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La Nazione (3100)

SOCIETÀ DI ESCAVAZIONE LA ALBA VENTURA È LA CAVA 133 CHE FA CAPO A FABBIO VERNAZZA E DA TEMPO NAVIGA IN ACQUE AGITATE. DOPO L’ASSOLUZIONE PER CONTRIBUTI
NON VERSATI, ADESSO IL FALLIMENTO
di CRISTINA LORENZI
«UNA SOCIETÀ debitrice che versa in uno stato di vera e propria insolvenza» Così il tribunale fallimentare ha accolto la procedura di concordato preventivo presentata dalla Alba Ventura, la società di escavazione di Colonnata che fa capo a Fabbio Vernazza. Con un capitale di circa 9 milioni l’azienda non è riuscita a far fronte ai numerosi debiti contratti con banche e fornitori per cui ha presentato all’ufficio fallimentare del tribunale la richiesta di concordato. Richiesta accolta dal giudice Giampaolo Fabbrizzi che ha convocato tutti i creditori per l’udienza del prossimo 26 maggio e ha fissato in 20 giorni la comunicazione del decreto ai creditori. Un’altra azienda del lapideo che da tempo non naviga in buone acque e che alla fine è stata costretta alla bandiera bianca. Vernazza da tempo ha un continuo saliscendi con la Giustizia. Lo scorso anno venne assolto in Cassazione dove furono cancellate le condanne per non aver versato ritenute. «La crisi di liquidità che ha investito Alba Ventura era dovuta al settore del marmo e Fabbio Vernazza pagò le ritenute fiscali dei dipednenti anche se in ritardo e rateizzate». Per questo la Cassazione ritenne di non intravvedere dolo per eludere il fisco cancellando con un colpo di spugna anche la condanna a 4 mesi di reclusione che fu emessa dalla Corte di appello. L’imprenditore finì a processo con l’accusa di non aver versato nel 2007 le ritenute derivanti dalle certificazioni rilasciate ai dipendenti per un ammontare di 69mila euro. Adesso invece la nuova tegola con il concordato della ditta di famiglia che per anni ha dato lavoro a numerose persone. Nel decreto del giudice è stato disposto che i creditori chirografari saranno soddisfatti nella misura del 10 per cento. Nove pagine fitte che siglano la parola fine per un’azienda storica del marmo le cui difficoltà risalgono ad anni addietro e sulla quale persino la Cassazione chiuse un occhio riconoscendo che «il mancato versamento delle ritenute non era dovuto come erroneamente sostenevano i giudici di primo e secondo grado a libera strategia imprenditoriale, avendo egli preferito pagare i debiti con gli istituti di credito piuttosto che versare i contributi». La Corte di appello aveva ricondotto un investimento di 5 milioni per ampliare l’azienda alla base della perdita di esercizio.
Un lunga serie di fallimenti
Focus Il giudice del tribunale fallimentare Giampaolo Fabbrizzi ha accolto l’istanza di concordato perventivo della Alba Ventura, la società di escavazionedi Fabbio Vernazza che dopo vari alti e bassi è stata costretta a gettare la spugna. E’ dei giorni scorsi la notizia di istanza fallimentare della Gaspari Menotti, storica azienda di trasformazione.

Dall’Accademia a Palazzo Madama

IL NUOVO direttore di Palazzo Madama di Torino è Guido Curto, 61 anni a maggio ed ex direttore dell’Accademia Albertina di Torino, successore di Luciano Massari nel 2011. Figlio dell’egittologo Silvio Curto, ha iniziato la sua carriera come insegnante di Storia dell’arte al liceo D’Azeglio di Torino. Critico d’arte e giornalista, Curto ha insegnato presso le accademie d’arte di Carrara, Palermo e infine nella sua città natale.
A nominarlo è stato il consiglio direttivo della Fondazione Torino musei, ieri in serata. «Esprimo la mia soddisfazione per la nomina di Guido Curto a direttore di palazzo Madama. Si tratta di un’ottima scelta: un esponente autorevole del mondo culturale e accademico torinese, un critico serio, esperto e competente» ha detto Luca Cassiani, presidente della commissione Cultura del comune di Torino.
«Sono certo che sotto la sua guida palazzo Madama si confermerà un polo d’eccellenza del nostro sistema museale, sede di importanti mostre ed attività temporanee, valorizzando ancor di più la propria collezione e intensificando le attività rivolte ai cittadini e agli studenti. Al neo direttore Guido Curto i miei più sinceri auguri di buon lavoro» ha concluso Cassiani.

apuano Antonio Tarantino è stato eletto presidente regionale di Confimpresa. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea dei coordinamenti provinciali, alla quale hanno preso parte Giacomo Bugliani (presidente della commissione regionale Affari Istituzionali) e Diego Giovinazzo (segretario nazionale di Confimpresa), nella foto insieme a Tarantino.

Pietrasanta: visita guidata al centro storico

Passeggiata nell'arte e nella storia di Pietrasanta quella organizzata per domenica da Galatea Versilia. Il ritrovo sarà alle 1630 in Piazza Duomo e la visita durerà due ore. Costo 7 euro. Info al 339 8806229.


30 indagati. In questo primo filone d'indagine figurano 30 indagati
Le rogatorie. Dalla Svizzera, da Dubai e dalle Seychelles attese rogatorie internazionali

CIFRE da capogiro nella compravendita del marmo. Emergono dalle telefonate intercettate dalla guardia di finanza che indaga sul nero alle cave. Nicola Fontanili chiede ad Eugenio Venezia ulteriori dettagli da inserire nella fattura proforma di 612.750 da trasmettere al cliente, tra cui: tipo di consegna, modalità di pagamento, eccetera. Parlano anche di richiedere un primo acconto di 30.000 euro ed un secondo acconto, ben più consistente, di circa 300.000. Fontanili, scrive la finanza, solleva qualche perplessità nel richiedere un acconto tanto elevato ma Venezia ribatte che per loro, intendendo il cliente, sono importi irrilevanti ed il saldo prima della partenza della merce. Viene fatto riferimento ad una commissione per una società di 50 euro al metro quadrato.
VENEZIA Eugenio: mettici 30.000 di deposito, gli ho detto che 30.000 van bene, giusto per bloccare i cosi...
FONTANILI Nicola: poi ci metto payment, ci metto 30 euro, 30.000 e il resto?
VENEZIA Eugenio: eh..un 50 euro a metro, li facciamo venire fuori dai...
FONTANILI Nicola: come 50 euro al metro, ma sei scemo...
VENEZIA Eugenio: ma cosa sono scemo oh Nicola...
FONTANILI Nicola: ma non ci scrivi ni..., non lo aggiungiamo qua...
VENEZIA Eugenio: me lo auguro
FONTANILI Nicola: vabbè, ormai gli hai fatto i prezzi cosi..
VENEZIA Eugenio: ma ci stiamo Nicola...
VENEZIA Eugenio: eh...poi però ci vogliono altri soldi
FONTANILI Nicola: eh.. ci hai parlato te con Jimmy, io non lo so cosa gli hai detto
VENEZIA Eugenio: no, io gli ho detto che per fermare i blocchi, per aspettare che vengano loro, mi ci vogliono almeno 30/40, 30 mila euro, cosi glieli do, almeno i blocchi sono i nostri punto.
FONTANILI Nicola: come?
VENEZIA Eugenio: quanto è il totale della proforma 600 mila euro? ho paura a dire ste cifre qua...è la metà dell’ importo, almeno 300 mila euro.
g.b.

 

Focus
LA SVOLTA delle indagini si è avuta quando la guardia di finanza ha sequestrato il pc di Eugenio Venezia, il broker su cui ruota l’inchiesta sul nero alle cave.
C’era una contabilità parallela, Venezia aveva anche degli appunti manoscritti dove, secondo le accuse, annotava le partite pagate in nero. Un dossier scottante.

 

LA PRIMA parte di indagine interessa i responsabili della società Sagevan e l’intermediario Eugenio Venezia e un novero di soggetti italiani e stranieri implicati, a vario titolo, nel gruppo e organizzato a carattere transnazionale. La seconda vede coinvolti Munish Kapur (ed altri soggetti implicati a vario titolo nella compagnine transnazionale), il quale, analogamente a Eugenio Venezia, ha svolto il ruolo di intermediario nelle cessioni di materiale lapideo sottofatturato e nella raccolta di denaro contante da destinare, quale corrispettivo in “nero”, ai vari fornitori italiani; numerose cessioni di materiale lapideo sottofatturate; le varie transazioni di denaro contante, frutto, quale corrispettivo, delle cessioni di beni sottofatturate; nell’ambito della quale sono descritte talune cessioni sottofatturate (in Italia ed all’estero) di materiale lapideo, nelle quali Eugenio Venezia ed il suo socio Nicola Fontanili hanno agito tramite le loro società Hermes e Venili’s. e con la partecipazione di altri soggetti italiani e stranieri. L’esame delle operazioni consentirà di rilevare ulteriori e complesse modalità di evasione che hanno visto coinvolte anche compiacenti società straniere, spesso con sedi in paradisi fiscali, utilizzate sia per incassare il corrispettivo, in “nero”, delle sottofatturazioni, sia per far rientrare in Italia i capitali illeciti mediante l’utilizzo, nelle scritture contabili, di società “schermo”.
Inoltre gli investigatori scoprono anche l’ipotesi di reato di falso (falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico), in quanto risulta presentata, alla Camera di commercio di Carrara e all’Agenzia delle Dogane della Spezia, documentazione fiscale con dati non veritieri.

«RISPONDIAMO con grande piacere all’ennesimo tentativo della maggioranza di spargere fango sul movimento 5 stelle». Così i grillini replicano agli interventi della coalizione contro il movimento.
«Siamo abituati alle reazioni isteriche e confuse di forze politiche, quali Pd e Psi e i loro fedeli alleati, più che mai terrorizzati dall’approssimarsi della tornata elettorale del maggio 2017. L’evidenza dei fatti dimostra come anche la gestione del lapideo sia, da tempo, sfuggita di mano all’amministrazione. La maggioranza annuncia
l’imminente intervento normativo volto a regolamentare il settore. Sorridiamo in quanto, già nel maggio di tre anni fa
la maggioranza si impegnava a modificare il regolamento sugli agri marmiferi. Tanti annunci, molte accuse e zero fatti. Non ci stupisce che le medesime forze politiche si siano affrettate nell’accusare il movimento 5 stelle, senza valide ragioni di strumentalizzazioni sulla vicenda delle verifiche fiscali. Forze politiche serie avrebbero pensato alle possibili ripercussioni delle indagini sui prezzi medi praticati dal Comune, per verificare se quanto ipotizzato dagli uffici comunali fosse in linea con quanto accertato dalle autorità pubbliche competenti. E se proprio avessero dovuto attaccare qualcuno avrebbero potuto scagliarsi contro chi evade milioni di euro sfruttando un bene comune».

PICCOLE e medie imprese messe in ginocchio dal «caro bolletta» sull’energia elettrica e oltre al danno la beffa: «Una bolletta su quattro non rispecchia i consumi reali». E’ la denuncia di Cna Massa Carrara : «Oltre un quarto delle bollette ricevute (il 26%, per l’esattezza) dalle micro e piccole imprese apuane non rispecchia la reale situazione dei consumi. Secondo una stima dell’osservatorio di Cna sono almeno 5mila le imprese del nostro territorio in difficoltà a causa dei conguagli delle bollette elettriche e di un disservizio che ne sta compromettendo, al pari della pressione fiscale, la sopravvivenza». L’associazione di categoria rimarca ancora una volta che «i costi dell’energia nel nostro paese siano tra i più alti d’Europa. A ‘gonfiarli’ sono la tassazione e altri oneri che rappresentano oltre un terzo del costo finale sostenuto dalle imprese come testimoniato da più indagini e da più fonti». Nel dettaglio, secondo Cna, il 19,9% delle bollette è relativo a un conguaglio che può riguardare anche consumi di cinque anni prima (è questo il lasso di tempo che la legge concede all’operatore per la contabilizzazione). Nel 6,1% dei casi, inoltre, il consumo è solo stimato e i problemi emergono soprattutto quando l’impresa non si trova di fronte un operatore integrato (distributore e venditore insieme). «Nel mercato regolato dall’Autorità per l’Energia – precisa la nota di Cna – dove il soggetto che fornisce l’elettricità è lo stesso distributore, la quota di bollette emesse sui consumi effettivi sale all’86,6%». «E’ evidente – analizza Paolo Bedini, presidente Cna Massa Carrara – che le imprese non possono vivere anche con questa incertezza. La pratica delle stime e del conguagli non è più praticabile. I nuovi strumenti di misurazione dei consumi, contatori sempre più sofisticati, possono, e devono, evitarlo. La soluzione è l’attivazione del sistema informativo integrato. Nel frattempo, è necessario ridurre a non più di due anni la prescrizione e permettere una congrua rateizzazione delle maxi-bollette».

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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