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La Nazione (4463)

 

IN OCCASIONE della «Giornata della memoria» il museo di San Giovanni degli Agostiniani ospita sabato 27 gennaio (inizio alle 10) un’iniziativa legata al ricordo delle stragi naziste. In programma «Memoria del cantiere» del monumento ad Auschwitz di Cordelia von den Steinen. Nel decennale della morte del maestro Pietro Cascella (nella foto), l’attrice Patrizia Hartman leggerà una toccante testimonianza dell’esperienza di vita e di lavoro dello scultore sui luoghi dell’Olocausto. Nel programma previste anche alcuni intermezzi musicali. Parteciperanno alla giornata gli studenti dell’istituto professionale agrario «Pacinotti» e del tecnico commerciale «Belmesseri».


I vincitori dei bandi del Comune per la valorizzazione dei due poli
LA CULTURA
SONO STATI APPALTATI DAL COMUNE GLI SPAZI DI SAN GIACOMO E DEL CAP: DALL’ARTE L’INTENTO DI RILANCIARE IL CENTRO STORICO CON MOSTRE E CULTURA
di CLAUDIO LAUDANNA L’ARTE come minimo comune denominatore della rinascita del centro. In tantissimi e da diverse parti d’Italia hanno risposto all’appello del Comune e hanno partecipato ai bandi per il Cap e San Giacomo. Dalle prossime settimane ecco allora che negli spazi di via Canal del Rio e via Carriona partrà una lunga serie di eventi, mostre e appuntamenti che proseguiranno fino al prossimo autunno. Al Cap, alla mostra sulla collezione Lazzerini seguiranno nei prossimi mesi le esposizioni degli artisti che sono stati scelti tra tutti quelli che hanno partecipato al bando per le due residenze offerte dal Comune, all’ex ospedale, invece, troveranno spazio tante associazioni del nostro territorio. «IL BANDO per il Cap – spiega l’assessore alla Cultura Federica Forti – era rivolto all’organizzazione di attività culturali nel campo delle arti visive attraverso il dialogo tra gli archivi storici locali e l’arte contemporanea. Tutto questo attraverso lo strumento delle residenza d’artista. In altre parole il Comune mette a disposizione 10mila euro per ogni progetto e l’uso degli appartamenti al San Giacomo per artisti che poi sviluperanno dei lavori da esporre successivamente al Cap. Sono arrivati sette progetti, tra i quali sono stati scelti quello dell’associazione Arteco di Torino e dell’artista milanese Chiara Camoni. Si partirà dal primp febbraio con Arteco e il collettivo Parasite 2.0 (composto dagli artisti Stefano Colombo, Eugenio Cosentino, Luca Marullo) che lavorerà sul laboratorio Lazzerini. Gli artisti soggiorneranno quattro settimane in città e poi organizzeranno una mostra al Cap che ne durerà sei. Stesse modalità per il secondo progetto scelto, quello di Chiara Camoni che dialogherà con l’archivio Zaccagna. Parallelamente sono state affidate le attività didattiche e laboratoriali al Cap all’associazione Toupie Ludo&cafè che per un anno si occuperà anche del bar e del bookstore. Per quanto riguarda il San Giacomo – prosegue l’assessore – nel bando si chiedeva l’organizzazione di iniziativetra contemporaneità con la memoria locale, attraverso esposizioni temporanee, o attività performative. In questo caso l’obiettivo era raggruppare più realtà possibili e devo dire che in tanti hanno risposto al nostro appello. A partire dal 27 gennaio, quando ci sarà un’iniziativa per il Giorno della memoria, fino a ottobre in via Carriona si alterneranno così Antonio Bertusi, Semi Cattivi, Policardia, Associazione Germinal, Associazione Arci, Club Fotografico Apuano, Associazione Vostok. Siamo tutti molto soddisfatti del riscontro che hanno avuto questi bandi e contiamo di riproporli anche per il 2019».

 

IN VIA CAVOUR LA MOSTRA


SI APRE il nuovo anno espositivo della neonata galleria Black Art Lounge (Via Cavour 6) di Valeria Lattanzi, con la mostra, curata da Nicola Ricci: «No parking» (domani 20 gennaio alle 17). Si tratterà di una collettiva di pittura composta da 9 artisti e suddivisa in due sezioni: una più vicina all’informale ed una alla pittura gestuale americana. Fanno parte della prima: Maurizio Faleni, Cch, accomunati dalla ricerca del colore e dello spazio, Antonello Pelliccia e Michele Chiossi, artisti toscani entrambi di adozione milanese che si avvicinano alla pittura astratta geometrica, Philippe Delenseigne legato alla pittura astratta che applica alla tela colate di silicone o cera. Nella prima sala Giuseppe Linardi, con un grande quadro, dipinto ad olio e collage. Roberto Chiabrera scarica sulla tela le proprie energie interiori creando opere di grande impatto emotivo. Paolo Maggis, artista milanese residente a Barcellona, espone 3 opere di pittura astratta espressionista, mentre Massimo Angei, di Sarzana, porta propone una pittura istintiva che oscilla tra l’astratto e il figurativo. «Questa collettiva – sottolinea Ricci – guarda a tecniche pittoriche che si sono sviluppate in tutto il mondo e catalogate con diversi nomi: action painting, espressionismo astratto, cubismo, informale, materico, astratto geometrico e molte altre. La prossima mostra sarà dedicata alla scultura». Ma la galleria apre alla cultura a tutto tondo, non all’arte figurativa, con presentazione di libri, musica, teatro. «Vogliamo – dicono Ricci e Lattanzi – dedicare questo spazio all’arte contemporanea, senza dimenticare quella moderna». Stefania Grassi

 

LA TRASMISSIONE 20 MINUTI DEDICATI ALLE CAVE

E’ DURATO 20 minuti, buona parte dei quali girati in cava, il servizio che Raidue ha trasmetto all’interno della trasmissione «Voyager», l’appuntamento settimanale di Roberto Giacobbo tra cultura e curiosità, non senza un pizzico di sensazionalismo. Nonostante la tarda ora (è partito alle 23.20 ed è terminato alle 23.40) il servizio lunedì scorso è stato ugualmente di grande impatto. Giacobbo l’ha presa da lontano, era a Pisa in piazza dei Miracoli, parlava di marmi e quindi è arrivato alle cave di Carrara sulle orme di Michelangelo per mostrare dove si estrae il «marmo più bello» ha detto il conduttore. Titolo del servizio «Il marmo dei grandi» e lo ha giustificato elencando i grandi scultori che nei secoli qui sono venuti a scegliersi l’oro bianco. E in cava lo aspettava Franco Barattini, l’ex bagascio diventato imprenditore, che molto sommariamente (ci sarebbe da parlare per giorni del lavoro in cava) ha raccontato quale era il suo mestiere, quali i pericoli, mentre intorno le ruspe spostavano blocchi e i macchinari tagliavano la montagna. Qualche divagazione in giro per il mondo per mostrare dove il marmo va a finire quando diventa opera d’arte e poi di nuovo alle cave Michelangelo per raccontare della lizzatura, per fare vedere con la ricostruzione virtuale del computer dove è stato estratto il blocco che poi è diventato quel David che a Firenze è ammirato da tutto il mondo. Per Carrara e per il suo marmo, un ottimo servizio che ha ridato alla città quel ruolo che da sempre le compete. Maurizio Munda


DELOCALIZZAZIONE DE PASQUALE PUNTA ALLA SICUREZZA


«CI FAREMO trovare pronti per quando i terreni saranno bonificati. Queste aree potranno servire anche per delocalizzare quelle aziende che oggi si trovano in aree a rischio, come lungo gli argini del Carrione e a Villa Ceci». Osservatore particolarmente interessato al sopralluogo di ieri nella Syndial di Avenza era il sindaco Francesco De Pasquale che, assieme all’assessore all’Ambiente Sarah Scaletti, al presidente del consiglio comunale Michele Palma e al dirigente Franco Fini hanno voluto toccare con mano la situazione dell’ex Rumianca. «Sappiamo – ha spiegato il primo cittadino – che per quando i terreni saranno liberati saranno liberati tutti gli strumenti urbanistici dovranno essere pronti per consentire nuovi insediamenti ed è proprio in questa direzione che stiamo lavorando. Stiamo parlando di un’area importante per tutto il territorio e per questo motivo vogliamo renderla appetibile in modo da riuscirla poi a sfruttare al meglio». PARTICOLARE attenzione durante il sopralluogo è stata dedicata alle operazioni per la bonifica della falda. «Su questo sito – hanno spiegato ieri i tecnici Syndial – abbiamo cominciato realizzando la messa in sicurezza di emergenza. Nel 2004 abbiamo presentato il primo progetto operativo di bonifica suoli e falda dopo l’approvazione del Piano di caratterizzazione nel 2001. I progetti hanno avuto iter amministrativi ultra decennali, a causa delle richieste di revisione avanzate dagli enti coinvolti. Il progetto operativo di bonifica della falda è stato approvato dal ministero dell’Ambiente il 20 gennaio 2016. In questo momento, dopo il completamento degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza attraverso la barriera idraulica (costituita da 28 pozzi) e dell’impianto per il trattamento delle acque di falda stiamo a procedendo con le attività di ampliamento del taf da 160 a 200 metri cubi all’ora di capacità, e abbiamo già realizzato 4 nuovi pozzi di pompaggio. Nella falda sono stati ritrovati quantitaivi di ferro, arsenico e manganese, ma dopo i nostri filtraggi il risultato e un’acqua talmente depurata da risultare ottima per essere impiegata in qualsivoglia processo industriale». c.lau


REGIONE LA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE

DISCARICA di Cava Fornace dibattito in Regione. L’assessore regionale all’Ambiente, Fratoni, ha risposto all’interrogazione di Giacomo Giannarelli (nella foto) e Gabriele Bianchi sulle azioni che la giunta vuole fare sulla discarica di Montignoso. L’assessore ha ricordato gli incontri avuti con i sindaci dei Comuni coinvolti anche per dar seguito a quanto deciso nella mozione unitaria approvata dal consiglio regionale che impegna la giunta verso la chiusura più celere possibile della discarica di cava Fornace. L’assessore ha ricordato che è necessario definire un percorso che unisca celerità e sostenibilità. Ha fornito una serie di tecniche sulle polizze assicurative fideiussorie presentate a garanzia degli obblighi derivanti a carico dei soggetti autorizzati alla gestione della discarica di Montignoso e Pietrasanta. È stato comunicato che il gestore ha sostituito le garanzie fideiussorie relative alle province di Lucca e di Massa e sono in corso le procedure di valutazione con esami atti a capire se vi siano reati in corso. L’assessore ha espresso la disponibilità ad accogliere un altro punto dell’interrogazione: predisporre una pagina web sul sito regionale per le discariche esistenti. Il consigliere Giannarelli ha detto di essere parzialmente soddisfatto e ha chiesto un aggiornamento entro 20 giorni. Intanto, in Regione si è discusso sull’autorizzazione integrata ambientale della discarica di Cava Fornace. Sono stati anticipati i contenuti di una relazione che ha approfondito gli aspetti critici dell’Aia ed è emerso «un quadro confortante scrive la Regione in una nota – che sarà illustrato dal sindaco di Montignoso a febbraio».


Le associazioni di categoria ai capigruppo: «Pronti a battaglia serrata»
Dino Sodini
«Parlano per ore senza entrare mai nel merito. Con un comportamento simile non si arriverà mai all’approvazione del Ru. Sarebbe un danno notevole per la comunità»
Roberto Venturini
«Abbiamo assistito ad uno spettacolo poco edificante nell’ultimo consiglio comunale. I cittadini avrebbero dovuto essere lì per vedere...»
«IRRESPONSABILI». Nuova durissima riflessione delle associazioni di categoria che in questi giorni stanno seguendo i consigli comunali dove è in discussione il regolamento urbanistico. A turno, e spesso in delegazione numerosa, presidenti, delegati e rappresentanti delle imprese, hanno assistito, con un po’ anche di frustrazione, al dibattito politico traendone purtroppo una considerazione non molto positiva. Nel frattempo, attraverso la Consulta delle associazioni di Massa Carrara, martedì sera le imprese hanno chiesto un incontro con i capigruppo del consiglio comunale all’interno del quale hanno rivendicato l’estrema necessità di arrivare ad una fumata bianca. «Lo dico con molto rammarico: in questi giorni, partecipando alle sedute, ci siamo resi conto che molti degli interventi dei consiglieri sono in realtà una melina per perdere altro tempo e non arrivare all’approvazione del regolamento. – analizza Dino Sodini, Presidente dell’ente camerale –. E questo atteggiamento è molto spiacevole. Parlano per ore senza entrare mai nel merito. Con questa cadenza e questo comportamento non si arriverà mai alla sua approvazione. Sarebbe un danno notevole per la comunità». E’ UN’ANALISI critica, scaturita dopo aver seguito le lungaggini che ancora oggi caratterizzano l’iter di approvazione delle controdeduzioni allo strumento di pianificazione. «La politica deve essere chiara con le imprese e dovrà avere il coraggio di motivare il fallimento di questo percorso atteso da troppo tempo – prosegue Sodini –. Allo stato attuale prendiamo atto che ci sono problemi più importanti e che non sono gli interessi delle imprese e delle famiglie. Convocheremo gli stati generali dell’edilizia, se necessario; siamo pronti a fare una battaglia serrata. E’ un comportamento irresponsabile. Il mio personale augurio è che l’incontro sia servito ai consiglieri per prendere coscienza della gravità dell’atteggiamento del consiglio. Sono lì per fare il bene della città e dei cittadini non per penalizzarli». AL MOMENTO è soltanto un’ipotesi ma è possibile che a breve le associazioni di categoria decidano di scendere in strada, con una grande manifestazione che metterà insieme imprenditori e lavoratori, un corteo di protesta per le strade della città, sempre che qualcosa non cambi nelle prossime ore. Sergio Chericoni, presidente Confartigiano Massa Carrara è preoccupato: «Le norme di salvaguardia scadranno a luglio. Significa che, se entro quella data non lo approveremo, dovremo ripartire da zero e serviranno le deroghe del piano urbanistico della Regione Toscana. Traduco: non pianteremo nemmeno più un paletto in città. Per 15 anni la città sarà completamente bloccata. Non riusciamo a capire a che gioco stanno giocando una parte dei consiglieri. Vogliamo chiarezza». Enrico Mallegni, presidente Cna sezione di Massa si augura «che la chiamata al senso di responsabilità sia arrivata a destinazione. I tempi stringono e ci sono ancora centinaia di osservazioni da vedere e discutere. Ora serve una grande capacità di sintesi, da parte di tutti, per ridurre i tempi della discussione». Roberto Venturini della Cgil ha ricordato lo stato di salute drammatico dell’edilizia: «Se manca anche questo strumento è chiaro non ci sarà mai una ripresa solida e duratura. Abbiamo invitato nuovamente le forze politiche a fare qualcosa di serio e concreto per approvarlo entro la fine del mandato. Purtroppo abbiamo assistito a uno spettacolo poco edificante nell’ultimo consiglio comunale. I cittadini avrebbero dovuto essere lì per vedere. Il regolamento non può essere usato per tenere in ostaggio il sindaco e la giunta». Per Marco Lucetti, Ageparc: «il consiglio procede rallentato. Vedo poca volontà da parte del consiglio ad andare avanti. Il mio auspicio è che si riprendano al più presto i lavori e ci sia l’attesa svolta».


FIRENZE UN MAZZETTO di giaggioli freschi, una rosa, una pietra blu, il biglietto da visita di un tatuatore. «Non c’è sopralluogo senza ritrovamenti», sorride Paola Rosa, restauratrice fiorentina da 35 anni al servizio della grande Arte, indicando il mucchietto di particolari oggetti “votivi” lasciati ai piedi del monumento funebre sul quale sta lavorando. Non il mausoleo di uno qualunque, ma la tomba di Michelangelo in Santa Croce, a Firenze: sovrastata dal busto dell’immenso artista (opera di Battista Lorenzi) la tomba è decorata dalle statue dell’Architettura (opera di Giovanni dell’Opera), della Scultura (di Valerio Cioli), della Pittura (di Battista Lorenzi) e da affreschi di Giovan Battista Naldini. «Una vera meta di pellegrinaggio» riprende la restauratrice raccogliendo una cartolina firmata da un’ammiratrice, Liz, che si rivolge direttamente al Maestro salutandolo con un tenero “Thank you for your art, Love”. «Vede? – fa notare l’esperta – Sulla cartolina c’è ritratta la Pietà Bandini, scultura che il Buonarroti realizzò intorno al 1550: voleva fosse messa qui, sul monumento sotto al quale riposa (le sue spoglie mortali non sono nel sepolcro, ma sotto terra), invece è nel Museo dell’Opera del Duomo. Pochi lo sanno, strano che Liz sia a conoscenza di un particolare riservato agli addetti ai lavori. Ma quando si parla di Michelangelo, i misteri non finiscono mai» si stringe nelle spalle Paola Rosa, rimettendosi all’opera con la collega di una vita Emanuela Peiretti, sotto gli occhi dei visitatori. Ne entrano oltre 800mila ogni anno in Santa Croce, molti dei quali attratti proprio dal monumento a Michelangelo e dalla pala per l’altare della famiglia Buonarroti che si trova all’inizio della navata destra, e dove ora ferve il cantiere. «È partito un intervento di restauro finanziato grazie alla campagna In The Name of Michelangelo, un progetto di raccolta fondi al quale hanno aderito 98 donatori privati, provenienti da 11 paesi diversi, ma principalmente dagli Stati Uniti - interviene Caterina Barboni dell’Opera di Santa Croce - . Obiettivo, raccogliere 100mila euro da investire in pulitura e indagini diagnostiche sulla tomba e nel restauro della pala del Vasari, danneggiata dall’alluvione del 1966, visibilmente in uno stato a dir poco critico». Ai piedi del mausoleo, appena liberata dal cellophane nel quale è rimasta avvolta un mese per ultimare il trattamento antitarlo, c’è la grande tavola del Vasari: titolo esatto “Cristo che per la via del Calvario incontra la Veronica”, opera trascurata dal pubblico, ma elemento chiave per una corretta interpretazione del più ampio progetto di rinnovamento dell’interno della Basilica commissionato da Cosimo I all’autore delle “Vite” tra il 1566 e il 1588. «SECONDO una recente lettura, l’olio su tavola, datato 1572, nasconderebbe sotto i segni del tempo un ritratto di Michelangelo, che può essere interpretato come un tributo del Vasari al grande Maestro», confida Caterina Barboni facendo riferimento allo studio avviato da Sally Cornelison, docente della Syracuse University. La patina scura che rende quasi illeggibile il dipinto - della quale si sta occupando la restauratrice Tessa Castellano - non nasconde infatti del tutto il volto scavato e barbuto che rivolge lo sguardo alla tomba posta accanto all’altare, creando un legame visivo che accomuna i due capolavori nella commemorazione della famiglia Buonarroti. «Il ritratto di Michelangelo nel dipinto di Vasari è inconfondibile - assicura la storica dell’arte americana - . I riccioli caratteristici, la barbetta e il naso rotto richiamano molto altri ritratti, incluso quello scolpito da Battista Lorenzi per il busto del monumento funebre adiacente». Michelangelo non è l’unico dei contemporanei che Vasari ha incluso nella sua opera, perché l’uomo più vecchio e con la barba di fronte a Michelangelo è il pittore noto come Rosso Fiorentino (1495-1540): «Anziché dipingere i capelli rossi, ai quali doveva il soprannome - spiega Sally Cornelison-, Vasari lo ritrasse con un copricapo rosso, il cui colore vistoso è un indizio palese per identificarlo». Gli studi sono in corso. I misteri della tomba di Michelangelo, da romanzo.

Mel Gibson ha chiesto un accesso riservato in Santa Croce, location per il suo prossimo film: nel 2003 ha finanziato il restauro di uno dei 22 dipinti della Tribuna del David.

 

L’ATTACCO I CONSIGLI DEI CITTADINI LAMENTANO: «INTERROTTI I LAVORI ALLE FOGNE DI VIA BRUNO CONTI»

«RIPULISCONO due statue in centro: peccato che il progetto ne prevedesse tre. Le fogne di via Conti, nessuno se ne occupa». A parlare è l’ex presidentessa del consiglio dei cittadini Carrara centro Rosanna Pino. «Il Comune – spiega – ha impegnato i fondi messi a disposizione dalla precedente amministrazione per attuare il progetto presentato dal consiglio dei cittadini di Carrara centro fortemente voluto dall’ex assessore Giuseppina Andreazzoli: la pulizia ed il restauro di tre importanti opere dislocate in centro: la statua del Nettuno, o statua del Gigante in piazza Duomo, la statua di Mazzini, in piazza dell’Accademia e il monumento a Tacca di Carlo Fontana nel giardino davanti al fronte Est dell’Accademia di belle arti. Il consiglio aveva chiesto, sia a ditte specializzate sia all’Accademia, alcuni preventivi sulla pulizia dei monumenti. La priorità è stata data esattamente nell’ordine di presentazione delle opere, compatibilmente con i fondi, 20mila euro, poiché ritenute significative per la città, bisognose di restauro. Abbiamo appreso che l’amministrazione ha stanziato solo 18mila euro con la possibilità di pulire e restaurare solo due delle tre opere individuate da noi. Nonostante sia stata fatta la scelta di abolire i consigli, come cittadini continuiamo a restare attivi sul territorio monitorando l’attività della giunta e controllando che i progetti vadano a buon fine, non ultimo la conclusione della condotta fognaria di via Bruno Conti, rimasta incompiuta e senza che nessuno se ne occupi. Siamo rammaricati – conclude – per come si è conclusa l’esperienza dei consigli, una formula democratica che avrebbe avuto bisogno di più tempo per rendere più ampio il dibattito tra cittadinanza e amministrazione».

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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