patrocinio comune


cosmave centro servizi

 

La Nazione (5663)


Alessandro Trivelli
Il supporto scientifico che arriverà dallo studio Irta sarà alla base della riflessione politica
NELL’AMBITO della redazione dei che Piani attuativi dei bacini estrattivi (Pabe), il Comune ha sottoscritto un accordo di collaborazione scientifica con l’Istituto di ricerca sul territorio e l’ambiente-Leonardo (Irta-Leonardo) finalizzato alla stesura congiunta di un progetto per l’individuazione dei quantitativi sostenibili di materiale escavabile nell’ottica della filiera corta. La legge prevede infatti che tra i vari obiettivi i Pabe individuino le quantità di escavato sostenibili sotto il profilo paesaggistico con l’obiettivo di salvaguardare le Alpi Apuane in quanto ambiente naturale e antropico unico e non riproducibile e al tempo stesso garantire il giusto sostegno economico alla popolazione locale attraverso lavorazioni di qualità in filiera corta. Nell’ambito del progetto, martedì 10 luglio è stato avviato il percorso partecipato previsto dall’accordo, con una riunione di presentazione e primo ascolto. All’appuntamento hanno preso parte, in momenti successivi, i rappresentanti di associazioni di categoria, sindacati, cooperative, enti di controllo e associazioni ambientaliste. Per l’amministrazione erano presenti l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli e l’assessore all’ambiente Sarah Scaletti. «E’ il primo passo di un percorso partecipato molto importante. I Pabe sono i ‘piani urbanistici’ nati dal Piano di indirizzo territoriale (Pit): interessano i settori Marmo, Urbanistica e Ambiente e rappresentano un tipo di pianificazione senza precedenti. I Pabe dunque sono un’occasione irripetibile e decisiva per il destino delle Apuane e del loro paesaggio, e avranno ricadute strategiche sulle condizioni di vita delle popolazioni residenti» ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Maurizio Bruschi. «La redazione dei Pabe è una tappa fondamentale nella regolamentazione dell’escavazione. Abbiamo deciso di avvalerci di un supporto scientifico per la definizione delle quantità sostenibili di escavato perché riteniamo che tale parametro debba discendere da uno studio analitico e oggettivo, in modo da tutelare al tempo stesso ambiente, occupazione e ricadute socio-economiche» ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Sarah Scaletti. «Il supporto scientifico che arriverà dallo studio di Irta, sarà alla base della riflessione politica che avvierà l’amministrazione per la successiva definizione di uno dei contenuti essenziali dei Pabe» ha aggiunto l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli. Quello di martedì è stato il primo di una serie di incontri finalizzati alla stesura dello studio: «Sarà un percorso partecipato con tutti i soggetti interessati, vogliamo infatti che tutti gli attori contribuiscano con il loro apporto e il loro punto di vista per una massima condivisione sia del percorso che dei risultati» hanno concluso gli esponenti dell’amministrazione.

 

LA TASK FORCE IMPEGNATI OLTRE 3 MILIONI PER ASSUMERE TECNICI E INGEGNERI

OLTRE 1.300 ispezioni nelle cave e altre 540 in laboratori e segherie in un anno e mezzo. Un investimento complessivo da 3,250 milioni di euro per l’assunzione di tecnici, ingegneri e geologi e acquisto di fuoristrada, auto, computer e macchine fotografiche. Sono questi i numeri messi in campo dalla task force regionale per la sicurezza nelle cave. Un impegno importante, partito nel giugno del 2016 che avrebbe dovuto concludersi nel maggio 2018 ed è stato prorogato fino al maggio 2020. Il Piano voluto da Firenze con il coinvolgimento diretto di altri enti come Asl, Inail, Arpat e Direzione territoriale del lavoro prevede numerosi interventi, tra i quali il potenziamento dei controlli, l’elaborazione di procedure di lavoro e di relative misure di prevenzione condivise da datori di lavoro, lavoratori e Dipartimento di prevenzione e, infine, la segnalazione al Ministero delle non conformità rilevate sulle macchine tagliatrici a filo diamantato. Stando ai numeri ufficiali forniti dalla Regione nel 2016, dal 1° giugno al 31 dicembre in tutto sono stati eseguiti 424 accessi in cava: per una media di 2,5 accessi in ciascuna cava del distretto apuo-versiliese. Nello stesso periodo, sono state effettuate 87 ispezioni in laboratori per la lavorazione del marmo. Cifre doppie nel 2017. In dodici mesi sono stati eseguiti 885 accessi in cava (programmati 800), per una media di quattro o cinque accessi per cava, mentre sono stati 453 (353 zona Apuane e 100 zona Versilia) le ispezioni nelle aziende del piano. Per quanto riguarda gli infortuni nelle cave delle Apuane, invece, in dieci anni si è passati dai 174 del 2006 ai 61 del 2016, quelli mortali sono invece aumentati. Dal 2006 al 2016 nella cave delle Apuane si sono registrati 9 infortuni mortali: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 3 nel 2016. Nel 2017 non si sono registrati infortuni mortali in cava, mentre dall’inizio del 2018 sono già due. Il primo è stato quello di Luciano Pampana, l’11 maggio scorso, mentre era al lavoro in una cava in galleria nel bacino di Fantiscritti. Il secondo, mercoledì, è stato quello che è costata la vita a Luca Savio. «IL PRIMO pensiero va alla famiglia, alla quale esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà – commenta l’assessore regionale Stefania Saccardi – . E’ davvero doloroso registrare un nuovo infortunio mortale proprio in un settore in cui tanto abbiamo fatto per aumentare la sicurezza e accrescere la consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro. In questi ultimi anni abbiamo messo in campo interventi concreti. Ma evidentemente tutto questo non è ancora sufficiente. Per migliorare la sicurezza nelle cave e nel settore del marmo è necessaria una stretta collaborazione tra lavoratori e datori di lavoro, una vera alleanza tra tutte le figure dell’impresa. E i controlli devono essere assidui e costanti».

TESTIMONIANZE

RABBIA e dolore. Tantissimi i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Luca Savio «Questo nuovo, tragico incidente che si è abbattuto sulla vita locale ha scosso le nostre coscienze e richiamato tutti ad un esame generale: dobbiamo alzare, come si sta già facendo, la soglia di attenzione sulla sicurezza ma, soprattutto, dobbiamo fare in modo che entri in modo ossessivo nei codici di tutti i luoghi di lavoro senza eccezioni - dice il numero uno di Assindustria, Erich Lucchetti –. Con rabbia e dolore, anche l’Associazione industriali con i suoi soci si stringe commossa ai familiari di Luca ai quali vanno i nostri pensieri». «Luca – dice invece Gianni Marchi, segretario provinciale del Prc – aveva un contratto come altri milioni in vigore nel nostro paese dove la precarietà, lo sfruttamento e il ricatto nei confronti dei lavoratori è all’ordine del giorno. Troppo è stato permesso ipocritamente è troppo poco si è fatto per contrastare la volontà di governi cosiddetti amici che hanno distrutto lo statuto dei lavoratori. Anni fa fummo criticati poiché per noi risultava inaccettabile giustificare tutto con il termine fatalità. Anche oggi non possiamo esimerci dal gridare ancora una volta a gran voce la parola sicurezza».


di CLAUDIO LAUDANNA SEI GIORNI di contratto, 40 ore di lavoro, 250 euro di paga. Nella loro semplicità sono estremamente crudi i numeri riportati sul contratto che legava Luca Savio alla Fc autogru. Mai come in questo caso le cifre parlano e raccontano di una precarietà assoluta che porta i lavoratori più deboli ad accettare qualsiasi tipo di accordo pur di avere un impiego. Luca era a tutti gli effetti un lavoratore del lapideo con una lunga esperienza alle spalle e che tutti i giorni manovrava blocchi da diverse tonnellate. Stando a quanto filtra da ambienti sindacali, Luca avrebbe anche già lavorato in quello stesso piazzale l’anno scorso, per circa nove mesi, ma poi da inizio 2018 era stato lasciato a casa. In questi mesi per lui ci sarebbe stata il paracadute della disoccupazione fino a che, la settimana scorsa, era stato assunto per sei giorni, da lunedì 9 a sabato 14 luglio come «conduttore di gru e apparecchi di sollevamento». Il suo compito era spostare e caricare grossi blocchi di marmo, mansioni che però non erano regolate dal contratto nazionale del lapideo, ma da quello per i dipendenti «delle imprese di spedizione e delle aziende esercenti l’autotrasporto di merce su strada». «SIAMO di fronte agli effetti inaccettabili di una precarietà e di un mercato del lavoro che consentono l’eccessiva frammentazione di mansioni e carichi insostenibili di lavoro - commenta il governatore Enrico Rossi – . C’è una proliferazione di terzocontisti – prosegue Rossi - e vengono fatti svolgere compiti diversi da quelli che un lavoratore è chiamato a eseguire in base al contratto sottoscritto. La condizione di questo giovane operaio parla chiaro: era entrato a lavorare il 9 luglio con un contratto di sei giorni. Non solo. Dalle informazioni di cui siamo in possesso, emerge come quell’operaio era stato assunto con un contratto che non prevedeva mansioni in un contesto così pericoloso e nei mesi scorsi aveva svolto piccoli lavori. Qui c’è un enorme problema non solo di cultura della sicurezza – conclude il presidente -, ma di rispetto delle regole, di fronte al quale chiamo ancora una volta alla responsabilità tutti i soggetti coinvolti nel mo ndo dell’impresa, dell’industria e del lavoro».
40 ore lavorative
Luca Savio apparteneva al mondo della precarietà e aveva un contratto di sole 40 ore, sei giorni di lavoro che gli avrebbero fruttato circa 250 euro
Assunto per 9 mesi
Secondo quanto appreso da fonti sindacali, la vittima avrebbe lavorato per nove mesi, in precedenza, nello stesso deposito dove si è verificata la tragedia
Disoccupato
Nel gennaio 2018 Luca Savio era stato lasciato a casa e solo a luglio era riuscito ad ottenere un altro contratto anche se di meno di una settimana di lavoro

Lo strazio del fratello Simone: «Era solare»


«ERA IL SUO lavoro, ne ha fatti tanti nel corso della sua vita, ma questo era il suo». Nessuno ha voglia di parlare tra i familiari e gli amici di Luca Savio che ieri per tutto il giorno sono stati davanti alle porte chiuse dell’obitorio di Monterosso dove si trova la salma dell’operaio 41enne morto mercoledì mattina mentre stava lavorando in un piazzale di viale Zaccagna. Il corpo è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria e solo oggi dovrebbe essere fissata la data dell’autopsia. Dopo tutti i passaggi di rito il pubblico ministero Roberta Moramarco dovrebbe, stando alla prassi, aprire un fascicolo per «omicidio colposo», mentre le spoglie di Luca potranno essere riconsegnate alla famiglia per le esequie. IERI, intanto, è stata la giornata del lutto cittadino per l’improvvisa scomparsa di un ragazzo morto mentre si guadagnava il pane per la propria famiglia e che lascia una compagna e una bimba in fasce. Bandiere a mezz’asta in tutti gli uffici pubblici e tanti eventi cancellati in segno di rispetto: dal concerto in programma al Carmi, alla presentazione del nuovo rapporto economia della Camera di commercio. «Quello era il suo lavoro – raccontava ieri il fratello Simone all’obitorio -, ne ha fatti tanti nella sua vita. Sinceramente non so però quale tipo di contratto avesse ora, ma di certo non è ora il momento di discuterne». Si trincerano invece dietro un educato «no comment» alla Fc autogru, la ditta per la quale lavorava Luca Savio. «Oggi non ce la sentiamo» spiegano brevemente al telefono. UN ACCORATO ricordo è invece quello che ha voluto fare tutto il personale della Pubblica assistenza e, in primis, il suo presidente Fabrizio Giromella. Il padre di Luca, Marco Savio, è da anni un volontario dell’associazione e in un momento tanto difficile tutti i suoi amici e colleghi gli si sono voluti stringere attorno. «Da anni - dicono –Marco lavora con noi come milite volontario, distinguendosi in ogni occasione per la sua professionalità e il suo impegno in un ruolo delicato come quello dell’autista. In questo triste momento tutti i volontari, i dipendenti e il consiglio direttivo vogliono stringersi inorno a lui e a tutti i suoi familiari per vivere questo doloroso e inspiegabile evento». «E’ una vicenda straziante - commenta invece il vicesindaco Matteo Martinelli –, il primo pensiero va ai famigliari di questo giovane padre. Non possiamo però trascurare che la vicenda professionale di questo operaio è una drammatica rappresentazione delle tante difficoltà che caratterizzano oggi il mondo dell’occupazione. La vittima era un lavoratore precario» c.lau
Lutto cittadino
Nella giornata di ieri bandiere a mezz’asta su tutto il territorio comunale per il lutto cittadino che è stato proclamato dall’amministrazione
Fabrizio Giromella
Il presidente della Pubblica assistenza Fabrizio Giromella si è stretto al dolore della famiglia assieme a militi e volontari dell’associazione di soccorso


«Ora va costruita l’alternativa economica, già proposta, creando un’economia circolare e durevole che possa aiutarci a ripopolare i nostri borghi montani e a salvaguardare le nostre montagne»
Fausto Ferruzza
Legambiente difenderà la delibera di Putamorsi da eventuali tentativi di annullamento: le istituzioni competenti facciano altrettanto
«UNA DELIBERA storica per questo territorio: finalmente il Parco assume la funzione di tutela ambientale finora condotta in modo troppo timido davanti agli interessi delle cave». Esulta Eros Tetti, tra i promotori del movimento ‘Salviamo le Apuane’ che ha messo in moto la mobilitazione popolare contro le cave del Pizzo d’Uccello e del Solco di Equi arrivata a raccogliere oltre seimila firm. Il traguardo è la delibera numero 28 con cui pochi giorni fa il Parco delle Apuane ha avviato l’iter per la chiusura delle cave nel Comune di Casola e il ridimensionamento di quelle di Fivizzano. Proprio dal Pizzo d’Uccello, montagna ‘sacra’ delle Apuane, 9 anni fa è cominciata la battaglia del movimento che l’ha proposto e sostenuto tra i ‘Luoghi del Cuore Fai’ di cui lo scorso anno ha ottenuto il riconoscimento. «Ci auguriamo che questa delibera sia appoggiata con forza dalla Regione Toscana e dai due comuni lunigianesi interessati, Casola e Fivizzano. – continua Eros Tetti – Dobbiamo congratularci con il presidente Putamorsi per l’atto e la scelta coraggiosa». E ora c’è un secondo traguardo da tagliare: «E’ ora fondamentale – prosegue Tetti – iniziare un percorso serio per costruire l’alternativa economica, già proposta per questo luogo, creando un’economia circolare e durevole che possa aiutarci a ripopolare i nostri borghi montani e a salvaguardare le nostre montagne». SODDISFAZIONE anche per Legambiente che non manca di sottolineare anche «una certa sorpresa» per la delibera con cui il presidente del Parco delle Apuane Alberto Putamorsi «di fatto blocca le velleità di riattivare o aprire nuove cave nella valle glaciale del Pizzo d’Uccello e Solco di Equi, ultimo sprone settentrionale delle Alpi Apuane in Lunigiana». L’associazione aveva chiesto da tempo la tutela integrale di questa valle che, come recita il Piano Paesaggistico della Regione Toscana, costituisce un patrimonio naturalistico e geologico d’inestimabile valore». Per l’associazione ambientalista era «assurdo e anacronistico pretendere di alterare un luogo protetto dal Parco regionale, riconosciuto Geosito dall’Unesco, protetto da ben due direttive europee e per di più vincolato paesaggisticamente dal Pit della Regione». Rimarca che Putamorsi ha abbandonato le ostilità verso il Piano Paesaggistico «per utilizzarlo addirittura come strumento attivo per tutela e sviluppo sostenibile delle Apuane». Un precedente importante nella gestione dell’ente: «i valori naturali non sono barattabili con attività economiche ad alto impatto e bassa resa economica ed occupazionale. Finalmente il Parco fa il Parco!» «Adesso tutti devono sostenere questa importante decisione – commenta Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – a cominciare da Regione Toscana e Comuni di Casola e Fivizzano. Legambiente sosterrà quest’atto, che dovrà essere difeso da eventuali tentativi di annullamento con ricorsi e chiede che facciano altrettanto le istituzioni competenti. La posta in gioco è la credibilità della messa in opera del Piano paesaggistico regionale, strumento che si sta dimostrando quanto mai efficace e pertanto ne va sostenuta la puntuale e rigorosa applicazione». E.Rosi


Domenica alle 21 con Theodossiou, Pellizari, Vestri
LA COLLABORAZIONE CON IL COMUNE
APPUNTAMENTO CON LA GRANDE LIRICA DOMENICA SERA ALLE 21 ALLA ERRE MARMI. EVENTO ORGANIZZATO DAGLI AMICI DELLA LIRICA MERCURIALI, ASSIEME ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
LA GRANDE musica lirica torna in città. Appuntamento domenica alle 21 per il concerto lirico «Marmo all’opera!», il melodramma nei luoghi del marmo alla Errebi-marmi in via Brigate partigiane 13. Saliranno sul palco artisti d’eccezione, già conosciuti al popolo della lirica cittadina. Si tratta di Dimitra Theodossiou, soprano, Annunziata Vestri, mezzosoprano, Rubens Pelizzari, tenore, Carlo Colombara, basso. I cantanti saranno guidati dal Maestro Simone Savina, al pianoforte. Ingresso, posto numerato, fissato a 10 euro. L’evento è organizzato dal circolo Mercuriali amici della lirica, in collaborazione con il Comune. Un gradito e atteso ritorno sarà quello di Dimitra Theodossiou, una delle artiste più amate dal pubblico carrarese che la segue in tutto il mondo nella sua carriera che l’ha portata in tutti i maggiori teatri del mondo dalla Scala all’Arena di Verona, dalla Fenice di Venezia al Maggio Musicale Fiorentino, da Madrid a ToKyo, Bilbao, Pechino, Buons Aires, Atene. E’ stato il primo soprano della storia a ricevere il premio Oscar della lirica nel 2012. Si esibirà a Carrara per la prima volta invece il celebre basso Carlo Colombara, che lo scorso dicembre ha ricevuto in Cina il premio Oscar della Lirica 2017. Dopo il debutto nel 1987 la sua carriera diventa subito internazionale. A soli 25 anni debutta alla Scala dove tornerà regolarmente in numerose stagioni: nel 1997 il M° Muti lo volle per l’inaugurazione di stagione con Macbeth. Al loro fianco Rubens Pelizzari, tenore lirico-spinto amatissimo dal nostro pubblico più volte in città per concerti di successo; è una delle undici star che hanno illuminato la serata di riapertura del nostro Teatro Animosi. Conclude il cast il mezzosoprano Annunziata Vestri, che in città si è già esibita in concerto a fianco di Gregory Kunde. L’artista è si divide in questi giorni tra il Festival di Avanches in Francia con Il Barbiere di Siviglia ed il Festiaval Pucciniano in Suor Angelica. Accompagnerà al pianoforte Savina, pianista stabile del Teatro Verdi di Parma.

 


IL CICLO IL PRIMO INCONTRO STASERA

SCATTA stasera un ciclo di incontri con l’arte, a Villa Cuturi di Marina di Massa, a cura di Giovanna Bernardini (nella foto) e Anna Vittoria Laghi. Il tema della prima serata è «Marmo: ne parlano le artiste». Saranno presenti Francesca Bernardini, Lella Cervia, Cinzia Rossi Ghion, Verena Mayer-Tasch, Maki Nakamura e Stefanie Oberneder. La conferenza, sostenuta dal Soroptimist, vede protagoniste donne scultrici che nel panorama artistico sono forse fra le più brave nella ideazione di forme realizzate in marmo. E’ la prima di una serie di eventi sull’arte intitolati «Di Marmo e di Sale», quasi a voler ricordare le due principali bellezze, e anche ricchezze, del territorio apuoversiliese del quale Marina di Massa fa parte ed è anzi da considerarsi vero e proprio punto di incontro. Ovvero la montagna con il suo marmo e il mare che se oggi è fonte di ricchezza grazie al turismo un tempo lo era stato grazie al suo sale. Seguiranno infatti altri due incontri-dibattito sulla storia e le prospettive che oggi vi sono per questa lavorazione artistica del marmo come pure sarà affrontato il complesso rapporto fra arte e artigianato. L’iniziativa è stata organizzata in preparazione di un premio di scultura per giovani artisti che, prevedendo anche per i vincitori la realizzazione di opere monumentali, sarà occasione per ripensare, secondo un progetto ad hoc, la collocazione di sculture a Marina di Massa e nei suoi dintorni. Un progetto ambizioso ma realizzabile con l’aiuto di enti e istituzioni del nostro territorio che, nelle prime fasi, è stato possibile realizzare grazie alla collaborazione del Ccn «A spasso sulla costa» e di alcuni suoi soci come «Pandolce» che offrirà un bel buffet ispirato al titolo dell’iniziativa.

 

RINVIATO IL RAPPORTO ECONOMIA

LA PRESENTAZIONE del rapporto sull’Economia provinciale e il premio alla fedeltà al lavoro è stata rinviata a giovedì 19, sempre alle 17,30 e sempre nei giardini del museo del Marmo.

ASSESSORE FORTI

«VALE la pena spendere un euro in più sul biglietto di ingresso a un museo, se questo serve a sostenere una crescita importante dell’offerta ai visitatori». L’assessore alla Cultura Federica Federica Forti (nella foto) spiega così la decisione dell’amministrazione comunale di rivedere al rialzo il costo del biglietto cumulativo per l’ingresso ai musei cittadini a oltre un mese dall’apertura del Carmi. Mentre i prezzi dei singoli biglietti sono rimasti invariati a 5 euro ciascuno, il ticket unico è passato da 5 euro per due musei, a 10 euro per tre sedi, dopo l’apertura del Carmi e un periodo di transizione in cui è stato effettuato un prezzo promozionale.«Da quando ci siamo insediati abbiamo lanciato un’opera di valorizzazione dei musei cittadini, facendo importanti investimenti. Al Cap abbiamo programmato una serie di attività praticamente ininterrotte, lungo tutto l’anno, con mostre e iniziative “ragionate’’. In questi giorni, inoltre, è in corso la ritinteggiatura completa delle sale espositive per le mostre temporanee, per la prima volta dopo l’inaugurazione del Cap» spiega l’assessore Forti. Stesso ragionamento vale per il museo del Marmo: «Stiamo riattivando insieme alla Camera di Commercio la fontana attribuita a Carlo Scarpa e stiamo lavorando in termini di decoro e comunicazione, oltre che di risistemazione interna».

Pagina 3 di 567

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

We use cookies to improve our website. Cookies used for the essential operation of this site have already been set. For more information visit our Cookie policy. I accept cookies from this site. Agree