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Al via il giro di vite sulle cave Stangata sui lavori fuori legge

19 Aprile 2017
K2_ITEM_AUTHOR  La Nazione Massa Carrara

Diventa operativo l’atto del Parco che modifica il regolamento
– MASSA CARRARA –
PUGNO di ferro del Parco delle Alpi Apuane sui ripristini ambientali in area di cava per i lavori ‘fuori legge’. Lo aveva promesso due settimane fa il commissario dell’ente, Alberto Putamorsi, e il 12 aprile all’albo pretorio del Parco è arrivato l’atto che modifica il regolamento sui procedimenti di sospensione e riduzione in pristino di luglio dell’anno scorso. Un documento che, sebbene messo nero su bianco il 6 febbraio, è diventato efficace ai sensi di legge soltanto con la sua pubblicazione. E’ evidente comunque il cambio di passo rispetto al passato, soprattutto in due passaggi: lo stop a qualsiasi attività estrattiva per almeno 6 mesi dopo le opere di ripristino dello stato dei luoghi e la possibilità, per il Parco, di effettuare tali interventi ‘in danno’ ai concessionari dell’agro marmifero nel caso in cui gli stessi risultino inadempienti alle ordinanze. Anche questo secondo passaggio, per carità già stabilito comunque da leggi superiori, non era previsto nel precedente regolamento. Nel dettaglio, il Parco impone che il controllo o monitoraggio degli interventi di ripristino dello stato dei luoghi prosegua «per almeno sei mesi dopo l’effettivo completamento per evitare che quanto realizzato possa produrre, anche in modo involontario, impatti o incidenze significative sull’ambiente, sul paesaggio o sulle specie animali e vegetali». Durante tale periodo, stabilito di volta in volta nell’ordinanza dell’ente, nessun ulteriore intervento può modificare le opere costruite». Non finisce qua: il nuovo regolamento mette mano anche alle cavità carsiche e sembra essere irremovibile su un punto preciso: negli anfratti dove potrebbero esserci infiltrazioni di marmettola o inquinanti o l’intercettazione di vene d’acqua «l’attività di monitoraggio deve verificare anche gli effetti producibili a distanza attraverso i flussi idrici sotterranei nei bacini idrogeologici». Una tutela in più per le sorgenti apuane i cui percorsi, attraverso le montagne, non sono sempre individuabili con facilità. Merita un passaggio pure la volontà del Parco di attivare effettivamente interventi ‘sostitutivi’ in danno: «In caso di inottemperanza, nel termine dato, all’ordine di sospensione o riduzione in pristino, il Presidente del Parco provvede all’esecuzione in danno – si legge nel nuovo regolamento - recuperando le relative spese mediante ingiunzione».
FraSco

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