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La Nazione (3865)

Alluvione, flop dei rimborsi e incubo burocrazia


RISARCIMENTI IN POCHI SONO RIUSCITI A PRESENTARE REGOLARE DOMANDA IN REGIONE


ALLUVIONE 2017: è flop per i rimborsi. In tantissimi non sono riusciti a fare domanda Si è chiuso lunedì il bando regionale riservato alle piccole e medie imprese che abbiano subito danni durante alluvioni e temporali del 2013,2014 e 2015. Firenze aveva messo a disposizione contributi sotto forma di finanziamento agevolato, di durata massima venticinquennale, assistito da garanzie dello Stato per tutte quelle aziende toscane che avevano già presentato al Comune la scheda C di accertamento dei danni dell’attività economica. Una piccola boccata d’ossigeno per chi da anni sta ancora cercando di rimettersi in piedi, ma purtroppo in tanti non sono riusciti a partecipare al bando a causa di procedure complesse e, forse, di una cattiva comunicazione. «Da tutto il territorio la Regione ha ricevuto appena 265 domande, quando solo a Carrara erano stati in 340 a presentare la scheda C - dice Claudia Bienaimè, architetto ed ex consigliere comunale -. Il problema era che si trattava di un bando molto tortuoso per partecipare al quale era obbligato rivolgersi a un commericalista. Inoltre tanto in Regione che in Comune non c’era uno sportello dedicato. Io ho segnalato già alcune settimane fa la cosa a palazzo civico, ma qui gli uffici si sono mossi comunque tardi, cominciando a chiamare gli aventi diritto solo a pochi giorni dalla scadenza. Il sindaco stesso non ha fatto nulla per publicizzare la cosa, quando probabilmente con qualche cartellone nella zona rossa si sarebbe potuto risolvere il problema per tempo. Il risultato è che in molti che avevano diritto ai risarcimenti non siano riusciti a farsi avanti».

 

Michelangelo alle cave è anche in un... dipinto

LA CURIOSITÀ A PALAZZO DUCALE


SI È PARLATO molto ultimamente della presenza di Michelangelo alle cave grazie anche alla realizzazione di due pellicole cinematografiche: “Michelangelo infinito”, e “Il peccato. Una visione” di Anfrej Konchalovsky. Ma la rappresentazione iconografica per antonomasia della presenza di Buonarroti alle cave è senz’altro il dipinto, olio su tela, di Antonio Puccinelli. MOLTI forse lo hanno presente, ma non tutti sanno che fa parte della collezione della Provincia di Massa-Carrara, e che si trova nel Palazzo Ducale di Massa, esposto da anni su una delle pareti delle sale della ex presidenza, quelle con affaccio su Piazza Aranci, di recente riaperte al pubblico. Puccinelli lo realizzò a cavallo del 1864, terzo centenario della morte di Michelangelo. La notizia di questi giorni è che quel dipinto (nella foto) andrà in prestito, a partire dal mese di aprile 2018, al museo Michelangelo di Carrara, la cui inaugurazione è prevista per la metà del prossimo anno. Vi rimarrà per un anno dopodiché tornerà nelle sale del Palazzo Ducale per essere sostituito da una copia digitale stampabile, autorizzata dalla provincia e realizzata dal Comune di Carrara.


Arezzo, annuncio dei proprietari dell’Archivio Vasari
Silvia Bardi Salvatore Mannino AREZZO «LA MOSTRA delle lettere di Michelangelo la facciamo lo stesso, a tutti i costi. Anche al prezzo di aprirla a teche vuote». Che i fratelli Festari, proprietari dell’Archivio Vasari, una delle più preziose miniere di carte del Rinascimento, ci riescano davvero è un altro discorso. Ma certo siamo di fronte a un altro capitolo della guerra infinita che divide i proprietari di questo straordinario patrimonio, conservato in un armadio di ferro di Casa Vasari, nel centro storico di Arezzo, dallo Stato, nel caso specifico dalla sovrintendenza per i beni archivistici della Toscana che la mostra delle carte michelangiolesche l’ha bloccata il 5 ottobre, a poco più di una settimana dall’apertura che era fissata per venerdì 13, in piazza Grande, nel Palazzo di Fraternita, altro scrigno d’arte opera del Rossellino. LA MOTIVAZIONE della lettera firmata direttamente dalla sovrintendente, Diana Toccafondi, che in questa storia ci vive immersa da anni, è semplicissima: la richiesta ci è arrivata solo il 3 ottobre e in dieci giorni non potevamo concedere l’autorizzazione all’esposzione di un bene così prezioso, che richiede tutt’altra cura. Ma, oppongono i fratelli Francesco, Leonardo, Antonio e Tommaso, la mostra altro non è che una replica (migliorativa) di quella che si è già svolta nel 2016 nel fiorentino Palazzo Medici Riccardi. Allora, anche il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, aveva annunciato nella conferenza stampa di presentazione che l’iniziativa si sarebbe replicata nella città del Vasari. E l’impegno era stato confermato lo scorso marzo, stavolta ad Arezzo, quando era stata presentato la digitalizzazione dell’archivio. Nell’occasione c’era proprio Diana Toccafondi. Quasi a suggerire che è la sovrintendenza a venir meno alla parola. Ora, la stessa Toccafondi, nella lettera con cui blocca la mostra, suggerisce che vengano esposti, visto i tempi così ristretti, non gli originali delle lettere di Michelangelo ma le copie digitali. Proposta rifiutata con sdegno dall’avvocato dei fratelli, Guido Cosulich, che annuncia ricorso al Tar contro il provvedimento e denunce penali: meglio allora le teche vuote. Per ora comunque è una preferenza esclusivamente degli eredi. L’altro organizzatore, il Comune, alla provocazione non ci sta, così come non ci sta la Fraternita dei Laici, che la mostra avrebbe dovuto ospitarla. E TUTTAVIA i fratelli non demordono: «Teche vuote, in segno di lutto per l’assassinio della cultura ed in nome dell’ostinazione nella volontà e nel coraggio di di combattere fino all’ultimo istante gli abusi, le violenze e i reati». I fratelli non fanno cenno al perchè si siano ridotti a chiedere l’autorizzazione in extremis. Si riapre così una faglia di scontro che è in movimento perlomeno da quando i Festari tentarono di vendere l’archivio al magnate russo Vassily Stepanov, peraltro poi sparito, per l’astronomica cifra di 150 milioni. Ultimo atto, a luglio, l’annuncio del ministero dei beni culturali dell’avvio della procedura per l’esproprio delle preziose carte, di cui le lettere di Michelangelo sono l’emblema. «Stavolta - dice Cosulich - sarebbe stata una mostra più completa di quella di Palazzo Medici Riccardi, con esposte tutte le 17 epistole». Compresa quella di un Buonarroti ormai vecchio e stanco che si confida con Messer Giorgio. Peccato per il pubblico che finisca così.

MUSEO GIGI GUADAGNUCCI: GLI ORARI

MUSEO Gigi Guadagnucci alla Villa Rinchiostra: ecco l’orario autunnale di apertura, in vigore dall’1 settembre: venerdì, sabato e domenica ore 16-19,30. Per informazioni, 0585 490279 e 049732.

FEMMINICIDIO


FEMMINICIDIO: a Torano una panchina monumento con scarpette rosse, la presenza di Susanna Camusso, artisti e stilisti. Inaugurazione il 25 novembre in occasione giornata contro violenza sulle donne. Una panchina in marmo e una teca di vetro come schienale, che custodiranno le celebri scarpette rosse, simbolo del femminicidio, portate a Torano, in segno di protesta e solidarietà da donne e uomini. Tra le scarpette rosse che comporranno l’installazione collettiva anche quelle di Susanna Camusso, segretario della Cgil che a Torano arrivò nell’estate 2013 per vedere l’opera di Emma Castè[QN11EVIBLU] (nella foto),[/QN11EVIBLU] centinaia di scarpette rosse lasciate sulle scalinate della chiesa del paese e molti artisti come Pierangela Massolo, Chiara Boni, Francisco Garden e la stilista Eugenia Serafini, E’ stato un referendum tra gli abitanti del piccolo borgo conosciuto come il paese per gli artisti e sede della rassegna d’arte «Torano notte e giorno» che quest’anno festeggia la 20esima edizione, a scegliere il luogo dove sarà posta l’opera collettiva dal titolo «Quel che resta». La panchina sarà installata in piazza Guidi dal Comitato Pro Torano. L’opera ha avuto in questi giorni anche il nulla osta del Comune. Inaugurazione prevista per il 25 novembre in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. «Torano è il paese degli artisti, ma è anche il paese che ama le donne e ripudia la violenza di genere» dichiara Castè.


Fabio Felici e Luca Figari bacchettati dalla commissione consiliare
«NOTIZIA USCITA IN MODO INTEMPESTIVO»
«LA NOTIZIA è uscita in maniera intempestiva – ha detto Felici –, ma tutto nasce da lontano, dalle indicazioni del governo e dalla richiesta dell’imprenditoria locale di andare verso il nuovo format.i CLAUDIO LAUDANNA «STIAMO lavorando per raggiungere gli stessi risultati dell’ultima edizione di Marmotec». Così il direttore della Imm Luca Figari ha illustrato nel corso della commissione Marmo lo scopo della annunciata rivoluzione della fiera simbolo del nostro territorio. Non si parla, dunque, di rilancio o crescita, ma solo di un tentativo di mantenere quegli incassi che hanno spinto i tecnici a chiudere i battenti di quella che fu la gloriosa Fiera internazionale Marmi e macchine, vale a dire poco più di 200mila euro. Addio così a stand ed esposizioni tradizionali e via libera a una non ancora ben precisata «fiera diffusa» che dovrebbe prendere le mosse da quanto fatto la scorsa estate con White Carrara downtown. Chiamati in tutta fretta a rapporto in Comune dopo le rimostranze dell’opposizione, spiazzata dall’annuncio a sorpresa di questa vera e propria rivoluzione copernicana – fatto durante la fiera di Verona e senza alcun passaggio preliminare a palazzo civico – i vertici Imm non hanno saputo fare altro che lamentarsi di un «errore nella comunicazione» che, rendendo pubblico prima del previsto il cambio di rotta, avrebbe rovinato la loro fine strategia di sviluppo. Sulla questione, va detto, ci fu una chiara conferenza stampa. «Non voglio entrare nel merito di questa scelta – ha tuonato Cristiano Bottici –, ma certo non ne condivido il metodo. In passato si era parlato di rivedere il format, ma non di chiudere gli stand e, comunque, noi consiglieri non ne siamo mai stati informati. Per questo nuovo evento, poi, io invito a pensare a quanto già successo in occasione dell’Expo del 2015, quando si doveva fare una Marmotec sperimentale che poi saltò a pochi mesi dal via lasciando un buco da 400mila euro». «Noi vogliamo vedere il piano industriale – ha rincarato la dose Gianenrico Spediacci -. Tutto questa storia credo sia partita malissimo. La città ha diritto di sapere che indirizzo si voglia dare alla Imm». «LA NOTIZIA è uscita in maniera intempestiva – si è lamentato Felici –, ma tutto nasce da lontano. Nasce dalle indicazioni del governo, ma anche dalla richiesta che ci ha fatto l’imprenditoria locale di andare verso questo nuovo format. Già nel settembre 2016 l’allora sindaco Angelo Zubbani parlava di un ipotesi di cambio di format, mentre io stesso lo scorso giugno nella relazione al bilancio 2016, dicevo che avremmo dovuto osservare come sarebbe andata Carrara Downtown per pensare un cambiamento. D’altronde credo che la prossima Marmotec avrebbe chiuso in rosso». «Siamo a una svolta – si è invece difeso Figari -, pensate che adesso c’è qualche imprenditore carrarese che si vanta di non aver mai partecipato alla nostra fiera. Noi ora stiamo lavorando per il mantenimento di tutti i nostri 27 dipendenti che fino a qualche anno fa producevano 7 milioni di euro e adesso appena 4. La decisione di cambiare non è stata presa in un giorno. Il nostro obiettivo resta quello di arrivare a garantire i livelli della scorsa Marmotec, ovvero un guadagno di 204mila euro». Solo poche parole e sulla difensiva, invece, per l’assessore al Marmo Alessandro Trivelli e per il consigliere pentastellato Nicola Del Nero i quali non hanno saputo resistere allo sport più in voga di questi ultimi mesi: puntare il dito contro la passata amministrazione. «Che Carrara Downtown fosse prodromica a un cambiamento di format per Marmotec mi sembrava palese – ha detto Trivelli -. Comunque la Imm è una spa e non mi sembra strano che non voglia immediatamente rendere pubbliche tutte le proprie intenzioni». «Il cambiamento – ha sottolineato Del Nero – era già stato annunciato da Felici nella propria relazione del 13 giugno».

Marmista si ferisce ad una gamba

INFORTUNIO PAURA IN UNA SEGHERIA DI TORANO. GOZZANI: PIÙ SICUREZZA


INCIDENTE in segheria a Torano. Ieri mattina non erano ancora le 8 quando un operaio è rimasto ferito a una gamba mentre stava lavorando nel piazzale. L’uomo si è immediatamente accasciato a terra ed è stato soccorso dai propri colleghi. Nel frattempo si è subito messa in moto la macchina dei soccorsi e in pochi minuti sul posto è arrivata un’ambulanza del 118 assieme agli specialisti dell’Asl per gli infortuni sul lavoro e anche una squadra di vigili del fuoco. Immobilizzato e trasportato d’urgenza al Noa, fortunatamente le ferite riportate dall’operaio sono risultate essere meno gravi del previsto e sono state giudicate dai medici guaribili in pochi giorno. Intanto gli uomini dell’Asl stanno ancora cercando di appurare l’esatta dinamica dell’incidente. Dalle prima ricostruzioni sembrerebbe che l’uomo sia stato urato da un ribaltatore di lastre. INTANTO questo ennesimo incidente nel mondo del marmo sembra destinato a riaprire il discorso sulla sicurezza dei lavoratori, al monte come al piano. Solo domenica scorsa il segretario generale della Cgil, Paolo Gozzani, aveva sollecitato una maggiore attenzione da parte delle istituzioni. « Sul piano nazionale – ha detto - occorre riportare al centro del dibattito politico il tema del pensionamento anticipato per chi svolge lavori particolarmente usuranti. I nostri cavatori lo ripetono sempre: il peso quotidiano della fatica fisica, la continuità della concentrazione, gli effetti delle temperature estreme sulla montagna nuda non sono oggettivamente sopportabili, per chi non è più giovane e in piena forma fisica e mentale. La nostra proposta, che è la famosa quota 93 (57 anni e 36 di contributi, oppure 58 anni di età con 35 di lavoro) non è soltanto ragionevole, perché disegnata sulle caratteristiche di chi lavora al monte; è anche uno dei cardini delle politiche sulla sicurezza, perché tiene conto del fatto che in cava cedere alla stanchezza o distrarsi un secondo può costare la vita».

 

IL PROTOCOLLO SIGLATO UN PATTO FRA UPPI E CASARTIGIANI PER AGEVOLAZIONI E CONSULENZE


SIGLATO l’accordo tra Uppi (Unione piccoli proprietari) e Casartigiani. Il presidente dei piccoli proprietari Piero Germelli e il vertice degli artigiani, Marina Volpi, hanno firmato un protocollo che ha scopi statutari comuni e condivisi, come tutelare i diritti di commercianti, artigiani, piccoli industriali e dei proprietari immobiliari, nonchè offrire una serie di servizi ai propri associati garantendo assistenza legale, tecnica, tributaria, amministrativa, condominiale e contrattuale bancaria, e più in generale in ogni ambito ove sia coinvolto il diritto di proprietà immobiliare, per affrontare tutte le problematiche legate al mondo della casa e dell’abitare. Un patto di ferro tra le due associazioni per difendere, consigliare ed assistere i cittadini. Si ampliano così le possibilità di consulenze dei rispettivi associati. Da oggi gli associati Uppi avranno a disposizione uno sportello di consulenza per i finanziamenti sia ordinario che agevolato, che vengono deliberati direttamente dallo sportello bancario Artigiancassa Gruppo Bnp Paribas a sede. A Casartigiani di Avenza è operativo l’Artigianpoint, dove gli associati Uppi potranno rivolgersi per richiedere strumenti per cessione di crediti, ristrutturazioni finanziarie, prestiti a privati. I commercianti egli artigiani, di Casartigiani, a loro volta potrannno rivolgersi a Uppi per consulenze su locazioni di immobili, stipula di contratti, affitti di azienda, problemi condominiali, assistenza legale per morosità, assistenza in ambito fiscale, registrazione di contratti, consulenza Imu, cedolare secca. Gli associati saranno accolti da professionisti seri e qualificati che risponderanno ad ogni domanda individuando gli strumenti idonei per le singole esigenze. Per ogni chiarimento e per ogni richiesta gli associati potranno rivolgersi alla sede Uppi di Via VII Luglio tel 0585 777755 e di Massa Via Cavour 51. Oppure a Casartigiani sede di Avenza (zona Esselunga) Viale XX Settembre 177 bis tel 0585 /859797.

 

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Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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