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La Nazione (6125)

INTERVENTO SUGGERIMENTI PER IL NUOVO PIANO
IL COMPLETO smantellamento di tutti i ravaneti esistenti, la prescrizione “cave pulite come uno specchio” ( perfetta e costante pulizia di tutte le superfici di cava, piazzali, bancate, versanti). E ancora: lo spostamento a quote più elevate di tutte le strade di fondo valle che hanno occupato interamente o parzialmente gli alvei preesistenti e ripristino degli stessi. Questo in sintesi quanto consigliato da Legambiente alla Regione per la realizzazione del piano Cave. Inoltre gli ambientalisti chiedono che «sul sito della Regione e del Comune, siano pubblicati annualmente i quantitativi di materiali escavati, cava per cava, comprensiva della loro denominazione; tale rapporto sia accompagnato, per ogni cava che non rispetti il rapporto blocchi e detriti o presenti altre anomalie, dalle relative motivazioni e dalle misure adottate dalla pubblica amministrazione per ricondurre la cava al rispetto delle regole». E infine, che «siano previste sanzioni nei confronti sia delle cave inadempienti sia dei funzionari comunali e/o regionali che non si siano attivati per ripristinare il rispetto del Piano». Legambiente propone infine di utilizzare, tra gli indicatori previsti dal Piano per il monitoraggio ambientale: la percentuale di cave sporche; la percentuale di ravaneti con materiali fini; la torbidità fluviale dopo piogge; la torbidità nelle sorgenti dopo piogge.

Bocciato il piano di tutela del paesaggio proposto dai Grillini
«PARTECIPAZIONE CON LE COMUNITÀ»
IL PD HA VISTO APPROVARSI LA RISOLUZIONE SUL PIANO CAVE, DOVE VIENE CHIESTO CHE ESSO DEBBA COINVOLGERE, NELLA SUA REALIZZAZIONE, ANCHE LE COMUNITÀ LOCALI
La mozione. sul documento dei piani attuativi dei bacini del M5S è stata bocciata con 16 voti contrari, 7 astenuti e 6 a favore
PIANO cave: approvate due risoluzioni. Via libera ai testi presentati dai consiglieri del Pd e della Lega Nord, respinte invece le proposte avanzate da M5S e Sì Toscana a Sinistra. Contestualmente è stata respinta anche una mozione del M5S incentrata sui bacini estrattivi di Carrara. Al termine del dibattito sviluppatosi dopo l’informativa sul Piano regionale cave svolta dall’assessore al Territorio, Vincenzo Ceccarelli, il consiglio regionale ha approvato due risoluzioni e bocciate altre due. L’aula consiliare ha respinto anche una mozione, presentata dal M5s, sui piani attuativi dei bacini estrattivi. Ad essere respinta è stata la proposta di risoluzione illustrata da Tommaso Fattori, dove veniva chiesto alla giunta di utilizzare nella redazione del Piano regionale cave il concetto di “tutela ambientale” nella sua accezione più estensiva sulla base di quanto previsto dalla costituzione e dal codice dell’ambiente. L’aula ha bocciato anche la risoluzione del M5S: essa chiedeva, sul fronte inquinamento, di «armonizzare lo svolgimento dell’attività estrattiva alla salvaguardia del territorio, in particolare di fiumi e corsi d’acqua prevedendo, tra l’altro, il monitoraggio costante su dati certi». La risoluzione con primo sottoscrittore Giacomo Giannarelli, chiedeva di «realizzare una cartografia tematica per mappare le aree marmifere secondo classi di valore di mercato del marmo estraibile, anche per privilegiare l’estrazione dei pezzi più pregiati e contingentare le quantità estraibili». Anche una mozione sul documento preliminare dei piani attuativi dei bacini estrattivi, presentata dal M5s ed anch’essa con primo firmatario Giannarelli, è stata respinta dal consiglio regionale. La mozione chiedeva alla giunta di intervenire per correggere e ridurre il rischio alluvionale e dell’inquinamento. Tra i documenti approvati invece, quello del Pd, il quale impegna la giunta a portare avanti l’elaborazione del Piano con «opportuni passaggi di confronto e partecipazione con i soggetti istituzionali interessati e le comunità locali di riferimento». Quello della Lega impegna l’Esecutivo regionale ad «elaborare la versione finale del Piano solo dopo aver eseguito i necessari passaggi partecipativi con i soggetti istituzionali interessati, le comunità locali e le aziende di settore, coinvolgendo in questo modo tutti gli stakeholders del panorama estrattivo e permettendone l’interazione con il consiglio regionale attraverso momenti di confronto, anche sul piano tecnico, con la commissione consiliare competente».

A ROMA LA MOSTRA IN RICORDO DI DAZZI


A cinquant’anni dalla scomparsa di Arturo Dazzi, la Fondazione Villa Bertelli, il Comune di Forte dei Marmi e Carrara organizzano una mostra, da domenica, nel Casino dei Principi di Villa Torlonia, fino al 29 gennaio


TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANO
VILLA DELLA RINCHIOSTRA A MASSA E’ STATA INDICATA FRA I 600 LUOGHI APERTI AL PUBBLICO E SPARSI IN 150 CITTÀ LUNGO TUTTO L’ITALIA CHE ADERISCONO ALLA «FAI MARATHON»
di STEFANO GUIDONI
TRA I 600 LUOGHI aperti al pubblico e sparsi in 150 città lungo tutto lo Stivale che aderiscono alla «Fai Marathon» c’è anche la Villa della Rinchiostra. Si tratta della quinta edizione della giornata ideata dal Fai (Fondo ambiente italiano) con lo scopo di tutelare l’arte, la natura e il paesaggio italiani e di valorizzare luoghi dimenticati, poco conosciuti o di particolare interesse storico, artistico e culturale. L’iniziativa, in programma domenica, è stata presentata ieri in Comune.
«VIVERE attivamente la Rinchiostra e di conseguenza anche la città di Massa – ha sottolineato Mauro Fiori, capo della segreteria del sindaco – oltre che positivo, è l’inizio di un rapporto importante tra Fai e Comune». La Fai Marathon «è una passeggiata non competitiva per le persone di tutte le età – ha ricordato Nino Giannoni della delegazione apuana del Fai – volta a sensibilizzare la cittadinanza nei confronti di temi quali la tutela e la salvaguardia del patrimonio artistico, cultuale e paesaggistico italiano». Un’iniziativa affidata ai giovani del Fondo ambientale italiano nell’ambito della campagna di raccolta fondi «Ricordiamoci di salvare l’Italia». La visita ai luoghi come la residenza di campagna dei Cybo Malaspina, fatta costruire alla Rinchiostra alla fine del XVII secolo da Teresa Pamphili, prevede infatti un contributo volontario finalizzato a sostenere la campagna e la missione di tutela del patrimonio culturale e naturalistico. Fondamentale, come ricordato durante la presentazione, è la collaborazione con le associazioni Eleope che gestiste il Museo Guadagnucci all’interno della villa e Aquilegia, che si occupa dell’orto botanico «Pellegrini» a Pian della Fioba.
TRE i percorsi in programma dale ore 10 alle 19 di domenica: «quello nel parco – ha anticipato Andrea Ribolini di Acquilegia – dove le nostre guide ambientali accompagneranno i gruppi alla scoperta e conoscenza delle essenze presenti», quello al Museo Guadagnucci «dove i nostri volontari – ha ricordato Bianca Maria Casani di Eleope – accompagneranno i gruppi all’interno del museo dedicato allo scultore massese» e il percorso nella villa dove i volontari guideranno i visitatori alla scoperta dei suoi particolari architettonici lungo le scale, il loggiato per proseguire al piano nobile sulle terrazze. Infine alle ore 18 maestri e allievi della Scuola comunale di musica di Massa, che ha sede nella Villa della Rinchiostra, si esibiranno in un concerto.


La ditta Scala di Verona
ha assicurato che
il rifacimento del muro
si concluderà in 8 mesi
I tempi e i costi dell’intervento da parte dei tecnici di Firenze
RIPARTONO i lavori all’argine destro del Carrione. Dopo la bonifica bellica avvenuta in questi giorni, i cantieri sono ripartiti ieri mattina. Una notizia data al consiglio dei cittadini di Marina, presideduto da Lara Benfatto, che aveva richiesto alla Regione il master plan di interventi sul Carrione. All’incontro anche il sindaco Angelo Zubbani. «Abbiamo deciso di organizzare questo incontro – ha detto Benfatto – con il dirigente per chiarire le tempistiche dei lavori sul torrente Carrione considerato che le maggiori richieste ci provengono dai cittadini che ci domandano quando l’intero argine sarà messo in sicurezza. Tutti qui viviamo in uno stato di ansia e paura ogni volta che piove. VOgliamo avere delle risposte chiare e definite; per questo abbiamo contattato direttamente il progettista regionale». Come primo argomento è stato affrontato la ricostruzione del muro dell’argine destro del Carrione, quello venuto giù la mattina del 5 novembre 2014. I lavori sono ripartiti ieri mattina, dopo esser stati fermati dalla Regione per effettuare la bonifica bellica. L’importo è di poco meno di 4 milioni di euro e la ditta, la Scala di Verona, punta a concludere i lavori entro metà 2017. L’incontro si è concentrato sui lavori nel tratto di torrente che va dal ponte della ferrovia alla foce. I tecnici della Regione non hanno quindi parlato del ramo di Torano, di quello di Colonnata, né delle famose demolizioni dei ponti dello studio di Giovanni Seminara dell’università di Genova. Per quanto riguarda il lotto VII, ovvero il raccordo a monte del ponte delle ferrovie italiane, i lavori partirano entro fine 2016 e avranno una durata di un anno. L’importo è di 3 milioni e 400mila euro. Il ponte stesso è già stato consegnato il 28 giugno scorso. Si passa poi al lotto I, ovvero il raccordo a vale del ponte Rfi: i lavori riguardano un’eliminazione della briglia e una riprofilatura del fondo. Entro fine anno dovrebbe essere approvato il progetto e partire i lavori. Importo un milione e 170mila euro circa. Il lotto II riguarda il completamente dell’accordo con il lotto I per un importo di 1 milione e 600mila euro circa, che inizierà, con molta probabilità, a metà 2017. Si passa poi a valle, con la riprofilatura dell’alveo del Carrione in base allo studio Dicca, ovvero la realizzazione di una trapezia con gavetta, o più semplicemente di una canaletta. L’intervento deve ancora essere sottoposto alla valutazione di impatto ambientale.
AM


di FRANCESCO SCOLARO
AL CONFINE fra la provincia apuana e quella di Lucca, al passo della Focolaccia, si trova una delle cave più contestate negli ultimi 20 anni: la Piastramarina, gestita dalla Cave Focolaccia srl. Il sito estrattivo, in passato, è stato più volte messo nel mirino, soprattutto dagli ambientalisti, perché si trova a lavorare proprio sul crinale della montagna modificando per sempre – e questa è l’accusa principale – il profilo delle Apuane. Ora, però, è arrivato lo stop da parte della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio delle Province di Lucca e Massa Carrara che ha negato il proprio parere alla richiesta di rinnovo del progetto di coltivazione, avanzata dall’azienda a marzo del 2015. La motivazione è chiara, come si legge nella nota allegata al verbale della conferenza dei servizi, convocata il 28 settembre dal Parco delle Alpi Apuane: il segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo «ha rilevato l’esistenza di difformità rispetto a quanto autorizzato e prescritto nell’ultima Pronuncia di compatibilità ambientale che potrebbero configurare omissioni e violazioni». Una nota del Mibact inviata anche al comando dei carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale di Firenze. E sul tavolo dei carabinieri di Firenze è finita anche la nota firmata dal soprintendente Luigi Ficacci con la quale assicura «sin d’ora ogni possibile collaborazione» per eventuali verifiche. Tutto fermo. Anche perché la Soprintendenza ci va giù duro: per nuove approvazioni servono «approfondimenti atti a dimostrare la fattibilità di quanto ipotizzato sotto i vari profili autorizzativi», in particolare con riferimento al nuovo Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Toscana. Ma non è finita. Anche il Parco ha bloccato tutto l’iter e il perché ha quasi del clamoroso: fino a oggi il Comune di Massa non è mai stato convocato in conferenza dei servizi. E’ vero che l’azienda scava all’interno del Comune di Minucciano ma l’azienda utilizza delle aree all’interno dell’agro marmifero «Cava Focolaccia», nel territorio comunale di Massa, al confine, dove ci sono gli edifici destinati a posti letto, capannone, officina e altri servizi di supporto alla cava Piastramarina. Ma il Comune di Massa, a luglio, ha avviato le procedure di caducazione di quell’agro marmifero. Insomma la situazione è complessa e il Parco non ha potuto far altro che bloccare l’iter in attesa delle prossime conferenze dei servizi alle quali sarà convocato, quindi, anche il Comune di Massa.

 

LA MOSTRA Roma ricorda lo scultore Dazzi

A CINQUANT’ANNI dalla scomparsa di Arturo Dazzi, la Fondazione Villa Bertelli, il Comune di Forte dei Marmi e il Comune di Carrara organizzano una mostra dedicata allo scultore toscano, promossa da Roma Capitale. L’esposizione sarà inaugurata domenica
nel Casino dei Principi di Villa Torlonia, a Roma e si protrarrà fino al 29 gennaio. La mostra è curata da Anna Vittoria Laghi e racconta l’artista attraverso i legami privilegiati che instaura e coltiva nell’arco della sua vita con tre città italiane: Carrara, città natale e della formazione, Roma alla quale l’artista dovrà popolarità e successo e Forte dei Marmi, il buen retiro dove l’esponente di spicco del nuovo classicismo scultoreo del ‘900, lavorerà ad alcune tra le sue più importanti opere monumentali e dove, infine, si scoprirà pittore.
Il Casino dei Principi di Villa Torlonia aprirà le porte a circa 60 opere dell’artista, tra sculture, gessi, dipinti e disegni: alcune provenienti da Carrara dalle collezioni dell’Accademia di Belle Arti e da quella della Fondazione Cassa di Risparmio, altre in prestito dagli eredi Dazzi. Il nucleo principale dell’esposizione, invece, è di proprietà del Comune di Forte dei Marmi, a cui le opere sono state donate nel 1987 dalla vedova Dazzi.

 

CONFCOMMERCIO INCONTRO CON SODINI
ACCORPAMENTO della Camera di commercio: Confartigianato incontra il presidente Dino Sodini per fare il punto sul futuro. Si sono incontrati nella sede della Camera di Commercio, il presidente dell’ente camerale Dino Sodini e una delegazione di Confcommercio composta dalla presidente provinciale Nadia Cavazzini assieme a diversi componenti del consiglio direttivo, dal direttore Rodolfo Pasquini e dalla funzionaria Sara Giovannini. La questione dell’accorpamento voluta dal governo Renzi ha destabilizzato gli artigiani, che adesso cercano di capire cosa ne sarà del loro futuro come organizzazione.
LA RIUNIONE era stata richiesta da Confcommercio per avere dal presidente gli ultimi aggiornamenti sugli scenari dei futuri accorpamenti delle Camere di Commercio che, come noto, avverranno entro fine in caso di accordo diretto fra due o più soggetti, oppure nella primavera 2017 con decisione d’ufficio del Governo in caso di mancati accordi: durante l’incontro Sodini ha esposto il punto della situazione ai rappresentanti dell’associazione, i quali – nel ringraziare il presidente dell’ente camerale per la disponibilità e l’attenzione dimostrate – chiederanno adesso un altro incontro a breve con le altre associazioni di categoria, così da conoscere le posizioni di ognuna di loro alla ricerca di una linea condivisa.


«In via Verdi – raccontano i commercianti – manca l’illuminazione. Molte attività hanno chiuso, l’ospedale, gli uffici. Hanno aperto una mensa universitaria, mettendo in ginocchio molte attività. Sembra che il Comune ci voglia remare contro».
di PATRIK PUCCIARELLI
LA BANDA di via Verdi, tre furti in due notti: simili le modalità di scasso. Dopo il colpo all’edicola di Silvio, la via dell’arte è stata presa di mira da malintenzionati che nottetempo hanno rubato al bar Giotto e al Centro arti plastiche. Una finestra rotta, una porta divelta e il registratore di cassa portato via è il ritrovamento che la funzionaria del Comune, Sandra Botti, ha fatto ieri mattina all’apertura del museo. Un furto che non ha comportato atti vandalici, fatto presumibilmente dagli stessi balordi che avevano operato al bar Giotto poco più in giù dove sono state portate via stecche di sigarette, alcolici e un computer. Immediato l’arrivo delle forze dell’ordine che, allertate intorno a mezzanotte dai residenti, hanno acciuffato due dei ladri ancora con la refurtiva addosso. Da qui l’arresto e il processo per direttissima dei due giovani che sono due abituali frequentatori del bar Giotto e che adesso sono entrambi agli arresti domiciliari. «Carrara sta cambiando – dice Silvio Sambo, proprietario dell’edicola di via Verdi –. Hanno forzato la porta, mettendo tutto a soqquadro, hanno provato a cercare i soldi, ma si sono dovuti accontentare di quei pochi spiccioli che avevo lasciato in cassa. Dieci dvd, qualche cd, carte collezionabili e un blocchetto di assegni che è stato bloccato. E’ la prima volta che mi succede dopo anni di attività. Ci vogliono maggiori controlli. Tra riparazioni e sistemi di allarme, sono costretto ad affrontare spese che non ci volevano». Via Verdi, chiamata anche strada dell’arte, è diventata teatro di furti. La banda non ha atteso molto per tornare subito in azione. «Ho ricevuto la chiamata da una residente di via Verdi – spiega Pierpaolo Giacomelli, proprietario del “Bar Giotto” –. Quando sono arrivato la polizia ne aveva già arrestato uno, il secondo è stato preso dai carabinieri. Sono ragazzi italiani che frequentano il bar, di età compresa tra i 17 e 20 anni. Hanno rubato un computer portatile, alcuni alcolici, sigarette e qualche ricarica telefonica, il danno maggiore è la porta, con i suoi 500 euro di riparazioni. Questi ragazzi non hanno più svaghi, mancano i centri giovanili come un tempo, sono senza lavoro e si riducono a fare azioni disperate».

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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