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La Nazione (3668)


Grave bilancio di controlli e accertamenti al monte su reati ambientali
I risultati. Ben 27 reati rilevati e 28 multe fatte su 30 cave controllate. Questo quanto emerso dalla prima fase di indagini da parte di Arpat nelle cave.
118 accertamenti. Dall’inizio del 2017, gli accessi in cava per verifiche e accertamenti sono stati 118, con 54 aziende finite sotto la lente d’ingrandimento
di LISA CIARDI BEN 27 reati rilevati e 28 multe fatte su 30 cave controllate. È un quadro ben poco rassicurante quello tracciato alla prima tranche di verifiche effettuate da Arpat nelle cave. Il dato è emerso ieri, in Regione, nel corso dell’audizione del direttore generale di Arpat Toscana, Marcello Mossa Verre, da parte della quarta commissione consiliare «Territorio e ambiente», che doveva approvare il bilancio 2016 dell’agenzia. Dall’inizio del 2017, gli accessi in cava per verifiche e accertamenti sono stati 118, con 54 aziende finite sotto la lente d’ingrandimento. Fra queste, alcune devono ancora completare l’iter dei controlli, mentre per 30 di loro le verifiche sono concluse. «Nelle 30 cave che hanno visto terminare i nostri accertamenti – ha spiegato il direttore di Arpat – abbiamo rilevato in tutto 27 reati e fatto scattare 28 sanzioni. Nella maggior parte dei casi, i problemi sono legati alla gestione dei rifiuti e delle acque meteoriche». Quasi in ogni cava è stato rilevato almeno un reato amministrativo e uno penale, senza contare le verifiche parallele dell’Asl sulla sicurezza e quelle a carattere ambientale della Forestale, delle quali non si conoscono ancora gli esiti. «La nostra attività – ha concluso il direttore di Arpat – si è intensificata su impulso del presidente Enrico Rossi in seguito agli ultimi infortuni. Da gennaio abbiamo moltiplicato le verifiche». Soddisfazione e preoccupazione a un tempo da parte delle forze politiche. «L’Arpat ha presentato un bilancio importante – ha detto il presidente della quarta commissione Stefano Baccelli (Pd) –. Lo dimostrano i controlli alle cave che se un tempo erano sui 10 l’anno adesso siamo a 50-60 aziende controllate in dodici mesi». «Sono dati preoccupanti – ha commentato Giacomo Giannarelli (5 Stelle), vicepresidente della commissione – visto che tutte le aziende controllate risultano non in regola. Per questo intendiamo approfondire il tema e monitorare con attenzione i risultati dei prossimi accertamenti».

«Detriti, da rifiuto diventano risorsa»

MARBLE WAY GLI INDUSTRIALI HANNO ILLUSTRATO AL SINDACO GLI OBIETTIVI

Pool di imprese. Il problema dei detriti, molto sentito in città, ha spinto le aziende a costituirsi in un pool, che possa risolvere questo problema e cercare di sfruttarlo come risorsa economica
Le università. Del progetto fanno parte anche le università di Pisa e Siena, che aiuteranno le aziende per uno studio concreto alla riutilizzazione dei detriti come risorsa e non come semplice problema per la cittàCAVE, marmettola, il problema dei detriti e delle terre: incontro tra Comune, industriali e ‘Carrara marble way’. Relativamente alle cave, prosegue l’impegno dell’amministrazione comunale sul problema delle terre per la tutela dei cittadini dal rischio idrogeologico. Il sindaco Francesco De Pasquale ha incontrato insieme agli assessori Alessandro Trivelli per il Marmo, Andrea Raggi per le Attività produttive, Sarah Scaletti per l’Ambiente, il presidente della commissione marmo, Stefano Dell’Amico, i rappresentanti locali di Confindustria e del consorzio «Carrara marble way», che rappresenta 39 aziende, Erich Lucchetti, Giuseppe Baccioli (nella foto a destra in alto) e Paolo Baldini. «Un primo incontro positivo – ha dichiarato il sindaco De Pasquale -: ho apprezzato che anche gli imprenditori abbiano compreso il problema delle terre e dei detriti, che possono essere trasformati da problemi in risorse. Su questo fronte prosegue l’attività di monitoraggio e controllo degli uffici Marmo e Ambiente per individuare le situazioni più critiche sulle quali interverremo». La missione degli industriali è quella di razionalizzare i detriti al monte, il trasporto delle terre e su questo hanno iniziato due importanti convenzioni con le università di Siena e Pisa, per studiare il riutilizzo del materiale. IN CONTEMPORANEA gli industriali hanno collaborazioni attivate per la caratterizzazione dei materiali, e di questo se ne sta occupando il laboratorio di texting della Imm. Anche da parte degli imprenditori del marmo l’incontro è stato positivo e adesso chiedono, affinché marble way possa decollare, la condivisione dei progetti, ovvero un obiettivo comune per riutilizzare i materiali da smaltire, condiviso con istituzioni come Regione e Comune. Un problema che si sta portando avanti da anni quello della marmettola, dei detriti al monte e che gli industriali stanno cercando di risolvere, adesso chiedendo anche l’appoggio delle istituzioni.

Ecco come è cambiato il paesaggio apuano

LA MOSTRA ALL’ARCHIVIO DI STATO ESPOSIZIONE DI MAPPE, DISEGNI E CARTE. DOMANI L’INAUGURAZIONE

E’ IL PAESAGGIO con le sue caratteristiche e le sue trasformazioni il protagonista delle due mostre dal titolo «Dalla terra alla carta. La trasformazione del territorio attraverso i documenti di archivio» che l’Archivio di Stato di Massa e la sezione di Pontremoli organizzano in occasione delle «Giornate Europee del Patrimonio» domani e domenica. Immagini e documenti per riflettere sul nostro passato, per comprendere il territorio nei secoli, per capire le modifiche avvenute, per proteggere le peculiarità presenti. A Massa (via Sforza) la mostra aprirà domani alle 10 (fino alle 13) e sarà visitabile anche con l’apertura straordinaria di domenica dalle 9 alle 13, mentre a Pontremoli (convento della SS. Annunziata) l’inaugurazione avverrà domenica alle 10 (fino alle 13). Entrambe le mostre saranno poi visitabili fino a marzo, tutti i giorni feriali in orario di apertura dei due istituti: lunedì, mercoledì e venerdì 8.15-13.45, il martedì e giovedì 8.15-17.15. Le due iniziative rientrano nelle «Giornate europee del patrimonio» volute dal Ministero per i Beni culturali in sintonia con il Consiglio d’Europa che fin dal 1991 ogni anno celebra la ricorrenza. Così in questo fine settimana molti luoghi della cultura apriranno in tutta Italia per una offerta culturale composita, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla importanza della cultura. A Massa saranno in mostra anche volumi in lingua esperantista in tema sul paesaggio, conservati nella Biblioteca nazionale di Esperanto che ha sede proprio nell’Archivio di Stato. Ci sono disegni, mappe e carte, per documentare le trasformazioni del territorio, in una zona dove sia il litorale, ma soprattutto il monte, hanno subito profondi mutamenti, con l’escavazione del marmo che incide pesantemente sul paesaggio. Disegni e mappe sono piccole opere d’arte, colorate e curate da mani spesso anonime ma capaci. Nella foto: il David di Kobra alla Cava di Gioia

 

Pronta un’ordinanza per le cave su... assist del procuratore Giubilaro
di FRANCESCO SCOLARO LE CAVE come la cucina del ristorante: finita la giornata i piazzali e le aree di lavoro devono essere completamente ripulite. La polvere, di marmo in questo caso, dovrà essere ‘spazzata via’ e raccolta in modo che la pioggia non la trascini più a valle, inquinando sorgenti e fiumi. Concedeteci il paragone, d’altronde è lo stesso che il procuratore capo della Repubblica di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, ha fatto il 16 febbraio durante l’audizione di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. L’ipotesi è chiara: è quasi impossibile sapere con precisione da dove provenga la marmettola dopo che è stata trascinata via dall’acqua quindi bisogna intervenire all’origine, impedire che si accumuli nei piazzali di cava e nelle aree vicine. Insomma, pulire tutto, ogni giorno, almeno nei periodi delle piogge più intense. Una proposta che deve aver ‘stuzzicato’ le corde in Comune e ieri il dirigente Fabio Mauro Mercadante ha annunciato quella che potrebbe essere una vera rivoluzione per i bacini estrattivi del versante massese. «In questi giorni ufficio ambiente e ufficio cave stanno studiando alcuni provvedimenti per attenuare o bloccare il problema della marmettola che si fa vivo a seguito di ogni pioggia». L’ultimo caso, peraltro, si è verificato il 14 settembre, come denunciato dal Grig e riportato ieri anche da La Nazione: Frigido bianco latte a causa dell’inquinamento da marmettola. La soluzione al vaglio di palazzo civico è «un’ordinanza con la quale obbligheremo i soggetti autorizzati a lavorare le cave, che possono essere diversi dai concessionari – ha proseguito Mercadante – a effettuare delle pulizie straordinarie dei piazzali. Pulizie che saranno controllate dal Comune e dagli altri soggetti che aderiscono al protocollo sottoscritto fra Regione e Arpat». Le misure punitive saranno molto più severe rispetto al passato: «Non ci saranno sanzioni monetarie, che sono quelle che sortiscono meno effetti deterrenti nel mondo del lapideo – ha detto ancora Mercadante – ma una sospensione dell’attività lavorativa per un periodo che varia a seconda dell’infrazione rilevata. Così obbligheremo le imprese del marmo ad avere maggiore attenzione verso la pulizia delle aree di lavoro delle cave e otterremo anche più sicurezza per i lavoratori, contenendo il rischio di inalazione delle polveri. A breve adotteremo l’atto che sarà preceduto da un avvio del procedimento per evitare qualsiasi tipo ricorso. L’ordinanza sarà rivolta a tutti i soggetti che operano nelle cave di Massa e avrà efficacia temporale relativa al periodo in cui piove di più, all’incirca da novembre a giugno». Quello dell’inquinamento da marmettola è un problema che non ha ancora trovato una soluzione definitiva dopo decenni di denunce e battaglie degli ambientalisti. L’ordinanza potrebbe finalmente ottenere lo scopo di ridurre il fenomeno, a patto che i controlli sul rispetto delle misure siano altrettanto serrati, e darà una mano anche a capire la provenienza delle polveri di marmo. Non è escluso che, dato il carsismo delle Apuane, la marmettola che finisce nelle sorgenti e nei fiumi non provenga da bacini che ricadono in altri Comuni. Una misura che si somma alla task force speciale messa insieme da Regione e Arpat.

 

Anziana trovata morta alle cave

TRAGEDIA

SCOMPARSA da casa, ritrovata senza vita sotto un ponte. Tragedia all’alba a breve distanza dalle case di Torano. I vigili del fuoco ieri mattina hanno dovuto lavorare a lungo per recuperare il corpo di una donna di 70 anni deceduta in seguito alle ferite riportate nella caduta dal viadotto. A dare l’allarme erano stati i suoi familiari che già molto presto ieri mattina si sono messi in contatto con le forze dell’ordine per segnalare la scomparsa della pensionata. Immediatamente si è messa in moto la macchina dei soccorsi, con carabinieri e vigili urbani che hanno cominciato a passare in rassegna ogni angolo del territorio. Le ricerche, su indicazione dei familiari, si sono concentrate soprattutto nella zona di Torano ed è proprio qui che, attorno alle 8,30, è stato ritrovato il corpo senza vita della donna. Subito avvertiti, sul posto sono arrivati assieme ai carabinieri anche i sanitari del 118 a cui è toccato il gravoso compito di accertare la morte dell’anziana.

Grande successo per l’edizione diretta da Gianmarco Puntelli
Quattro location
Per oltre un mese personali a Villa Cuturi, Castello Malaspina, Palazzo Ducale e sede dell’Apt a Cinquale
NOVEMILA visitatori, più di 100 opere esposte, 40 servizi giornalistici di quotidiani, periodici e delle più importanti testate nazionali e internazionali del settore, su televisioni e social media. Questo in sintesi il primo bilancio della seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea di Massa e Montignoso che si è svolta tra il 5 agosto e il 15 settembre sotto la direzione artistica di Giammarco Puntelli, con la collaborazione di Annalisa Sacchetti, storica dell’arte, che ha curato anche la parte amministrativa. Grande successo, per le personali dei maestri Pietro Del Corto, allo spazio espositivo Apt del Cinquale, Edmondo Nardini, a Villa Cuturi a Marina di Massa, di Luciano Preti, Italo Duranti e Domenico Conforte a Palazzo Ducale. Ha riscosso notevole interesse da parte di migliaia di visitatori anche la collettiva al Castello Malaspina. Questi gli artisti (nella foto) che hanno esposto nelle sale del castello: Franca Reivella, Armand Xhomo, Chico Molo, Alessandro Trani, Mafalda Pegollo, Giovanni Masuno, Libuse Babakova, Emanuela De Franceschi, Gino Dalle Luche, Stefano Abelli, Enrico Cesaro, Oksana Kuplovska, Lorenzo Marchetti, Gemma Spada, Valentina Cipolla, Lara Borghetti, Monica Della Bona, Mattia Cauzzi, Pierluigi Concheri, Marianna Tesconi, Franco Cappelli, Rosy Maccaronio e Natalina Bonini. Al Malaspina sono state inoltre esposte le creazioni in marmo di Venedretta Luxury. La manifestazione, a cura dell’Accademia della Torre, ha visto come project manager e conduttrice degli eventi la giornalista Laura Sacchetti, nostra collaboratrice. Durante la manifestazione inoltre ci sono state presentazioni di libri, la premiazione del «Torre di Castruccio» e una sfilata di moda della scuola di Cristina Bertuccelli, con abiti ispirati alle opere in mostra nelle varie location. La Biennale d’arte contemporanea di Massa e Montignoso ha avuto il patrocinio dei Comuni di Massa e Montignoso, della Provincia, dell’Istituto Valorizzazione Castelli, del Sistema Museale Terre dei Malaspina e della Statue Stele. Ha come main sponsor Venadrette Luxury, Emmerent, Conad del Tirreno, Banca del Credito Cooperativo di Versilia, Lunigiana e Garfagnana, Consorizio Riviera Apuana, Ageparc e Mondopì. Sponsor: Fratelli Mazzi Mobili, Bottega di Adò, Arya Parrucchiere, Linea Snella, Bianchini abbigliamento, Bookstore Mondadori, Pancino 2, I 3 Compari, il Fornaretto, La Lisca, Panificio Lazzarotti, Pizzeria Il Giardino, Bar Ginocchi, azienda vitivinicola di Alberto Della Tommasina, azienda vitivinicola La Bura di Cesare Mosti. L’accoglienza alle mostra è stata curata dagli studenti del liceo linguistico Pascoli, del Polo tecnico professionale Toscana Nord Turismo e dei volontari della Vab. Portavoce della Biennale, il giornalista e scrittore Alberto Sacchetti.

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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