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«Morti sul lavoro: ora basta» Il grido dei cavatori dopo l’incidente di Luciano Pampana

16 Maggio 2018
K2_ITEM_AUTHOR  La Nazione Ms Carrara

MANIFESTAZIONE GRANDE PARTECIPAZIONE AL CORTEO DEI SINDACATI

di CLAUDIO LAUDANNA «BASTA MORTI sul lavoro». Quattro parole per riassumere il pensiero di tutti i tantissimi lavoratori che ieri sono scesi in piazza per la manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil dopo la scomparsa, venerdì scorso, di Luciano Pampana a Fantiscritti. Ieri fin dal primo mattino erano in centinaia in piazza d’Armi, non solo cavatori, ma anche operai, metalmeccanici, impiegati e tanti altri ancora, tutti uniti dalla volontà di chiedere a gran voce più sicurezza per chi lavora. Dietro al grande striscione alla fine erano circa un migliaio che, in silenzio, hanno sfilato per via Roma, piazza Farini e poi concludere in via VII Luglio, sotto il Comune. Ad attenderli non solo non c’era nessuno della giunta o dell’intero consiglio conunale, ma addirittura erano ancora al proprio posto le auto al centro della piazza e così i lavoratori hanno dovuto tenere il proprio comizio in mezzo alla strada. Qui, dopo il minuto di silenzio per ricordare l’ultimo caduto sul lavoro, i primi a prendere la parola sono stati Sauro Mattei e Riccardo Zizzi, il primo un cavatore in pensione, il secondo un ragazzo delle scuole superiori. Entrambi hanno letto due poesie molto toccanti sulle morti bianche, prima di cedere la parola ai segretari provinciali dei sindacati confederati, Paolo Gozzani, Andrea Figaia e Franco Borghini. «E’ ora di finirla – ha esordito Gozzani –, tutte quelle cave che non rispettano le regole sulla sicurezza vanno chiuse. Non vogliamo più sentire che sia colpa del fato o del destino, le aziende si assumano le proprie responsabilità. Un geologo, per esempio, non può seguire un piano di coltivazione che riguardi più di 35 operai». Durante il comizio è poi sceso anche il sindaco Francesco De Pasquale che davanti al lutto e alla rabbia dei lavoratori ha parlato di beni estimati e scaricato le responsabilità istituzionali su Firenze «E’ un bene che ci sia tanta gente in piazza – ha detto –. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche se come Comune non possiamo fare molto, perché la sicurezza è in capo alla Regione. Sarebbe diverso se potessimo scegliere quali aziende lavorano, finché ci saranno i beni estimati è difficile intervenire. Io posso dire che tutti dovremmo fare sistema e che come amministrazione ci possiamo fare da tramite per le denunce, anche anonime, dei lavoratori». Hanno dimostrato di avere invece le idee molto più chiare su come e dove intervenire i cavatori che ieri sono scesi in piazza. «Oggi siamo qui – racconta Stefano Rossi – per dare un segnale forte agli imprenditori di mettere in sicurezza le cave. Purtroppo ancora oggi ci sono aziende in cui i lavoratori sono minacciatio perché producano di più». «La realtà – aggiunge Angelo Crudeli – è che ci sono 5 o 6 grandi imprenditori che guadagnano tantissimo, mentre le ricadute sul territorio non si vedono. Al monte come al piano anche l’occupazione è molti inferiore a quella che dovrebbe essere. Oramai si lavora con organici ridotti al minimo».

 

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Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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