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Il Parco delle Alpi Apuane «salva» il Pizzo d’Uccello Bocciata la richiesta di una cava tra Fivizzano e Casola

11 Luglio 2018
K2_ITEM_AUTHOR  La Nazione Ms Carrara

«STOP ALL’ESCAVAZIONE sotto il Pizzo d’uccello». Il Parco delle Alpi Apuane ha respinto la richiesta di proroga per la coltivazione della cava Col Pelato - Poggio di Sante. Soddisfatto il presidente Alberto Putamorsi dopo aver firmato la delibera che, di fatto, rende «inestraibili» circa 40 ettari di territorio che si trovano nei comuni di Casola e Fivizzano... «Non è mai facile decidere di far chiudere un’attività lavorativa – dice Putamorsi –. E’ però sempre necessario soppesare gli interessi legittimi della tutela ambientale e quelli altrettanto legittimi del diritto al lavoro. In questo caso hanno prevalso i primi». POSTO nel versante settentrionale del Pizzo d’Uccello, il bacino del solco di Equi si caratterizza per la qualità e la quantità delle specie animali e vegetali che vi si possono trovare. Qui si trovano la riserva integrale del Pizzo d’Uccello e altri territori classificati di grande valore ambientale censiti anche dall’Unesco. «Il percorso per arrivare all’adozione dell’atto non è stato semplice – sottolineano invece dal Parco -, soprattutto per la presenza di numerose norme in materia. Si è reso per questo necessario il parere del comitato scientifico e alla fine, basandosi sul Pit, il piano del Parco e tutti vincoli contenuti nella normativa vigente è stato possibile produrre un’interpretazione a tutela di uno dei luoghi di maggior valore e pregio ambientale, naturalistico e paesaggistico delle Apuane». Tutto era cominciato lo scorso primo giugno quando al Parco è arrivata la richiesta di proroga della pronuncia di compatibilità ambientale per quanto riguarda la coltivazione della cava Col Pelato - Poggio di Sante. L’ENTE è così stato chiamato a prendere una decisione circa il fatto che tale richiesta fosse compatibile tanto con il Pit regionale, quanto con lo stesso Piano del Parco. «I due strumenti di pianificazione stabiliscono norme tra loro convergenti e sinergiche nella direzione della massima tutela dell’area del solco d’Equi – spiegano dal Parco -. Per questo, dopo aver consultato il comitato scientifico, si è arrivati a questa determina che estende notevoli vincoli su tutta la zona fino all’estremo della ‘non concessione’ di ulteriori autorizzazioni alle attività estrattive in esercizio o esercitabili nei bacini del Cantonaccio e del Solco d’Equi, soprattutto quando risulti la loro capacità potenziale di produrre trasformazioni irreversibili su aspetti paesaggistici e geomorfologici unici e di elevato valore e pregio».

 

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