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Mettiamo Carrara come sinonimo di “orrore” e “fine” Alcuni concittadini hanno criticato su Facebook la satira: «Non è divertente, è solo fuori luogo»

07 Gennaio 2017
K2_ITEM_AUTHOR  Il Tirreno Massa Carrara

di Cesare Bonifazi

CARRARA Il deserto, la desolazione. Per Elvis Morelli, programmatore carrarino di 36 anni, la sua città non solo è “morta” ma andrebbe addirittura essere iscritta sullo Zanichelli come sinonimo di “fine” e “orrore”. Non è uno scherzo: tanto che ha avviato in questi giorni proprio una petizione su change.org, un sito internet gratuito di campagne sociali fondato nel 2007 negli Stati Uniti con oltre 175mila persone attive, in cui chiede alla Zanichelli, l’istituto che si occupa di redigere il famoso vocabolario, di annoverare un nuovo lemma tra le sue pagine. Ma la petizione arriverà direttamente all’Accademia della Crusca, l’istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana. «Ovviamente la mia è solo una provocazione - dice Elvis - Spero di non passare come un orco: io non odio Carrara, anzi la adoro: è una città meravigliosa. Ma vederne il suo declino per me è molto doloroso. È una cosa comica, nata per gioco». Elvis si definisce un tipo particolare: ha 36 anni e non ha il telefono ma, lavorando in rete, dice che non gli serve perché ha già troppi mezzi per comunicare. Non è impiegato in un’azienda e lavora da solo: in pratica investe su se stesso, sui suoi progetti. L’ultimo che sta per uscire è quello di un videogioco ambientato all’inferno. «Mi occupo di tanti progetti online - dice - e collaboro con tante realtà nel settore. Mi definisco un programmatore freelance ma quella dei videogiochi è la mia attività principale». Quella su Carrara, ammette, è soltanto una boutade: «Carrara non è diversa da altre piccole realtà italiane - dice - solo non dobbiamo illuderci che sia una città: è un dopolavoro per i cavatori. Dovrebbe essere città d’arte ma io vedo solo mostre degli orrori senza idee e senza vera espressione d’arte. Per fare un esempio: vedo tranci di marmo scempiati da martellate a caso, legni e assi incollate. Non sono arte ma solo l’espressione del disagio». «Il post è nato appunto come cosa comica tra me ed un paio di amici “nichilisti” che assistiamo al nulla più completo, alla morte civile - racconta - io stesso non saprei dove andare: ti basta girare nelle piazze e leggere i cartelli “affittasi” ovunque. Non c’è vita e la domenica non trovi neanche un bar per un caffè; i servizi non esistono. Dopo le 21 è aperto il kebab e ci sono due o tre locali semi vuoti. Quando ho fatto quel post non immaginavo uscisse dalla mia bacheca. Ma è comunque ciò che penso realmente: Carrara non ha via di uscita, e lo si vedrà presto, al massimo nei prossimi cinque anni. La politica e le amministrazioni sono una barzelletta da sempre, hanno delle responsabilità, ma i colpevoli come sempre sono i cittadini, a mio parere». La petizione è effettivamente uscito dalla stretta cerchia di amici ed è balzato nelle bacheche dei carrarini: alcuni erano divertiti, altri molto meno. Alcuni suoi concittadini hanno preso male le critiche e hanno scritto a Elvis messaggi di fuoco. Molte critiche e qualche attacco personale. «Si è diffuso questo messaggio solo perché è ridicolo - scrive Vinicia Tesconi - usare la foto di una delle piazze considerata tra le più belle d’Italia per sostenere il sinonimo Carrara-orrore rende ridicolo il suo autore. È fuori luogo». Ma a Elvis poco importa e risponde per le rime: «Quel post comico ha creato un disagio formidabile che ha tirato fuori lo specchio del “carrarino medio”. Gli unici ad averlo capito e ad averci riso su sono i giovani, quelli della terza età sono andati fuori di testa. Forse hanno un ricordo di Carrara molto antico e sono le stesse persone che chiamano i carabinieri se c’è la musica alta».

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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