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La Nazione (2750)

Filca: «Troppo tardi, manca il tempo per una vera discussione» I NODI DEL LAPIDEO. LA CISL E LA FILCA NON HANNO PARTECIPATO ALLA COMMISSIONE CHE SI È TENUTA IERI MATTINA, MA HANNO INVIATO UN DOCUMENTO DOVE LAMENTANO UN COINVOLGIMENTO TARDIVO REGOLAMENTO degli agri marmiferi: in commissione marmo il forfait della Cisl. «Non ci hanno mai ascoltato, la bozza arrivata è ormai in ritardo». Alla riunione che si è tenuta ieri mattina in Comune indetta dal presidente Cristiano Bottici del Pd, è mancata soltanto la sigla sindacale della Cisl, la quale si lamenta di non essere stata coinvolta prima e che ormai il regolamento sia stato definito e di tardiva discussione. Gli altri sindacati invece, Cgil, Cobas e Uil hanno partecipato all’incontro indetto dalla commissione, che in queste settimane sta incontrando le parti sociali al fine di presentare la bozza del regolamento. Le sigle partecipanti hanno avanzato alcuni suggerimenti, come il contratto di lavoro da inserire in bozza. Ma la grande assente è stata la Cisl, e con lei Filca. In serata la commissione ha incontrato anche gli industriali. «CONSIDERATO il breve lasso di tempo avuto a disposizione – spiegano il segretario Andrea Figaia e Giacomo Bondielli per Filca - per poter esprimere valutazioni di merito approfondite; considerato che, curiosamente questa rapida convocazione della parti sociali, è la prima che perviene al sindacato unitario dopo mesi di voluta latitanza in materia. Ritenuto opportuno invece sottolineare quanto sia importante, questo tipo di regolamentazione rispetto ad altre forme regolamentari, riteniamo di non poterci esprimere nel merito del regolamento proposto, valutando come assolutamente tardiva la bozza inviataci e troppo pericolosamente inserita nella campagna elettorale ormai in essere. Siamo ovviamente disponibili ad un confronto continuo in materia, cosa peraltro come detto non avvenuta, valutando come la strategica adozione dell’atto regolamentare sia condizione imprescindibile per una regolamentazione di questo distretto produttivo, in un’ottica che coniughi il diritto alla escavazione con la sicurezza dei lavoratori, del lavoro ed anche con la necessità di rendere compatibile l’escavazione con l ‘ambiente dei nostri monti». MENTRE la partita per il regolamento è ancora aperta, le tre sigle sindacali si riuniscono per indire un’assemblea dei lavoratori delle cave mercoledì alle 15 nella sala Marmoteca della Imm, per permettere a Asl di illustrare meglio le procedure di taglio al monte funzionali a ridurre le tipologie di rischi, che hanno portato agli infortuni mortali in questi anni. Nel dettaglio Asl parlerà di: le linee di indirizzo elaborate dal servizio di prevenzione infortuni; la vigilanza nel rischio colpi di calore; proposta di protocollo con Inps per la cassa integrazione. «I lavoratori -scrivono – sono invitati a partecipare per proporre valutazioni e proposte sui protocolli di lavorazione e su tutti i progetti all’ordine del giorno». I lavoratori usufruiranno di due ore di assemblea previste dal contratto collettivo nazionale per le informazioni di sicurezza, quindi i lavoratori termineranno il loro lavoro due ore prima della fine dell’orario di lavoro e comunque non oltre le 13. Alfredo Marchetti
di FRANCESCO SCOLARO «CAVE ‘fuori legge’, la Regione dia il potere al Parco delle Alpi Apuane di revocare le autorizzazioni ambientali in caso di reiterata violazione delle prescrizioni autorizzative o di mancata esecuzione dell’ordinanza di ripristino ambientale». La richiesta arriva dal Gruppo d’intervento giuridico onlus (Grig) che ha inviato una specifica richiesta al presidente della Regione Toscana, al presidente del consiglio regionale e ai capigruppo consiliari affinché «siano inserite nell’ordinamento regionale disposizioni più efficaci per contrastare gli abusi effettuati durante l’attività estrattiva del marmo sulle Alpi Apuane», coinvolgendo anche il Parco naturale visto che interessa gran parte del comparto estrattivo del marmo. Pochi giorni fa, come anticipato da La Nazione, il Parco ha pubblicato il nuovo regolamento che prevede misure più restrittive per i lavori non autorizzati, ossia una sospensione di almeno 6 mesi dopo il ripristino ambientale e interventi in danno ai concessionari inadempienti. Misure che per il Grig, però, non sono sufficienti: il prossimo passo deve essere il potere di revoca dell’autorizzazione, al momento non previsto dalla legge. «Attualmente è previsto soltanto il potere di ordinare la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale – prosegue il Grig – ma non la possibilità di revoca delle autorizzazioni in caso di accertata grave violazione delle prescrizioni autorizzative o di inottemperanza all’ordine di ripristino ambientale. Per sua stessa natura la sospensione dei lavori non può che essere temporanea», come ha recentemente stabilito il consiglio di Stato per la cava di Castelbaito Fratteta. «E’ vero, dovrebbero essere i Comuni, in teoria i principali interessati alla difesa del proprio territorio, a chiudere le cave ‘abusive’ – va avanti il Grig – ma le amministrazioni comunali sono più preoccupate della tenuta economica del comparto del marmo. A fronte di numerosi e reiterati casi di grave violazione delle prescrizioni sulle Alpi Apuane non si registrano i conseguenti provvedimenti di revoca e chiusura definitiva dei relativi siti estrattivi.». Il Grig cita alcuni casi esemplificativi: Madielle, Padulello, Vittoria, Calacatta, Fossagrande, Piastramarina, Granolesa, romana, Valsora Palazzolo. «In pochi mesi ben 10 provvedimenti di sospensione dell’attività estrattiva e ingiunzione di ripristino ambientale, due dei quali riferiti alla stessa cava denotano un quadro di irregolarità ambientale di sensibili dimensioni, non contrastato da provvedimenti di efficace natura - dice ancora il Grig -. Non siamo più ai tempi di Michelangelo: nel corso degli ultimi vent’anni si è cavato dalle Apuane più che nei 2.000 anni precedenti, ogni anno 4 milioni di tonnellate di montagna, un milione e mezzo di metri cubi. Un’industria molto redditizia per pochi e i ricavi dei Comuni non sono paragonabili a quelli dei concessionari mentre i dati sull’occupazione confermano che il marmo non rende immuni». Il Grig mette nel mirino anche la produzione di detriti e i danni sulle risorse idriche partendo proprio dai costi della potabilizzazione delle acque del Cartaro.

MARMETTOLA M5S: va prodotta meno polvere

MARMETTOLA M5S: va prodotta meno polvere «NON BASTA buttare qualche palata di fango di cava dentro un cassone. Bisogna regimentare le acque di taglio delle bancate di marmo per ridurre la produzione di marmettola». A dirlo è Luana Mencarelli, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, che critica apertamente il protocollo operativo proposto dall’associazione Cam al Comune di Massa. Il piano prevede infatti di «sistemare uno scarrabile in ogni cava del Cam per raccogliere la marmettola dei piazzali e smaltirla una volta alla settimana – va avanti Mencarelli – ma è una prescrizione già prevista nell’autorizzazione all’escavazione». L’obiettivo invece deve essere produrre meno polvere di marmo: «Come M5S un anno fa avevamo illustrato come fare – prosegue Mencarelli – intervenendo sia sulla tecnologia del taglio sia facendo rispettare le leggi vigenti. L’ulteriore beffa è che per i ‘nuovi’ controlli sulle cave si parla di spendere centinaia di migliaia di euro della collettività che vanno sommati a tutti i danni economici e ambientali prodotti dalla marmettola». FraSco
RIFONDAZIONE, ANTICAPITALISTI E FABBRICA DELLA SINISTRA UNA GRANDE falce e martello bianca su sfondo rosso. Rifondazione comunista, Sinistra anticapitalista e Fabbrica della sinistra danno vita a «La Comune», l’unica lista che appoggerà la candidatura a sindaco di Ilaria Paladini. La nuova forza politica nata in previsione delle amministrative del prossimo 11 giugno, ma con l’obiettivo dichiarato di «andare oltre« per costruire una forza di sinistra duratura nel tempo e in grado di varcare anche i confini comunali, ha illustrato ieri i propri punti programmatici incentrati su marmo, ambiente e lavoro. «Le nostre priorità, sia se avremo l’onore di governare questa città, sia se saremo all’opposizione - spiega la candidata a sindaco - sono anzitutto contenere il rischio idraulico e il dissesto idrogeologico e poi ancora rendere agibili tutti gli edifici pubblici e ricostruire la filiera del marmo. Credo poi sia necessario creare un sistema i sicurezza sociale che preveda una politica dei diritti di cittadinanza che si basi su un sistema strutturale. Punteremo infine - aggiunge - sulla ripubblicizzazione di tutti i servizi pubblici e la riconversione dell’economia locale a partire al turismo culturale. Vorrei poi lanciare un appello a tutte le forze antifasciste perché dicano di no alla manifestazione organizzata dall’estrema destra a Masa in occasione del primo maggio. Non si tratta d’altro che di una provocazione e per questo auspico che il Prefetto ci ripensi». RIPENSARE l’economia de marmo e della sua filiera, si traduce nell’immediato in uno stop al nuovo regolamento che l’attuale maggioranza starebbe pensando di portare in consiglio prima della fine della legislatura. «Questa accelerazione non ha alcun senso - tuona Massimo Menconi, consigliere comunale di Rifondazione ed ex presidente della commissione Marmo -.Quest’ultima modifica altro non fa altro che, da un lato, legittimare i beni privati e, dall’altro, togliere la potestà legislativa del Comune sulle cave. Per questo noi siamo decisi a votare contro al nuovo regolamento qualora fosse deciso di portarlo in consiglio nelle prossime settimane». c.lau

Un catalogo di Arturo Dazzi al Cap

«ARTURO Dazzi 1881 – 1966 Roma - Carrara - Forte dei Marmi»la mostra si amplia: presentazione oggi alle 16,30 del catalogo «Arturo Dazzi, Carrara la sua Città» in aula Magna dell’Accademia di Belle Arti. A seguire speciale visita con la curatrice Anna Vittoria Laghi.
di CRISTINA LORENZI LE VESTIGIA del passato tornano protagoniste. Non come testimonianza di un periodo finito, ma calate nella scena attuale. Il passato si fa presente e torna prepotentemente alla ribalta, forte delle nuove tecnologie, con le opere di Luca Pignatelli che saranno esposte fino al 18 giugno nella suggestive cornice di Palazzo Cucchiari. Ieri il vernissage, seguito da un folto pubblico, e la presentazione della singolare iniziativa che ancora una volta mette in luce la lodevole operazione della Fondazione «Giorgio Conti» che ha recuperato un palazzo storico e lo ha trasformato in museo per la città. La presidente Franca Conti ha illustrato lo scopo dell’iniziativa: «promuovere la cultura oltre che con le opere classiche, anche con autori contemporanei». Un contemporaneo che tuttavia guarda al passato e lo fa, come ha spiegato lo stesso artista milanese, non con la nostalgia di chi guarda rovine e vestigia di un tempo che fu, ma con la volontà di calare nell’ora quelle che sono le nostre origini. Entusiasti dell’allestimento e del risultato i curatori Massimo Bertozzi e Antonio Natali che ha paragonato «il lavoro di Pignatelli a quello dei grandi del passato che andavano a Roma per studiare, copiare, misurare e mettere in luce opere neglette». Così Pignatelli, senza pennelli e senza tavolozza, è riuscito a trasformare la spesso incomprensibile e discutibile arte contemporanea in una pagina di facile lettura e forte emozione dove gli antichi bronzi e i marmi delle rovine romane riassumono attualità con supporti contemporanei come lamiere, ferro e altri materiali di risulta. Così la rovina (dai fori imperiali alle statue dei grandi della latinità) non è un semplice tassello della storia, ma un elemento che ripercorre 2mila anni di storia e torna attuale nei supporti e nelle tecnologie moderne. Da qui una raffica di emozioni con 30 opere realizzate appositamente dopo aver visto la fantastica location di Palazzo Cucchiari. «Mio intento – ha spiegato l’artista – è esprimere una dimensione atemporale della storia: recuperare le antiche rovine romane ha un valore spirituale e religioso. Le vestigia vengono ricontaminate e riportate sulla scena odierna, in un nuovo contesto. Voglio andare contro l’obsolescenza programmata della nostra era: le cose devono essere fatte per durare nel tempo, per essere conservate». E così a palazzo Cucchiari torna di moda la romanità; si celebra l’arte antica, quella fatta con i marmi e con materiali nobili, affiancata a supporti come il tetto in lamiera di una vecchia chiesa dell’Engadibna, che diventa pagina e a suo modo racconta altre storie. Perché l’arte di Pignatelli alla fine è una narrazioen continua di storiediverse ed evocative a seconda dela sensibilità di ciascuno. TAGLIO nastro oggi alle 18 a palazzo Ducale per la mostra colletitva «Urpflanze, La Natura dell’Idea». La mostra, curata da Alberto Mattia Martini e organizzata da Mauro Daniele Lucchesi, dell’associazione Quattro Coronati, porta a Massa 19 esponenti di arte contemporanea: Agostino Arrivabene, Elizabeth Aro, Nanni Balestrini, Mariella Bettineschi, il duo artistico composto da Giampaolo Bertozzi e Stefano dal Monte Casoni, Gianni Caravaggio, Felix Curto, Enzo Fiore, Ines Fontenla, Giovanni Frangi, Alberto Garutti, Piero Gilardi, Robert Gligorov, Emilio Isgrò (nella foto), Federica Marangoni, Hidetoshi Nagasawa, Yoko Ono, L’orMa e Eltjon Valle. L’idea della mostra nasce dal testo «La metamorfosi delle piante» di Goethe. La mostra si concluderà il 21 maggio, aperta da giovedì a domenica dalle 16,30 alle 19,30. L’ingresso è libero.
La Fondazione apre oggi e domani i propri spazi d'arte di fianco a Palazzo Mediceo. Si possono visitare lo studio di scultura e la galleria con le opere. Aperture: oggi 1630 1930 domenica 1000 1930.
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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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