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La Nazione (5481)

Gli dèi e gli eroi di bronzo dello scultore Igor Mitoraj, che dalla metà di maggio popolano l’area archeologica di Pompei, a mostra finita – nel gennaio 2017 - lasceranno nell’antica città un loro ‘ambasciatore’ permanente. La scelta cadrà molto facilmente sul gigantesco Dedalo: toccherà a questa statua, ora collocata nel Tempio di Venere, il compito di perpetuare la memoria dell’artista polacco scomparso nell’ottobre del 2014.
«Mitoraj – spiega il suo gallerista storico, Stefano Contini, titolare delle gallerie che portano il suo nome a Venezia e a Cortina – da molto tempo desiderava portare la sua opera tra i monumenti di Pompei, soprattutto dopo l’esperienza nella Valle dei Templi di Agrigento e ai Mercati di Traiano a Roma. Ne aveva parlato anche con il ministro Dario Franceschini, che subito aveva sposato il progetto. Ma la morte ha impedito a Igor di vedere realizzato il suo sogno…».
Ora la mostra è realtà. Dalla metà di maggio sono oltre mezzo milione i visitatori che hanno visto gli scavi e le sculture di Mitoraj. Tutti, o quasi, si sono fatti almeno un selfie con Ikaro, l’immaginaria sorella Ikaria, il Centauro… E ne hanno diffuso le immagini in tutto il mondo.
«Tutti - continua Contini - abbiamo fortemente creduto in questa mostra: dalla Fondazione Terzo Pilastro e il suo presidente Emmanuele Emanuele che l’hanno promossa con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, alla Soprintendenza di Pompei, la mia Galleria e l’Atelier Mitoraj di Pietrasanta che l’hanno organizzata. ‘Mitoraj a Pompei’ è diventato un evento di risonanza mondiale. E così ha preso corpo un’idea emersa nelle conversazioni con il soprintendente Massimo Osanna: di lasciare a Pompei una scultura di Igor. Potrebbe essere proprio Dedalo».
Una donazione?
«Sì, una donazione da parte della Galleria d’arte Contini e dell’erede del maestro, Jean-Paul Sabatié».
Che legame aveva Mitoraj con l’Italia?
«Un legame fortissimo. Mitoraj non ha mai preso la cittadinanza italiana, ma dal 1983 ha fissato la residenza abituale e ha creato il suo studio a Pietrasanta, della quale era fiero di essere cittadino onorario. È un amore pienamente ricambiato. Per questo a Pietrasanta, città d’arte unica per le fonderie e i laboratori del marmo, che attira collezionisti da tutto il mondo e ogni anno realizza splendide mostre nella piazza e nel chiostro di San’Agostino, sorgerà un museo tutto dedicato a Mitoraj. Un museo che raccolga le opere e documenti i molti aspetti della ricerca e dell’arte di questo protagonista della scultura. Il sindaco Massimo Mallegni ha manifestato grande interesse per questo progetto e Jean-Paul Sabatié, l’erede di Mitoraj, è molto disponibile a fare la sua parte per realizzarlo».
Parlava di collezionismo: come va in questi tempi di crisi?
«Non è toccato dalla crisi. Il collezionismo segue una logica passionale, non mercantile; è interessato non a prodotti industriali e di consumo, ma a oggetti d’arte, a gioielli, ad automobili di lusso, a beni di investimento che nel tempo aumentano di valore. Se poi proprio deve risparmiare, il collezionista vero risparmia su tutto il resto, ma non su un’opera d’arte».
Neanche la Brexit inciderà sul mercato dell’arte?
«In un primo momento sono rimasto scosso, anche perché mio figlio gestisce la Galleria Contini di Londra, in Bond Street. Poi mi sono detto che questi momenti di riflessione servono a tutti. Gli scossoni, come sempre nella vita, costringono a fare sforzi e ad andare avanti. Inoltre credo profondamente nella cultura: vanno in crisi gli immobili, le monete, ma non i patrimoni culturali. Anzi, sono proprio questi i veri valori».

 

 

Capolavori mignon delle collezioni Medicee


Non solo grandezza. Anche l’esatto opposto, il minimo - inteso come piccolissimo - esercitava un grande fascino sulla famiglia de’ Medici, infaticabili collezionisti. Lorenzo il Magnifico in particolare, nella metà del 1500, aveva raccolto una ricca selezione di gemme e cammei antichi. Anche nel secolo successivo, Francesco I de’ Medici mise insieme nel suo Studiolo, e poi nella Tribuna degli Uffizi, opere di misura ridotta o addirittura minuscola, eseguite con maestria nei materiali più diversi; nel Seicento, Maria Maddalena d’Austria si dilettò in particolar modo di lavori in avorio, incisi fin nei più dettagliati particolari. Oggi 140 di questi capolavori, piccole sculture preziose in pietra dura prodotte in età ellenistica e romana, sono esposti (fino al 2 novembre) al Museo degli Argenti a Palazzo Pitti, a Firenze. “Splendida minima - Piccole sculture preziose nelle collezioni medicee”, questo il titolo dell’esposizione a cura di Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli e Fabrizio Paolucci, propone infatti tesori mignon provenienti dal museo del Tesoro dei Granduchi delle Gallerie degli Uffizi, con alcuni ghiotti prestiti; una particolare classe di manufatti di grande valore artistico la cui tecnica andò perduta nel Medioevo per essere poi riscoperta nel Rinascimento.
Tra quelle da segnalare la delicata “Mano sinistra” di arte romana, età Imperiale, in calcedonio e argento dorato, diventata a buon titolo manifesto della rassegna. E ancora “Il ritratto di Augusto” del Tesoro dei Granduchi, il “Busto femminile” con testa di cristallo di rocca di età imperiale, il “Canopo” egiziano in calcedonio e il “Busto di mora” in onice e argento dorato. Suggestivo l’allestimento progettato da Mauro Linari: le piccole opere sono illuminate da una particolare luce a led per dare risalto al materiale prezioso con cui sono realizzate. «Siamo nel periodo in cui macrocosmo e microcosmo trovano un loro legame grazie alle scoperte scientifiche - spiega il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt - : uno strumento, la lente, che si usava per incidere e scolpire in formato minuscolo e che poteva rivelare sia le meraviglie del mondo più piccolo e prossimo, sia i vertiginosi misteri di galassie remote che, proprio negli anni in cui l’Arciduchessa Maria Maddalena viveva a Firenze, occupavano gli studi di Galileo Galilei. Questa mostra rivela, al pari di una lente metaforica, un universo di piccole magnificenze in pietre preziose, quarzi macrocristallini e vetro».
COME avveniva in molte altre corti europee del Cinque e Seicento, anche a Firenze gli inventari medicei descrivono noccioli di ciliegia e di olive, intagliate con teste di imperatori o con altre figure: oggetti che si potevano tenere tra il pollice e l’indice e che era possibile apprezzare solo con l’aiuto di una lente d’ingrandimento. Ora, a portata d’occhio a Palazzo Pitti. E, per pura coincidenza, nell’Andito degli Angiolini della Reggia dei Medici, un’altra mostra in corso è dedicata anche ai nani di corte, che spesso rivestivano il ruolo di buffoni, di attori o di saggi consiglieri dei governanti: a dimostrazione che, anche per le persone in carne e ossa, valore e qualità non sono una semplice questione di altezza.

 

Passeggiata Balorda con Canali

A SPASSO nella storia, per la serie delle - conferenze itineranti a Carrara. Venerdi alle 21 “Passeggiata Balorda” alla scoperta di Piazza Accademia
con Daniele Canali. Il ritrovo nella setssa piazza di Carrara.

Mostra di Salvatori

«NÉ DA NÉ VERSO»: si è inauguirata sabato scorso e proseguirà fino al prossimo 11 settembre, a Carrara nella Chiesa delle Lacrime, in via Carriona, la mostra di Remo Salvadori, a cura di Luciano Massari. Remo Salvadori, ha incentrato il proprio percorso artistico su una costante attenzione a ciò che lo circonda, alla ricerca dell’armonia e della relazione con la realtà.

SERATE SPECIALI A BASE DEI PIATTI DEI CAVATORI ACCOMPAGNATE DA SPETTACOLI, MUSICA ED EVENTI
ALTISSIMA L’ADESIONE AL PREMIO FRANCO BORGHETTI CON BEN 28 ARTISTI PRESENTI
DALLA ghigliottina di marmo ai corpi meccanici: le prime anticipazioni. Dal 25 luglio torna rassegna di arte contemporanea Arte e cucina tradizionale a Torano. Il piccolo borgo sopra Carrara, ai piedi della montagna bianca di Michelangelo Buonarroti, si risveglia in occasione della diciottesima edizione della rassegna d’arte contemporanea «Torano Notte e Giorno» con una crescita delle proposte artistiche che ha finalmente trovato una dimensione nazionale ed un mood che rimette prepotentemente al centro il marmo ed il suo colore dominante ma anche la cucina tipica. E’ questo il binomio vincente della rassegna promossa dal Comitato Pro – Torano e patrocinato dalla Regione Toscana, Consiglio Regionale della Toscana, Comune di Carrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Camera di Commercio di Massa Carrara ed altri importanti partner e sponsor che punta quest’anno anche alla gola con serate speciali a base dei piatti dei cavatori accompagnate da spettacoli, musica ed eventi. A Torano ospitate in vicoli, vicoletti, piazzette, finestre, porticati e le facciate della borgata vedremo dal 25 luglio al 13 agosto le opere ed installazioni realizzate con le tecniche più diverse ed i materiali più disparati ed originali.
DAL MARMO al bronzo passando per lavorazioni in ferro e riciclo, pittura, ceramica, tessuto «Torano Notte e Giorno» celebra la creatività e l’originalità del difetto che rende l’uomo e le opere irripetibili ed uniche. Tra le opere destinate a catturare la curiosità la «Ghigliottina» in marmo del fiorentino Massimiliano Roncatti, i corpi meccanici del ravennate Mavis Gardella realizzati con la tecnica del filo di ferro, l’installazione noir della toranese Ilaria Bertagnini ed i gecky transgender di Gian Carlo Pardini. A Torano ri-vedremo anche alcune delle opere inedite del genio carrarino Giovanni Tognini e Patrizia Glauser che aveva esposto anche lo scorso anno.
I messaggi degli artisti sono forti fanno riflettere
«LE RICHIESTE di partecipazione – anticipa Emma Castè, direttore artistico della rassegna – hanno superato le nostre aspettative. I messaggi delle opere sono forti ed impattanti sull’opinione pubblica Torano è una rassegna vuole lanciare messaggi, far riflettere e fare opinione. Credo che, anche quest’anno, ci riusciremo». Altissima l’adesione al Premio Franco Borghetti con ben 28 artisti in concorso che esporranno nel borgo le loro opere a fianco delle opere fuori concorso. Lo scorso anno il premio era andato a Maria Elisabetta Cori con un’opera ispirata al tema dei migranti, l’anno precedente all’artista adriese Paolo Franzoso. Da segnalare l’attivazione del nuovo sito ricco di contenuti multimediali.

Briganti: i falsi combattenti della ZIA

E’ VENUTO il momento di smascherare i falsi combattenti per il bene comune e coloro che dietro nobili battaglie cercano solo il proprio tornaconto personale o di parte. Come in ogni estate si riaccende sulla stampa locale la polemica circa l’invivibilità di una parte di territorio posto in zona industriale apuana»: lo sostiene l’avvocato Vittorio Briganti della Fabbrica della sinistra. «E’ di questi giorni un articolo in cui due consiglieri comunali stigmatizzano il problema delle polveri e del degrado della zona industriale. Nessuna persona che abbia un briciolo di sale in zucca può dirsi contrario ad una battaglia di questo genere; quello che però fa male è il notare, tra le righe, alcuni
passaggi, che fanno capire come gli autori (nella realtà io credo uno solo dei due ed in particolare quello che della zona ha fatto il suo bacino di voti) strumentalizzino il problema per schierarsi con uno, o pochi, abitanti che da anni fa, o fanno, una battaglia quasi personale contro una attività imprenditoriale della zona. Esistono leggi che devono essere rispettate ed esistono metodi perchè quelle leggi si possano far rispettare.
E’ GIUSTO e meritorio combattere contro l’inquinamento, è giusto e meritorio combattere contro il degrado ma se si vuole fare una battaglia vera ci si batta per la pulizia costante delle strade, per il lavaggio delle stesse, per l’imposizione all’ingresso e all’uscita di ogni attività ove si volge la segagione e la frantumazione del marmo di dispositivi ad acqua per abbattere il disperdersi nell’aria delle polveri, per l’asfaltatura dei piazzali incustoditi».


Era stato scelto Lenzetti (M5S) ma la maggioranza ha scombinato i piani
UNA «BOMBA» ECOLOGICA
SECONDO IL GOVERNATORE ROSSI PER IL PROGETTO DI BONIFICA DELL’INTERA FALDA INQUINATA SERVONO VENTI MILIONI DI EURO. MA NON VIENE CONSIDERATA LA «BUCA DEGLI SFORZA»: QUI NE OCCORRONO DODICI
«LUNEDÌ rassegnerò le dimissioni da presidente della Commissione consiliare di controllo sulla discarica di ex Cava Fornace. Spero che la maggioranza stavolta voglia rispettare la volontà della minoranza e le regole della democrazia». A dirlo è Andrea Cella, consigliere comunale della Lega Nord a Montignoso, durante la conferenza stampa convocata a Villa Schiff assieme alle altre forze di opposizione, Montignoso democratica e Movimento 5 Stelle. Al centro di questa calda estate per l’amministrazione montignosina ancora la discarica di Cava Fornace, ormai caso politico e amministrativo.
CASO politico proprio per la nomina del presidente della commissione di controllo: la minoranza, compatta, aveva infatti individuato come candidato Paolo Lenzetti, del M5S ma, al momento del voto, la maggioranza aveva scombinato i piani dell’opposizione, votando Cella. «Si è così creata una frizione in consiglio. Fare il presidente della commissione di controllo sulla discarica non è certo un compito semplice e avevamo scelto, come figura, Lenzetti. Io sono disposto a farmi da parte, per non creare problemi politici, e a supportare il suo lavoro tramite i rappresentanti della Lega in Regione». Anche i consiglieri Settimo Del Freo, Angela Bertocchi (Montignoso democratica) e Paolo Lenzetti hanno rimarcato la «pesante ingerenza della maggioranza».
DOMANI, alle 12, prima convocazione della Commissione, Cella rassegnerà le dimissioni e ci dovrà essere un’altra votazione per il presidente. Ma prima delle dimissioni si discuterà comunque della discarica e dell’altro tema scottante: la richiesta della società Programma ambiente per una variante alle autorizzazioni concesse, nella gestione e nei codici dei rifiuti che possibile conferire.
I punti principali: l’abolizione delle quote che prevedono 70% marmettola e inerti rispetto al 30% di altri rifiuti speciali non pericolosi e contenenti amianti; annullamento dell’esclusione di fanghi di dragaggio di provenienza marina; possibilità di scarico in pubblica fognatura del percolato oltre i limiti già previsti. Richieste a cui tutta la minoranza si schiera contro: il sito è troppo sensibile e la variante proposta non sarebbe certo «non sostanziale». Per questo l’obiettivo è, quanto meno, convincere la Regione a sottoporre la richiesta di variante alla Valutazione di impatto ambientale.
Francesco Scolaro

Nel progetto di bonifica della falda manca la Buca degli Sforza
AMBIENTE IL COMUNE DI MASSA PROVA A INSERIRLA
di FRANCESCO SCOLARO
LA BONIFICA della falda inquinata, delle aree Sin e Sir di Massa e Carrara, rappresenta la vera sfida a cui è chiamato il territorio nei prossimi anni. E con i 3 milioni di euro stanziati dall’accordo integrativo di programma, sottoscritto a Firenze nei giorni scorsi, è prevista anche la realizzazione di un modello idrogeologico che consenta di identificare gli interventi prioritari (70mila euro) e la progettazione preliminare della bonifica dell’intera falda (250mila euro). Bonifica che, secondo il presidente della Regione, Enrico Rossi, si potrebbe realizzare con 20 milioni di euro, suddivisi fra governo e Regione, entrambi provenienti da fondi europei di solidarietà e coesione. Ma in questo quadro generale, e molto generico, manca qualcosa di chiaro: lontano dalla zona industriale, giustamente considerata un tutt’uno, a due passi dal confine con Montignoso c’è una vera e propria bomba ecologica ancora da disinnescare: la Buca degli Sforza, sito di interesse nazionale. E non è chiaro se, e come, possa rientrare nel progetto generale di bonifica. Il problema è stato sollevato durante la commissione ambiente del Comune di Massa dal consigliere di Rifondazione comunista, Nicola Cavazzuti, alla presenza del sindaco Alessandro Volpi. L’obiettivo del Comune sarebbe quello di far inserire la Buca degli Sforza all’interno del modello idrogeologico e, quindi, nel progetto preliminare di bonifica della falda. Sempre che la Regione accetti e non sarà così semplice. Solo per la bonifica della Buca degli Sforza, infatti, sono previsti due progetti: uno da oltre 12 milioni di euro, per la rimozione di tutto il materiale, e uno da circa 2 milioni di euro per la messa in sicurezza permanente, che lascerebbe però lì tutti i veleni. Insomma, difficile disinnescare una bomba del genere solo con 20 milioni a disposizione: ricordiamo che in quel punto, cassa naturale di espansione del Canalmagro, fino al 1964 area umida ricca di vegetazione, ora si trovano tonnellate di materiale e un pesante inquinamento da idrocarburi, arsenico, zinco, piombo, mercurio, nichel, cromo totale e pesticidi. A 200 metri dagli stabilimenti balneari e a pochi centimetri dalla falda.

 


GIOVEDÌ 21 luglio, Alle 21, alla
parrocchia della Santissima Annunziata
di Marina, si terrà un incontro
intitolato, «Scultura pittura e poesia: un
percorso che parte da Lucrezio per
arrivare ai contemporanei». Saranno
proiettate opere d’arte e poesie che
trattano lo stesso tema.

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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