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La Nazione (6264)

Concorrenza sleale. Leggendo le intercettazione dell’inchiesta, spiega Lucchetti, sembrerebbe che l’evasione ci sia e provoca una concorrenza sleale
Professionalità. C’è anche un patrimonio di professionalità e competenza che non si trova da nessuna altra parte del mondo: il marmo vola perché ci sono le eccellenze
Il presidente di Assindustria analizza le spinose questioni
EVASIONE fiscale e un distretto del marmo che vola: sulle spinose questioni che interessano la nostra principale risorsa economica interviene il presidente di Assindustia di Massa e Carrara, il dottor Erich Lucchetti. «In questi giorni le cronache locali ci propongono due facce molto diverse del nostro settore lapideo – attacca – che sembra soffrire di una specie di strabismo. La prima riguarda cose che, come semplice cittadino prima ancora che come presidente dell’associazione industriali, fanno indignare. L’evasione fiscale, attuata attraverso la sottofatturazione, è un fatto molto grave. Ovviamente a tutti deve essere riconosciuto il diritto di dimostrare la propria estraneità agli addebiti che emergono dalle indagini; lo stesso diritto vale ancora di più per alcuni addebiti già chiariti nelle fasi istruttorie che continuano ad essere riportati nelle cronache giudiziarie. In fatto di evasione la condanna dell’associazione è ferma: non solo genera un indebito arricchimento per chi la commette – scrive Lucchetti –, ma crea concorrenza sleale nei confronti di coloro e sono la maggioranza, che operano con correttezza e si confrontano lealmente sui mercati. Tutte le imprese devono svolgere le proprie attività nel rispetto della legalità e con senso di responsabilità: è su questi cardini che si costruisce la vera ricchezza di un territorio. L’altra faccia l’ha ritratta il rapporto «Economia e Finanza» curato da Intesa San Paolo che ha posizionato il distretto del marmo di Carrara al terzo posto tra i campioni del Made in Italy, riconoscimento che certifica gli sforzi e le capacità messi in campo dai protagonisti del settore. Mentre la prima ha avuto enorme risonanza, la seconda è stata praticamente ignorata, quasi che le professionalità dei nostri tecnici ed operai e gli sforzi di tante aziende per tenere alta nel mondo l’immagine del distretto fossero cose di poco conto. E’ vero che le intercettazioni pubblicate sui giornali sembrano individuare comportamenti evasivi particolarmente odiosi. Ma è altrettanto importante apprezzare l’impegno e le energie che aziende e lavoratori riversano nel settore lapideo, come ha messo in luce la ricerca sui distretti».

4.800 addetti in cave e imprese di trasformazione
Cave ed imprese di trasformazione, operano 600 imprese per circa 3.800 lavoratori. Se aggiungiamo altre 400 imprese con rispettivi dipendenti che svolgono attività di commercio all’ingrosso di marmi e altre pietre, arriviamo a 4.800 addetti.

«IL RUOLO di Unimpresa nella ricerca e nello sviluppo di nuovi mercati per le aziende del settore lapideo»: questo il titolo del meeting di mercoledì alle 10,30 all’hotel Michelangelo, corso Rosselli 3. Intervengono: Andrea Vinchesi, Claudio Pucci, Giuseppe Capuano, Paolo Giraud, Paolo Longobardi.

Piazza Duomo Pietrasanta oggi alle 1630

Passeggiata nell'arte e nella storia di Pietrasanta organizzata da Galatea Versilia. I visitatori saranno accompagnati da una guida turistica. Durata 2 ore. Costo 7 euro. Info al 339 8806229.

Ecco i nomi dei ricorrenti

La Facciata, Società apuana marmi, Marmi Canalgrande, Escavazione Polvacio, cooperativa cavatori Canalgrande società cooperativa, Gualtiero Corsi, Marmi Carrara, Bettogli marmi, Marmi Lorano, Marmi Gioia e soprattutto Omya cave statuario

 


I dissidi del marmo. La guerra legale Le più importanti aziende contro la LR e per la privatizzazione
Incostituzionale. Dopo la prima udienza il Tribunale ha rinviato alla Corte Costituzionale
Legge regionale. La legge regionale sul marmo è stata impugnata dal governo lo scorso 31 maggio e mandata alla Consulta
Preoccupazione. Claudia Bienaimè di «Carrara bene comune» sostiene che palazzo civico non stia difendendo una risorsa della città con i giusti strumenti
di ALFREDO MARCHETTI
«CI PORTANO via le cave e il Comune va alla guerra con arco e frecce». Il Comune citato in giudizio da 11 aziende del marmo. La motivazione: le principali aziende di escavazione hanno fatto ricorso al tribunale per chiedere l’accertamento del diritto di proprietà sulle cave sia beni estimati che agri. A far emergere il caso, che potrebbe far scoppiare una vera e propria bomba, il consigliere di Carrara bene comune Claudia Bienaimè. «Leggendo una delibera comunale – prosegue – che dava mandato di difesa al legale Domenico Iaria ho scoperto che alcune aziende vogliono vedersi riconosciuta la proprietà delle cave». A citare in giudizio il Comune sono: La Facciata, Società apuana marmi, Marmi Canalgrande, Escavazione Polvaccio, Cooperativa Canalgrande, Gualtiero Corsi, Marmi Carrara, Bettogli marmi, Marmi Lorano, Marmi Gioia e Omya cave statuario: questa è la citazione che ha catturato l’attenzione di Bienaimè. Per questo ricorso c’è già stata una prima udienza in cui il giudice Paolo Puzone ha rinviato alla Corte costituzionale, come richiesto dalle parti. «Sorreggono – prosegue – la citazione con queste affermazioni: per quanto riguarda l’individuazione dei beni estimati secondo i tenutari si deve fare riferimento ai titoli di acquisto, quando, però, tutti i pareri giuridici affermano chiaramente che la ricostruzione dei confini debba basarsi sui riferimenti catastali del 1720. Inoltre rilevano che sia i beni estimati che gli altri sono stati oggetto di compravendita o di trasferimenti dopo fallimenti, quindi sanciti dal tribunale. Le aziende sollevano incostituzionalità della norma regionale chiedendo di intervenire alla Corte costituzionale per attuare il principio contradditorio. Le società chiedono il riconoscimento della proprietà dei beni identificati nel catasto che attualmente occupano». E il Comune come ha risposto? «Con debolezza – conclude Bienaimé –. Non risponde punto per punto, ma dimostra di non avere una ricognizione delle cave, tra l’altro chiesta dalla Regione e non ancora avvenuta».

STUPITO Leonardo Quadrelli, della Fillea Cgil di Seravezza per la reazione della preside del «Tacca» Anna Rosa Vatteroni sulla volontà della Versilia di aprire una scuola del marmo. «E’ una posizione – Scrive Quadrelli – nota e non recente, condivisa anche all’ultimo direttivo dei delegati a Seravezza, presente il segretario Salvatore Lo Balbo della Fillea nazionale che ribadisce l’intenzione di sostenere a Seravezza e in tutte le province italiane dove è importante il settore lapideo (ad Apricea, Foggia il corso inizierà a settembre) la specializzazione introdotta dal ministero. Prima di fare esternazioni sarebbe necessario informarsi nel rispetto del ruolo altrui. Per la Fillea Cgil è necessario istituire la scuola del marmo a Seravezza per preparare giovane maestranze alla professione. Conosco le dinamiche del distretto lapideo e credo che la Versilia abbia tutte le caratteristiche per garantire il successo del corso dato l’alto numero dei laboratori di marmo. Le ricerche di mercato raccontano di cambiamenti nella filiera.
Trovo deleterie polemiche campanilistiche su una questione simile. Credo che ci sia spazio e necessità di due scuole del genere nel distretto lapideo più importante del mondo alla luce del Piano paesaggistico della Regione Toscana dove si prevede che entro il 2020 almeno il 50 per cento del materiale estratto venga lavorato in loco. È necessario agire con cooperazione anziché una cieca contrapposizione per il bene della filiera produttiva del territorio e delle nuove generazioni».

 

 

Gli amici lo ricordano come un visionario per il suo senso concreto del futuro e dei progetti a lungo termine per la città

IL PALLINO PER IL MARMO. GIULIO CONTI FU PROMOTORE DEL PROGETTO «IL MARMO OLTRE IL MARMO» PER LA VALORIZZAZIOEN DEL LAPIDEO A 360 GRADI: NON SOLO ESCAVAZIONE
A UN ANNO dalla morte di Giulio Conti, la città ricorda il suo ex sindaco e la figlia Patrizia scrive queste righe: «Alcuni giorni fa mi ha telefonato un caro amico di mio padre per raccontarmi di averlo sognato e di essersi alzato felice, perchè l’atmosfera era allegra, scherzosa, come spesso accadeva nella realtà... nell’ultima parte, prima del risveglio, Giulio gli ha regalato un pezzo di pane, ammonendolo, in dialetto, a non dimenticare di portarlo con sé. Ho ritrovato, in questo sogno, alcune delle note salienti del suo carattere: l’orgoglio per la sua “carrarinità” ma, soprattutto, la capacità cogliere il lato ironico e divertente della vita, senza mai perdere di vista le cose veramente essenziali, il “pane” della nostra anima. Ha scelto di andarsene un anno fa, rifiutando, con dolorosa determinazione, di sopravvivere attaccato ad un macchinario, lui che amava così tanto la vita e la libertà. Se ci fosse un aldilà, sono certa che, in qualche anfratto nascosto per coprire il rumore delle macchine da stampa, mio padre, Ennio e Marcello sarebbero intenti a stampare qualche giornale sedizioso, denunciando le carenze della dirigenza. Un abbraccio corale a tutti quelli che gli hanno voluto bene, ricordando loro una frase che amava pronunciare nei momenti difficili: fanti, sempre avanti».
Giulio Conti, lo ricordiamo, fu sindaco di questa città dal 2002 al 2007. Fu fondatore della fiera Marmi macchine e nel suo mandato dette particolare attenzione al marmo e alle sue problematiche. Credette fortemente nella strada dei marmi che riuscì a progettare e vedere realizzata.
« La prima fiera Marmi macchine si svolse dal 31 maggio all’ 8 giugno 1980 e fu subito un grandissimo successo – ricordano gli amici –, ma esattamente un anno prima, il 22 e 23 giugno 1979, si svolse un convegno di studi su “Produzione e mercato del marmo dal passato ad oggi“. Giulio era un “visionario” ma non nel senso di una persona che crede reali cose inesistenti, o che formula progetti irrealizzabili, era invece portatore di una “vision” un termine che indica la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni e fissa traguardi e incentiva all’azione su obiettivi di lungo periodo».
L’abbraccio della redazione ai figli Patrizia, Manuela e Marco.

 

Versilia Produce

VersiliaProduce è un periodico trimestrale pubblicato da Cosmave che costituisce una realtà consolidata e unica nel panorama della stampa di settore che si avvale di firme esterne (imprenditori, rappresentanti di enti locali, ingegneri, etc.) che commentano eventi, promuovono dibattiti e approfondiscono aspetti tecnici.
Il giornale è distribuito via posta in oltre 2000 aziende del territorio apuo-versiliese e dei maggiori comprensori lapidei italiani (Verona, Tivoli e Rapolano, Puglie, Sicilia, Sardegna, Piemonte); VersiliaProduce è anche diffuso in occasione di fiere, workshop e manifestazioni di settore.

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