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La Nazione (4687)

Il «Made in Carrara» di De Pietri da vendere in tutto il mondo
CON IL marmo si può fare tutto. Questa la sfida di Maurizio Vinicio De Pietri, ideatore di un tacco in marmo. «Michelangelo» è il primo tacco in marmo della storia, applicato su uno zoccolo di legno colorato: la scarpa, così rifinita, verrà esposta e venduta a breve in tutta la Toscana. Un vero esempio di «Made in Italy» e di lavorazione artigianale: lo zoccolo in legno viene levigato e rifinito dalla «Neva clog» di Porcari, la fascia viene creata da «La calzoleria artigiana» di Querceta, mentre il tacco è interamente carrarino, lavorato dalla escavazione al prodotto finale dalla «Marmi Rolla» di Francesco Rolla e Gian Luca Marchini. Viene ricavato da un blocco pieno di marmo di Carrara, calibrato, lavorato, disegnato e progettato da Riccardo Confetti: svuotato internamente, poi rifinito a mano in modo artigianale per togliere le imperfezioni, e lucidato per conferire lucentezza. Internamente il tacco è riempito con silicone per formare una sorta di smorzatore di vibrazione, cui sono aggiunti due inserti in alluminio, tenuti insieme da un perno in alluminio, affinché la struttura sia robusta. Alla fine, due guarnizioni in gomma per smorzare le vibrazioni vengono inserite tra la superficie del marmo e gli inserti di alluminio. «Lavoro al progetto dal 2013 – racconta De Pietri, ideatore del tacco –. Ho pensato che con il marmo fino a questo momento era stato inventato molto per la persona: mancava il tacco, una rifinitura elegante. Volevo inventare qualcosa di innovativo, un pezzo unico. In questo modo le donne possono indossare un’opera d’arte; ogni tacco è diverso dagli altri, per le caratteristiche proprie di questo splendido materiale che è il marmo. Me la immagino una scarpa di lusso, da indossare in occasioni speciali perché renda speciale la donna che la calza. Ma stiamo lavorando anche tacchi più bassi per gli uomini».
Irene Perfetti

 


L’AIMA (Associazione Intercomunale Massese Anziani) organizza, martedì 28 giugno, una gita “in trenino” alle cave di marmo di Fantiscritti con partenze da Marina di Massa e da Massa. Info 0585 869834 o 328 8169488.

SI STA CONCLUDENDO il IV simposiodi scultura che, in Piazza Duomo, ha riunito attorno a subbia e mazzuolo (perché la caratteristica unica di questo evento è proprio il lavoro del marmo a mano) otto artisti. C’è Alex Rane, da New York che, dopo aver studiato arte negli Usa, decide di frequentare l’Accademia più famosa nel mondo per la scultura. «In America – dice Alex – non avrei imparato a scolpire il marmo: abbiamo quello del Vermont, ma sembra zucchero e non è adatto per la scultura». Nel 2004, il giovane scultore trascorre alcuni mesi a Roma e lì si inebria di marmo, di Michelangelo, di scultura. Da Roma a Carrara il passo è breve. L’opera alla quale sta lavorando affronta il tema della morte. S’intitola “Polvere ritornerai“». Rane, che dice di amare molto il lavoro a mano, si concentra su questo, decidendo di lasciare una parte della figura sbozzata, arrivando, al contrario, a lucidare l’altra. Accanto agli Usa, il Giappone, rappresentati da Kaori Nakasama che è venuta apposta dalla sua terra per parteciparvi. Sta realizzando montagne che ha visto ‘solo in sogno’, che prendono vita solo dal suo scolpire. «Qui si sta bene – dice l’artista – ci sono buon marmo e tanti scultori». Anche Jenamarie Filaccio viene dall’America, ma risiede a La Spezia e per 13 anni ha vissuto qui dove ha frequentato la scuola del marmo, Accademia e molti laboratori. «Non mi sono laureata – spiega Jenamarie perché avevo già preso una laurea negli Usa: sono criminologa». A Carrara conosce il suo grande amore: Gianluca Lerici che purtroppo scompare assai giovane e le cui opere sono esposte in Via Santa Maria. «Quando mi hanno offerto di partecipare al simposio – spiega la scultrice – ho subito pensato che sarebbe stata l’occasione per tornare vicina al mio Gianluca». Poi c’è anche l’Italia: David Bertolaso con «Paesi tuoi», trasposizione in scultura del romanzo di Pavese. «La gente che si mette sotto il solo a lavorare a mano – puntualizza David – è predisposta bene: ama il suo lavoro».
Stefania Grassi


Il riconoscimento «a chi ha dato lustro alla nostra zona»
Il Premio Lunezia punta
a mettere in evidenza
l’impegno nell’arte,
nelle professioni,
nell’impresa
e nella scienza

APPUNTAMENTO IN PIAZZA ALBERICA
IL PRIMO LUGLIO ALLE 19 AI SALOTTI L’ASSESSORE RICCARDO COPPOLA CONSEGNERÀ I PREMI
A PERSONALITÀ CHE HANNO AVUTO SUCCESSO
NELLA LORO PROFESSIONE

LUNEZIA da bere. Il primo luglio si terrà la sesta edizione del premio Lunezia da bere che prenderà il via alle 19 nella suggestiva cornice dei Salotti di piazza Alberica. L’edizione 2016 vedrà premiati Vittorio Sgarbi, Fabio Vullo, Roberto Mussi, Gianni Tarantola, Sauro Milanta, Gualtiero Vanelli, Fausto Giovanelli, Fabrizio Tavarini. Il riconoscimento viene consegnato a tutte quelle personalità che con la loro arte o professione hanno dato lustro al territorio che va dalle Apuane alla Spezia, alle Cinque Terre e alla Lunigiana. «Premiare chi ha dato prestigio e ulteriore valore al territorio apuano…» questo lo slogan della manifestazione nata da un’idea del manager Stefano Sturlese e dello chef Paolo Rigamonti, che hanno creato l’etichetta di un vino con il logo del famoso Premio Lunezia. Da quest’anno, la manifestazione si pregia di avere come partner il prestigioso brand vinicolo Montresor, che ha realizzato la bottiglia del premio. I premiati sono scelti da una giuria di giornalisti, professionisti, imprenditori, formata dalla professoressa Anna Paola Micheli Pellegrini, Alessandra Ricci docente, Stefano Sturlese manager
Barbara Cucurnia avvocato, Stefano De Martino patron Premio Lunezia, Luigi Danesi scrittore, Paolo Rigamonti chef, Marzia Cerolin stilista, Luca Natale giornalista, Nadia Cavazzini presidente provinciale Confcommercio.
Fra le novità l’annuncio di due nuove sezioni del premio che saranno introdotte dalla prossima edizione: la prima la sezione fotografica che sarà curata da Nicola Giannotti da sempre uno dei fotografi della musica più richiesti e fotografo ufficiale del Premio; la seconda sarà l’introduzione della premiazione al miglior giovane imprenditore del comprensorio. La sezione sarà curata da Fausta Belli presidente provinciale del comitato giovani della Confartigianato. La cerimonia di consegna dei premi, presente l’assessore al Turismo Riccardo Coppola avrà luogo quindi il primo luglio ai Salotti di Piazza Alberica alle 19.
I relatori della serata saranno Fausta Belli e Alfredo Bassioni.

La Chean di Chericoni
Nell’azienda di via Frassina
un convegno sui modi
per rilanciare l’economia
e le esigenze della zona industriale

Il duro «j’accuse»
Al protocollo
per la riqualificazione
della zona industriale
i due Comuni non hanno aderito. L’impegno
dell’Amia

I Comuni non rispondono alle richieste di intervento da parte delle altre istituzioni impegnate
a riqualificare la zona industriale. Da ricordare, tuttavia, l’impegno di Comuni e Regione sul tavolo romano per arrivare all’accordo di programma.

RIQUALIFICAZIONE della zona industriale: colpevole ritardo dei Comuni di Massa e di Carrara. L’indice sulle amministrazioni è stato puntato ieri nel corso del dibattito sull’economia alla Chean di via Frassina, moderato da Luca Cecconi vice capo servizio de La Nazione di Massa Carrara. Addetti ai lavori con unico obiettivo: le azioni da intraprendere per il decoro e lo sviluppo della nostra zona industriale e portuale. Ad aprire il dibattito è stato il direttore della Chean, Giovanni Cucurnia: «Stiamo contribuendo al rilancio occupazionale, pochi giorni fa abbiamo assunto 3 operai raggiungendo le 44 unità». E’ il secondo anno consecutivo che l’azienda di Sergio Chericoni ha radunato rappresentanti istituzionali, economici ed imprenditori per parlare del futuro del nostro territorio. Dino Sodini presidente della Camera di commercio ha sintetizzato luci eombre dell’economia: «Perdiamo annualmente 1 per cento del popolo: 1700 persone se ne vanno. Il tasso di disoccupazione è passato dal 16 al 12 percento. L’edilizia è in crisi ci sono 400 imprese in meno con 2mila occupati in meno, sentiamo ancora il passaggio della crisi del 2007. Il settore lapideo ha perso 47 aziende negli ultimi 5 anni. Di export siamo il primo distretto a livello nazionale. I dati estrattivi sono identici da 15 anni. La meccanica è in netta crescita, su 2 miliardi di esportazioni, uno lo fa il Nuovo Pignone. Il porto è un motore finanziario incredibile più per Massa che per Carrara, grazie al Pignone che produce da solo il 5 per cento del Pil». Dalla firma del protocollo promosso dalla Camera di Commercio lo scorso gennaio sono passati già sei mesi. Hanno risposto all’appello il Consorzio zona industriale, l’Autorità portuale e la provincia. I Comuni non pervenuti. «I Comuni sono in ritardo – spiega Cesare Ugolotti, presidente Consorzio Zia –, ognuno difende ancora il suo orticello ragionando a compartimenti stagni. La forza del territorio sono le piccole imprese che nonostante le difficoltà riescono a proporsi. Dobbiamo consentire di lavorare mettendo strade percorribili, decorose e servizi adeguati».

Tutti insieme per il rilancio
FINALMENTE l’impegno di tutti. Pur con i vari mi piace, non mi piace, avrei fatto e avrei messo, è decollata Marble weeks. Una kermesse che ai grandi nomi come Daniel Spoerri avvicina la creatività della città tutta che con i suoi negozi, i suoi artisti, le sue gallerie, i suoi allievi, i suoi menù e i suoi fondi, anche quelli sfitti che in altri momenti fanno tanto tristezza, ha dimostrato di esserci. L’impegno è di tutti e il successo idem. Anche se le piazze non esibiscono i gioielli del passato, anche se è necessario addentrarsi in locali sconosciuti alla ricerca di arte, pittura e idee, Marble weeks è uno spaccato di una città che tutta insieme collabora per la rinascita. Da corollario le visite guidate alla scoperta delle meraviglie del centro, della nostra storia, i bar attrezzati e invitanti, i palazzi che fanno una vera e propria gara di cultura con iniziative di incontri e dibattiti su temi artistici e letterari. L’amministrazione si è mossa, seppure fra molte polemiche e secondo un format che potrà anche essere migliorato, ma quello che è più importante è che la città ha risposto con i suoi ragazzi, i suoi chef, i suoi commercianti che per tre mesi saranno tutti impegnati a fare in modo che chi arriva in centro sia invogliato a tornarci. Un primo timido passo verso il rilancio che per non fallire ha bisogno del sostegno di tutti. Questa volta sembrerebbe che la lezione sia stata capita: da soli, uno contro l’altro, divisi e infuriati non si va da nessuna parte. Buona estate a tutti.

 

Emilio Furia ha già scolpito oltre mille pietre
AL FIUME CON la moglie si annoiava. Allora ha deciso di iniziare a scolpire le pietre. Questa è la storia di Emilio Furia, di Gragnola, nel comune di Fivizzano, elettricista in pensione, che ha fatto della sua passione qualcosa di simile ad un lavoro, anche se, come dice lui, gli hobby devono rimanere tali. Che gli piaccia scolpire è evidente: basta entrare nel suo giardino per vedere decine di statue o teste in pietra arenaria. Come del resto in casa, a patto che siano belle lavate e pulite, come intima sua moglie. E lui, che gira molte fiere e mercatini della Lunigiana e non solo, si è appassionato a diversi stili.
«LA PRIMA opera l’ho scolpita nel 1990 –- dice – è un crociato. Poi ho ‘scoperto’ le statue stele e mi sono dedicato a quelle». Sono talmente somiglianti che sembrano vere. Poi il periodo cubista, poi quello dedicato all’antico Egitto, i labirinti, gli stemmi delle famiglie, e ancora il periodo dedicato a Modigliani, uno dei suoi artisti preferiti. «Adesso mi dedico al quadrato magico – rivela – , una ricorrente, composta da cinque parole che danno luogo a una una frase che rimane identica se a destra o viceversa. Mi documento molto prima di scolpire, mi piace». Emilio ha realizzato diverse opere, come premi, per personaggi famosi come Sgarbi o Zucchero. I suoi attrezzi? Due martelli, scalpelli e punte di diverse dimensioni. Realizza anche ciondoli coi simboli della Lunigiana, l’altro giorno ne ha regalati due, ad altrettanti pellegrini che ha incontrato. «Frequento abitualmente i mercatini di Filetto, Pontremoli, Gragnola, Fivizzano - dice - ma mi hanno chiamato anche da altre regioni. Mi piace raccontare la storia del nostro territorio alle persone che si fermano a guardarmi. Ne avrò scolpite più di mille e una volta realizzate, non ne faccio altre uguali. Venderle? Alcune sì, ma a molte sono davvero affezionato». Ad una in particolare, con sole, stelle, piramide e spirale, nata così per caso.
«QUANDO VEDO I sassi so già cosa scolpire – conclude –, da ragazzo realizzavo pugnali, archi, frecce, coltelli. Mio nonno lavorava alle cave, vedevo quei blocchi enormi che mi hanno sempre affascinato. Amo parlare della Lunigiana, che è unica. Ho praticato molti sport, ho cantato, ma quello che mi ha dato più soddisfazione è senza dubbio la scultura».
Monica Leoncini

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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