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La Nazione (4262)

VERSO IL NATALE


NATALE 2017: entra nel vivo il periodo delle festività natalizie con le iniziative del Comune. L’amministrazione comunale ha predisposto il nuovo progetto di illuminazione omogeneo per tutto il territorio comunale che coinvolge le piazze, gli edifici storici, le chiese, i monumenti e una selezione di sculture. Novità assoluta le cave illuminate tutte insieme, «un sogno che diventa realtà»; da anni l’assessore Federica Forti desiderava vedere illuminate le cave e dopo che gli scorsi anni erano state illuminate in maniera spontanea, la soddisfazione quest’anno è quella di essere riusciti, grazie al supporto di Confindustria ad accendere tutto il ventaglio dei tre bacini. Il progetto sarà completato entro il 15. Fitto menù di eventi. Oggi alle 15 in piazza Alberica c’è la casetta con Babbo Natale. I bambini sono attesi domani dale 15,30, in piazza d’Armi, nella casina di Toupie, un delizioso e accogliente rifugio dove i piccoli visitatori, accompagnati dalle loro famiglie, potranno giocare, creare, ascoltare romantiche storie scaldandosi con tisane e cioccolata calda, senza dimenticare di spedire la letterina dei desideri a Babbo Natale. L’infopoint in piazza Farini è aperto per tutto il periodo delle feste per fornire informazioni sulle iniziative in corso e sull’offerta turistica della zona, tutti i giorni fino al 24 dicembre, dalle 16 alle 18 e il venerdì, sabato e domenica anche dalle 10,30 alle 12,30. Stasera alle 21, in duom concerto del Coro Monte Sagro, mentre la banda sfilerà in centro domani. Nei ristoranti l’iniziativa «Terrae – Le tavole dell’Avvento»: protagonisti i prodotti tipici.

Fiction: Zubbani rivendica il successo


MARKETING DI ALTA SCUOLA

L’iniziativa
Nel 2016 l’amministrazione Zubbani prese contatti con la Endemol per la riprese in città di una fiction sul mondo delle cave e sul lavoro «Sacrificio d’amore» in onda su Canale
Le riprese
Per parecchie settimane la troupe di Canale 5 fu ospitata in città per le riprese alle cave e nel laboratorio Nicoli della fiction in costume su cave, passione, lavoro e amore
L’opposizione
L’amministrazione fu duramente attaccata per aver speso soldi della collettività per l’ospitalità del cast Il sindaco di allora Angelo Zubbani difese l’intera operazione
I vantaggi
Angelo Zubbani parla di marketing territoriale che porta nuovi flussi turistici nelle località che sono teatro di fiction televisive e cinematografiche Una importante vetrina
MEMORE delle critiche per aver ospitato la troupe di Endemol durante le riprese, l’ex sindaco Angelo Zubbani rivendica con soddisfazione e registra l’episodio tra i successi. «Come credo sia umano – scrive Zubbani –, ogni tanto mi sfiora l’idea di aver lasciato qualcosa di prezioso come risultato di un lungo e non solitario lavoro, a volte ingrato altre volte pieno di soddisfazioni. In questi casi anche il ricordo degli ostacoli, delle insidie, degli scontri mi diventa più lieve perché come sempre il tempo è utile per riflettere. Ieri sera abbiamo assistito al debutto assoluto della fiction “Sacrificio d’amore” girata in città e alle cave; la prima di 21 puntate in prima serata su Canale 5 della cui produzione si è cominciato a parlare con Daniele Carnacina di Endemol e girata tra il maggio e l’autunno 2016. Una storia a cavallo tra sentimenti e lotte per i diritti dei lavoratori, un lizzatore generoso e idealista e una giovane donna emancipata, con in scena blocchi di marmo, il centro storico, gli studi Nicoli e tante comparse. Gli ingredienti ci sono tutti, che altro potremo invocare? Credo la si possa definire, a buon diritto, un’operazione di marketing territoriale di alta scuola. E allora mi viene da sorridere di fronte alle accuse che mi erano state rivolte di sperpero di danaro pubblico da parte delle opposizioni di allora appoggiate dagli schiamazzi in consiglio comunale per contestare la convenzione di compartecipazione stipulata con la casa di produzione Endemol per contribuire alle spese di vitto, alloggio e servizi consumati in città». «ORA – prosegue Zubbani – mi godrò le puntate come tanti carrarini e come tutto il pubblico nazionale, perché la produzione è ben nota, il cast adeguato e gli interpreti di assoluta qualità. Non credo ci siano meriti particolari se non quelli della città che è così bella e piena di una storia che affascina e rappresenta un valore aggiunto agli occhi di chi la sa accogliere, come in questo caso, per promuoverla davanti ad un pubblico di milioni di persone. Per quanto mi riguarda e che era di mia competenza sono soddisfatto per il coinvolgimento della città: non si sono tirati indietro gli imprenditori, i cavatori, le comparse, i laboratori d’arte, i cittadini e commercianti. Un plauso e un ringraziamento particolare va a tutti i dipendenti del Comune e delle partecipate che hanno collaborato attivamente con la produzione. Con discrezione e senza clamore la città ha fatto la propria parte e si merita i ritorni di una migliore immagine con un po’ di benefici economici e ricadute come spesso accade nei luoghi che ospitano i grandi eventi di televisivi. Buona visione a tutti e, se come credo, sarà successo, lo sarà di tutta Carrara».

Lina Sicari presidente degli «Amici» soddisfatta del progetto

GLI AMICI dell’Accademia restaurano le vetrate di Galileo Chini. Mercoledì alle 17, all’Accademia di belle arti si inaugura il restauro delle vetrate e del paramento in marmo bianco con trifora, archi, colonne, balaustre, sopra l’ingresso dell’istituto in via Roma. Le vetrate della Manifattura di Galileo Chini sono state realizzate, insieme all’apparato marmoreo, tra 1925 e 1927. Il restauro è stato progettato e finanziato dall’associazione Amici dell’Accademia di belle arti che ha anche ricevuto un contributo dalla Fondazione marmo perché ritenuta meritevole per questo lavoro che valorizza l’Accademia, ne recupera una porzione in grave degrado e sostiene l’identità del territorio carrarese ricchissimo di importanti opere d’arte. L’ASSOCIAZIONE Amici dell’Accademia, in questa sua nuova campagna di restauro dei tesori dell’Accademia, dopo i dipinti di Corneliani e i gessi di Canova, si è occupata delle vetrate della Manifattura Chini e dei marmi che le racchiudono. «Sono elementi simbolici della ricchezza artistica e culturale dell’Accademia – ha dichiarato la presidente dell’associazione, Lina Sicari – e siamo felici di aver potuto contribuire al loro restauro riportandoli allo splendore originario insieme a restauratrici specializzate, Miriam Ricci per i marmi e la ditta Moscon d’oro di Firenze per i vetri, coadiuvate dalla San Colombano costruzioni, da Apice trasporti e dalla consulenza dell’architetto Corrado Lattanzi. Gli Amici dell’Accademia – ha concluso – sono orgogliosi di essere partner dell’istituto da oltre venti anni e di collaborare alla sua valorizzazione. Ci prepariamo a pubblicare la nuova edizione della guida dell’Accademia con i professori dell’istituto e auspichiamo che molti cittadini e imprenditori possano associarsi per lavorare insieme alla valorizzazione del patrimonio d’arte e cultura di Carrara».

 


– FORNO – STA riscuotendo successo il presepe in selva di Ennio Fialdini, fornese di origine e residente a Empoli, appassionato di montagna e di tradizioni locali. Il presepe è stato allestito all’interno di una maestà in località Freddana (sopra Forno) ed è illuminato con lucine che funzionano pigiando appositi pulsanti. Le maestà sono antiche strutture in pietra che s’incontrano lungo i sentieri montani: servivano ai viandanti per ripararsi da temporali o per riposarsi. La maestà accoglie il suggestivo presepe animato da statuine alte circa 20 centimetri e, per realizzarlo, hanno contribuito alcuni amici paesani. E comunque ogni visitatore può arricchirlo con personaggi, casette e animali. L’idea è quella di costruire un percorso dei presepi in zone caratteristiche dei versanti sopra Forno.

CONFRONTO IN COMUNE SI FA SENTIRE LA VOCE ALLARMATA DEL MONTE

di ALFREDO MARCHETTI «TUTELIAMO i posti di lavoro con la clausula sociale. Lo dobbiamo ai nostri cavatori». A parlare è Anselmo Ricci, presidente della cooperativa Gioia, presente assieme agli altri colleghi delle cooperative Canalgrande, Giulio Pegollo, e Lorano, Carlo Piccioli, alla commissione marmo che si è tenuta ieri mattina il Comune. Gli addetti del mestiere sono stati chiamati dalla commissione per avere discutere del prossimo regolamento degli agri marmiferi che la maggioranza ha in studio. «Vi ringraziamo – ha proseguito – per questa opportunità di dialogo, noi siamo sempre pronti al confronto. Primo punto fondamentale per il nuovo regolamento è la salvaguardia dei nostri lavoratori. Non è pensabile che quest’ultimi perdano il posto di lavoro se subentra un’azienda a un’altra. Si parla delle aste che avverranno nei prossimi anni: io credo che il Comune si debba fare da garante anche per gli eventuali indennizzi. Un mezzo studiato per lavorare alle cave non può essere facilmente venduto sul mercato. Poi, se ci mettiamo che in contemporanea arriveranno sul mercato tutti i mezzi delle altre aziende uscenti, diventa davvero difficile pensare di poter avere un riscontro economico. Il Comune dovrebbe farsi da garante per avere dei valori reali di mercato. Sulle gare poi avremmo anche noi da dire qualcosa: acquistammo un bene estimato all’asta del tribunale di Lucca quando fallì Imeg. Indebitammo le nostre cooperative: domani ci dicono che non è più nostro? Faremo i nostri passi nelle sedi opportune. Stiamo solo tutelando i posti di lavoro dei nostri cavatori». La discussione è poi passata sul tema della filiera corta: «La filosofia della legge regionale 35 la condivido anche io. È ovvio che anche io vorrei la filiera corta, ma dobbiamo fare i conti con la realtà, con il mercato. I costi per tenere in piedi un laboratorio sono troppo alti rispetto alla domanda internazionale. Quello che proponiamo noi è: ok occupazione, ma allarghiamo lo sguardo. Se un laboratorio del lapideo non può stare in piedi per la concorrenza, investiamo altrove, creiamo occupazione in altri settori del territorio. Siamo pronti a farlo, ma servono gli strumenti necessari. Inserire questo in un accordo di programma serio porterebbe vantaggi per tutti. Parliamo poi degli inerti: il territorio paga una tassazione più alta, ad esempio della Versilia. Il paradosso è che siamo nella stessa Regione e ci sono differenze di tassazione. Noi abbiamo il problema delle terre al monte: solo con questa equiparazione avremmo già risolto buona parte del problema perché potremmo stare sul mercato, essere concorrenziali e vendere a un prezzo ideale». Tema sicurezza: «è stato fatto un avvio – ha detto Pegollo – di revoca autorizzazione in una cava perché c’erano delle mancanze in materia ambientale. Noi possiamo dire che stiamo collaborando con Arpat e Asl: abbiamo una certificazione ambientale e di sicurezza. Siamo all’avanguardia sotto questo punto. Certo è che ci sono regole poco calzanti sulla realtà: nei piazzali non ci deve essere fango: come facciamo a toglierlo se, ad esempio piove e passano i mezzi?Possiamo fare di più? Ovvio, ma dateci il tempo di lavorare. Anche per la marmettola, che io considero un sottoprodotto sono stati fatti passi da gigante, vedi il progetto Marble way. Non siamo più il far west».

Dall’idea di Aladino Landi un progetto che vede la luce stamani

UN MUSEO per le «maestà» di Massa è l’ambizioso progetto che propone il professor Aladino Landi, appassionato di recupero delle antiche immagini fermandole in calchi di gesso e terracotta. Il professore, già in passato con la scuola media Malaspina, dove ha ricoperto il ruolo di vice preside, si è dedicato a questa passione, avviando un censimento delle maestà presenti nel territorio di Borgo del Ponte, Santa Lucia, Volpigliano, Grazie e Rocca, estendendosi alle zone di Castagnola, Turano,Zecca, Ortola, Romagnano, Lavacchio, Castagnetola. «Mancano ricerche in zona di San Vitale a Mirteto, uno degli insediamenti più antichi del territorio e l’area montana, altrettanto ricca di elementi legati al culto religioso. Luoghi che penso di affrontare prima possibile». Il professor Landi, dopo la pensione, ha proseguito nella sua attività scoprendo nuove maestà ed effettuandone il calco. E tutto è pronto per realizzare una mostra che sarà inaugurata stamani alle ore 12 al bar L’Incontro, zona sotto il tribunale. «Recentemente ho scoperto altre maestà a Mirteto, San Pio , in via della Gora e anche a Capezzano Pianore. Le immagini raffigurano per la maggiore la Madonna. Tra i santi, Sant’Antonio da Padova e Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e della vita contadina, sono i più ricorrenti. Mi piacerebbe che l’amministrazione prendesse in considerazione la proposta di realizzare un museo delle maestà e sarei disposto a donare tutte le opere che ho realizzato in questi anni di lavoro. Ogni maestà è schedata e, visto che molte sono state trafugate, questo lavoro è utile proprio per salvaguardare almeno la memoria di queste opere di religiosità popolare». Il prof Landi mostra allo scopo il calco di una maestà raffigurante l’annunciazione di cui non esiste più l’originale, rubato alcuni anni fa: «I proprietari si sono rivolti a me chiedendomi una copia della maestà, visto che fortunatamente ho il calco». In tutto, il professore esporrà una cinquantina di calchi raffiguranti le icone di santi e madonne disseminate nel nostro territorio nel periodo che va dal 1600 al 1700. Insomma, il prof sta portando avanti un’opera di conservazione e di tutela di un patrimonio artistico che appartiene alla comunità e che, purtroppo, sta scomparendo. Le Maestà testimoniano lo spirito religioso popolare attraverso i secoli e da qui l’esigenza di tutelare questo patrimonio preservandolo per la comunità futura. Angela Maria Fruzzetti

 


Duro intervento: il centro storico sta naufragando inesorabilmente

«COSA state facendo per il centro storico? Solo azioni mirate di pulizia». A parlare è la sezione Carrara-monti del partito socialista. «La pulizia selettiva del centro storico dell’amministrazione comunale. Dopo sei mesi di invisibile attività amministrativa costellata da errori di ogni genere, l’amministrazione inizia a mostrare il suo vero volto che è fatto di ritorsioni, vendette, soppressione delle rappresentanze dei cittadini e improvvisazione. Le azioni intraprese fino ad oggi dimostrano ampiamente, oltre all’incapacità ormai conclamata, anche la scarsa attenzione alla città e in particolare al centro storico, per il quale siamo ancora in attesa di vedere almeno l’avvio delle roboanti azioni di rilancio promesse, mentre anche domenica abbiamo assistito al flop della festa della cioccolata. L’ultimo esempio lo sfratto di una galleria, gli artisti del borgo, che, da anni, oltre a svolgere un’attività culturale creava iniziative che coinvolgevano non solo artisti e appassionati ma anche tanti cittadini che trovavano in quella sede un punto di aggregazione e di partecipazione. L’associazione, rappresentata da Romeo Buffoni, ha lasciato il locale con grande dignità dopo avere constatato di avere di fronte un’amministrazione sorda e chiusa a qualsiasi confronto. Purtroppo non è stato il primo caso e non sarà l’ultimo, come dimostra quanto accaduto con il centro anziani ospitato nel Mulino Forti dove l’amministrazione ha brutalmente staccato la luce. Sconcerta questo modo di agire adottato “apparentemente” con l’obiettivo di perseguire la legalità, ma che, di fatto, colpisce persone, gruppi o associazioni libere e autonome nascondendosi dietro bandi da gestire con criteri discrezionali. È un metodo primitivo, e soprattutto, finisce per indebolire ulteriormente il tessuto sociale del centro storico dove, in tanti che continuano ad essere legati al loro vissuto personale e collettivo, presidiano una città che attende la realizzazione delle promesse elettorali di questa giunta. Tutto questo presunto rispetto delle regole e della legalità a senso unico avviene mentre assistiamo a un quotidiano disinteresse nei confronti di amici, ai quali viene consentito di violare regole e obblighi. Se queste sono le premesse, e nel corso di questi mesi ne abbiamo avuto la dimostrazione, l’amministrazione, che ha già voluto abolire i consigli dei cittadini in quanto liberi e autonomi come hanno sempre dimostrato, presto si troverà ad affrontare anche il giudizio di coloro che le avevano accordato una fiducia che si è rivelata, alla luce dei fatti, davvero mal riposta».

Non solo le donne a raccontare i soprusi, anche coloro che si pentono

CONTRASTO alla violenza di genere: presentato un nuovo servizio. Un nuovo servizio per informare e per incrementare il contrasto alla violenza di genere. È quello che nascerà presto grazie a una sinergia tra Comune, Erp e Cif (Centro italiano femminile). Il progetto prevede la realizzazione di un servizio informativo e di antiviolenza, in linea con le raccomandazioni della Convenzione di Istanbul, che sarà ricavato in un immobile di proprietà del Comune e gestito da Erp, in località Doganella a Marina, in viale XX Settembre 245 da gennaio. In questo luogo, su proposta di Erp, potranno essere acquisite informazioni sulle iniziative e servizi offerti dal Cif Carrara e un servizio di sensibilizzazione degli autori di violenza. Quest’ultimo servizio verrà attuato perché Cif e Comune hanno vinto un bando della Regione, ottenendo 12.421 euro. «Con grande piacere oggi annunciamo questi nuovi servizi – ha detto l’assessore alle Pari opportunità Anna Galleni –. Crediamo che fare rete tra associazioni, enti e Comuni sia la strada giusta da percorrere per raggiungere insieme fini superiori. Ringrazio Erp che è stato così disponibile e propositivo rispetto a un tema drammaticamente attuale qual è quello della violenza sulle donne. A questo proposito annuncio anche che l’amministrazione comunale vuole che questo tema non venga dimenticato: abbiamo quindi deciso di tenere la statua della ‘Venere’ di Buttini illuminata di rosso per tutto l’anno, perché al tema della violenza sulle donne non deve essere dedicato un solo giorno, occorre che la sensibilità delle persone sia sollecitata tutti i giorni in questo senso. Questa iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione con Amia, che ringrazio di cuore per la disponibilità dimostrata». «Il progetto – ha detto la presidente del Cif Francesca Menconi – prevede anche l’attivazione del progetto uomini responsabili, sempre grazie al bando di cui sopra, un servizio di sensibilizzazione degli uomini autori di violenza. Si tratta di un programma specifico con interventi di recupero e accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive. L’idea parte dalla consapevolezza, ormai universalmente raggiunta dagli operatori e dagli esperti del settore, che per un reale cambiamento sia necessario porre attenzione non solo a chi subisce gli abusi ma anche e soprattutto agli uomini che usano la violenza come principale risposta ai propri problemi di relazione. Unica realtà in provincia».

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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