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La Nazione (5663)

AL VIA l’estate di San Carlo, pronta la seconda edizione di «San Carlo Mon Amour». L’associazione per la sicurezza, la valorizzazione e la tutela di San Carlo quest’anno offrirà ai cittadini massesi un calendario di eventi di grande spessore nella magnifica località panoramica montana. «Vogliamo come l’anno scorso portare qualcosa a San Carlo per farla rivivere nel periodo più bello dell’anno e farla diventare una piccola Montmartre- afferma il presidente dell’associazione Nicola Cencetti-l’impegno è stato tanto e anche grazie alla collaborazione di donne straordinarie: Marcella Cardone della Lav per le letture nel sociale, la signora Carla Borghini impegnata nell’aspetto artistico della manifestazione e Lucia Bongiorni organizzatrice, la manifestazione sarà ricca di interventi e di personalità culturalmente attive sul territorio». Tutti i fine settimana estivi saranno all’insegna della musica, spettacolo, teatro dialettale, letture, presentazioni di libri, spazi per bambini e danza, in più si potrà godere del magnifico spettacolo che la località montana offre grazie alla terrazza panoramica nella piazza del paese, per fare una scorpacciata di luci e sensazioni, immersi nell’arte e nella cultura. Da questa sera si partirà con una luminaria e un’esposizione di quadri e sculture di artisti locali e provenienti da fuori Massa che hanno offerto le loro opere al paese per essere ammirate per tutta l’estate; infine sia sabato 14 che domenica 15, in concomitanza anche con la sagra della pattona, ci saranno balli in piazza, la presentazione di un libro e l’artigianato locale. Programma fitto e con la presenza del gruppo «Caffè artistico letterario apuano», il concerto di una soprano non vedente che è anche un’artista nella pittura e nel confezionare ceramiche, le compagnie teatrali «Sognando» e «Crepet», la presentazione di «Impronte sulla neve» di Angela Maria Fruzzetti, scuole di danza e tango, una serata dedicata all’antropologia con la dottoressa Barbara Lippi, danze storiche medievali del Ducato di Massa con Sara Tognini, il professore Fabrizio Alberti con la storia di San Carlo e una fiaccolata di chiusura per le vie del paese. «Un’iniziativa di tutto pregio- afferma l’assessore alla cultura Eleonora Lama- perchè racchiude tutte le tipologie d’arte, non posso altro che garantire il mio appoggio anche per le prossime edizioni future». Margherita Badiali


STOP immediato al conferimento dei rifiuti, risposte chiare su tempi e modalità di chiusura, rispetto degli atti di indirizzo già votati. La discarica di Cava Fornace a Montignoso torna a essere protagonista del lavoro della commissione Ambiente del Consiglio regionale, guidata da Stefano Baccelli (Pd), che ha ascoltato rappresentanti istituzionali e del comitato contro la discarica. Sul tavolo le criticità di un sito già rilevate da Arpat, ma soprattutto la preoccupazione di sindaci e cittadini che chiedono “comportamenti lineari” e “nel rispetto di volontà politiche già espresse” da parte del Consiglio regionale e dei Comuni. A Firenze è stata votata all’unanimità, nel dicembre 2017, una mozione per la chiusura “più celere possibile” della discarica. Ora è stata depositata un’altra mozione (firmata da Baccelli, Monica Pecori e Giacomo Bugliani), che sarà discussa nella prossima riunione di commissione e dopo aver sentito l’assessore Federica Fratoni. «La discrasia tra la volontà politica espressa a più livelli e vicende autorizzative non propriamente coerenti è evidente», ha detto Baccelli. Anche il vicepresidente della commissione Giacomo Giannarelli (M5S) stigmatizza il mancato seguito ad atti votati dal Consiglio e chiede che la registrazione della seduta e gli atti portati da amministratori e cittadini vengano inviati alla Procura di Genova e di Massa e si dice disponibile a farlo lui stesso.

 

LUTTO CITTADINO SOSPESE LE ATTIVITÀ AL MONTE E NELLE SEGHERIE AL PIANO


«PRIMA la vita poi il lavoro». Ieri non appena la notizia della morte di Luca Savio ha iniziato a circolare per la città cavatori e addetti alla lavorazione hanno deciso di incrociare le braccia in segno di rispetto e solidarietà per la famiglia. «Quest’iniziativa è stata fatta con il pieno sostegno delle organizzazioni sindacali che sono orgogliose della massima solidarietà che i lavoratori del settore sempre manifestano - dicono Francesco Fulignani della Feneal Uil e Leonardo Quadrella della Fillea Cgil -. Occorre incrementare lo sforzo di tutte le istituzioni e gli organi di controllo al fine di vigilare il territorio. Dove si trovano situazioni non in regola le attività lavorative vanno sospese o chiuse. Perché se i morti sul lavoro sono un emergenza bisogna rispondere con leggi e strumenti di emergenza. Invitiamo tutti a riflettere come è possibile che con tutte queste disgrazie nessuno ha imparato niente e non sia ancora maturata una cultura della sicurezza». Profondo cordoglio per quanto accaduto è stato espresso anche dall’amministrazione comunale che ha proclamato per oggi il lutto cittadino. «Quello che sta pagando il mondo del marmo in termini di vite umane è un prezzo troppo alto, insostenibile per qualsiasi città che si voglia definire civile – dice il sindaco Francesco De Pasquale -. Per la giornata di domani (oggi, ndr) abbiamo proclamato il lutto cittadino». «E’ l’ennesima tragedia, è un altro morto sul posto di lavoro e nel settore lapideo. E’ necessario capire perché continuano a succedere certe cose e come poter definitivamente intervenire – dice Martina Nardi del Pd - Morire sul posto di lavoro non è più accettabile, la Regione Toscana non deve mollare un centimetro sulle nuove misure di sicurezza e controllo, sia sulle cave che al piano. Oggi non resta che unirci al dolore di una famiglia e riflettere sul futuro del nostro territorio«. «Apprendiamo con sgomento dell’ennesima morte di un lavoratore a Carrara – dice Sandra Badii di Confintesa Toscana -. Noi siamo vicinissimi alla famiglia ed ai colleghi di questo lavoratore e chiediamo al ministro Luigi Di Maio di rivedere le regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, anche attraverso un’implementazione dei controlli da parte degli ispettori del lavoro». «SIAMO vicini alla famiglia di Luca Savio e a tutta la comunità di Carrara, che ancora una volta piange una vittima in un settore fondamentale per la sua economia. Anche se l’incidente mortale di questa mattina non è avvenuto in una cava, riguarda comunque il suo indotto. La Regione si è già mossa per migliorare la sicurezza in questo settore, ma non è purtroppo sufficiente ed occorre allargare il raggio di azione ed intervento». I consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, commentano così l’incidente mortale avvenuto in un deposito di marmi a Marina.+

 

«Perché Luca? Perché proprio lui è morto?»

 

«PERCHÉ Luca, perché proprio lui?» Lacrime e rabbia per la morte di Luca Savio. E’ stata una triste processione quella che ieri si è tenuta davanti e dietro i cancelli della Fc autogru di viale Zaccagna. Amici, parenti e colleghi per tutta la mattina sono voluti passare dal luogo dell’incidente per stringersi attorno ai familiari dell’operaio 41enne morto colpito da un blocco di marmo. Stando alle prime ricostruzioni erano circa le 8,30 e Luca assieme a un collega stava sistemando dei blocchi nel piazzale. Al momento dell’incidente stava posizionando delle zeppe di legno sotto uno di questi quando il blocco è oscillato quel tanto che è bastato a ucciderlo. Luca è stato colpito in pieno petto dalle diverse tonnellate del blocco che gli hanno fermato il cuore. Il primo a soccorrerlo è stato il collega che lavorava sulla gru e poi, poco dopo, sono arrivati sanitari della Pubblica assistenza che hanno continuato per circa mezzora tutte le manovre d’emergenza, ma per Luca non c’è stato nulla da fare. Tutta la zona è stata così circoscritta e sul posto hanno cominciato a eseguire tutti i rilievi del caso i carabinieri e gli specialisti del dipartimento sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl, mentre la polizia municipale si occupava di tenere a distanza i curiosi. A quel punto è cominciato il mesto via vai di amici e parenti, ad accoglierli i colleghi distrutti dal dolore. Tra i primi ad arrivare in viale Zaccagna i genitori di Luca Savio, il padre Marco, autotrasportatore, e la madre Mirka, commerciante di Marina, poi è stato il turno della compagna, madre della piccola Camilla, la bimba di poco più di un anno che ha perso suo padre per sempre. Luca Savio viveva con la sua famiglia a Marina ed era molto conosciuto in città per la propria bontà d’animo e la voglia di sorridere sempre alla vita. Da tempo lavorava nel mondo del marmo, ma sempre con contratti saltuari. Nella ditta di viale Zaccagna per lui quello di ieri - stando a quanto dicono dalla Cgil - era il suo terzo giorno di lavoro e sabato avrebbe già terminato. La notizia della sua morte è presto rimbalzata dal mare fino ai monti con cavatori e operai di piazzali, laboratori e segherie che hanno subito deciso di incrociare le braccia in segno di lutto, mentre messaggi di cordoglio ai familiari sono arrivati tanto sulle pagine dei socIalnetwork che all’obitorio di Monterosso dove la salma è stata trasportata. Il corpo di Luca è al momento a disposizione dell’autorità giudiziaria e solo nei prossimi giorni sarà restittuita alla famiglia e sarà possibile fissare la data dei funerali. Intanto proseguono le indagini da parte di forze dell’ordine e Asl per stabilire l’esatta dinamica di questo ennesimo incidente mortale, il secondo in appena due mesi dopo quello che costò la vita a Luciano Pampana nel bacino di Fantiscritti.

Le operazioni
Stando alle prime ricostruzioni erano circa le 8,30 e Luca Savio assieme a un collega stava sistemando dei blocchi nel piazzale di viale Zaccagna
Le zeppe di legno
Al momento dell’incidente stava posizionando delle zeppe di legno sotto uno di questi quando il blocco è oscillato quel tanto che è bastato a ucciderlo

«Non si può morire così con il contratto di 6 giorni»
Paolo Gozzani (Cgil) sconvolto assieme ai colleghi
Una figlia piccola
Luca Savio è morto colpito da un blocco di marmo: il 41enne aveva una bimba di un anno e una compagna. Aveva un contratto di lavoro di una settimana
Addetto alla gru
Savio era addetto alla gru per l’azienda Fc di viale Zaccagna: ieri per lui era il terzo giorno di lavoro. È deceduto sotto il sole in un piazzale anonimo
I sindacati
Sul posto sono arrivati immediatamente le sigle sindacali che adesso chiedono una forte attenzione sulle misure di sicurezza
MORIRE di lavoro per un contratto di appena sei giorni. Luca Savio aveva una famiglia, una compagna e una bimba di appena un anno e, come tutti, non voleva far mancare loro nulla. Per loro aveva accettato un contratto di appena cinque giorni come addetto alle gru alla Fc autogru di viale Zaccagna, l’accordo era partito lunedì e sarebbe scaduto alla fine di questa settimana, Luca però non c’è arrivato. Ieri, al terzo giorno di lavoro è morto sotto il sole cocente in un anonimo piazzale a due passi dal mare. «Al momento risulta che avesse un contratto di lavoro attivato il 6 luglio e della durata di soli sei giorni – spiega il segretario provinciale della Cgil Paolo Gozzani -. Un ragazzo di 41 anni ha perso la vita per un contratto di lavoro di soli sei giorni. Appresa la notizia, nelle cave è scattata la solidarietà di tutti i cavatori che hanno immediatamente abbandonato il lavoro e così hanno fatto tanti lavoratori del piano del settore lapideo. La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità. Nonostante la task-force messa in campo dalla Regione continua la strage, perché di vera e propria strage si parla, di lavoratori. La nostra posizione è sempre la stessa: le imprese che non rispettano le leggi e le regole in materia di salute e sicurezza sul lavoro devono essere chiuse Inoltre tutti gli attori coinvolti devono riflettere sull’ opportunità di consorziare le piccole imprese in maniera tale da avere più garanzie e tutele per lavoratori e lavoratrici. Noi, oltre ad esprimere cordoglio ai familiari del ragazzo e lancia ancora una volta un appello affinchè tutti i soggetti istituzionali coinvolti si impegnino fermamente per fermare questa strage». «Ancora una morte sul lavoro, ancora una vittima sacrificata al prezzo del mercato del lapideo. ancora uno strappo lacerante alla convivenza tra lavoro e marmo – aggiungono Andrea Figaia della Cisl e Giacomo Bondielli della Filca - . Occorre che si rispettino le procedure, ognuno faccia il suo mestiere. Nel piazzale le operazioni di carico e scarico devono essere svolte da lavoratori preposti e formati allo scopo. Ecco, tutto quanto si è fatto non è servito a niente. E’ una nuova sconfitta per tutti». c.lau

IL PRECEDENTE
Due mesi fa la disgrazia alle cave di Fantiscritti
LUCIANO Pampana, Luca Savio. Sono passati due mesi esatti dalla scomparsa del cavatore 58enne nel bacino di Fantiscritti e ora la città si trova di nuovo a piangere un padre di famiglia morto sul proprio posto di lavoro. Lo scorso 11 maggio Luciano Pampana si trovava all’interno di una cava in galleria quando è stato travolto da un escavatrice, per lui non ci fu niente da fare. Nei giorni successivi il tema della sicurezza tornò ad essere al centro del dibattito politico, ci furono manifestazioni, prese di posizione e impegni ufficiali. Sessantuno giorni dopo Luca Savio è morto colpito da un blocco mentre lavorava in un piazzale e in città si ricomincia a respirare una sensazione di impotenza di fronte a quella che i sindacati definiscono «un’autentica strage» che sembra quasi impossibile arrestare.

 


IL VOLUME L’OPERA E’ DI FREDIANI, PREFAZIONE DI VOLPI

RICCARDO ROSSI scultore e le sue opere “massesi”. La recente titolazione della cima del Monte di Pasta al concittadino scultore Riccardo Rossi (Massa 1911-1983) ha dato occasione a Franco Frediani, appassionato cultore di storia locale e promotore dell’iniziativa, per rendere omaggio all’artista e far conoscere al grande pubblico parte del suo lavoro. Fresco di stampa è appena uscito un volume/catalogo, a tiratura limitata, che illustra le opere “massesi” dell’illustre nostro concittadino. Nella prefazione al volume, l’ex sindaco, e professore, Alessandro Volpi si augura che la città metta il massimo impegno perché lo scultore abbia il riconoscimento che merita, e il volume di Frediani va appunto in tale direzione. Il libro vuol essere infatti un modesto contributo alla valorizzazione delle opere di Rossi, offrendo ai lettori una pubblicazione/catalogo che raccoglie le sculture collocate sul solo territorio comunale (il numero di quelle sparse altrove è tale che avrebbe comportato una ricerca e una pubblicazione di bel altro spessore). Le opere “massesi” di Rossi, oltre cento, realizzate prevalentemente in marmo o bronzo nell’arco di oltre cinquanta anni di attività, sono state tutte fotografate e pazientemente “scontornate”, idealmente “rubandole” dal luogo della loro collocazione, per poterne meglio godere il valore artistico e l’armonia delle linee. Nel volume sono proposte al lettore, così come sono state catalogate di volta in volta senza seguire logiche di datazione, collocazione o artistiche, accompagnate da alcuni riferimenti alla cronaca locale e introdotte dalle note della critica d’arte Enrica Frediani, già autrice di una autorevole e corposa tesi sullo scultore. Il volume è in vendita nelle librerie e in alcune edicole della città.

STRADA DEI MARMI: PROROGA AL TRANSITO DI AUTO

PROROGATO al 30 settembre il transito della strada dei Marmi. Dalle 13 del sabato alle 24 della domenica e dalle 00 alle 24 nei giorni festivi a tutti i veicoli, tranne bus, e mezzi oltre le 7,5 tonnellate.

«Alla famiglia dell’operaio morto le mie condoglianze e quella dell’intera Toscana. Siamo di fronte agli effetti inaccettabili di una precarietà e di un mercato del lavoro che consentono l’eccessiva frammentazione di mansioni e carichi insostenibili di lavoro». Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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