Azzano ha invitato il presidente Stagi a un incontro nella sede della Pubblica assistenza. Anche se la stessa Asbuc ne ha organizzato un altro, per martedì prossimo alle 21 nella sede a Giustagnana in via San Genesio, per parlare oltre che della trattativa con Henraux, anche la preparazione delle liste per le elezioni del prossimo consiglio Asbuc. Sono invitati tutti i residenti della montagna. Tuttavia una cosa pare chiara, anche dopo le dichiarazioni del vicesindaco Valentina Salvatori: si potranno chiarire i dubbi sull'accordo e aprire una discussione, ma dopo il 26 ottobre, se il Commissario darà parere favorevole sull'atto della trattativa, si procederà con i passaggi di ratifica in consiglio comunale e al consiglio Asbuc. (t.b.g.)

La cooperativa che coltiva la cava del Corchia punta a chiedere al Comune
i danni per il raddoppio dell'imposta sul materiale estratto e venduto


STAZZEMALa Cooperativa Condomini Levigliani segue a ruota l'Henraux Spa. La coop che estrae marmo sul monte Corchia trascina in tribunale il Comune di Stazzema contro l'aumento della tassa marmo dal 5,25% al 10%. «La comunità vive di quella risorsa - dice il presidente della Coop Daniele Poli - lo facciamo per salvaguardare i beni comuni di Levigliani».Dall'altra parte la giunta di Maurizio Verona ha già dato l'incarico, con delibera, all'avvocato Michele Salotti di Fornaci di Barga per tutelarsi nel processo. La Condomini, come l'Henraux contro il Comune di Seravezza, ha scelto la via del tribunale civile di Lucca, invece che quello amministrativo di Firenze. In questo modo, in caso di vittoria, potrà ottenere il risarcimento danni.Tutta la questione nasce dopo il raddoppio della tassa marmi (che viene calcolata in percentuale sul valore economico delle quantità estratte e vendute). Le aziende la versano agli enti comunali, ma è stabilita con legge regionale. La Toscana, infatti, con la legge 35 del 2015 aveva deciso di rivedere i parametri, portandoli al 10%. Sia Seravezza che Stazzema avevano temporeggiato, aspettando - prima di applicarla - il parere dell'avvocato regionale: secondo alcune interpretazioni la legge prevedeva ancora il 5,25% solo per le cave private, come quelle di Stazzema e Seravezza; secondo il parere della regione invece il 10% riguarda tutti i siti estrattivi, sia pubblici come la maggior parte di quelli apuani che privati. Così da quest'anno anche Stazzema ha applicato il raddoppio (con retroattività fino al 2015) su tutte le cave, comprese quelle di Pietra del Cardoso. «A Levigliani - spiega il sindaco Verona - vogliono essere riconosciuti come unicità ma c'è una norma regionale che prevede il raddoppio della tassa marmo. Noi abbiamo dato l'incarico a un avvocato per portare avanti quello che abbiamo deliberato, deciso anche sulla base di un parere firmato dalla Regione. Intanto anche loro hanno aderito al protocollo e stanno pagando regolarmente».Secondo la minoranza di Stazzema, però, in tutto ciò emerge anche un'altra questione, che riguarda l'assessore al turismo, tributi e sport Fabio Poli (che è anche socio della Cooperativa Condomini di Levigliani). «Chiederemo un parere scritto - spiega il consigliere di minoranza Baldino Stagi - al segretario comunale Paola Maria La Franca (che riveste anche il ruolo di responsabile locale sull'anticorruzione) per capire se siamo di fronte a un conflitto di interessi. In questa vicenda vogliamo che il Comune abbia un ruolo super partes, senza interferenze da parte di nessun amministratore».Tiziano Baldi Galleni

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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