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La Nazione (5256)

LA RICHIESTA INSERIAMO LE NORME NEL DOCUMENTO DEGLI AGRI MARMIFERI

«OGNI VOLTA che si muore si deve procedere ad una verifica di tutti gli step operativi dell’azienda, dalla regolarità amministrativa a quella relativa alla sicurezza». A dirlo è Giacomo Bondielli della Filca-Cisl al termine dell’incontro di ieri tra i sindacati e il prefetto Enrico Ricci. «L’escavazione – aggiunge il segretario provinciale della Cisl Andrea Figaia – va gestita sulla base dei protocolli di sicurezza del personale, il regolamento degli agri marmiferi deve essere ambizioso ed occuparsi di sicurezza e filiera locale. Rimane aperta la questione relativa al rappresentante per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Se, come sembra, uno di quelli della ditta in questione aveva dato le dimissioni da questo delicato incarico, allora mi domando: dopo 14 morti in cava in meno di tre anni, possibile che a Carrara, in Toscana, si possa lavorare senza un responsabile della sicurezza». «Di certo – sottolinea il numero uno provinciale della Uil, Franco Borghini – non si può più andrae avanti così. Per questo abbiamo ribadito al prefetto la necessità, oltre che di proseguire la discussione sui tavoli nazionali, di intervenire con la chiusura di quelle cave che non rispettano le regole in materia di sicurezza».

 

MANIFESTAZIONE GRANDE PARTECIPAZIONE AL CORTEO DEI SINDACATI

di CLAUDIO LAUDANNA «BASTA MORTI sul lavoro». Quattro parole per riassumere il pensiero di tutti i tantissimi lavoratori che ieri sono scesi in piazza per la manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil dopo la scomparsa, venerdì scorso, di Luciano Pampana a Fantiscritti. Ieri fin dal primo mattino erano in centinaia in piazza d’Armi, non solo cavatori, ma anche operai, metalmeccanici, impiegati e tanti altri ancora, tutti uniti dalla volontà di chiedere a gran voce più sicurezza per chi lavora. Dietro al grande striscione alla fine erano circa un migliaio che, in silenzio, hanno sfilato per via Roma, piazza Farini e poi concludere in via VII Luglio, sotto il Comune. Ad attenderli non solo non c’era nessuno della giunta o dell’intero consiglio conunale, ma addirittura erano ancora al proprio posto le auto al centro della piazza e così i lavoratori hanno dovuto tenere il proprio comizio in mezzo alla strada. Qui, dopo il minuto di silenzio per ricordare l’ultimo caduto sul lavoro, i primi a prendere la parola sono stati Sauro Mattei e Riccardo Zizzi, il primo un cavatore in pensione, il secondo un ragazzo delle scuole superiori. Entrambi hanno letto due poesie molto toccanti sulle morti bianche, prima di cedere la parola ai segretari provinciali dei sindacati confederati, Paolo Gozzani, Andrea Figaia e Franco Borghini. «E’ ora di finirla – ha esordito Gozzani –, tutte quelle cave che non rispettano le regole sulla sicurezza vanno chiuse. Non vogliamo più sentire che sia colpa del fato o del destino, le aziende si assumano le proprie responsabilità. Un geologo, per esempio, non può seguire un piano di coltivazione che riguardi più di 35 operai». Durante il comizio è poi sceso anche il sindaco Francesco De Pasquale che davanti al lutto e alla rabbia dei lavoratori ha parlato di beni estimati e scaricato le responsabilità istituzionali su Firenze «E’ un bene che ci sia tanta gente in piazza – ha detto –. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche se come Comune non possiamo fare molto, perché la sicurezza è in capo alla Regione. Sarebbe diverso se potessimo scegliere quali aziende lavorano, finché ci saranno i beni estimati è difficile intervenire. Io posso dire che tutti dovremmo fare sistema e che come amministrazione ci possiamo fare da tramite per le denunce, anche anonime, dei lavoratori». Hanno dimostrato di avere invece le idee molto più chiare su come e dove intervenire i cavatori che ieri sono scesi in piazza. «Oggi siamo qui – racconta Stefano Rossi – per dare un segnale forte agli imprenditori di mettere in sicurezza le cave. Purtroppo ancora oggi ci sono aziende in cui i lavoratori sono minacciatio perché producano di più». «La realtà – aggiunge Angelo Crudeli – è che ci sono 5 o 6 grandi imprenditori che guadagnano tantissimo, mentre le ricadute sul territorio non si vedono. Al monte come al piano anche l’occupazione è molti inferiore a quella che dovrebbe essere. Oramai si lavora con organici ridotti al minimo».

 

L’ASSOCIAZIONE culturale “Amici di Luni” organizza per sabato nella sala consiliare del Comune di Luni a Casano (Ortonovo) alle 16,30 una conferenza sul tema “Marmo e urbanistica a Luni nei primi due secoli dell’impero. Dati acquisiti e problemi aperti”. Relatore dell’interessante retrospettiva sulla nostra storia il professor Enrico Dolci.

In estate le elezioni ASBUC

Fissate al 1 Luglio le elezioni per rinnovare il Consiglio di ASBUC dopo che il precedente ha presentato in massa le dimissioni per il mancato sostegno dei frazionisti all'accordo.


I FONDI INVESTIMENTO DI OLTRE 200MILA EURO DA DESTINARE AL SETTORE


OSSERVATORIO sui prezzi del marmo e tracciabilità del materiale estratto: arrivano i soldi per partire. L’amministrazione prepara un investimento da oltre 200mila euro per dare le gambe a due progetti che fin dalla campagna elettorale sono stati tra i propri obiettivi dichiarati. Tutto questo sarà possibile grazie a nuove risorse entrate nelle casse comunali che saranno ora ridistribuite ai vari settori. Al marmo, complessivamente spetteranno poco più di 250mila euro sulla cui destinazione ha fatto chiarezza ieri in commissione l’assessore Alessandro Trivelli. «Di queste risorse aggiuntive – ha spiegato – 96mila euro saranno destinati alla realizzazione dell’osservatorio sui prezzi del marmo. Di questo ne abbiamo già parlato con la Regione che ci ha garantito che ci darà un sostegno, ma ci ha anche chiesto di allargare l’analisi a tutto il distretto apuo-versiliese. Noi per il momento abbiamo deciso di andare avanti e di restare in attesa di tutti quei comuni che vogliano partecipare. Per la tracciabilità, invece, saranno investiti 120mila euro. Presto saranno fatti tutti i passaggi necessari per poi arrivare in tempi brevi alle manifestazioni d’interesse. Altri 28mila euro serviranno poi per l’adeguamento della pesa dell’Omya, mentre 20mila saranno un contributo per la Imm in occasione di White Carrara downtown. Altri fondi, inoltre, saranno utilizzati per una nuova ricognizione sui ravaneti e la realizzazione di una nuova parte degli studi attuativi. Infine – conclude – 20mila euro saranno destinati al settore Sport per l’organizzatore del Summer festival in piazza Menconi dove prevediamo di allestire una ventina di eventi». «NON CAPISCO perché – ha replicato il consigliere di minoranza Gianenrico Spediacci – due temi tanto cari all’amministrazione come la tracciabilità e l’osservatorio sui prezzi siano stati finanziati solo attraverso una variazione di bilancio e non inseriti nel previsionale. Mi sembra un percorso poco corretto». Un concetto ribadito anche da Cristiano Bottici del Pd. «Ricordiamoci – ha detto – che il bilancio preventivo è completamente frutto della nuova amministrazione. Per questo non si capisce come mai questi progetti prima della variazione non fossero stati finanziati». c.lau

 

CONFARTIGIANATO «Serve formazione sul rischio»


MASCARDI: interveniamo sulla percezione del rischio. Gabriele Mascardi, vertice di Confartigianato, sostiene che «esiste una rigida normativa che ha disciplinato in maniera chiara obblighi formativi, mansioni e corrette procedure. I datori di lavoro si sono adeguati prendendo coscienza che sarebbe troppo stupido non investire in sicurezza. I lavoratori hanno preso coscienza che volenti o nolenti le regole vanno rispettate. Le ispezioni sono state intensificate. Non basta. È il momento di affrontare la tematica dell’ effettiva percezione dei rischi. Gli incidenti sono imputabili all’errore umano. Scelte sbagliate, sottovalutazione della gravità di un pericolo, sovrastima della propria abilità. La percezione del pericolo è soggettiva. E’ possibile ridurre gli incidenti con una corretta percezione del rischio. Occorre lavorare affinchè tutti i lavoratori, per prevenire gli infortuni, conoscano come nasce e si sviluppa la percezione del rischio, per renderla coerente con la situazione oggettiva, evitando superficialità ed eccessiva confidenza con il rischio. Riteniamo improrogabile la messa a punto di sistemi finalizzati, attraverso nuovi metodi formativi e nuove pratiche all’incremento della corretta percezione».

 

CORTEO CONTRO LA MORTE


di CRISTINA LORENZI MENTRE LA CITTÀ si prepara per lo sciopero generale che si terrà stamani con un corteo in piazza d’Armi alle 9,30, il Servizio di prevenzione dell’Asl è al lavoro per capire i dettagli della dinamica dell’incidente che lo scorso venerdì è costato la vita a Luciano Pampana, 58 anni, di Viterbo, cavatore della ditta Fiordichiara B. Al termine un dossier da trasmettere in Procura dove sarà redatto un eventuale registro degli indagati. «La dinamica – spiega la responsabile del Servizio Asl Maura Pellegri – è piuttosto chiara: una pala meccanica si è mossa e ha schiacciato l’operaio che stato travolto ed è morto. Adesso stiamo effettuando le verifiche per capire perché e come. Cosa stesse facendo e perché fosse sotto le ruote». Il resto è una procedura purtroppo arcinota in questi casi: si interrogano i dipendenti, una decina, per capire le mansioni e su quali direttive il cavatore si fosse mosso. Poi un dettagliato dossier che la procura sta attendendo per formulare capi di imputazione e individuare eventuali responsabilità e quindi aprire un registro degli indagati che al momento non esiste ancora. «Non è detto – ha spiegato Pellegri – che la responsabilità sia di chi guidava la pala. Stiamo accertando ogni dettaglio». Intanto contro le morti sul lavoro in memoria di Luciano Pampana stamani la città del marmo si ferma con 8 di sciopero indetto dalle segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil che per l’occasione organizzano una manifestazione che muoverà alle 9,30 da piazza d’Armi. «Non è la fatalità – si legge nel volantino dei confederali –, ma il mancato rispetto delle norme di sicurezza: le cave che non rispettano le norme devono essere fermate». La federazione provinciale di Rifondazione nel rinnovare la vicinanza ai familiari del cavatore morto, dichiara la propria partecipazione alla manifestazione. «Sottolineeremo nuovamente la non accettazione del concetto di fatalità di fronte ad una tragedia simile e che si torni al più presto ad analizzare seriamente temi come la sicurezza nel luogo di lavoro e la regolamentazione del settore riguardo il contingentamento dell’escavazione e delle concessioni dei siti».

 


I residenti di via Finelli divisi su fontane e statue colorate
ELISA GUADAGNI: «DISEGNI VOLGARI»
ELISA GUADAGNI, 84 ANNI, PARLA, PER LA FONTANA, DI COLORI VOLGARI CHE FANNO A SCHIAFFI. RACCONTA CHE IL PALAZZO DI FRONTE ERA LUOGO DOVE TENEVANO GLI APPESTATI
Tutti concordi sul vietare scritte e colorazioni sui monumenti di marmo bianco
VIA FINELLI, dalla Porta del bozzo al Ponte della bugia, zona di degrado, sporcizia, scritte ovunque. Più o meno al centro della strada, incastonata nel muro, sorge una fontana la cui parete d’appoggio, alcune settimane fa, è stata dipinta di sfolgoranti rosa e verde. Immediate erano state le reazioni sui social e, tra chi gradiva l’opera e chi preferiva la fontana com’era prima c’era anche qualche ottimista che aveva sostenuto: «E’ stato fatto apposta per attirare l’attenzione, adesso dovranno rimetterla tutto a nuovo». Ciò non è avvenuto, come molti altri interventi, primo fra tutti quello alla rimessa in sesto della porta del bozzo. Abbiamo chiesto agli abitanti cosa pensano della zona in cui vivono. «Quando la fontana non era dipinta, si notava di più l’incuria – dice Cristina Fregosi – ora sembra più pulita ma, anche per i colori scelti, è un pugno in un occhio. Anche la porta del bozzo – fa notare Fregosi – è stata ridipinta solo a metà, alla base sono rimaste molte scritte. D’estate – dice ancora la donna – si deve passare in questa strada con una molletta al naso per sfuggire al tanfo che proviene da urine e feci dei cani. La manutenzione è a zero. La spazzatrice Amia non è che una ‘ spalmatrice’ che non raccoglie gli escrementi, ma li sparge». Elisa Guadagni, 84 anni, per una vita bidella del Liceo artistico, parla, per la fontana, di colori volgari che fanno a schiaffi. Racconta che il palazzo proprio lì davanti, dove oggi sorgono scritte varie, era luogo dove tenevano gli appestati e conclude dicendo: «Non hanno altro da fare che rovinare la porta del bozzo». Sul Ponte della bugia c’è un’altra fontana, lasciata completamente a se stessa e piena di sporco, alla quale si riforniscono tutti gli abitanti della zona, sostenendo che l’acqua sia più buona di quella di Piazza del Duomo. Di fianco alla fontana, una distesa di biciclette che, pare, appartengano in gran parte agli extracomunitari che affollano la zona. Una distesa poco piacevole a vedersi. «Gialla e azzurra – scherza Michele Lazzerini, grande tifoso della Carrarese, a proposito della fontana – sarebbe stata più bella, però sta bene anche così. E’ una bella nota di colore. Bisognerebbe, però, togliere le varie scritte che la deturpano. Per quanto riguarda la porta del bozzo io credo che i graffitari facciano anche bei disegni, ma tutte quelle scritte indecifrabili e i vari falli in giro per la città non mi fanno piacere. Poco gradevoli anche le deiezioni canine che impestano la strada». Anche Nicola Micheli preferisce la fontana colorata: «Prima era una schifezza, adesso si ha meno l’idea di sporco. La porta del bozzo è scandalosa: sporco di tutti i tipi». Riccardo Vanelli invece non gradisce: «Non era molto bella nemmeno prima, ma adesso mi sembra peggio. Qui c’è tanta sporcizia, quindi tanta maleducazione. Ma perché il Comune lascia certe zone abbandonate a se stesse? Mia cugina – chiosa Vanelli – ha rifatto da poco la facciata ed è già un cumulo di scritte». Stefania Grassi

TIR in panne, Colonnata isolata


SI ROMPE un camion del marmo, Colonnata isolata. Code chilometriche fino al centro città. Sembrano non finire mai i disagi causati agli abitanti dei paesi a monte dalla frana che da un mese ormai obbliga alla chiusura della strada tra il paese del marmo e Bedizzano. Ieri mattina poco prima delle 8 è bastato un banale guasto allo sterzo di un bisonte del marmo perché diventasse impossibile a qualunque mezzo raggiungere Colonnata. Con il tir bloccato in mezzo alla strada tra il centro di Miseglia e i ponti di Vara, tutto il traffico in direzione monti è rimasto bloccato per ore. In poco tempo un lungo serpentone di auto, pullman e camion si è andato a formare dal punto del guasto fino addirittura al ponte di ferro e solo dopo oltre due ore la situazione ha cominciato a sbloccarsi. Il camion è stato fatto spostare a bordo strada e, poco a poco, la situazione si è tranquillizzata. «Così non si può più andare avanti, riaprite subito la strada – è il commento di alcuni residenti di Colonnata –. Siamo stati tutta la mattina completamente isolati solo perché un tir si è guastato. Per fortuna nessuno si è sentito male, altrimenti anche le ambulanze non sarebbero riuscite a passare». Nonostante le accese richieste degli abitanti dei paesi a monte, la situazione non è destinata a cambiare per almeno altri dieci giorni. A La Piana, sul luogo delle due frane di marzo e aprile, gli interventi di ripristino della strada sono sostanzialmente conclusi, ma ora bisognerà aspettare che vengano installati i sistemi di monitoraggio. Grazie alla tecnologia laser saranno fissati degli speciali rilevatori in grado di trasmettere, in caso di nuovo rischio crolli, un segnale a un semaforo che blocchi immediatamente la strada. c.lau

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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