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La Nazione (5662)


Luca Cecconi
MASSA
MIGLIAIA di persone e un silenzio assordante, rotto solo da un lunghissimo applauso che ha accompagnato l’arrivo delle bare davanti al Duomo e poi all’interno della chiesa. Nessuna bandiera, nessun grido, nessun movimento scomposto. Solo dolore e rispetto.
Due città, Massa e Carrara, hanno reso omaggio, ieri pomeriggio, a Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, i due cavatori morti nella frana di giovedì scorso, a Colonnata, mentre stavano lavorando. Benedetti era stato vestito con gli abiti da cavatore, come aveva chiesto il figlio Matteo, prima di essere chiuso nella bara. Giulia, la figlia di Ricci Antonioli, ha indossato per tutto il tempo una casacca da cavatore del padre che, poco prima, la mamma Keti stringeva tra le mani.
Tutti si sono stretti intorno ai familiari, agli amici e ai colleghi, grazie anche allo sciopero generale di 4 ore indetto da Cgil, Cisl e Uil in concomitanza con le esequie, mentre per il comparto del marmo lo sciopero è stato per tutta la giornata. I negozi di Massa hanno esposto un fiocco nero in segno di lutto. Funerali di popolo, potremmo chiamarli così, anche se non mancavano le autorità, civili e militari, i sindacati e le istituzioni, con in testa i sindaci di Massa, Alessandro Volpi, e di Carrara, Angelo Zubbani, il presidente della provincia Narciso Buffoni, il procuratore capo Aldo Giubilaro e il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri.
L’appuntamento era alle 5 della sera, ma la gente ha invaso le strade che confluiscono in Duomo molto prima. Così tanta gente che solo una parte è potuta entrare in chiesa ad assistere alla messa celebrata dal vescovo di Massa, Giovanni Santucci. «Siamo qui – ha detto – per far sentire il nostro affetto alle famiglie di Roberto e Federico, che oggi piangono i loro cari, ma anche per infondere speranza. Oggi noi non possiamo fare più niente per Federico e Roberto. Possiamo solo pregare. Ma loro non sono morti, sono già nell’eternità del Signore e un giorno li ritroveremo». Il vescovo ha evitato accenni polemici, non è entrato nel merito della questione-cave e dei troppi lutti che insanguinano la provincia: «Sono altri luoghi e altre persone a doversene occupare. Certo, questo evento ha colpito tutti ed è anche il motivo per cui oggi, qui, c’è tutta Massa. Ma non solo per Roberto e Federico, ma anche perchè è crollata una montagna. Nel nostro immaginario la montagna significa stabilità: stavolta invece ha mostrato di essere fragile, proprio come noi». Alla fine è stata letta una lettera della moglie di Ricci: «Sarò forte per te, amore e per la nostra famiglia. Continueremo a brillare come volevi tu».+

«CONTINUEREMO A BRILLARE»
Le autorità. Migliaia di persone hanno reso omaggio ai cavatori. Presenti tutte le autorità: i sindaci Volpi e Zubbani, il presidente della Provincia Buffoni,
il procuratore capo Giubilaro e il sottosegretario Ferri
Il collega ricoverato. Ai funerali mancava solo Giuseppe Alberti, il cavatore di Forno che si è salvato giovedì scorso dalla frana rimanendo appeso a una fune, sospeso nel vuoto. E’ all’ospedale, è stato operato
Gli abiti da cavatore. Benedetti è stato vestito con gli abiti da cavatore, come aveva chiesto il figlio Matteo. La figlia di Ricci, Giulia, ha indossato una casacca da lavoro del padre
di LUCA CECCONI
MANCAVA solo Giuseppe Alberti, il cavatore di Forno che era con Federico e Roberto quel maledetto giorno in cui il monte, sopra la cava Antonioli, a Colonnata, è crollato. Federico e Roberto sono stati sommersi da duemila tonnellate di marmo, Giuseppe – che era imbracato – è rimasto ferito ma si è salvato rimanendo appeso alla fune, sospeso nel vuoto. Mancava solo lui, ieri pomeriggio in Duomo, perchè reduce da un intervento chirurgico. Ma le città di Massa e Carrara non hanno fatto mancare la loro presenza. Migliaia di persone hanno invaso le strade adiacenti al Duomo per applaudire le bare e poi hanno ascoltato l’omelia del vescovo Giovanni Santucci. Una omelia... strettamente religiosa, diciamo così, di fede e di speranza, senza accenni polemici al mondo delle cave, senza un richiamo alle troppe morti sul lavoro. Santucci ha ricordato come l’uomo rimanga «impressionato davanti a una montagna, simbolo di stabilità, che crolla. Drammatico dover constatare che il lavoro qui a Massa Carrara si trasforma spesso in tragedia. L’esperienza non basta più alla sicurezza, ma le considerazioni le lasciamo a chi ne ha le responsabilità e a un altro momento».
IN CHIESA e fuori tanto dolore. Decine le corone di fiori e tra queste quella dei fratelli Antonelli, i titolari della cava dove i due operai sono morti. Benedetti era vestito con gli abiti da cavatore, come aveva chiesto il figlio Matteo, prima di essere chiuso nella bara. Giulia, la figlia di Ricci Antonioli, ha indossato per tutto il tempo una casacca da cavatore del padre che, poco prima, la mamma Keti stringeva tra le mani. Alla fine della messa funebre è stata letta dall’altare una lettera della moglie di Roberto Ricci, dedicata al marito. Ma lei non ce l’ha fatta a salire sull’altare. Al suo posto una parente. «Sarò una moglie forte – ha scritto – lo farò per te amore mio, per nostra figlia, per tutta la nostra famiglia. Sono sempre il tuo diamante, la donna che hai amato per tutta la vita. Continueremo a brillare come volevi tu, anche se ci saranno momenti bui». Poi l’abbraccio, commosso, tra le due donne, giovani vedove unite nel dolore della tragedia.
PER LORO valgono le parole di monsignor Santucci, che in precedenza aveva parlato di speranza e di amore. «In questi momenti di dolore, così terribili, le famiglie di questi nostri due fratelli a chi possono chiedere aiuto e sostegno? Ai parenti, agli amici e ai colleghi, certamente, che devono stare il più vicino possibile e far sentire il loro amore e affetto, ma possono affidarsi anche a Cristo, che è morto per noi sulla croce: credere in lui ci dà la certezza della vita eterna. Perchè Federico e Roberto non sono morti, sono già nell’eternità del Signore».

Massa e Carrara unite nel dolore Folla oceanica all'addio
IL CORTEO funebre è giunto alla cattedrale massese di via Dante dopo aver abbracciato simbolicamente i territori di Massa e Carrara, uniti nel dolore per la morte di Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli e percorrendo per l’ultima volta la “Strada dei Marmi”. A scortare i due feretri le Polizie municipali di Massa e Carrara, seguite dal corteo funebre dei parenti, distrutti da una tragedia che ha segnato le loro vite per sempre. Ad attendere le salme dei due cavatori scomparsi sotto le rocce del bacino agro marmifero di Gioia giovedì scorso e ritrovati privi di vita venerdì, una folla oceanica composta e silenziosa, che durante il trasferimento dei feretri in chiesa ha applaudito a lungo. Il duomo, già gremito prima dell’arrivo dei carri funebri, non ha permesso alla folla raccolta all’esterno, di entrare per la cerimonia di commiato. «Speravamo di poter seguire la cerimonia anche dall’esterno della chiesa tramite fli altoparlanti – è il commento di alcuni cavatori – come avviene spesso in questi casi ma siamo rimasti delusi». Persone di tutte le età giunte soprattutto dai paesi di Casette e Forno, da Carrara e Massa, dove molti commercianti del centro oltre a rispettare il lutto cittadino ed esporre un fiocco nero all’ingresso nei negozi, hanno preso parte anche alle esequie. Numerosa anche la presenza dei rappresentati di categoria delle organizzazioni sindacali, radunatisi sulla scalinata della cattedrale. «Non è il momento di parlare di sicurezza e di cave – hanno detto alcuni di loro – ma è giunta l’ora di cambiare». Qua e là tra le vie Zoppi, Guglielmi e Dante, gruppetti di amici e colleghi di cava. Diverse le teorie sull’accaduto e le considerazioni e paragoni «tra le cave di un tempo – dibattevano alcuni anziani cavatori – e quelle dei nostri giorni». Tante ancora le lacrime e gli abbracci con i familiari e conoscenti all’uscita dei feretri dal duomo, seguiti nuovamente dal corteo funebre per l’ultimo viaggio verso il cimitero del Mirteto.
Stefano Guidoni

CINQUE STELLE Commissione d'inchiesta un passo avanti
ARRIVA la Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli Infortuni sui Luoghi di Lavoro (il prossimo 2 maggio alle cave) e il Movimento Cinque Stelle parla di «un piccolo passo in avanti, necessario affinché le istituzioni conoscano meglio la realtà delle cave e i rischi che i nostri cavatori corrono, dall’estrazione di un blocco fino alla sua lavorazione, passando per il suo trasporto. Un lavoro, quello del cavatore, difficile, faticoso e molto usurante. Un lavoro che necessita di continua prevenzione e di continui controlli affinché gli standard di sicurezza siano rispettati. Nella nostra provincia ogni giorno si consuma un dramma: molto spesso si tratta di lavoratori feriti, ma altre volte gli incidenti sono ben più gravi e, purtroppo, mortali. Non si doveva attendere, dunque, l’ennesima tragedia, oltre alle precedenti, le istituzioni da tempo erano nelle condizioni di prendere atto dell’ineludibilità di un approfondimento serio e di un monitoraggio costante sul settore lapideo anche dal punto di vista della sicurezza e fin dalla seconda seduta della Commissione, il 16 settembre del 2014, la senatrice Sara Paglini (M5S) sottolineava “la necessità di effettuare approfondimenti rispetto al settore delle cave estrattive, ricordando un recente infortunio mortale avvenuto a Massa - Carrara nello svolgimento di tale attività produttiva”. Non possiamo permetterci il lusso di perdere altro tempo, è già troppo tardi».

«Ci si deve battere per un modello sostenibile»
Ieri c’era anche lo sciopero
indetto da Cgil, Cisl e Uil per permettere ai lavoratori di partecipare ai funerali di Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli. Uno sciopero proclamato «per
esprimere la vicinanza alle famiglie dei lavoratori scomparsi e l’indignazione verso una situazione ormai inaccettabile: ci si deve battere affinché si realizzi un modello di produzione condiviso, sicuro per chi ci lavora, compatibile con l’ambiente e alleato della comunità in cui prospera».

Ordine del giorno in consiglio per maggiori controlli
LA POLITICA LO HA PRESENTATO STEFANO BENEDETTI
IL CONSIGLIERE comunale di centrodestra Stefano Benedetti ha presentato un ordine del giorno a Massa sulla sicurezza nelle cave. «Considerato – si legge nel documento – il tragico incidente verificatosi la scorsa settimana e che ha causato la morte di due cavatori, premesso che il bilancio degli infortuni sul lavoro nelle cave in generale è preoccupante, e ancor più specificatamente nei siti estrattivi delle Apuane è assai negativo, in quanto dal 2005 ad oggi si sono registrati 1.258 infortuni (considerato che i giorni lavorativi sono 250 significa, di media, un infortunio ogni due giorni) e 11 morti in totale, visto che i bacini apuani sono particolarmente delicati, più ampi, più complessi rispetto ad altre aree della nostra regione con un tipo di attività più intensa e più pericolosa», si «impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi nei confronti della Regione Toscana, affinché la stessa prenda atto tempestivamente della necessità di aumentare la sicurezza in generale e nelle cave dei bacini apuani e miniere e in particolare, individuando ulteriori modalità e provvedimenti per aumentare i controlli e le verifiche e incentivando il rispetto delle norme e delle procedure di sicurezza nei siti dedicati all’attività estrattiva».

 

 

 


di ERICH LUCCHETTI*
L’ASSOCIAZIONE Industriali rinnova il cordoglio ai familiari di Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, colpiti da un’immane tragedia e si unisce a quanti stanno facendo avere loro le proprie manifestazioni di vicinanza e di attenzione. Fuori delle mura del dolore dei familiari, i recenti drammatici eventi stanno mettendo tutti di fronte ad un dato di fatto: la nostra convivenza, la nostra civiltà non sono disposte ad accettare eventi come questi. Il settore lapideo, da solo o preferibilmente insieme agli organi deputati a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, deve assolutamente mettere in atto tutto quanto è possibile per non trovarsi di nuovo di fronte a tutto questo. Le immagini dell’incidente hanno innescato comprensibilmente una grande ondata di reazioni emotive; sono state dette tante cose diverse, anche con toni oltraggiosi e inopportuni che non giovano affatto alla comprensione delle dinamiche degli incidenti e delle vere cause. I documenti, i manuali e le procedure sulla sicurezza adottate nei bacini marmiferi di Massa Carrara sono, in questo settore, tra i più completi ed avanzati a livello nazionale ed oltre. Come ha osservato l’ingegner Maura Pellegri, le leggi in materia di sicurezza ci sono: se facciamo scorrere al rallenty il nastro degli incidenti occorsi negli ultimi mesi, emerge che il vero punto critico non sta nelle regole, che sono già stringenti, ma nella catena umana della responsabilità, dei controlli e del rispetto delle procedure per la sicurezza. E’ qui che bisogna agire; è qui che dobbiamo fare di più, è qui che tutti gli operatori del settore, imprenditori, cavatori e professionisti, devono cambiare registro fino ad essere ossessionati dal rispetto delle procedure che devono essere applicate senza se e senza ma: le procedure e il loro totale rispetto devono assicurare l’abbattimento dei rischi per i lavoratori nelle cave. Già da domani, prima ancora che si allenti il senso di gravità per quanto è accaduto, dobbiamo intensificare gli sforzi ed elevare ulteriormente l’attenzione per la sicurezza del lavoro. L’Associazione condividerà tutte le azioni e le politiche in materia di sicurezza con il Servizio Sicurezza e Prevenzione dell’Asl e con le Organizzazioni Sindacali perché è convinta che per prevenire tragedie come quelle di giovedì servono impegno, collaborazione e tanta, tanta determinazione.
* presidente Associazione Industriali Massa Carrara

I DISTRETTI tradizionali toscani chiudono il 2015 con un progresso delle esportazioni del 4,7%, pari a 614 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2014, che li porta a raggiungere un livello di 13,6 miliardi di euro. La Toscana consegue risultati lievemente superiori rispetto al totale dei distretti in Italia (+4,2%). In particolare nel 2015 spiccano i risultati dei distretti della Pelletteria e calzature di Firenze, dell’Abbigliamento di Empoli, del Marmo di Carrara, dei Vini del Chianti, del Cartario di Capannori, dell’Olio toscano e del Tessile abbigliamento di Arezzo.
Nell’analisi che emerge dal Monitor dei Distretti della Toscana realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, i buoni risultati del 2015 sono da attribuirsi in primis al brillante andamento dei flussi verso gli Stati Uniti, primo mercato di sbocco e protagonisti di una crescita del 17,1%, pari a 304 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2014, in ulteriore accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno (+10,5%). La Toscana ha beneficiato del buon andamento del mercato europeo e in particolare di Francia (+4,1%, seconda meta distrettuale che torna in territorio positivo rispetto al 2014), Svizzera (+3%, spesso utilizzata come polo logistico di alcune importanti griffe presenti nei distretti toscani del sistema moda), Germania (+1,8%), Regno Unito (+10,9%), Spagna (+8,4%, con un’accelerazione del 21,1% nell’ultimo trimestre dell’anno) che hanno più che compensato la flessione degli Emirati Arabi Uniti che chiudono anche il 2015 in territorio negativo (-7,4%), scontando ancora gli elevatissimi livelli raggiunti dall’oreficeria aretina nel 2013. Bene invece gli altri mercati emergenti tra cui Hong Kong (+6,9%), Cina (+2%), Repubblica di Corea (+6%), Turchia (+11,1%). La Russia, che nel 2015 prosegue nel trend negativo generato dalla svalutazione monetaria e dalle tensioni per la questione ucraina (-25%), esce dal ranking delle principali mete commerciali del Made in Tuscany. Nell’ambito dei distretti del Sistema casa, seguono un’evoluzione positiva il Marmo di Carrara (+8,8%) che chiude il quarto trimestre dell’anno con un +5,2%.

 


Focus
COME per l’edizioni precedenti, anche per il 2016 l’iniziativa è stata realizzata – praticamente – a budget zero. Molti volontari, spese ridotte al minimo e soprattutto rivolte alla pubblicità e alla comunicazione dell’evento e, soprattutto, un clima di “festa” e di partecipazione attiva, di forte interazione fra artista, pubblico e città.
TORNA, alla sua terza edizione, “Carrara Studi Aperti”: le date fissate per il 2016 sono quelle di sabato 28 e domenica 29 maggio prossimi, quando oltre 70 fra studi d’arte, laboratori e atelier, diffusi su tutto il territorio, apriranno al pubblico le loro porte e permetteranno di conoscere le opere di artisti di ogni parte del mondo che a Carrara hanno scelto di operare. Nata da un piccolo gruppo di artisti, su base volontaria e senza poter contare preventivamente su sostegni e finanziamenti, questa iniziativa è cresciuta di anno in anno e ha avuto, oltre che successo, anche sempre maggior risonanza nazionale e internazionale.
«Sono molti i luoghi in cui si estraggono le pietre – spiegano gli organizzatori – e molti quelli in cui esistono laboratori, studi, atelier. Ma solo Carrara possiede un genius loci: quello di unire questi due aspetti, di essere un territorio in cui si realizza la “filiera corta” fra il materiale e il suo principale mezzo di espressione artistica, la scultura». Ed è in questo contesto che si sono sviluppate anche le molte altre forme di espressione artistica: la pittura, le altre discipline plastiche come la ceramica, la fotografia, il design.
In questi giorni gli organizzatori hanno concluso la raccolta delle adesioni: l’ultimo fine settimana di maggio saranno dunque più di cento gli artisti che accoglieranno il pubblico nelle oltre cinquanta sedi aperte alle visite. «La particolarità è che non si tratta di “sedi espositive” – sottolineano al quartier generale di “Studi Aperti” – ma di un luogo unico (in tutti i sensi) in cui le opere saranno fruibili nella sede stessa in cui vengono ideate, concepite, realizzate: probabilmente è questo che rende straordinaria questa manifestazione, il fatto di poter incontrare la scultura nei luoghi della scultura, l’arte nei luoghi dell’arte».
Come per l’edizioni precedenti, anche per il 2016 l’iniziativa è stata realizzata – praticamente – a budget zero. Molti volontari, spese ridotte al minimo e soprattutto rivolte alla pubblicità e alla comunicazione dell’evento e, soprattutto, un clima di “festa” e di partecipazione attiva, di forte interazione fra artista, pubblico e città.
In queste ore è in fase di restyling il sito internet www.carrarastudiaperti.it. Gli hashtag per i social network sono #?CarraraStudiAperti e ?#?CarraraStudiAperti16

CONTINUANO AD ARRIVARE ALLO STADIO DEI MARMI

I BLOCCHI DI MARMO PER L’ASTA A FAVORE DELLA CARRARESE CALCIO CHE ENTRO GIUGNO DOVRÀ TROVARE UNA NUOVA SOCIETÀ PER PROSEGUIRE

 

FIRENZE
SEGNALI positivi dall’export per i distretti tradizionali toscani, che vanno meglio anche rispetto ai competitor tedeschi. Olio, vino, pelletteria sono richiesti soprattutto dagli Stati Uniti, mercato che fa da traino alle esportazioni. E’ quanto emerge dall’ultimo monitor dei distretti della Toscana, realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa San Paolo per Banca Cr Firenze. Nel complesso, nel 2015 le esportazioni dei distretti toscani sono cresciute del 4,7%, cifra che migliora e si va ad aggiungere al risultato (+3,6%) registrato nel 2014. Si tratta di 614 milioni di euro esportati in più, per una cifra complessiva di 13,6 miliardi di euro.

RISULTATI ottenuti grazie soprattutto alla domanda che arriva dal primo mercato di sbocco, gli Stati Uniti, dove vengono esportati la pelletteria e le calzature di Firenze, l’abbigliamento di Empoli, il tessile-abbigliamento di Arezzo, il marmo di Carrara, l’olio toscano, i vini del Chianti e la nautica di Viareggio. Sul mercato Usa la crescita dell’export è a due cifre: +17,1%, pari a 304 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2014, con un’accelerazione registrata soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno. Altro buon mercato di riferimento per i distretti toscani è quello dell’Europa, in particolare Francia (+4,1% di export nel 2015), Svizzera (+3%), Germania (+1,8%), Regno Unito (quasi +11%) e Spagna (+8,4%, con un’accelerazione di oltre il 21% nell’ultimo trimestre dell’anno). Bene anche gli altri mercati emergenti, come Turchia (+11,1%), Hong Kong (+6,9%), Repubblica di Corea (+6%), Cina (+2%). In controtendenza gli Emirati Arabi Uniti: l’export dai distretti toscani resta in negativo, con -7,4%.

TREND negativo anche per l’export verso la Russia, che, a causa della svalutazione monetaria e delle tensioni con l’Ucraina, registra un -25% e esce dal ranking delle principali mete del made in Tuscany. Per quanto riguarda i distretti, le migliori performance si registrano ancora una volta per l’agroalimentare. Sul podio l’olio, con l’export che cresce del 23,6%, e i vini del Chianti, che registrano un’accelerazione rispetto al 2014: +21,2%, pari a 116 milioni aggiuntivi. Buone performance per la carta di Capannori (+20,5%), specie nell’ultimo trimestre dell’anno, il marmo di Carrara (+8,8%), la pelletteria e calzature di Firenze (+4,9%) e la ceramica di Sesto Fiorentino (+4,3%). Ci sono però anche distretti per i quali proseguono le difficoltà. Arretra il distretto della concia e calzature di Santa Croce sull’Arno, che perde un -5,3%, la pelletteria e calzature di Arezzo, con -5,2%, il mobile imbottito di Quarrata, che segna un calo del 5,1%, e flessioni sotto il 3% anche per l’oreficeria di Arezzo, le calzature di Lucca e quelle di Lamporecchio.
Monica Pieraccini

IL COMUNE di Massa aggiorna l’elenco di imprese da cui attingere per l’affidamento, senza bando di gara, di lavori pubblici in economia o cottimo fiduciario per appalti inferiori a 200.000 euro. Le imprese che vogliono essere iscritte negli elenchi, o rinnovare l’iscrizione, dovranno far
pervenire la domanda e la relativa documentazione entro le ore 12 del 13 maggio. Info sul sito:
www.comune.massa.ms.it

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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