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La Nazione (5485)

Stasera alle 20 al ristorante Pepenero di Piazza Crispi, la mostra di disegni "Horses" di Eugenio Riotto. Intervento anche del critico Gierut.

INAUGURAZIONE oggi alle 18 a Palazzo Cucchiari, via Cucchiari 1, della mostra fotografica «Sculture e scultori nei paesi del marmo», a cura di Massimo
Bertozzi. Esposte 30 fotografie e 30 sculture che esprimono lo sguardo di Reinhold Kohl sul panorama artistico dei paesi del marmo


I CAVATORI oggi tornano in piazza. Ma questa volta non a Carrara, bensì a Seravezza, nel distretto lapideo versiliese. Le segreterie nazionali di Feneal-Uil Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno proclamato uno sciopero nazionale di 8 ore. Oggi è la Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro e i sindacati confederali intendono ricordare, con lo sciopero, i morti del settore lapideo. «In questo settore, in Italia, sono morte sul lavoro 29 persone in 6 anni. – si legge in una nota – e a Carrara 5 negli ultimi 8 mesi». Lo sciopero fermerà (almeno in teoria) le cave apuane, ma corteo e assemblea pubblica (per la Toscana) si terranno a Seravezza. Dove saranno ricordati i morti in cava. In una nota Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Toscana scrivono: «Siamo convinti che intervenendo con più controlli, collegando concessioni e autorizzazioni al rispetto delle norme sulla sicurezza, possiamo invertire questi tristi primati. Le passerelle i giorni dopo l’incidente non servono ad evitare nuovi infortuni mortali». Nell’impossibilità di sapere perchè è stata scelta Seravezza e non Carrara (nel distretto apuano i cavatori sono un migliaio, nel distretto versiliese circa 200) l’unico dato certo è che questa sera una delegazione di Cgil, Cisl e Uil e dei sindaci dei comuni dove si trovano le cave, sarà alle 17 in Regione. Sindacalisti e sindaci incontreranno Rossi e con loro ci sarà una delegazione di cavatori. Per capire di cosa si parlerà basta chiederlo a Paolo Gozzan, segretario provinciale della Camera del lavoro: «Diremo a Rossi che dobbiamo riequilibrare la relazione tra ambiente e lavoro. Per la produzione sono stati fatti grossi investimenti in tecnologia, ora bisogna farli per la sicurezza. E serve un nuovo regolamento per gli organi ispettivi. Bisogna revocare subito le autorizzazioni nel caso di non rispetto della norma. E bisogna affiancare agli organi ispettivi le forze dell’ordine istituendo la polizia mineraria. Come Cgil abbiamo notizia dell’aumento esorbitante delle infrazioni rilevate ad ogni verifica. E bisogna promuovere consorzi, volontari o obbligatori. Le piccole cave non hanno le stesse potenzialità delle grandi. Bisogna fare una filiera sostenibile socialmente e rispettosa del territorio. E serve un responsabile per bacino da affiancare sempre ai capi cava. Il monte è martoriate e le competenze secolari dei cavatori non bastano più. Servono ingegneri, geologi. Devono pagarli le imprese, con i soldi del marmo. E serve un contingentamento. Ci sono cave che estraggono mille tonnellate all’anno e altre 2.500. Realtà simili ma con risultati opposti». E quando chiedi a Gozzani se queste differenze sono causate da trasporti in nero, scoppia a ridere: «Il nero? Lo dicono le intercettazioni, non noi». Il segretario Cgil conclude con un monito: «In cava i tempi e le modalità di lavoro non devono più essere dettate dal mercato ma dalla sicurezza. E la nostra comunità non può più sopportare danni ambientali, idrogeologici, infortuni, morti e una ricchezza poco distribuita».
INFINE una polemica. L’onorevole Martina Nardi in una nota ricorda che «Rossi aveva convocato gli stati generali del marmo per affrontare il tema della sicurezza in cava (senatori e deputati si stanno organizzando per fare un sopralluogo nella cava del tragico incidente che ha causato la morte di Roberto Ricci e Federico Benedetti). Devo constatare con rammarico (la riunione in Regione si è tenuta questa mattina - ieri, ndr) che i rappresentanti parlamentari del territorio non sono stati chiamati a discuterne».
Andrea Luparia


LA SITUAZIONE economica in un incontro in programma domani,
alle 18, nella sede del Pd in via Dante. Partendo dai dati dell’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio, il giovane ricercatore Daniele Mocchi illustrerà lo stato di salute del territorio e analizzerà quali sono i settori dove ci sono opportunità di crescita.
L’iniziativa sarà coordinata da Alessandro Ranzini giovane imprenditore e membro dell’esecutivo del Pd di Massa.

 

TUTTA Marina piange lo zì Robè. Oggi alle 16 nella chiesa della Sacra Famiglia in piazza Menconi avranno luogo i funerali di Roberto Magnani, re degli spedizionieri, grande tifoso e sostenitore della Carrarese Calcio, morto improvvisamente martedì sera mentre stava rientrando a casa con la sua immancabile bici elettrica. Aveva 92 anni, lo zì Robè ma aveva un dono divino che lo ha accompagnato per tutta la sua lunga e laboriosa vita: aveva fermato il tempo. Era immortale. Lucidissimo, sorridente, dinamico come un ragazzino. Una persona limpida, schietta, buona. Si sprecano gli aggettivi per ricordarlo. Mai una parola fuori posto, mai una polemica, mai una discussione oltre le righe. Roberto era così, leale, compagnone, pronto a sdrammatizzare, a dare coraggio, a trasmettere gioia e coraggio. A tutti. Walter Devoti, storico dirigente della Carrarese Calcio è commosso: «Persone come Roberto sono rare, ha voluto tanto bene alla Carrarese, la sua BM era tra i migliori sponsor per anni. Solare, rispettoso, buono: un cuore immenso e ci mancherà tanto. E’ proprio vero, vederlo sempre di buon umore trasmetteva allegria». Domenica in occasione della gara di campionato contro il Prato allo stadio dei Marmi verrà osservato, in suo memoria, un minuto di raccoglimento.
g.b.

HA APPOGGIATO la sua bici elettrica davanti all’ingresso di casa di ritono dalla bocciofila dove trascorreva tutti i pomeriggi assieme agli amici. E’ crollato a terra colpito da infarto ed è morto.
Se n’è andato così ieri sera Roberto Magnani, lo zì Robè, 92 anni, grande tifoso della Carrarese e fondatore di una delle più prestigiose agenzie marittime del porto di Marina di Carrara, la B.M assieme a Enrico Bogazzi, Aldo Bruschi e Gianfranco Mazzanti. Roberto Magnani a dispetto dell’età godeva di una salute eccezionale e non aveva mai accusato alcun tipo di problema. Da tempo ormai, estate e inverno, viaggiava con la sua bici elettrica. Persona di assoluto rispetto, benvoluto da tutti si era guadagnato la stima sul lavoro e soprattutto nella sua famiglia. Aveva tre figli: Carlo Enrico, Anna e Marco. La tragedia nel cortile della sua abitazione di via Garibaldi a pochi passi dal suo amatissimo porto e dal campo sportivo dei Pini. Il sindaco Zubbani ricorda con affetto Roberto Magnani “avrà sempre un posto nel nostro cuore”. “Roberto era una persona bella e rara, perché aveva il dono di offrire a tutti gioia e serenità. Portando le condoglianze dell’amministrazione comunale e mie personali ai figli Anna, Gianenrico e Marco, credo di esprimere il sentimento di una comunità che nutriva per lui profondo affetto per la sua grande umanità e per la sua capacità unica di far nascere un sorriso, anche una semplice parola, come se tutti facessero parte della sua grande famiglia”. Il sindaco ricorda commosso Magnani che “per tutti noi era lo «zì Robè» che avremmo voluto anche in famiglia, perché ha sempre saputo mantenere quella dimensione affettiva che era tipica della “sua” Marina che da sempre lo considerava la figura che meglio rappresentava valori e rapporti umani. Sono le qualità che gli hanno permesso di essere imprenditore di successo e di dedicarsi con passione anche alla vita pubblica riservando il tempo migliore alla sua meravigliosa famiglia, senza mai dimenticare le grandi passioni, prima fra tutte Carrarese che ha sempre e seguito e che ha continuato a seguire con amore. Con lui - conclude il sindaco – perdiamo un uomo che avrà sempre un posto importante nel cuore di tutti i marinelli e di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e che non lo dimenticheranno”. L’abitazione di via Garibaldi dove Roberto si era trasfertito da un anno è stata mèta di un triste pellegrinaggio. Subito è accorso il dottor Giorgio Nardi legatissimo a Roberto, poi l’armatore Enrico Bogazzi e il comandante Renato Maggiani, compagni di una grande avventura imprenditoriale tra gli spedizionieri. Roberto era il «re» indiscusso, una passione che aveva trasmesso ai figli. Era uno dei tifosi storici della Carrarese Calcio che amava come una famiglia. Immancabile la sua presenza in tribuna Magnani aveva sempre aiutato anche economicamente i colori azzurri. Lo ricordiamo con affetto per Marina, prima a bordo di un Bmw bianco (uno tra i primi) col cambio automatico e poi sfrecciare con la sua bici elettrica.
Era amatissimo lo zì Robè e tutti i pomeriggi si recava alla bocciofila del Litorale per giocare la partita a briscola bugiarda. E anche alle carte era un personaggio fantastico «sono come i brasiliani», amava dire agli amici per mettere in luce il suo carattere passionale, estroso, vivace. Addio caro Roberto, cuore d’oro, tutti ti hanno voluto bene. I funerali avranno luogo domani, giovedì alle 16, alla chiesa della Sacra Famiglia in piazza Menconi. Alla famiglia le più sentite condoglianze da parte della redazione de La Nazione.
Gianfranco Baccicalupi

Domani il tavolo da Rossi a Firenze


DOMANI alle 17 a Firenze si terrà il tavolo sulla sicurezza con il governatore Enrico Rossi. Il 2 maggio la visita a Gioia della commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni del lavoro, in missione nei luoghi in cui si è verificato il crollo.

Altre istanze delle aziende che impugnano la legge regionale
I ricorsi. Una decina di aziende di escavazione sono ricorse al tribunale contro la legge regionale che interviene sui beni estimati
Pubblico e privato. La legge regionale, già impugnata dal Governo, prevede che i beni estimati non siano più proprietà privata, ma patrimonio collettivo
di CRISTINA LORENZI
DOPO che il giudice aveva rinviato tutto alla Corte costituzionale,
ieri mattina in tribunale si è giocata un’altra puntata sui beni estimati. Dopo l’Omya e Cave statuario, su cui si era pronunciato il giudice Paolo Puzone rinviando il giudizio ad altra corte, ieri diversi giudici hanno affrontato la stessa questione e il risultato è stato una sospensione, quattro riserve e un rinvio. Così, assistite dai legali Riccardo Diamanti e Sergio Menchini, ieri si sono presentate le seguendi aziende di escavazione: La Facciata, Società apuana marmi, Marmi Canalgrande, Escavazione Polvaccio, Cooperativa Canalgrande, Gualtiero Corsi, Marmi Carrara, Bettogli marmi, Marmi Lorano, Marmi Gioia. Per il Comune, che ieri mattina si è costituito, erano presenti gli avvocati Domenico Iaria, Sonia Fantoni e Marina Vannucci. Così in attesa che le sospensioni e le riserve si sciolgano, rimane valida l’attesa della Corte costituzionale che dovrà pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento regionale che di fatto regola i beni estimati alla stregua di proprietà pubblica.
Le aziende in sostanza hanno sollevato l’incostituzionalità della legge della Regione in materia di cave sostenendo la proprietà delle cave che coltivano, presentando prove, passaggi di proprietà, ingressi di altri imprenditori dopo un fallimento di un collega. Il Comune aveva risposto mettendo in discussione questa tesi, affermando che tutti gli agri marmiferi del territorio, compresi i beni estimati, sono di proprietà pubblica, in perfetta sintonia con la legge regionale. Da qui il ricorso al tribunale. Aprì le danze il giudice Puzone giudicando legittima la richiesta delle due aziende apripista inviando il quesito alla Consulta e puntualizzando che la Regione avrebbe legiferato in un campo non di sua competenza, sostituendosi al giudice in un contenzioso tra privati e Comune e che tale norma esproprierebbe una proprietà privata senza indennità. Inoltre la normativa verrebbe meno anche al diritto internazionale di proprietà privata sancita dalla convenzione sui diritti dell’uomo, al principio di eguaglianza con altri beni non legati al marmo, ma sul territorio (campi agricoli). Inoltre la norma permetterebbe l’espropriazione di una proprietà privata per incrementare gli utili del Comune e non per opere di pubblica utilità.

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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