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Cava sul Sagro, ecco l’ordinanza «Si ripristini il verde originario» - Il provvedimento del Parco delle Apuane nei confronti della «Vittoria»

13 Febbraio 2018
K2_ITEM_AUTHOR  La Nazione Lunigiana


LA VICENDA INIZIA A FINE 2016
LA VICENDA HA INIZIO IL 23 DICEMBRE 2016, CON CUI IL PARCO RILEVAVA LE DIFFORMITÀ RELATIVE ALLO SCARICO DI MATERIALE DETRITICO NEL VERSANTE TRA LA CAVA VITTORIA E VALCONTRADA
UN ALTRO giro di vite del Parco delle Alpi Apuane per Cava Vittoria, sul Sagro, nel comune di Fivizzano. A settembre c’era stata la revoca della Pronuncia di compatibilità ambientale (atto necessario per scavare a monte, rilasciato nel 2013 alla Ari Marmi Srl a cui era subentrata, due mesi dopo, la Aleph Escavazioni Srl), venerdì è stata firmata l’ordinanza con la quale l’ente Parco chiede il ripristino e sistemazione ambientale della cava Vittoria. Una misura che arriva al termine di una procedura intricata, passata anche al vaglio del Tar di Firenze dopo un primo stop imposto dal Parco già nel 2015. Già all’epoca il Comando dei Guardiaparco aveva rilevato diverse difformità nelle lavorazioni eseguite ma, in parte, la società aveva risposto con una perizia tecnica asseverata di un geologo, giurata in tribunale. A ogni modo, il 4 settembre dell’anno scorso i Guardiaparco erano stati incaricati dalla Procura apuana di effettuare ulteriori indagini «relative alla precisa individuazione dello stato attuale della cava Vittoria, individuando la quota a cui sono arrivate le escavazioni e la quota al di sotto della quale non è stata autorizzata nessuna attività (1.160 metri)». Accertamenti effettuati con tecnici ausiliari di Polizia giudiziaria a maggio che hanno confermato quanto già emerso e inviato, come notizia di reato, alla Procura. I rilievi, allora, parlavano dell’estrazione di 55mila metri cubi di materiale senza autorizzazione, per 148mila tonnellate. Ad agosto, poi, i controlli del Parco aveva fatto emergere che la stessa Aleph Escavazioni «stava lavorando a pieno regime e scarico di detriti accumulati anche al di fuori dell’area in disponibilità, nella zona indicata come «Capannaccia» ai margini della cava Crespina». Una grave situazione di «incompatibilità ambientale» che portò così alla revoca della Pronuncia di compatibilità ambientale. La scorsa settimana il nuovo ‘atto’: dopo ulteriori informazioni sui rilievi tecnici effettuati, il Parco ha firmato l’ordinanza che impone alla Aleph l’immediata sospensione di qualsiasi lavorazione estrattiva presso la cava Vittoria e la «riduzione in pristino, la risistemazione e l’eventuale ricostruzione dell’assetto morfologico ed idrogeologico e delle specie vegetali ed animali» nonché «la risistemazione ambientale, comprensiva dell’assetto definitivo delle discariche e delle lavorazioni eseguite in difformità e in assenza dalla Pronuncia di compatibilità ambientale e dal Nulla osta del Parco». La ditta ha 30 giorni di tempo per presentare al Parco un progetto di riduzione in pristino e risistemazione ambientale relativo all’area interessata dalle difformità e 90 giorni per realizzare le opere. FraSco

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