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La Nazione (3865)

«La Regione deve ascoltare la gente E per l’amianto trovi altre soluzioni»


«LA REGIONE ascolti i territori»: a chiederlo, con riferimento alla discarica di Montignoso, è il Movimento 5 Stelle. «Apprendiamo – scrive il M5S montignosino – che nei prossimi giorni il sindaco Lorenzetti incontrerà l’assessore regionale Fratoni per discutere del futuro della discarica dell’ex cava Fornace. Le parole di Lorenzetti di perplessità sulla chiusura e quelle sul problema amianto che deve affrontare la Regione, però, ci lasciano sconcertati. Se manca un piano di smaltimento dell’amianto a livello regionale, sicuramente è una colpa da attribuire alla politica regionale e non al territorio di Montignoso. La Regione dovrebbe, a salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica, invece che pensare a discariche dove conferire il rifiuto speciale pericoloso “amianto”, lavorare piuttosto per il trattamento di inertizzazione dell’amianto stesso in modo da superarne l’assurdo conferimento in discariche. Il sito dove sorge la discarica di Montignoso, nata per dare una soluzione al problema della marmettola e non a quello dell’amianto, non doveva essere destinato a discarica e questo lo hanno detto tecnici e scienziati. Non la politica, invece, che ha fatto scelte diverse che oggi ricadono su cittadini che da anni chiedono a gran voce la chiusura della discarica. La politica che oggi ci vorrebbe convincere che Montignoso dovrebbe risolvere le inefficienze di un’intera regione che non ha fatto programmazione né valutazioni sulla bonifica dell’eternit». Oltretutto, sottolineano i Cinque Stelle, «poco è l’amianto di Montignoso smaltito e conferito nella discarica dell’ex cava Fornace». E concludono: «L’assessore Fratoni dovrebbe ricevere, oltre al sindaco Lorenzetti, anche i rappresentanti del comitato dei cittadini contro la discarica, le forze di opposizione, i sindaci dei Comuni limitrofi che si sono espressi per chiedere la chiusura del sito. A nostro avviso quell’incontro deve essere allargato se si vuole affrontare realmente il problema, visto che un intero comprensorio si è espresso su questo tema».

 

DESTINO dei dipendenti della Progetto Carrara: facciamo chiarezza. È aperto il tavolo di trattative tra sindacati, Comune e Amia, e ancora non si sa cosa faranno i quattro impiegati in esubero. I sindacati, che per adesso hanno salvato il monte ore, che vuol dire in soldoni niente tagli alla busta paga, stanno lavorando per trovare una sistemazione ai controllori della sosta: si parla di un’occupazione in archivio nelle biblioteche civiche, ma le parti stanno ancora decidendo definitivamente la loro collocazione. Al tavolo c’erano, oltre i sindacalisti Paolo Gozzani per la Cgil, Luca Mannini per la Cisl, anche il sindaco Francesco De Pasquale e l’assessore alle Partecipate Matteo Martinelli e Giorgio Dell’Amico, amministratore della Progetto Carrara. Per quanto riguarda questi esuberi, uno di questi sarà accompagnato in pensione. Due dei tre impiegati sono rispettivamente di quinto e quarto livello e uno è al settore edilizia, come sesto livello. Tutti comunque guadagnano sui 1600 euro al massimo a testa. Per quanto riguarda invece i quadri, per loro c’è il futuro in Amia e l’amministrazione comunale ha chiesto di firmare un accordo che cancelli le vertenze del passato e garantisca piazza II Giugno da eventuali rivalse legali future.

 


OGGI alle 17 l’associazione Amici dell’Accademia di belle arti ha organizzato una visita alla mostra «Dopo Canova» (nella foto), allestita dalla fondazione Conti a Palazzo Cucchiari, con lo storico Davide Pugnana. Prenotazioni tramite Facebook o mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., telefono 336 702.117.

PONTREMOLI partecipa alla 13ª edizione della «Giornata del Contemporaneo». Nel cortile di Palazzo Dosi Magnavacca esposizione di sculture opere dell’artista Marco Klee Fallani. L’evento avrà inizio oggi 10.30 quando le «Sculture Erranti» saranno presentate dall’artista Leo Forte. La mostra resterà aperta fino al 29 ottobre (10.30 -19.30).

 


«Un chiaro piano per gestire i fondi» Paoletti punta a una holding di costa

L’OCCASIONE PER L’INTERA COSTA
GIOVEDÌ 19 A ROMA, GOVERNO, REGIONE E COMUNI FIRMERANNO L ’ACCORDO DI PROGRAMMA PER IL RILANCIO ECONOMICO DEL TERRITORIO CHE È DEFINITO AREA DEPRESSA
di CRISTINA LORENZI «TUTTI UNITI per cavalcare l’onda della reindustrializzazione». E’ deciso il direttore generale di Confindustria Livorno e Massa Carrara, Umberto Paoletti, a tenere in mano il timone dell’importante scommessa in vista della firma dell’accordo di programma prevista a Roma per giovedì. In attesa del d day per il rilancio, il direttore intende scuotere l’intero territorio e sollecitare istituzioni e imprese ad avere le idee chiare sulle priorità e non farsi trovare impreparati all’appuntamento. Per quanto con contenuti che potranno non essere all’altezza delle aspettative, l’accordo, con il riconoscimento di area di crisi, prevede una pioggia di milioni, circa 20, e una serie di facilitazioni e agevolazioni per chi intende investire sul nostro territorio. Da qui la posizione di Paoletti che sollecita un tavolo con tutte le parti coinvolte in cui si indichino le priorità e come si intenda sfruttare questa importante opportunità. «Bisogna decidere – sostiene Paoletti – come si intenda declinare il volume delle risorse che arriveranno. E’ importante che siamo noi a definire i requisiti per l’accesso e il terreno su cui vorremo sviluppare gli impegni. Da qui la necessità di un tavolo subito dopo la firma dove definire il da farsi per evitare interventi a spot che vanificherebbero questa chance». L’esigenza di fare sistema è stata gridata a più voci nei recenti convegni degli industriali, da quello sulla nautica proposto da Nca a quello di Confindustria delle scorse settimane. «In questo territorio – spiega Paoletti – il dialogo fra istituzioni locali, Regione e Governo è saltuario. L’ultima amministrazione ha tenuto la barra dritta per arrivare a questo accordo. Ora ci siamo: proponiamo una holding del territorio che gestisca in prima persona finanziamenti e agevolazioni. Dobbiamo avviare un’azione congiunta sulla pianificazione urbanistica e sulla programmazione economica per un’azione più cooordinata di quanto non sia stato fatto oggi sull’intera area di costa che va da Marina a Livorno. Se vogliamo riequilibrare il tasso anomalo della disoccupazione di questa zona, dobbiamo investire sul manifatturiero». Da qui Paoletti indica le sue linee guida che spera siano condivise da istituzioni e imprese: «Il settore meccanico, che con Ge genera un indotto importante, il polo chimico con la Solvay, la nautica con Nca che ha dato vita a un una subfornitura eclatante e inaspettata, nonché il marmo che rimane l’asset più importante. Dobbiamo organizzare una gerarchia di priorità e creare una commissione di costa che rispetti accordi e cose da fare. Dopo l’accordo – conclude il direttore – avviamo un piano industriale con le stategie che intendiamo attuare».

Il punto
Una zona come questa – è il pensiero del direttore Umberto Paoletti – deve far convivere turismo e industria. Nessuno dei due settori deve prevalere sull’altro. Le fantasie turistiche integraliste portano a poco. Bisogna favorire la cultura dell’integrazione dei due settori. Non deve esistere competizione, ma i due settori possono convivere con piani urbanistici chiari e progetti condivisi.

 

IL PROGETTO SABATO 21 A NAZZANO LA VENDITA PER AIUTARE LE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO


RACCOLTA fondi con asta di blocchi di marmo. Sabato 21 ottobre alle 10,30 alla Marmi Carrara a Nazzano la Fondazione marmo, in collaborazione con gli operatori del settore, promuove una raccolta fondi con la vendita di una ampia selezione di blocchi di marmo delle cave. I fondi raccolti saranno utilizzati per rispondere alle numerose richieste di aiuti di associazioni, enti, scuole e aziende sociosanitarie presenti nel territorio. Gli operatori possono vedere i blocchi di marmo nei piazzali di Marmi Carrara venerdì 20 dalle 9 alle 12.30 e dalle 14,30 alle 17. Il catalogo dei lotti in vendita può essere richiesto a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. All’evento, aperto al pubblico, sono invitati gli amministratori locali e i rappresentanti delle associazioni del terzo settore. A raccontare come sia nata questa iniziativa è Andrea Balestri di Confindustria, coordinatore del progetto: «La Fondazione è stata costituita dalle imprese del territorio. Lo scorso febbraio un gruppo di amici, imprenditori del marmo, ha costituito una fondazione per raccogliere risorse da investire sulla città. Lo scopo di questa iniziativa è ricomporre le fratture tra il mondo del marmo e la comunità locale. Il progetto iniziale prevede, per i primi anni, la suddivisione degli interventi tra i vari settori, con queste percentuali: assistenza sociale e attività socio-sanitarie 40 per cento; cultura, istruzione, formazione, patrimonio artistico 35 per cento; studi, ricerche 15; varie 10». .

 

Paura di Cgil per il futuro dei dipendenti Imm

IL DE PROFUNDIS DI MARMOTEC GOZZANI TEME RIPERCUSSIONI SULL’ORGANICO


IL COSTO alto della fiera del marmo, un settore, quello del lapideo che adesso ha altre forme di promozione, l’idea di fiera diffusa. Ancora una volta il presidente di Marmi macchine Fabio Felici ha recitato il de profundis di Marmotec e questa volta l’ha fatto davanti ai sindacati che al termine dell’incontro hanno espresso profonda preoccupazione per il settore lapideo, per la città tutta e per i lavoratori. Seppure il presidente abbia assicurato che i dipendenti saranno utilizzati con il potenziamento di altre fiere, i rumors che circolano sul futuro della Imm non lasciano i rappresentanti dei lavoratori con sonni tranquilli. Così il segretario di Cgil, Paolo Gozzani, che esprime viva preoccupazione sia per la promozione del lapideo, che per le piccole imprese, tagliate fuori da preziose opportunità, nonché per i lavoratori. Si dice che il famoso consulente legale preso a palazzo civico abbia come input la delicata soluzione degli esuberi della fiera. Una voce di corridoio non suffragata da alcuna ufficialità che però diventa sempre più insistente. «E’ UNA VOCE che si sente in giro – ha spiegato Gozzani – e questo ci preoccupa. Oltre alla vicenda del personale, è impensabile che si sia lasciato a Verona questo importante primato. Questo evidenzia la debolezza della politica che sarebbe dovuta intervenire a gamba tesa sulla fine della fiera. Invece il sindaco ha preso atto dell’insostenibilità economica e fine. La fiera non è soltanto mostra di lastre, macchine e blocchi, ma un’opportunità per i piccoli di farsi conoscere. A tal proposito abbiamo proposto uno show room permanente a favore delle piccole imprese, per consentire a chi non può aprire mega stand a Verona di avere una certa visibilità. . Così – insiste Gozzani – si torna indietro: se nessuno veniva più alla fiera è perché hanno lavorato male e per pochi. Significa che non funziona un intero distretto. In effetti questa città è stata privata dei suoi servizi sanitari, della Port authority, adesso il sipario su Imm. Con me all’incontro c’era anche il rappresentante Sebastiano Salaro, segretario Filcams, proprio per la questione occupazionale. Il rischio dei posti di lavoro è alto e non bisogna abbassare la guardia, trincerandosi dietro motivi esclusivamente economici. E’ inutile individuare le colpe del passato, l’importante è non far pagare ai lavoratori gli errori che si continuano a fare sulla loro pelle. Senza considerare che la fiera era anche promozione, sviluppo tecnologico e tutto quanto di moderno ruota intorno al marmo».


Il quesito: «Il primo cittadino è pronto a venire in Regione con noi?»
«LA DISCARICA deve essere chiusa subito»: il comitato contro la discarica di Montignoso torna all’attacco e ricorda che il sito «è stata voluto e supportato dalle amministrazioni che si sono susseguite negli anni al governo del Comune di Montignoso, a partire da quando Narciso Buffoni era assessore provinciale all’Ambiente, sino ad oggi. Oggi, le decisioni assunte ufficialmente dai Comuni limitrofi, la forte pressione da parte del Comitato e dell’opinione pubblica, hanno costretto il sindaco Gianni Lorenzetti e la sua maggioranza all’approvazione di un documento che sancisce la volontà di chiusura della discarica». Il Comitato annuncia che si farà carico «di responsabilizzare il sindaco sulla scelta presa in consiglio comunale, incitandolo fin da subito alla chiusura del sito in sicurezza e bonifica, con atti concreti verso la Regione Toscana e verso la Procura della Repubblica, sulla base di tutti i punti riportati nel documento votato da lui stesso e dalla sua maggioranza e rafforzativo di quello degli altri Comuni». Secondo il Comitato, poi, «il problema dell’amianto, il dove si debba smaltire, non deve più riguardare la discarica di Montignoso, più volte e da più parti, dal Ministero dell’ Ambiente, al Dipartimento di Scienze della terra dell’Unipi, indicata come posizionata in un sito assolutamente non idoneo, viste le “criticità evidenziate” ad ospitare materiali speciali, oltretutto provenienti nella maggior parte da fuori provincia qui in una discarica che sfrutta il nostro territorio ma assoggettata alle esigenze di altre regioni ,province e comuni. Inoltre come al solito oltre a minimizzare sul perdurante mancato rispetto Aia del rapporto 70/30, motivo valido per una sospensione immediata della attività, si cerca di glissare sull’ inquinamento dei pozzi 10 e 5 di triclorometano, dato assodato da Arpat e prodotto cancerogeno con possibilità di inquinare anche svariati km quadrati (vedi relazione Arpa 2016). Questo sito non potrà mai diventare idoneo. Inoltre, ha ulteriori incompatibilità con la presenza, a distanza inferiore di quanto prevede la normativa, di aziende alimentari come Ado’ e Giuntoli, la vicinanza al centro sempre più abitato della Renella e al lago di Porta, zona protetta e habitat di centinaia di specie animali, falde acquifere per uso umano e irriguo. Permane infine il problema delle fideiussioni, il mancato pagamento delle royalties (278mila euro), l’ecotassa regionale sui conferimenti... i cittadini sono ben informati, qui è a rischio la salute delle persone e la tutela dell’ambiente e delle risorse idriche. Noi siamo pronti, assieme alle altre amministrazioni comunali, ad andare in Regione, a farci sentire. E lei, sindaco Lorenzetti, è disposto a venire con noi anziché incontrare l’assessore Fratoni in forma riservata e senza la presenza dei suoi concittadini nei confronti dei quali, non se lo dimentichi mai, deve comportarsi sempre in maniera trasparente?».

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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