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La Nazione (5902)

LA PROPOSTA di una piattaforma di e-commerce per promuovere i prodotti carraresi ha spaccato la città. L’iniziativa dell’assessore alle Attività produttive Riccardo Coppola di aprire un portale cui aderiscano tutti i commercianti del territorio per attirare clienti anche da fuori e per faro conoscere i nostri prodotti tipici non è stata salutata con grande soddisfazione dalla maggior parte dei negozianti del centro storico che vedono nell’opportunità offerta dall’assessore un altro attacco al passeggio e alla frequentazione del centro cittadino.
Dalla parte dell’assessore, invece, gli artigiani della Cna che vedono nel commercio elettronico un canale di vendita che sarà il futuro del settore.
Tuttavia le piccole imprese lamentano l’esclusione da ogni bando regionale che prevede interventi e incedntivi per l’artigianato.
«Gli artigiani apuani sono d’accordo con l’assessore Coppola – si legge in una nota della Cna–: il commercio elettronico sarà sempre di più un canale di vendita determinante in futuro. Ma non è accessibile a tutti». «L’assessore Coppola – spiega Paolo Bedini, presidente provinciale della Cna – ha ragione: serve un passo in avanti verso il commercio virtuale anche da parte delle piccole imprese. L’e-commerce apre un mondo di opportunità soprattutto a quelle imprese che producono qualità, unicità e Made in Italy. Tuttavia non tutte hanno le risorse per investirci». Ed è proprio in questa direzione che va la riflessione degli artigiani. «Purtroppo nell’ultimo bando della Regione Toscana che avrebbe dovuto aiutare le imprese a sostenere interventi per l’acquisizione di servizi innovativi, tra cui anche l’e-commerce, nessuna azienda della nostra provincia è stata ammessa. Nei rispettivi progetti uno dei punti era proprio il commercio elettronico ed i servizi digitali».
Delle 29 delle domande ammesse ben 17 sono aziende dell’area metropolitana fiorentina (9 Firenze ed 8 a Prato), 5 della provincia di Pisa, 4 aretine, 2 lucchesi e solo una livornese. Massa Carrara, così come Siena, Pistoia e Grosseto restano a bocca asciutta nonostante la bontà dei progetti. Il bando in questione metteva sul piatto “Aiuti alle imprese per l’acquisizione di servizi innovativi”. «Lo scalino principale, per accedere al mercato globale virtuale, è di natura economica – prosegue Bedini –. Per creare una bottega virtuale, sostenerla e promuoverla serve una strategia e risorse che costano e che necessita, in molti casi, anche di figure dedicate per la gestione. Senza sostegno il mercato globale è precluso alle piccole imprese artigiane. Da qui rivolgiamo la nostra richiesta affinché il Comune si faccia portavoce, con la Regione Toscana, di questa problematica. Gli artigiani sono pronti a fare come sempre la loro parte».

CONTRARI CORO DI RIFIUTI ANCHE SUL WEB SULLA PIATTAFORMA INTERNET: «IN CITTÀ DEVE TORNARE LE GENTE»
UN CORO di no alle vendite on line. La futuribile proposta dell’assessore al Commercio Riccardo Coppola di aprire unapiattaforma unitaria dove tutti i commercianti possano proporre le proprie prelibatezze e i propri prodotti non ha trovato l’unanimità in città. Se alcuni sono d’accordo e vedono nella suggestiva iniziativa un modo ulteriore per promuovere le vendite e la conoscenza della nostra città, altri invece sostengono che non si tratti altro che di un colpo di grazia a un centro già in fin di vita. «Per Natale – raccontano alcuni commercianti del centro – non abbiamo visto nessuno. In questa città c’è un silenzio assordante reso ancora più grave da un teatro chiuso da troppo tempo. Non sappiamo se per imperizia o per precisa volontà. Sembra quasi ci sia un disegno dell’aministrazione per vuotare la città. Chiudono il teatro e lo transennano rendendo inagibile un’intero quartiere per cinque anni. Chiudono il cinema. Adesso l’idea delle vendite on line. Così in città non verrà più nessuno. Senza contare che alcuni prodotti si prestano anche alla vendita internet, per altri è davvero impossibile. Intanto sono sempre numerosi i negozi che chiudono».

 

Il socio di maggioranza è italo-tunisino. «Quest’anno cresciamo»
SEMBRA una storia a lieto fine (incrociamo le dita) quella dell’ex Barsanti, ora ISM srl. Nei giorni scorso la direzione dell’azienda con sede a Massa (area ex Dalmine) e le segreterie provinciali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil (più i delegati Rsa) si sono incontrate per il «monitoraggio periodico» del progetto di ripresa lavorativa. E nella nota firmata da Paolo Mazzanti (Rsa Uilm), Alessandro Rossi (Rsa Fim) e Carlo Del Fiandra (Rsa Fiom) traspare ottimismo. Il merito della ripresa dell’ex Barsanti Macchine spa, è da dividere equamente. Perchè oggi l’azienda dove lavorano 40 persone (quasi tutti ex Barsanti più alcuni giovani professionisti) ha come socio di maggioranza un giovane imprenditore italo/tunisino. Hanno una quota importante anche le figlie dell’ex titolare (ed ex presidente) mentre l’amministratore delegato è Carlo Alberto Iardella (ex OTO Melara). Manager, azionisti e lavoratori da due anni lavorano insieme per far decollare un progetto industriale condiviso tra proprietà, istituzioni locali e sindacati. «La Barsanti macchine è crollata nel 2013 – ricorda Rossi – per la crisi del settore (macchine per lavorare il marmo ndr.) e problemi interni. Eravamo in 90 dipendenti. Dal 2013 siamo in concordato preventivo e nel 2014 abbiamo cambiato nome, scelta necessaria per conquistare nuovi spazi nel mercato estero. Ora ci sono investimenti e si cresce». Anche nella nota firmata dal sindacato si guarda al futuro con ottimismo: «Il progetto si sta consolidando e per il 2016 ci sono prospettive di crescita significativa. Prospettive accompagnate dalla volontà espressa dalla proprietà di continuare gli investimenti per rinnovare il parco prodotti, percorso che ha già portato all’introduzione sul mercato di due nuove famiglie di telai da marmo, e l’intenzione di proseguire con lo stesso spirito di collaborazione avuto sinora con lavoratori e sindacati». La nota si conclude con l’auspicio a proseguire «il processo di ricollocazione occupazionale, come previsto dall’accordo del 2013».
Andrea Luparia

Passato e futuro delle colonie marine apuane

L’ASSOCIAZIONE Briciole ha organizzato per domani, alle ore 15.30, nella sala della Resistenza del Palazzo Ducale, a Massa, un convegno sul tema delle colonie marine che si affacciano sul nostro lungomare di ponente. Come testimoniano le suggestive immagini che verranno proiettate in apertura, frutto degli scatti del fotografo Giovanni Giannarelli, le colonie rappresentano un prezioso patrimonio che ha più che mai bisogno di essere tutelato e valorizzato. L’approccio del primo dei tre relatori previsti è di tipo storico: Daniele Grandi (impegnato in un dottorato di ricerca presso l’università di Bergamo) svilupperà una riflessione sulle politiche di welfare messe in atto dal tardo Ottocento alla prima metà del ’900. Massimiliano Nocchi, docente a contratto al Politecnico di Milano nel dipartimento di architettura e studi urbanistici, dove si è occupato anche di progetti di rigenerazione urbana, focalizzerà la sua attenzione sull’architettura delle colonie marine e sugli apporti dell’architettura razionalista e del linguaggio internazionale ai progetti delle colonie. Infine, Franco Lorenzani, forte della sua esperienza di urbanista (soprattutto presso la Regione Liguria, dove ha a lungo ricoperto il ruolo di direttore generale del dipartimento di pianificazione territoriale e urbanistica), metterà in evidenza le grandi potenzialità insite nei progetti di recupero, senza tuttavia trascurarne le criticità. A conclusione, è previsto uno spazio dedicato alle domande e ai commenti del pubblico in sala.


TASSAZIONE sul marmo escavato: Alfredo Mazzucchelli, presidente Fiap, sta con il consigliere Giuseppe Scattinae rilancia: «I sindacati mostrino i muscoli». «Riporto la parte finale dell’intervento di Scattina, che in parte condivido:
“Mi sembra che l’inerzia della giunta e della
maggioranza, sul problema
centrale della società, e la loro subalternità ideologica, culturale e politica alle logiche degli industriali del marmo, siano incontrovertibili. E che anche questa ultima
delibera, qui in discussione, dimostra quanto siano lontani da quanto avevano promesso in campagna elettorale agli elettori.” Caro consigliere, nella storia locale, con Alberto Meschi, eravamo di fronte ad un movimento operaio, forte e compatto che con le sue lotte era riuscito a conquistare la giornata lavorativa di sei ore e mezza. A questo punto mi domando se il presente movimento
operaio, diviso in tre organizzazioni avrebbe gli attributi per bloccare il lavoro fino a quando non fosse firmato ed accettato un nuovo regolamento sugli agri, con la condizione di un accordo preventivo per scongiurare
prevedibili interventi alla magistratura dei baroni del
marmo»

E SIAMO a quattro. Inaugurata ieri mattina in galleria d’Azeglio la terza postazione salvavita donata dalla Cooperativa cavatori Gioia. Dopo Marina in piazza Ingolstadt, il palazzetto dello sport, al bar Volpi da Gesù di Fossola, arriva quindi un’altra postazione con tanto di defibrillatore in pieno centro storico. Un importante strumento, nel cuore della città, che permetterà, in caso di bisogno, di salvare vite. A presentarlo ieri mattina gli ex volontari della croce verde Svs Fossola e quelli della pubblica assistenza Carrara e sezioni. Il progetto portato avanti dai volontari si chiama «Teo & Fabri per un cuore che batte» e la Cooperativa ha immediatamente risposto positivamente alle richieste dei volontari di donare un defibrillatore alla città. Anzi, la cooperativa, grazie anche alla Gualtiero Corsi e alla Società apuana marmi, ha donato alla comunità quatro defibrillatori in totale. Un’altra donazione è stata effettuata da Virginia Tarabella, insegnante di pole dance.
UNA DONAZIONE non scontata perché avere un’apparecchiatura come quella in galleria, di ultima generazione, per il nostro territorio è un valore aggiunto che può diventere determinante per salvare una vita. volontari, ci fanno sapere, animati più che mai da grinta e voglia di fare, hanno intenzione di portare avanti questo progetto nel tempo e tra non molto sentiremo ancora parlare di loro per una nuova postazione Dae. Chiunque voglia avere informazioni più dettagliate può contattare il numero 324 8430557 attivo due giorni a settimana (martedì e giovedì dalle 9 alle 12) e la pagina Facebook «Teo & Fabri per un cuore che batte».

 

CONFESERCENTI e Cna insieme per dare vita a nuove imprese. Finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del programma Garanzia Giovani, parte il progetto Via, Valorizzare iniziative di autoimprenditorialità. Sono sempre di più coloro che invece di aspettare un lavoro, se lo inventano e si mettono in proprio: dalle iniziative nella new economy, ai lavori legati alla tradizione artigiana, dai piccoli negozi, alle vendite on line. Mettersi in proprio, però non è cosa facile ed anzi spesso ci si trova di fronte ad un vero e proprio percorso ad ostacoli. Per questo la Regione Toscana ha pensato di agevolare i giovani che con coraggio si mettono in gioco attraverso uno specifico bando, bando che in provincia è stato vinto da Confesercenti e Cna con un progetto di formazione innovativo in cui non sono coinvolti solo docenti ed orientatori, ma anche direttamente imprenditori di vari settori.
«Il progetto Via – si legge in una nota di Roberto Maurella, direttore del Cescot Toscana Nord, l’agenzia formativa di Confesercenti, capofila del progetto – rappresenta un’opportunità unica per chi sia seriamente intenzionato ad avviare un’attività d’impresa sul nostro territorio. Troppo spesso ottime intuizioni imprenditoriali si infrangono contro la realtà dei settori economici in cui tenderebbero ad inserirsi, a causa, soprattutto della mancanza di esperienza dei neoimprenditori: il progetto, grazie ad un sistema di attività che privilegia l’affiancamento individuale e prevede il coinvolgimento diretto, in qualità di veri e propri mentor, di imprenditori di successo, intende appunto fornire ai partecipanti una preziosa occasione per trasformare le proprie idee in imprese vincenti». Soddisfatto Paolo Ciotti, Direttore di Cna: «Abbiamo apprezzato l’approccio che la Regione ha impresso in questo bando, prevedendo che una parte decisiva del percorso formativo potesse essere fatta direttamente da imprenditori, con solide esperienze. Buona parte delle attività previste saranno realizzate da imprenditori, che potranno trasmettere sapere ed idee e inserire subito i giovani nelle piccole community all’interno dei mestieri o delle filiere produttive, in cui lo scambio di know how si mischia a fattori concorrenziali». Il progetto è rivolto a 16 giovani di età compresa tra i 18 e 29 anni che non studiano né lavorano, ma hanno aderito alla Garanzia Giovani. Durata complessiva di 80 ore per ciascun partecipante in cui si alterneranno momenti di lezione di gruppo a momenti di consulenza individuale.

 

ALLA SCOPERTA delle Alpi Apuane con esperti e professionisti: il Gruppo speleologico archeologico Apuano, in collaborazione con l’associazione culturale Sancio Pancia, ha infatti organizzato il ciclo di incontri «De Mundo Apuano». Un’iniziativa per far conoscere a più persone possibili le meraviglie delle nostre montagne parlando delle Alpi Apuane a 360°. Sei incontri in programma, tutti a ingresso gratuito, e gli argomenti saranno legati tra loro per descrivere la particolarità delle Alpi Apuane, analizzandone anche lo stato attuale di conservazione e difesa. Tutte le conferenze si svolgeranno il sabato pomeriggio presso il rifugio antiaereo della Martana, a Massa, dalle ore 18, tranne l’ultima che sarà di venerdì sera. Ecco tutte le date in programma e i relatori che interverranno: si parte il 16 gennaio con Andrea Ribolini e il «Viaggio alla scoperta della flora delle Apuane»; il 30 gennaio tocca ad Alberto Grossi con «Un mondo capovolto, i fragili equilibri eco-ambientali delle Apuane». Si prosegue il 13 febbraio e Paolo Lunini parlerà di «Meteorologia delle apuane e meteorologia di montagna»; il 27 febbraio Fabrizio Serena interverrà su «Speleofauna delle Apuane e della Toscana». A marzo due appuntamenti, il 5 con Leonardo Piccini su «La geologia delle Apuane, le montagne vuote»; in conclusione, il 18 marzo Valentina Malcapi relazionerà su «Esplorare il Buio, il mondo della speleologia» e, a seguire, il Gruppo speleologico archeologico apuano presenterà il corso di speleologia di primo livello di quest’anno.

LA SCOPERTA DI GIANCARLO BERTUCCELLI ALL’ARCHIVIO DI STATO
– MASSA –
SI È APPENA concluso il centenario della nascita dell’artista e scultore Gigi Guadagnucci (foto in basso a sinistra). Lo studioso Giancarlo Bertuccelli (foto in basso a destra), tra i carteggi dell’Archivio di Stato, ha trovato alcune lettere riferite ad alcuni momenti della vita dei fratelli Guadagnucci: Bruno, Giovanni e Gigi, fuoriusciti in Francia e in Svizzera nel tempo del regime fascista. Nelle carte si parla anche delle sorelle Anna e Bruna, soprattutto di Adelina, che raggiunse i fratelli in Svizzera. «In tutto il periodo passato all’estero – fa sapere Bertuccelli - i tre fratelli Guadagnucci hanno sempre lavorato il marmo, interessandosi però anche di politica al punto tale che di loro si occuparono un po’ tutti gli organi di polizia, carabinieri, Ovra, prefetture, consolati regi interni ed all’estero, legati al regime fascista. Nel 1936 i fratelli Giovanni e Bruno venivano inseriti nell’elenco dei sovversivi irreperibili o residenti all’estero e quindi descritti irriducibili antifascisti e comunisti e venivano vigilati anche presso l’impresa marmi Guglielmetti di Annemasse». Nel 1937 si scriveva che «Bruno era militante del Pcdi, che svolgeva propaganda e che era iscritto al circolo di Cultura di spiccato carattere antifascista. Dal Ministero degli interni – comunica Bertuccelli - figura che Giovanni era ricercato per essere iscritto tra gli attentatori della provincia e quindi per essere arrestato, così come i fratelli Gigi e Bruno». Insomma, i tre fratelli erano costantemente controllati, anche nei contatti epistolari: «Le lettere sequestrate negli uffici postali furono diverse – va avanti Bertuccelli - tra cui quella inviata, da Grenoble, da Gigi alla zia Aida Guadagnucci che abitava a La Spezia. Le raccontava che era pigro a scrivere e che forse, ella, in quel 1939 avrebbe ricevuto più notizie dai fratelli che vivevano ad Annemasse. Gigi aggiungeva che la cara Francia l’avrebbe sempre amata per le sue bellezze, la sua cultura: una paese dove tutto era gentile. Ribadiva che a Grenoble aveva tanti amici e che in quel periodo erano dovuti partire per difendersi dal partito (il nazi-fascismo) che «dominava con la forza e la follia» e che lui stesso aveva fatto domanda per combattere con l’esercito francese, anche per onorare il padre che morì insieme ad altri 600.000 «babbi» e giovani italiani contro il «germanismo» assetato di sangue e di guerre». E ancora «Giovanni, scrivendo alla madre Teresa, comunicava l’indirizzo di Adelina, che nel 1941 stava a Ginevra, e concludeva che, una volta finita la guerra, si sarebbe interessato con i fratelli ad acquistare marmo di Carrara per fare lavori e attivare un commercio con la Francia e con la Svizzera. Infine informava la madre che non sapeva se Adelina avrebbe potuto recarsi a Massa».
Angela Maria Fruzzetti

Al CAP il progetto di Zanetti

Al Cap fino al 17 gennaio c’è il progetto «#community» a cura di Andrea Zanetti, da martedì a domenica ore 9.30-12.30; da giovedì a domenica, anche il pomeriggio ore 16-19. Per info 0585/779681.

 

«UN APPELLO alla responsabilità del territorio e delle sue principali categorie». Così il sindaco dopo la preannunciata dismissione di quote da parte della Regione per la nostra fiera Marmi macchine ha subito convocato le principali categorie produttive affinché diano un segnale tangibile. Nel corso di un incontro con Camera di commercio e Assindustria Angelo Zubbani ha fatto presente che la fiera, dopo la dismissione della Regione che rinuncerà al proprio 36 per cento, deve essere salvata dal territorio.
«Ho convocato l’incontro – ha spiegato il sindaco – per avere un segno tangibile da parte di chi ha il dovere di intervenire. Rispetto agli altri poli fieristici della Toscana, la Imm è quella che ha il minor capitale privato. L’impegno delle classi imprenditoriali è il più basso. Penso che l’intervento della Regione che si defila come sta facendo in tutta la Toscana sia di fatto un richiamo alle responsabilità del territorio che se vuole salvare la sua fiera dovrà farlo con gli interventi dei privati che dovranno rivedere la propria partecipazione azionaria».
LA IMM, lo ricordiamo, è composta da un capitale pubblico privato: la Regione Toscana, il Comune (che detiene il 40 per cento) e la Provincia, Comune di Massa e la Provincia di Lucca oltre ad altre piccole partecipazioni pubbliche. Fra i privati troviamo: Cassa di Risparmio di Carrara, CrLucca, Banca di credito cooperativo ed altre imprese private.
Con la spending review della Regione si prevede la riduzione delle partecipazioni della Toscana da 23 a 10 enti. Nella mannaia come previsto anche la Imm che proprio adesso ha cambiato governance e con un attivo staff di nuove e motivate leve sta aggredendo il mercato e cercando di portare a cassa buon risultato in termini di rilancio dell’immagine e della crescita del business.
IL DOCUMENTO di economia e finanza regionale prevede la cessione da parte della Regione entro il 2017: per liberarsi delle sue quote, l’ amministrazione toscana potrà ricorrere ad aste pubbliche precedute da manifestazione di interesse, ovvero a un bando a cui gli interessati potranno rispondere.
Da qui l’invito del sindaco che è già corso ai ripari dopo che la Regione aveva annunciato il ritiro delle quote. Lo stesso assessore regionale alle Attività produttive Stefano Ciuoffo aveva annunciato l’alienazione dei beni di famiglia da parte dell’amministrazione del Granducato e nel contempo aveva invitato le forze imprenditoriali del territorio a farsi avanti per la gestione di un patrimonio come quello fieristico.

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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