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Il Tirreno (4616)


L'assessore al marmo Trivelli: «Vantaggi per chi s'impegna sul fronte sicurezza»
E sulla proposta di chiudere le cave non sicure: «Se ci sono precedenti va fatto»
CARRARA «All'ufficio cave c'è un problema personale, due dirigenti andranno in pensione e vanno sostituiti. L'ufficio in ogni caso è sottoposto a una grande pressione per via del regolamento da scriver», ha dichiarato il sindaco Francesco De Pasquale. Ma non è solo il turn over il problema da affrontare per il comune.«Sicuramente uno dei problemi che ci sono e sul quale vogliamo intervenire nelle gare è istituire una premialità per chi adotterà dei sistemi di sicurezza i più consoni possibili. Ovviamente ci sono le normative, ma ci saranno dei vantaggi per chi fa di più», dice l'assessore al marmo Alessandro Trivelli.S'immaginano vari modi per ottenere questi premi, anche se la progettazione pare più in una fase creativa che pragmatica. Non sono misure insomma incombenti nella programmazione politica carrarese. «Sicuramente saranno adottati dei sistemi di certificazione per quel che riguarda la sicurezza sul lavoro, sulle ulteriori cautele che si possono prendere durante l'attività lavorativa. Altre cose potrebbero essere l'utilizzo di mezzi tecnologicamente avanzati e che aiutino una maggiore sicurezza per chi lavora».Fa alcuni esempi l'assessore Trivelli. «Magari ci sono alcuni lavori che si fanno in cava o in galleria che prevedono magari un certo tipo di taglio, magari un taglio a secco. Prevedere ad esempio l'aspirazione delle polveri per evitare che si respirino sostanze che non fanno bene».Agli imprenditori si chiederà di fare la loro parte. «Chiaro che quando saranno presentati i bandi di gara - continua Trivelli - anche ai proprietari sarà chiesto di indicare degli ulteriori sistemi che possono essere utilizzati. Faccio un esempio: ci sono alcune cave dove ci possono essere delle tecchie anche pericolose, perché vicine a aree di escavazione. Ecco ci sono alcune cave che utilizzano dei sistemi di monitoraggio piuttosto avanzati che danno il segnale diretto di quella che è la situazione di quell'area. Quando ci sono movimenti particolari che rendono la situazione rischiosa lo rilevano in tempo reale».«Spesso i sindacati fanno riferimento a un ritmo lavorativo molto alto - aggiunge Trivelli-c'è l'ipotesi di fare un ragionamento sui ritmi e orari di lavoro». Vero è però che questi sono regolati da contratti nazionali e aziendali. E i controlli spettano a ispettorato e Asl. La domanda è: come può il comune intervenire in questo ambito?«Sta sicuramente sia ai rapporti tra sindacati e imprenditori, sia alla Asl verificare che non ci sia un eccessivo sfruttamento del lavoro, facendo lavorare quando si dovrebbe essere chiusi o in giornate non previste», risponde Trivelli.Dai sindacati peraltro, in particolare dalla Cgil, è arrivato un invito a chiudere le cave che non sono a regola con le norme sul lavoro. Annuncio rimasto sempre lettera morta.«Anche noi stiamo lavorando su questa ipotesi - sostiene Trivelli - a parte che già si prevedono periodi di sospensione. Stiamo valutando ciò che è possibile fare per ciò che è di nostra competenza. Quando ci sono precedenti di carenze di attuazione dei servizi di sicurezza si può sospendere l'attività o arrivare a mettere in dubbio la concessione».Libero Red Dolce

Anmil: «Più risorse per la prevenzione»

Il presidente Paolo Bruschi: «È un bollettino di guerra, il nuovo governo istituisca un'agenda»

CARRRA Paolo Bruschi, presidente di Anmil Massa Carra, commenta addolorato l'incidente in cava. «L'Anmil partecipa al dolore dei famigliari di Luciano Pampana morto venerdì scorso nelle nostre cave a seguito di un assurdo incidente sul lavoro che va ad allungare un triste elenco di vittime che ormai ha i connotati di un bollettino di guerra. Questo infortunio dimostra, ancora una volta che prevenzione e sicurezza non sono mai abbastanza in una lavorazione pericolosa come quella in cava». E chiede l'istituzione di un'agenda«È ancora necessario ribadire di non abbassare mai la guardia e quanto sia importante l'osservanza delle norme di sicurezza a tutti livelli. Una delle priorità dell'Anmil è quella di chiedere con forza al parlamento e al nuovo governo che la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro vengano inserite nell'agenda istituzionale con primaria importanza e urgenza - aggiunge il Presidente dell'Anmil Territoriale Paolo Bruschi - e in particolare riteniamo che le iniziative in merito si traducano nell'investimento di adeguate risorse per la diffusione e per il rispetto della prevenzione, nel potenziamento dei controlli e dell'attività ispettiva, nonché nel rafforzamento di azioni mirate alla formazione dei lavoratori. Siamo convinti che ognuno debba fare la propria parte e, nel decennale dall'entrata in vigore del Decreto 81 del 2008, troviamo assurdo che non sia ancora completata la sua azione in quanto manca tuttora la firma ad una ventina di Decreti attuativi - conclude Bruschi - al fine di fermare il conteggio di nuove tragedie che colpiscono le famiglie italiane».

 

Travolto mentre era a terra Tragedia in cava

Travolto mentre era a terra Tragedia in cava

di Libero Red Dolce CARRARA Travolto da una pala. Così è morto Luciano Pampana. Ma non mentre spostava un detrito che bloccava una ruota, tantomeno in discesa. Ma sul piano, mentre il mezzo era in movimento. «La pala mon era su una rampa, si muoveva», conferma Maura Pellegri, responsabile del servizio prevenzione sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl. E per muoversi avrà avuto bisogno di forza propulsiva, di un pilota magari. «Questi sono tutti accertamenti che sono in corso, ancora non ci sono certezze», risponde Pellegri.Una pala su un piano, questo è sicuro, non si muove senza qualcosa, motore o forza generica, che la spinga. «Questo è sicuro - risponde facile Pellegri - ma quel che posso dire è che era in piano. Questa è l'informazione che posso dare. Il resto è tutto da ricostruire con le indagini».La cava, con una proprietà differente, aveva fatto parlare di sé undici anni fa. C'era stato un incidente a un giovane lavoratore, Simone Pennoni, che al primo giorno di lavoro era finito in galleria, dove non sarebbe dovuto stare senza un accompagnatore, perdendo una gamba per via di una scheggia che gli cadde di sopra. Ma di recente la cava che aveva creato problemi o c'erano state segnalazioni precedenti all'incidente di venerdì? Non per Pellegri. O quantomeno nella media. «Non c'erano state problematiche diverse da altre cave. Siamo su una linea non diversa da altre situazioni», risponde l'ingegnere. Bisognerebbe capire quanto questa "linea" comune sia poi problematica e capace di portare a incidenti.I controlli però, insiste Maura Pellegri, sono stati intensficiati e vengono fatti con regolarità. Il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale ha parlato di due visite annuali per ogni cava. «Prima del piano straordinario ne facevamo due - spiega Pellegri- da quando c'è il piano straordinario riusciamo a farne anche sei o sette all'anno. D'altronde è servito proprio a questo, quest'anno dovremmo arrivare a quel numero lì. L'anno scorso ne abbiamo fatti 4 o 5, quest'anno un paio di più a cava».Un incremento dovuto all'aumento di personale. «Ovviamente si è riusciti grazie all'aumento di persone, con tre persone non si fanno davvero i controlli. L'incremento del personale implica andarci più volte».Attualmente le persone impiegate nei controlli in cava sono 12. «Ma ne saranno assunte anche 5, con i tempi lenti che si possono immaginare quando c'è da fare assunzioni nella pubblica amministrazione», spiega Pellegri. Sono ingegneri, tecnici della prevenzione e geologi. E in futuro saranno 17.Un numero in aumento rispetto al passato, ma che evidentemente non è sufficiente a scongiurare gli incidenti. C'è un punto debole? «Noi più analisi di quante facciamo non credo riusciremo a farne. Su tutti i modi possibili per ridurre gli incidenti. Quindi il perché continua a succedere è una domanda che quando riusciremo a rispondere avremo trovato la risposta definitiva, questo in generale per gli incidenti».Questo non significa che si è arrivati al massimo dispiegamento di forze possibili. «No, non intendo quello - chiarisce Pellegri - è un sistema che deve trovare un equilibrio suo. Non è che si può stare e tenere tutto controllato. Lo stesso vale in strada: se non si mettono le cinture, il telefonino o non ci si distrae serve a poco la polizia. I lavoratori sono impegnati da tempo su queste cose, le imprese stanno cominciando a muoversi. Magari in futuro a qualcuno verrà in mente altro in futuro, i passi avanti nel tempo sono stati molti. Noi più di quello che facciamo, insistendo sui temi, non so cosa possiamo fare. Non possiamo diventare l'azienda».Oltre agli occhi umani ci sono quelli dei droni che vigilano sulle cave. Per quanto la loro utilità nella prevenzione infortuni è piuttosto scarsa. «Un drone era stato utilizzato anche in questa cava per fare dei controlli nella parte alta del soffitto», puntualizza Pellegri.


CARRARA C'è chi racconta che «grazie agli imbarchi abbiamo avuto la possibilità di migliorare le nostre conoscenze»; c'è poi chi ha omaggiato lo scultore Gigi Guadagnucci e poi ci sono, tra gli altri, ragazze e ragazzi e loro "storie di futuri geotecnici" in cava. Tutte esperienze di alternanza scuola-lavoro da tradurre in un video. E allora sono stati questi appena elencati alcuni dei video premiati giovedì scorso all'ente camerale di Massa-Carrara per il premio "Storie di alternanza", all'interno dell'Alternanza Day, iniziativa - alla seconda edizione - delle Camere di Commercio della Toscana; una «iniziativa nazionale di promozione del network territoriale di orientamento al lavoro e alla creazione di impresa con Istituti scolastici, Miur, Università e Centri di ricerca, Ordini professionali, Centri per l'Impiego, Anpal, Associazioni di categoria, imprese e studenti, quale occasione di confronto e scambio di esperienze utili a migliorare l'occupabilità dei giovani», scrivono e spiegano dall'ente a riguardo. E così il momento centrale dell'evento è stata la proiezione dei vari video preparati sul tema dagli studenti di alcune scuole del territorio apuano; video che raccontavano l'esperienza svolta di alternanza scuola-lavoro, dall'arte al mare, passando per la tecnologia, il giornalismo e molto altro ancora. «Intanto vi spingiamo a riprovarci - ha sottolineato il segretario generale dell'ente camerale Enrico Ciabatti -; ci sono dei criteri a livello nazionale dovuti alla creatività e alla qualità dei video, alla replicabilità dell'esperienza e poi tutor e competenze».Dopo l'introduzione, quindi, la premiazione dei sei gruppi vincitori che andranno a Roma, alle fasi nazionali dell'iniziativa: "OperaIO" (studenti: Elena Baldacci, Alice Candeloro, Matteo Carrelli, Greta De Angeli, Martina De Sanctis, Davide Furnari, Ilaria Lorenzetti, Claudia Messina e Salvatore Prestileo) e "Omaggio a Gigi Guadagnucci" (Serena Argini, Michelle Armenio, Martina Bertelloni, Martina Bongiorni, Anna Borghini, Giada Castagna, Francesco Cozzolino, Romina De Palmas, Rebecca Della Pina, Linda Figoli, Francesca Furfori, Alessandro Iannotta, Maria Kurtic, Aurora Magnani, Claudio Micheli, Olga Nappi, Doinita Ochisor, Andrea Pegollo, Anita Pellicano, Danila Pioberzhnik, Nicolò Tardelli e Yuraima Tasselli), entrambi del "Gentileschi"; "Un'esperienza tutta da vivere" del "Fermi" (Giulia Cavatorta); dello "Zaccagna" c'è "Alternanza in cava storie di futuri geotecnici" (Lorenzo Barbieri; Andrea Busnelli, Ivan Natale, Gabriele Grossi e Martina Bianchi); "Salvettihotel@scuola" del "Salvetti" (Filippo Marani, Luca Barchiesi, Alin Valentin Baila, Serena Romaniello, Luca Indino, Aurora Del Freo, Sara Manfredi, Angelica Manfredi, Alessia Del Giudice e Catherene Natucci) e, infine, del "Fiorillo" (Davide Antola, Davide Fabrizio, Federico Cacciatori, Alessio Ciuffi, Matteo Costa, Dimiter Dazzi, Alberto Lodovici, Benedetta Menconi e Gabriele Raiti) ecco "Navigando verso il futuro". Menzione per l'Istituto "Barsanti" con "Apprendisti Ciceroni" («per la creazione di una rete tra scuole di ordine differente e per l'inclusione di soggetti diversamente abili»); e, sempre per lo stesso istituto, per "Volare 3D" («per il grande livello tecnologico dell'elicottero che rappresenta il prodotto finale del progetto»). Chiudono (ricevendo un video sul territorio carrarese) "Enjoy your future" e "Utopia 70" del "Gentileschi" e "Dall'impossibile al possibile" del "Fermi".Luca Barbieri

 

Il Versilia Yachting sbarca a Pietrasanta


PIETRASANTA Anche nella seconda edizione del Versilia Yachting Rendez-vous, l'appuntamento dedicato all'alta gamma della produzione nautica internazionale, che si terrà a Viareggio dal 10 al 13 maggio, Pietrasanta avrà una sua vetrina. I comuni versiliesi si presenteranno agli ospiti della manifestazione con uno stand in prossimità delle biglietterie all'ingresso per promuovere il territorio e iniziative che caratterizzeranno la prossima estate. Non solo. Il Versilia Yachting Rendez-vous e l'Associazione Galleristi di Pietrasanta, con il patrocinio del Comune, promuovono per oggi un gallery tour con le gallerie abbinate ciascuna a un cantiere navale. Dalle 18 alle 23 resteranno aperte al pubblico e ospiteranno un modellino/materiale video del cantiere abbinato. Anche le gallerie esporranno una loro opera d'arte a bordo di uno yacht del cantire abbinato. Dalle 20,30 la Girlesque Street Band suonerà nel circuito del gallery tour. E in piazza del Duomo arriverà nel pomeriggio un Baglietto del 1925, fuoribordo da turismo.

VIAREGGIO Ancora numeri sul settore della nautica, oggi, con la presentazione del rapporto "Dinamiche e prospettive di mercato della filiera della nautica da diporto", a cura di Cna nella sala convegni in darsena Italia (sala Udina). Occasione per la presentazione dei dati aggiornati relativi alla performance della cantieristica nautica italiana per il primo quadrimestre 2018, il Market Sentiment Outlook per i prossimi anni, e l'analisi sulle esportazioni dei cantieri navali italiani. Alle 15,30, nella stessa sala convegni, Nautica Italiana propone un altro appuntamento molto atteso: la tavola rotonda legislativa dal titolo "La nautica italiana riparte: Marine e territori a confronto". Se ne discute con Giancarlo Linari (Marina di Portofino), Giuseppe Pappalardo (Marina Genova), Mario Pelegatti (Marina di Salivoli), Alessandro Sartore (All Services), Angelo Zerilli (Capitano di Vascello), Stefano Porciani (ammiraglio), gli avvocati Rodolfo Barsi, Roberto Longanesi Cattani, Cristina Pozzi, Flavia Pozzolini, Matteo Italo Ratti e Marco Cappeddu (Nautica Italiana), Giovanni Calvelli (Capitaneria) e Stefano Ciuoffo (Regione Toscana) Poco prima di questo appuntamento, tra i più importanti, nell'area del navigo Garden si tiene la tavola rotonda "Prot-one by Leonardo" (vedi pezzo in queste pagine). Per gli eventi più leggeri, da non perdere quello alla Chiesina dei pescatori dove don Luigi Sonnenfeld dalle 10,30 alle 12 racconterà un pezzo di storia della Darsena e di Viareggio, quello fatto di lavoratori del mare, lotte sociali, preti operai che hanno dedicato la propria vita agli ultimi. Alle 18 le note della performance musicale con il quintetto "Jazz by Versilia" di Andrea Tofanelli, direttamente dalla piattaforma galleggiante in darsena Italia. Senza dimenticare che oggi, sul lato più "ludico" della manifestazione nautica è protagonista Pietrasanta. A bordo di alcuni yacht dei cantieri navali espositori saranno ospitate opere d'arte provenienti dalle più prestigiose gallerie pietrasantine. E dalle 18 alle 23 gli atelier dell'Associazione galleristi a Pietrasanta saranno aperte al pubblico per il Pietrasanta-Art&Yachting-art galleries tour e musica, ed esporranno un modellino del cantiere offrendo un aperitivo ai visitatori. I cantieri partecipanti sono: Benetti, Azimut, Perini Navi, Baglietto, Cerri, Anvera, Codecasa. Le gallerie, invece: Barbara Paci, Marco Rossi, Futura Art Gallery, Susanna Orlando, Flora Bigai, Galleria Armanda, Gori, Galleria Ponzetta e Paola Raffo Arte contemporanea. Dalle 20.30, il centro storico sarà animato dalla Girlesque Street Band, unica formazione in Italia composta da sole donne.

 

Torna il simposio di scultura a mano

L'evento di piazza del Duomo anticipato al 31 maggio, sarà inserito in White Carrara Downtown


CARRARA Temi della contemporaneità e realizzazione tradizionale a mano si incontrano in piazza Duomo per il ritorno di un atteso (e partecipato) evento. Torna anche quest'anno infatti per la sesta edizione consecutiva il Simposio internazionale di scultura a mano in piazza Duomo, a Carrara, che sarà anticipato di qualche settimana, rispetto alle tradizionali date degli anni passati, perché all'interno della programmazione di White Carrara Downtown 2018 (che si svolgerà dal 2 al 9 giugno). Il Simposio - organizzato dall'associazione "La Manforta", Galleria Duomo e "Gli artisti del borgo" - partirà dunque con la giornata inaugurale alle 18 giovedì 31 maggio e terminerà sabato 9 giugno. Una decina di giorni in cui ci saranno nove scultori internazionali e di esperienza in piazza Duomo a Carrara che lavoreranno dal sasso all'opera seguendo la scultura tradizionale a mano. Molte, pure per questa edizione, le richieste di partecipazione di vari artisti che gli organizzatori però non hanno potuto accettare: «Non abbiamo mire espansionistiche in questo senso; vogliamo mantenere la nostra formula», spiegano gli organizzatori, gli artisti Robo e Romeo Buffoni, trascinatori dell'appuntamento. Anche quest'anno, inoltre, come al termine della precedente edizione (in quell'occasione fu l'orecchio marmoreo di piazza delle Erbe di Frank Breidenbruch), un'opera nata all'interno del Simposio sarà installata nel centro storico: l'opera scelta per quest'edizione sarà quella di Mario Fruendi che sta studiando l'idea. Oltre ai nove artisti internazionali nella dieci giorni di scultura tradizionale del centro di Carrara anche un fabbro ("magnan") e si terrà inoltre un'esposizione in ricordo di Marco Bombarda, storico "mortalaio" della manifestazione, scomparso. «Non ci sarà un tema per gli scultori - fanno notare -, la scelta è libera, purché tutti facciano qualcosa di diverso l'uno dall'altro, dal figurativo all'astratto». «Vogliamo mantenere questa formula - continuano i due organizzatori Robo e Romeo Buffoni - per riportare nel centro storico la scultura a mano tradizionale, senza strumenti meccanici, per non perdere la poesia di questa piccola perla. Siamo contenti della continuità e anche del consenso che abbiamo ricevuto nel corso di questi anni». Nei prossimi giorni saranno resi noti anche gli artisti che parteciperanno.Luca Barbieri

CARRARA Cava Fiordichiara era stata oggetto dei controlli sulla sicurezza della task force della Regione Toscana, come tutte le altre cave del distretto apuo-versiliese. «Basta con questa carneficina» disse il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla fine del 2016 quando nel solo distretto di Massa-Carrara si contarono 3 morti in cava in quell'anno e 1145 infortuni sul lavoro dal 2006. Fu a quel punto che Rossi promise di investire 8 milioni di euro sulla sicurezza nelle cave di marmo nel distretto apuoversiliese, facendo partire un piano di controlli quadriennale, per promuovere sicurezza e legalità, e trovare un equilibrio tra l'attività estrattiva, la dignità del lavoro e l'ambiente. Nel 2017 fu firmato il protocollo di intesa con il procuratore generale presso la corte d'appello di Firenze, il procuratore generale di Genova e i procuratori della Repubblica di Massa-Carrara e Lucca, e furono coinvolti numerosi soggetti incaricati dei controlli: Asl, Arpat, Comuni e i Carabinieri della Forestale.

Enrico Rossi: fare di più, ma l'impegno c'è
Questa morte bianca «ci richiama a fare ancora di più, ad avere tutti quanti ancora più attenzione ma non sarei onesto con me stesso se non dicessi che a Carrara negli ultimi due anni tutti quanti si sono impegnati con grande rigore e dedizione». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (foto) in merito all'incidente mortale nel bacino di Fantiscritti, parlando con i giornalisti a margine di un incontro sulle politiche europee di coesione sociale. «Il rischio zero non esiste - ha aggiunto Rossi -, una morte è sempre un dato drammatico. Da un paio di anni a questa parte mi sembra che a Carrara le cose si stanno muovendo da parte di tutti. Dalla parte pubblica per i progetti che abbiamo fatto ma anche da parte delle imprese sul versante della sicurezza e su quello ambientale. Bisogna insistere e continuare sulla strada intrapresa».


CARRARA «La morte dorme in cava; quando non si sveglia, è perché non vuole mordere»: così recita l'antico proverbio dei cavatori. A rivelarcelo è lo storico Beniamino Gemignani, autore del saggio "Il lavoro e i suoi martiri nelle cave apuane e di Garfagnana" (Società editrice apuana). Un testo prezioso, l'unico che ricostruisca puntigliosamente la storia delle centinaia di vittime delle cave dall'Unità a oggi. «L'ho scritto malvolentieri - confessa Gemignani - sperando che lo facesse qualcun altro. Qualcuno cercò di dissuadermi, dicendo che mi sarei attirato molte inimicizie. Mi fermai agli incidenti avvenuti alla fine del 2000, nella speranza che dopo non ce ne sarebbero stati più». E invece in cava si continua a morire. Cos'è cambiato dalla pubblicazione del libro? «Qualcosa si è mosso, questo è certo. Ma finché muore qualcuno significa che c'è ancora da fare». Gemignani ci tiene a precisare che non punta il dito contro nessuno: «Non muovo accuse nel momento del dolore. Tuttavia, alcune riflessioni sono imprescindibili». La prima: bisognerebbe affidarsi a chi le cave le conosce davvero. C'è una sorta di presunzione da parte dagli addetti ai lavori: i consigli che vengono dall'esterno vengono liquidati come suggerimenti di inesperti. Eppure in commissione marmo siedono persone che in cava non sono mai state. Ogni incidente dev'essere un incentivo, per loro, a raccogliere le esperienze dei vecchi cavatori».C'è poi da considerare la peculiarità dell'ambiente di cava: «Non c'è altro posto in cui in così poco spazio siano concentrati tanta ricchezza e tanti rischi. Quello del cavatore è un lavoro che ha diversi gradi e luoghi di difficoltà». Per questo l'attenzione dovrebbe essere sempre al massimo, minuto per minuto: «Nelle cave si stabilisce una convivenza che molto spesso diventa connivenza. Molti pericoli vengono sottovalutati per la fretta, soprattutto nei mesi estivi in cui il lavoro è frenetico. Tutti dovrebbero stare in guardia, dal primo responsabile all'ultimo. Finché avverranno incidenti alle cave, i responsabili, sia diretti che indiretti, drizzino le antenne». Anche la a politica deve muoversi. «Dedicheranno il Festival "Convivere" al lavoro: quanto spazio avrà il tema della sicurezza in cava, ammesso che se ne parli?», commenta amaro Gemignani. Un morto in cava fa molto rumore; eppure, passato il clamore iniziale, tutto torna sotto silenzio. Gemignani parla, a questo proposito, di un vero e proprio fenomeno di rimozione collettiva: «Lo dicevano già alcuni studiosi degli anni '20, come Michele Mazzitelli, responsabile della salute pubblica a Carrara e autore de "La psicologia della cava", e persino il drammaturgo Cesare Vico Lodovici: c'è una sorta di coscienza collettiva che tende a dimenticare. Avevo sei anni quando persi mio zio in cava. I martiri della Resistenza avevano i loro cippi, i morti suicidi dai Ponti di Vara le loro iscrizioni; delle vittime delle cave, invece, non restava traccia. Allora chiesi a mio padre perché nessuno pensasse a porre una croce per loro. "Ci vorrebbe un cimitero", mi rispose lui. Non a caso non abbiamo monumenti commemorativi, solo quello del sindacalista Alberto Meschi e la lapide del 1901 in piazza Alberica. La statua di Floriano Bodini in piazza San Francesco è molto recente, ed è stata realizzata grazie ad Anmil. In compenso abbiamo un cimitero virtuale. Un tempo gli scultori venivano a Carrara per recarsi negli studi e imparare a scolpire cose meravigliose, non cimiteri: per me questo è un segno di decadenza».Irene Rubino

L'eco della tragedia in cava, parla felici
«Continuare le buone pratiche»
CARRARA Proprio nei momenti in cui veniva inaugurata Vita all'Aria Aperta, si diffondeva la tragica notizia della morte in cava di Luciano Pampana, di cui parliamo in altre pagine. E il primo pensiero del Presidente del Consiglio Comunale Michele Palma, del consigliere regionale Giacomo Bugliani e del Presidente di Imm Fabio Felici, va alla famiglia del cavatore: «Evidentemente c'è ancora molto da lavorare in tema di sicurezza e a nome del Consiglio esprimo tutta la vicinanza alla famiglia, la città resterà vicina», dice Michele Palma. Sono gonfie di tristezza anche le parole del consigliere regionale Giacomo Bugliani: «Ennesima vittima del lavoro, una tragedia inaccettabile-ha dichiarato il consigliere- Quella di oggi è un'altra tragedia che non possiamo accettare. Non posso che esprimere la più totale vicinanza mia e del gruppo consiliare alla famiglia del lavoratore coinvolto, ai colleghi». «Sono giorni di tristezza-gli fa eco Fabio Felici-è incredibile, nonostante gli sforzi fatti fino ad ora portati avanti da aziende e istituzioni per garantire la sicurezza sul lavoro, ciclicamente gli incidenti si ripetono: il lavoro in cava è fatto di incertezza per cui bisogna continuare a migliorare le buone pratiche per una lavorazione sicura, dobbiamo fare uno sforzo straordinario». (f.v.)+

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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