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«Perché Luca? Perché proprio lui è morto?»

12 Luglio 2018
K2_ITEM_AUTHOR  La Nazione Ms Carrara

 

«PERCHÉ Luca, perché proprio lui?» Lacrime e rabbia per la morte di Luca Savio. E’ stata una triste processione quella che ieri si è tenuta davanti e dietro i cancelli della Fc autogru di viale Zaccagna. Amici, parenti e colleghi per tutta la mattina sono voluti passare dal luogo dell’incidente per stringersi attorno ai familiari dell’operaio 41enne morto colpito da un blocco di marmo. Stando alle prime ricostruzioni erano circa le 8,30 e Luca assieme a un collega stava sistemando dei blocchi nel piazzale. Al momento dell’incidente stava posizionando delle zeppe di legno sotto uno di questi quando il blocco è oscillato quel tanto che è bastato a ucciderlo. Luca è stato colpito in pieno petto dalle diverse tonnellate del blocco che gli hanno fermato il cuore. Il primo a soccorrerlo è stato il collega che lavorava sulla gru e poi, poco dopo, sono arrivati sanitari della Pubblica assistenza che hanno continuato per circa mezzora tutte le manovre d’emergenza, ma per Luca non c’è stato nulla da fare. Tutta la zona è stata così circoscritta e sul posto hanno cominciato a eseguire tutti i rilievi del caso i carabinieri e gli specialisti del dipartimento sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl, mentre la polizia municipale si occupava di tenere a distanza i curiosi. A quel punto è cominciato il mesto via vai di amici e parenti, ad accoglierli i colleghi distrutti dal dolore. Tra i primi ad arrivare in viale Zaccagna i genitori di Luca Savio, il padre Marco, autotrasportatore, e la madre Mirka, commerciante di Marina, poi è stato il turno della compagna, madre della piccola Camilla, la bimba di poco più di un anno che ha perso suo padre per sempre. Luca Savio viveva con la sua famiglia a Marina ed era molto conosciuto in città per la propria bontà d’animo e la voglia di sorridere sempre alla vita. Da tempo lavorava nel mondo del marmo, ma sempre con contratti saltuari. Nella ditta di viale Zaccagna per lui quello di ieri - stando a quanto dicono dalla Cgil - era il suo terzo giorno di lavoro e sabato avrebbe già terminato. La notizia della sua morte è presto rimbalzata dal mare fino ai monti con cavatori e operai di piazzali, laboratori e segherie che hanno subito deciso di incrociare le braccia in segno di lutto, mentre messaggi di cordoglio ai familiari sono arrivati tanto sulle pagine dei socIalnetwork che all’obitorio di Monterosso dove la salma è stata trasportata. Il corpo di Luca è al momento a disposizione dell’autorità giudiziaria e solo nei prossimi giorni sarà restittuita alla famiglia e sarà possibile fissare la data dei funerali. Intanto proseguono le indagini da parte di forze dell’ordine e Asl per stabilire l’esatta dinamica di questo ennesimo incidente mortale, il secondo in appena due mesi dopo quello che costò la vita a Luciano Pampana nel bacino di Fantiscritti.

Le operazioni
Stando alle prime ricostruzioni erano circa le 8,30 e Luca Savio assieme a un collega stava sistemando dei blocchi nel piazzale di viale Zaccagna
Le zeppe di legno
Al momento dell’incidente stava posizionando delle zeppe di legno sotto uno di questi quando il blocco è oscillato quel tanto che è bastato a ucciderlo

«Non si può morire così con il contratto di 6 giorni»
Paolo Gozzani (Cgil) sconvolto assieme ai colleghi
Una figlia piccola
Luca Savio è morto colpito da un blocco di marmo: il 41enne aveva una bimba di un anno e una compagna. Aveva un contratto di lavoro di una settimana
Addetto alla gru
Savio era addetto alla gru per l’azienda Fc di viale Zaccagna: ieri per lui era il terzo giorno di lavoro. È deceduto sotto il sole in un piazzale anonimo
I sindacati
Sul posto sono arrivati immediatamente le sigle sindacali che adesso chiedono una forte attenzione sulle misure di sicurezza
MORIRE di lavoro per un contratto di appena sei giorni. Luca Savio aveva una famiglia, una compagna e una bimba di appena un anno e, come tutti, non voleva far mancare loro nulla. Per loro aveva accettato un contratto di appena cinque giorni come addetto alle gru alla Fc autogru di viale Zaccagna, l’accordo era partito lunedì e sarebbe scaduto alla fine di questa settimana, Luca però non c’è arrivato. Ieri, al terzo giorno di lavoro è morto sotto il sole cocente in un anonimo piazzale a due passi dal mare. «Al momento risulta che avesse un contratto di lavoro attivato il 6 luglio e della durata di soli sei giorni – spiega il segretario provinciale della Cgil Paolo Gozzani -. Un ragazzo di 41 anni ha perso la vita per un contratto di lavoro di soli sei giorni. Appresa la notizia, nelle cave è scattata la solidarietà di tutti i cavatori che hanno immediatamente abbandonato il lavoro e così hanno fatto tanti lavoratori del piano del settore lapideo. La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità. Nonostante la task-force messa in campo dalla Regione continua la strage, perché di vera e propria strage si parla, di lavoratori. La nostra posizione è sempre la stessa: le imprese che non rispettano le leggi e le regole in materia di salute e sicurezza sul lavoro devono essere chiuse Inoltre tutti gli attori coinvolti devono riflettere sull’ opportunità di consorziare le piccole imprese in maniera tale da avere più garanzie e tutele per lavoratori e lavoratrici. Noi, oltre ad esprimere cordoglio ai familiari del ragazzo e lancia ancora una volta un appello affinchè tutti i soggetti istituzionali coinvolti si impegnino fermamente per fermare questa strage». «Ancora una morte sul lavoro, ancora una vittima sacrificata al prezzo del mercato del lapideo. ancora uno strappo lacerante alla convivenza tra lavoro e marmo – aggiungono Andrea Figaia della Cisl e Giacomo Bondielli della Filca - . Occorre che si rispettino le procedure, ognuno faccia il suo mestiere. Nel piazzale le operazioni di carico e scarico devono essere svolte da lavoratori preposti e formati allo scopo. Ecco, tutto quanto si è fatto non è servito a niente. E’ una nuova sconfitta per tutti». c.lau

IL PRECEDENTE
Due mesi fa la disgrazia alle cave di Fantiscritti
LUCIANO Pampana, Luca Savio. Sono passati due mesi esatti dalla scomparsa del cavatore 58enne nel bacino di Fantiscritti e ora la città si trova di nuovo a piangere un padre di famiglia morto sul proprio posto di lavoro. Lo scorso 11 maggio Luciano Pampana si trovava all’interno di una cava in galleria quando è stato travolto da un escavatrice, per lui non ci fu niente da fare. Nei giorni successivi il tema della sicurezza tornò ad essere al centro del dibattito politico, ci furono manifestazioni, prese di posizione e impegni ufficiali. Sessantuno giorni dopo Luca Savio è morto colpito da un blocco mentre lavorava in un piazzale e in città si ricomincia a respirare una sensazione di impotenza di fronte a quella che i sindacati definiscono «un’autentica strage» che sembra quasi impossibile arrestare.

 

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VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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