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La Nazione (5918)

MUORE per un improvviso malore giovane camionista, in casa sua ad Avenza. Una notizia che ha gettato sotto choc la comunità carrarese. Il giovane autotrasportatore, Matteo Menconi, 39 anni, è deceduto dopo una disperata corsa all’ospedale delle Apuane. La chiamata ai soccorsi della pubblica assistenza è avvenuta ieri mattina intorno alle 4. Menconi, conosciuto nel mondo del settore degli autotrasportatori, è deceduto al pronto soccorso del Noa. Aveva una ditta individuale ed era un ragazzo che non si tirava mai indietro quando c’era da lavorare. Non si comprendono le cause di questo improvviso decesso, perché da quanto raccontano le persone che lo conoscono, Menconi era un ragazzo in forma, godeva di buona salute e spesso trascorreva il tempo libero in palestra o comunque facendo sport.
UNA morte improvvisa, che ha lasciato sconvolti i familiari, che adesso stanno vivendo un dolore terribile dovuto alla prematura scomparsa del giovane padre. Menconi lascia la moglie Francesca, le due figlie piccole, il fratello ed i genitori. I soccorsi sono arrivati a casa sua in via Provinciale Avenza Sarzana dopo la telefonata avvenuta alle prime ore dell’alba: quando sono arrivati i volontari della pubblica assistenza, Menconi aveva perso ormai conoscenza. I soccorritori sono riusciti a tenerlo in vita fino all’arrivo al Noa dove, purtroppo, il suo cuore non ha più resistito. Anche i medici del pronto soccorso hanno tentato in tutti i modi di tenerlo in vita ma, purtroppo, inutilmente.
DOLORE profondo per la prematura scomparsa di Matteo, persona limpida, leale e benvoluto da tutti per il suo carattere gioviale. Era un generoso e tutti gli volevabo bene. Il camionista viveva assieme alla moglie, con la quale era sposato dal 2004 e assieme alle due figlie piccole. Grande appassionato di motori e di moto, il 39enne è ricordato come una persona piena di vita, sempre pronta al dialogo, un ragazzo che aveva molti interessi e amicizie. Il fratello ha un’azienda di impianti elettrici. La notizia si è diffusa in città nella prima mattinata e tutti sono rimasti profondamente colpiti. Ora sicuramente coloro che l’hanno conosciuto, vorranno dare l’ultimo saluto al camionista che ha perso la vita in questa maniera così tragica ed improvvisa. I funerali si svolgeranno lunedì alle 10 alla parrocchia Maria Santissima Mediatrice di via Villafranca ad Avenza.

Visita guidata a Pietrasanta

Passeggiata con guida turistica oggi alle 1530 nel centro storico di Pietrasanta. Costo 7 euro, durata 2 ore, info al 339 8806229

“PER LA sicurezza nelle cave costruiremo un progetto analogo a quello che stiamo realizzando con Prato Lavoro Sicuro, avviato dalla Regione dopo il rogo nella fabbrica di confezioni Teresa Moda. Gli incidenti non possono essere attribuiti alla fatalità. La Regione metterà ulteriori risorse per rafforzare le misure preventive e per intensificare ancora di più i controlli sul corretto rispetto delle regole”. Lo ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi, che oggi ha convocato una riunione a Palazzo Strozzi Sacrati alla quale hanno partecipato, oltre alla Regione - presente anche con gli assessori al diritto alla salute Stefania Saccardi e al territorio Vincenzo Ceccarelli - istituzioni, categorie, sindacati. Negli ultimi anni - ha detto Rossi - eravamo riusciti a contenere il numero degli incidenti mortali in cava. Ora c’è stata di nuovo una ripresa terribile: 4 morti da luglio a oggi. E sono sempre avvenute perché sono state disattese le più elementari regole di sicurezza. Questi incidenti non devono essere attribuiti a fatalità”. “Noi siamo disposti a dare tutte le risorse per aumentare le misure e i controlli - ha ribadito - Maggiori controlli sono necessari e dobbiamo pretendere maggiore responsabilità da parte di tutti, a partire dai datori di lavoro. Dai sindacati viene una richiesta forte, quella di interrompere le concessioni in quelle cave dove vengano disattese le regole della sicurezza. Per ciascun incidente, noi verificheremo, e stiamo già verificando, se e dove queste regole sono state disattese. Prima di tutto vengono la vita delle persone e il diritto al lavoro”. Si parla di 70 ispettori da inviare alle cave. Andrea Figaia, segretario provinciale della Cisl ha dichiarato che «bisogna agire in fretta per la sicurezza dei cavatori».

Aumentare i controlli, fissare regole standard che devono essere rispettate da tutti, e stabilire prassi che prevedano la sospensione delle attività di escavazione se non vengono rispettate le regole di sicurezza, come previsto dalla legge 35. E’ l’esito del summit a Firenze

 

Cinque tragedie. Negli ultimi otto mesi si sono registrati cinque morti a Carrara e al bollettino di guerra bisogna aggiungere anche i tantissimi feriti
Diecimila lavoratori. Nel distretto apuo versiliese il settore del lapideo compreso l’indotto coinvolge circa 10mila lavoratori: purtroppo alle cave si continua a morire
HANNO sfilato col lutto al braccio e le lacrime agli occhi i cavatori che hanno partecipato ieri mattina a Seravezza al corteo organizzato dalle segreterie nazionali di Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl che hanno proclamato uno sciopero generale di otto ore in concomitanza con la Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro.Erano in tanti, cavatori e marmisti del comprensorio apuo versiliese, 5-600 hanno sfilato dietro uno striscione con la scritta a lettere cubitali “Basta morti sul lavoro”. Le bandiere delle sigle sindacali erano listate a lutto. A tarda mattinata c’è stata un’assemblea a Palazzo Mediceo, a cui hanno partecipato il sindaco di Seravezza Ettore Neri, l’ingegner Maura Pellegri, responsabile del dipartimento di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl, i sindacalisti. “Cinque morti a Carrara negli ultimi otto mesi sono un bilancio agghiacciante - ha detto il segretario della Cgil di Massa Carrara Paolo Gozzani - un bollettino di guerra a cui bisogna aggiungere un ferito ogni due giorni. Occorre intervenire radicalmente sia nell’ambito della prevenzione, rafforzando il sistema ispettivo,sia direttamente in cava. Coi ritmi di lavori attuali e le tecnologie che hanno rivoluzionato il lavoro non è più possibile addossare al solo capocava la responsabilità della sicurezza degli operai. Bacino per bacino, cava per cava serve una task force di tecnici di primissimo livello che deve vigilare ogni istante. Altrimenti saremmo sempre qui a piangere morti. E ai datori di lavoro che non rispettano le regole sulla sicurezza dovrà essere tolta la concessione degli agri marmiferi”. I sindacati riferiscono di una adesione alta allo sciopero che ha interessato sia le cave che le segherie e i laboratori del marmo. Nel distretto apuo versiliese il settore marmifero coinvolge circa 10mila lavoratori. Il sindaco Angelo Zubbani ieri a Firenze al summit in Regione dal governatore Enrico Rossi. Oltre ai sindaci di Carrara e Massa c’erano anche gli assessori che si occupano del settore lapideo, due commissioni dell’Asl e i tre sindacati.
Guido Baccicalupi

FILLEA TOSCANA Reato di omicidio specifico

«SI RICONOSCA il reato di omicidio ‘specifico’. E i cavatori devono andare in pensione prima». A dichiararlo è Giulia Bartoli, segretaria della Fillea Toscana, che ieri mattina a Seravezza ha preso parte alla manifestazione che ha accompagnato lo sciopero nazionale del lapideo indetto da Cgil-Cisl-Uil nella «Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro». «Esistono pene – precisa – giustamente previste per omicidi di varia natura. Quello sul lavoro non è riconosciuto come tale; ne chiediamo il riconoscimento. Chiediamo che chi è colpevole di aver privato un’altra persona, un lavoratore, nello svolgimento del suo lavoro, fonte di sostentamento per sé e per la famiglia, della vita, venga punito». Bartoli, inoltre, ha toccato anche il tema delle pensioni per i lavoratori del settore: «La pensione, al pari del lavoro, è un diritto e lo deve essere nei tempi e nei modi opportuni per potersela godere dopo una vita trascorsa in condizioni di lavoro pesanti. E poi, a 67 anni come ci stanno prospettando, un lavoratore in cava o su un ponteggio mette a rischio se stesso e anche l’incolumità altrui. I lavoratori del settore del lapideo, delle cave, come dell’edilizia, devono avere la possibilità di accedere alla pensione prima, per il lavoro che hanno svolto, senza penalizzazioni».


Fondò la B.M.
Roberto Magnani è scomparso all’età di 92 anni: aveva fondato la B.M. prestigiosa casa di spedizioni assieme all’armatore Enrico Bogazzi, a Aldo Bruschi e Gianfranco Mazzanti. Un personaggio di grande umanità
La passione
Era uno dei tifosi storici della Carrarese Calcio, club che ha amato per tutta la vita: quando era alla guida della BM pagava le trasferte alla società azzurra. Una presenza fissa allo stadio dei Marmi, sempre con parole buone per gli azzurri
di GIANFRANCO BACCICALUPI
LA BARA ricoperta di rose rosse e garofani bianchi, portata a spalla dagli ex portuali Rodolfo Tartarelli e Oscar Giangarè, si fa largo tra due ali di folla che erano in attesa davanti al sagrato della Sacra Famiglia. Con le lacrime agli occhi la gente di Marina tributa una grande testimonianza di affetto a Roberto Magnani, il re degli spedizionieri, il mitico zì Robè, scomparso all’età di 92 anni dopo una vita piena di gioia. La chiesa, immensa, diventa, di colpo, troppo piccola per raccogliere tutte le persone che si sono strette attorno al grande dolore della famiglia, dei figli Carlo Enrico, Marco e Anna e dei tanti nipoti, adoratissimi dal nonno che è volato in cielo. Non tutti riescono ad entrare in chiesa, molti restano nella piazza. Piange anche Pietro Capovani, storico ex presidente della Portuale che ha passato una vita sui moli assieme a Roberto. Lacrime sincere che aprono il cuore ai sentimenti più genuini e che sferzano l’atmosfera di dolore. Ci sono l’armatore Enrico Bogazzi, l’ex amministratore delegato della Porto di Carrara Filippo Nardi, appena rientrato da Venezia, il dirigente attuale Paolo Dello Iacono, il console del porto Vittorio Maggiani, il suo storico predecessore Amelio Marsili con la figlia Tiziana, moglie di Gianmarco Remondina, allenatore della Carrarese, «gli azzurri» come li chiamava, fiero e orgoglioso, lo zì Robè. In prima fila il dottor Giorgio Nardi, medico del porto e di cui Roberto aveva una venerazione. E non potevano mancare il presidentissimo Luciano Grassi e l’ex ad e attuale team manager della Carrarese Walter Devoti che hanno ricordato con affetto e commozione il «grande e meraviglioso tifoso Roberto». E ANCORA gli amici della briscola bugiarda con i quali lo zì Robè trascorreva in allegria i pomeriggi alla bocciofila del Litorale. Altri ex portuali, si fa largo Mauro Giovannelli, inesauribile mediano della Portuale e con gli occhi lucidi va ad abbracciare i figli, ancora Aldo Pezzica, altro calciatore dei tempi d’oro, Franco Biggi che aveva giocato l’ultima partita di briscola bugiarda con lo zì Robè, Franco Azzari, agente marittimo e che proprio qualche ora prima aveva perso il padre Vico. Commossa l’omelia del parroco che ha ricordato dal pulpito la grande umanità di Roberto Magnani. Un cuore d’oro, amato da tutti. E l’abbraccio, forte e sincero, di tutta Marina resterà un ricordo indelebile.

 

Barattini marmi Oltre al sostanzioso aiuto economico dei Lions provinciale e regionale, anche la Barattini marmi ha voluto dare il proprio contributo, rimettendo in piedi la staccionata che era stata sradicata a inizio lavori.

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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