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Contratto di sei giorni, muore schiacciato Blocco di marmo su un operaio precario. Incidenti sul lavoro: cresce l’allarme

12 Luglio 2018
K2_ITEM_AUTHOR  La Nazione Cronache

Claudio Laudanna CARRARA MUORE colpito da un blocco di marmo. Era il suo terzo giorno di lavoro e il suo contratto sarebbe scaduto sabato. Ennesima tragedia nel mondo del lapideo. Luca Savio, 41 anni ancora da compiere, una compagna e una figlia di pochi mesi, è morto ieri mattina in un deposito di blocchi a Marina di Carrara. Due mesi esatti fa, l’11 maggio, moriva in una cava in galleria nel bacino di Fantiscritti Luciano Pampana, 58 anni, schiacciato da una ruota di un’escavatrice. Ora l’intera comunità apuana piange ancora una vita spezzata e una famiglia distrutta. Luca Savio ieri attorno alle 8,30 stava lavorando assieme a un collega nel sistemare un blocco di diverse tonnellate nel piazzale della ditta Fc autogru, a poche decine di metri dal porto di Marina di Carrara. Stando alle prime ricostruzioni di carabinieri e degli specialisti della sicurezza sul lavoro dell’Asl, sembra che l’operaio stesse posizionando delle zeppe di legno sotto il blocco quando questo si è mosso di qualche centimetro. Si sarebbe trattato di un’oscillazione, sufficiente a uccidere Luca Savio. Il pesante blocco prima di stabilizzarsi avrebbe colpito in pieno petto l’operaio fermandogli il cuore. Inutili i tentativi di rianimarlo prima dei colleghi e poi del personale del 118 arrivato subito sul posto, per lui non c’è stato nulla da fare. L’ennesima tragedia riaccende ancora una volta i riflettori sulla sicurezza nel mondo del marmo. In particolare la Cgil di Massa-Carrara punta il dito sul particolare contratto che aveva Luca Savio. «Al momento risulta che avesse un contratto di lavoro attivato il 6 luglio e della durata di soli sei giorni. Un ragazzo di 41 anni ha perso la vita per un contratto di lavoro di soli sei giorni – dice il segretario provinciale Paolo Gozzani -. La tragedia è indice di fallimento di tutta la nostra comunità. Nonostante la task-force messa in campo dalla Regione continua la strage, perché di vera e propria strage si parla, di lavoratori». Negli ultimi anni, a fronte di una diminuzione degli infortuni in cava passati dai 174 del 2006 ai 61 del 2016, quelli mortali sono invece aumentati. Dal 2006 al 2016 nella cave delle Apuane si sono registrati 9 infortuni mortali: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 3 nel 2016. Dall’inizio del 2018, quello di ieri è il secondo. «ANCORA un morto sul lavoro. E ancora una volta nel settore del marmo – commenta l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi -. E’ davvero doloroso registrare un nuovo infortunio mortale proprio in un settore in cui tanto abbiamo fatto per aumentare la sicurezza e accrescere la consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro. In questi ultimi anni abbiamo messo in campo interventi concreti. Ma evidentemente tutto questo non è ancora sufficiente. Per migliorare la sicurezza nelle cave e nel settore del marmo è necessaria una stretta collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro, una vera alleanza tra tutte le figure dell’impresa. E i controlli devono essere assidui e costanti«.

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Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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