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La Nazione (2753)

«UN APPELLO alla responsabilità del territorio e delle sue principali categorie». Così il sindaco dopo la preannunciata dismissione di quote da parte della Regione per la nostra fiera Marmi macchine ha subito convocato le principali categorie produttive affinché diano un segnale tangibile. Nel corso di un incontro con Camera di commercio e Assindustria Angelo Zubbani ha fatto presente che la fiera, dopo la dismissione della Regione che rinuncerà al proprio 36 per cento, deve essere salvata dal territorio.
«Ho convocato l’incontro – ha spiegato il sindaco – per avere un segno tangibile da parte di chi ha il dovere di intervenire. Rispetto agli altri poli fieristici della Toscana, la Imm è quella che ha il minor capitale privato. L’impegno delle classi imprenditoriali è il più basso. Penso che l’intervento della Regione che si defila come sta facendo in tutta la Toscana sia di fatto un richiamo alle responsabilità del territorio che se vuole salvare la sua fiera dovrà farlo con gli interventi dei privati che dovranno rivedere la propria partecipazione azionaria».
LA IMM, lo ricordiamo, è composta da un capitale pubblico privato: la Regione Toscana, il Comune (che detiene il 40 per cento) e la Provincia, Comune di Massa e la Provincia di Lucca oltre ad altre piccole partecipazioni pubbliche. Fra i privati troviamo: Cassa di Risparmio di Carrara, CrLucca, Banca di credito cooperativo ed altre imprese private.
Con la spending review della Regione si prevede la riduzione delle partecipazioni della Toscana da 23 a 10 enti. Nella mannaia come previsto anche la Imm che proprio adesso ha cambiato governance e con un attivo staff di nuove e motivate leve sta aggredendo il mercato e cercando di portare a cassa buon risultato in termini di rilancio dell’immagine e della crescita del business.
IL DOCUMENTO di economia e finanza regionale prevede la cessione da parte della Regione entro il 2017: per liberarsi delle sue quote, l’ amministrazione toscana potrà ricorrere ad aste pubbliche precedute da manifestazione di interesse, ovvero a un bando a cui gli interessati potranno rispondere.
Da qui l’invito del sindaco che è già corso ai ripari dopo che la Regione aveva annunciato il ritiro delle quote. Lo stesso assessore regionale alle Attività produttive Stefano Ciuoffo aveva annunciato l’alienazione dei beni di famiglia da parte dell’amministrazione del Granducato e nel contempo aveva invitato le forze imprenditoriali del territorio a farsi avanti per la gestione di un patrimonio come quello fieristico.

Ricorso europeo contro il PIT della Toscana

Aree protette Nell'area Parco ci sono 10 siti SIC e una zona di protezione speciale
Nel mirino dell'Europa. La Commissione Europea ha aperto un'indagine per le direttive violate
LA TUTELA delle Alpi Apuane passa dall’Europa: lunedì l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha infatti inoltrato uno specifico ricorso agli organi comunitari competenti (e non solo) per la salvaguardia dei valori naturalistici delle Apuane rientranti nella Rete Natura 2000, il sistema europeo delle aree naturali protette, «posti in pericolo anche dalla presenza di disposizioni favorevoli all’eccessiva attività estrattiva contenute nel Piano di indirizzo territoriale (Pit) con valenza di piano paesaggistico della Toscana». Il ricorso coinvolge la Commissione europea, la Commissione «petizioni» del Parlamento europeo, il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Toscana. «Sono state fornite ampie documentazioni concernenti anche la perdita di biodiversità delle aree interessate dai fenomeni estrattivi – scrive Stefano Deliperi, presidente dell Grig –, raccolte dal presidio Grig delle Apuane (rappresentato da Franca Leverotti, nella foto). Nonostante la presenza del Parco delle Alpi Apuane e, soprattutto, di una zona di protezione speciale (Zps) e di dieci siti di importanza comunitaria (Sic), tutelati da due direttive europee e rientranti nella Rete Natura 2000, l’area delle Alpi Apuane continua a esser in grave pericolo per le conseguenze delle attività estrattive del marmo, in termini di consumo del territorio e di inquinamento dell’acqua e del suolo». Secondo il Grig purtroppo anche il Pit della Toscana non ha messo in atto tutte le misure necessarie a tutelare le Apuane rispetto alle cave: «Consente l’ampliamento di attività estrattive preesistenti, l’apertura di nuove cave nonché la riattivazione di cave dismesse anche entro i Sic e la Zps». La denuncia del Grig è chiara: nonostante la necessità di rapidi interventi di salvaguardia «l’area delle Apuane, rientrante in gran parte nel Parco, è ampiamente destinata ad attività di cava in corso o potenzialmente riattivabile o, addirittura, attivabile ex novo anche nel Pit». In numeri, un censimento delle attività estrattive sulle Alpi Apuane condotto dall’Università degli Studi di Siena «avrebbe portato a individuare ben 165 cave attive e 510 cave inattive». Non è finita: visto che il Pit toscano costituisce «il quadro di riferimento territoriale delle procedure di Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) a cui sono sottoposti i progetti estrattivi, in pratica condiziona l’esito favorevole all’estrazione del marmo». Per tutti questi motivi comunque il Pit è già stato oggetto di diversi ricorsi davanti ai giudici amministrativi e ora, grazie al Grig, finirà anche all’esame delle istituzioni europee.
LE ALPI Apuane sono già nel mirino dell’Europa da tempo, per quanto riguarda la violazione delle direttive europee di tutela dell’ambiente. «Dal 2014 la Commissione europea direzione generale ‘Ambiente’ ha aperto la procedura di indagine diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione della direttiva Habitat – evidenzia Deliperi – per attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura Vinca in aree Sic e Zps componenti la Rete Natura 2000». Nel 2015 la stessa Commissione ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri altre informazioni e fra le ulteriori contestazioni una riguarda proprio «l’impatto ambientale delle numerose cave di marmo attive nel Parco regionale delle Alpi Apuane (Toscana)... in particolare, relativamente alla cava Colubraia». Notizia già riportata dal nostro giornale. In caso di condanna da parte della Corte di Giustizia europea, è prevista per l’Italia una sanzione da oltre 9 milioni di euro. «Il Governo Renzi – conclude il Grig – e la Regione Toscana lo capiranno in tempo?».
Francesco Scolaro

di ALFREDO MARCHETTI
ANTONELLA Cucurnia festeggia 25 anni di lavoro con Barattini marmi. Grande festa ieri per la segretaria tuttofare di una delle aziende storiche del nostro bianco. Tra una riproduzione in marmo di David di Michelangelo e un’altra del Cristo velato, Cucurnia è stata abbracciata dai colleghi, che con lei, nel corso di questi anni hanno condiviso molte gioie, una su tutte le visita dell’oggi ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, quando venne a vedere le nostre montagne. Il laboratorio Studi d’arte cave Michelangelo si è fermato per un attimo a salutare Cucurnia. Con i colleghi della segretaria anche il direttore artistico degli studi, Luciano Massari, oltre che ai due figli di Barattini e due suoi 8 nipoti. «Una donna che ama il suo mestiere – racconta Franco Barattini, storico fondatore dell’azienda nata nel 1974 –. Non è facile trovare delle persone così professionali, che mettono passione in quello che fanno. Sono contento di festeggiare i suoi 25 anni con noi. Non sono molti, è vero, ma meritano comunque di essere premiati, soprattutto perché è riuscita a stare vicino a me per così tanto tempo». La parola è poi passata alla festeggiata, che non ha mancato di pungolare colui che, nonostante sia passato un quarto di secolo, considera come titolare e rispetta come il primo giorno di lavoro. «Gli inizi per me sono stati difficili perché Barattini si esprimeva e si esprime in modo colorito e molto particolare. Non riuscivo a capirlo. Per esempio, mi diceva “zercm la fatura d’ Marion’’, oppure ‘‘ i a telefonat Lulà?’’ ed io rimanevo senza risposta perché non riuscivo a capire cosa volesse dire. C’è voluto del tempo per entrare in sintonia con il suo modo di essere e di esprimersi, e ancora oggi alcune volte non riesco a capirlo, però l’esperienza mi suggerisce come affrontare il problema: litighiamo!»
LA SEGRETARIA ha ricevuto un enorme mazzo di rose rosse dal titolare e una medaglia commemorativa. «In questi 25 anni – ha proseguito – lavoro a parte, è stato molto importante aver condiviso con Barattini e famiglia gioie come matrimoni, nascite, cene familiari e momenti dolorosi come la perdita dei miei adorati genitori e recentemente la pardita della cara Maria, con la quale avevo instaurato un rapporto di amicizia, persone a noi molto care che sarebbero state felici di condividere con noi questo giorno di festa. Un ringraziamento speciale va a Giovanni, mio boss indiscusso, a Mary e Tino ed a tutti i loro splendidi figli, per i quali provo un affetto sincero. Ringrazio inoltre tutti i miei colleghi di lavoro, con i quali condivido la maggior parte del mio tempo, che in questi lunghi anni mi hanno supporta e sopportata. Per me siete diventati come la mia famiglia, senza di voi non sarebbe stata la stessa cosa. Mi ritengo fortunata e onorata di lavorare in questa società e di nuovo grazie a tutti di essere qui»


IL FLASH mob degli ambientalisti che sabato pomeriggio si sono tuffati al Canale Secco, nel bacino di Forno, per denunciare l’inquinamento da marmettola dei corsi d’acqua e delle sorgenti apuani ha scatenato un vero e proprio caso mediatico e politico. Sabato, come previsto, dopo un lungo periodo di siccità, alla prima pioggia il Frigido e gli altri torrenti del versante massese sui quali insistono diverse attività estrattive, si sono nuovamente tinti del «bianco» della marmettola. L’ambientalista dell’anno, Alberto Grossi, ha subito sostenuto il flash mob di protesta ma è arrivata nelle ore successive anche la denuncia di Articolo Primo che ricordava di aver già promosso una specifica interpellanza in consiglio comunale, presentata dal consigliere comunale Simone Ortori, sugli sversamenti di marmettola nel Frigido. Un intervento che, a sua volta, suscita la replica del gruppo Facebook «Aut Out 1» di Alberto Grossi: «È interessante quanto si apprende dai giornali circa la posizione assunta da Articolo Primo in relazione alla questione della marmettola. Sarebbe auspicabile, al cospetto di un problema di tutela della collettività, ci fosse un’adesione di tutta la politica massese dato che, un tema come la salvaguardia di un bene primario come l’acqua, travalica le questioni di competenza, ideologia, interesse personale». Se da un lato c’è la piena condivisione dell’obiettivo dall’altro non manca la polemica, in particolare quella politica: «È indubbiamente positivo l’effetto del flash mob nel Frigido imbiancato di marmettola abbinata anche al comunicato di Articolo Primo, tuttavia c’è da precisare che quell’associazione non ha nulla a che fare con il gruppo Aut Out 1 per diversi motivi. Uno è che siamo sottoscrittori di ricorsi inviati in plurime direzioni e che riguardano, per esempio, la concessione di cave a canoni irrisori. Non crediamo che Articolo Primo sia del nostro stesso avviso; un altro motivo, meno tecnico e più politico, riporta alla mente l’onorevole Martina Nardi, vicina di pensiero a Articolo Primo anche se non di tessera, la quale ha caldeggiato la defiscalizzazione degli acquisti di manufatti in marmo, fatto che per diversi motivi riteniamo scandaloso». Ma non è finita, l’attacco arriva anche a livello regionale: «Ancora di più, sempre per affinità di strategia politica, Articolo Primo ha dato il proprio sostegno alla campagna elettorale di Giacomo Bugliani, per il quale si è scomodato persino il sottosegretario Lotti e così tanto da incontrare gli industriali del marmo; con tempismo eccezionale, poco dopo il Governo impugnò la legge regionale sui beni estimati. La stessa Nardi, sempre per vicinanza con Articolo Primo, era vicesindaco all’epoca della cena di gala alla cava Rocchetta, quella che sta proprio sopra il Cartaro, quindi maggiormente sospetta dell’inquinamento della sorgente. Tra i sostenitori di Bugliani c’era anche un consigliere di maggioranza nel Comune di Carrara, Bergitto. Questi, in tre anni e mezzo di mandato, non ha mai fatto interpellanze a riguardo la tutela delle acque minacciate di continuo dalla marmettola e dagli altri scarti di lavorazione non smaltiti correttamente». Insomma, il gruppo «Aut Out 1» apprezza la presa di posizione pubblica espressa da Articolo Primo per il problema marmettola «ma non condividiamo il modus operandi suggerito perché è ampiamente dimostrato che prescrizioni, restrizioni, sanzioni, non risolvono il problema dell’aggressione all’ambiente, che non può subire alcun subordinamento, tanto meno quello al ‘settore strategico’. La dispersione di marmettola è un fatto molto grave non commisurabile a una qualsiasi sanzione; è un fatto illecito e, quindi, è bene essere chiari da quale parte ci si vuole schierare, se a favore del bene comune o a favore dell’illegalità, senza mezzi termini, o di qua o di là. Ciò, ovviamente, vale per tutti».

DUE interessanti incontri sono in programma il 9 e il 16 gennaio nell’ambito del progetto artistico «#community! La comunità attraverso lo sguardo di artisti contemporanei», realizzato dall’assessorato alla Cultura e dall’associazione Yab, in corso al Centro per le arti plastiche. In occasione del primo appuntamento, sabato alle 16, sarà presentato il catalogo «#community!», alla presenza dell’assessore alla Cultura Giovanna Bernardini, del curatore Andrea Zanetti e degli artisti che hanno partecipato al progetto (Cristina Balsotti, Carolina Barbieri, Simone Conti, Lorenzo Devoti, Sabina Feroci, Lorena Huertas, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Enrica Pizzicori, Francesco Ricci, Francesco Siani, Stefano Siani, Zino). «La comunità tra identità e innovazione» sarà, invece, il tema del secondo incontro previsto per sabato 16 gennaio, sempre alle 16. Interverranno Federico Bastiani fondatore di Social street Italia, Giovanna Manganotti una dei fondatori di My Home Gallery, Cinzia Compalati di Art Hub Carrara. A fare da moderatore agli interventi sarà Cristian Pardossi, presidente di Pop up lab, laboratorio di sperimentazione di nuove pratiche che lancia la sfida allo svuotamento dei centri storici.

 

Italia Nostra Le richieste per il 2016

CHIESE, PORTE E PIAZZE
«Bisogna continuare i restauri della chiesa di Santa Chiara alla Rocca. Inoltre, vanno ricollocate le targhe storiche albericiane che attualmente si trovano nell’atrio del Palazzo Bourdillon (ingresso di via Alberica), nei siti originari e cioè all’ex porta di San Giacomo a Massa Vecchia e all’ex porta del Pino vicino al Battì del Barilo. Infine, chiediamo il ripristino della fontana storica, quella dei putti, nella cosiddetta “piazza dei culi”».
Il portale è precario E l’altorilievo dov’è?
Realizzazione del “Giardino del Principe” al Pomario Ducale con il recupero del portale (foto) che versa in condizioni precarie; recupero dell’altorilievo di Pasquale Luongo asportato durante l’abbattimento del palazzo degli Uffici del Tesoro, sparito chissà dove e mai ritrovato.
Il Biduino e Isola alla collettività
Recupero e messa a dimora nel sito originario di un calco o di una fedele riproduzione del Portale di Mastro Biduino (foto), per secoli in San Leonardo al Frigido, ora in America: una riproduzione giace a Palazzo Ducale. Poi, l’acquisizione al patrimonio della comunità de “Il Trionfo dell’Amore” di Giovanni Isola, privato e non visibile.
Salvare le Apuane, i fiumi e il verde
Salvare le Apuane, tutelare le vette e impedire la rapina degli inerti con l’asportazione di tonnellate di sassi di puro carbonato di calcio (nella foto, le Cervaiole del Monte Altissimo); mettere in sicurezza la foce del Frigido, sempre occlusa dai detriti e recuperare l’intero corso del fiume eliminando il problema della marmettola e dicendo «no» al progetto della mini-centrale a biomasse nell’ex cartiera di Canevara. Sempre in tema di ambiente, eliminare tombature e ponticelli fuori norma nei canali, opposizione al progetto di mandare in mare il Canalmagro-Fescione, bonifica della Buca degli Sforza per farne un parco intercomunale, recupero della ex “bandita” dei Ronchi per farne un parco pubblico.

Dopo il flash mob ambientalista, Articolo Primo attacca il Comune

MARMETTOLA nel fiume Frigido: dopo il flash mob di alcuni ambientalisti ed esponenti di Rc e Movimento 5 Stelle, che, sabato scorso, hanno fatto il bagno del fiume, interviene Articolo Primo ricordando che il vicesindaco e assessore all’ambiente, Uilian Berti, «non ha risposto in maniera esaustiva all’interrogativo da noi posto nello scorso mese di ottobre. «Condividiamo le preoccupazioni sui continui sversamenti di marmettola e i mancati controlli – prosegue Articolo Primo – . Al riguardo, ricorda di aver già promosso una specifica interpellanza in consiglio comunale, presentata dal consigliere comunale Simone Ortori. La risposta dell’assessore Berti, con risposta della discussione avvenuta nel consiglio comunale del 17 dicembre scorso, redatta assieme al dirigente Mercadante, non risponde – fa notare Articolo Primo – all’interrogativo di fondo, come chiesto e ribadito dal consigliere Ortori. Le prescrizione adottate per le aziende del lapideo, accompagnate da controlli, anche sul fenomeno della marmettola e relativo smaltimento, non sembrano adatte a risolvere i problemi. A seguito di questi continui sversamenti – sottolinea ancora Articolo Primo - ben visibili ad ogni pioggia con la colorazione biancastra del fiume, non è accettabile che i controlli non producano mai delle sanzioni a carico dei concessionari di cava». Confermando il «valore per l’industria lapideo per il territorio, che rimane un settore strategico» Articolo Primo ci tiene sottolineare che «ciò non può assolutamente «giustificare» inquinamento e danni ambientali. Potenziamo i controlli, eleviamo le sanzioni, esigiamo il rispetto dei protocolli di tutela ambientale». E conclude che «lavoro e ambiente possono e devono convivere».
Angela Maria Fruzzetti

Raccolti 10mila euro per l'OPA

Successo dell’asta di solidarietà a Villa Bertelli
di ANGELA MARIA FRUZZETTI
ARTE e solidarietà in favore dell’Ospedale del cuore. Grande successo, a Forte, dell’asta di solidarietà promossa a Villa Bertelli da «Museo Ugo Guidi» e «Amici del Museo Ugo Guidi onlus» in collaborazione con l’associazione «Un cuore un mondo onlus» dell’ospedale Pasquinucci di Massa. Il ricavato dell’asta, quasi 10mila euro, andrà alla missione «Cuore Eritrea», progetto umanitario che coinvolge molti soggetti, nazionali e internazionali, e che prevede di implementare l’attività cardiologica e cardiochirurgica pediatrica in Eritrea. L’equipe di cardiochirurgiadell’Opa, primario Bruno Murzi, è stata la prima a impiantare valvole cardiache su bambini affetti da gravissime cardiopatie reumatiche. Nelle sale della Fondazione Villa Bertelli di Forte dei Marmi si è svolta l’asta benefica alla presenza di circa 150 persone fra cui molti vip. Le opere sono state presentate dal critico Giammarco Puntelli (che ne ha comprate due) e battute eccezionalmente da Amos Bocelli, figlio di Andrea Bocelli, e dalla fidanzata Charlotte Lindsten, campionessa di dressage, coadiuvati dal sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, e da Bruno Murzi. Proprio il cantante Andrea Bocelli ha fato incetta di sculture.
Questi gli «artisti del cuore» che hanno donato sculture, litografie, disegni e dipinti: Diana Baylon Archive (dono di Aldo Ricci), Antonio Barberi, Lia Battaglia, Barbara Bellugi, Alfio Bichi, Pino Bitonti, Paola Campioni, Agostino Cancogni, Mauro Capitani, Grazia Colombo, Adriana Cozzani, Ezio De Angeli, Maria Gasparotti, Fabio Grassi, Aldo Giusti, Stefano Graziano, Ugo Guidi (dono del Museo Ugo Guidi), Dimitri Kuzmin, Enrico Lazzini, Remo Lorenzetti, Clara Mallegni, Megael, Giuseppe Menozzi, Domenico Monteforte, Angelo Mugnaini, Stefano Paolicchi, Alfredo Palmerini, Maria Teresa Ridolfi e Stampa (dono di Vanna Vannucci Susini), Achille Pardini, Silvana Pianadei, Aleandro Roncarà (dono di Gli OttoVenti), Cinzia Rossi Ghion, Lorenzo Rustighi, Ernesto Treccani e Nino Tirinnanzi (dono di Antonio Barberi), Patrizia Veschi, Armando Xhomo. A ogni opera aggiudicata l’Azienda agricola «L’Altra Donna» di Katiuscia Sacchelli ha fatto omaggio di una bottiglia di vino numerata. Poi c’è stata la musica del duo Sensation Blue, composto da Annalisa Sacchetti e Andrea Duranti, e del trio AuldErin (Mailè Orsi, Gilda Iacopetti e Giovanni Iacopetti).

 

Mostre a Carrara

L'arte è in movimento a Carrara con Parkour
Nel centro di Carrara prosegue fino a domani «Parkour, l’arte in movimento», iniziativa organizzata dal Comune nell’ambito di Carrara Winter Weeks 2015. La storia, le tradizioni artistiche e il patrimonio architettonico vengono valorizzati e riletti da importanti artisti originari del territorio, o legati a Carrara per formazione. Il percorso artistico si snoda nelle principali piazze e strade della città. Le opere sono esposte nei locali di via Verdi, in via Loris Giorgi, all’interno della Galleria Blu Corner, in piazza Alberica e in altri due fondi di piazza Alberica, all’ex Ospedale San Giacomo, in via Carriona, in via Finelli, in via Santa Maria, all’interno della Galleria del Borgo in via Santa Maria, nella Galleria Duomo, in piazza Duomo.

#community!, lo sguardo degli artisti sulla comunità
– CARRARA –
AL CENTRO Arti Plastiche di Carrara è aperta fino al 17 gennaio il progetto artistico «#community! La comunità attraverso lo sguardo di artisti contemporanei» a cura di Andrea Zanetti, realizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Carrara e dall’associazione Yab. Diversi per provenienza e poetica, un gruppo di artisti si interroga cercando di tradurre con i linguaggi dell’arte contemporanea le riflessioni sull’idea di comunità. Un percorso che parla di città, comunicazione e relazioni e che attraverso la ‘leggerezza’ della contemporaneità ci spinge a riflettere sulla necessità di ricostruire un’identità degli spazi urbani e a ridefinire le funzioni dei luoghi e delle relazioni che vi si consumano all’interno. Questi gli artisti che partecipano al progetto: Cristina Balsotti, Carolina Barbieri, Simone Conti, Lorenzo Devoti, Sabina Feroci, Lorena Huertas, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Enrica Pizzicori, Francesco Ricci, Francesco Siani, Stefano Siani, Zino (Luigi Franchi). Il Cap, in via Canal del Rio, è aperto martedì e mercoledì dalle 9.30 alle 12.30 e da giovedì a domenica, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle ore 16 alle 19. Ingresso: 2 euro. Per maggiori informazioni chiamare il numero 0585/779681, www.comune.carrara.ms.gov.it, yabonlineblog.wordpress.com.

Preludio di Bertaccini La Mostra
Oggi e domani ultimi due giorni per poter vedere la mostra personale di Luciana Bertaccini «Preludio» alla Galleria d’Arte il Borgo in via Santa Maria. L’Artista ,nata a Massa dove risiede e lavora, ha conseguito il diploma di maturità artistica al liceo artistico di Carrara e si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara specializzandosi in scultura e pittura. La mostra è aperta ore 10-12.45 e 16-19.

Coquio. Mismas e Ricciardi a S. Caprasio
Pietra, marmo, ceramica, bronzo: sono i materiali plasmati dai tre scultori che espongono nelle suggestive sale dell’abbazia di san Caprasio fino a sabato, per iniziativa degli Amici di San Caprasio e dell’Assessorato alla Cultura del comune di Aulla. Alfredo Coquio, Fabrizio Mismas e Renzo Ricciardi con le loro opere ambientate tra le pietre medievali ed i marmi barocchi del museo dell’abbazia dialogano con ignoti scultori dei secoli scorsi e l’effetto scenografico è sorprendente. Accanto alle pietre scolpite dallo scultore padano Oberto Ferlendi nei primi decenni del 1200, sono i cardinali e le figure femminili di Renzo Ricciardi ad intessere con la simbologia medievale dei capitelli un colloquio emozionante. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 e l’ingresso è libero e gratuito.

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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