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La Nazione (4262)


“L’Ultima gloria di Venezia” cominciò a splendere il 13 dicembre 1815. Quel giorno, alla presenza dell’imperatore d’Austria Francesco I e del Cancelliere Metternich, una moltitudine commossa di veneziani accolse il ritorno dei Cavalli di San Marco, preda di guerra dei francesi diciott’anni prima, alla caduta della Serenissima Repubblica. Recuperato almeno questo simbolo della passata potenza, un gruppo di artisti e di studiosi affidò le speranze di riscatto della città alla valorizzazione del patrimonio artistico e alla rinascita dell’arte contemporanea. Protagonisti del nuovo periodo, non lungo ma straordinariamente intenso, furono lo scultore Antonio Canova – vale a dire il maggiore artista del suo tempo -, Francesco Hayez, iniziatore del Romanticismo pittorico, e una singolare figura di intellettuale, il conte ferrarese Francesco Leopoldo Cicognara. STORICO della scultura, autore di studi tuttora imprescindibili, critico impegnato e attivissimo presidente-manager dell’Accademia di Belle Arti, Cicognara realizzò il suo capolavoro duecento anni fa, allestendo e aprendo al pubblico nel 1817 le Gallerie dell’Accademia, uno dei musei più belli del mondo. È questo il motivo per il quale, nel quadro delle celebrazioni del bicentenario, accanto agli amatissimi capolavori del piano nobile – tra i quali i tre polittici di Bosch meravigliosamente restaurati –, nei recuperati spazi del pianterreno le Gallerie rendono omaggio a Canova, Hayez, Cicognara – L’ultima gloria di Venezia con una mostra che resterà aperta fino 2 aprile 2018. Sono esposte 130 opere che, oltre a raccontare un umanissimo rapporto di amicizia e un forte sodalizio culturale, danno un panorama splendido dell’arte italiana del primo quarto dell’Ottocento. TRA i dipinti che destano maggiore impressione figura Rinaldo e Armida, la grande tela di Hayez, nella quale il corpo nudo della maga evoca nella postura la Paolina Borghese del Canova, aggiungendovi una sensualità degna di Tiziano. Molto suggestiva è una saletta tutta per Lord Byron, che visse a Venezia tra la fine del 1816 e la fine del 1819. Il poeta fu assiduo frequentatore del salotto di Isabella Teotochi Albrizzi, grande amica di Foscolo e di Canova che le dedicò una ammiratissima Testa ideale di Elena. Anche Byron è più volte ritratto: in un busto marmoreo di Thorvaldsen, e in una preziosa edizione, miniata da Giovan Battista Cigola, del «Corsair». Il poeta vi appare circondato da angioletti e da figure allegoriche tipo La Fama invano trattenuta dai mostri dell’Invidia. Capita ai bestseller. È comunque di Hayez il gran finale, con molti studi e dipinti, tra i quali lo straordinario Autoritratto e una tela (Pietro Rossi, 1818-1820), che alza il sipario su una ingarbugliata vicenda di storia veneziana. È già un manifesto del Romanticismo in pittura. I nuovi temi medievali e rinascimentali ai veneziani, tuttavia, piacciono poco, mentre vengono accolti con entusiasmo a Milano, nella cui orbita Hayez è sempre più attratto, fino a lasciare la sua città natale. Nel 1822 Canova muore. Con lui si spegne anche “l’ultima gloria di Venezia”.

OLTRE due milioni di persone hanno visto «Sacrificio d’amore». Ma nonostante questo risultato registrato dalla fiction di Canale 5 venerdì sera in prima serata, c’è già chi parla di flop, visto che il 9,90 per cento di share è molto lontano dal 13 per cento registrato da dall’altra fiction «Il segreto», sospesa proprio per fare spazio alla storia andata in onda venerdì sera. Senza contare i giudizi dei carrarini che sono rimasti con l’amaro in bocca perché, a loro dire, la città non è stata rappresentata come si aspettavano. Prima uscita venerdì sera della fiction targata Endemol, che ha visto due anni fa l’arrivo di un cast stellare in città per raccontare la vita dei cavatori e le loro lotte sindacali di inizio ’900, tutto condito da un’immancabile storia d’amore tra il protagonista Francesco Arca, nel ruolo di Brando Prizzi, e Silvia (Francesca Valtorta) una donna bella e emancipata, moglie di Corrado Corradi (Giorgio Lupano), ingegnere minerario, illuminato e brillante ma, al tempo stesso, legato alle tradizioni che l’epoca impone. Secondogenito di una delle famiglie più in vista di Carrara, Corrado, è il proprietario delle cave di marmo di Colonnata dove Brando lavora come lizzatore, una delle mansioni più pericolose. Nell’introduzione abbiamo potuto vedere la compagnia dei lizzatori all’opera a portare a valle un blocco di marmo. A concorrere con «Sacrificio d’amore» c’era su RaiUno lo speciale dedicato ai 60 anni dello Zecchino d’Oro, condotto da Carlo Conti. Il programma di mamma Rai ha incassato uno share di 4,7 milioni di spettatori con uno share superiore al 22 per cento e picchi del 25 durante la messa in onda. Oltre agli ascolti sono gli stessi carrarini che storgono il naso: «Inizia il film e senti parlare subito un cavatore, ma in siciliano» dice un commentatore di Facebook. «Un peccato – conclude un altro – sarebbe stato bello sentire qualcuno parlare con accento locale».

L’ORARIO DEL MUSEO GIGI GUADAGNUCCI

IL MUSEO GIGI GUADAGNUCCI alla Villa della Rinchiostra osserva il seguente orario di apertura: venerdì, sabato e domenica dalle ore 16 alle ore 19,30. Per informazioni: 0585 490279 oppure 049732.

 


IL PARCO Regionale delle Alpi Apuane inaugura un nuovo filone di interventi materiali a favore dei beni architettonici ed archeologici presenti nell’area parco e contigua. Con un avviso pubblico sostiene azioni di recupero, restauro, ristrutturazione e ripristino sul grande patrimonio storico-culturale del proprio territorio. Sarà così possibile offrire un aiuto a quanti intendono mettere mano a chiese, cappelle, tabernacoli, croci, marginette e maestà, mulini, frantoi, calcinaie, ponti in pietra, antichi sentieri, vie di lizza, eccetera. L’ente ha individuato una risorsa finanziaria complessiva ad oggi di € 29.800 – suscettibile di un incremento prima della chiusura del bando – da attribuire nella forma di contributo di cui possono beneficiare gli enti e le istituzioni pubbliche, le fondazioni e le associazioni, anche in forma associata, purché non aventi scopo di lucro, con priorità per quei soggetti che abbiano sede nell’area parco e contigua. «Questo avviso pubblico – spiega il presidente Alberto Putamorsi (nella foto) – è una misura nuova, con lo scopo di intervenire ulteriormente a sostegno di quella moltitudine di beni di grande valore storico e culturale che sono presenti all’interno del Parco». Le richieste dovranno pervenire al Parco Regionale delle Alpi Apuane entro e non oltre le ore 12 di mercoledì 20 dicembre 2017, unicamente attraverso l’indirizzo di posta elettronica certificata Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le tesi per Carrara di Legambiente

 

«TESI per Carrara»: mercoledì scadono i termini per poter partecipare alla XXVI edizione. Questa manifestazione ha lo scopo di promuovere ed incoraggiare giovani energie e nuove idee per la soluzione dei problemi cittadini. E’ promossa dalla Legambiente di Carrara ed assegna tre premi in denaro, di cinquecento euro ciascuno, offerti dal Comune di Carrara, per premiare tesi di laurea su argomenti riguardanti l’ambiente, il territorio, la storia, l’economia, i beni culturali, l’architettura di Carrara o il suo comprensorio. La domanda di ammissione al concorso, redatta in carta libera ed indirizzata a Tesi per Carrara - Legambiente Carrara, c/o Antonioli, Viale XX settembre 148, 54033. Per avere informazioni dettagliate telefonare allo 0585 841.592.


SI è svolta ieri pomeriggio nella Sala della Resistenza di Palazzo Ducale a Massa la commemorazione dello studioso Paolo Pelù, scomparso l’anno scorso. Lo storico e presidente della Deputazione di Storia Patria è stato ricordato con affetto e grande ammirazione da tutti i presenti, introdotti da Renato Ferri dell’Istituto Storico Lucchese, che ha regalato una metafora: «Paolo ci ha consegnato il filo d’Arianna, il metodo, lo studio e la conoscenza per uscire fuori dal labirinto della vita». Si sono intervallate tutte le persone che avessero un ricordo di Pelù: è partito Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia, ricordando la battaglia fatta con lo storico massese sul donare una territorialità ad ampio raggio al lardo di Colonnata, seguito dal sindaco di Massa, Alessandro Volpi che ne ha ricordato l’importanza di essere un punto di riferimento culturale per tutto il territorio, «Pelù è riuscito – ha detto Volpi – ad inserire Massa in una rete di relazioni, a capire l’importanza degli archivi ma anche della storiografia. Si capisce l’importanza di Pelù proprio perché lui metteva in sinergia le due cose e rendeva tutto unico». Ha proseguito l’onorevole Martina Nardi ricordando Paolo Pelù «come un grande e straordinario amico». Poi la moglie Fiorella, commossa a vedere la sala gremita e le persone che hanno voluto bene a suo marito, ringraziando fortemente il Comune di Massa per aver proposto l’evento della commemorazione e ringraziando la figlia Patrizia per aver organizzato la giornata chiamando gli amici sinceri e i collaboratori fondamentali del padre. Sono poi intervenuti Giordano Bertuzzi della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi , la docente Laura Galoppini, Luigi Santini dell’Istituto Versilia Storica, Silvio Fioravanti della Pro Loco Castelnuovo di Garfagnana, Enrico Dolci dell’Accademia delle Belle Arti di Carrara ed Olga Raffo, ex presidente della Deputazione di Storia Patria di Massa ed ex direttrice dell’Archivio di Stato di Massa. Margherita Badiali

 


MASSA Sono 13 gli artisti provenienti da tutta Europa che si confrontano sul tema dei cambiamenti nella nostra società. Aperta fino al 7 gennaio 2018. È stata inaugurata sabato 2 dicembre con grande successo di pubblico e rimarrà aperta fino al 7 gennaio nelle sale del Palazzo Ducale di Massa , la mostra collettiva dal titolo "Transformazione", settima e ultima mostra del ciclo "Art Now" sulla comunicazione dell'arte contemporanea promossa dal Comune di Massa con la direzione artistica di Mauro Daniele Lucchesi dell'Associazione Quattro Coronati. Sono 13 gli artisti, provenienti dall'Italia e da altri paesi europei che si confrontano e indagano, secondo le proprie sensibilità e stili artistici, il tema dei cambiamenti profondi, non solo congiunturali e strutturali, che investono i valori fondamentali della società. Sotto la loro lente il consumismo sfrenato, la società della comunicazione, le malattie, la velocità. Il percorso espositivo presenta 15 opere che spaziano dalla pittura alla scultura, alle installazioni, alla videoarte e alla fotografia. Per informazioni: comune di Massa, tel: 05854901.

OperArTasa, il progetto del fotografo e organizzatore di eventi culturali Fabrizio Gatta, dà appuntamento a oggi alle 16 alla Torre Matilde, nel cuore della Vecchia Viareggio, un luogo simbolo della città che diventa luogo d'arte e grazie a questo evento torna a splendere di nuova luce. In programma performance artistiche live che accompagnano l'esposizione di opere d'arte di oltre 20 artiste da tutta Italia. Durante il pomeriggio sarà proiettato un rarissimo filmato del 1916 che mostra una Viareggio primaverile di inizio '900. A raccontare la storia della Torre Matilde sarà la storica Marilena Cheli Tomei, insieme a lei le letture di Mariella Tissone, l'omaggio a Giorgio Gaber di Max Baroni, la bellissima voce di Ylenia Stek e l'esibizione del coro gospel The Rising Sound. E poi pittura, scultura, fotografia, opere d'arte in mostra nelle stanze della Torre Matilde.

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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