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La Nazione (5276)

Gli anarchici occupano l’edificio clou della Biennale
OCCUPATO dagli anarchici un fondo storico di via Apuana. Quello che per secoli è stato un tempio del marmo, utilizzato anche in una delle ultime Biennali, sarà centro di aggregazione e laboratorio di idee del gruppo «Foc al foc».
La questione è stata sottolineata da Corrado Lattanzi che in una nota riprende la storia dell’edificio. «A Carrara sembra che tutto quanto accaduto solo qualche anno prima debba essere cancellato, obliato, nascosto. Si è parlato nel caso dell’occupazione degli anarchici di un complesso formato da un grande ambiente, forse destinato alla scultura, da altri ambienti di dimensioni minori, forse destinati ad uffici o altre funzioni, magari residenziali.
Tutti hanno sostenuto che fosse abbandonato da decenni, almeno trent’anni, e qualcuno si è spinto ad affermare che nel luogo possano esser state svolte alcune ignote manifestazioni artistiche. Ebbene, il luogo in questione è il Laboratorio Corsi Nicolai, una delle sedi della Biennale internazionale di scultura del 2010. In questo spazio, lasciato com’era, ricettacolo di improbabili immondizie, sono stati esposti a lungo i Pugilatori di Antony Gormley, uno dei più importanti artisti e una delle opere in marmo più importanti della manifestazione.
La Biennale di Carrara 2010 – ricorda Lattanzi – lo aveva fatto rinascere, per breve, ma intenso periodo, imprimendo un impulso in avanti, verso la riqualificazione, la conoscenza, il recupero e la valorizzazione, che non è mai stato raccolto. E’ molto importante ricordare le cose, i fatti, quello che è passato, dove e perché. Dannare la memoria è un drammatico errore pagato spesso a caro prezzo: la distruzione.
Nell’ultimo anno, per elaborare il volume di prossima pubblicazione, ho svolto ricerche e indagato sugli studi di molti intorno a Carrara, al suo corso d’acqua, il Carrione, agli insediamenti industriali, all’evoluzione dell’architettura d’utilità, delle tecniche, degli opifici. Ho riscoperto una gigantesca quantità di studi interessantissimi svolti nell’ultimo ventennio e totalmente dimenticati, ignorati, espunti dalla memoria. Un patrimonio culturale enorme, una cava di conoscenze più grande di un bacino marmifero e forse più ricca. Che spreco! Allo stesso modo degli edifici di cui si è dannata la memoria del nome e persino del fasto recentissimo».

 

«NESSUN pericolo per il duomo e tantomeno per il suo pulpito». Come ha annunciato don Raffaello Piagentini nella sua omelia, il pulpito dell’abbazia non corre alcun rischio di crollo. L’allarme era stato dato da un nostro lettore Paolo Cucurnia che aveva evidenziato una crepa alla base del pulpito di marmo. «I lavori fatti per l’impianto di riscaldamento – spiegano dal duomo – furono fatti nel 1967 sotto il placet della Sovrintendenza e dopo progetti e calcoli statici fatti da ingegneri tuttora presenti in archivio. Il percorso del tunnel sotterraneo per il riscaldamento del duomo passa decisamente molto più lontano e molto più in profondità».
CUCURNIA aveva rilevato e denunciato l’esistenza di una crepa a suo dire sospetta alla base degli storici marmi che fortunatamente non costituiscono alcun rischio per la staticità del meraviglioso duomo che gode a quanto pare di ottima salute.


UNO SPORTELLO riservato alle giovani donne. L’impresa in rosa ha il suo spazio con nuove opportunità a tasso zero. Il 13 gennaio si è aperto il bando
per le richieste di finanziamento per le imprese start-up e di recente costituzione, imprese che generalmente incontrano notevoli difficoltà se devono essere finanziate da banche a causa dell’assenza di uno storico aziendale. Le iniziative sono a tasso zero e non prevedono fondo perduto. Ad anticiparlo è Cna attraverso il suo nuovo sportello «Finanza agevolata» creato per informare, assistere, suggerire e guidare artigiani e piccole imprese nella ricerca del bando e della misura più adatta all’esigenza (info anche su www.cna-ms.it e pagina ufficiale Facebook). Gli incentivi sono rivolti alle imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne. Le imprese devono essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda. Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, a condizione che costituiscano la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni. Gli incentivi finanziano progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro. Le agevolazioni consistono in un finanziamento agevolato senza interessi (tasso zero) della durata massima di 8 anni, che può coprire fino al 75% delle spese totali. Le imprese devono garantire la restante copertura finanziaria e realizzare gli investimenti entro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento. Sono finanziabili le iniziative per produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli, fornitura di servizi alle imprese e alle persone, commercio di beni e servizi turismo Possono essere ammessi anche i progetti nei seguenti settori, considerati di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile: filiera turistico-culturale, intesa come attività per la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché per il miglioramento dei servizi di ricettività e accoglienza innovazione sociale, intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali o soddisfano nuovi bisogni sociali. Cna si occuperà di seguire la presentazione dei progetti dei candidati, con procedura informatica sul sito www.invitalia.it.

 

Convegno alla Imm

Stamani alle 10,30 alla Imm si parlerà delle opportunità per i giovani con il professor Giovanni Azzone rettore del Politecnico di Milano. L’iniziativa dal titolo «Politiche per la riqualificazione del territorio apuano» è del Centro studi lunigianese.

Dal marmo il design

Sono 4 giovani imprenditori, Francesco Mottini, Davide Rossi, Marco e Nicola Borghini, ad aver inventato gli occhiali in marmo con il loro «5 Senses
Marble design collection»

LA CITTÀ eterna abbellita dai carraresi e dal nostro marmo. Da una lunga ricerca storica e artistica di un non addetto ai lavori, ma condotta con intuito e con la pazienza e la determinazione di un segugio, un volume che parla di arte e di artisti, dei tanti carraresi che dalle loro botteghe hanno contribuito ai fasti della città eterna, quella Roma unica e inimitabile. «I carraresi a Roma. Le opere degli scultori dal ‘600 ai giorni nostri» è il libro di Giancarlo Beneo (nella foto), con interventi di Romano Bavastro e Renato Carozzi, foto dello stesso Beneo, stampato da Bandecchi e Vivaldi di Pontedera, con il contributo di Comune e Rotary Carrara e Massa, un atto di amore che il geologo carrarese specializzato in petrografia, da molti anni residente a Roma, ha voluto fare alla sua città, al suo marmo, ai suoi molti scultori che Carozzi equipara ad uno sterminato esercito. Una ricerca non facile, sempre in progress, dalla quale è nata questa seconda edizione che segue la prima del 1999, con una nuova veste grafica, una diversa impostazione fotografica, ma soprattutto arricchita da nuove scoperte e attribuzioni. Un volume di immagini (Beneo è un appassionato di fotografia) ricavate superando difficoltà di luce, di spazi, di inquadrature banali, di divieti, arricchito da riferimenti storici e biografici. «Roma è una città immensa e un censimento di tutte le opere collocate in piazze, chiese, androni di antichi palazzi, tetti di edifici nobiliari, ponti, cimiteri, musei, scalinate, stadi, è pari a quello della popolazione di una piccola città – spiega Bavastro nella introduzione – una fatica che potrebbe essere evitata se ogni opera recasse l’indicazione della paternità, ma anche i nomi delle maestranze artigiane che vi hanno collaborato». Da qui un appello ad amministrazioni pubbliche, associazioni ed enti culturali. In 170 pagine il volume ripercorre 4 secoli di arte distribuita in 69 siti da ben 32 artisti, dal barocco al Novecento. Dai più conosciuti Baratta, Tacca, Bienaimè, Finelli, Tenerani, Dazzi, Buttini, Fontana, ai meno noti Cavallini, Rossi, Casoni, Pincellotti, Gregori, Piazza, Volterrani. Opere collocate in San Pietro, nei musei vaticani, al Quirinale, a fontana di Trevi, al Vittoriano, al foro italico, all’Eur, ma anche in chiese e piazze minori. «Il lavoro non finisce mai – confessa Beneo –, basta ampliare la ricerca e subito arriva un nuovo segnale che merita un altro sopralluogo. Per questo non ho l’ambizione di dire che la ricerca è conclusa, ma è solo una nuova indagine densa di successivi sviluppi».
Maurizio Munda

Il CENTRO lunigianese di studi giuridici organizza, domani alle 10,30 a Carrarafiere, in collaborazione con la Imm, una giornata di approfondimento sulle «Politiche e strategie per la riqualificazione del territorio apuano». Partendo da un’analisi dei punti di forza del nostro tessuto produttivo, urbanistico, paesaggistico, socio-culturale ed artistico, quali risorse fondamentali su cui puntare per il rilancio e lo sviluppo del nostro territorio, il professor Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano, parlerà di cambiamento attraverso politiche e strategie mirate alla riqualificazione del territorio. Sviluppo inteso come sinonimo di occupazione. La disoccupazione giovanile, che sta toccando da noi livelli senza precedenti, porta ad interrogarci se esistano cause diverse dalla crisi. Sono, i nostri ragazzi, preparati al lavoro che il nostro secolo e, l’ormai, inarrestabile globalizzazione richiede? Cosa, i datori di lavoro cercano oggi nei giovani? E la scuola e l’università, riescono ad insegnarlo? I nostri giovani non possono più aspettare. Il futuro è nelle loro mani. Le loro idee, le loro proposte, i loro bisogni saranno al centro del dibattito che vedrà coinvolte le scuole del territorio, giovani professionisti, l’associazione Gams Giovani Architetti Massa Carrara, rappresentanti di associazioni di categoria, istituzioni ed enti locali. Attraverso le testimonianze di tanti ragazzi che “ce l’hanno fatta” e con la guida del professor Azzone sareà dimostrato che si deve provare a costruire da soli il percorso migliore per sé, perché “disegnare il proprio futuro ed il futuro del proprio territorio si può”. Concluderà il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri. Modera la giornalista Cristina Lorenzi.

 

L’allarme di chi si godeva il panorama dai monti
UNA LUNGA scia bianca che per centinaia di metri si è dipanata in mare. Ieri il meraviglioso panorama che la tramontana ha consentito di apprezzare sia a chi stava sulla spiaggia che a chi stava sulle nostre montagne ha rilevato una macchia che nessuno avrebbe voluto vedere.
Dalla foce del Carrione che ieri, almeno nella parte finale era tinto di bianco, si è dipanata nell’azzurro del mare che nei giorni tersi ha un colore quanto mai cristallino, una scia di marmettola e fango bianco che è arrivata fino alla torre Fiat di Marina di Massa. Numerose le segnalazioni in redazione di quanti hanno voluto godersi il meraviglioso spettacolo dalle pendici montane e hanno avvistato la strana scia.
UNA VISTA rara che consentiva di scorgere persino l’isola di Gorgona con la Corsica nello sfondo. Peccato che tanta vista sia stata rovinata da un corso d’acqua che continua, nonostante tutto, a destare problemi. Evidentemente, le piogge dei giorni scorsi hanno intorbidito l’acqua. Oppure, un’altra spiegazione potrebbe essere legata allo sversamento di qualche azienda del marmo che ha pensato di scaricare i residui e i fanghi di lavorazione nel torrente.
SARÀ CURA degli enti preposti capire se il fenomeno continua e verificare eventuali responsabilità. Intanto rimane alta le tensione e l’attenzione dei cittadini sul Carrione che conttinua a destare preoccupazione sia per la natura delle proprie acque che per la portata che in passato ha causato i ben noti problemi si al centro cittadino che al piano.
Sono recenti le denunce di Legambiente e dei vari ambientalisti sul lavoro del monte che sarebbe la causa di allagamenti a valle. Il torrente e le piogge insistenti sarebbero il principale vettore di fanghi e detriti che, se non smaltiti correttamente a monte, si riversano al piano portati dal fiume o dalle piogge, causando disastri e disagi ecologici. Fra questi la scia di marmo che dal Carrione si è dipanata in mare portata dalle correnti verso sud.

 

«Aziende, passo indietro di 20 anni»

IN PROVINCIA di Massa Carrara «si stava meglio 20 anni fa»: è il dato che emerge da un sondaggio elaborato da Confartigianato Massa Carrara che, nelle scorse settimane, ha intervistato le 183 aziende associate dal 1995. Tra i dati più significativi è emerso che il 24% delle imprese non registra più nessun dipendente, solo il 16% ha oltre 15 dipendenti, il 41% rimane legato al manifatturiero, il 25% ai servizi, il 27% all’edilizia ed il 7% ai trasporti. Certo, stiamo parlando di un dato statistico rapportato su un campione ristretto ma pur sempre significativo. Inoltre il sondaggio prova anche a cercare sintomi e cause delle imprese insoddisfatte. Il risultato è che la crisi finanziaria si fa sentire su investimenti e accantonamenti per il 58% delle imprese mentre il riscontro negativo su ordini e fatturato è molto ampio: ben l’80% delle aziende intervistate ha risposto di avere problemi. Il 73% delle imprese incontra problemi a riscuotere i crediti dai privati e, su questo dato, l’85% a causa dell’allungamento dei tempi di pagamento e il 54% per altre insolvenze mentre il 6% ha problemi dovuti alla diminuzione dei clienti privati. Sempre più difficile anche l’accesso al credito: il 78% delle aziende ha notato un deterioramento nei rapporti con le banche e, fra loro, il 69% ha notato in particolare un peggioramento delle condizioni, il 62% ha avuto maggiori difficoltà di accesso al credito, per il 31% sono aumentati i tempi di risposta. Le cause delle difficoltà? Si dividono quasi «equamente» su diversi aspetti: per il 39% la burocrazia, per il 34% le amministrazioni locali, per il 32% la concorrenza sleale e per il 46% le banche. Solo l’11% degli intervistati dà la colpa alla politica.
«LA CRISI, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale rimasta a livelli intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti negativi sulle imprese, già stremate da forti difficoltà e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie» analizza Ezio Bertazzoni, presidente di Confartigianato Massa Carrara che richiama la necessità di avere «minore burocrazia, minore costo del lavoro e attuazione da subito di politiche per l’edilizia, per rimettere in moto una filiera importante dell’economia». In merito all’edilizia, un nodo chiave sarà l’adozione del Regolamento urbanistico di Massa: «Anche Confartigianato ha presentato le proprie osservazioni – prosegue Bertazzoni – e, al di là del contenuto, il fatto che l’amministrazione ci abbia messo mano è da considerarsi estremamente positivo».

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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